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Eliseo Profeta S - 14 giugno

Santo

ELISEO PROFETA

14 giugno

 

«Essendo venuto Elia da Eliseo, gli gettò addosso il suo mantello. E questi, abbandonati i buoi, segui Elia e si mise al suo servizio» (I Re 19, 19.21). Eliseo ricevette lo spirito di Elia e, fra i molti insigni prodigi, guarì Nàaman dalla lebbra e risuscitò da morte un fanciullo. Visse tra i figli dei profeti e fu spesso presente, nel nome di Dio, agli avvenimenti del popolo d'Israele. L’Ordine Carmelitano, memore della sua origine al monte Carmelo, con la celebrazione liturgica dei grandi profeti Elia ed Eliseo, intese perpetuare la memoria della loro presenza e delle loro opere. Perciò nell'anno 1399 il CapitOlo Generale decretò la celebrazione della festa di S. Eliseo. Ai nostri giorni il profeta testimonia efficacemente il carisma profetico pe mezzo della fedeltà al vero Dio e il servizio al suo popolo.

preghiera

 

O Dio, custode e redentore degli uomini, che hai manifestato le tue meraviglie nei profeti da te scelti e hai donato al profeta Eliseo lo spirito di Elia, degnati benigno di accrescere in noi i doni dello Spirito Santo, perché ripieni del carisma profetico possiamo ovunque testimoniare la tua presenza e la tua provvidenza.

 

ELISEO PROFETA

DAL I° LIBRO DEI RE

(traduzione interconfessionale in lingua corrente)

CAPITOLO 20

La vocazione di Eliseo

19 Mentre tornava dal monte Oreb, Elia incontrò Eliseo, figlio di Safat, intento ad arare. Davanti a lui c'erano dodici paia di buoi. Eliseo guidava l'ultimo paio. Nel passargli accanto, Elia gli stese sopra il proprio mantello.

20 Eliseo lasciò i buoi, corse dietro a Elia e gli disse:

- Vorrei andare a salutare mio padre e mia madre, poi ti seguirò.

- Va' pure, ma torna di nuovo! Sai quello che ho fatto di te! - rispose Elia.

21 Eliseo si separò da Elia, uccise un paio di buoi e li offerse in sacrificio; usò la legna del giogo per cuocere la carne e fece un pranzo a quelli che erano con lui. Poi partì e seguì Elia, come suo aiutante.  

CAPITOLO 21

La vigna di Nabot

1 Nella città di Izreel, accanto al palazzo di Acab, re di Samaria, c'era una vigna. Essa apparteneva a un certo Nabot.

2 Un giorno, Acab disse a Nabot:

- Cedimi la tua vigna. Vorrei usarla come orto, perché è molto vicina al mio palazzo. In cambio ti darò una vigna migliore o, se preferisci, il giusto prezzo.

3 Nabot rispose ad Acab:

- Ho ricevuto questa vigna in eredità dai miei antenati, perciò non ho il diritto di cedertela. Il Signore non lo permetterebbe.

4 Il re Acab se ne tornò a casa irritato e di cattivo umore, perché Nabot si era rifiutato di cedergli l'eredità ricevuta dai suoi antenati. Andò a letto senza mangiare e voltò la faccia contro il muro.

5 Sua moglie Gezabele venne da lui e gli chiese:

- Perché sei così di cattivo umore? Perché non mangi niente?

6 Acab rispose:

- Ho chiesto a Nabot di Izreel di cedermi la sua vigna in cambio di denaro o, se preferiva, di un'altra vigna, ma lui mi ha risposto: «Non ti darò la mia vigna!».

7 - Sei o non sei tu il re d'Israele? - ribatté la moglie Gezabele. - Adesso alzati, vieni a mangiare e non preoccuparti; ti farò avere la vigna di Nabot di Izreel.

8 La regina scrisse alcune lettere a nome del re e le autenticò col sigillo regale e le mandò agli anziani e alle persone più importanti della città dove abitava Nabot.

9 Le lettere dicevano: «Proclamate un giorno di digiuno, radunate la gente e fate sedere Nabot davanti a tutti.

10 Poi fate venire due persone senza scrupoli ad accusare Nabot di aver maledetto Dio e il re. Alla fine conducetelo fuori città e uccidetelo a sassate».

11 Gli anziani e le persone importanti della città dove viveva Nabot ubbidirono agli ordini mandati per lettera dalla regina Gezabele.

12 Proclamarono un giorno di digiuno e, quando la gente si fu riunita, fecero sedere Nabot davanti a tutti.

13 Vennero due persone senza scrupoli e accusarono Nabot di aver maledetto Dio e il re. Nabot fu portato fuori della città e ucciso a sassate.

14 Poi mandarono a dire a Gezabele: «Nabot è morto, ucciso a colpi di pietra».

15 Appena ricevette questa notizia, Gezabele disse al re Acab: «Puoi andare a prender possesso della vigna che Nabot si rifiutava di cederti: ormai è morto!».

16 A queste parole, Acab si alzò subito e andò a impadronirsi della vigna di Nabot.

 

Elia annunzia il castigo di Acab e Gezabele

17 Allora il Signore disse a Elia di Tisbe:

18 «Va' dal re d'Israele lo troverai nella vigna di Nabot, della quale è andato a prendere possesso.

19 Riferiscigli queste parole da parte mia: Tu hai ucciso un uomo e ora vuoi impadronirti dei suoi beni?, e poi aggiungi: I cani leccheranno il tuo sangue nello stesso posto dove hanno leccato quello di Nabot!».

20 Quando il re Acab vide Elia, gli disse: - Sei riuscito a trovarmi, mio nemico? - Sì, ti ho trovato, - rispose Elia, - perché tu non fai altro che andar contro la volontà del Signore.

21 Perciò egli ti manda a dire: «Manderò una rovina sulla tua famiglia. Eliminerò ogni maschio della tua famiglia, dal primo all'ultimo, in tutto Israele.

27 Ordinate loro di rinchiuderlo in prigione e di tenerlo a pane e acqua, finché non tornerò sano e salvo dalla guerra!

28 Michea replicò:

- Se tornerai sano e salvo vorrà dire che il Signore non ha parlato per bocca mia.

 

Acab muore in combattimento

(vedi 2 Cronache 18, 28- 34)

29 Il re d'Israele, Acab, e il re di Giuda, Giosafat, salirono a Ramot di Galaad.

30 Acab disse a Giosafat: «Per combattere, io mi travestirò, ma tu tieni i tuoi abiti regali». Il re Acab si travestì e andò a combattere.

31 Il re di Aram aveva ordinato ai trentadue capi dei suoi carri: «Voi cercate di colpire il re d'Israele e lasciate perdere tutti gli altri».

32 Quando i capi dei carri videro Giosafat, dissero: «Ecco là il re d'Israele!», e si gettarono verso di lui per attaccarlo. Giosafat si mise a gridare,

33 i capi dei carri si accorsero che non era lui il re d'Israele, e si allontanarono.

34 Un soldato, però, tirò a caso con l'arco e una freccia colpì proprio Acab, infilandosi fra le piastre della sua corazza. «Sono ferito! - gridò Acab al suo cocchiere. - Gira il carro e portami lontano dal campo di battaglia».

35 La battaglia infuriò per tutto il giorno e il re Acab dovette stare nel suo carro, di fronte allo schieramento arameo. Dalla ferita il sangue colava sul fondo del carro. Alla sera morì.

36 Al tramonto un grido si diffuse per il campo: «Ritiriamoci! Tutti al proprio paese o alla propria città».

37 Dopo la sua morte, il corpo di Acab fu trasportato a Samaria e sepolto là.

38 Il suo carro fu lavato nella vasca diSamaria. I cani leccarono il suo sangue e le prostitute vi si lavarono, come il Signore aveva annunziato.

...........

II°  libro dei Re

 

CAPITOLO 1

Il profeta Elia e il re Acazia

1 Dopo la morte del re Acab, i Moabiti cominciarono a ribellarsi al regno d'Israele.

2 Un giorno Acazia, re d'Israele, mentre era nella stanza superiore della sua casa, a Samaria, cadde dalla finestra e si ferì gravemente. Allora mandò alcuni messaggeri con quest'ordine: «Andate a consultare Baal-Zebub, il dio della città di Accaron, per sapere se guarirò».

3 Ma l'angelo del Signore ordinò a Elia di Tisbe: «Va' incontro ai messaggeri del re di Samaria e di' loro: Perché andate a consultare Baal-Zebub, il dio di Accaron? Non c'è un Dio in Israele?

4 Questo è il messaggio del Signore per il re: Non ti alzerai più dal letto: morirai di sicuro!». Elia andò.

5 Quando più tardi i messaggeri tornarono dal re, egli chiese loro:

- Come mai siete già qui?

6 - Un uomo ci è venuto incontro, - risposero, - e ci ha ordinato: «Tornate dal re che vi ha mandato e riferitegli queste parole del Signore: Perché vuoi far consultare Baal-Zebub, il dio della città di Accaron? Non c'è un Dio in Israele? Non ti alzerai più dal letto: morirai di sicuro!».

7 - Com'era l'uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto queste cose? - chiese il re.

8 - Aveva un mantello di pelo e una cintura di cuoio sui fianchi, - risposero.

- Allora è Elia di Tisbe! - esclamò il re.

9 Poi ordinò a un ufficiale di andare da Elia

con i suoi cinquanta uomini. L'ufficiale andò da lui. Elia era seduto in cima a un monte.

- Scendi di lì, uomo di Dio! È un ordine del re, - disse l'ufficiale.

10 - Sono un uomo di Dio? - rispose Elia al comandante dei cinquanta uomini. - Allora scenda un fuoco dal cielo a distruggere te e i tuoi cinquanta uomini!

Subito scese un fuoco dal cielo e uccise l'ufficiale e i suoi cinquanta uomini.

