| |

storia

VEDI  FOTO

storia  

S. TERESA DI GESU' BAMBINO IN PANFILO A ROMA

           

        La  Provincia  accettò definitivamente la fondazione il 26 aprile 1928, ma la proposta era stata fatta prima e vagliata attentamente il 6 gennaio precedente. In sintesi il discorso dei superiori era il seguente. Sebbene la Provincia  non senta il bisogno di altre case  e la fondazione di Anzio è tutt’altro che ultimata, non mancano ragioni valide per accettare questa nuova fondazione, come  il titolo dell’erigenda chiesa,  la sua ubicazione nell’ambito della nostra parrocchia di S. Teresa al Corso d’Italia e altre condizioni favorevoli. Infatti si era costituito un comitato presieduto dal parroco di S. Teresa, P. Onorio Residori, che aveva raccolto offerte per erigere la cripta  e altre ne avrebbe  raccolte per erigere  la chiesa sovrastante.  La Provincia  doveva costruire a proprie spese solo il convento e già pensava di adibirlo a casa provincializia. Quindi in linea di massima accettò la fondazione, ma date le difficoltà economiche in cui si dibatteva, volle ed ottenne  che la metà dei proventi derivanti  dalle  catacombe, invece di andare al comitato, andasse alla comunità di S. Panfilo.  Ed in questo senso,  il 3 maggio 1928, il Cardinal Vicario Basilio Pompilj rettificò l’affidamento” in perpetuum” della cripta e dell’erigenda chiesa già fatta  alla Provincia Romana il 2 aprile precedente. 

           La somma da impiegare   per la costruzione della chiesa  non fu  trovata  subito e divenne causa di dissapori fra la parrocchia “ madre “ e la chiesa” figlia”. Il nuovo parroco P. Tarcisio Benedetti  voleva  ad ogni costo che la comunità di S. Panfilo si addossasse  il  debito rimasto. Dopo tante  fraterne... ! ! !dispute e lanci di messaggi  più o meno positivi durati per lungo tempo finalmente  si venne ad un accomodamento.  Ma, nonostante questa ed altre difficoltà iniziali, la Provincia teneva particolarmente a cuore  di  ritornare su un suo antico possedimento  denominato dagli Archeologi ”Vinea Patrum Teresianorum  L’odierno convento infatti sorge  sull’area di un vecchio casale che la comunità di S. Maria della Vittoria ivi possedeva fin dal 1700 con annessa cappella della Vergine e una vasta vigna divisa  in tre appezzamenti, di cui uno era stato donato dalla principessa Ludovisi  per il sostentamento dello studentato di teologia. Dopo la confisca  dei beni ecclesiastici del 1870 la vigna fu venduta all’asta e fu aggiudicato alla Ditta Moroni e  da questa passò alla famiglia  Sebastiani, che la  lottizzò, dando il suo nome al nuovo quartiere. Sotto questa  vigna  si stendono in parte le catacombe del martire S. Panfilo, dove nel 1920 gli archeologi scesero per la prima volta e nella profondità di venti metri trovarono “ vastissime gallerie  cimiteriali e monumenti cristiani di rara bellezza “.  Benedetto XV, venuto a conoscenza della eccezionale scoperta, ordinò l’acquisto del terreno coll’intento di riservarlo alle indagini archeologiche e in un secondo tempo di ripristinare il culto dei  martiri qui sepolti. In sintonia con le premure manifestate a suo tempo da  Benedetto XV,  Pio XI, tramite la lettera sopra citata del Card. Pompily del 2 aprile, “ordina  che i lavori che ora e in seguito saranno fatti .... siano sempre fatti con piena intesa e approvazione della Pontificia  Commissione di Archeologia Sacra, affinchè nessun nocumento derivi  dalle nuove costruzioni alle sottostanti  catacombe”.     

