| |

Francesco Palau B 7 novembre

Beato

Francesco Palau 

SACERDOTE

7 novembre

 

Francesco Palau y Quer (Aytona, Lérida, Spagna, 29 dicembre 1811 - Tarragona, 20 marzo 1872), carmelitano scalzo dal 1832, venne ordinato sacerdote nel 1836. Le vicende della sua patria lo costrinsero all'esclaustrazione e all'esilio. Nel 1851 fondò a Barcellona la "Scuola della virtù", modello d'insegnamento catechetico. Soppressa la scuola e confinato ingiustamente ad Ibiza (1854-1860), visse nella solitudine di El Vedrà le vicissitudini della Chiesa, immerso nel suo mistero. Nelle Baleari fondò le Congregazioni dei Fratelli e delle Sorelle carmelitane (1860-1861). Predicò missioni popolari, diffondendo ovunque la devozione mariana. Beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1988, è modello del carmelitano,di oggi, spiccatamente contemplativo e insieme attivo e pieno d'amore alla Chiesa.

Preghiera

 

O Dio, che nella vita del beato Francesco, sacerdote, docile all' azione del tuo Spirito, hai mirabilmente unito la preghiera contemplativa alla carità apostolica, fa’ che la santa Chiesa di Cristo, rivestita della bellezza della Vergine Maria, si manifesti al mondo come sacramento universale di salvezza.

 

Francesco Palau y Quer nacque ad Aytona (Lérida), in Spagna, il 29 dicembre 1811, settimo di nove figli, in una famiglia di agricoltori.

Si sentì portato agli studi e, dopo la scuola primaria, con l’aiuto della sorella Rosa si trasferì a Lérida per continuare. Nacque allora la vocazione al sacerdozio che lo fece entrare in seminario, ma questa chiamata si rivelò presto più specifica e, dopo il corso di filosofia, iniziato lo studio della teologia, decise di diventare religioso nel Carmelo Teresiano. Rinunciò ad una borsa di studio che aveva meritato ed entrò nel noviziato di Barcellona, nel convento di San Giuseppe. Aveva ventuno anni.

Si preparava al sacerdozio, quando la tragica Rivoluzione del 1835 lo obbligò a lasciare avventurosamente il convento incendiato. Gli ideali razionalisti, materialisti, atei, tendevano a sostituire il Vangelo e la religione come norma di vita. Né le persecuzioni, né le calunnie, né i conflitti politici riuscirono a diminuire la fedeltà e l'impegno di Francesco, che il 2 aprile del 1836 poté essere ordinato sacerdote a Barbastro (Huesca).

Prestò aiuto nella parrocchia natìa di Aytona; si dedicò alla preghiera solitaria e percorse le diocesi di Tarragona, Barcellona, Gerona e Vich, sempre fedele alla dimensione contemplativa e apostolica della vocazione teresiana.
Dopo la disfatta definitiva dei Carlisti, dato che egli, pur senza implicazioni dirette, operava in territorio carlista, dovette prendere la decisione di espatriare stabilendosi in Francia. Undici anni durò il suo esilio a Perpignan e a Montauban. Il susseguirsi delle vicende politiche lo indusse nel 1851 a tornare a Barcellona, ove istituì una scuola di catechesi popolare con il nome di Scuola della Virtù, che divenne presto sospetta al punto di venire soppressa. Di nuovo perseguitato, Padre Palau fu confinato a Ibiza.
Il nuovo esilio durò sei anni, densi però di approfondimenti spirituali, di attività evangelizzatrice, nell'isola e nell'arcipelago, e di fecondi contatti epistolari in cui si intessevano gli elementi delle future attività. Liberato nel 1860 in seguito ad amnistia generale, fece ritorno a Barcellona.

I dieci ultimi anni della sua vita furono intensissimi. Egli svolse una vigorosa azione apostolica; riorganizzando i suoi amici e seguaci. Iniziò così la sua opera fondazionale con la creazione di una nuova forma di Carmelo missionario, rispondente alle necessità storiche e spirituali del tempo. Scrisse anche alcuni libri da cui si può trarre il suo appassionato insegnamento. Divenne scrittore, perché questo era un modo di far risuonare la sua voce profetica, anche quando la volevano ridotta al silenzio.