11 Il re mandò da Elia un altro ufficiale con altri cinquanta uomini.

- Scendi subito di lì, uomo di Dio, - gridò l'ufficiale. - Fa' in fretta; è un ordine del re!

12 Elia rispose:

- Sono un uomo di Dio? Allora scenda un fuoco dal cielo e distrugga te e i tuoi cinquanta uomini!

Subito scese un fuoco dal cielo e uccise l'ufficiale e i suoi cinquanta uomini.

13 Per la terza volta il re mandò da Elia un ufficiale con cinquanta uomini. Egli andò sul monte, s'inginocchiò davanti a Elia e lo supplicò:

- Uomo di Dio, non far morire me e i miei uomini, tuoi servitori!

14 Gli altri ufficiali e i loro uomini sono stati uccisi da un fuoco sceso dal cielo. Non farci morire, ti prego!

15 - L'angelo del Signore ordinò a Elia: «Va' con l'ufficiale; non aver paura».

Elia seguì l'ufficiale, andò dal re

16 e gli disse: «Questo è il messaggio del Signore: Tu hai mandato messaggeri a consultare Baal-Zebub, il dio della città di Accaron. Non c'era forse in Israele un Dio da consultare? Non ti alzerai più dal letto: morirai!».

17 Come il Signore aveva annunziato per mezzo di Elia, il re morì. Non aveva figli, perciò dopo di lui regnò suo fratello Ioram. Quando Ioram divenne re d'Israele, in Giuda regnava da due anni un altro Ioram, figlio di Giosafat.

18 Gli altri fatti della vita di Acazia sono scritti nella "Storia dei re d'Israele".

 

CAPITOLO 2

I due Regni all'epoca del profeta Eliseo

Elia è portato in cielo: gli succede Eliseo

1 Un giorno il Signore rapi Elia in cielo in un turbine di vento. Elia ed Eliseo stavano allontanandosi da Galgala.

2 Elia disse a Eliseo:

- Tu fermati qui: a me il Signore ha ordinato di andare a Betel.

Ma Eliseo rispose:

- Giuro davanti al Signore e davanti a te che non ti abbandonerò!

Così andarono tutt'e due a Betel.

3 Il gruppo dei profeti di Betel andò incontro a Eliseo:

- Non sai che oggi il Signore ti porterà via il tuo maestro? - gli dissero.

- Sì, lo so, - rispose Eliseo; - ma state zitti, non parlatene.

4 Elia disse a Eliseo:

- Tu fermati qui: a me il Signore ha ordinato di andare a Gerico.

Ma Eliseo rispose:

- Giuro davanti al Signore e davanti a te che non ti abbandonerò!

Così andarono tutt'e due a Gerico.

5 Il gruppo dei profeti di Gerico raggiunse Eliseo.

- Non sai che oggi il Signore ti porterà via il tuo maestro? - gli dissero.

- Sì, lo so, - rispose Eliseo; - ma state zitti, non parlatene.

6 Poi Elia disse a Eliseo:

- Tu fermati qui. A me il Signore ha ordinato di andare al fiume Giordano.

Ma Eliseo rispose:

- Giuro davanti al Signore e davanti a te che non ti abbandonerò!

Partirono tutt'e due.

7 Cinquanta profeti li seguirono. Elia ed Eliseo si fermarono in riva al Giordano. I cinquanta profeti si tenevano a una certa distanza.

8 Elia prese il suo mantello, lo arrotolò e lo sbattè contro le acque del fiume, e le acque si divisero in due; così Elia ed Eliseo poterono raggiungere l'altra riva all'asciutto.

9 Mentre attraversavano, Elia chiese a Eliseo:

- Dimmi che cosa posso fare per te, prima che il Signore mi porti via.

- Vorrei essere l'erede principale del tuo spirito di profeta, - rispose Eliseo.

10 - Non è poco! - disse Elia, e aggiunse: - Avrai quel che chiedi, se riuscirai a vedermi mentre verrò portato via da te: altrimenti no.

11 Continuarono a camminare e a parlare. Un carro di fuoco con cavalli di fuoco passò in mezzo a loro. Elia fu rapito in cielo in un turbine di vento.

12 Eliseo riuscì a vedere e gridò: «Elia, padre mio! Difesa e forza d'Israele». Poi non lo vide più. Allora, per il dolore, strappò in due i suoi vestiti.

13 Raccolse il mantello che era caduto a Elia, tornò indietro e si fermò in riva al Giordano.

14 Prese il mantello d'Elia, lo sbattè contro le acque del fiume e invocò: «Signore, Dio d'Elia, dove sei?». Poi, come aveva fatto Elia, colpì le acque ed esse si divisero in due: egli poté attraversare.

15 Da lontano i profeti di Gerico lo videro e dissero: «Lo spirito profetico d'Elia è passato ad Eliseo». Gli corsero incontro e s'inchinarono davanti a lui fino a terra.

16 Gli proposero: - Qui, fra noi, ci sono cinquanta uomini coraggiosi e forti: mandiamoli a cercare il tuo maestro. Forse lo spirito del Signore l'ha soltanto preso e gettato su un monte o in fondo a una valle.

Eliseo rispose:

- Non mandateli!

17 Ma la loro insistenza fu tale che alla fine Eliseo si rassegnò:

- Fate pure.

Così mandarono i cinquanta uomini alla ricerca d'Elia. Rimasero via tre giorni, ma non riuscirono a trovarlo.

18 Allora tornarono a Gerico, da Eliseo.

- Era inutile andare. Ve l'avevo detto! - disse loro Eliseo.

Prodigi di Eliseo

19 Gli abitanti della città di Gerico dissero a Eliseo:

- Come avrai visto anche tu, signore, non si starebbe poi tanto male in questa città; solo che l'acqua è cattiva e la nostra terra è senza vita.

20 Allora Eliseo ordinò:

- Portatemi una scodella nuova, piena di sale.

Gli portarono la scodella.

21 Eliseo andò alla sorgente dell'acqua, vi versò il sale e pronunziò queste parole: «Il Signore dice: lo rendo pura quest'acqua: non procurerà più né morte né sterilità».

22 Come aveva detto Eliseo, quell'acqua divenne pura e lo è ancor oggi.

23 In seguito, Eliseo andò da Gerico a Betel. Mentre camminava, alcuni ragazzi uscirono dalla città e cominciarono a prenderlo in giro gridando: «Va' via, va' via, testa pelata!».

24 Eliseo si voltò, li vide e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dal bosco due orse e sbranarono quarantadue di quei ragazzi.

25 Da Betel, Eliseo andò fino al monte Carmelo e poi tornò a Samaria.

 

CAPITOLO 3

Ioram, re d'Israele

1 Ioram, figlio di Acab, diventò re d'Israele, a Samaria, nel diciottesimo anno di regno di Giosafat, re di Giuda. Regnò dodici anni.

2 Anche lui andò contro la volontà del Signore, ma non come suo padre e sua madre: se non altro, eliminò la stele fatta erigere da suo padre in onore del dio Baal.

3 Tuttavia rimase legato alla colpa del re Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele: non se ne staccò mai.

 

Guerra tra Israeliti e Moabiti

4 Mesa, re di Moab, era un allevatore di pecore. Aveva sempre pagato al re d'Israele un tributo di centomila agnelli e centomila montoni con la loro lana,

5 ma, alla morte di Acab, re d'Israele, Mesa si era ribellato.

6 Allora il nuovo re d'Israele, Ioram, partì da Samaria e passò in rassegna le truppe d'Israele.

7 Poi mandò a dire a Giosafat, re di Giuda: «Il re dei Moabiti si è ribellato contro di me. Vuoi allearti con me per combatterli?». «Verrò, - fece rispondere Giosafat; - conta pure su di me, sul mio esercito e sulla mia cavalleria!».

8 Fece anche chiedere: «Che strada faremo?». «Passeremo dal deserto di Edom», fece rispondere Ioram.

9 Il re d'Israele e il re di Giuda si misero in marcia. Anche il re di Edom andò con loro. Camminarono sette giorni. Non c'era acqua né per le truppe né per le bestie da soma.

10 Allora il re d'Israele gridò:

- È la fine! Il Signore ci ha radunati tutt'e tre, per farci cadere nelle mani dei Moabiti.

11 Giosafat -disse:

- Dovremmo consultare il Signore. Non c'è qui un suo profeta che ci aiuti?

Uno degli ufficiali del re d'Israele rispose:

- C'è qui Eliseo, figlio di Safet. Era l'aiutante di Elia.

12 - Bene, - rispose Giosafat, - lui conosce la parola del Signore!

Il re d'Israele, il re di Giuda Giosafat e il re di Edom andarono da Eliseo.

13 - Che cosa vuoi da me? - disse Eliseo al re Ioram. - Va' a consultare i profeti di tuo padre e di tua madre!

- No, - rispose Ioram, - il Signore ci ha radunati tutti e tre per farci cadere nelle mani dei Moabiti.

14 Eliseo rispose:

- Giuro davanti al Signore onnipotente di cui sono servitore! Se non fosse per il rispetto che porto al re di Giuda, non mi occuperei di te, non ti guarderei neppure.

15 Ora fate venire qui da me un suonatore. Mentre quello suonava, Eliseo fu afferrato dalla potenza del Signore

16 e cominciò a parlare: «Questo è il messaggio del Signore: Scavate molte buche in quella valle,

17 perché non sentirete vento e non vedrete pioggia, ma la valle si riempirà d'acqua. Potrete bere voi, i vostri greggi e le vostre bestie da soma!

18 Il Signore farà cose ben più grandi: farà cadere il territorio di Moab nelle vostre mani.

19 Potrete distruggere le loro fortezze e le loro città più importanti. Abbatterete tutti i loro alberi da frutta, turerete tutte le loro sorgenti e rovinerete i loro fertili campi coprendoli di sassi».

