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vita

Che cosa fanno le Carmelitane?

Pregano incessantemente per la salvezza delle anime e la santificazione dei Sacerdoti.

 

Da un difficile ma riuscito equilibrio tra due valori ugualmente necessari: contemplazione e vita comune.

La carità fraterna e la gioia che caratterizzano i momenti di vita comunitari, procurano quella pace interiore ed esterna necessarie alla vita di preghiera.

La loro giornata è un alternarsi di lavoro e preghiera, ma questa rimane sempre nel cuore.

Nella solitudine si cerca il contatto intimo con Dio, espressione di una vita fatta di fede, di speranza, di carità.

Ognuna può trascorrere dei brevi periodi in un piccolo romitorio, alla maniera dei santi Padri da cui hanno origine.

La Carmelitana è come una fogliolina nel grande albero che è la Chiesa. Dal suo Sole che è Cristo trae vita e la trasmette a tutta la pianta. Per questo deve essere sempre orientata verso di Lui.

Qui sta la sua missione e la sua gioia.

 

Attualmente nel Monastero di Terni ci sono undici sorelle di voti solenni e una novizia.

 

La nostra Cappellina è aperta al pubblico per la Celebrazione Eucaristica:

giorni feriali – ore 7,30

giorni festivi – ore 8,30

Il giorno 11 di ogni mese, in ricordo della Serva di Dio M. M. Eletta di Gesù, di cui si sta svolgendo il Processo di Beatificazione, alle ore 21, per la recita del S. Rosario e l’Adorazione Eucaristica.

Su richiesta è possibile partecipare anche alla celebrazione di Lodi e Vespri, alle ore 6 ed alle ore 17,30 di ogni giorno, come anche trascorrere delle giornate di ritiro nella nostra piccola foresteria.

 

 

Gli orari del nostro parlatorio e del telefono sono: dalle 9 alle 11 del mattino e dalle 15,30 alle 17.

Il nostro numero di telefono e il nostro Fax è: 0744-279475

Il nostro indirizzo è:

Carmelitane Scalze

Monastero SS. Giuseppe e Teresa

Strada Salaria 61

 05100 Terni      TR

Se vuoi parlare con noi

Se vuoi pregare con noi

Quante siamo?

Com’è regolata la loro vita?

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GRAZIE SIGNORE
 

Con il cuore ricolmo di gioia ripercorro i momenti di questa meravigliosa giornata appena conclusa:
15 ottobre 2005, solennità di Santa Teresa di Gesù.
Alle 10, nel "nostro" monastero del Carmelo di Terni. Sr. Teresa Eletta di Gesù ha pronunciato la sua professione temporanea.
Il fervore che ha accompagnato l'intera celebrazione si è cominciato a percepire già prima dell'inizio della Celebrazione eucaristica, mentre arrivavano alta spicciolata i fratelli e le sorelle che vi hanno partecipato, molti indossando anche il loro scapolare e, soprattutto, quando sono giunte dall'Istituto di Rocca di Papa, dove ha vissuto per qualche tempo suor Teresa Eletta prima di venire a Terni, alcune sue "sorelline" che hanno cominciato subito a provare i canti nella cappella già illuminata e profumata da tenere rose bianche accanto alla grata vestita, anzi rivestita a festa...

E poi la solenne Celebrazione ed il momento della Professione: che commozione ha attraversato i presenti quando è risuonato dolce, ma chiaro e fermo, il "Mi hai chiamato, eccomi Signore" di suor Teresa Eletta!
Sembrava che il cuore di tutti battesse all'unisono per accompagnare le sue parole. Grazie Siqnore, mille volte grazie per questa esperienza così intensa che ci hai regalato, mentre le voci si facevano coro e la preghiera individuale si trasformava in comunione.
Ed è stato bello a questo punto riflettere insieme a Padre Arnaldo, nell'omelia, quando ha sottolineato il valore della preghiera e i canoni di essa tracciati da S. Teresa.
I canti delle sorelle carmelitane hanno riempito l'atmosfera profumata di incenso, nel silenzio assordante di tanti cuori che pregavano.
Il momento dello scambio di pace tra suor Teresa Eletta, con in testa la coroncina di roselline bianche e le sue consorelle e noi che partecipavamo, ha rafforzato ancora di più il senso della profonda condivisione di questo bellissimo momento che è sembrato appartenere a tutti.
A conclusione... alcune irrefrenabili lacrime di commozione subito asciugate per lasciare posto a tanti sorrisi e a qualche applauso alla "sposina", mentre uscendo dalla Cappella ci siamo ritrovati tutti a festeggiare con confetti e dolcetti preparati dalle consorelle.
Il Signore benedica questa figliola a cui vogliamo tanto bene, la riempia della sua grazia ed insieme alla nostra carissima Madre M. Eletta, di cui suor Teresa porta il nome, la conduca per mano sulla strada della santità.
In questo mondo in cui troppo spesso ci sentiamo smarriti davanti al male che accade intorno, a noi abbiamo tutti bisogno di vedere giovani creature che, attraverso l'abbandono totale a Dio, diventano testimoni del suo amore infinito e ci restituiscono la fiducia di credere e sperare. .
Alleluia, Alleluia!


