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vita

     

La Comunità delle Carmelitane Scalze festeggia
400 anni di vita:


Martedì 27 luglio 2010
ore 8.30
S. Messa — P. Rocco Visca Provinciale OCD

ore 18.30Conferenza della Comunità di Sant’Egidio


Mercoledì
28 luglio 2010
ore 8.30
S. Messa — P. Carlo Laudazi OCD


ore 18.30

Conferenza di P. Carlo Laudazi “Il Carmelo Teresiano”


Giovedì 29 luglio 2010
ore 8.30
S. Messa


ore 19.00

Solenne Concelebrazione presieduta da
Sua Ecc. Mons. Tommaso Valentinetti

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M O N A S T E R O  d i  P E S C A R A

 

 

INDIRIZZO

Monastero S. Maria del Monte Carmelo

Via Monte Carmelo, 85

65132   Pescara      PE

tel. 085.62922  

 

 Il Monastero si raggiunge:

         in auto, uscendo dall'autostrada a PESCARA SUD l'Asse Attrezzato finisce sull'Adriatica e dopo cinquanta metri, passata una rotonda (dopo dieci metri da questa) c'è, sulla destra la strada per San Silvestro.

 Subito dopo il Cimitero, alla curva, inizia Via del Monte Carmelo.

A cinquanta metri, sulla sinistra c'è l'ingresso del Carmelo;

          in treno, prendere il 7 sulla piazza della Stazione Centrale e scendere al Cimitero.

 

 

 

  Da più di trent’anni, qui a Pescara, Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, insieme a tutti i Santi e le Sante del Carmelo, rivivono, nelle loro Sorelle di oggi, la loro ansia di "vedere Dio ", di fissare gli occhi su di Lui, di vivere solo per questo.

   Da più di trent’anni il Carmelo vive fra noi per dirci che "solo Dio basta".

   Un richiamo, una spinta a salire, superate le contraddizioni e i turbamenti del nostro tempo, su questo Monte che rende più vicino il Cielo.

   Abbiamo bisogno di respirare aria pulita, di riempirci gli occhi di azzurro, di ritornare all'essenziale.        

   Questo ci dicono, dalle loro celle silenziose, le nostre Sorelle che da più di trent’anni, nascoste, vivono tra noi l'esperienza sconvolgente e affascinante di Dio.

   Noi non le conosciamo tutte per nome, raramente le vediamo in faccia, ma le sentiamo presenti, intessute nella trama della nostra vita quotidiana.

   Saliamo a questo monastero per condividere gioie e dolori, portiamo qui i nostri pesi, le angosce, le lotte e i problemi.

   Facciamo rifornimento di fede, di speranza e di amore quando solo il silenzio riesce a spalancarci il cuore alla preghiera.

   Questo "colombaio della Vergine" è anche la nostra casa, dove possiamo sentire il calore della Chiesa.     .

   Quante volte lo abbiamo sperimentato in questi anni!

   E allora grazie per le meraviglie che Dio continua a compiere in un mondo che, nascostamente o apertamente, è ancora così assetato di Lui! Grazie, Sorelle, per i sì che dite a Dio ogni giorno, per la vostra vita "nascosta con Cristo in Dio" anche per noi.

   Le pagine che seguono cantano le glorie del Signore: grandi cose che sfidano il tempo e gli danno il sapore dell'eterno.

   Sono illustrazioni e parole e le parole riescono a dire solo ciò che trabocca dal cuore; quello che lo riempie è ancora di più, è più intimo, misterioso, e si fa silenzio, come è lo stile carmelitano.

   Noi possiamo solo intuire la gioia, l'adorazione, la riparazione e la preghiera nascoste in queste pagine che si fanno per tutti testimonianza viva e coinvolgente.

 

Ringraziamo Dio, perciò, perché ci siete, fedeli, a seguirlo da vicino.

E' per questo che siete per noi una finestra aperta alla Speranza.

Maria Chiara Carulli

                   

  

STORIA

 

La comunità delle carmelitane scalze di Pescara è il prolungamento della più antica comunità di S. Egidio, sorta a Roma nel XVII secolo, tra i primi Carmeli d'Italia.

L'origine del monastero di S. Egidio risale al 7 marzo 1601 quando alcune donne, per lo più vedove, sotto la direzione del Padre Pietro della Madre di Dio, fondatore dei primi monasteri italiani di carmelitane scalze, si riuniscono a fare vita comune in una casetta presso Santa Maria della Scala.

Nasce così il secondo monastero romano, dopo quello di San Giuseppe.

Per aiutare le novizie, desiderose di vivere la vita carmelitana teresiana, il Papa stesso manda a chiamare due monache del monastero di San Giuseppe di Napoli. 