20 Il mattino dopo, all'ora del sacrificio, arrivò una ondata dalla parte di Edom, e il paese fu sommerso.

21 Intanto, i Moabiti erano venuti a sapere che i tre re erano in marcia contro di loro. I Moabiti avevano reclutato ogni uomo in grado di portare le armi e avevano preso posizione sul confine.

22 Si alzarono all'alba. Il sole si rifletteva sull'acqua e, da lontano, i Moabiti la vedevano rossa come sangue.

23 Perciò esclamarono: «Ma quello è sangue! I tre si sono certamente scontrati tra di loro e si sono uccisi. Avanti, Moabiti, tutti a far bottino!».

24 I Moabiti raggiunsero gli accampamenti degli Israeliti, ma questi uscirono all'attacco, li sconfissero e li misero in fuga. Poi penetrarono nel territorio di Moab e lo conquistarono

25 Demolirono le città. Ogni uomo gettò un sasso nei campi, finché non furono tutti completamente coperti; turarono le sorgenti; abbatterono tutti gli alberi da frutta. Alla fine, rimaneva soltanto la città di Kir-Careset, ma i soldati, armati di fionde, la circondarono e l'attaccarono.

26 Quando il re di Moab capì che ormai stava perdendo la battaglia, prese con sé settecento uomini armati di spada, per aprirsi un varco verso il re di Edom. I soldati non vi riuscirono.

27 Allora il re di Moab prese il suo figlio primogenito, che avrebbe dovuto regnare dopo di lui, e lo offrì in sacrificio sulle mura della città. Un grande terrore s'impadronì degli Israeliti, che scapparono e se ne tornarono nella loro terra.

 

CAPITOLO 4

Eliseo aiuta una povera vedova

1 Una volta, una donna, moglie di uno dei profeti, gridò a Eliseo:

- Mio marito, tuo servitore, è morto. Tu sai che era fedele al Signore. Aveva un debito con un tale che ora vuol prendersi i miei due figli come schiavi.

2 Eliseo le chiese:

- Che cosa posso fare per te? Dimmi che cosa hai in casa.

La donna rispose:

- In casa non ho più niente: mi è rimasto solo un vasetto d'olio.

3 - Allora, - rispose Eliseo, - fatti imprestare alcuni recipienti dai tuoi vicini, il maggior numero possibile.

4 Poi entra in casa tua e chiuditi dentro con i tuoi figli. Versa l'olio in ogni recipiente e, quando uno è pieno, mettilo da parte.

5 La donna lasciò Eliseo e andò a chiudersi in casa con i suoi figli: loro le passavano i recipienti, e lei versava l'olio.

6 I recipienti si riempivano. A un certo punto la donna disse a un figlio:

- Passamene un altro.

- Non ce ne sono più! - rispose lui, e l'olio smise di colare.

7 La donna corse a riferire al profeta quel che era successo. Egli le disse:

- Va' a vender l'olio. Con il ricavato pagherai il tuo debito. Ne avanzerà abbastanza da far vivere te e i tuoi figli.

 

Eliseo e una donna di Sunem

8 Una volta, Eliseo passò dal villaggio di Sunem. Una donna molto ricca lo invitò con insistenza a mangiare da lei. Da allora, tutte le volte che passava di lì, si fermava a mangiare da lei.

9 La donna disse al marito: «Quello che viene sempre qui da noi è un uomo santo, mandato da Dio. Ne sono certa!

10 Costruiamogli una cameretta al piano di sopra, e mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un lume. Così, quando verrà da noi, potrà alloggiare lì».

11 Un giorno, Eliseo andò a Sunem e si ritirò nella stanzetta per passarvi la notte.

12 Disse a Giezi, il suo servo:

- Chiama la donna che ci ospita.

Giezi la chiamò e lei salì da lui.

13 Eliseo, intanto, aveva detto a Giezi:

- Parlale tu. Dille che è stata veramente gentile con noi e chiedile se possiamo fare qualcosa per lei. Forse ha bisogno che la raccomandiamo al re o al capo dell'esercito.

La donna, però, rispose:

- Non ho bisogno; sto bene fra la mia gente.

14 - Che cosa possiamo fare per lei, allora?

- chiese di nuovo Eliseo.

Giezi rispose:

- Questa donna ha la disgrazia di non avere figli e suo marito è già molto vecchio.

15- Richiamala, - ordinò allora Eliseo.

Il servitore la chiamò. Quando lei fu sulla porta,

16 Eliseo le disse:

- L'anno prossimo, a quest'ora, stringerai un figlio fra le tue braccia.

Ma la donna rispose:

- Mio signore, non illudermi, tu che sei uomo di Dio!

17 Più tardi la donna rimase incinta e l'anno dopo, a quell'epoca, ebbe un bambino, come aveva detto Eliseo.

 

Morte del figlio della donna di Sunem

18 Il bambino era cresciuto. Un giorno andò a trovare suo padre che lavorava con i mietitori.

19 Appena arrivato, si mise a gridare: «La mia testa! La mia testa!».

Allora il padre ordinò a un servo: «Portalo subito a sua madre».

20 Il servo prese il ragazzo e lo portò alla madre. La donna lo tenne sulle ginocchia fin verso mezzogiorno, e a quell'ora il ragazzo morì.

21 Lei allora lo portò di sopra, lo distese sul letto del profeta Eliseo e uscì, chiudendo la porta.

22 Chiamò suo marito e gli disse:

- Dammi uno dei tuoi servi e un'asina. Vado di corsa dal profeta e torno.

23 Il marito le chiese:

- Perché ci vai proprio oggi? Non è la festa della luna nuova e neppure un sabato!

- Non ti preoccupare!, - gli rispose la moglie.

24 Mise la sella sull'asina e ordinò al servo: «Falla camminare: ti fermerai solo se te lo dico io».

25 Così arrivò dal profeta, sul monte Carmelo.

Quando Eliseo la vide da lontano, disse al suo servo Giezi: - Ma quella è la donna di Sunem!

26 Corrile incontro e chiedile se va tutto bene a lei, a suo marito e a suo figlio.

- Sì, grazie, - rispose la donna,

27 e corse dal profeta, sul monte. Si gettò ai suoi piedi. Giezi voleva spingerla via, ma il profeta disse:

- Lasciala in pace! È molto amareggiata. Il Signore mi tiene nascosto il motivo, non me lo ha fatto sapere.

28 La donna gridò:

- Ti avevo chiesto io di avere un figlio, signore? Ti avevo ben detto di non illudermi!

 

Eliseo ridà vita al figlio della donna di Sunem

29 Eliseo disse a Giezi:

- Preparati a partire. Prendi il mio bastone e va' a Sunem. Per la strada, non fermarti a salutare nessuno. Se qualcuno ti saluta, non rispondere. Quando arrivi, posa il mio bastone sul volto del ragazzo.

30 Ma la madre del ragazzo disse:

- Giuro davanti al Signore e davanti a te: non me ne vado di qui se non vieni anche tu!

Allora Eliseo partì insieme con la donna.

31 Giezi era arrivato prima di loro. Aveva posato il bastone sul volto del ragazzo, ma non c'era stata alcuna reazione, nessun segno di vita. Allora Giezi andò incontro a Eliseo e gli disse: «Il ragazzo non si è svegliato».

32 Eliseo entrò in casa. Vide il corpo del ragazzo adagiato sul suo letto;

33 si chiuse dentro con lui e si mise a pregare il Signore.

34 Poi si stese sul ragazzo, con la bocca sulla sua bocca, gli occhi di fronte ai suoi occhi e le mani contro le sue mani. Rimase sdraiato su di lui finché il suo corpo non si scaldò.

35 Poi si alzò e si mise a camminare su e giù per la stanza. Infine tornò a stendersi sul ragazzo. Dopo un po', il ragazzo starnuti sette volte e alla fine aprì gli occhi.

36 Eliseo chiamò Giezi e gli ordinò di far venire la donna. «Ecco tuo figlio, prendilo!», le disse.

37 La donna si gettò ai piedi del profeta e s'inchinò fino a terra. Poi prese suo figlio e uscì.

 

La minestra immangiabile

38 Eliseo tornò a Galgala. A quel tempo c'era una carestia nella regione. Il gruppo di profeti era riunito intorno a lui. Eliseo ordinò a suo servo: «Metti un pentolone sul fuoco e prepara una minestra per tutto il gruppo».

39 Un profeta andò nei campi a raccogliere erbe e trovò una specie di vite selvatica; colse alcuni dei suoi frutti simili a zucche. Se ne riempì il mantello e tornò a casa. Non conoscevano quei frutti, ma lui li tagliò a pezzi nella minestra

40 La minestra fu servita, ma appena l'assaggiarono, cominciarono a gridare:

- Uomo di Dio, la minestra è avvelenata. Nessuno poté mangiarla.

41 Il profeta Eliseo, allora, comandò: - Portate un po' di farina.

La gettò nel pentolone e ordinò:

- Servitevi e mangiate.

Nel pentolone non c'era più nulla di velenoso.

 

La moltiplicazione dei pani

42 Una volta, arrivò un uomo dal villaggio di Baal-Salisa: portò al profeta venti pani d'orzo, fatti con farina nuova, e un sacco di grano appena raccolto. Eliseo disse al suo servo di sfamare il gruppo con quei viveri.

43 Ma il servo rispose:

- Questa roba non basta per dar da mangiare a cento persone!

- Distribuisci questi viveri, - disse Eliseo, perché il Signore dice: «Ognuno avrà abbastanza da mangiare e ne avanzerà anche!».

44 Il servo li distribuì e ne avanzò, come il Signore aveva detto.

 

CAPITOLO 5

Guarigione di Naaman

1 Il comandante dell'esercito del re di Aram si chiamava Naaman. Il suo re lo stimava molto e lo teneva in grande considerazione, perché, per mezzo di Naaman, il Signore aveva fatto vincere una guerra agli Aramei. Questo valoroso soldato, però, aveva una grande malattia della pelle.

