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Novissima Verba

NOVISSIMA VERBA

 

 

Dai processi canonici di santa Teresa di Gesù Bambino: vedi Positio super virtutibus, 1920, par.  2372-2373 e 2500-2719.

 

Verso il 1894 suor Teresa di Gesù Bambino fu colta da un persistente mal di gola che fu curato  con cauterizzazioni al nitrato d'argento. Ella ne soffrì molto. Il 4 aprile del 1896, Venerdì santo,  ebbe un’emottisi. Allora le fu ordinato del creosoto e, per la gola, delle polverizzazioni.

Nel corso dello stesso anno, cioè nel giugno o nel luglio del 1896, le cominciò una piccola tosse  secca. Il dottor de Cornière, medico curante della Comunità la visitò e dichiarò che, per il  momento, non c'era niente di grave. Le prescrisse solo dei ricostituenti.

Prima che finisse la Quaresima del 1897 suor Teresa si ammalò gravemente. Le applicarono  numerosi vescicanti e le praticarono frizioni con un guanto di crine, ma senza risultati apprezzabili.  Perdette l'appetito e presto non riuscì più a digerire nulla.

Ogni giorno, verso le tre del pomeriggio, l'assaliva la febbre alta. A più riprese la sottoposero a  “punte di fuoco” al torace e le fecero spennellature di tintura di iodio.

Il 6 luglio 1897 ebbe nuove emorragie e il medico diagnosticò una gravissima congestione  polmonare; proibì qualsiasi movimento, prescrisse ghiaccio, cataplasmi senapati, ventose, ecc.  Suor Teresa passò una pessima notte sul suo duro pagliericcio, travagliata da febbre intensa,  oppressa da difficoltà di respirazione, profondamente prostrata, indebolita sempre più da sudori  profusi.

Due giorni dopo, l'8 luglio, fu trasferita giù, all'infermeria.

Fino al primo agosto le emorragie si ripeterono due o tre volte al giorno e le crisi di soffocazione  furono terribili.

L'oppressione era tale che nemmeno aspirare l'etere le giovava più.

Tutti i giorni continuava a consumarla quella febbre ardente: ella ripeteva che si sentiva come in  purgatorio.

Il 30 luglio ricevette l'Estrema Unzione e il Santo Viatico con fede e devozione ammirabili. Chiese  perdono alla Comunità con parole così commoventi che le suore non poterono trattenere le  lagrime.

Le restavano da trascorrere ancora due mesi di martirio sulla terra, e li subì con pazienza eroica.

 

PAROLE TESTUALI PROFERITE DA SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO DURANTE GLI  ULTIMI MESI DI MALATTIA E ANNOTATE VIA VIA IN UN TACCUINO DA MADRE AGNESE DI  GESU’ (PAOLINA), SORELLA DELLA SANTA

 

15 maggio 1897

 

E’ lo stesso per me vivere o morire. Non vedo bene cosa avrò di più dopo la morte di quanto  possiedo già ora... Vedrò il buon Dio, ecco! Perché quanto a essere con lui, lo sono già del tutto  anche sulla terra.

Sono felice di andarmene presto in Cielo, ma quando penso a quelle parole del Signore: io verrò  presto e porterò con me la ricompensa da rendere a ciascuno secondo le sue opere, mi dico che  sarà molto perplesso con me, perché opere io non ne ho... Non potrà dunque rendermi secondo le  mie opere. Ebbene, ho fiducia che mi renderà secondo le opere sue!

Se, per dire l'impossibile, nemmeno il Signore vedesse le mie buone azioni, non me ne affliggerei.  Lo amo tanto che vorrei fargli piacere col mio amore e con i miei piccoli sacrifici anche senza che  egli sapesse che vengono da me. Sapendolo e vedendolo, sarebbe come obbligato a  compensarmi... Non vorrei davvero dargli questo disturbo!

Vorrei tanto essere mandata al Carmelo di Hanoi e soffrire molto per il buon Dio; vorrei andarci, se  guarisco, per essere sola, per non avere consolazione, per non avere gioia sulla terra. Lo so bene  che Dio non ha bisogno delle nostre opere e sono sicura che non sarei utile laggiù. Ma soffrirei e  amerei. E’ questo che conta agli occhi suoi.

 

18 maggio

Mi hanno liberata da qualsiasi incarico, ho pensato che la mia morte non porterà il minimo disturbo  alla Comunità.

 

Le dissi: «Le fa tristezza apparire alle sorelle come un membro inutile?»

 

Oh! Per questo! E’l'ultima delle mie preoccupazioni. E’proprio lo stesso per me!

 

Avevo fatto il possibile, vedendola tanto malata, per ottenere che venisse dispensata dall'Ufficio  dei Defunti prescritto dalle nostre Costituzioni alla morte di ogni membro del nostro Ordine.

 

La prego, non mi faccia dispensare dall'Ufficio per i Defunti, è la sola cosa che posso fare per le  anime del Purgatorio.

 

Mi meravigliavo vedendo che, nonostante le sue condizioni, non stava mai in ozio; e glielo dissi.

Ho sempre bisogno di avere un po’ di lavoro da allestire: così non sto preoccupata, e non perdo  mai il tempo.

Avevo tanto chiesto al Signore di poter seguire gli esercizi di Comunità fino alla morte! Non ha  creduto di esaudirmi. Eppure, mi parrebbe di riuscirci a prendere parte a tutti, non morrei un  minuto più presto. Mi pare, qualche volta, che, se non avessi detto nulla, non mi troverebbero  tanto malata.

 

19 maggio

Le dissi: «Perché è così allegra, oggi?».

 

Perché stamattina ho avuto due piccoli dispiaceri, oh! di quelli che si fanno sentire... Niente mi dà  delle piccole gioie quanto le piccole afflizioni.

 

20 maggio

Mi dicono che avrò paura della morte: forse! Se sapessero come mi sento poco sicura di me! Non  mi baso mai sui pensieri miei: so fin troppo quanto sono debole, ma voglio godere del sentimento  che Dio misericordioso mi dà ora. Ci sarà sempre tanto tempo per soffrire del contrario.

 

Dal 21 al 28 maggio

So che morrò presto. Ma quando? Ah! non arriva! Sono come una bimba alla quale promettono  sempre un dolce; glielo fanno vedere da lontano... poi, quando lei s'avvicina per prenderlo, la  mano si ritira! Però mi abbandono completamente, sia alla vita, sia alla morte. Sono prontissima a  guarire per andare in Cocincina, se Dio me lo chiede.

Dopo la mia morte, bisognerà non permettere che vengano date ghirlande per la mia bara, come  fecero per Madre Genoveffa. E’ denaro buttato via, e non significa niente; ma col denaro che  spenderebbero per questo, chiedete alle persone che riscattino dalla schiavitù dei poveri negri  piccini. Dite che mi fa piacere questo. Vorrei un piccolo«Teofano»e una piccola«Maria Teresa».

Qualche tempo fa, mi rattristava molto prendere medicine costose, ma ora non me ne importa più,  al contrario anzi, perché ho letto che santa Gertrude si rallegrava quando ne davano a lei,  pensando che tutto tornava a vantaggio di coloro che la beneficavano. Si fondava sulle parole di  Nostro Signore: Quello che farete al più piccino dei miei, l'avrete fatto a me.

Sono convinta che le medicine siano inutili per guarirmi, ma mi sono accomodata con Dio  misericordioso, che ne faccia profittare i poveri missionari: non hanno tempo né mezzi per curarsi!  Io gli chiedo che tutte le cure prodigate a me, guariscano loro.

Mi hanno tanto ripetuto che ho coraggio, ed è così poco vero che mi sono detta: ma insomma, non  si può far mentire la gente in questo modo! E mi sono messa, con l'aiuto della grazia, a trovare il  coraggio. Ho fatto come un guerriero che si sente fare i rallegramenti per il suo valore, sa di  essere un vile, e finisce per vergognarsi dei complimenti, tanto che ne vuole diventare degno.

Preferisco rimanere nella mia celletta piuttosto che scendere all'infermeria, perché qui non  sentono quanto tossisco, e non disturbo nessuno; e poi, quando mi trovo curata troppo bene, non  gioisco più.

Se non avessi questa prova d'anima, queste tentazioni contro la fede che io stessa non riesco a  capire... credo davvero che morirei di gioia al pensiero di lasciar presto la terra.

 

28 maggio

Non ho paura affatto degli ultimi combattimenti, né della sofferenza della malattia, per quanto  grandi siano. Dio mi ha aiutata e guidata per mano fin dalla primissima infanzia, conto su lui. Sono  sicura che mi soccorrerà fino in fondo. Potrò ben soffrire fino all'ultimo limite, ma non mai troppo:  ne sono certa.

Non desidero di morire più che di vivere, cioè, se dovessi scegliere, preferirei morire, ma, poiché è  Dio che sceglie per me, io preferisco ciò che vuole lui. Amo quello che fa.

Non si creda che, se guarisco, questo mi faccia deviare, distrugga i miei piani. Niente affatto! L'età  è nulla agli occhi di Dio, e farò in modo da restare bambina piccola anche se dovessi vivere a  lungo, a lungo.

Vedo sempre il lato buono delle cose. Alcuni prendono tutto in modo da affliggersi più che sia  possibile. Per me, è il contrario. Se ho la sofferenza schietta, se il Cielo è talmente nero che io non  vedo schiarite, ebbene faccio di questo la mia gioia.

 

29 maggio

Aveva sofferto molto. Presi il Santo Vangelo per leggergliene un brano, e capitai su queste parole:  Egli è risuscitato, non è più qui, vedete il luogo ove l'avevano posto. §

Sì, è proprio così, io non sono più in realtà, accessibile a tutti i dolori come da bambina: sono  come risuscitata, non sono più là dove mi credono. Madre mia, non si affligga per me, sono  arrivata a non poter più soffrire, perché qualsiasi patimento mi è dolce.

 

30 maggio

Le dissi: «Forse Lei soffrirà molto prima di morire!».

 

Oh, non se ne addolori! Ne ho tanto tanto desiderio!

 

4 giugno

Ci disse addio (a noi tre sorelle sue). Quel giorno era come trasfigurata, e pareva che non soffrisse  più.

