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LA VITA DELL'EREMO
L’Ordine Carmelitano, fin dalle origini nel secolo XII, coltivò con particolare impegno la vita eremitica; anzi nacque come Ordine eremitico. S. Alberto, patriarca di Gerusalemme, affida nel 1209 la sua Regola: “ai diletti figli di Brocardo e agli altri eremiti che vivono sotto la sua obbedienza, sul Monte Carmelo presso la fonte di Elia”. Diffusosi in Europa e divenuto Ordine mendicante, per ordine della Chiesa, armonizzò contemplazione ed apostolato adattando con opportune modifiche la Regola con l’approvazione di Innocenzo IV nel 1247.
Date le turbolenze e le vicissitudini dei secoli che seguirono non si hanno testimonianze specifiche di una vita eremitica. Questa riprese vigore con la riforma dell’Ordine attuata da S. Teresa di Gesù e S. Giovanni della Croce.
I secoli non sono riusciti mai a cancellare, dal cuore del carmelitano più autentico, quella nostalgia verso il Sacro Monte Carmelo da cui ne fu scacciato dal fanatismo mussulmano. Questo spiega perché, lungo la storia, sono continuamente sorti degli eremi per appagare questo anelito insopprimibile di questo straordinario carisma.
La Provincia Romana dei Carmelitani Scalzi, costituitasi nel 1617, sotto il titolo della Purificazione di Maria SS.ma, nel 1668 soddisfa la grande aspirazione dei suoi ferventi religiosi ed attua il prescritto delle Costituzioni fondando un Eremo nel feudo di Canale Monteranno, della Famiglia Orsini, nella località di monte Sassano (luogo pieno di sassi), ma che dal nome del principe Virginio Orsini venne chiamato Monte Virginio.
L’Eremo sorge alle falde del Monte Calvario a 540 m. sul livello del Mare. Dalla sommità del Monte si gode un meraviglioso panorama offerto dai monti della Sabina, del Soratte, dei Colli Albani e del lago di Bracciano; nei giorni limpidi si può chiaramente distinguere il Mar Tirreno, i castelli romani e la Cupola di S. Pietro.
Dal 1668 al 1876 (anno della soppressione da parte dell’autorità civile), pur con alterne vicende e forzate interruzioni, la Provincia Romana dei Carmelitani Scalzi vide i suoi religiosi impegnati in una commovente e affascinante gara di ricerca della sola realtà necessaria: Dio, l’unione beatificante con Lui nel terribile quotidiano di un’ascesi austera (silenzio, digiuno, lectio divina), di una preghiera personale e comunitaria (orazione mentale, celebrazione delle Ore, S. Messa comunitaria) che assorbiva la massima parte della giornata.
MONTEVIRGINIO è collegato a Roma attraverso la Via Cassia, la Via Claudia e Braccianese, mentre una comoda rete stradale permette di spostarsi facilmente dalla detta borgata ai vicini centri di canale Monterano, Oriolo Romano, Manziana e Bracciano.
All’Eremo si accede imboccando la strada solitaria ed asfaltata che si apre dinanzi al Cimitero di Canale Monteranno e percorrendone l’intera salita (900 m.) fino al piazzale antistante l’edificio.
Frequenti segnalazioni stradali poste nei vicini centri con la scritta “Convento del 1668” indicano la direzione dell’Eremo che a tutti vuol offrire silenzio, riposo fisico e spirituale, pace e serenità interiore.
Il convento e il suo parco, che nei vari secoli ha subito trasformazioni, adattamenti, restauri, è lo stesso, quanto alle strutture portanti e alla ubicazione dei locali, del 1668.
MONTEVIRGINIO: IL NOVIZIATO
DELLA PROVINCIA ROMANA
La nostra comunità adesso è di quattro religiosi. Ospitiamo solo uomini singoli che vogliono vivere giorni di silenzio e di preghiera e seguire l’orario della nostra giornata.
Per altre informazioni, telefonate: 06/99837167.
Dio Padre guidi tutti voi alla sua gioia.