2 Una volta, una banda di Aramei era andata a far razzie nel territorio d'Israele. Avevano preso prigioniera una ragazza, che poi era diventata serva della moglie di Naaman.

3 Un giorno, la ragazza disse alla sua padrona: «Basterebbe che il mio padrone potesse incontrare il profeta che sta a Samaria: lui lo guarirebbe!».

4 Naaman andò a riferire al suo re quel che aveva detto la ragazza israelita.

5 Il re di Aram gli rispose: «Parti subito: io ti darò una lettera per il re d'Israele». Naaman prese con sé circa trecentocinquanta chili d'argento, sessantacinque d'oro, dieci abiti di lusso e partì.

6 Consegnò la lettera al re d'Israele. C'era scritto: «Con questa lettera ti presento il mio servitore Naaman: guariscilo dalla sua malattia».

7 Lette queste parole, preoccupato, il re d'Israele si strappò i vestiti. Esclamò: «Questo mi manda uno perché io lo guarisca. Come se io fossi un dio e avessi il potere di far vivere o morire! È chiaro; cerca un pretesto contro di me! Lo vedete anche voi».

8 Quando il profeta Eliseo venne a sapere che il re si era strappato i vestiti, gli mandò a dire: «Perché fai così? Se quell'uomo viene da me, si accorgerà che in Israele c'è un profeta!».

9 Naaman andò a casa di Eliseo, con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò sulla porta.

10 Eliseo mandò un messaggero a dirgli:

- Va' al fiume Giordano: immergiti sette volte nelle sue acque. Il tuo corpo tornerà sano e tu sarai purificato.

11 Naaman se ne andò furibondo, dicendo: - Io pensavo: a uno come me il profeta verrà certamente incontro; poi pregherà il suo Dio, il Signore, toccherà con la mano la parte malata e farà sparire il mio male.

12 I fiumi di Damasco, l'Abana e il Parpar, sono certamente migliori di tutti i corsi d'acqua d'Israele. Per essere purificato, non bastava immergersi nelle loro acque? Naaman si voltò e se ne andò furibondo.

13 I suoi servi si avvicinarono e gli dissero:

- Padre, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, certamente l'avresti fatta. Ti chiede soltanto di immergerti nell'acqua per purificarti: perché non farlo?

14 Naaman andò al fiume Giordano. Si immerse nelle acque, sette volte, come il profeta aveva detto, e fu purificato: la sua pelle ridiventò come quella di un bambino.

15 Allora Naaman tornò dal profeta con tutti i suoi uomini. Si presentò davanti a lui e gli disse:

- Ora so che in tutta la terra c'è soltanto un Dio, quello d'Israele! Accetta adesso il dono che io, tuo servo, voglio farti.

16 Ma il profeta Eliseo rispose:

- Com'è vero che il Signore vive e che io sono suo servo, non posso accettare nulla!

Naaman insistette, ma Eliseo continuò a rifiutare.

17 Naaman continuò:

- Se non accetti il mio dono, almeno lasciami portar via un po' di terra di qui, quanta se ne può caricare su due muli. D'ora in poi offrirò sacrifici soltanto al Signore, non ad altri dèi.

18 Spero che il Signore mi perdoni una cosa: quando il mio re va a inginocchiarsi nel tempio del dio Rimmon, se lui si appoggia al mio braccio, allora mi devo inchinare anch'io insieme con lui. Il Signore mi perdoni questo gesto!

19 - Va' pure in pace! - gli rispose Eliseo.

 

Il servo di Eliseo inganna Naaman

Naaman aveva già fatto un pezzo di strada,

20 quando Giezi, il servo del profeta Eliseo, pensò: «Il mio padrone non ha voluto accettare quel che Naaman, l'Arameo, gli offriva. Com'è vero che il Signore vive, rincorrerò Naaman e mi farò dare io qualcosa».

21 E corse dietro a Naaman. Quando Naaman vide che Giezi correva verso di lui, scese dal carro, gli andò incontro e gli disse:

- C'è qualcosa che non va?

22 - Tutto bene! - rispose Giezi, - il mio padrone mi manda a dirti che sono arrivati da lui due giovani. Fanno parte di un gruppo di profeti della regione montagnosa di Efraim. Tu dovresti offrire per loro trentacinque chili d'argento e due bei vestiti.

23 - Ti prego d'accettare settanta chili d'argento! - rispose Naaman con molta insistenza. Mise l'argento in due sacchi, li legò e li consegnò ai suoi servi insieme ai due vestiti. Essi trasportarono il tutto, camminando davanti a Giezi.

24 Quando giunsero nel luogo chiamato Ofel, Giezi si fece dare i sacchi e li lasciò in casa sua. Poi rimandò indietro gli uomini, ed essi se ne andarono.

25 Lui, invece, tornò dal suo padrone.

Eliseo gli chiese:

- Da dove arrivi?

- Da nessuna parte, - rispose Giezi.

26 Ma Eliseo gli disse:

- Tu non lo sai, ma io ero presente in spirito quando quell'uomo è sceso dal carro per venirti incontro. Ma ti sembra questo il momento per prendere l'argento, vestiti o anche uliveti, vigne, pecore, buoi, servi o serve?

27 La malattia di Naaman verrà su di te e i tuoi discendenti, per sempre.

Quando lasciò Eliseo, Giezi era già ammalato; era bianco come la neve.

 

CAPITOLO 6

L'ascia perduta e ritrovata

1 Un giorno, i profeti del gruppo dissero a Eliseo:

- L'ambiente in cui ci riuniamo con te è troppo piccolo per tutti noi.

2 Lasciaci andare al fiume Giordano; ci procureremo un tronco per uno e poi costruiremo qui un locale adatto a riunirci.

- Andate pure, - rispose Eliseo.

3 Uno di loro disse:

- Ti prego, vieni anche tu.

- Va bene, vengo, - rispose Eliseo.

4 Insieme andarono al fiume Giordano a tagliare alberi.

5 Uno di loro stava abbattendo il suo albero, quando la lama della sua ascia cadde in acqua. Allora gridò:

- Maestro! Non era mia, me l'avevano prestata!

6 - Dov'è caduta? - chiese il profeta.

L'altro indicò il posto. Eliseo tagliò un pezzo di legno e ve lo lanciò; allora la lama di ferro tornò a galla.

7 - Raccoglila, - ordinò Eliseo.

L'altro allungò il braccio e la prese.

 

Eliseo cattura alcuni soldati aramei

8 Il re di Aram era in guerra con Israele. Riunì i suoi ufficiali e indicò loro dove voleva porre l'accampamento.

9 Il profeta Eliseo, però, mandò a dire al re d'Israele:

- Fa' attenzione! Non passare in quella zona perché gli Aramei scenderanno di là.

10 Allora il re d'Israele poté mandare alcun uomini nel posto indicato dal profeta. Il fatto si ripeté più di una volta. Eliseo avvertiva il re

ed egli poteva stare in guardia.

11 Il re di Aram si irritò moltissimo pei questa situazione. Convocò i suoi ufficiali chiese loro:

- Tra noi c'è qualcuno che collabora con il re d'Israele. Potete dirmi chi è?

12 - Non è uno di noi, o re, - rispose uno degli ufficiali, - ma è Eliseo, il profeta chi vive in Israele. Lui comunica al suo re ogni tua parola, anche quelle pronunziate nella tua camera da letto!

13 - Scoprite dove si trova, - ordinò il re. -

Lo farò catturare.

Quando il re venne a sapere che Eliseo si trovava nella città di Dotan,

14 mandò là un forte gruppo di soldati, con carri e cavalli

Arrivarono di notte e accerchiarono la città.

15 La mattina il servo del profeta Eliseo si alzò uscì, vide soldati, carri e cavalli che circonda vano la città e gridò a Eliseo:

- È spaventoso, maestro! Che cosa possiamo fare?

16 - Non aver paura, - gli rispose Eliseo, - nostri difensori sono più numerosi dei loro!

17 Poi si mise a pregare: «Signore, apri gli occhi a quest'uomo, fa' che possa vedere». Il Signore aprì gli occhi al servo, e lui fu in grado di vedere: le montagne erano piene di carri e cavalli di fuoco, tutt'intorno a Eliseo.

18 Gli Aramei, intanto, si diressero verso il profeta Eliseo. Egli pregò il Signore: «Rendi cieca questa gente!». Il Signore, allora, tolse loro la vista, come aveva chiesto Eliseo. A quel punto Eliseo disse loro: «Avete sbagliato strada; non è quella la città. Venite dietro a me, vi porterò io dall'uomo che cercate». In questo modo li fece andare fino a Samaria.

20 Quando furono entrati nella città, Eliseo pregò ancora: «Signore, apri gli occhi a questa gente, fa' che ci vedano di nuovo». Quando il Signore aprì loro gli occhi, essi si accorsero di trovarsi al centro della città di Samaria.

21 Quando il re d'Israele vide gli Aramei, chiese a Eliseo:

- Devo ucciderli, padre mio?

22 - No, - rispose Eliseo. - Di solito tu non uccidi neppure i prigionieri che hai preso con la tua spada e con il tuo arco. A questi fa' quindi portare da mangiare e da bere e poi lasciali tornare dal loro re.

23 Il re d'Israele fece per loro un gran banchetto; quando ebbero mangiato e bevuto, li rimandò dal loro re. Da allora, non sono più penetrate in territorio israelita bande di Aramei.

 

L'assedio di Samaria

24-25 Qualche tempo dopo, Ben-Adad, re di Aram, radunò il suo esercito e andò ad assediare Samaria. L'assedio degli Aramei era tale, che la città fu ridotta alla fame. Per una semplice testa d'asino bisognava dare quasi novecento grammi d'argento. Per mezzo chilo di sterco di colombo si pagavano persino più di cinquanta grammi d'argento.

