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Convegno 2009

          ORDINE  SECOLARE DEI

            CARMELITANI SCALZI

PROVINCIA    ROMANA

 

CONVEGNO  PROVINCIALE   OCDS

Formazione ai valori dell’Ordine

 

 

 

DAL  CAPITOLO  GENERALE  OCD

 

PER  VOI  SONO  NATA

(Relatore Padre Arnaldo Pigna Delegato provinciale OCDS)

 

 

 

  

 

PRESENTAZIONE  DEL  DOCUMENTO

 

RATIO  INSTITUTIONIS OCDS

( Relatore Padre Aldo Formentin Assistente Nazionale OCDS )

 

 

 

 

“Casa   Santa  Teresa” Carmelitani Scalzi

 

CAPRAROLA  17 - 19 Settembre 2009

 

GIOVEDI 17   Settembre  2009   h.  17.30 

PRIMA  RELAZIONE di Padre Arnaldo Pigna

 

La Presidente Provinciale Maria Teresa Cristofori dopo aver dato il benvenuto a tutti i presenti  ed in attesa dell’arrivo del Padre Delegato, fa una  breve  presentazione del Convento che ci ospita, donato dalla  famiglia Farnese  ai padri carmelitani. E’ casa di preghiera che corrisponde all’ideale teresiano.

 

Nel Convento è conservata una reliquia di S. Teresa di Gesù che consiste nell’autografo della “Relazione” che fece la Santa nel 1575 da Siviglia a proposito di alcune calunnie sparse dalla novizia che   ella aveva dovuto congedare e dalla quale fu accusata all’Inquisizione come appartenente alla setta degli Illuminati.

 

Passa, quindi, la parola al  Delegato Provinciale Padre Arnaldo Pigna , il quale, dopo la invocazione allo  Spirito Santo , dà inizio a questo CONVEGNO PROVINCIALE sulla FORMAZIONE.

 

Il tema del Convegno, sottolinea Padre Arnaldo, non è stato stampato , ma avrà per oggetto la presentazione del documento del 90° Capitolo Generale in preparazione al 5° Centenario della nascita della Santa Madre Teresa  e poi avremo pronta la “RATIO INSTITUTIONIS  ocds”  che sarà trattata dall’Assistente Spirituale Nazionale Padre Aldo Formentin e che servirà ad orientare meglio la condotta e le scelte della nostra comunità.”

 

In che cosa consiste il documento del Capitolo Generale?

Si tratta della lettura delle OPERE della Santa Madre che in ogni anno ci aiuteranno a preparare il centenario della sua nascita.

 

Questo documento non riguarda quello che dovremo fare, come attività esterna, chiarisce Padre Arnaldo. Ha come scopo quello di promuovere il rinnovamento dell’ORDINE. Si tratta di un documento, il quale ci aiuterà a comprendere meglio la nostra Madre attraverso la sua esperienza e l’opera che ne è derivata.  

 

Rileggendo S. Teresa impareremo a nutrirci della sua parola e a godere della sua compagnia. Un modo molto concreto di incarnare il suo carisma, rivivere la sua identità carismatica in una carne che porta il segno del nostro tempo. Noi lo dobbiamo vivere ed incarnarlo il carisma in un modo diverso, coglierlo, raggiungerlo nella sua origine.       

 

“INNAMORARSENE”, evidenzia Padre Arnaldo.

 

Questa riscoperta è necessaria oggi più che mai. Riscoprire il primato di Dio, della dimensione contemplativa della vita e dell’orazione. Questo è il messaggio perenne e presente alla scuola di Teresa che noi cogliamo e vogliamo fare nostro e che ci potrà ridare il sapore ed il gusto del suo carisma,  continua il relatore.

 

Le letture sono orientate proprio a questo. Ci troviamo in un contesto diverso:  “Vivere come siamo attualmente .” Cioè nuova incarnazione che comporta una nuova traduzione. Si tratta di prendere consapevolezza dei tempi moderni, spiega il relatore. A volte si tratta di vicissitudini negative, ma si tratta di avere la capacità di coglierlo. E’ sempre un messaggio!

