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Santo Bambino di Praga

Il 22 settembre 1624, i Padri Carmelitani, originari della Spagna, avevano fatto il loro ingresso nel convento fondato da Ferdinando II° a Praga. L'Imperatore e il consiglio municipale della città consegnarono loro la chiesa della SS. Trinità (un tempio ex protestante) con gli edifici annessi, di cui i Carmelitani cambiarono il titolo in quello di Nostra Signora della Vittoria.

Al nuovi arrivati la situazione si presentava oltremodo difficile. In quell'epoca, infatti, Praga era ancora in gran parte luterana, e gli eterodossi - che sotto Federico del Palatinato detto " lo Scricciolo " si erano ribellati contro il loro legittimo sovrano, l'imperatore Ferdinando II°, e in seguito alla sconfitta del Weisson Berg erano stati costretti a sottomettersi - guardavano astiosamente il nuovo convento, il cui nome " S. Maria della Vittoria " ricordava sin troppo palesemente il loro smacco. Quasi non bastasse, vi si aggiungeva anche il fatto che i Padri, ignari delle condizioni locali, si erano ostinati a far rimanere il convento privo di qualsiasi rendita fissa, affidato unicamente alle elemosine di generosi benefattori.

Fintanto che l'imperatore soggiornò a Praga, alla nuova fondazione non mancò mai il necessario sostentamento. Ma non appena egli ebbe trasferito la sua sede a Vienna, cominciò un amaro periodo di duri stenti per il convento. Le scarse elemosine che giungevano or da una parte or dall'altra non erano mai sufficienti nemmeno per ovviare ai più elementari bisogni. " Molti giorni, i Padri si dovevano contentare solo di pane e frutta ", si legge nella "Cronaca" della provincia Carmelitana austriaca, scritta dal ven. P. Cirillo della Madre di Dio. E la situazione non migliorò affatto dal 1624 in poi, allorché si affiancarono a loro altri Padri.

Il Priore, P. Gianluigi dell'Assunta, si rifugiò nella preghiera.

Educato a Roma alla scuola del ven. P. Giovanni di Gesù Maria, aveva portato con sé l'eredità più preziosa del Carmelo: la devozione all'infanzia di Gesù, sorgente inesauribile di forze spirituali e di abbandono illimitato al Padre nei cieli. La "Cronaca" racconta che in quel momento di "estrema penuria e indigenza, della quale era afflitta la sua religiosa famiglia, il Signore gli fece intendere quanto fosse utile, per superare quel periodo di difficoltà economica, invitare i religiosi all'imitazione e al culto di Gesù Bambino. Ordinò quindi al Sottopriore e Maestro dei Novizi, il P. Cipriano di S. Maria, di procurare una statua o immagine che rappresentasse le sembianze di Gesù Bambino, ciò sarebbe anche servito grandemente per l'educazione e per la formazione dei nuovi religiosi. Volle che tale statua fosse collocate nell'oratorio comune, luogo dell'orazione mentale, perché nel vederla tutti si sentissero più portati a comprendere l'umiltà del nostro Salvatore Gesù, fondamento di tutte le altre virtù. Gesù infatti aveva detto: "imparate da me, perché sono mite ed umile di cuore" e ancora: " se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli ".

La provvidenza venne incontro.

Un giorno la principessa Polissena di Lobkowitz, una grande benefattrice dei frati, regalò loro una statuetta di Gesù Bambino. Nel consegnarla al P. Priore gli disse: "Padre mio, vi consegno ciò che ho di più caro. Onorate questo simulacro, e non mancherete mai di nulla". Era l'anno 1628….

P. Gianluigi preparò a Gesù Bambino una solenne accoglienza… e lo sistemarono nell'oratorio, facendogli presenti con filiale fiducia le grandi strettezze della casa e supplicandolo di aiutarli. E l'aiuto sarebbe loro ben presto venuto.

L'Imperatore Ferdinando…nel 1628 dispose che ai Padri venisse trasmessa una quota mensile per i restauri del convento nonché una abbondante provvigione di viveri….

Purtroppo la venerazione del prodigioso Bimbo non doveva durare a lungo. A seguito dei continui torbidi militari, i Superiori si videro costretti a sfollare a Monaco di Baviera i Novizi, che erano i più fedeli devoti di Gesù Bambino.