26 Un giorno, il re d'Israele camminava sulle mura della città e una donna gli gridò: - Re, mio signore, ti prego, aiutami!

27 Ma il re rispose:

- Se non ti aiuta Dio, come posso farlo io? Dove li trovo, io, il grano e il vino?

28 Poi aggiunse:

- Che cosa ti è successo?

Lei rispose:

- Vedi quella donna? L'altro giorno mi ha proposto: «Prendiamo tuo figlio e mangiamolo; domani mangeremo il mio».

29 Abbiamo fatto cuocere mio figlio e lo abbiamo mangiato. Il giorno dopo le ho detto:

- Adesso mangiamo il tuo.

Lei, però, lo aveva nascosto.

30 Udito il racconto della donna, il re si strappò i vestiti inorridito. Poiché stava camminando sulle mura, il popolo poté vederlo: sotto le sue vesti, sulla pelle, portava una tela di sacco.

31 Il re diceva: «Dio mi punisca severamente, se oggi non cade la testa di Eliseo, figlio di Safat!».

 

Eliseo annunzia la fine della carestia

32 Eliseo era a casa sua, e con lui c'erano gli anziani della città. Il re mandò da lui uno dei suoi uomini. Prima che quello arrivasse, Eliseo disse agli anziani:

- Vedete? Quel figlio di assassino ha mandato qualcuno a tagliarmi la testa. Quando arriva l'inviato del re, voi sbarrate la porta e non fatelo entrare; dietro di lui si sente già il rumore dei passi del suo re!

33 Eliseo stava ancora parlando, quando il re in persona arrivò da lui e gli disse:

- Tutte le nostre disgrazie ci vengono dal Signore. Che cosa posso ancora spettarmi da lui?

 

CAPITOLO 7

1 Eliseo rispose: - Ascolta quel che dice il Signore: Domani a quest'ora, al mercato di Samaria, con un pezzo d'argento si potranno comprare sette chili di farina o quattordici d'orzo.

2 L'aiutante del re d'Israele, il suo braccio destro, rispose al profeta:

- Non sarebbe possibile neppure se il Signore facesse piover cibo dal cielo!

- Invece lo vedrai con i tuoi occhi, - rispose Eliseo, - ma non assaggerai di questi cibi!

 

Gli Aramei lasciano Samaria

3 Presso la porta di Samaria, quattro uomini malati di una grave malattia della pelle parlavano tra loro: «Perché dobbiamo restare qui ad aspettare la morte? - dicevano.

4 Se decidiamo di entrare in città, moriremo là, perché non si trova nulla da mangiare. Se rimaniamo qui, moriremo ugualmente. Perciò, andiamo a consegnarci all'accampamento degli Aramei. Se ci lasceranno in vita, tanto meglio; se ci uccideranno, pazienza!».

5 AI tramonto s'incamminarono verso l'accampamento degli Aramei. Arrivarono ai bordi del campo e videro che non c'era nessuno.

6 Era successo che, per tutto l'accampamento arameo, il Signore aveva fatto sentire un rumore simile all'avvicinamento di un grande esercito con carri e cavalli. Gli Aramei avevano pensato: «Il re d'Israele ha pagato il re degli Ittiti e quello degli Egiziani perché ci attacchino».

7 Perciò, verso sera, si erano dati alla fuga, lasciando l'accampamento come si trovava; avevano abbandonato tende, cavalli e armi. Pur di salvare la vita, erano scappati.

8 I quattro malati, arrivati ai bordi dell'accampamento, entrarono in una tenda: vi trovarono da mangiare e da bere. Portarono via argento e vestiti e andarono a nascondere tutto. Poi tornarono indietro ed entrarono in un'altra tenda; anche di li portarono via roba e andarono a nasconderla.

9 Poi ci ripensarono: «Non ci stiamo comportando bene. Quel che abbiamo visto oggi e una notizia troppo bella per starcene zitti. Se aspettiamo fino a domattina prima di diffonderla, saremo certamente puniti. Andiamo subito alla reggia e raccontiamo ogni cosa».

10 Giunti alla porta della città, gridarono alle sentinelle:

- Siamo andati all'accampamento degli Aramei. Non c'era nessuno, non si sentiva neppure una voce. Ci sono soltanto cavalli e asini, ancora legati, e le tende abbandonate.

11 Le sentinelle portarono la notizia alla reggia.

12 Il re si alzò in piena notte e disse ai suoi ministri:

- Vi spiego io qual è il piano degli Aramei. Sanno che noi siamo ridotti alla fame. Sono certamente usciti dall'accampamento per andarsi a nascondere in campagna; sono convinti che noi usciremo da Samaria e che, così, potranno prenderci vivi ed entrare in città:

13 Uno dei ministri propose al re:

- In città ci sono ancora cavalli vivi; prendiamone cinque. In ogni caso sono destinati a fai la fine di tutto Israele! Mandiamo qualcuno vedere e sapremo quel che sta succedendo.

14 Prepararono due carri con i cavalli. Il re li mandò sulle tracce dell'esercito arameo, con l'ordine di spiarlo.

15 Seguirono le tracce degli Aramei fino al fiume Giordano; la strada era piena di vestiti e di altri oggetti che, nella fretta, gli Aramei avevano abbandonato. Allora gli inviati tornarono dal re a far rapporto.

16 Subito gli abitanti di Samaria si diressero all'accampamento degli Aramei e lo saccheggiarono. Così, come il Signore aveva annunziato, con un pezzo d'argento si poterono comprare sette chili di farina o quattordici d'orzo.

17 Il re incaricò il suo aiutante, il suo braccio destro, di ispezionare il mercato alla porta della città. La folla lo calpestò ed egli morì Così aveva annunziato il profeta Eliseo quando il re era andato a trovarlo.

18 Il profeta aveva detto al re:

- Domani a quest'ora, al mercato di Samaria con un pezzo d'argento si potranno comprar sette chili di farina o quattordici d'orzo.

19 L'aiutante del re aveva obiettato al profeta:

- Questo non sarebbe possibile neppure se il Signore facesse piovere cibo dal cielo.

- Invece lo vedrai con i tuoi occhi, - gli aveva risposto Eliseo. - Ma non assaggerai di quei cibi!

20 Avvenne proprio così; la gran folla alla porta della città lo calpestò ed egli morì.

 

CAPITOLO 8

Fine della storia della donna di Sunem

(vedi 4, 8-37)

1 Un giorno, Eliseo incontrò la donna alla quale aveva fatto tornare in vita il figlio. Le disse: «Il Signore ha deciso di far venire una carestia che durerà sette anni. Va' via di qui, con tutta la tua famiglia, e stabilisciti altrove».

2 La donna seguì il suggerimento del profeta: con tutta la sua famiglia, andò a vivere per sette anni nel territorio dei Filistei.

3 Passati i sette anni, tornò dalla regione dei Filistei. Si recò dal re per chiedere la restituzione della sua casa e delle sue terre.

4 In quel momento il re stava parlando con Giezi, il servo del profeta Eliseo: si faceva raccontare le grandi imprese compiute dal profeta.

5 Giezi stava raccontando come Eliseo aveva fatto tornare in vita il ragazzo morto; proprio allora la madre venne dal re a chiedere la restituzione della sua casa e delle sue terre. Giezi esclamò: «Re, mio signore, è questa la donna di cui ti parlavo! È qui con suo figlio, il ragazzo che Eliseo ha fatto tornare in vita!».

6 Il re interrogò la donna e lei raccontò ogni cosa. Poi mandò con lei un funzionario, al quale diede quest'ordine: «Falle riavere tutti i suoi beni e il reddito dei suoi campi per i sette anni di assenza dalla sua terra».

 

Cazael diventa re di Aram

7 Una volta, Eliseo andò nella città di Damasco. A quel tempo Ben-Adad, il re degli Aramei, era ammalato. Quando venne a sapere che il profeta era arrivato da quelle parti,

8 il re disse a un certo Cazael.

- Prendi un regalo e va' a trovare il profeta. Digli di chiedere al Signore se uscirò vivo da questa malattia.

9 Cazael andò a trovare il profeta. Come dono portò i migliori prodotti di Damasco, il carico di quaranta cammelli. Si presentò al profeta e gli disse:

- Mi manda Ben-Adad, il re di Aram, tuo servitore. Vorrebbe sapere se uscirà vivo dalla sua malattia.

10 - Digli pure che guarirà! - rispose Eliseo. - In realtà, il Signore mi ha rivelato che egli morirà.

11 Il volto del profeta si irrigidì, al punto che Cazael ne fu turbato. Poi Eliseo scoppiò a piangere.

12 - Perché piangi? - gli chiese Cazael. - Io so il male che farai agli Israeliti! - rispose Eliseo. - Incendierai le loro fortezze, ucciderai con la spada i soldati migliori, farai a pezzi i bambini, sventrerai le donne incinte.

13 - Come potrei fare cose tanto enormi, mio signore, io che non sono nessuno? - replicò Cazael.

- Il Signore mi ha rivelato che tu diventerai re di Aram - concluse Eliseo.

14 Cazael lasciò Eliseo e tornò dal re, che gli chiese:

- Che cosa ti ha detto il profeta?

- Mi ha detto che guarirai, - rispose Cazael.

15 Ma, il giorno dopo, prese una coperta, la bagnò e soffocò il re. Così diventò re al posto suo.

 

Ioram, re di Giuda

(vedi 2 Cronache 21, 1-20)

16 Nel quinto anno di regno di Ioram, figlio di Acab, in Israele, divenne re di Giada il figlio di Giosafat, anche lui di nome Ioram.

17 Aveva trentadue anni e regnò otto anni a Gerusalemme.

18 Ma sua moglie era figlia di Acab; per questo egli si comportò alla maniera dei re d'Israele e della famiglia di Acab e andò contro la volontà del Signore.

