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storia

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BREVE STORIA DI CEPRANO

(Da "La Voce del Santuario" n. 1 febbraio 1998)

 


Ceprano, fondata nel 125 A. C., sorge in un'ansa del Fiume Liri sulle rovine dell'antica FREGELLAE, la colonia a cui Ceprano deve le sue origini in tempi remotissimi.

Da sempre centro di facili comunicazioni, quasi naturale demarcazione tra la "Campania Felix" e il "Latium", fu teatro di grandi eventi storici e bellici.

Nel 548 subisce saccheggio e incendio da parte di Totila, re dei Goti; nel 916 lotta contro i Saraceni e dà man forte a Giovanni X per cacciarli dai paesi occupati;

nel 1080 vi si compie l'investitura di Roberto il Guiscardo per i domini della Sicilia, Calabria e Puglie da parte di Gregorio VII;

nel 1114 è sede di Concilio per opera di papa Pasquale Il ;

nel 1259 vi si svolge la battaglia tra Manfredi e Carlo D'Angiò ;

nel 1815 vi è sconfitto dagli Austriaci Gioacchino Murat;

nel 1944 diventa retrovia e punto di concentramento per la battaglia di Cassino.

Nel nostro Convento in questa occasione sono stati ospitati circa diecimila sfollati.

Il 20 agosto 1863 da Pio IX fu insignita del titolo di "Città" per la "costante e inviolabile fede verso la S. Sede".

 

Ceprano infine ha dato natali a pittori, storici, archeologi, giuristi, musicisti e letterati come Antonio Vitagliario, Giovanni Colasanti, Nicola Consoni, Filippo Guglielmi, Umberto Guidi, Vincenzo Carboni, Amedeo Maiuri, Antonio Spinosa ecc. ecc.

A questi bisogna affiancare figure di grande rilievo nel campo ecclesiastico, missionario e caritativo. Tali sono Mons. Pietro Corvi, P. Giuseppe Fraschetti e Mons. Luigi Conti ancora vivente, già Nunzio Apostolico in America Latina e in Irak.
 

STORIA DEL CONVENTO

Mons. Pietro Corvi, Pronotario Apostolico, avendo già provveduto la sua città natale  d’importanti istituzioni benefiche, voleva realizzare il sogno di dotare la stessa città  di una comunità religiosa  per l’assistenza spirituale delle vaste campagne circostanti. Ciò potè realizzarsi grazie al provvidenziale incontro col superiore provinciale di allora, P. Antonio di Gesù (Intreccialagli ) che governava una provincia in crescita  di soggetti, ma che in meno di un secolo  aveva  perso più della metà dei suoi conventi(8 su 12)  e per di più in città importanti come Ancona, Perugia, Terni e Viterbo. La fondazione di Ceprano era la prima  occasione per ampliare di nuovo la geografia della Provincia,  ridotta al minimo per le note vicende delle due soppressioni. In più essa rappresentava  il ritorno in un luogo caro ai Carmelitani,  che per 37 anni, cioè dal 1616 al 1653, avevano dimorato nel conventino di S. Antonio Abate.

                  Mons. Corvi e P. Antonio, uomini di profonda spiritualità ma nel contempo di provata esperienza  nel maneggio degli affari, avevano tutti i numeri per far presto e bene. E così avvenne. Il 30 marzo 1893 Mons. Corvi, dopo una serie  d’incontri personali ed epistolari, inviò ai superiori dell’Ordine  la richiesta ufficiale che fosse”  fondata una casa dello  stesso Ordine nella Città di  Ceprano,  diocesi di Veroli e provincia di Roma “. Nella stessa lettera si  obbligava a precise condizioni, cioè di offrire il luogo per la fondazione e di costruire a” tutte sue spese il conventino e chiesa annessa a forma del relativo progetto che si esibisce” . Il Consiglio provinciale, dopo aver  ottenuto l’assicurazione  che sia il convento che la chiesa fossero più spaziosi  per l’uso che se ne intendeva fare, in data 6 giugno 1893, accettò la fondazione. Il 15  giugno è la volta del Definitorio Generale che approva  la fondazione e il relativo disegno dell’arch. Luigi Rosa. Intanto  Mons. Corvi otteneva  il beneplacito del vescovo diocesano,  che consentiva alla nuova comunità religiosa d’impiantarsi nel suo territorio. Finalmente il 29  sett. 1894 il fondatore in persona, circondato dal clero cittadino, dalle  confraternite e dal alcuni religiosi  venuti da Roma insieme  al nuovo provinciale P. Alessandro di S. Teresa, benedisse e pose in opera la prima pietra della chiesa.

            Nel marzo 1898, dopo quattro anni appena,  sia la chiesa che il convento  erano pronti  per accogliere i religiosi ed inaugurare la vita monastica. Infatti  il 6 marzo  giunse a Ceprano un primo gruppo di  tre religiosi col il compito  di preparare gli ambienti per gli altri religiosi destinati alla nuova fondazione. Il 18 aprile  successivo  arrivò il secondo gruppo di ben dodici studenti  provenienti dal  convento di S. Silvestro in Montecompatri e qui inviati per completare gli studi teologici, dando a  questa nuova  casa  la sua precisa configurazione  come sede del collegio teologico della Provincia Romana . E tale rimarrà per 70 anni, cioè fino al 1967. Il giorno dopo, cioè  il 19 aprile , il padre  provinciale  insediò  ufficialmente la comunità, dandogli il primo superiore  nella persona del P. Onorio dell’Ascensione  e stabilendo i limiti della clausura. Il  15 luglio, vigilia della solennità del Carmine, il superiore generale P. Bernardino di S. Teresa, venuto appositamente da Roma con il procuratore  generale P. Rinaldo di S. Giusto, sul mattino benedisse   la nuova chiesa, alla presenza del Fondatore, dei religiosi della comunità e di poche altre persone e nel  pomeriggio  trasferì processionalmente il SS. Sacramento dall’oratorio alla chiesa.  Il giorno 16  infine  lo stesso  padre generale  celebrò nella chiesa la prima Messa Solenne  e al Vangelo il procuratore generale  pronunziò un forbito discorso di circostanza. La Cronaca annota :   la carità inesauribile  dell’Ill.mo Mons. Corvi  fornì il denaro  per qualunque  spesa”. Anzi secondo  la classica tradizione dei migliori fondatori, Mons. Corvi, insieme alla sorella Anna e alla zia Rosa, curò personalmente l’arredamento  della  chiesa, delle celle  e delle varie officine.