 

Da questo ultimo periodo vivere il carisma di questa situazione attuale. E’ un periodo diverso da quello in cui visse la Santa Madre. All’epoca non era messa in discussione la FEDE in Dio! “Oggi sembra che questa stia scomparendo, siamo in una religiosità “fai da te”,  fa presente, “c’è la vendita della credibilità  della Chiesa, la pratica e l’invecchiamento degli agenti pastorali, la pratica e  l’impossibilità della FEDE ai giovani.”

 

“Chi la trasmette, oggi, la FEDE?,

interroga Padre Arnaldo. Le famiglie non ci sono più e la scuola non c’è!!! In Europa i paesi cristiani diventano agnostici, ed anche quando si parla di LUI, sembra lontano.

 

Come concepire e vivere una forma di cristianesimo?

Una forma significativa di cristianesimo?

E’ certo che non possiamo rassegnarci a sopravvivere” insiste il relatore.Thomas Merton dice:  Non sopravvivere, bensì profetizzare! Il Profeta è tale anche se il popolo non l’ascolta, ricorda il padre. E’ sempre una presenza di Dio nel mondo. Chi chiama è DIO!!!  Chiama SEMPRE!!! Allora? Ecco la risposta: ASCOLTARE la Sua voce e farsi da LUI condurre!

 

Come ascoltare la sua voce?

 

Attraverso :

 

1)             La Parola di Dio letta nella Chiesa;

2)             la coscienza nella quale risuona la voce di Dio. (Attenti, fa notare Padre Arnaldo, perché può capitare che possono risuonare tutte le coscienze e non quella di Dio);

3)                            i segni dei tempi, per scoprire le esigenze più profonde per favorire una nuova lettura o approfondire la lettura. La Parola di Dio ci illumina a capire e a vedere l’ angolatura con la quale ESSA  deve essere capita.

 

Il compito del cristiano di oggi è molto ricreativo, propone una forma per viverlo che sia attuale, in buona parte nuova. Vedere come la Santa Madre ha risposto alle esigenze del tempo. l problema di oggi è la “miscredenza”.

 

NON SI CREDE  più, insiste padre Arnaldo! Si parla di:

 

1)          CRISI di Dio;

2)           FUGA di Dio;

3)          e si è parlato, di MORTE di Dio!

 

Per i miscredenti DIO è fuori dei propri orizzonti, Dio che non è tenuto in conto nella programmazione della vita. Questa assenza di Dio si nota anche in moltissimi che si definiscono cristiani, fa notare il relatore.“Tanti credenti sono di fatto miscredenti”, sentenzia. Dio non è la loro FEDE ed il loro scopo! I loro scopi sono ben altri:

 

1)    il  SUCCESSO;

2)    la  PROGRAMMAZIONE della vita quotidiana.

 

Ed ecco il DRAMMA!

DOV’E’  DIO?

 

Qual è la risposta che si dà alla crisi di Dio?

 

Si risponde con la “ PASSIONE di CRISTO”, sottolinea. L’ essenziale della vita è : “conoscere TE!” Quindi, avere esperienza di Dio. Ed ecco l’attualità del CARMELO che pone la contemplazione come centro ideale della vita cristiana.

 

Quindi un CAMMINO di:

 

1)       FEDE;

2)       SPERANZA;

3)       CARITA’.

 

CAMMINO che produce come frutto la pratica di tutte le virtù. A questo punto Padre Arnaldo sottolinea l’elogio alla CARITA’ di San Paolo ai Corinzi. Nella miscredenza attuale  il cristiano  è portato a vivere e a testimoniare la  esistenza di Dio : Il relatore evoca il Profeta Elia: “ Il Dio alla cui presenza io sto e vivo”; ed alcuni testi di libri: “Dio c’è, io l’ho incontrato!”“Ho cercato, ho trovato!”Il modo per rispondere alla miscredenza è questo:“VIVERE E TESTIMONIARE LA  ESISTENZA DI DIO !”

 

Santa Teresa ci mostra che la risposta non è la evangelizzazione in modo spettacolare per attirare. Ella ci dice che la strada è : << l’approfondimento del CAMMINO di FEDE!  >> E’ questo che ti mette in una condizione con i miscredenti. Padre Arnaldo parla anche della INGIUSTIZIA nel mondo attuale e della POVERTA’.

 

Secondo le informazioni dell’ONU, i paesi sottosviluppati nel:

1971       erano   25 e nel

2001       sono aumentati a 49.

