Maria dell'Incarnazione B - 18 aprile
Beata
MARIA DELL'INCARNAZIONE
SPOSA, MAMMA E RELIGIOSA
18 aprile
Maria (Parigi, primo febbraio 1566 - Pontoise, l’8 aprile 1618) sposò, ancora sedicenne, Pietro Acarie. Ebbe sette figli e fu arricchita da Dio di singolari doni mistici, in mezzo a molti travagli e grandi preoccupazioni domestiche. Ispirata dagli scritti e da una singolare familiarità con Santa Teresa, lavorò intensamente per introdurre le Carmelitane Scalze in Francia, tra le quali, dopo la morte del marito, chiese di essere ammessa come semplice «conversa». Professò l'anno 1615 nel monastero di Amiens. Stimata dalle migliori personalità del suo tempo, fu molto ammirata per le sue virtù da san Francesco di Sales. Dotata di profondo spirito di preghiera, fu anche piena di grande zelo apostolico.
preghiera
O Dio, che nella beata Maria dell'Incarnazione hai dato alla tua Chiesa un modello di fortezza intrepida, concedi anche a noi di accettare con coraggio la nostra croce e di perseverare nel tuo amore.
(al battesimo BARBARA)
sposa, mamma e religiosa
Barbara nasce nel 1566 in una famiglia ricca ed influente, molto cattolica. Ella ha un anno di più di S. Francesco di Sales e nove più di Piene de Berulle, suo cugino. Entrambi avranno un grande ruolo, sotto la sua ispirazione, nella riforma cattolica della Francia del XVII secolo.
Suo padre, Nicolas Abrillot, Signore di Schamplatreux, appartenne a quell'alta sfera parigina in cui la monarchia attinse sempre più, nel XVI e XVII secolo, il personale amministrativo e finanziario, che sostenne il potere regale, dopo San Luigi IX e Filippo il Bello.
Sua madre, Maria Lhuilher, proveniva da una famiglia che tutti i contemporanei descrissero illustre per la sua antichità e per la sua rinomanza a Parigi, fin dal XIII secolo.
La famiglia acquisì terre, titoli, denaro e influenze, in quell'alta borghesia in cui i re reclutavano i loro "ufficiali" per la magistratura e la finanza.
I re infatti, a quei tempi, reclutavano chierici e persone di chiesa, che avevano il monopolio della cultura. Durante il Rinascimento tuttavia incominciarono a farsi strada anche dei laici esperti.
Nicolas Avrillot e la sua consorte erano molto ricchi; avevano legami di parentela con tutti i nomi che per più di due secoli fornirono alla Francia degli ufficiali, commissari e ministri.
Fin dalla nascita la giovane Barbara fu votata alla Madonna. Ella ne portò le vesti, nella sua infanzia; i genitori la portarono a Maria in pellegrinaggio, nella speranza che rimanesse in vita, perché fino alla sua nascita avevano visto morire tutti i loro piccoli.
Verso i 12 anni la giovinetta divenne collegiale al convento di Longchamp, dove una delle sue zie era religiosa. Vi ricevette un'educazione che fece maturare in lei il profondo desiderio di diventare la serva delle serve del Signore.
Ella imparò a pregare ed ad assumere delle abitudini proprie della vita religiosa. Verso il 1580 però fu richiamata nella casa paterna, poiché apparteneva ad una famiglia ricca e di gran nome, di Parigi; era destinata dai genitori.,al matrimonio. La giovane non sentiva alcun gusto per le mondanità né per gli obblighi di apparire in società, legati al suo stato. Sua madre s'incaricò di toglierle quest'atteggiamento di vita tutta spirituale e di scalzare questa inclinazione alle cose di Dio: le si mostrava così molto severa.
Fin dall'adolescenza la giovinetta apprese a non seguire la propria volontà e a preferire quella di Dio, come le si mostrava attraverso gli eventi. Barbara così, a 16 anni, si ritrovò sposata a Pierre Acarie. Questi era un buon partito e bene adatto a lei, ricca erediti era quale era agli occhi del mondo.
Egli in fondo era anche moralmente e spiritualmente unito, nel modo di vedere le cose, alla giovane sposa. Nobile e possidente di terre, apparteneva all'alta giurisdizione della finanza ed influì con la sua posizione sulla società parigina.