 

Ho chiesto alla Vergine Santissima di non essere più assopita e assorta come in tutti questi giorni.  Lo sentivo così bene che vi affliggevo! Stasera mi ha esaudita. Oh sorelline mie, come sono felice!  Vedo che presto muoio, ne sono sicura, ora.

Non vi meravigliate se non vi apparirò dopo la morte, e se non vedrete niente di straordinario  come segno della mia felicità. Ricordatevi che è la mia piccola via, desiderare di non veder nulla.  Sapete bene quello che ho detto tante volte a Dio, agli Angeli, ai Santi:

Che il mio desiderio non è di vederli quaggiù.

 

«Gli Angeli verranno a prenderla», disse suor Genoveffa di santa Teresa.

Non credo che li vedrete, ma ciò non impedirà che ci siano.

Eppure, mi piacerebbe avere una morte bella per far piacere a voi.

L'ho chiesta alla Vergine Santa, e non è la stessa cosa come chiederla al Signore. Lei lo sa bene  cosa deve fare dei miei piccoli desideri, se li deve dire oppure no: insomma, sta a lei vedere di non  forzare il buon Dio ad esaudirmi, per lasciar fare a lui in tutto e per tutto la sua volontà.

Non lo so se andrò in Purgatorio, non me ne angustio affatto; ma se ci vado, non rimpiangerò mai  di non aver fatto nulla per evitarlo, non mi pentirò mai d'aver lavorato soltanto per salvare le  anime. Come sono stata felice sapendo che santa Teresa la pensava così!

Non vi affliggete se io soffrirò molto e se non vedrete in me, come ho già detto, nessun segno di  felicità nel momento della morte... Nostro Signore è ben vittima d'amore, e voi sapete quale è stata  la sua agonia.

 

Nel pomeriggio di quel giorno stesso, poiché la vedevo soffrire tanto, le dissi: «Ebbene, lei  desiderava di soffrire, Dio non l'ha dimenticata».

 

Desideravo soffrire, e sono esaudita. Ho sofferto molto, da parecchi giorni. Una mattina, durante il  ringraziamento, ho provato come le angosce della morte, e con ciò nessuna consolazione!

Accetto tutto per amore del buon Dio, perfino i pensieri stravaganti che mi vengono alla mente e  mi danno noia.

 

5 giugno

Se mi trovaste morta la mattina, non vi affliggete: vorrebbe dire che Papà il buon Dio sarebbe  venuto a prendermi, ecco tutto. Senza dubbio, è una grazia grande ricevere i Sacramenti, ma  quando il Signore buono non lo permette, è una grazia anche quella.

 

6 giugno

La ringrazio perché ha chiesto che mi venisse data soltanto una particella dell'Ostia Santa. Ho  durato tanta fatica a inghiottire perfino quella. Ma com'ero felice d'avere Dio nel cuore! Ho pianto  come nel giorno della prima Comunione.

Veda come sono poco consolata nelle mie tentazioni contro la fede. Il signor Cappellano mi ha  detto oggi: «Non ci si fermi, in queste cose, perché sono molto pericolose».

E ancora mi ha detto: «E’ ben rassegnata a morire?». Gli ho risposto: Ah Padre mio, penso che  non ci sia bisogno di rassegnazione se non per vivere. Per morire, è gioia quella che provo.

 

7 giugno

Aveva passeggiato in giardino sorretta da me. Tornando, si fermò a guardare una gallinella bianca  che proteggeva i pulcini sotto le ali. Le si riempirono gli occhi di lacrime, Le dissi: «Piange?!...».  Allora mise la mano davanti agli occhi piangendo più liberamente e mi rispose:

 

Non posso dirle perché, in questo momento sono troppo commossa.

Più tardi mi disse con una espressione celestiale:

 

Ho pianto pensando che il Signore ha preso quel paragone per farci capire la sua tenerezza. In  tutta la mia vita ha fatto così per me; mi ha nascosta completamente sotto le sue ali. Poco fa non  mi contenevo: il cuore mi traboccava di gratitudine e di amore.

 

9 giugno

Soffriva molto per un violento dolore a un fianco:

E’ detto nel Vangelo che il Signore verrà come un ladro. Verrà presto a rubarmi! Come vorrei  aiutare il ladro!

 A suor Maria del Sacro Cuore (la sua sorella maggiore Maria) la quale le diceva: «Quanto dolore  avremo dopo la sua morte!».

 

Oh no, vedrete; sarà come una pioggia di rose.

Sono un bimbo alla stazione che aspetta babbo e mamma i quali lo mettano in treno. Ahimé! Non  vengono, e il treno parte! Ma ce ne sono altri, di treni, e tutti non li perderò.

 

10 giugno

Spesso chiedo alla Vergine Santa di dire al Signore che non deve fare complimenti con me. E’ lei  che fa bene le mie commissioni! Ed ecco, non capisco più nulla della mia malattia, e sto meglio!  Cosa sarebbe di me se mi fossi attaccata alla speranza di morire presto! Quante delusioni. Ma non  ne ho perché sono contenta di tutto quello che fa il buon Dio, e desidero soltanto la sua volontà.

 

14 giugno

Di minuto, in minuto, si può sopportare molto.

 

15 giugno

Le dicevo: «E’ stanca di vedere che il suo stato si prolunga, e di dover soffrire tanto?».

 

Soffrire?! Ma mi piace.

 

«Perché?».

 

Perché piace a Dio.

Sono felice. Mi pare di non offendere affatto Dio misericordioso durante la mia malattia. Poco fa  scrivevo riguardo alla Carità, e ben spesso sono venute a disturbarmi. Ho cercato di non  impazientirmi affatto, e di mettere io per prima in pratica ciò che scrivevo.

 

22 giugno

Era in giardino, nel suo carrozzino da malata. Quando mi avvicinai a lei nel pomeriggio, mi disse:

 Come capisco bene la parola di Nostro Signore a nostra Madre santa Teresa: «Sai, figlia mia, chi  mi ama davvero? Chi riconosce che tutto ciò che non si riferisce a me, è soltanto menzogna». Oh  com'è vero! Sì, tutto, al di fuori di Dio, tutto è vanità.

 

23 giugno

Le dicevo: «Ahimè! non avrò nulla da dare a Dio dopo la morte, ho le mani vuote». Ella mi disse:

 

Ebbene! Lei non è come me. Quando avessi compiuto tutte le opere di san Paolo, mi crederei  ancora servo inutile, e mi parrebbe d'aver le mani vuote; ma è proprio questo che fa la mia gioia,  perché, non avendo nulla, riceverò tutto da Dio.

 

25 giugno

Mi mostrò un passo degli Annali della Propagazione della Fede, dove si parla d'una bella Signora  vestita di bianco, accanto a un bambino battezzato. Mi disse:

 

Più tardi andrò così intorno ai bambinelli battezzati

 

26 giugno

Quanto dolore ho avuto ieri al fianco! Ed ecco, oggi è passato. Ah, quando me ne andrò con Dio  misericordioso? Come lo desidero, andare al Cielo!

 

30 giugno

Le parlavo di ceri Santi i quali hanno fatto vita straordinaria, come San Simone Stilita. Mi disse:

 

Preferisco i Santi i quali non hanno paura di niente, come santa Cecilia la quale si lascia maritare,  e non teme.

 

3 luglio

Le confidavo i miei pensieri tristi e il mio scoraggiamento dopo una mancanza.

 

Lei non fa come me. Quand'ho commesso una mancanza che mi rattrista, so bene che quella  tristezza è la conseguenza della mia infedeltà. Ma crede lei che io mi fermi lì? Oh no, non sono  così sciocca! Mi affretto a dire al buon Dio: «Dio mio, so che questa tristezza me la sono meritata:  ma permettetemi di offrirvela ugualmente, come una prova che voi mi mandate per amore.  Deploro il mio peccato, ma sono contenta di avere questa sofferenza da offrirvi».

 

Aveva avuto un dispiacere, e per distogliere la mente, mi disse con un'aria triste e dolce:

 

Ho bisogno di un nutrimento per l'anima mia. Mi legga qualche vita di Santo.

 

«Vuole la vita di san Francesco d'Assisi? La distrarrà, parla dei fiori, degli uccellini». Rispose  gravemente:

 

No, non per questo, ...ma per vedere degli esempi di umiltà.

 

4 luglio

Lo confesso francamente: morire d'amore, come Nostro Signore è morto d'amore sulla croce, mi  sembra ciò che io sto provando.

 

5 Luglio

Le parlavo delle mie debolezze. Mi disse:

 

Capita anche a me di avere delle debolezze, ma non m ne meraviglio mai. E similmente non mi  metto sempre e così prontamente al disopra dei nulla terreni; per esempio mi sento indispettita per  una sciocchezza che ho detta o fatta... Allora rientro in me stessa, e mi dico: Ahimé! Son ancora al  punto di partenza, come prima! Ma me lo dico con una grande pace, senza tristezza. E’ così dolce  sentirsi deboli e piccoli!

Non sia tanto triste vedendomi malata, piccola Madre mia, perché lo vede come il buon Dio mi  rende felice. Sono sempre gaia e contenta.

 

6 Luglio

Faccio tanti piccoli sacrifici...

 

«Si vede bene che lei è contenta oggi per aver sputato sangue, e che vede il Ladro divino».

 

Ah! Se anche non lo vedessi, l'amo tanto che sono sempre contenta di quello che fa. Non l'amerei  meno, se non venisse a rapirmi, al contrario. Quando mi pare che m'inganni, gli faccio tanti di quei  complimenti, che non sa più come fare con me.

 

Poiché le avevo letto un bel passo nelle riflessioni della Imitazione, mi disse:

 

Nostro Signore, nel giardino degli Olivi godeva tutte le delizie della Trinità, eppure la sua agonia  non fu meno crudele. E’ un mistero, ma le assicuro che ne capisco qualcosa per quello che provo  io stessa.

 

Mettevo una lampada alla Santissima Vergine, per ottenere che non avesse più emottisi.

 

Ma lei non si rallegra, dunque, che io muoia? Ah per essere lieta io, avrei dovuto continuare a  sputare sangue! Ma per oggi è finita.

Quando verrà, dunque, il Giudizio ultimo? Oh come mi piacerebbe di essere a quel momento! E  che cosa ci sarà dopo?