Il 15 novembre 1631 piombò in Boemia il principe elettore di Sassonia con la sua armata, e pose l'assedio a Praga. Il 1° gennaio 1632 calarono dalla Sassonia i propagandisti protestanti, i cosiddetti predicanti, entrarono di prepotenza nella chiesa di S. Maria della Vittoria e incominciarono a tenervi le loro funzioni. Tutti i Carmelitani erano fuggiti, tranne il Sottopriore e un fratello laico. Ma era impossibile che essi potessero opporsi alla violenza scatenata. Gli eretici saccheggiarono chiesa e convento, incarcerando anche i due coraggiosi Carmelitani.

Passata la buriana, la statua di Gesù Bambino venne trovata in un ripostiglio, con le manine mozze, ricoperta di ogni sorta di immondizia e di ciarpame.

Dal momento in cui la devozione al munifico Gesù Bambino era quasi del tutto scomparsa dal convento, anche ogni benedizione di Dio sembrava sparita da quella fondazione. La sovvenzione annuale decretata da Ferdinando Il per terminare il convento venne abolita. Una spaventosa miseria s'era abbattuta sul convento e avversità d'ogni genere ne colpivano gli abitanti. 1 Padri chiedevano continuamente di essere mandati in altri conventi. Nessuno però sospettava perché mai il favore di Dio si fosse così visibilmente ritirato da loro.

Nell'anno 1637 - dopo sette anni d'assenza - per ordine dei Superiori tornò a Praga il P. Cirillo della Madre di Dio, che da novizio era stato tanto devoto di Gesù Bambino ed aveva avuto modo di sperimentare spesso il suo benefico aiuto. Ma era appena entrato nella capitale boema, quando irruppero nuovamente gli Svedesi e assediarono le mura della città. Villaggi e castelli in fiamme, che segnavano la via da essi battuta, non lasciavano dubbi sulla sorte che attendeva la popolazione. In questo frangente così pericoloso per tutti, il Priore del convento esortò i suoi sottoposti a placare con la preghiera e la penitenza l'ira di Dio, supplicandolo a stornare l'incombente sciagura.

Questa rappresentò per il P. Cirillo anche la migliore occasione per riportare in onore il suo prediletto Gesù Bambino che, dopo lunghe ricerche, era stato finalmente ritrovato dietro un altare, carico di polvere e di sudiciume. Chiese al P. Priore di poter ricollocare il Piccolo Gesù al suo posto precedente nell'oratorio: il che gli venne subito concesso volentieri. Pieno di santa fiducia, egli raccomandò a Gesù i confratelli, il bene del convento, della città, e dell'intero paese. Ed ecco che il Santo Bambino esaudì la sua preghiera. Praga rimase immune dall'invasione nemica, in convento tornò la benedizione di Dio, e con essa la tranquillità e la pace.P. Cirillo sentiva in cuore una profonda gratitudine. -> -> Si proponeva di onorare sempre più il suo caro Gesù Bambino e di farsi suo apostolo.

Un giorno, mentre se ne stava inginocchiato davanti a lui in confidente colloquio, gli sembrò di udire dalle sue labbra le seguenti parole cariche di rimprovero "Abbiate pietà di me, ed io avrò pietà di voi! Ridatemi le manine mozzate dagli eretici. Quanto più voi mi onorerete, tanto più io vi favorirò! "

Solo ora il buon Padre notò che al Santo Bambino erano state effettivamente amputate le mani. Nella immensa gioia provata per il suo rinvenimento, egli non aveva avvertito di aver ricollocato sull'altare il suo Piccolo Gesù senza manine.

Si recò immediatamente dal suo Priore e gli mostrò il Bambino mutilato. Eppure, dopo avergli chiesto il permesso di far ricostruire le manine al Bambino Gesù, ne ricevette una risposta seccamente negativa. Le casse del convento erano vuote, e si doveva pensare a faccende assai più urgenti.

Profondamente afflitto, il P. Cirillo si volse a chiedere aiuto a Dio, e questo non si fece attendere a lungo. Un pio iscritto alla Confraternita dello Scapolare, un certo Signor Mauskónig di Aussig, consegnò al P. Cirillo cento fiorini, un regalo considerevole per quei tempi.