         Il convento ha la forma di un quadrilatero perfetto con all’interno il chiostro. E’ di stile sobrio e lineare, ma molto arioso e luminoso. Consta  di  circa 30 camere, oltre alle officine  e agli ambienti destinati  allo svolgimento della vita della comunità, come l’oratorio interno, la sala di ricreazione, le aule scolastiche, la cucina, il refettorio ecc.

          La chiesa è a croce latina e ad una sola navata  e il merito di averla ridisegnata  come oggi si presenta si deve all’architetto Prospero Sarti  di Bologna, il quale riuscì ad armonizzare  espressioni artistiche di epoche diverse e a mantenere fede ad un certo stile carmelitano che privilegia la sobrietà alla ricchezza eccessiva degli ornati. La chiesa  originaria  si presentava con una torre campanaria all’altezza  del coro dei religiosi  e con cupola  a tamburo piatto. L’odierna  torre campanaria sulla facciata della chiesa fu costruita  nel 1904 e  la cupola snella e svettante che oggi ammiriamo  fu costruita nel 1910.  Diedero occasione a questi cambiamenti, la mole di lavori che dovette essere affrontata per riparare errori macroscopici commessi nella progettazione e nella costruzione sia del convento che della chiesa in particolare, per la quale s’impose subito l’urgenza di riparare lesioni e perfino cedimenti  che si verificarono nella volta  e nelle colonne portanti della cupola. Queste riparazioni ed altre effettuate successivamente costarono la salute del fondatore e tanto denaro  quasi quanto ne fu impiegato per la  costruzione.

        Su disegno dello stesso Sarti furono  eseguite le terrecotte  della facciata della chiesa, gli altari, la sagrestia, il coro, i confessionali e perfino i candelieri, i leggii ecc. ecc. e dietro suo suggerimento  furono  chiamati a lavorarvi noti artisti, come Angelletti e Biscarini di Perugia per le terrecotte, Carlo Magni di Ceprano per tutti i lavori in legno, Bartolini, Eugenio Cisterna e Cesare Bodoni per le pale degli altari, i pittori Giuseppe Fagioli, Alberto Albani, Diotallevi di  Ronciglione per la decorazione, Crispino Crispigni  e Alessandro Vitali per la doratura. Spicca fra tutti  Ettore Ballerini di Ancona,  che diresse tutto il lavoro di decorazione e fu autore di parte dei medaglioni, del crocifisso del coro, dei quattro evangelisti  nei riquadri alla base della cupola e infine dell’affresco nel catino dell’abside, dove con rara perfezione è rappresentata la gloria della  Madonna  fra gli angeli e i santi carmelitani.        

               Il convento di Ceprano, appunto perché sede del Collegio Teologico, potè sempre contare su una numerosa comunità di giovani e su insegnanti culturamente e spiritualmente ben preparati. Da questa presenza qualificata scaturì un triplice beneficio. In primo luogo favorì una fioritura di vocazioni per il Carmelo e per altri ordini religiosi: dal 1898 ad oggi Ceprano ha dato all’Ordine 26 vocazioni e gli altri paesi del Frusinate ne hanno dato circa 40.  In secondo luogo fu possibile intraprendere una multiforme azione pastorale che andava dall’assistenza spirituale delle campagne di Ceprano e Arce, come la desiderava il fondatore del convento, all’aiuto ai parroci della zona, all’impegno di predicazione sia  al popolo che agli istituti religiosi, alla direzione spirituale, ad  incontri con gruppi cattolici impegnati, a convegni di studio ecc. ecc. In terzo luogo  si lavorò  per diffondere ovunque la devozione alla Madonna e per far diventare la nostra stessa chiesa un centro  d’irradiazione di spiritualità  mariana. Vi furono istituite confraternite mariane, vi furono celebrate con grande solennità  le feste della Madonna ed in modo particolare la festa del  Carmine, che è diventata una delle più  belle dell’Ordine. In riconoscimento di questo  apostolato  mariano  Mons. Carlo Livraghi il 21 gennaio 1962 elevò la chiesa a Santuario Mariano della diocesi  e a ricordo  fu  costruita nel piazzale antistante  alla chiesa  una fontana - monumento  dedicata alla Madonna e inaugurata nella festa del Carmine dello stesso anno.

             Oggi la piccola comunità che continua ad assicurare la presenza carmelitana in terra ciociara , in occasione delle celebrazioni del Primo Centenario della fondazione, ha voluto rinnovare l’impegno di fedeltà all’apostolato mariano. Anzi desidera moltiplicarlo nelle forme più accessibili al popolo di Dio ed è oggi pronto per la migliore utilizzazione del convento ad impegnarsi nell'accoglienza di gruppi e singoli che desiderino avvicinarsi sempre più a Dio ed alla Vegine del Carmelo attraverso il grande esempio mistico dei Carmelitani di Santa Teresa. Infine nell'anno 2000 questo Santuario ha avuto l'onore di ottenere il titolo di Chiesa Giubilare.

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Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
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