Erboristeria


Nei nostri conventi che avevano un valetudinarium, prescritto dalle nostre Costituzioni, v’era annessa anche una spezieria con relative droghe ed erbe officinali, in gran parte coltivate nel giardino del convento. Così sorsero le nostre diverse farmacie di S. Maria della Scala, di S. Maria della Vittoria, di S. Teresa di Caprarola ed altre.


Quella però che sopra tutte si distinse fu la secolare Farmacia di S. Maria della Scala, la quale favorita da una lunga tradizione di scienza medica ed arricchitasi di numerose specialità inventate per combattere i flagelli della peste e di altri mali, salì in si gran fama che ebbe l’ambito onore “di somministrare da Pio VIII in poi medicinali alla Famiglia Pontificia e talvolta anche ai Papi. Nel 1838 Gregorio XVI confermò i suoi privilegi, a patto che fosse soggetta (ma esente da tasse) alla visita della polizia medica, e che i religiosi capi-speziali si munissero dell’alta matricola, i giovani e i subalterni della bassa” (L. Huetter: La spezieria della Scala – Roma, 1927).

Per formarsi un’idea dell’importanza e floridezza di questa nostra farmacia, basta dare uno sguardo a un quadro settecentesco del Ghezzi che si conserva nel vestibolo della farmacia. In esso è raffigurato il celebre Fra Basilio della Concezione in atto di insegnare ai suoi discepoli, religiosi conversi, chimica, botanica e farmaceutica; all’intorno sono scansie di grossi volumi, alambicchi, mortai, armadi con vasi contenenti sali e droghe. La vita di questo nostro benemerito religioso, morto il 3 agosto del 1804, a 77 anni di età e 56 di Professione, è riassunta nelle seguenti iscrizioni elogiative apposte a due quadri che lo raffigurano:
“Il benemerito dell’umanità - fra Basilio della Concezione carmelitano scalzo, inventore del famoso specifico antipestilenziale fin dall’anno MDCCLIV insegna - ai suoi discepoli la chimica, bottanica, e farmacia, e per sollievo propone loro la sua operetta sulla cova de’ canari”.


