Festa del Bambino di Praga
30 gennaio 2011
La comunità carmelitana di Pescara, sia clericale che secolare, anche quest'anno, come l'anno scorso, ha celebrato la festa del Bambino di Praga, l'ultima domenica di gennaio.
Essendo la nostra cappella molto piccola, il Parroco di San Gabriele, don Valentino, nella quale i nostri Padri sono collaboratori, con piacere ci ha ospitati.
Abbiamo rivolto l'invito alle mamme che aspettavano un bambino. L'avviso era stato dato in precedenza a tutti i sacerdoti della nostra Diocesi.
A ciascuna mamma abbiamo lasciato un segno della vicinanza di Gesù Bambino per i nascituri: le scarpette benedette.
Sono venute una ottantina di mamme che hanno prima partecipato alla Messa, celebrata da P. Raffaele, e, dopo l'omelia nella quale è stato illustrato il significato di questa festa, si sono raccolte davanti all'altare per ricevere la benedizione.
L'invito è stato rivolto anche alle venti mamme con i bambini che l'anno scorso avevano preso le scarpette nella nostra cappella. A loro è stato dato l'abitino della Madonna del Carmine
Alla fine della Messa le partorienti si sono avvicinate processionalmente di nuovo davanti all'altare, insieme ai papà ed hanno ricevuto un'altra benedizione, questa volta per coppia, con l'imposizione delle mani, e, a fianco, hanno preso, dalle nostre Terziarie, un paio di scarpette. Un simpatico intervento di don Valentino ha incoraggiato le mamme -come ha detto- "già mollate" dai papà, a venire ugualmente avanti (una decina…). Inoltre alle coppie, in questo periodo di "dolce attesa", è stato suggerito, di pregare spesso insieme toccando il grembo con la vita nascente, quasi come comunicazione della fede. Cosa fatta durante il Padre Nostro: una preghiera a tre.
Riportiamo l'invocazione per la benedizione:
Gesù Bambino, Dio fatto uomo, Dio fatto bambino, che hai voluto nascere da una mamma, come tutti noi, ti presentiamo queste mamme che portano nel grembo il frutto del loro amore: BENEDICILE ( + ) insieme ai piccoli che devono nascere.
Fa' sentire la tua protezione in questa gestazione e nel momento del parto.
Manda i tuoi santi angeli a prendere in custodia le creature che verranno la luce, perché insieme alla luce del sole possano presto vedere la tua luce, la luce della fede.
Ti preghiamo, che questa fede riceva da te un rafforzamento nelle mamme e nei papà, affinché possano filtrarla con l'esempio della loro vita a questi bambini.
Conserva in loro la gioia di essere stati collaboratori tuoi in questo miracola della natura creata da te. Che scoprano in queste creature il riflesso della tua bontà e bellezza.
Difendi dal male le loro famiglie. E fa' che coloro che nascono diventino l'occasione per aumentare l'armonia, la pace e l'amore come la migliore culla che li farà crescere.
Fa sentire la tua presenza nelle difficoltà e che si ricordino che stanno custodendo un tuo tesoro, a te molto caro, che va curato con la massima delicatezza e rispetto.
Che questi bambini siano guardati da tutti come un dono, il dono della vita che viene da te, e che perciò merita cura e attenzione.
I genitori prenderanno queste scarpette che ti preghiamo di BENEDIRE ( + ) perché attraverso questo segno, simbolo dei passi nella vita che vogliamo facciano sempre con te, si renda presente la tua bontà, la tua provvidenza e il tuo aiuto.
Sono le tue scarpette che vogliamo siano donate dalla Mamma tua e nostra, la Vergine Maria, come se le avesse lei stessa preparate con lo stesso amore che ti offrì appena nato.
Come promettesti a Praga: "Più voi mi onorerete, più io vi favorirò", vogliamo onorarti non solo oggi, ma sempre per sentire il tuo favore tutti i giorni della nostra vita.
Volgi ancora uno sguardo con la tua benedizione a tutti i bambini, soprattutto a quelli nati in quest'ultimo anno e che hanno già preso queste scarpette. I genitori vengono a ringraziarti e a continuare a metterli sotto la tua protezione.
Aiuta le loro famiglie a portare avanti questo meraviglioso tuo progetto di vita per il quale chiediamo l'intercessione della Vergine Santa. E' lei che oggi offre a questi bambini il suo segno preferito, l'Abitino della Madonna del Carmine ( + ), con il quale intende coprire con il suo manto genitori e figli.
All'uscita alcuni giovani della parrocchia hanno offerto ad ogni famiglia una composizioni floreale, invitando a partecipare all'autofinanziamento dei ragazzi che in Agosto andranno a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù. Quest'ultimo segno ha contribuito a mettere in risalto l'attenzione della Chiesa al futuro del mondo affidato alle nuove generazioni raggruppate nelle tra fasi della vita: nascente, nata e ormai giovane pronta alla testimonianza.
