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Alberto di Trapani S - 7 agosto

ALBERTO DI TRAPANI

SACERDOTE

7 agosto

 

Alberto degli Abbati (Trapani, sec. XIII - Messina, c. 1307) entrò nell'Ordine ancor giovane e vi rifulse per l'ardore della predicazione e per la fama di prodigi. Nel 1296 fu eletto priore provinciale di Sicilia. Fu esempio di purezza verginale e di altissima contemplazione.

 

Preghiera

O Dio, che in sant'Alberto, fedele servitore della beata VergiJle del Carmelo, hai dato alla tua Chiesa un modello di purezza e di preghiera, fà che imitiamo la sua vita evangelica per condividerne la gloria del cielo.

 

 (da Bargellini)

Nel 1225 moriva Martire per la fede, a Licata, in Sicilia, il carmelitano Sant'Angelo. In quel tempo stesso vedeva la luce, in Sicilia, a Trapani Sant'Alberto, un'altra delle glorie dell'Ordine di Nostra Signora del Carmelo.

Sant'Angelo era venuto dalla Palestina a morire nell'isola del sole; anche Alberto, nato sulla punta più occidentale della Sicilia, proveniva da famiglia forestiera: quella fiorentina e nobile dei Degli Abati.

Accolto nell'Ordine, per la sua modestia non avrebbe voluto accettare l'ordinazione sacerdotale; ma si piegò alle affettuose insistenze dei confratelli e dei superiori. Poco dopo venne mandato all'altra estremità dell'isola, nel convento carmelitano di Messina. Per la parola e per i prodigi; per la carità e soprattutto per le numerose conversioni di Ebrei, la fama di Sant'Alberto corse rapidamente anche fuor di Messina.

Venne così additato come esempio di vero carmelitano, tutto dedito all'austerità e alle opere apostoliche e, verso il 1287, fu nominato, meritatamente, Superiore provinciale dell'Ordine per la Sicilia.

Sant'Alberto di Messina o di Trapani, è ancora ricordato, nelle chiese carmelitane, per una curiosa devozione legata alle sue reliquie. Il giorno della sua festa, nelle chiese carmelitane, viene benedetta una certa quantità di acqua, con l'immersione di una reliquia del Santo. Quest'acqua, distribuita agli ammalati, si dice che abbia la proprietà di rendere sa­lute e vigore, e di guarire dalle febbri.

Quale sarà l'origine di questa singolare devozione? Forse un episodio della vita del Santo, il quale, quando Messina era assediata dal Duca di Calabria, rifornì prodigiosamente di viveri la città bloccata.

Certo è che alla morte del monaco carmelitano, la fama di santità non si fece aspettare intorno al ricordo di Sant'Alberto. Fu invocato Patrono di Trapani, e i fedeli della Madonna del Carmine non cessarono di attribui­re al « Serafino carmelitano » di Messina prodigiosi e benefici interventi, come quelli compiuti attraverso la devota mediazione dell'acqua di Sant'Alberto che ancor oggi vien benedetta nelle chiese dei Carmelitani.

 

       

 

 

 
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