19 Eppure il Signore non volle distruggere il regno di Giuda, perché aveva promesso al suo servitore Davide di non estinguere mai la sua dinastia.

20 Durante il regno di Ioram, gli Edomiti si ribellarono alla dominazione di Giuda e si scelsero un loro re.

21 Allora Ioram, al comando dei suoi carri da guerra, si diresse a Zair. Fu accerchiato dagli Edomiti. Durante la notte, sfondò l'accerchiamento degli Edomiti e dei loro carri, ma i suoi uomini dovettero darsi alla fuga, ognuno verso casa sua.

22 Così gli Edomiti rimasero ribelli al dominio del regno di Giuda fino a oggi. In quel periodo si ribellarono anche gli abitanti della città di Libna.

23 Gli altri fatti della vita di Ioram sono scritti nella "Storia dei re di Giuda".

24 Alla sua morte, Ioram fu sepolto nella Città di Davide, accanto ai suoi antenati. Dopo di lui regnò suo figlio Acazia.

 

Acazia, re di Giuda

(vedi 2 Cronache 22, 1-6)

25 Nel dodicesimo anno di regno di Ioram, figlio di Acab, in Israele, Acazia, figlio di Ioram, divenne re di Giuda

26 all'età di ventidue anni. Regnò un anno a Gerusalemme. Sua madre, Atalia, era discendente di Omri, re d'Israele.

27 Acazia agì come la famiglia di Acab, e anche lui andò contro la volontà del Signore. Non per nulla era imparentato con la famiglia di Acab!

28 Acazia andò, insieme con Ioram, figlio di Acab, a combattere contro Cazael, re di Aram. La battaglia si svolse a Ramot di Galaad. Ioram fu ferito dagli Aramei

29 e si ritirò nella città di Izreel, per farsi curare le ferite che aveva ricevuto a Rama dagli Aramei, durante la battaglia con Cazael. Poiché le ferite di Ioram, figlio di Acab, erano gravi, Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda, andò a trovarlo a Izreel.

 

CAPITOLO 9

Ieu diventa re d'Israele

1 Un giorno, il profeta Eliseo chiamò uno dei profeti e gli disse: «Preparati a partire. Prendi con te questa boccetta d'olio e va' a Ramot di Galaad.

2 Quando sarai arrivato, troverai Ieu, figlio di Giosafat e nipote di Nimsi; prendilo in disparte dai suoi compagni e portalo in una camera isolata.

3 Versagli sul capo l'olio della boccetta e pronunzia queste parole: "Ti consacro re d'Israele". Poi, - concluse Eliseo, - apri la porta e allontanati senza perdere un istante».

4 Il giovane profeta andò a Ramot di Galaad.

5 Arrivò mentre i capi dell'esercito erano in riunione.

- Ho una cosa da dirti, comandante! - disse.

- A chi di noi devi parlare? - chiese Ieu.

- A te, comandante! - rispose il profeta.

6 Ieu si alzò ed entrò in casa. Il profeta gli versò l'olio sul capo e pronunziò queste parole: «Il Signore, Dio d'Israele, dichiara: Ti consacro re del mio popolo, re d'Israele.

7 Sarai tu a distruggere la dinastia di Acab, tuo padrone di un tempo. In questo modo vendicherò tutti i miei profeti e i miei servitori fatti uccidere da Gezabele

8 I discendenti di Acab devono sparire. In tutto Israele eliminerò dal primo all'ultimo ogni maschio della famiglia di Acab.

9 Tratterò la sua famiglia come quella di Geroboamo, figlio di Nebat, e come quella di Baasa, figlio di Achia.

10 Il corpo di Gezabele non avrà sepoltura, ma sarà divorato dai cani nella campagna di Izreel». Detto questo, il profeta aprì la porta e corse via.

11 Ieu uscì e tornò dagli altri ufficiali del re.

- Tutto bene? - chiesero. - Che cosa voleva da te quell'esaltato?

- Conoscete anche voi quell'uomo e sapete bene che discorsi fa! - rispose Ieu.

12 Che cosa ci nascondi? Raccontaci tutto.

- Va bene, - replicò Ieu. - M'ha detto così: «Il Signore dichiara: Ti consacro re d'Israele».

13 Presero in fretta i loro mantelli, li stesero su una scalinata e vi fecero salire Ieu. Suonarono le trombe e gridarono: «Viva il re Ieu!».

 

Il complotto di Ieu contro il re Ioram

14 Ieu, figlio di Giosafat e nipote di Nimsi, organizzò un complotto contro Ioram, nel momento in cui Ioram, con tutto l'esercito d'Israele, difendeva la città di Ramot di Galaad dagli attacchi di Cazael, re di Aram.

15 In uno scontro, Ioram fu ferito dagli Aramei e dovette tornare a Izreel per farsi curare. Ieu disse (agli altri ufficiali): «Se davvero siete dalla mia parte, guardate che nessuno fugga dalla città per portare a Izreel la notizia dell'accaduto».

16 Poi salì sul suo carro e si diresse a Izreel, dove Ioram era ricoverato. Là c'era anche il re di Giuda, Acazia, venuto a far visita a Ioram.

17 Quando vide arrivare Ieu e i suoi uomini, la sentinella della torre esclamò:

- Vedo uno squadrone di soldati!

Ioram diede quest'ordine:

- Mandagli incontro un cavaliere, per chiedere se tutto va bene.

18 Il cavaliere andò incontro a Ieu e gli chiese:

- Il re vuole sapere se va tutto bene. - Che t'importa se va bene o no? - rispose Ieu.

- Unisciti a noi!

Allora la sentinella gridò:

- Il nostro inviato li ha raggiunti, ma non torna più indietro!

19 Ioram fece mandare un altro cavaliere. Anche questo raggiunse i soldati e chiese se tutto andava bene.

- Che t'importa se va bene o no? - rispose Ieu. - Unisciti a noi!

20 La sentinella gridò:

- Li ha raggiunti, ma non torna più indietro! Dal modo di guidare il carro mi sembra di riconoscere Ieu, nipote di Nimsi: va come un pazzo!

21 Allora Ioram ordinò di attaccare i cavalli ai carri. Insieme con Acazia, re di Giuda, uscì incontro a Ieu. Ognuno era sul suo carro, e raggiunsero Ieu nella proprietà di Nabot di Izreel.

 

Morte di Ioram, re d'Israele

22 Quando Ioram vide Ieu, gli chiese:

- Va tutto bene?

- Come fa ad andar bene, - rispose Ieu, - finché tua madre Gezabele continua a prostituirsi ad altri dèi e a far magie?

23 Ioram si voltò e fuggì gridando: - Acazia! È un tradimento!

24 Ieu afferrò l'arco e tirò. La freccia colpì Ioram in mezzo alle spalle e gli trapassò il cuore. Ioram cadde sul fondo del carro.

25 Ieu disse al suo aiutante, Bidkar: «Raccoglilo e gettalo nel campo di Nabot di Izreel. Quando tu ed io eravamo sui carri al seguito di suo padre - ti ricordi? - il Signore pronunziò questa sentenza contro Acab:

26 "Io, il Signore, ieri ho visto assassinare Nabot e i suoi figli! Io, il Signore, ti punirò per questo, proprio qui, in questo campo!" Perciò ora - concluse Ieu - prendi il corpo di Ioram, suo figlio, e gettalo in quel campo, come ha detto il Signore».

 

Morte di Acazia, re di Giuda

(vedi 2 Cronache 22, 6-9)

27 Acazia, re di Giuda, vide ogni cosa. Fuggì in direzione di Bet-Gan, ma Ieu lo inseguì e ordinò: «Colpite anche lui!». Lo colpirono sul suo carro, sulla salita di Gur, nei pressi di Ibleam. Acazia riuscì a fuggire fino a Meghiddo, ma laggiù morì.

28 I suoi ufficiali lo portarono sul carro fino a Gerusalemme e lo seppellirono nella Città di Davide, accanto ai suoi antenati.

29 Acazia era diventato re di Giuda nell'undicesimo anno di regno di Ioram, figlio di Acab, in Israele.

 

Morte di Gezabele

30 Ieu andò a Izreel. Gezabele aveva udito quel che era successo. Si truccò gli occhi, si ornò il capo e si affacciò alla finestra.

31 Quando Ieu entrò in città, lei gridò:

- Ehi, tu, razza di Zimri, assassino del tuo re, come va?

32 EgIi guardò verso la finestra. - Chi vuole mettersi dalla mia parte? - chiese.

Si affacciarono due o tre servi.

33 - Gettatela giù! - ordinò Ieu.

Essi la buttarono giù, e il suo sangue schizzò sui muri e sui cavalli, e Ieu la calpestò.

34 Poi Ieu entrò nel palazzo a pranzare e ordinò ai suoi uomini:

- Occupatevi di quella maledetta. Seppellitela, perché è figlia di un re.

35 Andarono per seppellirla, ma di lei trovarono soltanto il cranio, i piedi e le mani.

36 Tornarono indietro e raccontarono tutto a Ieu; egli disse: «Questo è proprio quel che il Signore ha annunziato per mezzo del suo servo, Elia da Tisbe: I cani divoreranno il corpo di Gezabele, nel territorio di Izreel.

37 Lì, sul terreno, il suo corpo sarà come letame sparso, al punto che nessuno potrà dire: Questa è Gezabele!».

 

CAPITOLO 10

Ieu fa uccidere la famiglia di Acab

1 A Samaria vivevano settanta discendenti di Acab. Ieu scrisse alcune lettere e le inviò a Samaria, ai capi della città, agli anziani e alle persone incaricate dell'educazione dei discendenti di Acab. Diceva:

2 «Con questa lettera vi faccio notare che avete fra voi i figli del vostro re e avete carri e cavalieri. La città è fortificata e siete armati.