Galli Giorgia


" Essere tua sposa, Gesù, essere carmelitana e, nella mia ione a Te, madre delle anime".
S.Teresa di G.B.
 


... SPOSA DI CRISTO!

(dalla Beata Elisabetta della Trinità)
 

Non è solo l'espressione del più dolce dei sogni: è una divina realtà; l'espressione di tutto un mistero di somiglianza e di unione. "Sposa", tutto ciò che questo nome fa presagire di amore donato e ricevuto! Di intimità, di fedeltà di dedizione assoluta!... Essere sposa, è consegnarsi come Lui si è consegnato, è essere immolata come Lui, da Lui e per lui...Essere sposa, è avere tutti i diritti sul suo cuore... è un cuore a cuore per tutta una vita... E' non saper altro che amare: amare adorando, amare riparando, amare pregando, dimenticandosi; amare sempre sotto tutte le forme!
Essere sposa è avere gli occhi nei suoi, il pensiero abitato da Lui, il cuore tutto preso, tutto invaso e passato in Lui.
E' sorprendere il minimo segno e il minimo desiderio; è entrare in tutte le sue gioie, condividere tutte le sue tristezze. E' essere feconda corredentrice, generare le anime alla grazia, moltiplicare i figli adottivi del padre, i riscattati di Cristo, i coeredi della sua gloria.

" Essere sposa", sposa del Carmelo, è avere .il cuore ardente di Elia, il cuore trafitto di Teresa...
Infine essere presa in sposa, sposa mistica, è avere rapito il suo cuore al punto che dimenticando ogni distanza il Verbo si effonde nell'anima come nel seno del Padre con la stessa estasi di infinito amore! E' il Padre, il Verbo e lo Spirito che invadono l'anima, la deificano, la consumano nell'Uno per mezzo dell'Amore.
E' il matrimonio, lo stato stabile perché è l'unione indissolubile della volontà e del cuore... (nota intima13)

 

 

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UN  CONVEGNO SU  MADRE  MARIA  ELETTA  DI  GESU'

(per altre informazioni su questa SERVA DI DIO apri qui)

    Il 10 Gennaio 2004 si è tenuto a Terni, organizzato dalla Diocesi di Terni-Narni-Amelia e del Carmelo dei Santi Giuseppe e Teresa, un Convegno su Madre Maria Eletta di Gesù, Carmelitana Scalza di questa Città, che visse nel '600 e morì in odore di santità a Praga dopo una vita tormentata ed esaltante passata nell'Impero Asburgico per collaborare alla riconquista di queste terre alla Fede Cattolica.
   
