marzo 2010
ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI
FRATERNITA’ DI S. TERESA DI G.B. IN ANZIO
C O M U N I C A T O
Gli INCONTRI della Fraternità del mese di
MARZO 2010 saranno così articolati:
1° MERCOLEDI - 03 MARZO - alle ore 16.00 -
Incontro di FORMAZIONE permanente a cura dello
Assistente Spirituale Padre Paolo Rinelli ed eventuali
comunicazioni della Presidente.
2° MERCOLEDI - 10 MARZO - alle ore 15.30 -
PROIEZIONE FILMATO su S. Teresa di Gesù –
2° GIOVEDI - 11 MARZO - alle ore 9.30 –
Incontro di FORMAZIONE a cura della Maestra di
Formazione per i candidati alla emissione della
Promessa Definitiva.
DOMENICA - 14 MARZO - alle ore 9.30 -
RITIRO di QUARESIMA– Roma – S. Teresa in Panfilo
3° MERCOLEDI - 17 MARZO - alle ore 16.30 -
Incontro di PREGHIERA a cura dell’Assistente
Spirituale Padre Paolo Rinelli.
4° MERCOLEDI - 24 MARZO - alle ore 17 -
Incontro di FORMAZIONE a cura della Maestra di
Formazione per i candidati alla Prima Promessa e per
gli aspiranti all’ Ammissione.
La Presidente
Angela Parisi
ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI DI ANZIO
*********************************************************************************************
“LA SCOPA” DI SANTA TERESA DI GESU’
**********************************************************************************************
Ribera il dotto biografo di Santa Teresa di Gesù racconta che la Santa Madre soleva, nei giorni di pulizia generale, riservare per sé il patio. Stava con l’abito modestamente arrotolato, con gli zoccoli, buttava alcuni secchi di acqua e con la sua scopa sfregava il pavimento, mandando via l’acqua sporca nella fogna del giardino. Faceva tutto con cura, poiché ella amava che regnasse in ogni parte un ordine perfetto.
Un giorno, dopo aver compiuto questo atto di umiltà, vedendo le sue religiose, tutte insieme durante la ricreazione, disse con quella grazia ed allegria che erano suo costume:
<< Figlie mie, qual è il modello di una perfetta carmelitana? >>
Tutte, interrompendo il lavoro, si interrogavano con lo sguardo. Una sorella azzardò una risposta, e poi un’altra ancora. Ognuna propose una cosa.
Ma la Santa Madre fece cenno di no con la testa e con un fine sorriso continuò:
“Non avete indovinato, provate ancora! Tutti i giorni la tenete nelle mani, la conoscete bene!”
La curiosità si accentuava…….Infine, tutte esclamarono:
“ Nostra Madre, noi abbiamo cercato invano di indovinare!”
Allora la Santa Madre rispose:
“ E’ necessario che ve lo dica? Figlie mie, il modello di una carmelitana è……… una SCOPA!!!”
<< Una scopa, Santa Madre??? >>
“ SI, una scopa. Andiamo a collocarla qui in piedi.”
Entrò nel frattempo una sorella portando la scopa della Santa Madre e fu accolta da una risata generale.
“ Vedete, figlie mie” disse la Santa Madre, “ i giunchi che una mano industriosa raccoglie nei bordi di una laguna, esatta immagine del mondo, vengono seccati, legati ed infilati in un bastone per fare questa scopa che vi presento. “
“Che eccellente modello è questa! Sa ubbidire, non negherebbe, fa tutto ciò che si chiede senza mormorare. Non ha volontà propria; mai prende cosa alcuna per se stessa; sempre spera che la obbedienza la fa muovere; mai le viene in mente di dire:
<< Sarebbe stato meglio spazzare così….. >>
La sua sottomissione è cieca, pronta e costante. Terminato il lavoro la si rimette in un angolo: e lì sta, senza dire parola!”
“Sono necessari i suoi servizi? La troviamo sempre pronta a lavorare e a soffrire.”
“Non è questo un vero esempio di umiltà....???”
“ Essa si utilizza per togliere le ragnatele dell’oratorio o per pulire la cucina, tutto fa con la stessa buona volontà, senza considerare la bassezza del servizio. Tutto serve, senza brontolare. Non osa insegnare neanche all’ultima novizia ed ancor meno criticare le altre. Mai si considera superiore alle altre…….scope!!!”
“Quando si pensa che il lavoro è fatto male, tranquillamente lo ricomincia, una, due, tre volte, senza che in nessun modo si turba: che eguaglianza di umore…..; ripresa, non si irrita; non chiede dove deve essere condotta, né giudica, né infastidisce… Pensa che ciò sarebbe un’offesa a Dio……; è completamente indifferente sia quando viene elevata, che quando viene abbattuta.. A tutto si presta……Rimane nell’angolo più remoto, senza lamentarsi!”
