| |

storia

VEDI  FOTO

STORIA DEL CONVENTO

DI SAN SILVESTRO 

MONTE COMPATRI

 mcom

I religiosi  scalzi d'Italia  salutarono con entusiasmo questa fondazione  per due ragioni. La prima  perché  ad essa era  legata la celebrazione del  primo capitolo generale. Difatti  Clemente VIII nel motu proprio " In Apostolicae dignitatis culmine" del 13 nov. 1600, dando le norme  per la nuova  congregazione  di Scalzi in  Italia, aveva stabilito  che i Padri celebrassero il primo  capitolo generale  non appena fossero in possesso  di una quarta casa. La  scultorea frase  del manoscritto "Summa chronologica" :"Anno 1605 : quartum Familiae coenobium initum est" esprime a sufficienza questo stato d'animo.  La seconda ragione  perché, con questa nuova fondazione lontana  dai centri abitati  e immersa nel verde dei boschi ,  poteva essere soddisfatto il desiderio di molti religiosi che intendevano  passare un periodo di tempo in  completa solitudine e in continua preghiera. Di questo desiderio  si fece interprete  il Ven. P. Pietro  della Madre di Dio, Commissario Apostolico della nascente Congregazione d'Italia,  il quale,  incontrando papa Clemente VIII nella Villa di Mondragone presso Frascati e discorrendo sui vantaggi della solitudine,  gli faceva  presente  quanto fosse utile per i suoi religiosi  avere a disposizione  un luogo solitario  dove ritemprare lo spirito  dalle fatiche apostoliche. Attraverso la collaborazione del Card. Baronio fu subito trovato il luogo desiderato : il convento e la chiesa in onore di S. Silvestro papa costruiti dai Canonici Regolari sulla sommità del Colle, un po' più  al di sopra del primo e diruto conventino dei figli di S. Francesco. Ritiratisi i Canonici Regolari, nel 1541 il complesso divenne  proprietà della S. Sede che le conferiva prima il titolo di semplice commenda e poi di commenda abbaziale. L'ultimo a godere del titolo di Abate Commendatario   fu Don Tommaso Avalos  il quale  fu felicissimo  di rimettere  il complesso  nelle mani del papa affinché fosse trasferito agli scalzi in libero e perpetuo possesso, come difatti  avvenne con breve  di Clemente VIII il 18 dic. 1603 e confermato da Paolo V.   I padri ne presero possesso il  17 aprile 1605 : "cominciarono ad officiare  la chiesa, come dicono le cronache, e  si diedero da fare  per costruire dalle fondamenta  una nuova casa con l'aiuto dei benefattori. " Ma questo non avverrà, almeno in modo definitivo, se non partendo dal  1622.

Con questa fondazione  tanti venerabili  religiosi e missionari poterono di fatto usufruire della solitudine  desiderata ed ebbero a loro disposizione  perfino un romitorio con annessa cappella eretto a spese dell'ambasciatore di Spagna presso la S. Sede e poi vicario del Re di Spagna nelle due Sicilie. Il più  invincibile nostalgico di questa solitudine fu il Ven. P. Giovanni di G. Maria, che vi ritornava spesso, rubando il tempo ai suoi delicati  compiti  di legislatore della Congregazione, di educatore della gioventù teresiana, di superiore  e di fecondo scrittore e divulgatore della spiritualità carmelitana. Chiese con umiltà e insistenza ai superiori di trascorrervi l'ultimo anno della sua vita e qui  santamente si spense il 28 maggio 1615, lasciandovi il suo corpo incorrotto. E' in pieno corso il suo processo di canonizzazione iniziato a Roma il 22 marzo 1996. Questo luogo di solitudine inoltre fu meta di pellegrinaggio spirituale di  illustri personaggi,  tra cui i papi Paolo V, Urbano VIII, e nei tempi più recenti, Pio IX, la cui visita  è ricordata  da una lapide posta nella cappella dove si conserva il corpo incorrotto del Venerabile.                            