 

7 Luglio

Nuova emottisi.

 

Lo vedrò, Dio!

 

«Ha paura della morte, ora che la vede così da vicino?».

 

Sempre meno paura!

«Ha paura del ladro? Questa volta, è alla porta».

 

No, non è alla porta, è entrato! Ma che cosa mi dice, Madre mia cara! Se ho paura del ladro?  Come potrei aver paura di qualcuno che amo tanto! Questa parola: Se anche Dio mi uccidesse, io  spererei in Lui, mi ha rapita fin da quand'ero bambina. Però ho passato tanto tempo prima di  stabilirmi a questo grado di abbandono. Ora ci sono! Dio misericordioso mi ha preso tra le braccia  e mi ha posta là.

 

Le chiesi di dire qualche parola elevata, o amabile al dottore de Cornière, perché fosse più  edificato.

 

Ah Madre mia, non è questa la mia maniera. Che il Dottor Cornière pensi quello che crede, io amo  la semplicità sola, ho orrore del contrario. Le assicuro che fare come mi dice lei, sarebbe male da  parte mia.

 

Le parlavo della sua vita passata.

 

Dall'età di quattordici anni anch'io ho avuto tanti impeti d'amore. Come lo amavo, il buon Dio!

 

8 luglio

Stava tanto male, che parlavano di darle l'Estrema Unzione. A sera la trasportarono all'infermeria.  Lei era tutta gioiosa.

 

Ho paura di una cosa sola: è che tutto questo cambi.

 

Guardando le sue mani magre:

 

Diventano già scheletro. Ecco, così mi piace.

Oh certamente che piangerò vedendo il Signore... No, veramente, non si piange in Cielo... Ma sì  che si piange, poiché è detto: Asciugherò tutte le lacrime dei loro occhi.

 

Cercava con me i peccati che poteva aver commessi con i sensi, per accusarsene prima  dell'Estrema Unzione. Eravamo arrivate all'odorato. Mi disse:

 

Ricordo che ho usato con piacere una bottiglia di acqua di Colonia che mi avevano regalata in  viaggio.

 

Disse con un tono serio e dolce in una circostanza in cui non la capivano:

 

La Vergine Santa ha fatto bene custodendo tutto nel suo cuore. Non possono rimproverarmi se  faccio come lei....

Si direbbe che gli Angeli si siano dati parola per nascondermi la luce che mi mostrava prossima la  fine.

 

Le domandai: «Hanno nascosto anche la Santa Vergine?».

 

No, la Santa Vergine non sarà mai nascosta per me, perché l'amo troppo.

Desidero tanto ricevere l'Estrema Unzione. Tanto peggio, se dopo mi prendono in giro.

 

La ringraziavamo perché ci consolava con le sue parole dolci e care. E lei:

 

Sorelline mie, io offro a voi i miei piccoli frutti di gioia tali quali Dio me li dà.

In Cielo otterrò tante grazie per chi mi ha fatto del bene. Per lei, Madre mia anche più di quello che  le potrà servire. Ce ne saranno tante, di grazie, per darle gioia.

Se sapeste come sarà dolce il mio giudizio! Ma se il Signore mi rimprovererà un poco, lo troverò  dolce ugualmente. Se andrò in Purgatorio, sarò ben contenta, anzi, farò come i tre ebrei, mi  aggirerò nella fornace cantando il cantico d'amore. Oh, come sarei felice se con questo mezzo  potessi liberare altre anime, soffrire al loro posto, perché allora farei del bene, libererei i  prigionieri.

 

Mi avverte che, più tardi, un gran numero di giovani sacerdoti, sapendo che ella è stata data come  sorella spirituale a due missionari, chiederanno qui lo stesso favore.

Ed ugualmente mi avverte che può essere un pericolo.

 

Qualsiasi altra scriverebbe quello che io scrivo e riceverebbe gli stessi complimenti, la stessa  fiducia. E’ soltanto con la preghiera e col sacrificio che possiamo essere utili alla Chiesa. La  corrispondenza dev'essere rarissima, e non bisogna permetterla affatto ad alcune religiose le quali  se ne farebbero una preoccupazione, crederebbero di fare meraviglie e in realtà non farebbero  altro se non ferire l'anima loro, e cadere forse nei tranelli sottili del demonio. Madre mia, questo  che le dico è importante, non lo dimentichi più tardi.

La mia sorella... avrà bisogno di me, in seguito... Ma, del resto, tornerò!

 

9 luglio

Il nostro Padre Superiore le disse:

Lei! Andarsene presto in Cielo!... Ma la sua corona non è ancora compiuta. L'ha appena  cominciata, lei!».

 

Ah, Padre mio, dice benissimo. No, ancora non ho fatto la mia corona, ma è il Signore buono che  l'ha fatta!

 

10 luglio

Le dicemmo: «Ci sono dei Santi i quali hanno avuto paura di dannarsi; come mai lei non ha avuto  questo timore?».

Rispose, con un sorriso fine:

 

I bimbi... non si dannano, i bimbi!...

 

Le viene in mente di non essere malata sul serio, e che il dottore sbagli:

 

Se l'anima mia non fosse colma di abbandono alla volontà di Dio, se fosse necessario lasciarsi  sommergere dai sentimenti di gioia o di tristezza che si susseguono così rapidi sulla terra, sarebbe  un'onda di dolore tanto amaro! Ma queste alternative toccano soltanto la superficie dell'anima mia.  Eppure, sono prove grandi!

 

11 luglio

Le parlai del manoscritto della sua vita, del bene che avrebbe fatto alle anime:

 

...Ma come si vedrà chiaramente che tutto viene dal buon Dio, e, se ne avrò della gloria, che  questa sarà tutta un dono, e non apparterrà affatto a me... tutti lo vedranno benissimo.

 

Mi parlava della Comunione dei Santi, e mi spiegava come i beni di uno saranno i beni degli altri:

 

Come una madre è fiera dei figli, così tutti noi lo saremo gli uni degli altri, senza la minima  gelosia.

 

Riguardo al manoscritto della sua vita:

 

...Si potrebbe credere che proprio perché non ho peccato, io abbia una fiducia tanto grande nel  Signore. Dica bene, Madre mia che, se avessi commesso tutti i crimini possibili, avrei sempre la  stessa fiducia, sentirei che questa moltitudine di offese sarebbe come una goccia d'acqua gettata  in un braciere ardente. Lei racconterà poi la storia della peccatrice? Le anime capiranno subito,  quell'esempio farà loro coraggio.

 

Ecco ciò che io dovevo raccontare:

 

Si narra nella vita dei Padri del deserto, che uno di essi convertì una peccatrice pubblica, i cui  disordini scandalizzavano una regione intera. Questa peccatrice, toccata dalla grazia, seguiva il  Santo nel deserto per farvi una penitenza rigorosa, quando, durante la prima notte di viaggio,  ancor prima di essere giunta al luogo del suo ritiro, i suoi vincoli mortali furono spezzati dall'impeto  del suo pentimento pieno d'amore, e il solitario vide, nel momento stesso, l'anima di lei portata  dagli Angeli in seno a Dio. Ecco un esempio efficacissimo di ciò che vorrei dire, ma queste cose  non si possono esprimere.

 

Soffriva per le tentazioni contro la fede e per la sua impotenza fisica; si mise a recitare questa  strofa composta da lei stessa alla Santissima Vergine:

 

Se il Re dei Cieli volle che anche sua Madre

subisse la notte, l'angoscia del cuore,

è dunque allora un bene soffrire qui in terra?

Sì... Patire amando è la più pura delle gioie.

Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato,

digli pure di non curarsi di me.

Può ben nascondermisi, io son pronta ad attenderlo

fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà!

 

Le dissi: «Come l'ha favorita il Signore! Che ne pensa lei di questa predilezione?».

 

Penso che lo Spirito di Dio soffia dove vuole! ...

 

12 luglio

Non mi resta nulla nelle mani. Tutto quello che ho, tutto quello che guadagno, è per la Chiesa e  per le anime. Se vivessi fino a ottant'anni, sarei sempre così povera!

Bisognerà che il Signore faccia tutte le volontà mie in Cielo, perché io non ho fatto mai la volontà  mia sulla terra.

 

«Lei ci guarderà dall'alto, vero?».

No, discenderò.

 

Durante la notte del 12, compose questa strofa per prepararsi alla Comunione:

Tu che conosci la mia piccolezza estrema,

Tu non temi di abbassarti fino a me!

Vieni nel mio cuore, bianca Ostia che amo,

Vieni nel cuore mio, che aspira a te!

Ah vorrei che la tua bontà mi lasciasse

Morire d'amore dopo questa grazia!

Gesù! Ascolta il grido della mia tenerezza,

Vieni nel mio cuore!

Non dico: Se è duro vivere nel Carmelo, è dolce morirvi; ma se è dolce vivere nel Carmelo, è più  dolce morirvi.

 

Le offrirono del vino:

 

Non voglio più il vino della terra... Voglio bere il vino nuovo nel Regno del Padre mio.

Vi chiedo di fare un atto d'amore e una invocazione a tutti i Santi... Sono tutti parenti miei, lassù!

 

Mi parla ancora della Comunione dei Santi:

 

Con le Vergini saremo come le Vergini; con i Dottori, come i Dottori; con i Martiri, come i Martiri,  perché tutti i Santi sono nostri parenti; ma quelli che avranno seguito la via d'infanzia spirituale,  manterranno sempre l'incanto della fanciullezza.

Dall'infanzia in poi, il buon Dio mi ha dato il sentimento profondo che morrò giovane.

Il Signore mi ha sempre fatto desiderare ciò che voleva darmi.

 

Alle sue sorelle:

 

Non crediate che, quando sarò in Cielo, avrete soltanto gioie. Non è questo che ho avuto, né ho  voluto averlo. Anzi, avrete forse grandi prove, ma io vi manderò delle luci che ve le faranno  apprezzare e amare. Sarete costrette a dire come me: Signore, voi ci colmate di gioia con tutto  quello che fate.