Raggiante di gioia, il P. Cirillo portò l'elemosina ricevuta al suo Superiore. Certo, almeno ora egli non avrebbe respinto la sua richiesta di far restaurare il Bambino Gesù, perché sarebbe bastato appena un fiorino o poco di più per saldare le spese di riparazione.

Ma contro ogni sua attesa, il buon Padre ricevette nuovamente una risposta negativa. Desolato e senza aver nulla ottenuto, tornò dal suo piccolo Beniamino…e se lo portò in cella, dove passava lunghe ore prostrato ai suoi piedi chiedendo perdono….

Ora un giorno, poco prima del mattutino di mezzanotte della festa dedicata all'Immacolata Concezione, mentre pregava insistentemente la Madonna che si prendesse a cuore una degna sistemazione della statua del suo santissimo Figlio, vide nel tenue chiarore lunare come una nuvoletta che scendeva lentamente sopra il coro. Questa andò man mano assumendo sempre più chiaramente la figura di una Madonna, circondata da una ghirlanda di stelle. La Vergine allargò le braccia sul coro quasi ad indicare il luogo in cui la statua del suo divin Figliuolo da allora in poi sarebbe stata venerata.

Sotto il governo del nuovo Priore della casa, il P. Cirillo ripeté il tentativo, chiedendogli il permesso di far restaurare il simulacro mutilato di Gesù Bambino.

Il P. Domenico non si dimostrò del tutto contrario, ma accennò pure lui alle casse del convento completamente vuote. Alla fine nondimeno gli disse, per consolarlo: "Se il Bambino Gesù ci darà per primo la sua benedizione, io farò riparare la sua statua".

Il P. Cirillo si recò fiduciosamente a supplicare il suo Piccolo Gesù di far qualcosa. Qualche istante dopo fu improvvisamente chiamato in chiesa: all'altare della Madonna lo attendeva una Dama, la quale gli consegnò una offerta e sparì senza pronunciare parola. Chi era quella sconosciuta? Tutti i tentativi per saperne qualcosa si dimostrarono infruttuosi, talché il buon Padre si convinse fermamente che la sua generosa benefattrice fosse stata la Madonna in persona.

Raggiante di contentezza, egli portò l'elemosina avuta al suo Priore, ricordandogli la sua promessa. Stavolta ricevette finalmente il sospirato permesso di far restaurare la statua, a patto però che le spese non superassero il mezzo fiorino. Un fratello laico venne incaricato di portare il simulacro da un esperto maestro artigiano. Ma tornò indietro senza aver combinato nulla: mezzo fiorino era troppo poco; il maestro, per il lavoro da farsi, voleva un fiorino intero.

Ancora una volta il P. Cirillo si rifugiò nella preghiera.

Mentre era immerso in orazione, udì una voce sommessa che pareva sussurrargli: "Mettimi all'entrata della sacristia; verrà ben qualcuno che s'impietosirà di me" .. Non se lo fece ripetere due volte. Era trascorsa sì e no un'oretta, allorché venne davvero un signore che vide la statua mutilata e s'offrì di far riparare a sue spese il Santo Bambino.

Lo sconosciuto signore si chiamava Daniel Wolf. Era stato tempi addietro commissario generale dell'amministrazione imperiale, ed era vissuto in buone condizioni. Ma ora si trovava in cattive acque, tanto che i suoi creditori non si contavano più. Quasi non bastasse, da un po' di tempo a quella parte era in perpetua lite con la moglie, al punto di pensare già ad una separazione. Ora, proprio quando si portò a casa la statua di Gesù Bambino, trovò un rescritto della Camera Imperiale che gli assegnava ben 3.000 fiorini per i buoni servizi prestati in precedenza. Più d'una volta aveva sollecitato questa liquidazione, senza mai ricevere nemmeno un cenno di risposta. Al contempo finirono anche i suoi dissapori con la moglie, sicché da allora in poi i due coniugi vissero sempre in ottima armonia.

Allorché i restauri al piccolo Gesù furono terminati, egli pieno di gratitudine lo riportò al convento. Lo consegnò al sacrestano, perché lo sistemasse in un posto onorifico. Ma poco dopo, per disattenzione, il buon fratello lo lasciò cadere.