“F. Basilius a Conceptione patria romanus - Vir spectatissimae probitatis, religiosa virtute mali nescia praeclarus - nemini agresti asperitate molestus sed in conversando blanda comitate cunctis acceptus. Annis LVI officinae medicamenta - S. Mariae de Scala ab obedientia addictus, ita votis respondit ut in arte machaonia - peritissimus effectus nova ac saluberrima chimicis elaborationibus medicamenta, sales, essentias, - in artem universam invexerit. Inclytus proinde auctor habitus pharmacopolis facile palmam - perhibuerit. Undique in Italia et ultra celebratus, Principibus gratus, pauperibus summopere charus, suis fratribus impense beneficus. Tandem moerentibus cunctis fato cedit nonas augusti CICCCCIV (1804) annos natus LXXVII”.
Il nostro Fra Basilio inventò nuovi medicamenti e strappò alla natura segreti reconditi, specialmente con l’acqua della Scala celebratissima in Italia e fuori. Di lui si conserva un prezioso cimelio consistente nel “Trattato delli semplici”: un vero codice solidamente rilegato in pelle; misura 41x27, di fogli 230. Ha bella cornice e svariate incisioni ritagliati da altre opere. Nel frontespizio si dice: “Dizionario, ovvero - trattato delli semplici, loro Virtù, Qualità, e modo di adoperarli e suoi nomi - fatto nel convento dei Carmelitani Scalzi della Scala in Roma MDCCLV”. Ad esso trattato segue “l’Addizione alli semplici – 1758”, che gli fa come da appendice.
Il nostro Fra Basilio deve essere stato un buon samaritano, perché mentre attendeva a curare i mali fisici che flagellano l’umanità, non trascurava di sollevare i sofferenti dal lato morale spirando fiducia e amore al Medico divino.
- Ed uno di questi suoi clienti dovette essere lo spodestato re di Sardegna Vittorio Emanuele I di Savoia, che il 27 ottobre 1802, insieme alla sua consorte Maria Teresa d'Austria, fece visita al nostro vecchio F. Basilio: visita che dai nostri farmacisti fu tramandata ai posteri con un ritratto degli augusti visitatori con rispettiva epigrafe commemorativa.
AAnche il S. Pontefice, Pio IX,. nella festa di S. Teresa del 1856 e in altri diversi anni successivi onorò la nostra farmacia con una sua sovrana visita.
Il 4 novembre 1923 la Duchessa d'Aosta, Elena di Francia, visitò a lungo la vecchia farmacia e laboratorioo sfogliando, per più di un'ora, il celebre erbario di F. Basilio. Anche questa visita è ricordata con la figura e l'epigrafe dell'infaticabile Principessa rivestita della candida veste della Milizia Consolatrice, come dama della Croce Rossa.
Infine la nostra Farmacia ha voluto ricordare la ambita Visita del Priincipe Ereditario Umberto di Savoia, che 1'8 Marzo 1924 visitò i laboratori, il cortile, esaminò anche lui l' erbario di Fr. Basilio e intrattenendosi piacevolmente coi religiosi della comunità. e con i farmacisti, espresse la sua viva compiacenza di trovare nella farmacia della Scala, conservate insieme agli armadi e vasi antichi, le gloriose tradizioni italiane in materia di farmacologia.
In seguito all'augusta visita il direttore Fr. Alessandro di S. Elia fu insignito della Croce di Cavaliere.
Pur in mezzo a tante difficoltà la Farmacia della Scala ha continuato il suo servizio sino al 1978. Sino agli anni 50 ha distribuito genuini medicinali a prezzi moderati e ha tenuto aperto al pubblico un ambulatorio gratuito.
Frutto di studi e ricerche secolari perdurano ancora nel nostro tempo alcuni prodotti di erboristeria preparati secondo le antiche ricette che vogliamo presentare al gusto, al servizio e all’apprezzamento dei nostri contemporanei.
DA GUIDE TURISTICHE
(da L.Gigli (a cura di), Guide Rionali di Roma. Rione XIII - Trastevere, parte II, Roma, 1980)
In uno degli angoli più caratteristici di Trastevere, a pochi passi da Porta Settimiana, sorge la chiesa di Santa Maria della Scala fondata alla fine del Cinquecento; essa prende nome dall'immagine di una Madonna affrescata in un'edicola collocata sotto la scala esterna di una casa: quando l'immagine cominciò ad operare i primi miracoli nel dicembre 1592, la devozione popolare che subito circondò questo dipinto indusse papa Clemente VIII a sostenere le spese per edificare in quel luogo una chiesa la cui costruzione cominciò l'anno successivo. La Madonna miracolosa fu tolta dal muro della scala e collocata all'interno della nuova chiesa, dove si trova tuttora sull'altare del transetto di sinistra.
Santa Maria della Scala fu affidata ai Carmelitani Scalzi, ordine fondato da Santa Teresa d'Avila a metà del Cinquecento, per la stretta osservanza della regola del 1247 data da Sant'Alberto, e completamente separato dall'antico Ordine Carmelitano nel 1593. Per loro si costruì il convento adiacente la chiesa, un tempo dotato di una ricchissima biblioteca in parte incamerata dallo Stato nel 1875, insieme ad altre 62 biblioteche conventuali di Roma, per formare il nucleo della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele.
Al secondo piano del convento si trova la spezieria (o farmacia), secondo quanto prescritto dalle costituzioni dei Carmelitani. Creata originariamente per uso interno (alcune erbe medicinali si coltivavano proprio negli spazi del convento), fu aperta al pubblico verso la fine del Seicento e somministrò farmaci anche alla famiglia pontificia e talora agli stessi papi, a partire da Pio VIII. Gregorio XVI confermò nel 1838 i suoi privilegi, compresa l'esenzione dalle tasse, a condizione che si assoggettasse alla visita della polizia medica.
Nell'atrio d'ingresso, a sinistra, si conserva un dipinto della scuola del Ghezzi raffigurante il famoso farmacista fra' Basilio della Concezione (1727-1804) - inventore di noti medicamenti fra i quali molto celebri l'acqua antipestilenziale e l'acqua antiisterica di S. Maria della Scala - che insegnava ai suoi discepoli la chimica, la botanica, la farmaceutica (come si legge nell'iscrizione apposta sotto il quadro).
La farmacia è un ambiente rettangolare arredato con scaffalature settecentesche in cui sono raccolti gli oggetti e gli strumenti utilizzati nel passato per la preparazione dei rimedi e dei medicinali, databili per lo più al XVI e al XVII secolo: vasi sferici, rocchetti, tempietti per le bilance, torrette di distillazione, mortai e pestelli, barattoli in ceramica ed anche madonnine in marmo. Fra gli altri cimeli qui conservati si ricorda un Trattato delli semplici, prezioso e rarissimo erbario di piante medicinali del 1755 attribuito allo stesso fra' Basilio.
Dietro il bancone di vendita è appesa una copia del quadro raffigurante Santa Teresa, riformatrice dell'Ordine carmelitano, conservato a Siviglia e dipinto da fra' Giovanni della Miseria. Al centro della volta campeggia lo stemma dei Carmelitani.
Davanti alla finestra si trova "un grande vaso contenente la famosa theriaca (triaca), pozione ideata nel I secolo d.C. dal medico di Nerone Andromaco e composta da un miscuglio di ben 57 sostanze diverse, con alla base carne di vipera di sesso maschile, ritenuta allora ottimo rimedio contro il morso dei serpenti velenosi.
Nel laboratorio retrostante la farmacia, sugli sportelli delle finestre sono dipinti piante e arbusti dotati di proprietà terapeutiche, mentre sugli armadi che occupano la parete di fronte e in cui si conservano le erbe medicinali sono raffigurati i fondatori delle scienze mediche:
Ippocrate, Galeno, Avicenna ed altri. Nel verso delle ante sono dipinti in due sportelli i ritratti di Vittorio Emanuele I e della moglie Maria Teresa d'Austria - in ricordo di una visita qui effettuata il 27 ottobre 1802 -
e in altri sportelli quelli di altri personaggi, fra i quali Umberto I principe di Piemonte e la duchessa d'Aosta Elena, che pure visitarono la farmacia in occasioni diverse.
La farmacia funziona ancora oggi, ma non più negli ambienti antichi, bensì in locali moderni al pianterreno del convento.
INTERESSANTI CIMELI
Le foto e le animazioni sono curate da Dario dell'Uomo
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