Non mi faccio una festa di godere, non è questo che mi attira. Non posso pensare molto alla  felicità che mi attende in Cielo. Un'attesa sola mi fa battere il cuore: è l'amore che riceverò e quello  che vorrei dare. Penso a tutto il bene che vorrei fare dopo la morte: far battezzare i bimbi, aiutare i  sacerdoti, i missionari, tutta la Chiesa.

Stasera udivo una musica in lontananza, e pensavo che presto ascolterò melodie inimitabili, ma  questo sentimento di gioia è stato passeggero.

Se fossi stata ricca, mi sarebbe stato impossibile vedere un povero affamato senza dargli subito  una parte del mio. Così, via via che guadagno qualche tesoro spirituale, sentendo che nel  momento stesso ci sono anime in pericolo di cadere nell'inferno, do loro ciò che possiedo e non ho  ancora trovato un momento per dirmi: Ora, lavoro per me.

Sempre mi è piaciuto ciò che il buon Dio mi ha dato, anche le cose che mi parevano meno buone  e meno belle di quelle che avevano gli altri.

Il cuore mio è pieno della volontà di Dio; se versano qualcosa in esso, questo non penetra, è un  nulla che scivola facilmente come l'olio che non si mescola con l'acqua. Resto sempre, nell'intimo,  in una pace profonda che nulla può turbare.

 Si mise a ripetere questa strofa del suo cantico: Rappelle-toi con un'espressione e un tono  celestiali:

 

Ricordati che la tua santa volontà

è la mia pace, la mia sola felicità:

così m'abbandono e giaccio senza timore

fra le tue braccia, mio Salvatore divino!

Se tu t'addormenti quando mugghia l'uragano,

io voglio sempre restare in questa pace profonda:

ma ancor mentre dormi,

Gesù, preparami al risveglio!

 

Mi disse, costatando la magrezza estrema delle sue membra:

 

Oh che gioia è per me vedere che mi distruggo!...

 

15 Luglio

Le dicevo: «Lei morrà forse domani, festa di Nostra Signora del Monte Carmelo, dopo la  Comunione»:

 

Oh... non somiglierebbe alla mia piccola via. Ne uscirei, dunque, per morire?!... Morire d'amore  dopo la Comunione!

E’ troppo bello per me; le piccole anime non potrebbero imitare questo...

 

Mi raccontò il tratto seguente, un ricordo ch'era stato una grazia per lei:

 

Suor Maria dell'Eucaristia voleva accendere i ceri per una processione; non aveva fiammiferi, ma  vedendo la fiammella che arde dinanzi alle reliquie, si avvicinò. Ahimé, la trovò semispenta, c'era  soltanto un chiarore debole sul lucignolo carbonizzato. Eppure, riuscì ad accendere il cero suo, e,  con questo, furono accesi tutti quelli della comunità. Fu dunque la fiammella quasi estinta che  produsse le fiamme belle, e queste possono, a loro volta, produrne infinite altre, accendere il  mondo intero... E si dovrebbe pur sempre alla prima fiammella l'origine di questo incendio. Come  potrebbero le fiamme belle gloriarsi, dopo ciò, di aver prodotto un incendio, poiché sono state  accese soltanto in grazia di una minima scintilla?

Lo stesso è della Comunione dei Santi. Spesso, senza che noi lo sappiamo, grazie e luci che  riceviamo sono dovute a un'anima nascosta, perché il Signore nella sua bontà vuole che i Santi si  comunichino reciprocamente la grazia per mezzo della preghiera, affinché in cielo si amino  d'amore grande, amore molto più grande di quello della famiglia più ideale della terra. Quante  volte ho pensato che io potrei essere debitrice di tutte le grazie ricevute alle preghiere di un'anima  che può avermi chiesta a Dio, e che io conoscerò soltanto in Cielo.

Sì, una piccolissima scintilla potrà far nascere grandi luci in tutta la Chiesa, come Dottori e Martiri, i  quali saranno senza dubbio molto al disopra di quella piccola anima in Cielo. Ma come pensare  che la loro gloria non sarà anche la sua?

In Cielo non s'incontreranno mai sguardi indifferenti, perché tutti gli eletti si riconosceranno debitori  reciprocamente di tutte le grazie che hanno valso loro la corona.

 

16 luglio

Avevo fatto il sacrificio completo di Suor Genoveffa, ma non posso dire che non la desideravo più.  Ben spesso, d'estate, durante l'ora di silenzio, prima di Mattutino, stando seduta sulla terrazza, mi  dicevo: Ah, se la mia Celina fosse qui, vicino a me! Ma no, sarebbe una felicità troppo grande, e  mi pareva un sogno irrealizzabile. Non per natura desideravo questa felicità, bensì per l'anima  sua, affinché seguisse la mia piccola via. E quando l'ho vista entrare qui, e non soltanto entrare,  ma data a me completamente perché io la istruissi, quando ho visto che Dio misericordioso  superava così i desideri miei, ho capito quale immenso amore ha per me. Ebbene, Madre mia  cara, se un desiderio appena espresso è stato esaudito così, è proprio impossibile che tutti i miei  grandi desideri, dei quali parlo così spesso col Signore, non vengano esauditi interamente.

 

17 luglio

Sento di avviarmi al riposo. Ma soprattutto sento che la mia missione sta per cominciare: la mia  missione di fare amare il Signore come io l'amo, e dare alle anime la mia piccola via. Se Dio  misericordioso esaudisce i miei desideri, il mio paradiso trascorrerà sulla terra fino alla fine del  mondo. Sì, voglio passare il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Ciò non è impossibile; fino nel  seno stesso della visione beatifica gli Angeli vegliano su noi.

Non potrò godere del mio riposo finché ci saranno anime da salvare, ma quando l'Angelo avrà  detto il tempo non è più!, allora mi riposerò, potrò gioire, perché il numero degli eletti sarà  completo, e tutti saranno entrati nella gioia e nel riposo. Il mio cuore trasalisce a questo  pensiero..

 

Un altro giorno le dissi: «Quale via vuole insegnare alle anime?».

 

Madre mia, è la via della infanzia spirituale, è il cammino della fiducia e dell'abbandono totale.  Voglio insegnare loro i piccoli mezzi che sono riusciti a me tanto bene, dir loro che c'è una sola  cosa da fare quaggiù: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici, prenderlo con le carezze, è così  che io l'ho preso, e per questo sarò ricevuta tanto bene.

 

19 luglio

Avevo gran voglia poco fa, di domandare a suor Maria del sacro Cuore [la sua sorella Maria], la  quale tornava dal parlatorio dov'era il Signor Cappellano, che cosa avesse detto lui delle mie  condizioni dopo ch'era stato a farmi visita. Pensavo tra me: forse mi farà bene, mi consolerà,  saperlo; ma, riflettendo, ho detto a me stessa: No, è curiosità, questa, non voglio far niente per  saperlo. Poiché Dio misericordioso non permette che lei me lo dica spontaneamente, ciò significa  che egli non vuole che io lo sappia. Ed ho evitato di ricondurre la conversazione sull'argomento,  per timore che suor Maria me l'avesse a dire quasi per forza; non sarei stata contenta.

 

20 luglio

«Che avrebbe fatto se una di noi [le tre sorelle sue] fosse stata malata invece di lei? Sarebbe  venuta all'infermeria durante le ricreazioni?»

 

Sarei andata dritta dritta alla ricreazione senza chiedere notizie, ma avrei fatto ciò semplicemente,  perché nessuno si accorgesse del mio sacrificio. Se fossi venuta all'infermeria, l'avrei fatto per far  piacere; mai per soddisfarmi. Tutto ciò per compiere il mio dovere, per attirare su voi grazie che la  ricerca di me stessa non vi avrebbe certamente attirate. E io stessa avrei tratto dalla mia  abnegazione una grande forza. Se qualche volta, per debolezza, avessi fatto il contrario di ciò che  volevo, non mi sarei scoraggiata, avrei cercato di riparare le mie mancanze, privandomi ancor più,  senza che ciò apparisse.

Dio misericordioso si fa rappresentare da chi vuole, ma ciò non ha importanza. Con lei, ci sarebbe  un lato umano; preferisco che ci sia soltanto quello divino. Sì, lo dico dal fondo del cuore, sono  felice di morire tra le braccia di Nostra Madre, perché rappresenta il Signore.

 Aveva sofferto molto per quella madre Priora.

Volevamo trar profitto dagli ultimi suoi giorni, le facevamo domande su tutto:

 

Mi bersagliano di domande, ciò mi fa pensare a Giovanna d'Arco davanti al suo tribunale. Mi pare  di rispondere con la stessa sincerità.

 

21 luglio

Non ho mai fatto come Pilato, il quale rifiutò di ascoltare la verità. Ho sempre detto al Signore: Oh  mio Dio, voglio tanto ascoltarvi, ve ne supplico, rispondetemi, quando vi dico semplicemente: che  cosa è la verità? Fate che io veda le cose quali sono, che niente mi abbagli.

 

Le dicevamo ch'era ben felice d'avere una via d'amore e di fiducia da insegnare alle anime.  Rispose:

 

Che cosa importa che sia io o un'altra a insegnare questa via alle anime? Purché venga indicata,  che importa il mezzo?

 

22 luglio

Non ho dato mai altro che amore al buon Dio, mi renderà amore.

 

23 luglio

Le dicevo che temevo di vederla soffrire anche di più. Mi disse:

 

Noi che corriamo nella via dell'amore, non dobbiamo pensare a ciò che può accadere di doloroso  in avvenire, perché altrimenti ciò è mancare di fiducia, ed è come immischiarsi nel creare.

In te, Domine speravi! Ah! nel momento delle nostre grandi pene, com'ero felice di ripetere, nel  coro, questo versetto!

 

Le avevano portato dei bei frutti, ma lei non poteva mangiarne. Li prese uno dopo l'altro come per  offrirli a qualcuno, e disse:

 

Ecco servita la Sacra Famiglia! San Giuseppe e Gesù Bambino hanno avuto ciascuno una pesca  e due prugne. La Vergine Santa ha avuto la sua parte anche lei.

Quando mi portano il latte con un po’ di rhum, l'offro a san Giuseppe; dico tra me: Oh come gli farà  bene, al buon san Giuseppe! Al refettorio pensavo sempre a chi bisognava dare le cose: il dolce  era per Gesù Bambino, il forte per san Giuseppe, la santa Vergine non era dimenticata certo... Ma,  quando mi mancava qualche cosa, ero ben più contenta, perché quello lo davo davvero alla Sacra  Famiglia.

