Maria (Tartanedo, Spagna, 18 agosto 1560 - Toledo,13 settembre 1640) fu ricevuta da S. Teresa nel monastero di Toledo l'Il agosto 1577. Qui emise la professione 1'8 settembre 1578 e nella lode di Dio vi trascorse tutta la vita, ad eccezione di pochi mesi durante i quali collaborò alla fondazione di un nuovo monastero a Cuerva.
Molto cara a S. Teresa di Gesù, che la chiamava il suo "piccolo letterato" (letradillo), fu insigne per una profonda contemplazione dei misteri di Cristo, attinta anche dalla Sacra Liturgia. Fu beatificata da Paolo VI il 14 novembre 1976.
preghiera
O Dio, che alla beata Maria di Gesù hai dato il dono di contemplare così profondamente i misteri del tuo Figlio da diventare una viva immagine del tuo amore, per sua intercessione concedi a noi 1'ardore della fede che vede Gesù nei fratelli e la carità operosa che rivela in noi la sua presenza.
(da P. Simeone ocd)
Maria di Gesù visse 80 anni,a cavallo tra i secoli XVI e XVII:1560-1640. Periodo postconciliare nella Chiesa; periodo di riforma e di scosse di assestamento nel Carmelo Teresiano; secolo d'oro nella storia delle lettere, delle arti e della spiritualità spagnola; 40 anni di predominio ed altri 40 di decadenza della politica e del potere internazionale della Spagna
Dalle relazioni biografiche che ci sono rimaste su Maria di Gesù e dai dati sparsi nei suoi scritti, sappiamo che la Beata strinse rapporti di amicizia con eminenti personaggi delle tre sfere, la carmelitana,l'ecclesiastica e la civile dell'epoca; così pure con numerosi sacerdoti e laici di ogni categoria sociale, senza parlare dei religiosi e religiose tanto del Carmelo come di altri Ordini.
Stralciamone, come i più rappresentativi, i seguenti nomi.
Nel Carmelo
Santa Teresa di Gesù, che l'accolse nella sua Riforma,la guidò nella sua vita interiore, la propose quale modello e prodigio di santità ad illustri persone, 1e diede ad esaminare il suo capolavoro di spiritualità, «Le Mansioni» e la tramandò alla posterità con l'affettuoso epiteto di suo «Letradillo», il suo piccolo Dottore. Nei Processi per la Causa della Santa, Maria di Gesù depose in varie occasioni fornendo interessanti notizie, e quando scattò l'ora della sua canonizzazione, nel 1622,la festeggiò con sommo entusiasmo e massima solennità.
San Giovanni della Croce, con il quale fece conoscenza per la prima volta,a Toledo,il mattino del 17 agosto 1578, quando, il Santo, fuggito quella stessa notte dal carcere dei Calzati, si rifugiò nel monastero delle Carmelitane e nel recinto della clausura raccontò le peripezie della sua prigionia e della sua evasione e recitò i versi che aveva composti in carcere. Maria di Gesù, ancora novizia, era tra le ascoltatrici e più tardi ricorderà l'accaduto in due relazioni autografe giunte sino a noi sulla prigionia del Santo.
Negli anni successivi lo consultò spesso per il suo spirito, e il Dottore mistico l'approvò ritenendola privilegiata ed altamente favorita da Dio.
Il P. Gerolamo Gracian della Madre di Dio, primo Provinciale del Carmelo riformato, che la confessò nei primi anni della sua vita religiosa e lasciò consegnati nelle sue due opere autobiografiche Dialogos sobre la muerte de la Madre Teresa de Jesus e Peregrinacion de Anastasio alcuni giudizi assai lusinghieri sulla nostra Beata, insieme alla notizia storica, da lui personalmente verificata in qualità di Superiore, delle stigmate misticamente impresse nelle sue mani, nei piédi, nel capo e nel costato.
......
- Profilo biografico
L'esistenza della Beata può sostanzialmente dividersi in due parti ben distinte: - il periodo relativamente breve dei 17 anni passati nel mondo, dalla nascita all'entrata al Carmelo(1560-1577);
- il lungo periodo di vita religiosa come carmelitana scalza (1577-1640), tutto trascorso a Toledo, salvo i cinque mesi di soggiorno a Cuerva(luglio – dicembre 1585) per la fondazione e l'avviamento di un nuovo monastero.