Fu un cristiano fervente ed un cattolico convinto. Aveva, nel passato, pensato di farsi prete; in seguito aveva preferito seguire il suo destino sociale, non senza aver pregato lungamente Dio di accordargli una sposa, la cui devozione ardente fosse conforme alla sua. Le nascite in questa giovane famiglia si succedettero frequenti e sei figli giungeranno all' età adulta.
Nicolas, il maggiore, si sposerà a 20 anni; Pietro e Giovanni diventeranno religiosi e le altre tre sorelle saranno future carmelitane scalze; di queste la maggiore sarà un giorno sottopriora della propria madre, ad Amiens e poi Priora ad Orléans.
Barbara, dopo il matrimonio, si era molto infervorata alla lettura di un libro di M. Roussel, consigliata dal suo direttore spirituale: da quel momento ebbe importanza per lei solo 1'Amore di Dio, che poi in lei s'incarnava in quello del prossimo.
Ecco la formula ch'ella trovò e che noi vedremo diventare il motto della sua esistenza: "È troppo avaro colui a cui Dio non basta", cioè "è veramente troppo insaziabile colui al quale Dio non basta".
Già nella sua casa Madame Acarie si consacrò ad una vita attiva, propria di una madre di famiglia. Non lasciò per questo l'orazione, che le rivelerà le vie mistiche dei grandi fiamminghi e spagnoli. Ella formò a questa vita di preghiera i suoi figli, i domestici, condividendo anche con la sua cameriera, futura carmelitana, notti di preghiera e di mortificazione.
I fatti della guerra civile e la sconfitta del partito, in cui Pierre Acarie si era troppo impegnato, portarono la famiglia alla rovina.
I creditori gli si ritorsero contro; Pierre venne proscritto, rischiò di essere giustiziato, mentre la moglie e i figli si videro privati del tetto, degli abiti e del pane.
La famiglia Acarie, il cui capo non contava più nulla civilmente, dovette ricorrere, per la sua sussistenza, alla carità di ricchi parenti, che voltarono loro la schiena, con lo scopo di dare loro una forte lezione.
Ospitata da sua cugina, Madame de Berulle, Madame Acarie ricorse ai giudici, che la fecero molestare dai loro valletti. Ella però sollecitò quei personaggi a salvare i propri beni e ricuperare le confische sulle proprietà del marito.
Dopo aver donato largamente l'elemosina, ella apprese l'umiltà del mendicante, gioiendo ogni giorno interiormente di dovere tutto a Dio.
Grazie al suo coraggio, alla sua perseveranza e anche alla sua politica, riuscì a ricuperare tutti i beni del marito e nel 1598 Pierre Acarie poté rientrare a Parigi, ristabilito nella sua carica di consigliere. Finalmente così casa Acarie divenne il centro della miglior società della Parigi devota.
La stessa Regina Maria de' Medici apprezzò le capacità di questa donna, favorita, si diceva, di stati mistici straordinari.
Non le mancarono altre traversie, di salute questa volta. Mentre andava a trovare suo marito, una caduta da cavallo le spezzò il femore, che si ruppe poi ancora tre volte, in seguito ad altre cadute; ella soffrì terribil mente. I medici, volendo aggiustarlo, finiranno per lasciarla ammalata per tutti i suoi giorni.
Il suo stesso sposo la mise molto alla prova: le lasciò il governo completo della famiglia e l'accoglienza di tutti i visitatori, che per altre venivano proprio per parlare con lei. Pierre riconosceva la sua inettitudine per gli affari e quindi scaricava tutti i problemi sulla moglie, della quale aveva la massima fiducia. Volle tuttavia sottolineare la sua autorità, esigendo che ella rientrasse dai suoi acquisti e dalle visite all'ora stabilita e accumulando ordini e contrordini, che però lasciarono la moglie ugualmente in perfetto buon umore.
Dal 1599 al 1613, anno della morte di Pierre Acarie, si può affermare che le grandi iniziative religiose del tempo, siano passate fra le mani e nella casa di Madame Acarie.
Nella società a quei tempi stava avvenendo una rivoluzione; il de Berulle stesso spiega: "Invece dell'uomo della nostra terra, al centro dell'universo, c'è Dio, il sole e la terra gira intorno al sole". Si realizzano così le parole di S. Paolo: "Non sono più io che vivo, ma Gesù Cristo vive in me".
L'influenza di Madame Acarie fu essenziale per stabilire questa verità fondamentale della teologia e della spiritualità, che riprendeva piede nella pratica della Francia del XVII secolo.
In casa Acarie si raccolsero tutti coloro che a Parigi vivevano la preoccupazione di avere in Francia una riforma cattolica, la conversione del clero e dei fedeli e di far tornare nella società la cosiddetta devozione.