Il P. Cirillo guardò, profondamente abbattuto, il suo Piccolo Gesù che giaceva ai suoi piedi nuovamente mutilato… Fortuna volle che alla stessa ora giungesse in sacrestia Daniel Wolf, il quale, non appena vide l'accaduto, si offerse generosamente a far riparare la statua un'altra volta.

Se la riportò quindi a casa. Appena giunto nella abitazione, trovò ad aspettarlo un funzionario che a tutti i costi volle pagargli i 3.000 fiorini promessigli. Il mattino seguente, Daniel Wolf portò il simulacro di Gesù Bambino da un esperto falegname, intenditore e artista, che abitava nelle vicinanze. Ordinò al contempo una preziosa vetrinetta dalle pareti in cristallo, affinché la statua fosse meglio protetta per il futuro….

Nel frattempo, la fama del taumaturgo Bambino si era diffusa in città e nei dintorni. La baronessa Kolowrat, malata sul punto di morire, era tornata in vita quando le avevano portato e fatto baciare Gesù Bambino. Il P. Cirillo propose pertanto alla comunità di render accessibile al grande pubblico la statua, esponendola in chiesa alla venerazione di tutti. La sua proposta incontrò l'approvazione dei Padri, sicché durante l'Avvento del 1639 si poté vedere per la prima volta il Piccolo Re esposto sull'altare della B. Vergine….

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dall'opuscolo "La devozione al Santo Bambino di Praga" di P. Roberto Moretti


Caratteristiche della vera devozione a Gesù Bambino

1. Come non deve essere

a) Non deve essere una espressione della nostra. sensibilità, del sentimentalismo, di una passeggera e superficiale emotività: atteggiamenti che derivano dal « piacere» nel vedere la sua « bella» immagine, un bell'altare, una bella chiesa, una commovente cerimonia e cose simili. Questa forma di devozione è del tutto superficiale e passeggera.
b) Non deve essere una semplice abitudine, un gesto che si fa per convenienza, per compiacere una persona, per conformarsi al comportamento di persone amiche, ecc. Tutto questo non ha valore per esprimere la nostra fede, il nostro amore, il nostro desiderio di vita cristiana.

c) Non deve essere una pura ricerca del beneficio, di un miracolo, di una manifestazione straordinaria dell'intervento divino. Specialmente quando si tratta di puro beneficio materiale, come una guarigione, una riuscita in un affare, la sicurezza economica, il superamento di un esame, una buona sistemazione matrimoniale e cose simili, tale devozione è troppo interessata per costituire una testimonianza di amore e del nostro servizio per onorare Gesù Bambino.
E' evidente che noi possiamo domandare al Piccolo Re tutte quelle grazie che corrispondono alla sua volontà a nostro riguardo, ma il motivo determinante della nostra devozione deve essere l'amore e l'onore che noi vogliamo rendergli.