- Fino all'entrata al Carmelo(1560 - 7577)
Nasce il 18 agosto 1560 a Tartanedo, diocesi di Siguenza, da Antonio Lopezde Rivas ed Elvira Martinez Rubio. E' battezzata la settimana seguente. Rimane orfana di padre nella prima metà del 1564. Nella divisione legale dei beni, spettano a lei, bimba di soli quattro anni e figlia unica, la casa principale della famiglia a Tartanedo,ingenti lasciti di mobili e di argenteria,numerosi beni immobiliari e copiosi armenti,specialmente ovini. A Molina de Aragon, dopo che la mamma,giovane vedova di diciannove anni, era passata a seconde nozze, Maria si stabilisce dai nonni paterni, sotto la tutela degli zii. Tra i dodici e quattordici anni sostiene la grande lotta interna ed esterna della vocazione religiosa.
Sicura finalmente della chiamata divina, spezza ogni legame di sangue ed interessi e dai primi di agosto 1577, abbandonando terre, parenti e ricchezze, si avvia alla lontana Toledo per essere accolta nel Carmelo che S.Teresa stessa vi aveva fondato nove anni prima. E' nota la famosa presentazione con cui la Santa (senza personalmente conoscerla)la raccomanda alla Comunità: «Mando loro una postulante con una dote di cinquemila ducati; ma io per averla ne darei volentieri cinquantamila. Non la considerino una qualunque perché diventerà un prodigio».
Vita nel Carmelo fino alla morte(1577-1640)
In mancanza di circostanze esterne e di spicco che delimitino in varie tappe i suoi lunghi 63 anni di vita religiosa, li possiamo suddividere in periodi scanditi da alcuni fattori: le vicende personali,i diversi uffici che le furono affidati, ed infine le caratteristiche più salienti ed uniformi della sua vita monastica e spirituale. Non possiamo seguire nei dettagli la vita di Maria di Gesù; ci accontenteremo d'indicarne schematicamente gli eventi principali, soffermandoci a qualche episodio più singolare e significativo della sua vita carmelitana.
- 1577-1582: Noviziato, professione, primi uffici monastici di sagrestana, infermiera e rotara.
Maria Lopez de Rivas vestì l'abito carmelitano a Toledo il 12agosto 1577 ed assunse il nome di Maria di Gesù. Ricordiamo qui il profondo turbamento che provò all'inizio del noviziato quando le tagliarono la bellissima capigliatura, e la sollecitudine con cui S. Teresa le fu di nuovo vicina adoperandosi perché venisse ammessa alla professione; la comunità toledana era infatti perplessa se accettarla o no a causa della sua precaria salute.
La risposta della Santa da Avila (giugno-luglio1578)alle monache di Toledo laconica e severa: «La facciano professare, anche se dovesse stare a letto tutti i giorni della sua vita. Questa è la volontà di Dio. Quando passerà da quelle parti la condurrà seco ad Avila. Fortunato il convento che possiede Maria di Gesù!». Emise la professione nella Città Imperiale l'8settembre 1578.
- Dal 1582 al 1591: decennio prevalentemente contemplativo.
In questo periodo, esonerata da particolari uffici di attività esterna, mezzi di cui si erano valsi i Superiori nell'intento di porre il freno alla sua vita interiore e dai suoi fervori iniziali, la Beata Maria poté dedicarsi all'esercizio di un'intensissima orazione, atmosfera eccellente per sviluppare in lei l'ardente anelito di patire per Cristo che da tempo la divorava. In risposta a questa sua generosità, il Signore le concesse la grazia singolarissima della stigmatizzazione mistica alle mani, ai piedi ed al costato facendole anche provare nel capo il dolore della corona di spine.
Nominata maestra delle novizie a24anni, lo sarà per ben oltre otto volte nell'arco della sua vita. Partecipa alla fondazione di Cuerva nel 1585. Come sottopriora, pone ogni cura nel dirigere con puntualità, esattezza e fervore gli esercizi della comunità, specie la recita dell'ufficio divino e lo svolgimento degli altri riti e delle cerimonie.
- Decennio prevalentemente attivo (dal 1591 al 1600).
In questo periodo esercita per la prima volta l'ufficio di priora nel 1591 a soli 31 anni, di maestra delle novizie dal 1595 al 1598 e di priora per la seconda volta dal1598, ma soltanto per un biennio per i motivi che subito spieghiamo.
