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Angelo Agostino Mazzinghi B - 17 agosto

ANGELO AGOSTINO MAZZINGHI

17 agosto

SACERDOTE

 

Nacque a Firenze, o nelle vicinanze, in data non accertata, ma prima del 1386. Fu il primo seguace della riforma di Santa Maria delle Serve dell'Ordine carmelitano. Più volte priore nei conventi dell'Ordine, si distinse specialmente nella predicazione della Parola di Dio. Morì a Firenze nel 1438.

 

preghiera

Dio onnipotente ed eterno, che allieti questo giorno con la festa del beato Angelo, donaci di testimoniare con l'impegno della vita la fede che egli predicò con ardore instancabile.

 

(dal libro: "Compendio della Storia dell’Ordine Carmelitano" di P. Stanislao di Santa Teresa – 1925)

Il B. Angelo Agostino, più comunemente conosciuto in Italia sotto il nome di Beato Angiolino, che era il suo nome di battesimo, nacque in Firenze circa l’epoca della morte di Sant’Andrea Corsini, e servì come anello fra questo gran santo e l’illustre santa Maria Maddalena de’ Pazzi, dei quali fu degno concittadino.

Senza dubbio Firenze è la sola città che in tre secoli, ed anche meno, abbia dato tre santi allo stesso Ordine religioso; fatto che deve rendere pregevole questa nobile città all’Ordine Carmelitano.

La famiglia dei Mazzinghi vi gareggiava in nobiltà con quella dei Corsini e dei Pazzi. Angiolino fu da prima il più amabile fanciullo, e dipoi il giovane più intelligente e studioso. Nel momento in cui il mondo più gli sorrideva e gli prometteva il più brillante avvenire, gli dette un solenne addio, e domandò il santo abito del Carmelo.

Dopo la sua professione, si ritirò in un monastero appartato per prepararsi al sacerdozio. Ordinato sacerdote passò per le diverse cariche dell’Ordine, e fu sempre stimato come modello delle più eccellenti virtù, proprie di un vero figlio del Carmelo.

La sua tenera devozione per la divina Eucaristia e l’augusta Madre, il suo spirito d’osservanza, di penitenza e di umiltà, toccavano assai sensibilmente i cuori e ravvivavano lo zelo della disciplina in tutti i conventi in cui abitò.

Si distinse grandemente sui pulpiti d’Italia, ed un’antica pittura ce lo rappresenta con una ghirlanda di rose e di gigli che esce dalla sua bocca ed allaccia l’uditorio.

Alla sua morte furono veduti gli Angeli, con i quali ebbe tanta somiglianza di nome e di fatti, comparire visibilmente per trasportare al cielo la santa sua anima.

Morì il 16 agosto 1438; fu beatificato da Clemente XIII.

Riposa in Firenze nella chiesa del Carmine.

 
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