2. Il culto e la preghiera

    La vera devozione a Gesù Bambino trova la sua espressione in modo particolare nel culto autenticamente cristiano e in varie forme della preghiera.
    Il culto nasce dalla fede e dall'amore. La fede, scaturiente e alimentata dalla divina rivelazione, dallo studio della Parola di Dio, dalla sacra Liturgia e dall' insegnamento della Chiesa, ci fa conoscere l'infinita grandezza di Gesù, i suoi santi misteri, le sue divine perfezioni, specialmente il suo amore che, al dire di S. Paolo, supera ogni conoscenza. E' da questa cono­scenza della fede che deve nascere la nostra devozione come culto nelle sue varie componenti: l'adorazione, la
lode, il fervoroso atteggiamento di gratitudine per i grandi beni della salvezza e di umiltà per le nostre colpe.
    Per nutrire degnamente questo culto l'anima nostra ha bisogno di raccogliersi nel silenzio e nella profonda meditazione, per scoprire, sotto Ila illuminazione dello Spirito Santo, i profondi misteri del Verbo Incarnato, che sono come un mare profondo, inscandagliabile.
    In modo particolare l'anima nostra dovrebbe arrivare a tale grado di preghiera interiore da ottenere da Dio almeno un inizio della contemplazione e della esperienza di Cristo che ci inabita e ci riempie della sua grazia, della sua vita, della sua santità. S. Paolo chiamava Gesù «la vita nostra» (Col 3, 4). Nella sua alta esperienza di Cristo egli diceva di se stesso: «Non più io vivo, ma Cristo vive in me» (GaI 2, 20).
    Questa conoscenza profonda, questa divina esperienza di Cristo vivente in noi viene dall'azione dello Spirito Santo, il quale ci viene dato appunto per svelarci  il mistero di Cristo: « Sarà il Consolatore, lo Spirito che il Padre invierà nel mio nome, a insegnarvi tutte queste cose e ricordarvi tutto ciò che io vi ho detto» (Gv 14, 26). Perciò il vero devoto di Gesù Bambino invocherà frequentemente e con ardore lo Spirito Santo per ottenere la conoscenza interiore delle grandezze del Verbo Incarnato.
    Quando l'anima raggiungerà questo culto intimo di Gesù Bambino, un culto tutto fatto di adorazione e di amore, anche le forme esterne della devozione e del culto avranno valore di testimonianza e di segno. Non solo, ma l'anima devota si farà una promotrice zelante del culto al S. Bambino, spinta dal bisogno di farlo conoscere, farlo amare, farlo lodare come il dolce Re dei cuori, il Re della pace, il vero amico degli uomini.
    Da questo intenso fervore spirituale, nato dall'orazione, dalla contemplazione e dalla esperienza mistica, è sbocciata tra le altre, la dolce poesia natalizia del Carmelo Teresiano.

3. L'imitazione

    Ogni vera devozione cristiana, essendo fatta di amore e di adorazione, porta all'imitazione del modello.
    L'imitazione di Gesù Bambino, per il rapporto tutto proprio tra il Verbo Incarnato e l'uomo, porta all'assimilazione vitale, a vivere cioè della stessa vita di Cristo.
    Per la natura di questo stesso rapporto la devozione autentica porta a rassomigliare a Gesù nelle sue virtù: qui, in modo particolare, nelle virtù della sua Infanzia.
Questa assimilazione proviene, come da sorgente, dall'azione che Gesù Bambino viene esercitando sull' anima, perché non può essere che Lui il maestro e l'artefice delle virtù « cristiane ». Egli, infatti, risiede e opera in noi come sorgente di ogni grazia e di ogni virtù. I santi misteri della sua Infanzia hanno questa forza plasmatrice e santificante.
    Tuttavia l'uomo è fortemente impegnato nell'esercizio delle virtù, perché non è uno strumento puramente materiale, ma un collaboratore dell'Artefice divino. Egli, dunque, impegnerà tutto se stesso nello studiare il suo Modello, per ricopiarne le perfezioni, per coltivare in sé le virtù di lui.
    Si tratta ovviamente di un lavoro lungo e paziente, dato che le virtù caratteristiche della santa Infanzia del Salvatore sono ardue perché molto lontane dalle tendenze naturali dell'uomo. Indichiamole brevemente.

        L'UMILTA'. Conosciamo l'insegnamento di Gesù sull'umiltà e la piccolezza (Mt 18,2-4). S. Paolo, esortando i cristiani ad avere nel cuore gli stessi sentimenti di Gesù, ricorda il « salto » abissale da lui compiuto: dallo splendore della gloria all'annientamento sino alla con dizione di servo e alla umiliazione della croce (cf Fil 2, 7-8). Il bambino è l'essere tutto "debolezza, incapacità di provvedere a se stesso, bisogno totale degli altri.
    L'uomo, invece, sembra costruito di amore di sé, di auto sufficienza, di desiderio di realizzarsi ardente come la fame e la sete. Quasi per istinto e per legge di vita queste disposizioni tendiamo a portarle anche nel campo spirituale. Di qui l'immane compito dell'umiltà genuina, quella dell'infanzia evangelica. Dalle profondissime radici della superbia e dell'amore di sé ci libera solo l'umiltà di Gesù infusa fin nella profondità del nostro essere. E' l'umiltà del Verbo fatto carne che l'anima spirituale cerca di contemplare e di attirare amorosamente in sé guardando al presepe di BetIemme.