Molte e varie furono le attività del Padre Palau. Spesso i suoi progetti crollarono come castelli di sabbia, ma egli non si arrese mai: se gli chiudevano la porta, egli apriva la finestra, mai rimase ripiegato su se stesso. Ma qualsiasi ufficio egli esercitasse, era sempre teso ad AMARE. .
Egli amò appassionatamente Dio, gli uomini, la Chiesa. Per lui era buono tutto ciò che poteva utilizzare come servizio ed espressione di amore. Tanto che si può affermare che l'unica professione, da lui veramente scelta, fu quel- la, di porre la propria vita al servizio della Chiesa. La continua necessità di adattarsi a circostanze diverse non lo fece mai deviare dal suo cammino. Anche le trappole, a lui tese, vennero trasformate in trampolini di lancio per giungere alla sua unica meta: DIO.

Il Padre Palau visse in un'epoca storica difficile, carica di sofferenze di ogni genere, guerre, rivoluzioni, persecuzioni, dando sempre una ferma risposta alle sollecitazioni o alle provocazioni del momento. Quanto più dure erano le circostanze, tanto più salda si ergeva la sua fede. Nelle diverse situazioni ambientali e temporali egli seppe svolgere un ruolo positivo, coraggioso, generoso, con spirito libero e volontà tesa unicamente a impiantare sulla terra il regno di Cristo.

Tra le molte attività apostoliche del Padre Palau, quella che gli ha conservato rilevanza, e perennità è l'opera fondazionale. Infatti se oggi nella Chiesa egli gode di fama storica e suscita entusiasmi apostolici è perché molte anime ri- conoscono in lui « il Padre ».
Egli diede vita a due congregazioni religiose, una di Fratelli Terziari Carmelitani, i cui membri si fusero con l'Ordine dei Carmelitani Scalzi dopo la guerra civile di Spagna, e una congregazione femminile, oggi divisa in due ra- mi molto forti, le Carmelitane Missionarie e le Carmelitane Missionarie Teresiane.

In mezzo a difficoltà e incomprensioni, si prodigò senza tregua all'assistenza dei più emarginati fra i malati, i malati psichici.
Nel marzo del 1872, essendosi recato ad aiutare le suore impegnate nel soccorso agli appestati di Calasanz (Huesca), contrasse la malattia che lo portò a morte al suo ritorno a Tarragona, il 20 dello stesso mese. Aveva sessantuno anni.

 

(dall'opuscolo di Dario Cumer)


Per conoscere bene una persona è necessario avvicinarne l'ambiente, dalla cerchia più vicina e concreta, come la famiglia, il paese, le usanze, a quella più ampia e generale che può abbracciare l'epoca cronologica, le circostanze culturali e politiche, il clima religioso, ecc.

Il luogo di nascita del P. Francesco Palau sorge in un contrastante paesaggio di aride alture e di fertili pianure, e le case di Aytona (Lérida) sono quelle tipiche dei lavoratori dei campi. Il matrimonio di Giuseppe Palau e di Antonia Quer diede origine a una salda famiglia cristiana di profonde tradizioni religiose, onorata per la sua laboriosità e numerosa. Settimo di nove figli, Francesco nacque il 29 dicembre del 1811.

A scuola spiccava per la sua intelligenza sveglia e riflessiva, amava i libri, e presto lasciò la natìa Aytona per proseguire gli studi a Lérida (Spagna), grazie all'appoggio della sorella Rosa che lo accolse in casa.

Rimase quattro anni nel Seminario diocesano di Lérida seguendo i corsi di filosofia e parte di quelli di teologia, impegnandosi a fondo, nella fedele ricerca del disegno di Dio su di lui. Quando intuì che la sua vocazione era quella di diventare religioso nel Carmelo Teresiano, rinunciò alla borsa di studio e cambiò corso alla propria vita, entrando il 23 ottobre 1832 nel convento carmelitano di San Giuseppe a Barcellona, ove iniziò il noviziato.