Il Convegno si è articolato in tre interventi: Dopo il saluto iniziale di S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Vescovo di Terni-Narni- Amelia, il primo intervento è stato tenuto dal Prof. Carmelo Mezzasalma. Aveva come tema la storia della città di Praga, "crocevia d'Europa". Il Relatore sottolineava in modo esaustivo l'importanza di questa Città come punto strategico tra Occidente e Oriente citando il diario di un viaggiatore, un nobile polacco, il quale vide a Praga la salma di "una monaca seduta", cioè di Madre Maria Eletta, pochi anni dopo la sua riesumazione, senza rendersi conto però di chi si trattava. Il Prof. Mezzasalma ha evidenziato l'influenza di questa Città sulla cultura europea dando agli ascoltatori un panorama storico molto preciso delle vicissitudini sofferte da Praga. In un periodo d'oro, nel tardo medioevo, Praga si prospettava come una vera metropoli culturale di livello europeo: la prima Università del Sacro Impero Romano fu fonato dall'Imperatore Carlo IV, che era boemo, proprio a Praga ed il movimento riformatore di Jan Hus fece nascere nella popolazione la coscienza della propria identità culturale e nazionale. Questa evoluzione assai felice viene però interrotta dai conflitti politici causati sia dalla riforma protestante che dalla Controriforma Tridentina e di conseguenza dalle lotte per l'egemonia su questo piccolo Stato "mitteleuropeo", che trova la sua fine nella battaglia della Montagna Bianca (8 Nov. 1620). Questo evento, pur essendo stato soltanto una scaramuccia di poca importanza dal punto di vistamilitare, non solo colpì fortemente la Boemia nel suo sviluppo d'autonomia, bensì sconvolse tutta la Storia europea.
 

    Dopo questo excursus il Relatore ha infatti sottolineato che con questo avvenimento incominciava la storia travagliata di Praga, che si trovò da allora in poi nella tragica situazione di un luogo di confine, che viveva tra culture e lingue differenti, quella tedesca e quella ceca, e che nel secolo passato fu messa prima sotto il giogo nazista e poi sotto quello della ditta- tura comunista.
 

    In questa Città piena di "contraddizioni" ha vissuto ed è morta Madre Maria Eletta di Gesù, il cui corpo incorrotto è ancora conservato oggi nella Chiesa del monastero. La continua venerazione della Suora Ternana sin dai giorni della sua morte, che non fu nemmeno interrotta da 40 anni di comunismo, deve essere interpretata come metafora di una riconciliazione tra i contrasti culturali ed etnici, ma anche spirituali, che hanno diviso l'Europa durante i secoli e di cui Praga è stato un esempio. Gli impegni intrapresi ora sia dal Carmelo di Praga sia da quello di Terni, di portare a buon fine il processo di beatificazione della Madre devono essere visti e interpretati sotto questa ottica della riconciliazione come manifestazione della volontà di "compiere quell'unità spirituale dell'Europa, cui Madre Maria Eletta aveva partecipato già allora offrendosi a Dio e ai suoi fratelli e sorelle dell'attuale Repubblica Ceca. "
 

    Significativo a tale proposito era anche il messaggio di saluto e di condivisione degli intenti da parte del Sindaco di Temi, On. Paolo Raffaelli.
    Il secondo intervento è stato tenuto da Padre Ennio Laudazi OCD in qualità di Presidente della Commissione storica che sta esaminando e schedando i documenti in previsione del processo di beatificazione di Madre Maria Eletta. Partendo dall' analisi grafologica di alcune lettere della Madre il Relatore ha tracciato un'immagine della Sua personalità umana e spirituale, evidenziando soprattutto le Sue virtù teologali: la fede, la
speranza, l'amore di Dio e la carità verso il prossimo.

    Per quanto riguarda queste virtù, Padre Ennio ha citato le testimonianze molto rilevanti delle consorelle, delle Madri, Cecilia Teresa ed Eufrasia di Gesù, ed altri documenti importanti (come le Cronache dei monasteri, che la Madre ha guidato, e delle vite scritte da testimoni molto vicini a Lei), da cui si comprendono bene le difficoltà spirituali e terrene che Madre Maria Eletta ha dovuto superare. Uno spessore particolare hanno le annotazioni conservatesi con il titolo "Sentenze e versetti di salmi da servirsene per aspirazioni in tutte le azioni" e la lettera di una consorella con la proposta di "Sfide per l'Esaltazione della Santa Croce", da cui si evince molto bene la spiritualità di Madre Maria Eletta. Tali sfide sono soprattutto la dimostrazione dell' Amore di Dio e del Cristocentrismo della Madre.
 

    Alla fine del suo discorso Padre Ennio - in accordo con ciò che il Prof. Mezzasalma ha scritto nella sua relazione " Il perché di un processo di beatificazione" - ha elencato i grandi personaggi del mondo dell' Ordine Carmelitano nella cui cerchia deve essere inclusa anche Madre Maria Eletta, fornendo anche una analisi etimologica del suo nome: Eletta di Gesù = da eligere = Electa - scelta / prediletta.
   