        LA POVERTA' DI SPIRITO. La povertà evangelica è la prima delle « beatitudini », e si potrebbe dire quella che le abbraccia tutte (cf Mt 5, 3 ss). Fatto di sensi e di bisogni, immerso nelle cose che attirano e piacciono, l'uomo sente di essere un nulla, di non valere, di non vivere se non ha la felicità di possedere.
    Come l'amore di sé, così la cupidigia di avere e la sicurezza di possedere sembrano identificarsi con il nostro essere.
Perciò anche la povertà di spirito, con il radicale distacco da tutto per cercare e possedere Dio solo, è virtù difficilissima e divina. E anch'essa è dono di grazia e dell'amore gratuito di Dio che riempie di sé, anzi dilata immensamente, il cuore dell'uomo. Anche questa divina virtù il cristiano è invitato a contemplarla nel Bambino di Betlemme.

        IL TOTALE ABBANDONO. Il bambino trova tutta la sua sicurezza, la sua forza, la sua gioia nell'amore dei genitori, e specialmente tra le braccia della mamma. Qui egli ama e si addormenta.
    Nella vita spirituale nulla è cosi importante ed efficace, e nulla dilata il cuore come la cieca fiducia e il totale abbandono tra le braccia di Dio. Frutto delizioso della grazia e dell'amore di Dio nostro Padre, tale condizione felice scaturisce dall'umiltà e dalla povertà di spirito. L'uomo spirituale lo ricerchi negli occhi e nel cuore di Gesù Bambino, stretto tra le braccia di Maria. Così la devozione a Gesù Bambino, per la via dell'infanzia spirituale, ci condurrà alla perfezione dell'amore.

Conclusione

    La devozione al S. Bambino di Praga è una forma o espressione particolare della devozione a Gesù Bambino e ai misteri della sua santa Infanzia: devozione, questa, che fa parte della spiritualità cristiana ecclesiale incentrata nella sacratissima Umanità di Gesù.
    Tale spiritualità è stata molto sentita nel Carmelo Teresiano sin dalle origini ed ha costituito un oggetto particolarmente amato della sua vita di preghiera contemplativa, dell'ascetica delle virtù, della comunione familiare, delle manifestazioni esteriori della sua religiosità, del suo apostolato ecclesiale.
    La dolcissima immagine del S. Bambino Gesù di Praga ci rappresenta il Piccolo Re che vuole dominare tutto il mondo con l'amore, con le irresistibili grazie della sua Infanzia, con i favori che desidera dispensare a tutti, specialmente ai piccoli.
E come Egli, per la divina Maternità verginale di Maria, è venuto a noi nell'amore fatto semplicità, umiltà, povertà, dedizione totale, così desidera di averci amici sinceri, umili imitatori della sua povertà e semplicità, che sappiano amare i fratelli come li ama Lui; soprattutto amici che credano e si abbandonino alla tenerezza e alla ricchezza del suo amore: «Più voi mi onorerete, più io vi favorirò ».
    L'esperienza di tante anime - basti per tutte Teresa di Gesù Bambino con la sua « piccola via dell'infanzia spirituale» - è una testimonianza convincente che la devozione alla santa Infanzia di Gesù, vivificata dalla meditazione amorosa dei suoi misteri e dall'impegno nell'imitare le sue virtù, è uno stimolo potente per il progresso nel fervore della vita cristiana.
    Perciò coltiviamo questa santa devozione e diffondiamola fra le famiglie e specialmente tra i bambini, ai quali sono riservate speciali grazie e favori dall'amore di Gesù Bambino.

PREGHIERA DEL
P. CIRILLO DELLA MADRE DI DIO

O Bambino Gesù, ricorro a te e ti prego, per Il'intercessione della tua Santa Madre, di assistermi in questa mia necessità... perché credo fermamente che la tua Divinità può soccorrermi. Spero con fiducia di ottenere la tua santa grazia. Ti amo con tutto il mio cuore e con tutte le forze dell'anima mia. Mi pento sinceramente di tutti i miei peccati, e ti supplico, o buon Gesù, a darmi forza di trionfarne. Propongo di non più offenderti e a te mi offro disposto a tutto soffrire, anziché allontanarmi minimamente dalla tua volontà. D'ora innanzi voglio servirti fedelmente e, per amar tuo, o Bambino Divino, amerò il mio prossimo come me stesso. Bambino onnipotente, Signore Gesù, io di nuovo ti prego, assistimi in questa circostanza. .. Fammi la grazia di possederti eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarti con gli Angeli e i Santi in pa­radiso. Così sia.

