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Edith Stein S. Benedetta della Croce

Edith Stein (26.11.2010)

 (incontro in supplenza di Amedeo e Concetta)

Dopo il racconto della sua vita, ci fermiamo a considerare il suo cammino spirituale affiancandolo al nostro per trovare delle analogie che ci aiutino ad imitarla.

Tutta la sua vita possiamo dire che è stata improntata sulla ricerca della verità.

Chi cerca la verità cerca Dio diceva anche quando questo Dio non si era ancora rivelato in lei in Gesù, che aveva detto "Io sono la Verità"

Donna di grande intelligenza, vagava nella filosofia per trovare almeno un aggancio per questa verità. Nella religione ebraica che era stata il suo nutrimento e la sua vita fino all'adolescenza, aveva scoperto il vuoto e l'aveva lasciata cercando fuori.

Ricordare quello che S. Agostino ha scritto nelle sue Confessioni "Ti cercavo fuori e tu eri dentro di me"…

Seguendo le lezioni universitarie del maestro Husserl, tutto preso dalla fenomenologia (studio dei fenomeni per entrare nella loro essenza, non fisica, ma potremmo dire spirituale) ne diventa da discepola, collega. La insegna, la approfondisce cercando la verità nelle cose, in tutto.

Una ricerca appassionata che la fa riflettere su tutto. Quando scoprirà Dio, questo esercizio la porterà alla meditazione, prima, quindi alla contemplazione.

Cercava il Signore, ma il Signore cercava lei. Dio non ci abbandona alle nostre speculazioni se c'è in noi sinterità e sempre un pizzico di umiltà che non fa trovare mai appagata la nostra ricerca.

Dio interviene attraverso delle forme molto semplici. Non più fenomeni intellettivi, ma fatti contreti che daranno luce non solo al supo sapere, ma alla sua vita che per questo prenderà una svolta, anzi due, tre, fino a sette, come nel film LA SETTIMA STANZA in parallelo con le sette mansioni di Santa Teresa. Tre incontri fortuiti (meglio dire provvidenziali) la folgorano: una popolana in chiesa che prega; il dolore di una donna per la morte di un congiuto, accettato con serenità; la vita autobiografica di santa Teresa di Gesù.

Ogni fatto, ogni "fenomeno" porta il sigillo di Dio, basta fermarsi entrandovi dentro, poi facendolo entrare nella propria vita, spolverato da polvere esterna che lo rende spesso non solo indifferente, ma falso.

Ha trovato la verità: Cristo. Si fa cristiana. Non solo approfondisce la conoscenza di Gesù nel Vangelo (seguendo Santa Teresa), ma cominciando a farlo vivere in sé stessa.

Vuole farsi monaca carmelitana, ma obbedisce e per dieci anni percorre il cammino dell'abnegazione ("rinnega te stesso").

Ottiene il placet per consacrarsi in clausura dove, quasi completando il cammino dell'umiltà (monaca come le altre, mettendo da parte la sua cultura), comincia il cammino (salita del monte Carmelo) che la porterà ad abbracciare la croce.

Scoperta nelle sue capacità intellettive è invitata a scrivere e proprio mentre sta completando un commento su San Giovanni della Croce (che sarà intitolato "Scientia Crucis"), è invitata a mettere in pratica  ciò che aveva scritto ad una sua amica: "la scienza della croce può essere appresa solo se si sente tutto il peso della croce". Presa dalla Gestapo è portata ad  Auschwiz, ripetendo certamente col cuore "Ave croce, nostra unica speranza" (che concludeva la lettera accennata all'amica). Immolazione per gli altri, come Gesù. "Andiamo per il nostro popolo!", gli ebrei ancora lontani dalla Luce e la nazione immersa nel peccato nazista.

 

Le applicazioni alla nostra vita sono tante. Suggerisco una traccia:

Tutto ci può parlare di Dio;

Cercarlo con umiltà negli avvenimenti e cose semplici;

Farlo lievitare dentro di noi, soprattutto con la preghiera contemplativa;

Esercitarsi nella rinuncia della nostra volontà nelle cose più ordinarie;

Accettare la croce senza lamentarci, abbracciandola;

Offrirsi continuamente per il bene degli altri.

 
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