 

25 luglio

Le dicevo che finivo per desiderare la sua morte, per non vederla più soffrire.

 

Non bisogna dir così, Madre cara, perché soffrire è proprio quello che mi piace nella vita!

 

Suo zio, il dottor Guérin, le aveva mandato dell'uva. Ne mangiò, e disse:

 

Com'è buona quest'uva: ma non mi piace ciò che mi viene dalla mia famiglia... Un tempo, quando  mi portavano da parte dei miei dei mazzi di fiori per il mio Gesù Bambino, non volevo mai prenderli  senz'assicurarmi che Nostra Madre l'avesse detto.

 

Domandai: «Dov'è ora, dunque, il ladro Amico? non se ne parla più». Rispose, mettendosi la  mano sul cuore: §

E’ qui, è nel mio cuore!

 

Le dissi che la morte è ben triste in apparenza, e che avrei sofferto molto vedendola morta. Mi  rispose con una voce intenerita:

 

La Vergine Santa ha pur tenuto il suo Gesù morto sulle ginocchia, sfigurato, insanguinato! Era una  cosa ben diversa da quella che vedrà lei. Ah! non so come abbia fatto... Se, per ipotesi, mi  portassero a lei in quello stato, che farebbe?... Responde mibi!...

 

Le chiesi certi consigli concernenti dei punti di direzione spirituale.

 

Penso che bisogna guardarsi bene dal cercare se stessi, perché dopo si avrebbe il cuore ferito, e  si potrebbe dire con verità: le guardie mi hanno tolto il mantello, mi hanno ferita... Soltanto dopo  averle un po’ sorpassate, ho trovato il mio Amato. Penso che, se l'anima avesse umilmente  chiesto alle guardie dov'era l'Amato, quelle le avrebbero indicato dove si trovava, ma per aver  voluto farsi ammirare, è caduta nella confusione, ha perduto la semplicità del cuore.

 

Riguardo a una novizia che voleva nasconderle i suoi sentimenti.

 

La virtù brilla naturalmente, appena non c'è più, io me n'accorgo.

 

27 luglio

La Comunità stava facendo il bucato:

 

Verso l'una, mi sono detta: Sono ben stanche di lavare! E ho pregato il Signore misericordioso  affinché desse sollievo a tutte voi, e che il lavoro venisse fatto nella pace, nella carità. Quando mi  sono vista tanto malata, ho provato gioia perché soffrivo come tutte voi.

 

La sera mi ricordò la parola di san Giovanni della Croce:

 

«Rompi la tela a questo dolce incontro». Ho sempre applicato questa parola alla morte che  desidero fare. L'amore non consumerà la tela della vita mia, la romperà a un tratto.

Con questo desiderio e consolazione ho ripetuto a me stessa fin dall'inizio della mia vita religiosa  queste ed altre parole di san Giovanni della Croce: «E’ importantissimo che l'anima si eserciti  molto nell'amore, affinché, consumandosi rapidamente, non si fermi affatto quaggiù, ma arrivi  prontamente a vedere il suo Dio faccia a faccia».

Non mi rallegro della morte se non perché essa è la espressione della volontà di Dio  misericordioso riguardo a me.

Mai ho voluto chiedere al Signore di morire giovane, perciò sono sicura che, in questo momento,  egli compie soltanto la sua volontà.

 

Soffocava, e io le esprimevo la mia compassione e la mia tristezza.

 

Non si affligga, no! Se soffoco, il Signore buono mi darà la forza. L'amo! Non mi abbandonerà  mai.

 

29 luglio

Una consorella le aveva riferito questa riflessione fatta in ricreazione: Non so perché si parla di  suor Teresa di Gesù Bambino come di una santa; ha praticato la virtù, è vero, ma non era una  virtù acquisita con le umiliazioni e le sofferenze. Mi disse:

 

E io che ho sofferto tanto fin dalla infanzia mia più tenera! Ah! come fa bene vedere l'opinione  delle creature nel momento della morte.

 

Avevamo creduto di farle piacere portandole un oggetto, ed e accaduto il contrario. Ella ebbe  timore di aver contristato la consorella, e chiese perdono tra le lacrime.

 

Oh le chiedo perdono, tanto! Ho agito per natura. Preghi per me.

 

E un poco più tardi:

 

Oh come sono felice di vedermi imperfetta e d'aver tanto bisogno della misericordia di Dio nel  momento della morte.

 

Le esprimevamo il timore che potesse morire durante la notte, e lei rispose:

 

Non morrò di notte, credetemi; ho desiderato di non morire di notte!

 

Con voce dolce mi disse:

 

Finalmente morrò! Da tre giorni, è vero che soffro molto; stasera sono come in purgatorio.

Spesso spesso, quando sono in grado, ripeto la mia offerta all'Amore.

Ciò che forma la nostra umiliazione nel momento in cui la subiamo, diventa in seguito la nostra  gloria fin da questa vita.

Non ho attitudine a godere, ho sempre notato questo; ma ne ho una grandissima a soffrire.

 

30 luglio

Sempre il mio corpo mi ha dato noia, non mi ci trovavo bene, dentro... Piccina piccina, me ne  vergognavo.

Non avrei raccolto una pagliuzza per evitare il purgatorio. Tutto quello che ho fatto, l'ho fatto per  far piacere al Signore buono, per salvargli anime.

 

Le mosche la tormentavano molto, ma lei non voleva ucciderle.

 

Ho soltanto queste come nemiche, e poiché il Signore ha raccomandato di perdonare ai propri  nemici, sono contenta della occasione per farlo. Perciò le ho sempre graziate.

 

«E’ duro, molto duro, soffrire tanto, vero?».

 

No: posso ancora dire a Dio che lo amo; mi basta.

 

Mostrando un bicchiere che conteneva una medicina cattivissima, e che pure aveva l'aspetto di un  liquore delizioso, mi disse:

 

Questo bicchiere è l'immagine della vita mia. Ieri una consorella mi diceva: spero che beviate un  po’ di liquore buono! Ed è la cosa più amara che io possa bere. Ebbene, Madre mia cara, ecco ciò  ch'è apparso agli occhi delle creature! E’ sembrato a loro, sempre, che io bevessi liquori squisiti,  ed era amarezza; ma no, anzi, la mia vita non è stata amara, perché ho saputo farmi gioia e  dolcezza di tutte le amarezze.

Vuole prepararmi a ricevere I’Estrema Unzione? Preghi, preghi molto il buon Dio, affinché io la  riceva bene quanto è possibile.

Il nostro Padre Superiore mi ha detto: «Lei sarà come un bambinello appena battezzato». Poi mi  ha parlato tanto dell'amore. Oh, com'ero commossa.

 

Dopo l'Estrema Unzione, mi mostrava le sue mani con rispetto. Gli altri giorni ci lasciava prendere  le pellicine che si staccavano dalle sue labbra riarse dalla febbre, ma in quel giorno volle  inghiottirle. Dopo l'Estrema Unzione ricevette il Viatico. Appena aveva compiuto il ringraziamento,  parecchie consorelle vennero a visitarla e parlarle. Mi disse:

 

Come sono stata disturbata durante il ringraziamento! Ma ho pensato che, quando Nostro Signore  si ritirava nella solitudine, il popolo lo seguiva, ed egli non lo rimandava. Ho voluto imitarlo  ricevendo bene le Sorelle.

 

Avevano portato giù il suo pagliericcio in anticipo per l'esposizione dopo la morte, perché il transito  sembrava imminente. Lo vide nella stanza d'infermeria adiacente alla sua, quando aprirono la  porta ed esclamò con gioia:

 

Ah, ecco il nostro pagliericcio! Si troverà pronto per mettere a posto il mio cadavere!

 

Madre mia, dopo la mia morte, se lei vuole dimostrare la mia gratitudine al Dottor de Cornière che  mi ha curata, gli dipinga una immagine con queste parole: «Quello che avete fatto al minimo dei  miei, l'avete fatto a me».

 

31 luglio

Ho trovato felicità e gioia sulla terra, ma soltanto nella sofferenza, perché ho sofferto molto  quaggiù: bisognerà farlo sapere alle anime.

Dalla mia prima Comunione in poi, dopo che avevo chiesto a Gesù di cambiare per me in  amarezza tutte le consolazioni della terra, avevo un continuo desiderio di soffrire. Tuttavia, non  pensavo a farne la mia gioia. Questa grazia mi è stata concessa più tardi. Fino allora era stata  come una scintilla nascosta sotto la cenere, o come i fiori di un albero che diverranno frutti a  tempo loro. Ma, vedendo cadere sempre i fiori, cioè lasciandomi andare alle lacrime quando  soffrivo, dicevo a me stessa con stupore e tristezza: Ma dunque, non saranno mai altro che  desideri!

 

1° agosto

Mi parlò della grazia grande che un giorno le aveva portata una immagine di Nostro Signore in  croce, e di cui ella parla anche nella sua vita. Mi ripeté ciò che aveva detto allora a se stessa:

 

Oh, non voglio lasciar perdere questo sangue prezioso! Passerò la vita a raccoglierlo per le  anime.

 

Riguardo al manoscritto della sua vita:

 

Quando sarò morta, bisognerà non parlare del manoscritto con nessuno prima che sia pubblicato,  soltanto con Nostra Madre. Se farà diversamente, il demonio le tenderà più di un tranello per  sciupare l'opera di Dio... un'opera molto importante.

Non potranno dire di me: muore perché non muore. Per la mia natura, sì, il Cielo! Ma la grazia  nell'anima mia ha preso un grande dominio sulla natura, ed ora ripeto a Dio

Voglio vivere tanto,

Signore, se Tu lo vuoi;

o venirmene in Cielo,

se ti fa piacere.

L'Amore, questo fuoco celeste,

mi consuma sempre.

Che m'importano la vita o la morte?

La sola mia gioia è d'amarti.

Tutto passa in questo mondo mortale, anche la piccola Teresa passa... ma tornerà!

Provo una gioia vivissima, non soltanto quando gli altri mi trovano imperfetta, ma soprattutto  quando mi sento tale io stessa. Ciò supera tutti i complimenti che mi annoiano.