 

  Ma questa originaria  vocazione alla solitudine del convento di S. Silvestro  non impedì affatto alla Congregazione, di potervi espletare, secondo le necessità, altre mansioni e  attività.  Fu Seminario delle Missioni  dal 1605 al 1612, sede di noviziato dal 1617 al 1625, sede di formazione dei neo professi e di studi filosofici a più riprese ed infine  sede de I° capitolo generale della nuova Congregazione e di nove  capitoli provinciali.  Nel decorso del tempo, a causa della sua particolare esposizione alle intemperie  e per la sua struttura primitiva difettosa esso  richiese l'impiego di enormi somme di denaro,  prima per eseguire lavori di riparazione e riadattamento  del preesistente, e dopo per la  costruzione del nuovo convento e della nuova chiesa, dell'enorme cisterna per raccogliere le acque piovane e per tanti altri lavori  fatti per   prevenire crolli, per  rafforzare  muri ecc. ecc. 

All'inizio della fondazione fungeva da chiesa il salone accanto alla sacrestia.  La chiesa attuale, dedicata a S. Silvestro I Papa, fu edificata  nel l660  e vi pose  la prima pietra il Card. Antonio Barberini, molto stimato dai padri per  la nobiltà d'animo e per l'integrità dei costumi. La sua facciata è stata costruita nel 1854, per ordine del Card. Mattei,  e  con pietra  del vicino Monte Salomone. E' di medie proporzioni, piena di grazia e di armonia e  per di più arricchita dalla presenza  massiccia di quadri di F. Luca di S. Carlo, a cui oggi  la critica  riconosce  un indubbio talento artistico. Aveva originariamente tre altari, ai quali   furono aggiunti un piccolo e grazioso altare in onore della Madonna del Carmine  e nel 1926 la grande cappella in onore di S. Teresa di G. Bambino a ricordo della sua  canonizzazione.  Merita una particolare  menzione il piccolo Santuario della Madonna del Castagno costruito nel 1680, così chiamato perché vi  fu incluso  un  grosso tronco  di castagno dove  i Padri avevano infisso l'immagine della Madonna, fino allora custodita nella piccola chiesa conventuale, affinchè potesse essere  venerata più facilmente  dai fedeli.  

 

personaggi famosi

L'8 gennaio 1874 il convento  fu indemaniato dal governo e  ceduto al municipio di Monte Compatri  che lo adibì a ricovero dei vecchi. Riscattato all'asta  pubblica  il 30 maggio 1905 e scelto nel 1920  come sede del collegio degli aspiranti fu sottoposto ad appropriati  lavori di restauro, a cui contribuì anche il papa Benedetto XV, tramite il superiore generale P. Luca di M. SS.ma,  ispiratore del progetto. In tempi successivi e non molto distanti l'uno dall'altro il detto collegio subì  due traslochi che comportarono altre trasformazioni. Il  primo è consistito nel trasferimento del collegio  dal primo al secondo  piano, esattamente  negli ambienti del vecchio noviziato che l'Ordine aveva restaurato e adattato a villeggiatura della casa generalizia ; il  secondo è consistito  in una radicale  trasformazione di tutto il secondo  piano realizzata negli 1955-1956 sotto  il provincialato del  P. Carlo di G. Maria, per ricavarvi locali più ampi e confortevoli,  dove si potesse svolgere per intero la vita del  Collegio, dalla preghiera alla ricreazione.

    Sopravvenuta  la penuria  di vocazioni,  la vita del Collegio e quindi del convento  subirono  un  arresto improvviso di attività, a cui si cercò di porre riparo tentando varie soluzioni. L'ultima fu la cessione in comodato  di tutto il convento, ad eccezione di una piccola parte riservata ai nostri religiosi, alla comunità francese delle Beatitudini. Ma dietro esplicita richiesta  della Provincia, il Consiglio  provinciale chiese la risoluzione del contratto di comodato e , l'11 settembre 1995, approvò" la  ristrutturazione del convento che deve rispettare le strutture esistenti, mantenere un'immagine monastica, pur inserendovi.... conforts  secondo le esigenze della vita moderna ecc. ecc. ".  Ora la casa, che è costata tanto denaro e lavoro, dal 1997 è  pronta come " Casa di accoglienza e di spiritualità". Ma a tuttora  la Provincia  sta alla ricerca della formula migliore per un'accoglienza privilegiata  per giovani che desiderano riflettere seriamente sul loro orientamento spirituale e vocazionale e che il Consiglio Provinciale aveva tenuto presente nella suddetta approvazione.   

moco

VEDI  FOTO

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007
powered by DOMUSMEDIA © | All rights reserved