1960       per ogni ricco c’erano 30 poveri

1974                                      60      

1990                                      74      

 

La povertà aumenta. Le cose stanno peggiorando.

 

Sottolinea che la povertà non è una fatalità, quasi un fatto naturale. Questo ordine sociale non è cascato dall’alto, non è un destino.  Appartiene a chi vive questa situazione. Tocca anche a me, la mia moralità e  il mio rapporto  con Dio come ne entra a far parte. Così ritorna attuale la voce dei Profeti : MISERICORDIA e SOLIDARIETA’.

                                                                    

Si traduce in un atteggiamento di aiuto, compassione e partecipazione.

 

S. Giovanni della Croce era di famiglia molto povera. Egli della sua origine se ne compiaceva. Lo custodiva come qualcosa di positivo. Nei suoi scritti parla della povertà in senso ascetico. La povertà vista come una  virtù , non come  un’ingiustizia.

 

Anche Santa Teresa mostra attenzione per i poveri. Lo stesso fa S. Teresina di G.B. Edith Stein nella barbarie più profonda ha saputo dire dov’è Dio! Lei ha saputo rispondere: Dio è in CROCE!

 

Un’altra realtà è il pluralismo culturale – religioso, l’integrazione ed il dialogo fra religioni. Doppio pericolo, avverte Padre Arnaldo, è il rischio di trincerarsi in una difesa ad oltranza. Fondamentalismo: altro rischio! La via è promuovere dialogo.

 

VENERDI 18  SETTEMBRE   2009  h.  7.30

 

Recita delle Lodi e Celebrazione  Eucaristica in Chiesa con Padre Arnaldo e Padre Ennio, il quale nella sua omelia raccomanda di vivere bene l’esperienza di questo Convegno.

 

E’ dono di Dio, continua, “e, quindi, occorre viverlo bene per l’edificazione dell’uomo interiore, per crescere, per rispondere al Signore che ci interpella. Vivere bene, significa non essere schiavi del tempo, ma essere signori del tempo e della circostanza”.

 

Avere la consapevolezza che se il Signore mi ha chiamato ed io ho risposto SI, significa che LUI mi ha chiamato perché questa è l’occasione propizia per maturare nella FEDE, nel CARISMA che la Santa Madre Teresa ha profuso nella Chiesa, per vivere intensamente la giornata .

 

Occorre dire SI al suo progetto. E’ LUI che ci aiuta. Noi siamo vasi intercomunicanti, evidenzia Padre Ennio, nella misura in cui si riceve dal Signore l’acqua preziosa e si vive un rapporto interiore con LUI. Questa è una bella occasione da vivere per diffondere ai fratelli a casa ciò che il Signore ci offre.

 

Il secondo spunto di riflessione lo fa, ricordando il ritornello del Salmo:

 

“BEATI i poveri in spirito: di essi è il Regno dei Cieli.”

 

Questa è la  BEATITUDINE che la  Santa  Madre pone nel Cammino di Perfezione per arrivare alle VII Mansioni e, quindi, allo Sposalizio con Dio.

 

La condizione è il DISTACCO dalle cose materiali, la POVERTA’.

 

L’autentico distacco affettivo produce il frutto di essere signori delle occasioni che LUI ci mette a fianco, per essere inabitati dalla GRAZIA di Dio. Chi è staccato, gode con libertà interiore, senza diventare schiavi, succubi.

 

L’UMILTA’, insieme all’AMORE verso il prossimo, questo è il rapporto di intimo cammino con Gesù Cristo”, fa notare Padre Ennio. Tendere al distacco delle cose, liberarsene: NADA, NADA, NADA, come diceva Padre Giovanni della Croce.

 

SECONDA   RELAZIONE di Padre Arnaldo Pigna  h. 9.15

 

Abbiamo cercato di vedere ieri,” inizia il relatore, “ la situazione attuale con i vari segni del tempo da cui partire ed abbiamo visto come rispondere. Vediamo la  Santa  Madre come ha risposto e proviamo ad imparare da lei come rispondere noi. Avere la capacità di adattare le risposte ai tempi attuali.

 

Due sono i criteri , evidenzia Padre Arnaldo:

 

1)             ritorno alle FONTI, all’origine, al Vangelo;

2)              ritorno ai fondatori: Cristo e i fondatori eletti dallo Spirito Santo per incarnare un progetto adatto ai loro tempi.