 

3 agosto

«Come ha fatto lei a raggiungere questa pace immutabile che le è propria?».

Mi sono dimenticata e ho cercato di non ricercarmi in niente.

Sorelline mie, pregate per i poveri malati a morte. Se sapeste che cosa si prova! Come basterebbe  poco per perdere la pazienza! Bisogna aver carità con tutte!...

 

A noi tre sorelle:

 

State bene attente alla regolarità! Dopo un colloquio in parlatorio, non vi soffermate a parlate tra  voi, perché altrimenti è come a casa nostra, non si rinuncia a nulla.

Oh la spalla mia, com'è dolente! Se sapeste!

 

Vogliamo metterci dell'ovatta:

 

No, non mi togliete la mia piccola croce.

 

4agosto

Dopo una parola che le avevamo detta:

 

No, non mi credo affatto una grande santa! Mi credo una santa piccolissima, ma penso che il  Signore si è compiaciuto di mettere in me cose che fanno bene a me e agli altri.

 

Le avevano portato un mazzo di spighe; ne staccò una delle più belle, e mi disse:

 

Madre mia, questa spiga è l'immagine dell'anima mia; il Signore misericordioso mi ha caricata di  grazie per me e per molti altri...

 

Poi, temendo d'avere avuto un pensiero di orgoglio, aggiunse:

 

Oh come vorrei essere umiliata e maltrattata, per vedere se ho veramente l'umiltà del cuore! Per  verità, quando mi umiliavano, un tempo, ero felice... Sì, mi pare d'essere umile... Dio  misericordioso mi fa vedere la verità; sento così bene che tutto viene da lui!

Oh, come sento che perderei tutto il coraggio se non avessi la fede, o piuttosto se non amassi il  mio Dio!

Mi sono addormentata un attimo durante l'orazione. Ho sognato che mancavano soldati per una  guerra contro i prussiani. Lei ha detto: bisogna mandare suor Teresa di Gesù Bambino. Ho  risposto: preferirei molto che fosse per una guerra santa. Sono partita lo stesso.

 

Poi aggiunse animatamente:

 

Oh Madre mia, come sarei stata felice, per esempio al tempo delle crociate, combattendo contro  gli avversa della fede! Oh no, non avrei avuto paura del fuoco!

E’ possibile che io muoia in un letto?

 

5 agosto

Avevamo compatito le Carmelitane perché portano grossi vestiti nel gran caldo:

 

Ah! al Cielo! al Cielo! Dio misericordioso ci terrà conto di aver portato, per amor suo, gli abiti  pesanti sulla terra!

 

Suor Maria del Sacro Cuore le disse che gli Angeli verranno alla sua morte accompagnando  Nostro Signore: li vedrà splendenti e bellissimi:

 

Tutte le immagini non mi fanno bene, non posso nutrirmi se non della verità. Per questo non ho  mai desidera visioni. Non si possono vedere, sulla terra, il Cielo, gli Angeli tali quali sono,  preferisco aspettare dopo la morte.

 

Avevamo posto vicino al suo letto un quadro del Volto Santo ch'ella amava molto, per festeggiare  l'indomani, 6 agosto, la Trasfigurazione. Mi disse:

 

Come ha fatto bene Nostro Signore abbassando gli occhi per darci il su ritratto! Perché gli occhi  sono lo specchio dell'anima, e se noi avessimo intuito l'anima sua, saremmo morte di gioia.

Oh il Volto Santo, quanto bene mi ha fatto nella vita! Quando componevo il mio cantico Vivere  d'amore mi h aiutato a farlo con grande facilità. Ho scritto, a memoria durante tre quarti d'ora del  silenzio della sera, le quindici strofe che avevo composto nella giornata. Quel giorno andando al  refettorio dopo l'esame, avevo appena composto la strofa:

Vivere d'amore è asciugarti il volto e ottenere perdono ai peccatori...

Gliel'ho ripetuta, passando, con tanto tanto amore. Guardandolo, ho pianto d'amore.

 

Si passa davanti a questo quadro del Volto Santo per andare dal coro al refettorio.

 

Ripeto come Giobbe: La mattina spero di non arrivare alla sera, e la sera spero di non rivedere il  mattino.

Queste parole d’Isaia: Chi ha creduto alla parola vostra... Egli è senza splendore, senza bellezza...  sono state il fondo di tutta la mia devozione al Volto Santo, o piuttosto di tutta la mia pietà. Anch'io  desideravo essere senza bellezza, sola a premere l'uva nella strettoia, sconosciuta a tutte le  creature.

 

Riguardo a una cosa che le confidavo, mi disse:

 

Una Madre Priora dovrebbe sempre lasciar credere di non aver dispiaceri. Fa tanto bene e dà  tanta forza non dire le proprie pene inutilmente. Per esempio, bisogna evitare di esprimersi così:  Lei ha noie e difficoltà, anch'io ce n'ho con la sorella tale, ecc.

 

6 agosto

Aveva sperato morire nella nottata e non aveva smesso di guardare il Volto Santo. La mattina, mi  disse:

 

Ho atteso Gesù tutta la notte. Ho respinto molte tentazioni... Ah, quanti atti di fede ho fatti!... Posso  ben dire: Ho guardato a destra e ho considerato, e non c'è alcuno che mi conosca... Che conosca  il momento della mia morte...

 

Guardò poi la statua della Vergine Santa, e cantò sommessamente:

 

Quando verrà, tenera Madre mia,

quando verrà il giorno bello

in cui dall'esilio terreno

passerò alla dimora eterna?

 

Riguardo all'Ufficio dei Morti che le nostre Costituzioni prescrivono per ciascuna consorella  deceduta nei diversi monasteri dell'Ordine, dai quali tuttavia ella era stata dispensata a causa della  malattia, mi disse:

 

Non posso appoggiarmi a nulla, su nessuna opera mia, per aver fiducia. Così avrei ben voluto  poter dire a me stessa: Sono in pari con tutti i miei Uffici dei Morti. Ma questa povertà è stata per  me una vera luce, una vera grazia. Ho pensato che in tutta la mia vita non ho potuto riscattare un  solo debito mio verso il Signore, ma che questo era per me una vera ricchezza e una forza se  l'accettavo. Allora ho fatto questa preghiera: «Dio mio, ve ne supplico, soddisfate al debito che ho  verso le Anime del Purgatorio, ma fatelo da Dio, cioè infinitamente meglio che se io avessi detto i  miei Uffici dei Morti». Mi sono ricordata con grande dolcezza di quelle parole del Cantico di san  Giovanni della Croce: «E ogni debito paga!». Avevo sempre applicato questo all'amore. Sento che  una tale grazia non si può rendere! Si prova una pace così grande d'essere integralmente povere,  di contare soltanto su Dio misericordioso.

 

Riguardo a certe cose che le venivano confidate, e che lei deplorava:

 

Oh come ce ne sono poche di religiose perfette, cioè tali che non facciano le cose presso a poco,  e non dicano: non sono obbligata a questo! Non è un gran male parlare un po’ qui, concedersi una  piccola soddisfazione là... Come sono rare quelle che fanno tutto nel modo migliore possibile!  Eppure, sono le più felici, perché fa tanto bene all'anima mantenere il silenzio; ciò impedisce tante  mancanze contro la carità, tante afflizioni di ogni sorta. Parlo soprattutto di silenzio, perché su  questo punto si manca di più.

 

Riguardo all'Ufficio recitato in coro:

 

Com'ero fiera, quand'ero ebdomadaria all'Ufficio! Come dicevo le orazioni in mezzo al coro!  Perché pensavo che il sacerdote diceva le stesse orazioni alla Messa, e che io avevo il diritto,  come lui, di parlare ad alta voce dinanzi al Santissimo Sacramento, di dare le benedizioni, le  assoluzioni, di dire il Vangelo, quand'ero prima cantora.

Posso dire che I’Ufficio è stato al tempo stesso la mia felicità e il mio martirio, perché avevo un  desiderio tanto grande di recitarlo bene, e di non fare errori! Sento molta indulgenza per le sorelle  che commettono qualche dimenticanza, o qualche sbaglio. Qualche volta, mentre stavo per dire  una cosa, e me l'ero ben prevista e ben fissata in mente, mi sono trovata a lasciarla passare  senza aprire bocca per una distrazione totalmente involontaria.

Tuttavia non credo possibile desiderare più di me di recitare I’Ufficio divino e assistere bene ad  esso in coro.

 

In una circostanza in cui la Madre Priora le aveva chiesto una spiegazione sul modo di agire  dell'infermiera (la prima infermiera religiosa anziana) che avrebbe potuto avere gravi inconvenienti  per le sue condizioni, mi disse:

 

Ho raccontato a Nostra Madre tutta la verità, ma, mentre parlavo, mi è venuta alla mente una  espressione più caritatevole di quella che avrei usata, e che era già discreta; ho seguito questa  ispirazione, e il Signore mi ha ricompensata con una grande pace intima.

 

Le chiesi, la sera, che cosa intendesse per «restare bambino piccolo dinanzi a Dio»; mi rispose:

 

E’ riconoscere il proprio nulla, sperare tutto da Dio misericordioso, come un bambinello attende  tutto dal suo babbo; è non inquietarsi di alcunché, non guadagnare ricchezze. Anche i poveri  danno al bambino quanto gli è necessario, ma appena egli cresce, il padre non vuole più  mantenerlo, e gli dice: Lavora! Ora puoi bastare a te stesso. E’ per non sentirmi dire così che ho  preferito non crescere; mi sentivo incapace di guadagnarmi la vita, la vita eterna del Cielo! Perciò,  sono rimasta sempre piccola, senz'altra occupazione che di cogliere fiori, i fiori dell'amore e del  sacrificio, e offrirli al Signore, per suo piacere.

Essere piccoli, vuol dire anche non attribuire affatto a noi stessi le virtù che pratichiamo, non  crederci capaci di nulla, ma riconoscere che Dio misericordioso pone il tesoro della virtù in mano al  suo bimbo, perché questi se ne serva quando ne ha bisogno; ma il tesoro è sempre di Dio. Infine,  è non perdersi d'animo per le proprie mancanze, perché i bimbi cadono spesso, ma sono troppo  piccini per farsi un male grosso.