               Ecco alcune tappe  della fondazione. La cripta disegnata da Guglielmo Palombi ed eseguita  dalla  Ditta De Angelis fu iniziata  nell’agosto 1927 ed inaugurata il 16 maggio 1928 ; il convento con un seminterrato e tre piani , sempre su disegno del Palombi,  fu iniziato nel luglio 1928  e terminato a tempo di record  il primo ottobre seguente ; la chiesa infine fu iniziata nel 1929 e terminata nel 1932. Il parroco di S. Teresa, P. Onorio, vi celebrò la  prima messa il 9 maggio 1932,  ma fu aperta ufficialmente  al pubblico e consacrata  da Sua Ecc.za Giovanni Adeodato Piazza il 2 ottobre  successivo. Ideata dallo stesso Palombi che si avvalse dell’opera di artisti come Ballerini, Albani, Bea ecc. ha la stessa forma della cripta, cioè triabsidata,  a croce latina con una sola navata  e  misura 26 metri di lunghezza e 14 di larghezza. E’ di stile rinascimentale con facciata di vero travertino e con i riporti  in finto travertino. Dentro ciascun abside è collocato un altare : l’altare maggiore dedicato alla Santa e i due altari laterali, dedicati rispettivamente  al  S. Cuore di Gesù e   alla Madonna del Carmine. Alla destra  dell’altare maggiore, in tempi più recenti,  è stata ricavata una bella cappellina, dove si conservano le Reliquie della Santa, tra cui il velo nero che essa portò in occasione dell’udienza papale  concessa al pellegrinaggio francese, di cui faceva parte insieme a Papà Martin e alla sorella Celina. Il sacrato avanti e intorno alla chiesa è chiuso con artistica cancellata  e  il piano della chiesa viene raccordato a quello della strada  con un’ampia scalinata in marmo.    

               Mentre  la chiesa è costruita su Via Paisiello e si affaccia  su Via Martini , il convento sorge sulla fine di  Via G. Spontini. E’ “snello ed elegante” a un solo corpo  con ampio corridoio da una parte  e con celle, officine  e uffici dall’altra. Per la sua costruzione furono  spese  circa trecentomila lire provenienti da elargizioni fatte da amici e benefattori  al  P. Luca  di M. SS.ma, ex superiore generale, e al P. Rodrigo di S. Francesco da Paola, postulatore generale dell’Ordine. I nostri Padri di Rio de Janeiro  offrirono diecimila  lire per l’arredamento.

             La comunità s’insediò  nel nuovo convento  all’inizio del 1929 e il 19 settembre dello stesso anno ebbe il primo superiore nella persona del P. Stefano di S. Luigi. Il 17  marzo 1931 il  convento fu designato ufficialmente come sede della Casa Provincializia, ma  restò tale solamente  per tre anni. La  chiesa fu dichiarata parrocchia il 7 dicembre 1952 e vi fu preposto come primo parroco  P. Carlo di G. Maria, il quale, dovendo disporre del primo  piano  del convento  per gli uffici parrocchiali,  lo sopraelevò di un altro piano, commissionando i lavori alla Ditta Sante Gargari, che li iniziava  il 5 giugno 1954 e li consegnava il 3 settembre  successivo. Sia nella chiesa che nella cripta  e nel convento, in tempi successivi, si sono resi necessari vari lavori di restauro e di trasformazione, ma si ebbe sempre l’accortezza di mantenere  inalterato il disegno originario.  

         E’ giusto ricordare che in questa nostra  chiesa  le ricorrenze  teresiane  sono state sempre celebrate con grande solennità. Ma fra tutte si è distinta  la celebrazione del centenario della morte della Santa (1897- 1997) la cui chiusura solenne ha coinciso con la festa annuale del I ott. e  in qualche modo colla  sua proclamazione a Dottore della Chiesa (19 ott.). La festa è stata preceduta da una settimana di “conferenze e di dibattiti  sulla figura della Santa  e si è conclusa  con una solenne concelebrazione presieduta  da S. Ecc.za Mons.  Cesare Nosiglia , Vicegerente della Diocesi di Roma, e con la processione  per le vie del quartiere.  Poi il giorno 14 ottobre è stata  la volta del commovente e  straordinario incontro di tutti i fedeli della parrocchia con l’urna contenente  le Reliquie della Santa.  Una data da registrare  nell’album d’oro di questa chiesa  e di questo convento.      

 

 VEDI  FOTO

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007
powered by DOMUSMEDIA © | All rights reserved