 

Santa Teresa ha realizzato questo!

 

I carmelitani sono nati come Eremiti, poi, hanno dovuto emigrare, scappare in Europa. Si sono adattati ad una Regola approntata nel 1317 ecc. Santa Teresa ritorna anche lei alle origini, alla Regola Primitiva, quella appunto del 1317 per rivivere l’autenticità del carisma, per adattarla ai tempi.

 

Ha instaurato un nuovo stile di vita, armonizzando tre elementi fondamentali:

 

1)             la   SOLITUDINE, esperienza di Dio;

2)             la   COMUNIONE ;

3)             la  DIMENSIONE apostolica per servire la  Chiesa.

 

Questo è stato assimilato bene dai Frati e da San Giovanni della Croce a DURUELO :

 

 UNA VITA di  MOLTA PREGHIERA!

 

Il compito nostro, sottolinea Padre Arnaldo, è quello di coltivare la contemplazione! Il compito storico è quello di essere MAESTRI  per coltivare ed insegnare il  CAMMINO. Ed in questo sono dei maestri straordinari la  Santa  Madre Teresa e San Giovanni della Croce, continua il relatore. La Santa Madre ci ha lasciato questo messaggio: << Essere  APOSTOLI in contemplazione!  >>

 

La PREGHIERA è un’attività estremamente apostolica. E poi bisogna essere APOSTOLI non solo in contemplazione ma della contemplazione, per aiutare a promuovere il Cammino centrale del Popolo di Dio. I nostri Santi sono stati apostoli e maestri di questo cammino.

 

Abbiamo ricordato ieri, fa notare il relatore, “che  condizione per i cristiani di oggi, è quella di vivere l’esperienza di Dio. O uno ha esperienza di Dio o cade, non si regge. Allora la nostra missione dovrebbe essere, quindi, quella dei nostri padri fondatori.

 

Cosa sta facendo il  CARMELO oggi?

 

Qualcosa si sta facendo, ricorda Padre Arnaldo, con la divulgazione delle Fonti e delle OPERE. Questa dottrina che noi cerchiamo di far conoscere, deve essere incorporata nella nostra vita. Fare una recensione attiva di questa dottrina. E questa incarnazione è il problema principale dei carmelitani di oggi, la difficoltà che troviamo nel cammino della Preghiera.  Occorre trovare la sintesi fra la  Preghiera e la vita.

 

Questa “sintesi” si fa vivendo. Allo stesso tempo si crea il cambiamento in cui la Preghiera è favorita. La verità è la dimensione fondamentale della vita. La dimensione contemplativa intesa come relazione vissuta , non solo proclamata. L’essere relazione a Dio è un qualcosa che ci costituisce, fa parte dello statuto. “Dio interviene e continua a restare, perché Dio mi fa esistere”. Non è un qualcosa che si aggiunge. Sono, mi trovo in questa relazione. Si tratta di prenderne consapevolezza. Sono in relazione con LUI. Siamo figli di Dio con un rapporto molto più intimo, molto più profondo. VIVERE consapevolmente.

 

La  PREGHIERA si trova nella  nostra identità profonda. Tutto ciò deve essere vissuto e fatto capire. Nella tradizione carmelitana c’è un metodo semplicissimo ed è il “coltivare” la presenza di Dio, in qualunque occasione mi vengo a trovare. Tutto questo ci aiuta a vivere la nostra giornata con la presenza di Dio, cercando questa unione fra Dio e Preghiera.

 

Ed a questo punto il Padre relatore prende come esempio la figura del Santo Curato d’Ars. Jean Marie Vianney, piccolo prete, timido e un po’ malandato, ma che aveva la tempra dell’uomo di Dio che non si stancava mai di lottare per conquistare le anime con la preghiera, la mortificazione e la carità. Bisogna stare come lui in rapporto con il Signore. Egli diceva: “Sforziamoci a fare solo quello che possiamo offrire a LUI!” Ed ecco che Padre Arnaldo prende ad esaminare il documento che il  90° Capitolo Generale ha preparato: “PARA VOS NACI’” –“PER VOI SONO NATA”

 

Il titolo è tratto dall’inizio di una poesia che la Santa Madre ha scritto :

 

                          Sono nata per Te, per Te è il mio cuore.

                          Dimmi che vuoi da me, dimmi, Signore!