Lo stesso S. Francesco di Sales, nel 1602, conobbe Madame Acarie e mise in atto un intervento decisivo, per introdurre in Francia il Carmelo riformato di S. Teresa.
Al circolo Acarie appartenne anche un prete normanno di una famiglia di mercanti spagnoli, stabilitasi in Francia da un secolo: Giovanni Quintanaduanas de Brétigny, che aveva cercato da venti anni di fare entrare in Francia il Carmelo riformato.
Egli aveva tradotto in francese le opere di Santa Teresa, che Madame Acarie si fece leggere. Ella ne venne influenzata nella sua vita di orazione, che si ancorava alla persona di Gesù Cristo, centro della spiritualità teresiana.
Nel 1601 Madame Acarie ebbe una visione: Teresa di Gesù le disse che Dio l'aveva scelta per stabilire in Francia le Carmelitane riformate.
I suoi consiglieri ritennero che la visione venisse da Dio, ma anche che il progetto fosse irrealizzabile. In tre anni invece il progetto si realizzò.
Arrivarono in Francia due compagne di Santa Teresa, Anna di Gesù e Anna di S. Bartolomeo, insieme con altre quattro carmelitane.
Madame Acarie agì anche in questa impresa con lo stile che caratterizzò tutta la sua vita: dopo aver pregato ed essersi assicurata della Volontà di Dio, ella si armò di pazienza e di perseveranza. Portò avanti il suo progetto con tenacia e non si lasciò distogliere dal suo scopo.
Fu determinante l'intervento di Francesco di Sales nel 1602, che ottenne dal Papa che le Carmelitane non fossero soggette ai Carmelitani, ma a tre preti secolari. Nel frattempo Madame Acarie formò spiritualmente tre giovani ragazze, che avrebbe fatto entrare nel monastero.
Si trattava però di trovare il terreno e di costruirvi il monastero. Ella cominciò a erigere l'edificio senza possedere la somma, fidandosi della Provvidenza di Dio.
I Carmelitani, prima della partenza delle monache, vollero una somma per finanziare il loro eventuale ritorno, qualora l'impresa si fosse mostrata deludente. Il 18 ottobre 1604 le Carmelitane, con grande concorso di folla, poterono finalmente entrare nel nuovo Carmelo parigino.
Alle tre giovani formate da Madame Acarie, si aggiunse per prima la sua stessa cameriera. La comunità crebbe poi al punto tale che, già nell'anno successivo, si poté fondare il secondo Carmelo francese.
A questo Carmelo ne seguirono tanti altri. A Madame Acarie restava ancora di portare a termine la vocazione sentita fin dalla gioventù; tre mesi dopo la morte del marito, a ben 48 anni di età, dopo che le figlie erano entrate al Carmelo, ebbe la gioia di entrarvi anche lei.
Ancora una prova tuttavia l'attendeva: ella avrebbe voluto entrare come sorella conversa, mentre tutti la vedevano come una monaca corista. Non solo, ma le fu proposto addirittura di essere eletta Priora. Ella rifiutò; entrò e rimase semplice conversa di velo bianco. Emise la Professione ad Amiens e poi fu trasferita a Pontoise.
Si trattò per lei di un vero sacrificio, non perché sentisse ripugnanza per l'umiltà di questa condizione, ma perché si privava di tutte le ore che le monache passavano in coro, recitando la Liturgia delle Ore.
Da parte dei Superiori del Carmelo non si insistette molto perché le sue estasi si manifestavano proprio durante la preghiera. Così la sua vita quotidiana trascorreva fra la cucina, il lavaggio dei piatti e i servizi; questo quando la sua salute glielo permetteva.
D'altra parte la sua esperienza in fatto di costruzioni e di conduzioni di monasteri, la conoscenza di medicine e di piante medicinali, come pure i suoi consigli spirituali, erano al servizio della Comunità.
Ella visse così la sua via di infanzia spirituale, via di spogliamento e di amore, che si manifestava con un fervore particolare per Gesù Bambino; la mangiatoia e la Croce erano i due volti del mistero dell 'Incarnazione.
Diceva spesso: "Egli si è fatto piccolo, per insegnarci a diventare piccoli: quand'è che saremo piccoli? Vedere un Dio bambino! Vedere un Dio abbassarsi così!".
Morì il giorno di Pasqua 1618. Fu proclamata Beata da Pio VI nel giugno 1791.