   Alla casetta presa inizialmente a pigione dalle pie donne, si aggiunge dapprima un magazzino

- trasformato nella Chiesa dedicata a S. Egidio - poi altre case contigue al monastero. Queste, con il passare degli anni e con varie trasformazioni, formano una costruzione di due piani a forma

di quadrilatero irregolare, con ampi giardini, viali alberati e cappelline.     

 

 

   Nel 1810, in seguito alla soppressione napoleonica dei monasteri e dei conventi, le monache abbandonano il monastero requisito e si ritirano in Via Giulia, sempre a Roma. Alla morte di Napoleone, passato il pericolo, rientrano nel proprio monastero.

 

 La legge delle Corporazioni del 19 giugno 1873 sottrae al monastero una buona parte dei locali: più della metà del chiostro e delle celle.

 Costrette dall'Ordinanza Comunale del 1910 a lasciare più della metà del monastero (la parte restante viene adibita a scuola ed a museo), le monache hanno dovuto affrontare moltissimi disagi, in un quartiere divenuto sempre più rumoroso.         

Intorno agli anni '60 le carmelitane cominciano a cercare un terreno dove edificare un nuovo monastero. Ecco presentarsi l'offerta di un terreno e di un monastero, per l'interessamento del Padre Carlo Di Muzio, carmelitano scalzo, sul colle San Silvestro di Pescara, in Abruzzo.

Anche se il distacco si presentava assai doloroso, le monache vedono nell'offerta la mano provvidente del Signore e con grande spirito di fede decidono di accettare.

                                                                     

Nel Luglio 1972 cinque monache si trasferiscono a Pescara, seguite, alla fine di Agosto, dall'intera comunità.

L'inaugurazione è avvenuta il 1 Ottobre 1972 alla presenza di numerose autorità religiose e civili.

Il Monastero ha forma trapezoidale. Disegnato dall'architetto Antonio Tenaglia, è aperto a mezzogiorno con un grande e luminoso chiostro delimitato da un portico vetrato ad archi a tutto sesto.

Costituito da due piani, è circondato da un terreno di circa un ettaro che ospita l'orto, piante da frutta, alberi d'ulivo...

 

 Dalle linee assai semplici, tutto bianco, senza ornamenti, sorge su una collina che si apre sul mare, immerso nel silenzio, lontano dal frastuono della città, circondato dal verde.

 

 

Al piano terra ci sono i parlatori, l'infermeria con le camere, la cucina, il refettorio, la sala di ricreazione, la biblioteca, la sacrestia, il coro. Al piano superiore: le celle, le officine, i terrazzi ed il noviziato.

 

Le postulanti e le novizie vivono in noviziato con la maestra, la quale si occupa della loro formazione, aiutandole a muovere i primi passi nel "nuovo mondo"; tuttavia, durante la settimana, partecipano a qualche ricreazione comunitaria, fraternizzando con le altre sorelle.

 

Nella comunità pescarese ci sono sorelle che ricamano, altre che dipingono, altre ancora che lavorano la ceramica...

Molti benefattori, segno della mano provvidente di Dio, vengono incontro ai bisogni della comunità. Si assiste, allora, ad un succedersi di "fioretti" che commuovono e che, nello stesso tempo, stimolano ad un abbandono sempre più completo e confidente nelle mani di Dio. 

                                                                              

Se non è occupata in attività esterne (ruota, sacrestia, cucina...), la carmelitana resta nella sua cella a lavorare, cercando di alimentare il rapporto personale con il Signore mediante continui atti d'amore.

Il silenzio favorisce questo clima d'intimità e la carmelitana vive alla presenza del Signore.

                                       

     

Prima della Professione Solenne chi entra al Carmelo è...

POSTULANTE           per 6 mesi (minimo) o un anno e mezzo (massimo)

NOVIZIA                    per 2 anni

PROFESSA SEMPLICE  per 3 anni

 

Attualmente (2004) la comunità è formata da venti sorelle, delle quali sedici sono professe solenni, e quattro professe semplici.

Nelle due ore quotidiane di ricreazione la carmelitana gode della presenza delle sorelle alle quali si dona con semplicità e gioia, in fraterna letizia.

                                

 

Se in passato la carmelitana trascorreva la maggior parte della sua giornata in cella a lavorare, oggi, con la scomparsa delle sorelle "converse" - le quali si dedicavano ai lavori più pesanti - deve svolgere lei questi lavori; tuttavia non può venir meno al fine della sua vocazione e deve rimanere alla presenza del Signore, custodendo il più possibile il silenzio ed il raccoglimento.

Se chi si domanda con una certa perplessità come trascorra il tempo una carmelitana, avesse la possibilità di seguire inosservato una monaca, resterebbe stupito; ogni dubbio sarebbe in lui dissipato: preghiera e lavoro occupano talmente la carmelitana da non lasciarle la possibilità di ignorare come impiegare il tempo.