3 Perché non scegliete il migliore tra i figli del vostro re per metterlo sul trono? Combattete per lui e per la sua famiglia!».

4 Essi furono presi da una gran paura e dissero: «Come possiamo noi resistere a Ieu, quando non ci son riusciti due re?».

5 Il capo della reggia, il comandante della città, gli anziani e gli educatori mandarono a Ieu questa risposta: «Abbiamo deciso di stare ai tuoi ordini; faremo tutto quel che ci dirai. Noi non sceglieremo un nuovo re; fa' tu quel che ti sembra opportuno».

 

6 Ieu scrisse loro una seconda lettera che diceva: «Se siete dalla mia parte e mi ubbidite, venite da me a Izreel, domani a quest'ora, e portatemi le teste dei componenti la famiglia reale!». (La famiglia reale era composta di persone che venivano educate dai cittadini più importanti di Samaria).

7 Quando ricevettero la lettera, questi presero i componenti la famiglia reale e li uccisero, tutti e settanta. Misero le loro teste in alcuni canestri e le mandarono a Ieu, nella città di Izreel.

8 Un messaggero andò a informare Ieu:

- Hanno portato le teste dei componenti la famiglia reale!

- Fatene due mucchi e lasciateli davanti alla porta della città fino a domattina, - ordinò Ieu.

9 Il mattino seguente, uscì dalla città, si fermò e disse al popolo: «Voi siete innocenti. Io mi sono ribellato al mio re e l'ho ucciso. Ma questi, chi li ha ammazzati?

10 Rendetevi conto che nessuna delle minacce pronunziate da Dio contro la famiglia di Acab può andare a vuoto; quel che aveva annunziato per mezzo di Elia, suo servitore, il Signore lo ha fatto!».

11 Poi Ieu fece eliminare il resto della famiglia di Acab, a Izreel, e tutti i suoi sostenitori: i nobili, gli amici, i suoi sacerdoti; non ne lasciò vivo neppure uno.

 

Massacro della famiglia di Acazia

(vedi 2 Cronache 22, 8)

12 In seguito, Ieu partì per Samaria. Lungo la via, in una località chiamata "Bet-Eked dei pastori",

13 incontrò i fratelli di Acazia, re di Giuda.

- Chi siete? - chiese Ieu.

Essi risposero:

- Siamo i fratelli di Acazia e andiamo a far visita alla famiglia reale e ai figli della regina

14 - Catturateli vivi!, - urlò Ieu ai suoi. Li presero vivi e poi li ammazzarono alla fonte di Bet-Eked. Erano quarantadue, e Ieu non ne lasciò vivo neppure uno.

 

Ieu fa uccidere i superstiti della parentela di Acab

15 Partito di là, Ieu incontrò Ionadab, figlio di Recab, che gli veniva incontro. Lo salutò e gli disse: - Posso fidarmi di te, come tu puoi fidarti di me?

- Certamente! - rispose Ionadab.

- Allora, qua la mano! - esclamò Ieu. Ionadab gli porse la mano, e Ieu lo fece salire sul suo carro.

16 - Vieni con me, - gli disse. - Osserva con quanta passione agisco per il Signore! Lo condusse sul suo carro

17 fino a Samaria. Giunto in città, Ieu uccise il resto della parentela di Acab, che abitava là: sterminò tutti, come il Signore aveva detto al profeta Elia.

 

Ieu fa uccidere gli adoratori del dio Baal

18 A Samaria, Ieu riunì il popolo e disse: «Acab non ha adorato abbastanza il dio Baal. Io lo adorerò molto di più.

19 Chiamatemi subito tutti i profeti di Baal, i suoi fedeli, i suoi sacerdoti. Nessuno deve mancare, perché voglio offrire un grande sacrificio a Baal. Chi non sarà presente, verrà ucciso!». In realtà, questo era un inganno: Ieu voleva eliminare gli adoratori di Baal.

20 Ieu ordinò dunque di organizzare una solenne assemblea in onore di Baal. L'assemblea fu convocata,

21 e Ieu stesso fece diffondere la notizia in tutto Israele. Gli adoratori di Baal vennero tutti, nessuno escluso. Entrarono nel tempio di Baal e lo riempirono da cima a fondo.

22 Ieu ordinò all'incaricato del guardaroba di fornire vesti sacre a tutti gli adoratori di Baal, e così a ognuno fu data una veste.

23 Poi Ieu entrò nel tempio di Baal, insieme con Ionadab figlio di Recab, e disse agli adoratori di Baal: «Assicuratevi che tra voi non vi sia alcun fedele del Signore; devono esserci soltanto adoratori di Baal».

24 Poi Ieu e Ionadab cominciarono i vari sacrifici. Fuori del tempio, però, Ieu aveva disposto ottanta soldati, ai quali aveva detto: «Farò cadere questa gente nelle vostre mani. Chiunque di voi ne lascerà scappare uno, pagherà con la vita!».

25 Quando ebbe terminato i sacrifici, Ieu ordinò alle guardie e ai loro capi: «Venite e uccideteli tutti. Non lasciatevi sfuggire nessuno!». Li uccisero a colpi di spada e gettarono fuori i cadaveri. Poi penetrarono nella parte più interna del tempio di Baal.

26 Portarono fuori la stele di Baal e la distrussero con il fuoco.

27 Distrutta la stele di Baal, demolirono il tempio e lo ridussero a un letamaio, che esiste ancora oggi.

28 Così Ieu eliminò il dio Baal da Israele.

29 Continuò, tuttavia, a commettere le stesse colpe di Geroboamo; figlio di Nebat. Egli aveva fatto peccare gli Israeliti collocando due vitelli d'oro nei santuari di Betel e Dan.

30 Il Signore disse a Ieu: «Hai agito bene! Hai fatto la mia volontà e hai trattato la famiglia di Acab come io desideravo. Ti prometto perciò che, per quattro generazioni, un tuo discendente sarà re d'Israele».

31 Ieu, però, non si preoccupò di ubbidire con tutto il cuore alla legge del Signore, Dio d'Israele: continuò a commettere le stesse colpe di Geroboamo, che aveva fatto peccare gli Israeliti.

 

Morte di Ieu

32 In quel tempo il Signore cominciò a ridurre il territorio d'Israele. Infatti, Zael, re di Aram, sconfisse gli Israeliti su tutto il loro territorio.

33 Essi persero, a est del Giordano, la regione di Galaad e di Basan, a nord della città di Aroer, sul fiume Arnon. In quei territori abitavano le tribù di Gad, Ruben e Manasse.

34 Gli altri fatti della vita di Ieu, le sue imprese e il suo valore in guerra sono raccontati nella "Storia dei re d'Israele".

35 Quando morì, Ieu fu sepolto nella città di Samaria. Dopo di lui divenne re suo figlio Ioacaz.

36 Ieu aveva regnato in Israele, nella città di Samaria, ventotto anni.

 

CAPITOLO 11

Atalia si impadronisce del potere a Gerusalemme

(vedi 2 Cronache 22, 10-12)

1 Quando Atalia seppe che suo figlio Acazia, re di Giuda, era morto, decise di eliminare tutti i componenti della famiglia reale di Giuda.

2 Ma Ioseba, figlia del re Ioram, sorella di Acazia, riuscì a sottrarre Ioas, figlio di Acazia, al gruppo dei principi che dovevano essere uccisi. Lo nascose, insieme con la sua balia, nella stanza dei letti; così Ioas fu tenuto nascosto ad Atalia e non fu ucciso.

3 Ioas stette sei anni nascosto nel tempio con la sua balia. Intanto, Atalia regnava sul territorio di Giuda.

 

Ioas diventa re

(vedi 2 Cronache 23, 1-21)

4 Nel settimo anno, Ioiada fece venire i comandanti dei Carii e degli altri soldati della guardia. Li condusse con sé nel tempio e fece un patto con loro. Dopo averli fatti giurare, mostrò loro l'erede al trono.

5 Poi diede degli ordini: «Ecco quel che dovete fare. Quelli fra voi che entrano in servizio al sabato,

6 un terzo a guardia della reggia, un terzo alla porta di Sur e un terzo alla porta dietro la caserma, faranno invece la guardia al tempio. Anche

7 gli altri due gruppi di voi che lasciano il servizio di sabato, faranno la guardia al tempio, accanto al re.

8 Con la spada in pugno, farete cerchio attorno a lui, lo seguirete in ogni suo movimento e chiunque si avvicinerà al vostro schieramento dovrà essere ucciso».

9 I comandanti, ognuno coi suoi cento uomini, fecero come aveva ordinato il sacerdote Ioiada. Ognuno radunò i suoi uomini, sia quelli che finivano il turno di guardia, sia quelli che cominciavano il nuovo, e andarono dal sacerdote Ioiada.

10 A ogni comandante di cento uomini egli diede la lancia e gli scudi che erano custoditi nel tempio e che erano appartenuti al re Davide.

11 Le guardie, per proteggere l'erede al trono, si disposero da un angolo all'altro del tempio, intorno all'altare, armi alla mano.

12 Allora Ioiada fece venire l'erede al trono e gli consegnò la corona e il documento dell'alleanza. Ioas fu proclamato re e consacrato con l'unzione. Tutti battevano le mani e gridavano: «Viva il re!».

13 Atalia udì il rumore delle guardie e della gente e raggiunse la folla che era nel tempio.

14 Si accorse che presso la colonna, nel luogo riservato al re, stava Ioas; accanto a lui c'erano i comandanti e i trombettieri. Tutto il popolo manifestava la sua gioia, mentre le trombe suonavano. Atalia, indignata, si strappò i vestiti, urlando: «È un tradimento!».

15 Ioiada aveva detto che Atalia non doveva essere uccisa nel tempio. Perciò ordinò ai comandanti del servizio di guardia: «Fate cerchio intorno a lei e portatela fuori. Se qualcuno tenta di seguirla, dovrà essere ucciso».