PREGHIERA DEL FANCIULLO

    O Santo Bambino Gesù che hai promesso di favori­re generosamente coloro che ti onorano, 'io ti adoro come mio Dio e Signore.
    Sono piccolo, come hai voluto essere tu: donami Ila grazia di piacere ai miei genitori e a quanti mi guidano nella via del bene, imitando l'obbedienza che ti fece sempre sottomesso alla tua Santissima Madre e a S. Giuseppe. Rendimi assiduo allo studio e al lavoro, affinché sia attiva e onesta la mia vita di domani. Conservami puro nel corpo e nel cuore, sorreggendo la mia debolezza con la potenza della tua grazia. Infondi nel mio cuore sentimenti di bontà verso tutti.
    Fa' che ti serva con ogni fedeltà, o mio piccolo Re, per poterti infine lodare nel Paradiso col Padre e con lo Spirito Santo. Così sia.


INVOCAZIONI

S. Bambino Gesù, benedicimi

S. Bambino Gesù, proteggimi

S. Bambino Gesù, provvedimi

S. Bambino Gesù, santificami

PREGHIERA DI AFFIDAMENTO DEI FANCIULLI

O Bambino Gesù, che ami con amore di predilezione i fanciulli, ,e che hai detto: «Lasciate ,che i bambini vengano a me », rivolgi ora il tuo dolcissimo sguardo su tutti i fanciulli, qui presenti e assenti, e su di loro effondi i sorrisi delle tue grazie e delle tue benedizioni.
Ecco che noi te li presentiamo, perché tu li faccia pii, obbedienti e docili, e li renda sempre più accetti agli occhi tuoi. Noi te li offriamo e li consacriamo interamente a te perché li preservi dalla corruzione del mondo, dalle insidie del demonio e li copra con il manto della tua divina protezione.
Salva, o Bambino Gesù, tutti i fanciulli e custodisci l'innocenza e purità del loro cuore, perché possano crescere in sapienza età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Benedici, a Bambino Gesù, tutti i fanciulli d'Italia e del mondo intero. Fa' che essi ti onorino e ti amino, e ai piedi della tua sacra Immagine passano trovare sempre grazia e consolazione.
E con li fanciulli, benedici, o Bambino Gesù, i loro genitori, i parenti e quanti ti invocano e praticano la tua devozione. Su tutti imploriamo la tua celeste benedizione. Così sia.

CANZONCINA POPOLARE

O Santo Bambino,
O dolce Sovrano,

Dai monti e dal piano

T'acclamano Re;
    E Re d'ogni gente

    E Re d'ogni mare,

    Le grazie più rare

    Attendon da Te!

Evviva, evviva
il Bambino Gesù!

O vago Bambino,
Che al mando sorridi,

E i cuori conquidi

Con l'alma virtù,
    Ai figli devoti

    Rivolgi pietoso
    Lo sguardo amoroso,

    Bambino Gesù!

Evviva, evviva
il Bambino Gesù!

La piccala mano
Che 'l mondo rinserra,

Per noi la disserra

Celeste tesor.
    La bella corona
    Che in capo ti brilla,

    E' santa scintilla
    E' luce d'amar!

Evviva, evviva
il Bambino Gesù!

Ci accogli, Bambino

Nell'aureo tuo manto,

Ci dona !'incanto

Che avviva la fe'.
    Nell'ultimo affanno

    Ci aiuti il tuo Cuore,

    Ci salvi l'amore
    Che abbiamo per Te!

Evviva, evviva
il Bambino Gesù!


BENEDIZIONE DEI BAMBINI (Rit. Rom., tit. IX, cap. IV, n. 3)

S) Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

R) Egli ha fatto cielo e terra.
 

S) Il nostro Dio è misericordioso.
R) E custodisce i piccoli.
 

S) Signore, ascolta la mia preghiera.
R) E il mio grido giunga a te.
 

S) Il Signore sia con voi.
R) E con il tuo spirito.
 