 

7 agosto

Oh com'è poco amato Dio sulla terra, anche dai sacerdoti e dai religiosi! No, il Signore non è molto  amato! ...

Madre mia, se fossi infedele, sento che pagherei con turbamenti spaventosi, e non potrei più  accettare la morte. Perciò non mi stanco di dire al buon Dio: Oh Dio mio, ve ne supplico,  preservatemi dalla sventura di essere infedele!

 

«Di quali infedeltà parla?».

 

Di un pensiero di orgoglio coltivato volontariamente. Se, per esempio, dicessi a me stessa: ho  acquisito questa virtù, sono sicura di poterla praticare. Perché sarebbe appoggiarsi alle proprie  forze, e quando siamo a quel punto, si rischia di cadere nel baratro. Tuttavia, se sono umile, avrò il  diritto, senza offendere il Signore, di far qualche piccola sciocchezza fino alla morte. Guardi i  bimbi, non la finiscono mai di rompere, strappare, ruzzolare, pur amando tanto babbo e mamma.  Oh quando io cado così, da bambina, ciò mi fa toccare col dito il mio nulla, la mia debolezza, e io  mi dico: che diverrei, che farei, se mi appoggiassi alle forze mie!

Capisco benissimo che san Pietro sia caduto. Povero san Pietro! S'appoggiava a se stesso invece  di appoggiarsi alla forza di Dio. Ne concludo che, se dicessi: Oh Dio mio, vi amo troppo voi lo  sapete, per fermarmi a un solo pensiero contro la fede; le tentazioni mie diverrebbero più violente,  e io soccomberei.

Sono sicura che, se San Pietro avesse detto umilmente a Gesù: concedetemi, ve ne supplico, la  forza di seguirvi fino alla morte, questa forza gli sarebbe stata data subito. Sono anche sicura che  Nostro Signore non abbia parlato diversamente agli apostoli con le sue istruzioni e la sua  presenza sensibile, di come ha parlato a noi con le buone ispirazioni della sua grazia. Avrebbe  ben potuto dire a san Pietro: Chiedimi la forza di compiere ciò che vuoi. Ma no, perché voleva  fargli capire la sua debolezza, e che, dovendo governare tutta la Chiesa, piena di peccatori,  bisognava che egli sperimentasse su sé medesimo quello che l'uomo riesce a fare senza l'aiuto di  Dio.

Prima della sua caduta, Nostro Signore gli disse: Quando sarai rientrato in te, conferma i tuoi  fratelli, cioè mostra loro la debolezza delle forze umane, perché l'hai sperimentata tu stesso.

 

8 agosto

Le dissi che avrei fatto valere le sue virtù un giorno. Mi rispose:

 

E’ il Signore solo che bisogna far valere, perché non c'è niente da mettere in rilievo nel mio  niente.

 

Guardava il cielo, e suor Maria del Sacro Cuore le disse: «Con quanto amore guarda il cielo!». Più  tardi, ella mi disse ciò che aveva pensato:

 

Ah! Crede che io guardi il firmamento pensando al vero Cielo! Ma no, è soltanto perché ammiro il  cielo materiale, l'altro mi è più chiuso che mai. Poi, subito mi sono detta con grande dolcezza: ma  si, è proprio per amore che guardo il cielo, sì, per amore al buon Dio, perché tutto quello che  faccio, i movimenti, gli sguardi... è per amore.

Ho pensato oggi alla mia vita passata, all'atto di coraggio che avevo fatto un tempo, a Natale... e  la lode rivolta a Giuditta mi è tornata alla memoria: Hai agito con coraggio virile, e il tuo cuore si è  rafforzato. Molte anime dicono: ma non ho la forza di fare questo sacrificio. Che s'impegnino! Dio  misericordioso non rifiuta mai la prima grazia, quella che dà il coraggio di agire, poi il cuore si  fortifica e si passa di vittoria in vittoria.

 

9 agosto

Dicevo di lei: «E’abbattuto il nostro guerriero?». Rispose:

 

Non sono un guerriero che ha combattuto con armi terrene, bensì con la spada dello spirito, che è  la parola di Dio. Perciò la malattia non ha potuto abbattermi, e non più tardi di ieri sera mi sono  servita della mia spada con una novizia... L'ho detto: Morrò con le armi in pugno.

 

Qualcuna le diceva ch'era una santa.

 

No, non sono una Santa, non ho mai compiuto le azioni dei Santi. Sono una piccolissima anima  che Dio ha colmato di grazie. Ciò che dico è la verità, la vedrete in Cielo.

 

10 agosto

Noi stavamo dicendo che le anime arrivate come lei all'amore perfetto possono vedere senza  pericolo la loro bellezza soprannaturale. Rispose:

 

Quale bellezza? lo non vedo affatto la mia bellezza. Vedo soltanto le grazie che ho ricevute da  Dio.

 

Le facevano vedere una immagine di santa Giovanna d'Arco in prigione:

 

I Santi incoraggiano anche me nella mia prigione. Mi dicono: Fino a quando sei nei ceppi, non puoi  assolvere la tua missione; ma più tardi, dopo la tua morte, verrà il tempo delle tue conquiste.

Penso alle parole di Sant’Ignazio di Antiochia: bisogna che anch'io sia triturata dalla sofferenza per  diventare frumento di Dio.

 

Le parlavo del Cielo, di Nostro Signore, della Vergine Santa che sono nel Cielo in corpo ed anima.  Sospirò profondamente:

 

Ah..

 

«Lei mi dice abbastanza, con questa esclamazione, quanto soffre intimamente?!...».

 

Sì!... Si può amare tanto il nostro Dio e la Vergine Santa, e avere dei pensieri tali!... Ma io non mi  ci fermo.

Non vorrei mai chiedere al Signore sofferenze più grandi. Se le accresce lui, le sopporterò con  gioia, perché mi verranno da lui. Ma se ne chiedessi io, sarebbero sofferenze mie, le dovrei  sopportare da sola, ed io, da sola, non ho saputo mai far nulla.

 

Parlando della Vergine Santa:

 

A dire il vero è meno felice di noi, perché non ha un Santa Vergine da amare!

Prego spesso i Santi senza essere esaudita; ma più sembrano sordi alla mia voce, più li amo.

 

12 agosto

Dopo la riflessione dell'altro giorno riguardo alla spiga, ho sentimenti molto bassi di me. Ma com'è  grande la nuova grazia che ho ricevuta, stamattina, nel momento in cui il sacerdote ha cominciato  il Confiteor prima di darmi la santa Comunione! Vedevo là Gesù buono tutto pronto a darsi a me, e  udivo quella confessione tanto necessaria: «Confesso a Dio Onnipotente, alla Beata Vergine  Maria, a tutti i Santi, che ho peccato molto». Oh sì, dicevo a me stessa, fanno bene a chiedere  perdono per me in questo momento a Dio, a tutti i suoi Santi. Com'è necessaria questa  umiliazione! Mi sentivo, come il pubblicano, una grande peccatrice. Dio mi appariva tanto  misericordioso! Era così commovente rivolgersi a tutta la corte celeste e ottenere per questo  mezzo il perdono di Dio... Sono stata lì per piangere, e quando l'Ostia santa si è posata sulle mie  labbra, mi sono sentita commossa fino nel profondo... Com'è straordinario aver provato tutto  questo al Confiteor! Credo che ciò sia a causa della mia disposizione attuale, mi sento così  miserabile! La mia confidenza non è diminuita, al contrario, e la parola«miserabile»non è giusta,  perché sono ricca di tutti i tesori divini; ma proprio per questo mi umilio di più. Quando penso a  tutte le grazie che il buon Dio mi ha fatte, non trattengo le lacrime della contrizione perfetta. Ma  come davvero sarebbe impossibile procurarsi da sé questi sentimenti! E’ lo Spirito Santo che li dà,  soffia dove vuole.

 

Le parlavamo della resistenza che ella ci opponeva un tempo, quando le dicevamo d'aversi  riguardo, di non alzarsi all'ora della Comunità, di non andare all'Ufficio della sera. Ci disse:

 

Voi non mi capivate quando insistevo, ma era perché sentivo bene che erano state fatte pressioni  su Nostra Madre affinché decidesse. Avrei voluto dirle tutta la verità affinché decidesse lei, da sé.  Vi assicuro che, se di suo mi avesse chiesto di non andare alla Messa, alla Comunione, alI'Ufficio,  avrei ubbidito con grande docilità.

 

13 agosto

Le parlavo delle illuminazioni interiori che si hanno talvolta riguardo al Cielo. E lei:

 

Per me, non ho lumi se non per vedere il mio piccolo nulla, mi fa più bene questo, che le luci sulla  fede.

 

14 agosto

Giornata penosissima per il corpo e per il cuore. Le dissi la sera: «Ha sofferto molto, oggi?».

 

Sì, ma poiché l'amo, il dolore! Amo tutto quello che il Signore mi dà.

 

15 agosto

Le riferivo le parole di san Giovanni della Croce sulla morte delle anime consumate nella divina  Carità. Sospirò e mi disse:

 

Bisognerà dire che ci sono in fondo all'anima mia, la gioia e gli impeti... Ma questo non  incoraggerebbe tanto le anime se credessero che io non abbia sofferto tanto.

 

Soffriva enormemente per l'oppressione. Disse:

 

Non so che cosa sarà di me.

 

«La preoccupa questo pensiero?».

 

Oh no...

Ieri sera chiedevo alla Vergine Santa di farmi smette di tossire, perché Suor Genoveffa potesse  dormire, ma ho aggiunto: Se non me lo concedete, vi vorrò ancora più bene.

Il Signore mi dà coraggio in proporzione al patire. Sento che, per il momento, non potrei  sopportare più di così, ma non ho paura, perché se il dolore aumenterà, aumenterà il coraggio.

 

16 agosto

Non... potere parlare... più... nemmeno con lei!... Oh se si sapesse! ... Se non amassi il buon Dio!  ...

 

Le parlavamo degli Angeli:

 

Non possono soffrire, non sono felici come me. Ma come sarebbero sorpresi di soffrire, e sentire  ciò che sento io. Sì, sarebbero molto sorpresi, perché lo sono anch'io.