Le mamme sono anche state invitare a venire l'anno prossimo con i bebé. A disposizione c'era un doppio foglio, stilato da P. Raffaele, contenente il riassunto della storia della devozione a questa immagine con una preghiera.
Devozione al Santo Bambino di Praga
Il 22 settembre 1624, i Padri Carmelitani, fecero il loro ingresso nel convento fondato da Ferdinando II° a Praga. La chiesa era stata un tempio protestante. Il nuovo titolo fu di Nostra Signora della Vittoria. Fintanto che l'imperatore soggiornò a Praga, alla nuova fondazione non mancò mai il necessario sostentamento. Ma non appena egli ebbe trasferito la sua sede a Vienna, cominciò un amaro periodo di duri stenti per il convento. Le scarse elemosine che giungevano non erano mai sufficienti nemmeno per ovviare ai più elementari bisogni.
Il Priore si rifugiò nella preghiera. Educato a Roma aveva portato con sé l'eredità più preziosa del Carmelo: la devozione all'infanzia di Gesù. La "Cronaca" racconta che "il Signore gli fece intendere quanto fosse utile, per superare quel periodo di difficoltà economica, invitare i religiosi all'imitazione e al culto di Gesù Bambino. Ordinò quindi al Maestro dei Novizi di procurare una immagine che rappresentasse Gesù Bambino per collocarla nell'oratorio comune".
La provvidenza venne incontro. Un giorno la principessa Polissena di Lobkowitz, una grande benefattrice dei frati, regalò loro una statuetta di Gesù Bambino, aveva un'alta corona in testa ed era vestita con stoffa finemente ornata. Il priore l'accolse con una grande festa come piovuta dal cielo.
Subito si cominciò a supplicare Gesù Bambino facendogli presenti con filiale fiducia le grandi strettezze della casa. L'aiuto arrivò immediatamente. L'Imperatore Ferdinando nel medesimo anno dispose che ai Padri venisse trasmessa una quota mensile.
Purtroppo a seguito dei continui torbidi militari, i Superiori si videro costretti a sfollare a Monaco di Baviera i Novizi, che erano i più fedeli devoti di Gesù Bambino.
Il 15 novembre 1631 piombò in Boemia il principe di Sassonia con la sua armata, e pose l'assedio a Praga. Il 1° gennaio 1632 calarono dalla Sassonia i protestanti, che entrarono di prepotenza e si ripresero la chiesa trasformandola in sala di riunioni per la loro preghiera. Saccheggiarono chiesa e convento distruggendo ogni immagine sacra.
Passata la burrasca, fu impossibile riprendere la vita in quel convento, anche perché la sovvenzione annuale decretata da Ferdinando II era stata abolita. Sembrò proprio che, dimenticato Gesù Bambino, la casa ripiombasse nella miseria più nera. Nessuno pensava che il mezzo per uscirne stava lì nascosto.
Nell'anno 1637 - dopo sette anni d'assenza - ci fu un altro tentativo che vide coinvolto un novizio, ormai padre, che era stato uno dei più devoti di quella sacra immagine. Mettendo un po' d'ordine fu proprio lui a ritrovarla tra calcinaccio e immondizia di ogni genere. Non fece a tempo a ricollocarla sull'altare che irruppero nuovamente gli Svedesi e assediarono le mura della città. Avevano già dato alle fiamme villaggi e castelli e stavano per entrare a Praga. Questa situazione rappresentò per il P. Cirillo una buona occasione per riportare in onore il suo prediletto Gesù Bambino. Senza nemmeno ripulirlo lo collocò su un tavolino e con i confratelli notte e giorno cominciò a supplicarlo per il bene del convento, della città, e dell'intero paese. Il Santo Bambino fece la grazia. Praga rimase illesa miracolosamente. Non solo, ma anche la Provvidenza cominciò di nuovo a riversare sulla comunità i suoi doni.
Commosso e grato P. Cirillo continuò a pregarlo per conto suo con grande devozione e un giorno sentì la sua voce: "Quanto più voi mi onorerete, tanto più io vi favorirò!". Si accostò con le lacrime agli occhi e, benché la vista fosse appannata, notò che al santo bambino mancavano le manine. Nessuno ci aveva fatto caso, perché sul piccolo corpo il tessuto, per quanto logoro, lasciava libera solo la testa. Guardò meglio e sentì di nuovo quella voce che gli diceva: "Abbiate pietà di me, ed io avrò pietà di voi! Ridatemi le manine".
Cosa fare? La comunità dei frati stava appena cominciando a sistemare la casa e le spese erano enormi. Per far rifare le manine ci voleva un artista, ma come si sarebbe potuto pagare? Proporre quella spesa ai confratelli non gli sembrò opportuno. Portò in camera sua la piccola statua passando lunghe ore ai suoi piedi per chiedergli aiuto.
E l'aiuto venne. Un giorno vide una luce che andò man mano assumendo sempre più chiaramente la figura della Madonna, circondata da una corona di stelle. La Vergine allargò le braccia e indicò il luogo in cui la statua del suo divin Figlio sarebbe stata in seguito venerata.