“ Si accontenta di spazzare, la sorella la gira per la cima e batte l’estremità nel pavimento, toc, toc….Essa tace e, concentrata, continua il suo servizio.”
“CHI non vorrebbe essere creativa e buona come la SCOPA???
“CHI ha sentito dire no, se le si chiede un servizio?”
“Non sa portare rancore! Che specchio di virtù! Se a volte offende qualcuno, è solo involontariamente .”
“Figlie mie, non è vero che il progresso di un’anima in Gesù, si dimostra con l’aumento della sua dolcezza?”
“Parliamo ora della sua vita nascosta. Per fortuna, che abbiamo già visto questa piccola scopa per esaltare la nostra immaginazione e lo vogliamo dimostrare? Quando arriva qualcuno da fuori, in fretta la nascondiamo dietro la porta; lì offre a Dio solo le sue belle qualità e la sua solida virtù; non chiede di uscire dalla sua umile oscurità. Grande fermento in casa si ha per l’arrivo di una sorella (giovane scopa). La si mette in un bel posto, perché è nuova e fornirà tanti servizi alla comunità!!! Ma com’è piena di se stessa!!! Molte volte deride le più vecchie senza pensare che deve cominciare da se stessa. Quale novizia non si ritiene un poco riformatrice?”
“ Ho ammirato due preziose qualità della nostra cara scopa:
<< NON SI TURBA né SI IRRITA. >>
“Tale mi sembra deve essere l’anima veramente religiosa: piena di questa bontà, nata dal fondo del cuore, così cara, vera immagine di Dio; è padrona di se stessa in questa pace celeste, tanto travolgente, che eccede in tutto il sentimento e che niente infastidisce, né arreca danno. Non si turba, né si irrita!”
“Tuttavia, figlie mie, la singolare bellezza del silenzio rende ogni cosa sublime.
Chi può ascoltare senza stupore l’eterno silenzio dello spazio infinito? Non c’è qualcosa di ammirevole nel silenzio di Dio e nella sua pazienza di fronte ai crimini che coprono la terra? Si consideri il misterioso silenzio del Verbo Incarnato nei trenta anni prima della sua vita pubblica; il silenzio quasi ininterrotto di Gesù sulla Croce; il silenzio del cuore apostolico che abbraccia il desiderio di salvezza delle anime sepolte nella clausura , nascoste dal mondo, silenzio che qui si consuma come una lampada; il silenzio dello zelo che la fame e la sete di giustizia divorano, silenzio che immola questi santi ardori alla volontà di Dio; il silenzio dell’anima in preghiera, che disprezza la terra per elevarsi alla contemplazione celeste; i sacrifici eroici del silenzio il cui merito è inesprimibile, la cui fertilità è infinita; il silenzio delle anime che la sofferenza rende tutto importante.”
“ Infine, ecco la nostra scopa esaurita nel servizio del Signore, è sciupata e non ha più se non alcuni brandelli in cima; è abbandonata in un angolo. Ah!.......Le giovani non sono soddisfatte delle vecchie…….!”
In questo caso la nostra vecchia scopa percepisce che le giovani sorelle, voglio dire le scope nuove, ridono del suo umile lavoro e mormorando diranno:
<< è necessario sempre rifare il lavoro, perché è stato fatto male…! >>
“Ma come il sole al tramonto, che con i suoi ultimi raggi illumina l’orizzonte con tanta luminosità, così la nostra eroina (scopa), giunta alla sua fine, proteggerà se stessa in tutto il bagliore da una vita piena di sacrifici, aspettando l’ora di vedere Dio.”
“Questo è il momento finale….. Arriva una sorella, una di quelle nature attive, diligenti, amanti del buon ordine in ogni parte e dirà: << cosa fa qui questa scopa vecchia, è solo d’impiccio in casa, subito mettiamola nel fuoco! >>, ed ecco la scopa secca ardere nel fuoco: sale su come una alta, viva e chiara fiamma!!!”
“Così l’Angelo di Dio accoglie l’anima della carmelitana che ha compiuto la sua opera di dedizione a Gesù; per finire di purificarla la pone in Purgatorio: Preparata, tuttavia, com’è per la sua mortificazione e sofferenza, qui, le sue ultime imperfezioni vengono rapidamente consumate e l’anima felice vola in cielo tra le braccia di Gesù; poi, immergendosi nel suo cuore, non può più che dire :”
<< FINALMENTE, Signore, da tanto tempo ho sperato in VOI!!! >>
La Presidente
Angela Parisi
ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI DI ANZIO
********** IL CAMMINO DELL’ORAZIONE CARMELITANA *********
Il cammino o il metodo dell’orazione carmelitana è il più semplice di tutti.