Si preparava al sacerdozio, quando la tragica Rivoluzione del 1835 lo obbligò a lasciare avventurosamente il convento incendiato. Gli ideali razionalisti, materialisti, atei, tendevano a sostituire il Vangelo e la religione come norma di vita. Né le persecuzioni, né le calunnie, né i conflitti politici riuscirono a diminuire la fedeltà e l'impegno di Francesco, che il 2 aprile del 1836 poté essere ordinato sacerdote a Barbastro (Huesca).

Prestò aiuto nella parrocchia natìa di Aytona; si dedicò alla preghiera solitaria e percorse le diocesi di Tarragona, Barcellona, Gerona e Vich, sempre fedele alla dimensione contemplativa e apostolica della vocazione teresiana.
Dopo la disfatta definitiva dei Carlisti, dato che egli, pur senza implicazioni dirette, operava in territorio carlista, dovette prendere la decisione di espatriare stabilendosi in Francia.

Undici anni durò il suo esilio a Perpignan e a Montauban. Il susseguirsi delle vicende politiche lo indusse nel 1851 a tornare a Barcellona, ove istituì una scuola di catechesi popolare con il nome di Scuola della Virtù, che divenne presto sospetta al punto di venire soppressa: di nuovo perseguitato, Padre Palau fu confinato a Ibiza. Il nuovo esilio durò sei anni, densi però di approfondimenti spirituali, di attività evangelizzatrice, nell'isola e nell'arcipelago, e di fecondi contatti epistolari in cui si intessevano gli elementi delle future attività. Liberato nel 1860 in seguito ad amnistia generale, fece ritorno a Barcellona.

I dieci ultimi anni della sua vita furono intensissimi. Egli svolse una vigorosa azione apostolica; riorganizzò i suoi amici e seguaci; iniziò la sua opera fondazionale, la creazione di una nuova forma di Carmelo missionario, rispondente alle necessità storiche e spirituali del tempo; scrisse libri da cui possiamo trarre il suo appassionato insegnamento; infine si applicò, in mezzo a difficoltà e incomprensioni, all'assistenza dei più emarginati fra i malati, i malati psichici.
Nel marzo del 1872, essendosi recato ad aiutare le suore impegnate nel soccorso agli appestati di Calasanz (Huesca), contrasse la malattia che lo portò a morte al suo ritorno a Tarragona, il 20 dello stesso mese.

Il Padre Palau visse in un'epoca storica difficile, carica di sofferenze di ogni genere, guerre, rivoluzioni, persecuzioni, dando sempre una ferma risposta alle sollecitazioni o alle provocazioni del momento. Quanto più dure erano le circostanze, tanto più salda si ergeva la sua fede. Nelle diverse situazioni ambientali e temporali egli seppe svolgere un ruolo positivo, coraggioso, generoso, con spirito libero e volontà tesa unicamente a impiantare sulla terra il regno di Cristo.

FONDATORE

In tutti i luoghi in cui si trovava a vivere incontrava seguaci e compagni di cammino desiderosi di condividere la sua vita, ma le circostanze gli impedivano la formazione di un gruppo stabile. Fu a partire dal 1860 che il progetto cominciò a prender forma. I due compiti prioritari, che allora affidò al suoi seguaci, furono l'assistenza agli appestati, ai bambini senza scuola.

In conclusione molte e varie furono le attività del Padre Palau. Spesso i suoi progetti crollarono come castelli di sabbia, ma egli non si arrese mai: se gli chiudevano la porta, egli apriva la finestra, mai rimase ripiegato su se stesso. Ma qualsiasi ufficio egli esercitasse, era sempre teso ad AMARE.

Egli amò appassionatamente Dio, gli uomini, la Chiesa. Per lui era buono tutto ciò che poteva utilizzare come servizio ed espressione di amore. Tanto che si può affermare che l'unica professione, da lui veramente scelta, fu quella di porre la propria vita al servizio della Chiesa. La continua, necessità di adattarsi a circostanze diverse non lo fece mai deviare dal suo cammino. Anche le trappole, a lui tese, vennero trasformate in trampolini di lancio per giungere alla sua unica meta: DIO.