  

 

Questo documento è diviso in tre parti:

 

La PRIMA   PARTE  è la presentazione della situazione storica in cui la Santa  Madre si è venuta a trovare e come lei ha vissuto. Si tratta di una presentazione panoramica, ma completa nel suo contesto storico.

 

La SECONDA PARTE  indica delle chiavi di lettura per leggere le sue OPERE delle quali se ne sente un bisogno estremo.

 

La TERZA PARTE indica i criteri per un piano di letture teresiane e proposte operative.

 

La lettura delle Opere della Santa Madre tende a coinvolgerci e suscitare il desiderio di copiarla, essere coinvolti nella sua esperienza. Noi abbiamo i diritto di vivere questo stesso carisma per entrare in sintonia, in OSMOSI. Occorre vivere in modo più perfetto possibile la sua religione.

 

TERZA    RELAZIONE  di Padre Arnaldo Pigna   h.  11

 

Un momento di attenzione per la presenza di Dio e ricominciamo. Padre Arnaldo indica alcune proposte operative del documento “Para Vos  nacì” che il Capitolo Generale ha fatto in preparazione al 5° Centenario della nascita della Santa Madre:

 

1)                 Leggere ogni anno nell’Ordine, dal  15 OTTOBRE 2009 al 2014,  sia personalmente che comunitariamente, un’opera della Santa Madre Teresa di Gesù. La lettura comunitaria sarà completata, dove questo sia possibile, da celebrazioni, Settimane di Spiritualità. Congressi ecc.

2)                 L’ordine di lettura delle Opere teresiane sarà il seguente:

Libro della Vita (2009-2010),

              Cammino di Perfezione (2010-2011),

              Fondazioni (2011-2012),

              Castello Interiore (2012-2013),

              Relazioni spirituali, Poesie e Lettere (2013-2014).

 

3)                 L’obiettivo che ci proponiamo è quello di generare negli individui

e nelle comunità un rafforzamento della nostra esistenza cristiana e un arricchimento della nostra vita di fede in comunione con la Chiesa.  Come interlocutori attuali di Teresa, dobbiamo constatare che i frutti del contatto con i suoi scritti contribuiscono a migliorare la nostra vita di carmelitani teresiani. Per questa ragione, la nostra lettura sarà mossa dall’attenzione a ciò che negli scritti di Teresa è effettivamente rilevante per la nostra vita.           

 

4)                 Il Definitorio creerà una commissione centrale, il  cui compito principale sarà l’elaborazione di guide e sussidi di animazione per ogni anno.

5)                 Ampliare , allo scopo di arricchirlo il nostro cerchio di lettura, dagli individui e comunità, fino alle Carmelitane Scalze, il Carmelo secolare, la famiglia Teresiana e i laici.

 

La esperienza della Santa Madre. sottolinea Padre Arnaldo, “risponde allo smarrimento dell’uomo, che trova la risposta nella pienezza che Teresa raggiunge. La sua esperienza aiuta l’uomo a prendere coscienza della sua realtà.” Lo schiavo rende schiavo ; il libero aiuta chi è schiavo a liberarsi.

 

Quando ci accostiamo ai suoi scritti,  notiamo che Gesù è il suo “libro vivo”. L’orazione è modo peculiare per incontrarlo in uno stile di vita, di libertà e di gioia.

 

La presenza di Maria è continua e discreta. Sempre presente!

 

Il punto di riferimento è l’incontro con Cristo per imparare da LUI a vivere per il  Padre ed i fratelli. Teresa trova molto nutrimento nella Parola di Dio, attualizzata nella Liturgia. Il libro è Gesù! Possiamo avere tanti libri, ma il libro più importante è GESU’!

 

All’inizio la formazione della Santa Madre era molto popolare, come tutte del resto. Ella ha voluto, però, che  le monache nei suoi conventi sapessero leggere e leggere con occhi aperti sulle necessità del mondo attuale. Quest’anno fa notare il relatore, si inizia con la lettura del Libro della VITA  e proponiamo alcune chiavi che possono accompagnare la lettura personale e comunitaria dei testi teresiani, per non limitarsi a una lettura superficiale. Sul modello della Lectio Divina, suggeriamo un possibile schema pratico. Si tratta di lasciare che il testo e la stessa voce teresiana ci interroghino oggi. Prima di qualsiasi intenzione pastorale, l’animo con cui siamo invitati alla lettura è la rivitalizzazione nostra personale.