“Quando il cuore prega, Dio risponde sempre.” L’orazione è un intimo dialogo di amore con Colui che sappiamo di essere amati.” (S. Teresa di Gesù), o “uno sguardo rivolto verso il cielo, un respiro dell’anima.”(S. Teresina del B.G.) .
******** LE DIECI TAPPE DELL’ORAZIONE CARMELITANA ********
1 Un modo determinato di pregare:
Decidersi di pregare tutti i giorni, in qualsiasi momento.
Stabilire un tempo per l’orazione quotidiana, per stare
“solo a solo con Colui dal quale sappiamo di essere amati.” NON DESISTERE!!!
2 Preparazione remota: creare un ambiente esterno di
“silenzio e raccoglimento” ed un ambiente interiore:
Presenza di Dio. Attenzione ai segni dei tempi e dei luoghi che ci parlano di Dio per sapere riconoscere Dio che ci visita.
3 Preparazione prossima: un po’ prima dell’orazione,
liberiamoci di tutto quello che ci turba e ci preoccupa.
Tutto l’incontro, che è amore, si prepara con anticipo e si lascia tutto per LUI! Sapere dare spazio a Dio che bussa alla nostra porta. Egli vuole entrare e stare con noi nel nostro “Castello Interiore”.
4 Presenza di Dio: è il momento importante quando invochiamo lo Spirito Santo. Ci disponiamo a pregare. E’ lo Spirito Santo il maestro della nostra orazione. Lasciare che Egli preghi in noi. Invocare il Signore!
5 Lettura meditativa: è sempre bene aiutarsi, quando il cuore è arido, con una lettura, preferibilmente la Bibbia o altro libro. Santa Teresa sempre portava un libro per la sua orazione. Leggere lentamente, attentamente, amorevolmente per assaporare la Parola di Dio.
6 Meditazione: riflettere ed applicare alla nostra vita la Parola letta: un lavoro della mente molto importante. Dio ci parla e vuole che noi comprendiamo la sua Parola d’amore. E’ sempre importante scegliere un tema da meditare. L’improvvisazione in nessuna cosa è buona e non aiuta neanche nell’orazione!
7 Dialogo affettivo o amoroso: “Cuore della meditazione carmelitana”. Lasciare spaziare l’anima, parlare con Dio della propria vita, del quotidiano, Non bisogna stare con la premura, né avere paura. Dire al Signore, che ci ama, tutto quello che succede nel nostro cuore. Stare “faccia a faccia” e lasciarsi amare da LUI!
8 Impegno: Tutto l’incontro di preghiera deve essere confermato, consacrato in un impegno concreto, vivo, che feconda la nostra vita e ci lascia segni tangibili della presenza di Dio. Evitare compromessi teorici e baratti.
9 Ringraziare: dopo tutto l’incontro d’amore, di amicizia, sentiamo la necessità di ringraziare. Possiamo ringraziare con il nostro cuore, le nostre parole o con i testi che Gli rendono gloria: “Magnificat, Pater Noster ecc.”
10 Ritornare al lavoro: con il cuore nuovo, con impegno e compromesso. Dopo l’orazione non stiamo mai soli. Dio è con noi, le TRE Persone della Trinità lavorano con noi! E’ vita nuova, è pace, impegno, amore concreto!
Se tutti i giorni siamo fedeli a questo cammino di orazione, in poco tempo la nostra vita sarà trasformata.
“In realtà, l’orazione è un riposo. E’ un avvicinarsi con tutta la semplicità a Colui che ci ama. E’ rimanere uniti a Lui come un bimbo nelle braccia di sua madre, in un abbandono dell’anima” (Beata Elisabetta della Trinità)
La Presidente
Angela Parisi
ORDINE SECOLARE DEI CARMELITANI SCALZI DI ANZIO
Anniversari Teresiani:
26 MARZO 1923 : Translazione delle reliquie di Suor Teresa
dal cimitero al Carmelo di Lisieux.
26 MARZO 1994 : Luigi e Zelia Martin, genitori di Teresa di
G.B. sono “venerabili”.
M A R Z O 2 0 1 0
RICORRENZE………………..CARMELITANE
19 VENERDI - SOLENNITA’ DI SAN GIUSEPPE,
sposo della Beata Vergine Maria.
L’Ordine del CARMELO è stato - sempre - devoto di
San Giuseppe.
20 SABATO - MEMORIA del BEATO FRANCESCO DI GESU’
MARIA GIUSEPPE PALAU (OCD)
Nacque il 29.12.1811 ad Atona (Spagna) e morì a Tarragona
il 20.3.1872.
Le vicende della sua patria lo costrinsero all’esilio. Fondò a
Barcellona la “scuola della virtù”, modello di insegnamento
catechetico . Nelle Baleari fondò le Congregazioni dei Fratelli
e delle Sorelle Carmelitane.
Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 24.4.1988.