cambio di guardia
Cambio di guardia a San Valentino
- Domenica 26 giugno 2001
Caro Padre Mario, sono già trascorsi 6 anni da quando sei arrivato. Il tempo è volato perché mi sembra che non abbiamo neanche fatto in tempo a conoscerci che già ti dobbiamo salutare. Cosa si può dire a qualcuno che capita per caso sulla tua strada, percorre insieme a te un tratto di cammino e poi scompare. . . già scompare perché i frati fanno sempre così, a un certo momento arrivi in Parrocchia e non li trovi più.
In questi, ahimè 40 anni di Parrocchia, ho salutato tanti frati e tante suore che ho quasi perso il conto, anche se i conti poi si fanno presto, basta dividere o moltiplicare per tre ed il gioco è fatto.
In questi sei anni abbiamo lavorato molto, credo che siamo cresciuti in tante cose; speriamo di essere riusciti a darci reciproca forza e sostegno, dove siamo mancati noi ci hai aiutato tu e dove tu non sei arrivato ti abbiamo sostenuto.
Abbiamo anche discusso molto, non sempre le cose sono andate secondo i desideri e non con tutti c’è stato feeling — empatia.
Abbiamo vissuto tante feste insieme, momenti di tranquillità — forse pochi — e tanti cambiamenti. Purtroppo ci sono stati dei brutti momenti, abbiamo perso diversi collaboratori e non so perché tra tutti mi viene in mente forse il più “invisibile”:
Francesco, che per tanti anni ha servito l’altare nel più silenzioso dei modi.
Noi qui stasera siamo insieme perché ti vogliamo ringraziare per quello che ci hai permesso di fare nel corso degli anni, quello che lega i presenti è un “rapporto di collaborazione” che si rinnova ogni domenica nel servizio dell’animazione liturgica:
siamo partiti in sordina prima solo la musica — per quanto riguarda i cantori delle 8 — poi piano piano le voci — sempre più numerose e sempre più “intraprendenti”; noi delle 11,30 cantiamo anche le pause, per cercare di non farti scordare l’Africa, ma quella, caro Padre Mario, chi te la leva dal cuore?
Già il cuore, perché è proprio di cuore che vorrei parlare, quel cuore grande di padre che hai e che sempre ci ha accolti, che ci aspetta la domenica fuori della porta, il sabato e il giovedì spalanca le porte ai nostri figli, che ci dice sempre di avere fiducia nel Signore, perché la Provvidenza di Dio è talmente grande verso i suoi figli, che mai potrà far mancare loro qualcosa, come Giovanni Paolo II che ci diceva “Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo”.
Ecco, tu ci hai spalancato le porte, sia della Parrocchia che dei tuo cuore e speriamo di non averlo mai ferito quel tuo cuore che adesso porterai da qualche altra parte per ricominciare insieme ad altri, perché questo è quello che i frati fanno: obbediscono ed amano.
Con il Suo aiuto.