- Ventennio d'umiliazione (1600-1620).
Nel luglio 1600, quando mancava ancora un anno alla scadenza regolare del suo secondo priorato, il P. Alonso di Gesù Maria, delegato del Provinciale, il P. Francesco dell'Ascensione, fece la visita canonica. Il Visitatore dette imprudentemente ascolto alle accuse gravi ed ingiustificate di una monaca, una certa Caterina dell'Ascensione, la quale nutriva un'invidia profonda ed una grande antipatia per la Beata e, trascurando di dare il dovuto peso alle dichiarazioni della maggioranza della comunità che proclamava la totale innocenza di Maria di Gesù, non esitò a deporla dalla carica di priora, disonorandola di fronte al capitolo conventuale; per sostituirla, fece venire come vicaria e riformatrice la M. Anna degli Angeli del Carmelo di Cuerva. La Beata, senza il minimo risentimento, anzi con letizia e gioia, le consegnò le chiavi il 25 luglio 1600.
Quest'umìlìf!zione durò vent'anni, durante i quali i superiori non permisero che la Madre Maria fosse rieletta priora, mentre la persecuzione spietata ed invidiosa di Suor Caterina non aveva tregua. A tali prove esterne si unirono lunghe afflìzioni dispirito e gravi malattie che la immersero in una prolungata ed oscura notte interiore; era ìl modo con cui ìl Signore andava disponendola all'unione trasformante del matrimonio mistico.
- Di nuovo sul candeliere (1620-1629).
La grande prova della Beata si protrasse fino al 1620, ossia fino ad un anno dopo la morte della sua accusatrice, Caterina dell'Ascensione, alla quale con le sue preghiere ottenne un sereno trapasso e la liberazione delle pene del purgatorio. Alle tenebre ed angosce spirituali susseguirono anche grandissimi favori del Signore (1620 - 1624) con l'esperienza di una pace ampia e profonda.
Il lungo periodo di umiliazione fu chiuso dal superiore stesso che vent'anni prima l'aveva deposta e che adesso, pubblicamente, al cospetto della comunità, le restituiva la reputazione chiedendole perdono del suo imprudente comportamento. Le monache poterono cosi rieleggerla priora all'unanimità ìl 25 giugno1624; al termine del triennio, pur esonerandola da ogni responsabilità di governo per riguardo all'età ed alle sue malattie, la vollero ancora clavaria o consigliera e maestra delle novizie, incombenza questa che esercitò fino alla morte.
- Ultimo decennio: crocefissa con Cristo (1629 -1640).
L'ultimo scorcio della sua vita, prolungatosi tra dolori ed infermità continue, assume un significato profondo dalle parole che il Signore le rivolse nell'Epifania del 1629:
«Maria, tu mi chiedi di essere liberata dalla prigionia del corpo; sappi che non è ancor tempo, perché se finora hai vissuto per te, adesso devi vivere per altri; per il tuo riposo un'eternità ti attende». La Beata davvero non visse più per sé in quegli anni, ma solo per il bene della comunità, la gloria di Dio e la conversione dei peccatori.
Eletta per la quarta volta consigliera della comunità ed assolvendo nella misura delle sue forze l'ufficio di maestra delle novizie, continuò ad essere per le consorelle modello di assiduità e di fervore di vita monastica. Fino al momento della morte seguì con il massimo interesse i lavori di costruzione della nuova chiesa del convento, ansiosa d'innalzare a Dio un tempio decoroso, cercando anche, nonostante glì acciacchi dell'età, di valèrsi délle sue numerose amicizie onde ottenere elemosine e materiale.
Per la conversione dei peccatori, specie di alcun più notevoli e che si trovavano in maggior pericolo di perdersi per sempre, si offrì, anima e corpo, vittima al Signore, ad imitazione di Cristo. E, ad imitazione di Cristo, volle pure morire per obbedienza: «Madre - disse alla priora sul letto d'agonia - vuoI darmi licenza di morire?».
Dopo aver ricevuto con somma devozione il ViatÌco e l'Unzione degli infermi, questa Vergine prudentissima rimise a Dio il proprio spirito verso le 10 del mattino del 13 settembre1640, a ottant'anni di età e sessantatre di vita relìgiosa.