Tra le moÌte attività apostoliche del Padre Palau, quella che gli ha conservato rilevarrza. e perennità è l'opera fondazionale. Infatti se oggi nella Chiesa egli gode di fama storica e suscita entusiasmi apostolici è perché molte anime riconoscono in lui « il Padre ».

Egli diede vita a due congregazioni religiose, una di Fratelli Terziari Carmelitani, i cui membri si fusero con l'Ordine dei Carmelitani Scalzi dopo la guerra civile di Spagna, e una congregazione femminile, oggi divisa in due rami molto forti, le Carmelitane Missionarie e le Carmelitane Missionarie Teresiane.

Il carisma fondazionale del P. Palau passa per due fasi, che corrispondono a due momenti cronologici e a due differenti concezioni della Chiesa chiaramente riscontrabili nella sua esperienza. La prima fase o il primo momento fondazionale si può situare nel periodo dell'esilio francese, fino al 1842. Sono i germi, le radici più profonde. In quell' epoca era condizionato da due idee: la rovina della Chiesa spagnola e la necessità di salvarla mediante la preghiera e il sacrificio. Era il tempo in cui redasse l'opera Lotta dell' anima con Dio. Pensò ad una «associazione» di donne che dedicassero la loro vita alla pura contemplazione e al sacrificio.

Queste nebulose origini del carisma fondazionale sono limitate da due aspetti riduttivi: salvare la Chiesa spagnola e salvarla solo mediante la preghiera.

Le frustrazioni successive (persecuzioni in Francia, scioglimento delle comunità di Lérida e di Aytona nel 1852, soppressione della «Scuola della Virtù », confino a Ibiza), le possibilità di riflessione offerte dalla solitudine e la nuova situazione politico-religiosa conseguente al concordato del 1851 fra Chiesa e Stato, maturarono e arricchirono il suo spirito, conducendolo da una concezione di Chiesa astratta («< Dio solo ») a una Chiesa reale e storica (« Dio e il prossimo »); da una Chiesa locale (quella spagnola) ad una Chiesa universale.

Questa nuova concezione della Chiesa lo spinse a fondare una congregazione nella quale si armonizzassero e si equilibrassero la contemplazione e l'azione apostolica. Si sentiva chiamato a completare nel suo tempo la grande opera riformatrice di Santa Teresa di Gesù, ricuperando al tempo stesso tutta la ricca tradizione contemplativa e attiva dell'antico tronco carmelitano, ormai soppresso dalle leggi liberali spagnole.

L'esposizione teorica definitiva del carisma era già concepita nel 1857, quando egli scriveva le luminose lettere alla collaboratrice Giovanna Gratias sulle «due unioni» con Dio e con il prossimo, fondamento dottrinale del carisma « misto» (Lettere 37-42, fra il giugno e novembre del 1857). Ed è possibile che questa sua tesi originale si basasse su un'attenta lettura delle Mansioni di Santa Teresa, di cui sembra abbia steso un commento, oggi perduto.

La configurazione morale delle congregazioni, maschile e femminile, avviene dopo l'esperienza interiore avuta il 12 novembre 1860 nella Cattedrale di Ciudadela con la scoperta della propria «missione» ecclesiale di padre (Lettera 57 del 19.xI.1860).

In questa opera fondazionale lo stesso Padre Palau intuisce il significato provvidenziale della sua chiamata al Carmelo: «Esaminando certe vicende della mia vocazione all'Ordine di Santa Teresa, credo di poter pensare che ella stessa mi chiamò al suo Ordine per questa opera» (Lettera 93 del 17.VIII.1863).
La base giuridica gli viene nel 1867 da parte del P. Pasquale di Gesù Maria, Procuratore Generale della Congregazione Spagnola dei Carmelitani Scalzi. A partire da queste date si profilano un po' alla volta gli statuti giuridici delle congregazioni, i cui testi definitivi vengono pubblicati nel 1872, poco prima della sua morte.
Nasce così un nuovo modo di armonizzare la vita contemplativa e il servizio apostolico, una fusione profonda fra il personale e il comunitario, fra orazione individuale e orazione ecclesiale, un modo originale di vivere la Chiesa.

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007
powered by DOMUSMEDIA © | All rights reserved