 

L’itinerario guida di lettura del LIBRO della VITA si divide in tre PARTI:

 

I )     RILEGGIAMO TERESA

II)               DISCERNIAMO CON TERESA

III)            CELEBRIAMO.

 

 

I.     RILEGGIAMO   TERESA

 

COME FARE?  METODO  DA SEGUIRE……

Ogni comunità può scegliere liberamente i testi.

 

1)     DOMANDARMI  prima di cominciare:

Da quale contesto leggo io?

Dove sto io in questo momento vocazionalmente e spiritualmente?

          Cosa interessa a me?

 

   2 )   INVOCAZIONE  DELLO  SPIRITO  SANTO:

          Chiediamo la luce e la speranza del cuore. Noi non leggiamo per informarci, ma per lasciarci rivitalizzare.

   

   3 )   CONTESTUALIZZAZIONE:

           Qualcuno della comunità si incarica di collocare il testo nel suo Contesto: momento biografico di Teresa, ambiente sociale,             situazione del Carmelo. Cosa risponde Teresa,che apporto offre, di

genuino.

 

    4 )   LETTURA  COMUNITARIA

            Lettura con pause e a voce alta, lettura viva della parola che

Teresa volge a noi.

 

     5 )   SILENZIO

           Qualche momento per lasciare che il testo risuoni nell’intimo di ciascuno.              

 

II.   DISCERNIMENTO CON  TERESA

 

 Sono stati proposti otto testi da approfondire durante gli incontri comunitari :

 

Cap.  1 :                          La chiave della sua vita

                                        “COMINCIO’ A SVEGLIARMI”

 

Cap.  4,10 e 8,5-6:         Quale è il Dio della sua esperienza?

                                        “ LA GRANDE BONTA’ DI DIO….”

 

Cap.  9  :                         La conversione

                                        “TUTTA LA MIA FIDUCIA IN DIO”

 

Cap.  13  :                        La preghiera del principiante

                                        “ GUARDI CHE TI GUARDA”

 

Cap.  22,10-18:                L’umanità di Cristo

                                         “CRISTO OTTIMO AMICO”

 

Cap.  27,1-4-6:                 Esperienza cristologia e profetismo teresiano

“COMUNICARE TUTTA LA MIA ANIMA E LE

                                         GRAZIE CHE IL SIGNORE MI CONCEDE.”

 

Cap.   32,11-18:               Fondazione del Nuovo Carmelo

                                        “MI COMANDO’ CON FORZA SUA MAESTA’

                                            CHE  LO FACESSI.”

 

Cap.    49,1-10,23-25 :       Un finale del libro aperto

                                            “IN QUESTO MODO VIVO ADESSO.”

 

Queste sono proposte che possono essere lo spunto delle varie riunioni . Come fare concretamente, dice Padre Arnaldo, è un po’ più difficile, ma non impossibile.

 

III.               CELEBRIAMO

 

Il padre relatore indica dei cammini possibili di applicazione pratica:

 

a)           Fare una tavola rotonda  all’interno dei nostri gruppi su un testo che abbiamo scelto ;

b)          Coinvolgere le suore, le monache nella Chiesa, programmando un momento di preghiera che si è scelto;

c)           Preparare su un testo teresiano un giorno di ritiro- deserto o di una giornata  individuale di silenzio;

d)          Elaborare contenuti che richiamano un testo di Santa Teresa;

e)           Preparare una celebrazione penitenziale;

f)             Qualcuno che ci suggerisca dal di fuori una parola, che ci interroghi senza timore: avere la semplicità e l’umiltà di vedere come gli altri ci vedono;

g)           Vivere il carisma della nostra Santa Madre, cercando di imitarla un pochino di più per essere “carmelitani”.       

 

 QUARTA    RELAZIONE   di Padre Aldo Formentin   h.   16

 

Padre Aldo Formentin è l’Assistente Spirituale Nazionale dell’OCDS  e nel salutare ci augura  che questi due momenti con lui siano momenti che ci facciano capire la grande esperienza nella quale stiamo vivendo la nostra presenza nel mondo.