16 Le guardie la trascinarono verso la reggia, vicino all'ingresso dei cavalli, dove fu uccisa.

17 Ioiada fece prendere al re e al popolo il solenne impegno con il Signore di essere veramente il suo popolo. Fece anche fare un patto tra il re e il popolo.

18 Tutto il popolo si recò al santuario del dio Baal; lo demolì e fece a pezzi gli altari e le statue; uccise Mattan, il sacerdote di Baal, davanti all'altare. Il sacerdote Ioiada mise alcuni ufficiali a sorvegliare il tempio.

19 Ioiada radunò ancora intorno a se i comandanti delle unità di cento uomini, i Carii, gli altri soldati della guardia e il popolo. Insieme, fecero scendere il re dal tempio ed entrarono nella reggia per la porta delle guardie. Infine, Ioas prese posto sul trono.

20 Tutto il popolo era pieno di gioia. Ora che nella reggia Atalia era stata uccisa, la città era in pace.

 

CAPITOLO 12

Ioas, re di Giuda

1 Ioas divenne re di Giuda all'età di sette anni,

2 nel settimo anno di regno di Ieu in Israele. Regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Sibia e veniva da Bersabea.

3 Per tutta la vita Ioas ubbidì alla volontà del Signore, perché lo istruiva il sacerdote Ioiada.

4 Eppure i santuari sulle colline non furono eliminati, e la gente continuò ad andarvi a offrire sacrifici e a bruciare incenso.

 

Ioas ordina di riparare il tempio

(vedi 2 Cronache 24, 4-5)

5 Ioas ordinò ai sacerdoti: «Tutte le offerte in denaro che pervengono al tempio, sia le varie somme stabilite per ciascuno, sia le offerte volontarie,

6 le incasserete voi sacerdoti, ognuno dal proprio incaricato. Con questo denaro provvederete alle riparazioni del tempio, ovunque ce ne sia bisogno».

 

Contrasti tra Ioas e i sacerdoti per i lavori del tempio

(vedi 2 Cronache 24, 4-14)

7 Ma, al ventitreesimo anno di regno di Ioas, i sacerdoti non avevano ancora provveduto a far riparare il tempio.

8 Allora il re Ioas convocò Ioiada e gli altri sacerdoti e chiese loro: «Perché non avete ancora provveduto alle riparazioni del tempio? D'ora in poi voi non riceverete più il denaro dai vostri incaricati, ma lo consegnerete direttamente per le riparazioni del tempio».

9 I sacerdoti accettarono di non incassare più il denaro del popolo e anche di non essere più responsabili delle riparazioni del tempio.

10 Perciò il sacerdote Ioiada prese una cassa, fece un'apertura sul coperchio e la pose accanto all'altare, sulla destra di chi entra. I sacerdoti custodi dell'ingresso introducevano nella cassa tutto il denaro che veniva portato al tempio.

11 Quando vedevano che nella cassa c'era molto denaro, il segretario del re e il sommo sacerdote lo raccoglievano in sacchi e lo contavano.

12 Dopo che era stato contato, il denaro veniva versato ai capimastri incaricati dei lavori. Questi potevano così pagare i carpentieri e i costruttori che lavoravano al tempio del Signore

13 e anche i muratori e i taglia-pietre. Si potevano anche acquistare il legname e le pietre squadrate necessari e coprire ogni altra spesa richiesta dalle riparazioni del tempio.

14 Con il denaro raccolto nel tempio non si fecero né coppe, né smoccolatoi, né bacinelle né trombe, né alcun altro oggetto d'oro o d'argento.

15 I sacerdoti versavano tutto il denaro ai capimastri che guidavano i lavori. Con quella somma, riparavano il tempio del Signore.

16 Le persone incaricate di prendere il denaro e consegnano ai capimastri che guidavano i lavori non furono soggette a controlli, perché davano affidamento.

17 Le offerte in denaro dei sacrifici per le colpe o i peccati non venivano trasferite al tempio, ma erano destinate ai sacerdoti.

 

Fine del regno di Ioas

(vedi 2 Cronache 24, 23-27)

18 A quel tempo Cazael, re degli Aramei, andò ad assalire la città di Gat e la conquistò. Poi si diresse verso Gerusalemme per attaccarla.

19 Allora Ioas raccolse le offerte consacrate al Signore da lui e dai suoi antenati, i re di Giuda: Giosafat, Ioram e Acazia. Vi aggiunse tutto l'oro che si trovava nei tesori del tempio e della reggia e fece consegnare tutto a Cazael, re degli Aramei. Allora Cazael si allontanò da Gerusalemme.

20 Gli altri fatti della vita di Ioas, le sue imprese, sono raccontati nella "Storia dei re di Giuda".

21-22 I suoi ministri organizzarono un complotto contro di lui. Iozacar figlio di Simeat, e Iozabad figlio di Somer lo uccisero a Bet-Millo. Ioas fu sepolto accanto ai suoi antenati nella Città di Davide. Dopo di lui regnò suo figlio Amazia.

 

CAPITOLO 13

Ioacaz, re d'Israele

1 Nel ventitreesimo anno di regno di Ioas, figlio di Acazia, in Giuda, Ioacaz, figlio di Ieu, divenne re d'Israele, a Samaria. Regnò diciassette anni.

2 Ioacaz andò contro la volontà del Signore; continuò a commettere gli stessi peccati del re Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele; non se ne allontanò mai.

3 L'ira del Signore si abbatté sugli Israeliti: li abbandonò per lungo tempo in potere di Cazael, re di Aram, e poi di suo figlio Ben-Adad.

4 Ioacaz, allora, supplicò il Signore di calmare la sua ira. Il Signore esaudì la sua preghiera, perché aveva visto quanto il re di Aram opprimeva gli Israeliti.

5 Il Signore mandò un liberatore agli Israeliti che, in tal modo, riuscirono a sottrarsi al dominio degli Aramei e, come un tempo, poterono anche abitare liberamente nelle loro tende.

6 Eppure gli Israeliti non smisero mai di commettere le stesse colpe della famiglia di Geroboamo, che aveva fatto peccare gli Israeliti. Continuarono per quella strada. Persino il palo sacro della dea Asera rimase in piedi a Samaria.

7 Di tutto l'esercito, il Signore lasciò a Ioacaz soltanto cinquanta cavalieri, dieci carri e diecimila soldati di fanteria. Infatti il re degli Aramei lo aveva distrutto, lo aveva ridotto in polvere sotto i piedi.

8 Gli altri fatti della vita di Ioacaz, le sue imprese e il suo valore in guerra sono raccontati nella "Storia dei re d'Israele".

9 Quando morì, Ioacaz fu sepolto accanto ai suoi antenati. Dopo di lui regnò suo figlio Ioas.

 

Ioas, re d'Israele

10 Ioas, figlio di Ioacaz, divenne re d'Israele in Samaria quando l'altro Ioas, re in Giuda, era al suo trentasettesimo anno di regno.

11 Andò contro la volontà del Signore. Non smise di commettere le stesse colpe di Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare il popolo, ma continuò per quella strada.

12 Gli altri fatti della vita di Ioas: le sue imprese, il suo valore in battaglia, la sua guerra con Amazia sono raccontanti nella "Storia dei re d'Israele".

13 Quando morì, Ioas fu sepolto in Samaria accanto agli altri re d'Israele. Gli successe al trono Geroboamo.

 

Eliseo predice a Ioas la vittoria sugli Aramei

14 Quando Eliseo fu colpito dalla malattia, che poi lo portò alla morte, il re Ioas andò a trovarlo. Scoppiò a piangere ed esclamò: - Padre mio, padre mio, difesa e forza d'Israele!

15 Eliseo gli disse:

- Procurati un arco e alcune frecce.

16 Ioas gli portò arco e frecce. Allora Eliseo gli disse:

- Impugna l'arco!

Quando Ioas ebbe preso l'arco, Eliseo appoggiò le mani sulle mani del re.

17 - Apri la finestra che guarda verso occidente, - gli disse.

Ioas aprì.

- Adesso tira! - ordinò poi Eliseo. Quando Ioas tirò, Eliseo esclamò:

- Questa freccia è il segno della vittoria che il Signore ti darà sugli Aramei. Ad Afek li distruggerai completamente.

18 Eliseo disse ancora:

- Ora prendi le frecce.

Ioas le prese.

- Colpisci il terreno, - continuò Eliseo. Ioas colpì il suolo tre volte e si fermò.

19 Allora l'uomo di Dio s'infuriò: - Se tu avessi dato almeno cinque o sei colpi, saresti riuscito a sconfiggere completamente gli Aramei! Invece, così li batterai soltanto tre volte.

 

Morte di Eliseo

20 Eliseo morì e fu sepolto. Ogni anno entravano in territorio israelita bande di predoni provenienti dal territorio di Moab.

21 Un giorno, alcune persone, mentre seppellivano un morto, videro venire una di queste bande. Gettarono allora il cadavere nella tomba di Eliseo e fuggirono. A contatto con le ossa di Eliseo, il morto tornò in vita e si alzò in piedi.

 

Dalla morte di Eliseo alla fine del regno d'Israele

Sconfitta degli Aramei

22 Durante tutto il regno di Ioacaz, Cazael, re di Aram, aveva oppresso gli Israeliti.

23 Ma il Signore ebbe pietà e compassione di loro; li perdonò a causa del patto che aveva fatto con Abramo, Isacco e Giacobbe, e non li volle distruggere. Fino a quel momento il Signore non aveva ancora deciso di scacciare gli Israeliti lontano da sé

24 Quando Cazael re di Aram morì, regnò suo figlio Ben-Adad.

25 Allora Ioas riprese a Ben-Adad le città che Cazael aveva sottratto in guerra a Ioacaz, padre di Ioas. Per tre volte Ioas sconfisse Ben-Adad e poté riconquistare quelle città che appartenevano a Israele.

 
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