S) Preghiamo.
Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che generato da tutta l'eternità, hai voluto nel tempo nascere bambino: tu che ami l'innocenza dei piccoli, e li abbracciavi e benedicevi con tenerezza quando ti venivano presentati: accompagna questo bambino (questi bambini) con la tua dolce benedizione; concedi che il male non corrompa il suo (loro) cuore: ma cresca (crescano) in età, in sapienza e in grazia, e possa (possano) sempre piacere a te: che vivi e regni nei secoli dei secoli.
 

R) Amen.
Il sacerdote asperge i bambini con acqua benedetta, dicendo:
 

S) La pace e la benedizione di Dio onnipotente,  Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda sopra di te (voi), e con te (voi) rimanga sempre.

R) Amen.
 

 

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ALTRE PREGHIERE

PREGHIERA AL SANTO BAMBINO DI PRAGA

O Dio fatto uomo, fatto Bambino per noi, Ti abbiamo messo una corona sul capo, ma lo sappiamo che tu la cambierai con una corona di spine.

Ti vogliamo onorare su un trono con vesti sgargianti, ma tu sceglierai per trono la croce e per vesti il tuo sangue.

Ti sei fatto uomo ed hai voluto essere piccolo per accostarti di più a noi

La tua umanità piccola, fragile come quella di tutti i bambini ci attira ai tuoi piedi e ti vogliamo onorare. Ti contempliamo in braccio alla Mamma tua, Maria

Qui ti vuoi presentare a noi da solo, ma è sempre lei che ti offre a noie noi vogliamo darti il primo posto nella nostra vita.

Vogliamo che regni in questo mondo tanto distratto,che regni nei nostri cuori, nei nostri affetti, nei nostri desideri, in tutta la nostra vita, presentata a te sempre da Maria..

Ti raccomandiamo tutti i bambini del mondo,ti raccomandiamo le mamme di tutti i bambini. 

Davanti al tuo trono presentiamo le mamme che hanno in braccio un bambino che soffre.

In modo particolare mettiamo ai tuoi piedi le mamme che non possono avere bambini e li vorrebbero,e le mamme che non vogliono averne....

Gesù Bambino, entra nei nostri cuori, entra nel cuore di tutte le mamme e in quello dei nostri piccoli appena concepiti.

Prendi possesso di questi cuoricini che già battono nel seno delle loro mamme,anche se queste ancora non lo sanno,e fa' che quando lo scopriranno,insieme alla presenza di una nuova vita, sentano la tua presenza.

Sei tu il creatore della vita e anche se ti servi tante volte dei nostri capricci,facci capire che la vita ormai concepita non appartiene più a noi ma è tua, Dio dei piccoli e dei grandi.

Ferma quelle volontà sacrileghe che vorrebbero gettare via una vita nella quale hai già preso possesso tu, Divino Fanciullo.

Guarda infine i bimbi senza mamma. Diventa il loro fratellino, donando loro, come a noi, sempre, la tua mamma, Maria!

 

BENEDIZIONE E CONSACRAZIONE DEI BAMBINI AL SANTO BAMBINO DI PRAGA

O amabile Gesù Bambino, che per mezzo della tua prodigiosa immagine di Praga, volesti suscitare ed accendere sempre più il culto alla tua santa infanzia e rivelarci i tesori di grazie che hai riservato ai veri tuoi devoti, accogli questi bambini tra i tuoi amichetti preferiti, proteggili benedicendoli con la tua dolce manina.

A te consacriamo questi bambini e tutti i bambini del mondo: rivolgi loro il tuo dolce sorriso, segno di benevolenza e di amore. Sorridi soprattutto ai tanti bambini che stanno male, che soffrono, sono abbandonati o sfruttati.

Tu sei Dio che hai voluto farti bambino, li affidiamo al mistero della tua santa infanzia passata come noi.

Conservali nella tua grazia, difendili da ogni male e continua ad essere, per tutti loro, il piccolo compagno della loro vita. Fa' che crescano sani e buoni, vicino a te, e che possano diventare grandi mantenendosi nella tua grazia.

Li presentiamo a te per mezzo della mamma tua, la vergine Maria che è anche mamma nostra e mamma di tutti i bambini del mondo. Santo Bambino Gesù, benedicili, proteggili, santificali!

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
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