 

D’accordo con la Presidente stasera farà una piccola conversazione di quello che è l’Ordine Secolare negli ultimi decenni e domani parlerà della “RATIO INSITUTIONIS ocds”, nella forma immediata per capire l’idea che c’è urgenza che noi impariamo ad essere Carmelitani sempre più attivi. Allora quello che ci dice l’ORDINE diventa importante, perché è punto di partenza.

 

Padre Aldo intitolare la conversazione: “Il CAMMINO del Secolare alla ricerca del proprio posto nel mondo.”

 

Noi siamo vissuti su un terreno diverso su cui vive un cristiano di oggi. Occorre riflettere sul senso di essere Carmelitani oggi, insiste. Non dobbiamo avere paura di avere questo modo di vivere che ci è stato affidato. Veniamo sollecitati a diventare protagonisti in una forma molto precisa. Il Centro dell’Ordine dice che bisogna imparare a sapere cos’è  IL CARMELO. E’ importante che l’Ordine Secolare prenda coscienza di come svilupparsi, diventare grande e maturare per portare i frutti.

 

A questo punto Padre Formentin   ricorda che il Terz’Ordine Carmelitano segna la sua origine nell’anno 1452, quando Nicolò V, con la Bolla “CUM NULLA FIDELIUM” ne approva gli Statuti, approvazione che  più tardi, nel 1476, viene confermata da SISTO IV. Compiutasi, poi, la  RIFORMA per opera di S. Teresa di Gesù, Clemente VIII nel 1594 con la  Bolla “CUM DUDUM” e con l’altra “ROMANUM PONTIFICEM”  del 1603, estende le facoltà e privilegi, concessi dai suoi predecessori all’Ordine Carmelitano, anche a quello dei Carmelitani Scalzi. Sorge così il Terz’Ordine  Carmelitano Teresiano con regole proprie, ispirate a principi di una più alta spiritualità e di un maggiore rigore.

 

Una legislazione vera e propria si ha verso il 1700.  In questo periodo si ha conoscenza di una  << REGOLA del TERZ’ORDINE >> che però non trova modo di imporsi, forse perché priva dell’approvazione della Santa Sede. Nel 1883 il Definitorio Generale dei Carmelitani Scalzi prende l’iniziativa fissando una Regola che pur non avendo l’approvazione pontificia, viene generalmente osservata fino al 1911. Questa Regola resta norma generale per tutto il Terz’Ordine dei Carmelitani Scalzi fino al 1918, cioè fino alla comparsa del Codice di Diritto Canonico.

 

L’Ordine Secolare del Carmelo, come quello di tutti gli Ordini Religiosi  ricompone la propria legislazione sulle indicazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II con la Regola di Vita dell’ “ORDINE SECOLARE dei Carmelitani Scalzi”  approvata dalla Santa Sede nel maggio 1979. (Da questa stessa data viene concessa la facoltà di modificare la denominazione  da Terz’Ordine in Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi).

 

Due sono i momenti significativi nella vita dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi :

 

1)        Il I°  CONGRESSO internazionale a Roma nel 1966;

2)        Il II° CONGRESSO internazionale  nel Messico nel 2000 e che ha come slogan :”Un unico Ordine con lo stesso carisma.”  Questo Congresso del Messico, ricorda Padre Aldo aspetta ancora la sua attuazione.

 

 

Le vigenti COSTITUZIONI dell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi che sostituiscono la Regola di Vita vengono approvate dalla Santa Sede il 16 giugno 2003.

 

L’art.  1 sottolinea che:

 

“I Carmelitani secolari, insieme con i frati e le monache, sono figlie e figlie dello Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo e di S., Teresa di Gesù. Perciò condividono con i religiosi lo stesso carisma , vivendolo ciascuno con il proprio stato di vita.”    

 

A questo punto Padre Aldo Formentin prende atto di due documenti molto importanti per la vita dell’Ordine Secolare:

 

1)        Elementi per il discernimento della vocazione all’OCDS di Padre Deeney, Delegato Generale OCD;

2)        L’assistenza Pastorale all’Ordine Secolare del 2006.