    Il terzo ed ultimo intervento con il titolo "Il Carmelo Teresiano in Europa" ha avuto come relatore Padre Silvano Giordano OCD, il quale ha spiegato in modo esemplare lo sviluppo del Movimento Carmelitano dal momento della riforma dell' Ordine realizzata da Santa Teresa d'Avila e la missione di esso in Europa e nel mondo.
    Padre Silvano ha descritto la estensione del Carmelo dalla Spagna verso l'Italia, sottolineando il ruolo della Città di Genova e della famiglia patrizia Centurioni in questo percorso missionario. Dall' Italia il movimento si estese verso l'Europa centrale ed orientale (addirittura fino alla lontana e pagaa Persia), di cui la fondazione del Carmelo a Cracovia è un esempio. Durante la Guerra dei Trent' anni troviamo addirittura delle fondazioni di monasteri carmelitani nel territorio del Sacro Impero Romano. Il Relatore ha anche ricordato l'importanza della figura di Padre Domenico di Gesù Maria ed il suo ruolo durante questo periodo storico, che si intrecciano a questo punto con la vita ed il destino di Madre Maria Eletta di Gesù.

 

RICORDANDO SUOR MATILDE

Sr. Matilde Anna di S.Francesco al secolo Elia Sensi, nata a Stroncone, è la più piccola di 6 figli.
Perso il padre in tenera età ricevette un'ottima formazione spirituale grazie alla mamma e all' Azione cattolica. Verso i 20 anni sentì la chiamata del Signore ed iniziò, con l'aiuto di un esperto Direttore spirituale Mons. Antonio Marchetti, tuttora vivente, un cammino di dis,ternimento spirituale non tanto facile perché il Direttore la mise a dura prova.
Dio aveva un progetto ben preciso su di lei e quando le carmelitane scalze da Terni furono costrette a sfollare a Stroncone, a causa della guerra, Elia ebbe modo di avvicinarle, di conoscerle e di innamorarsi della loro vita di preghiera, di sacrificio e di nascondimento.
Allo scadere del tempo di riflessione stabilito dal suo Direttore, Elia, ricevuto il consenso materno e la benedizione di Mons. Antonio Marchetti, il 26 giugno 1948, all'età di 23 anni, entra tra le carmelitane scalze, a Stroncone, mentre si stava costruendo il monastero di S.Martino poiché il vecchio monastero era stato distrutto dalle bombe.
La Vestizione avvenne nel nuovo edificio e Elia prese il nome di Sr.Matilde di S.Francesco.
Visse la sua vita di religiosa carmelitana nella fedeltà, nella semplicità, nella gioia e nella sofferenza, specialmente gli ultimi undici anni, tempo in cui, dovendo fare dialisi era costretta ad uscire tre volte la settimana dalla c1ausura tanto amata per andare in ospedale. Quante intenzioni apostoliche, quante offerte per le anime, quanti esempi edificanti e quante parole buone ha seminato nel cuore delle persone che incontrava nel suo cammino di sofferenza e con le quali condivideva la stessa sorte!
Era bravissima nel ricamo e nel cucito tanto che venne soprannominata "Mani di fata" da una signora che ammirava tanto le sue capacità.
Caratteristica del suo temperamento era un fine umorismo e nelle ricreazioni rallegrava tutte con le sue battute argute e appropriate, capaci di sdrammatizzare e allentare momenti di tensione. E' stata priora e maestra delle Novizie.
Apparentemente gracile, in realtà, nella sua lunga malattia, protrattasi per circa 11 anni, ha dimostrato tanta fortezza, tanta capacità di abbandono, lasciando in tutti coloro che l'hanno conosciuta, sia dentro sia fuori il monastero una grande testimonianza di fede e di amore verso tutti.
Dopo ripetuti ricoveri ospedalieri, al momento dell'imminente trapasso, alla consorella che le stava vicino, ha detto: " Aiutatemi non ce la faccio più" E quella, per confortarla: " Sr. Matilde, è il 13 maggio, vedrà che la Madonna di Fatima l'aiuterà" E Sr. Matilde ha soggiunto: "Mi venisse a Prendere e mi portasse in Paradiso"! Tre quarti d'ora dopo, nello stesso istante in cui entrava nella cameretta una religiosa per portarle la S.Comunione, Sr. Matilde spirava. La Madonna aveva ascoltato la sua invocazione.
 

 

 

 

 
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