 

Vita di preghiera e di fraternità: questi, dunque, i poli entro i quali si svolge la vita carmelitana.

Attualmente il Carmelo di Pescara è frequentato da numerosi gruppi che si fermano anche per tutta la giornata a pregare; in queste circostanze hanno la possibilità di parlare con la Priora o con qualche altra monaca per trovare le risposte ai numerosi interrogativi che nascono dall'incontro con una comunità claustrale.

Anche i Sacerdoti trovano nel monastero un'oasi di pace, un refrigerio spirituale. Spesso religiose o laici chiedono di trascorrere alcune giornate di "deserto"; viene offerta loro la possibilità, pur stando in foresteria - nei locali, cioé, destinati all'alloggio degli ospiti - di partecipare alla preghiera comune.

Numerosi fedeli sono presenti, durante l'anno, al triduo (recita del Rosario, Vespro e S. Messa) in onore di S. Teresa - 12, 13, 14 ottobre ­in preparazione della festa (15 otto­bre) ed a quello estivo della Madonna del Carmine - 13, 14, 15 luglio - in preparazione della festa solenne del 16 luglio.

In questo giorno, dopo aver ascoltato le catechesi dei giorni precedenti, molti indossano lo "SCAPOLARE" - due pezzetti di panno uniti da fettucce, che simboleggiano l'abito carmelitano - ed entrano così a far parte della Confraternita del Carmine. Attraverso questo segno esterno i fedeli,

fin dai tempi antichi, manifestavano l'appartenenza alla Madonna, la consacrazione a lei e nello stesso tempo venivano a beneficiare della spiritualità carmelitana.

                                                                                                                                                                                                             

 

 MARIA E IL CARMELO

 

La Madonna, apparendo a San Simone Stock, Generale dell'Ordi­ne, verso il 1251 - in un momento alquanto delicato della storia dell'Ordine - avrebbe promesso a chi indossa lo Scapolare la salvezza eterna ed il privilegio sabatino, cioè il suo soccorso ai devoti dell'abitino del Carmine che si trovano in Purgatorio, promettendo di portarli in Paradiso il primo Sabato dopo la morte.

                                                                                

Lo scapolare non è assolutamente un talismano o un amuleto, ma un segno di amore alla Madonna, alla quale l'anima si consacra e si affida, impegnandosi ad imitarne le virtù - soprattutto la grande fede e l'abbandono alla volontà di Dio ­anche attraverso la recita del Rosario. 

 

Imponendo lo scapolare il Sacerdote legge la speciale preghiera di benedizione e imposizione. L'abitino deve essere portato sempre e può essere sostituito da una medaglia con l'immagine del Sacro Cuore di Gesù da una parte e quella della Madonna dall'altra.

 

IL  CARMELO UNA SFIDA PER IL NOSTRO TEMPO

 

Il mondo di oggi è fortemente caratterizzato da una corsa continua al potere, al successo, al benessere, al piacere. A questo mondo che si agita e che non trova la felicità in tutto quello che con

bramosia cerca, la carmelitana, con la sua vita, lan­cia una sfida ed insieme un messaggio:

Non cercare fuori di te la felicità, non la troverai mai.

Fermati.

Guarda dentro di te. Incontrati con il Signore.

Scopri nella tua vita l'amorosa presenza di un Dio che non si stanca di aspettarti,

di amarti  e che vuole essere tuo Amico.

 Ti ama così come sei.

 Ti desidera.

 Vuole vivere in comunione con te.

 Vuole essere una cosa sola con te.

 Vuole farti felice, anzi vuole essere Lui stesso la tua gioia.

 Lui non ti deluderà mai, non ti lascerà mai solo.

 

 

La Parola di Paolo è calzante, appropriata:

"gente che non ha niente, ma possediamo tutto".

Sì, la carmelitana non ha niente, nessun di quei "valori" che l'uomo oggi considera primari, eppure ha tutto perché ha Dio, possiede Dio.

L'uomo, creato a immagine di Dio, deve raggiungere questo fine: vivere la stessa vita di Dio. Tutti gli altri obiettivi sono fallaci, illusori ed immergono l'uomo in una solitudine ed in un vuoto infiniti. Solo Cristo è il senso dell'uomo, la sua pienezza perché il Padre ha voluto l'uomo in Cristo Gesù ed in Lui l'ha redento.

La carmelitana, "nascosta con Cristo in Dio", può essere nel mondo segno di questa vocazione divina, stimolo ad una riscoperta della preghiera come momento essenziale per un incontro vero e personale con il Signore, richiamo alla ricerca dei veri valori che formano l'uomo e che lo realizzano.

