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Natale nel Congo

 

Il mio Natale oggi, in missione. 25 dicembre 2009.
 
E' Notte Santa! Notte di Natale!
La trascorriamo abbastanza bene in comunità e con i pochi fedeli affezionati alla nostra cappella, lontano dalle affollate, chilometriche e tumultuose assemblee parrocchiali.
La pioggia ci tiene compagnia quasi ininterrottamente. Non mancano festoni di carta multicolori e nemmeno ghirlande di lucette vivaci e ammiccanti intorno al presepe. Un gruppetto di bambini hanno il coraggio di sfidare l'oscurità e il maltempo per venire fin qui e celebrare la grande festa con noi; ce ne sono abbastanza per riempire la cappella conventuale, mentre altri trovano posto sul 'préau' coperto antistante la cappella stessa. La corale, invitata per la ricorrenza, fa del suo meglio per 'urlare' la propria gioia al Piccolo Neonato Messia e farci dimenticare il cattivo tempo. I timpani delle mie orecchie, devo confessarlo, sono sottoposti a dura prova! Credo che anche il Bambino avrà le sue difficoltà per restare tranquillo e sonnecchiare pacifico nella mangiatoia. E' festa! E' Natale! E' per Lui che si grida, per augurargli il benvenuto su questa terra in mezzo agli uomini. Deve cominciare fin da ora ad adattarsi alle maniere degli uomini!
Il P. Luigi, maestro dei novizi, presiede la solenne celebrazione della notte, a partire dalle 20,30 h. Dopo la celebrazione, come ogni anno, distribuiamo qualche cosina per rallegrare, incoraggiare i vari intervenuti alla liturgia notturna ed augurare loro un Felice Natale: un sacchetto contenente due begné, una manciata di arachidi, una di 'pop-corn', più un bicchiere di cocacola o aranciata. Quando è Festa, è Festa per tutti!   
E' il giorno di Natale.
In mattinata, è mio turno presiedere la celebrazione. La pioggia l'ha precededuta generosamente, ma qualche minuto prima di cominciare la liturgia, il Bambinello ci fa regalo di una pausa concedendoci un po di buon tempo: un 'piccolo' sole si fa largo tra le nubi e distribuisce i suoi raggi mattutini timidi e limpidi sulla creazione circostante. Un venticello fa dondolare gli ultimi manghi ancora appesi agli alberi; le lunghe braccia delle palme odeggiano chine sul viale che conduce alla cappella; un alberello in una aiuola a qualche metro, fa danzare grappoli fioriti all'estremità dei suoi rami; una frotta di passerotti si disputa gioisamente qualche pop-corn caduto dalle mani dei bambini nella notte; anche all'interno della cappella la  brezza matutina fa dondolare cordoni di carte variopinte sospese in aria e vari festoni che passano da una parete all'altra sulle nostre teste. E' la Festa! Tutto contribuisce alla Festa!
Sono all'altare, il portone d'entrata spalancato; posso osservare e ammirare questi piccoli particolari di vita e di partecipazione della natura alla festa; ne approfitto per farli entrare nella omelia come ornamento e elementi di riferimento.
Anche gli handicappati accorrono alla festa! Osservo infatti venire verso la cappella dal viale dei manghi, un handicappato, Barthélémy; ha fretta, corre a suo modo apoggiato a due stampelle...
Lo avevano operato e curato durante lunghi mesi nel nostro Centro Medico. Ormai è come di casa, tutti lo conoscono. Il suo é stato un caso disperato! Che potesse reggersi sulle sue gambe e spostarsi con l'aiuto di stampelle è stata una sfida, un miracolo! Il poverino era stato mandato via già da altri ospedali della città perchè incurabile e perché non poteva garantire nessun impegno finanziario. Un vero poveraccio! Tempo fà avevo descritto alcuni particolari dell'intervento chirurgico cui fu sottoposto nel nostro ospedaletto... del ricorso che si fece anche ad una 'disqueuse' (flessibile). 
Barthélémy non voleva mancare all'appuntamento festivo! E' Natale! Al momento di entrare in cappela lo applaudo ed invito tutti i presenti a fare altrettanto per dargli gioiosa e fraterna accoglienza. Un momento bello e commovente di questo Natale! Festa di luce, di vita, fraternità, condivisione e amore!.. 
 
E' pomeriggio di Natale!
Vado a far visita agli ammalati del nostro Centro Medicale e ai bebé della maternità.
C'è un neonato del giorno di Natale: un nuovo 'Emmanuel' apparso alla luce di questo mondo verso le ore 7.00, questa mattina. Ce n'è un altro che lo ha preceduto la sera avanti. Nella sala dopo-parto, ci sono dieci mamme con i loro preziosi pargoli. A ciascuno porto in regalo una carammella, augurio di benvenuti in questo mondo... Della caramella se ne incarica la mamma, felice ed orgogliosa di mostrarmi il proprio rampollo, il proprio capolavoro! Non ho mancato di prendere ad ognuno una foto ricordo di questo Natale.  
Dopo l'ospedale, vado a visitare il cantiere della Scuola Materna, a riposo in questo giorni. La sentinella è al suo posto di guardia. Faccio visita anche a Shaka... Sul cammino sono assalito dai piccoli del quartiere che si aspettano ach'essi una 'bombon' natalizia. Il temporale, però, minaccia ancora; la pioggia è vicina.
Devo sbrigarmi a far ritorno; non ho tempo per la poesia e la mistica! Devo allungare il passo... devo correre per arrivare a mettermi in salvo! La gente che incrocio o che si tiene a lato della strada, e ce n'è molta, è esilarata nel vedermi correre... Arrivo alla casetta della sentinella, appena all'ingresso sul nostro viale, che sono già ben servito dalla pioggia. Aspetto che spiovi. Ci vuole del tempo. Infine mi decido a correre verso casa nostra. Naturalmente devo cambiarmi con vestiti asciutti, ma l'umidità mi ha penetrato fino alle ossa. Vado in cappella a deporre la giornata ai piedi del Bambino, che si tiene tranquillo e addormentato nel Presepe; sembra estraneo alle vicende di questo mondo. Comincio con gli starnuti... uno... due... una fila impressionante... una mezz'ora... Che strazio!
Lo sfortunato Bebé nella povera culla deve svegliarsi di soprassalto alla realtà di questo mondo, certamente spaventato da una realtà ancora sconosciuta. Avrà pensato: "Che strani gli uomini! In cielo non avevo mai sentito un angelo starnutire così rumorosamente!" 
 
Ora sono le 21.00h. E' la notte che segue il giorno di Natale.
Il temporale rumoreggia ancora; la pioggia è in stato di grazia: non finisce mai! La nostra casa è sicura e ci protegge; ma un po più lontano, molte case rabberciate alla meglio e non molto dissimili dalla stalla di Betlemme, son cadute rese fragili dalla pioggia continua e abbondante. Per i poveri, sono problemi su problemi! Eppure è Natale per tutti!
 
Questa è stata la mia giornata di Natale 2009!!!
La condivido con voi, parenti, amici e benefattori lontani fisicamente, ma molto presenti nel ricordo e nel cuore.
Ora potete fare una preghierina anche per me. Grazie!
Auguro a tutti e a ciascuno una Santa, Felice Festa di Natale 2009!
Auguro anche un Prospero Anno Nuovo, 2010!
Ciao!
Vostro
PM. Forcellini Claudio
 
 
 
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