 

Gli elementi per il discernimento della vocazione all’OCDS sono SEI:

 

1)           Essere membro praticante della Chiesa, che partecipa, cioè, alla Vita della Chiesa Cattolica;

2)           Sotto la protezione di Nostra Signora del Monte Carmelo; Maria è il nostro modello di preghiera e di meditazione;

3)           Ispirato da Santa Teresa di Gesù e San Giovanni della Croce, ma ance da Santa Teresa di G.B. o S. Teresa Benedetta della Croce o Beata Elisabetta della Trinità;

4)           Che si prende il suo impegno nei confronti dell’Ordine, dedicando se stesso all’Ordine e alla Chiesa;

5)           Cercando il volto di Dio; tale elemento esprime il contenuto delle PROMESSE; “cercare il volto di Dio” esprime la natura della contemplazione;

6)           Per il bene della Chiesa e del Mondo; la Chiesa ha sempre sottolineato la necessità di un impegno maggiore del laicato per le necessità della Chiesa stessa e del mondo.

 

Essere un CARMELITANO non è un privilegio, è una RESPONSABILITA’, sia personale che  ecclesiale.

 

E’ la combinazione di tutti questi elementi che fa la differenza!

 

Il secondo documento, sottolinea Padre Aldo, dovrà essere studiato anche da noi, oltre che dai Padri Assistenti. E’ la guida per l’assistenza pastorale all’Ordine secolare dei Carmelitani Scalzi da parte dei Religiosi Carmelitani Scalzi. La formazione, evidenzia il relatore, è ciò che sta più a cuore al Centro dell’Ordine. Non c’è documento che non insista su questo.

 

SABATO  19   SETTEMBRE  2009    

 

QUINTA  RELAZIONE  di Padre Aldo Formentin    h. 9

 

In quest’ultima giornata  Padre Formentin presenta la RATIO INSTITUTIONIS o.c.d.s. “il cui scopo è quello di presentare un programma di formazione per i membri dell’Ordine Secolare del Carmelo e di offrire un profilo generale di programma di studio (Syllabus) per raggiungere questa formazione ” (art.1).

 

Occorre studiare sia le Costituzioni che i documenti di Padre Deeney, suggerisce il relatore, per imparare quello che pensiamo di sapere. I nostri affetti rivivono perché ogni giorno viviamo a casa a contatto con loro. E’ la frequentazione che sostiene la vita, insiste il padre.

 

 La “Ratio” riflette il tempo ed il momento che l’Ordine sta vivendo alla ricerca di una identità.

 

Secondo me, sottolinea Padre Aldo, questi elementi che abbiamo per le mani, devono essere vissuti ad experimentum, cioè devono essere messi in opera. Questa Ratio ha la caratteristica di essere un punto di passaggio. E’ la raccolta di quanto è stato già detto nella legislazione precedente.

 

Di novità c’è  l’art. 8 :

 

Sarà di grande  aiuto al funzionamento del programma di formazione se la persona che è responsabile per la formazione a nome della comunità formerà un gruppo per la presentazione dei materiali necessari. Ci possono essere alcuni nella comunità capaci di presentare certi temi o argomenti e altri capaci di presentare altri contenuti che, insieme renderebbero il programma più efficace. Ciò aiuta anche a ridurre il carico sulla persona responsabile  per la formazione.

 

La  RATIO è  strutturata in DUE grandi PARTI:

 

1)        La  PRIMA  PARTE è composta da  TRE  CAPITOLI;

2)        La  SECONDA  PARTE è composta da TRE APPENDICI.

 

Il primo capitolo va dall’art. 1 al 12 e riguarda le premesse     generali.

 

Il secondo capitolo comprende gli articoli 13-14-15 ed indica gli elementi   essenziali della formazione.

 

 Il terzo capitolo comprende gli articoli dal 16 al 37 ed indica i soggetti della formazione nell’Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi.

 

Ed ecco le TRE APPENDICI:

 

1)        La prima  raccoglie i testi degli articoli delle Costituzioni che riguardano la formazione;

2)         La seconda comprende i criteri di discernimento dell’OCDS;

3)        La terza è ad esempio ed è il programma che è stato fatto nelle Filippine.

 

Padre Formentin, infine, sottolinea che bisogna prenderci sul serio nella nostra vocazione, accogliendo la volontà di Dio. Con questo ultimo intervento si conclude il CONVEGNO PROVINCIALE sulla Formazione che è stato interessante e costruttivo. Ognuno di noi ne farà certamente argomento di riflessione e studio presso le rispettive fraternità.

 

 

                                                                                        Angela Parisi 

 

 

 

 
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