 

LA GIORNATA DELLA CARMELITANA

 

                               p; 

ore 5,30                Alzata

      6,00                Lodi - Orazione

      7,45                   S. Messa (alle 8,30 la Domenica)

                                Ora Media (Terza)

                                Colazione

      9,00 - 11,45       Lavoro

      11,45                 Ora Media (Sesta)

       12,00                 Angelus - Pranzo - Ricreazione

       14,00                 Ora Media (Nona)

       14,15 - 15,00     Lettura in cella

       15,00 - 16,45     Lavoro

       17,00 - 18,00     Orazione

       18,00                  Vespro - Litanie mariane - Cena - Ricreazione

       20,00                  Compieta

       21,00                  Ufficio delle Letture - Riposo

D'estate, con l'ora legale, c'è un'ora di riposo nel pomeriggio.

Nona è alle 15,00 e l'Ufficio delle Letture è alle 22,00

 

 

LA CHIESA E' SEMPRE APERTA  DURANTE LA CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA

inoltre si accolgono singoli o gruppi che desiderano vivere dei momenti di preghiera con la comunità.

 

Si riceve in parlatorio dalle 9,00 alle 11,45 e dalle 15,00 alle 17,45.

 

 

VITA NEL MONASTERO

 

 

Prima della Professione Solenne chi entra al Carmelo è...

         POSTULANTE   per 6 mesi (minimo) o un anno e mezzo (massimo)

          NOVIZIA                    per 2 anni

          PROFESSA SEMPLICE  per 3 anni

 

Attualmente  la comunità è formata da venti sorelle, delle quali diciannove sono professe solenni, una è professa semplice.

Nelle due ore quotidiane di ricreazione la carmelitana gode della presenza delle sorelle alle quali si dona con semplicità e gioia, in fraterna letizia.

 I Romitori sono piccole costruzioni che Santa Teresa di Gesù faceva erigere qua e là nei giardini dei suoi monasteri per favorire una solitudine più profonda

 

Se in passato la carmelitana trascorreva la maggior parte della sua giornata in cella a lavorare, oggi, con la scomparsa delle sorelle "converse" - le quali si dedicavano ai lavori più pesanti - deve svolgere lei questi lavori; tuttavia non può venir meno al fine della sua vocazione e deve rimanere alla presenza del Signore, custodendo il più possibile il silenzio ed il raccoglimento.

Se chi si domanda con una certa perplessità come trascorra il tempo una carmelitana, avesse la possibilità di seguire inosservato una monaca, resterebbe stupito; ogni dubbio sarebbe in lui dissipato: preghiera e lavoro occupano talmente la carmelitana da non lasciarle la possibilità di ignorare come impiegare il tempo.

 Vita di preghiera e di fraternità: questi, dunque, i poli entro i quali si svolge la vita carmelitana.

  Attualmente il Carmelo di Pescara è frequentato da numerosi gruppi che si fermano anche per tutta la giornata a pregare; in queste circostanze hanno la possibilità di parlare con la Priora o con qualche altra monaca per trovare le risposte ai numerosi interrogativi che nascono dall'incontro con una comunità claustrale.

    Anche i Sacerdoti trovano nel monastero un'oasi di pace, un refrigerio spirituale. Spesso religiose o laici chiedono di trascorrere alcune giornate di "deserto"; viene offerta loro la possibilità, pur stando in foresteria - nei locali, cioé, destinati all'alloggio degli ospiti - di partecipare alla preghiera comune.

  Numerosi fedeli sono presenti, durante l'anno, al triduo (recita del Rosario, Vespro e S. Messa) in onore di S. Teresa - 12, 13, 14 ottobre ­in preparazione della festa (15 otto­bre) ed a quello estivo della Madonna del Carmine - 13, 14, 15 luglio - in preparazione della festa solenne del 16 luglio. In preparazione alla festa solenne del 16 luglio. In questo giorno, dopo aver ascoltato le catechesi dei giorni precedenti, molti indossano lo "SCAPOLARE" - due pezzetti di panno uniti da fettucce, che simboleggiano l'abito carmelitano - ed entrano così a far parte della Confraternita del Carmine. Attraverso questo segno esterno i fedeli, fin dai tempi antichi, manifestavano l'appartenenza alla Madonna, la consacrazione a lei e nello stesso tempo venivano a beneficiare della spiritualità carmelitana. 

       

 ULTIMI AVVENIMENTI

 

 

Professione Semplice (temporanea)

  

il 25.01.09 il 27.11.09 di Suor Francesca della Vergine del Carmelo

 

Professione Solenne (perpetua)

il 15 ottobre 2009  di Suor TERESA ISABELLA di Gesù e Maria

il 23.05.10 di Suor Caterina Maria dello Spirito Santo

il 03.07.10 di Suor Sefania Maria di Gesù Risorto

il 15.01.12 di Suor Alessia Maria del Padre

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Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007
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