Qualche istante dopo fu improvvisamente chiamato: all'altare della Madonna lo attendeva una Dama, la quale gli consegnò una offerta e sparì senza pronunciare parola. Chi era quella sconosciuta? Tutti i tentativi per saperne qualcosa si dimostrarono infruttuosi, talché il buon Padre si convinse fermamente che la sua generosa benefattrice fosse stata la Madonna in persona. Ma, ahimè, quell'offerta risultò non bastare. Perché la Madonna non aveva provveduto a far sì che quella statua fosse subito riparata e collocata dove aveva indicato? Ma i disegni di Dio sono imperscrutabili. Questa volta sempre grato, ma un po' addolorato, padre Cirillo si rimise in preghiera, domandando al piccolo Gesù cosa doveva fare. Mentre era immerso in orazione, udì una voce sommessa che pareva sussurrargli: "Mettimi all'entrata della sacristia; verrà qualcuno che s'impietosirà di me". Non se lo fece ripetere due volte. Era trascorsa sì e no un'oretta, allorché venne davvero un signore che vide la statua mutilata e si offrì di farla riparare a sue spese, senza dire la sua precaria situazione.
Lo sconosciuto signore si chiamava Daniel Wolf. Era stato tempi addietro commissario generale dell'amministrazione imperiale, ed era vissuto in buone condizioni. Ma ora si trovava in cattive acque, tanto che i suoi creditori non si contavano più. Quasi non bastasse, da un po' di tempo a quella parte era in perpetua lite con la moglie, al punto di pensare già ad una separazione. Portò a casa sua, con fede e amore, la statua di Gesù Bambino e poco dopo arrivò un rescritto della Camera Imperiale che gli assegnava una ingente somma di denaro per i buoni servizi prestati in precedenza. Cosa insperata perché più d'una volta aveva sollecitato questa liquidazione, senza mai ricevere nemmeno un cenno di risposta. Al contempo finirono anche i suoi dissapori con la moglie, sicché da allora in poi i due coniugi vissero sempre in ottima armonia.
Allorché i restauri al piccolo Gesù furono terminati egli, pieno di gratitudine, lo riportò al convento. Lo consegnò al Padre Cirillo perché lo sistemasse sull'altare. La fama del taumaturgo Bambino si diffuse presto in città e nei dintorni. La gente cominciò a pregarlo ricevendo sempre più grazie e favori. Clamoroso fu l'avvenimento della baronessa Kolowrat, che, malata sul punto di morire, era tornata in vita quando le avevano portato e fatto baciare Gesù Bambino. Così cominciò a verificarsi ciò che Gesù aveva detto "Più voi mi onorerete, più io vi favorirò".
Da allora Gesù Bambino, ormai con il titolo "di Praga", è pregato per ogni necessità. I bambini sono i privilegiati dei suoi favori, sia quelli ancora non nati, come quelli desiderati… Inoltre, Dio Bambino interviene sempre, anche miracolosamente, nelle famiglie in difficoltà economiche o di mutui rapporti, per proteggere, donare e far tornare pace e prosperità.
Nel 2009 il Papa ha pregato, a Praga, davanti alla sua immagine incoronandola.
PREGHIERA
O Dio fatto uomo, fatto Bambino per noi, Ti abbiamo messo una corona sul capo, ma lo sappiamo che tu la cambierai con una corona di spine. Ti vogliamo onorare su un trono con vesti sgargianti, ma tu sceglierai per trono la croce e per vesti il tuo sangue. Ti sei fatto uomo ed hai voluto essere piccolo per accostarti di più a noi. La tua umanità piccola, fragile, come quella di tutti i bambini ci attira ai tuoi piedi e ti vogliamo onorare. Vogliamo darti il primo posto nella nostra vita. Vogliamo che regni in questo mondo tanto distratto, che regni nei nostri cuori, nei nostri affetti, nei nostri desideri, in tutta la nostra vita. Ti raccomandiamo tutti i bambini del mondo, ti raccomandiamo le mamme di tutti i bambini. Davanti al tuo trono presentiamo le mamme che hanno in braccio un bambino che soffre. In modo particolare mettiamo ai tuoi piedi le mamme che non possono avere bambini e li vorrebbero, e le mamme che non vogliono averne... Gesù Bambino, entra nei nostri cuori, entra nel cuore di tutte le mamme e in quello dei nostri piccoli appena concepiti. Prendi possesso di questi cuoricini che già battono nel seno delle loro mamme, anche se ancora non lo sanno, e fa' che quando lo scopriranno, insieme alla presenza di una nuova vita, sentano la tua presenza. Sei tu il creatore della vita e anche se ti servi, tante volte, dei nostri capricci, facci capire che la vita ormai concepita non appartiene più a noi ma è tua, Dio dei piccoli e dei grandi. Ferma quelle volontà sacrileghe che vorrebbero gettare via una vita nella quale hai già preso possesso tu, Divino Fanciullo. Guarda infine i bimbi senza mamma. Diventa il loro fratellino, donando loro, come a noi, sempre, la tua mamma, Maria!