 

17 agosto

Sento bene che il buon Dio vuole che io soffra. Le medicine che dovrebbero farmi bene, e che  danno realmente sollievo ai malati, a me fanno male.

 

«Pregherò la Vergine Santa perché faccia diminuire la sua oppressione»:

 

No, bisogna lasciarli fare, lassù!

 

18 agosto

Soffro molto, ma soffro bene? Questo è l'importante!

 

Mi disse, durante la ricreazione:

 

Madre mia, mi legga, la prego, la lettera che ha ricevuta per me. Mi sono privata di chiederla  durante l'orazione, per prepararmi alla Comunione di domani e perché non è permesso.

 

Vedendo che prendevo la matita per annotare questo, aggiunse:

 

Il merito mio va perduto, forse, poiché l'ho detto a lei, e lei lo scrive.

 

«Vuole dunque acquistare meriti?».

 

Sì ma non per me... per i poveri peccatori, per le necessità di tutta la Chiesa.

 

Le dissi che era ben paziente, Mi rispose:

 

Non ho ancora avuto un minuto di pazienza io! Non è mia, la pazienza! Vi ingannate sempre!

 

Le dissi: «E se lei tornasse in salute?».

 

Se fosse la volontà di Dio, sarei ben felice di offrirgli questo sacrificio. Ma le assicuro che non  sarebbe poca cosa: perché andare tanto oltre, e poi tornare indietro! Ma via! ...

 

19 agosto

Fu lì lì per sentirsi male, a causa della debolezza, quando intese salmodiare, sia pure a voce  bassa, il Miserere prima della Comunione:

 

Sto per perdere i sentimenti. Se sapessero che cosa provo! Stanotte, non ne potevo più, ho  pregato la Vergine Santa che mi prendesse la testa tra le mani sue, per darmi forza di  sopportare.

 

Le misero il Crocifisso tra le mani. Lo baciò teneramente. La figura di Gesù aveva la testa  reclinata. Ella disse, contemplando:

 

E’ morto, lui! Preferisco che lo raffigurino morto, perché mi pare che non soffra più.

 

Chiese una medicina e delle cure che le costava molto di lasciarsi fare:

 

Le chiedo per fedeltà.

 

Vigilava ancora sulle novizie, e disse a una di loro:

 

Non bisogna sedersi così di traverso sulle seggiole. Sta scritto [nei regolamenti].

Non ho che la sofferenza del momento. Se pensiamo al passato o all'avvenire perdiamo il  coraggio, e ci disperiamo.

 

20 agosto

Le parlavano delle noie che dava alle infermiere una povera consorella malata di nevrastenia.

Disse con slancio:

 

Come sarei stata felice di essere infermiera per curare quella sorella. La grazia avrebbe parlato  più forte che la natura. Sì, mi sarebbe piaciuto molto.... e ci avrei messo tanto amore! Oh mi pare  che avrei reso tanto contenta quella suora! Soprattutto col pensiero di Nostro Signore: Ero malato  e mi avete dato sollievo.

 

Non riusciva più a bere il latte che le suscitava una invincibile ripugnanza. Le dissi: «La  prenderebbe questa tazza per salvarmi la vita?» Rispose:

 

«Sì, si! Ebbene, guardi! E non la prendevo per amore di Dio!…

 

Bevve la tazza di un fiato.

 

Quando soffro molto, sono contenta di soffrire io, sono contenta che non sia una di voi.

 

Mi parlò della lettera di un sacerdote, il quale diceva che la Santa Vergine non aveva conosciuto le  sofferenze fisiche:

 

Madre mia, guardando stasera la Vergine Santa, ho capito che non era vero, ho capito che aveva  sofferto non soltanto nell'anima, bensì anche nel corpo. Durante i viaggi ha patito tanto freddo,  tanto caldo, e la stanchezza! E’ stata digiuna tante volte. Sì, lei lo sa cos'è soffrire!

Come sarà delizioso, in Cielo, conoscere tutto quello che è avvenuto nell'intimità della Sacra  Famiglia! Quando Gesù Bambino cresceva, forse, diceva a Sua Madre, vedendola digiunare:  «Vorrei digiunare anch'io». E la Santa Vergine rispondeva: «No, Gesù, piccino mio, sei ancora  troppo piccolo, non hai forza abbastanza». 0, forse, non osava impedirglielo.

E San Giuseppe, il buono! Come l'amo! Lui non poteva digiunare a causa del lavoro suo... lo vedo  che pialla...ogni tanto si asciuga la fronte... Mi fa compassione! - Mi pare che la vita loro fosse  tanto semplice!

Le donne del paese venivano a parlare con la Vergine Santa familiarmente; qualche volta le  chiedevano di affidare loro Gesù Bambino perché giocasse con i bimbi loro. E Gesù Bambino  guardava la Vergine Santa, per sapere se doveva andare... Mi fa bene, quando penso alla Sacra  Famiglia, immaginare una vita perfettamente comune. Non tutto quello che ci viene raccontato, o  che viene ipotizzato. Per esempio, che Gesù Bambino, dopo aver fatto degli uccellini di terra, ci  soffiasse sopra, e desse loro la vita. No, Gesù Bambino non ne faceva miracoli inutili di questo  genere. Allora, perché non sono stati trasportati in Egitto da un miracolo che sarebbe stato così  utile e che sarebbe parso tanto facile a Dio misericordioso?! In un battere d'occhio, sarebbero stati  trasferiti là! Ma no, tutto nella loro vita si è svolto come nella nostra.

E quante pene, quante delusioni! Quante volte è stato rimproverato il buon san Giuseppe. Quante  volte hanno rifiutato di pagargli il suo lavoro! Oh, come si rimarrebbe stupiti vedendo tutto quello  che hanno sofferto!

Ho provato piacere pensando che delle anime pregavano per me: allora ho detto al buon Dio:  vorrei che queste preghiere andassero a vantaggio dei peccatori.

 

«Non vuole che sia per il suo stesso sollievo?».

 

No.

 

21 agosto

La guardavo, in ginocchio, avevo il cuore pieno di tristezza.

 

E’ triste, Madre mia, perché?

 

«Perché lei soffre tanto».

 

Sì, ma quanta pace, quanta pace, anche!

 

«L'hanno considerata imperfetta in quella circostanza in cui non l'hanno capita». E lei, con  soddisfazione:

 

Ecco, tanto meglio!

 

22 agosto

Oh Madre mia, cosa diverrei se il Signore misericordioso non mi desse la forza?... Restano  soltanto le mani [di libero]. Non si sa che cosa sia soffrire così! No, bisogna sentirlo...

 

23 agosto

Non avevo ancora passato una notte tanto cattiva. Oh, come dev'essere buono il Signore, perché  io riesca a sopportare tutto quello che soffro! Mai avrei creduto di poter soffrire tanto.

 

«Lei ha cantato: Tutto quello che mi ha dato, Gesù può riprenderlo; la prende in parola».

 

Sì, e non me ne pento!

Il Signore misericordioso non mi fa presentire una morte prossima, ma sofferenze molto più  grandi. Però io non mi tormento per questo, voglio pensare soltanto al momento presente.

 

Alla sua infermiera:

 

Preghi molto la Vergine Santa per me, perché se lei fosse malata, io la pregherei tanto per lei..  Quando si tratta di noi stesse, non si osa...

 

Aveva offerto le sue sofferenze per un giovane seminarista tentato. Lui l'aveva saputo, e scrisse  una lettera umilissima e commovente. Ella disse:

 

Questa lettera, che consolazione! Ho visto che le mie piccole sofferenze portano un po’ di frutto.  Ha notato i sentimenti di umiltà che esprime? E quanto mi fa bene vedere come, in così poco  tempo, si possa avere tanto amore e riconoscenza per un'anima che ci ha fatto del bene, e che  non conoscevamo prima. Che sarà dunque, nel Cielo quando le anime conosceranno quelle che le  hanno salvate?

 

Mi parlò ancora della Vergine Santa dicendomi che tutto quello che aveva inteso predicare  riguardo a lei non l'aveva commossa.

 

Che i sacerdoti ci mostrino delle virtù praticabili! E’ bene parlare delle sue prerogative, ma bisogna  soprattutto poterla imitare. Lei preferisce l'imitazione. Per quanto sia bella una predica sulla Santa  Vergine, se tutto il tempo si è costretti a fare: Ah!... Ah!.... se ne ha abbastanza!

Come mi piace di cantarle: Il sentiero stretto del Cielo, tu l'hai reso facile praticando sempre le  virtù più umili.

 

24 agosto

Le domandai se era scoraggiata:

 

No, eppure, tutto va peggio. Ad ogni respiro, soffro violentemente. No, tutto non va peggio, tutto va  per il meglio!

 

25 agosto

Le dicevo il mio desiderio di conoscere la data della sua morte. Mi rispose:

 

lo non lo desidero! Sono in una tale pace!

 

Una consorella entrava tutte le sere nell'infermeria, e, mettendosi in fondo al letto, la guardava  ridendo [evidentemente, assumeva espressioni sorridenti o ridenti con l'intenzione di far coraggio  all'inferma, portandole, a suo modo, un poco di letizia per parecchio tempo...]. Suor Teresa di  Gesù Bambino le contraccambiava il sorriso. Ma io sentivo che questa visita indiscreta la doveva  stancare parecchio. Quando glielo domandai, rispose:

 

Penso che Nostro Signore, sulla Croce, e stato ben guardato così in mezzo alle sue sofferenze,  poiché è detto nel Vangelo che lo guardavano scuotendo la testa. E’ un pensiero che mi aiuta a  offrirgli con tutto il cuore questo sacrificio. Ma sì, è molto penoso essere guardate ridendo quando  si soffre.

 

Rimase per vari giorni come muta per il dolore, e in un'agitazione, un'angoscia inesprimibili. Di  quando in quando ci supplicava perché pregassimo, e facessimo pregare per lei.

 

Oh quanto bisogna pregare per gli agonizzanti! Se si sapesse!

lo credo che il demonio abbia chiesto al Signore il permesso di tentarmi per mezzo di una  sofferenza estrema, affinché arrivi a mancare di pazienza e di fede.

 

Gemeva, ma così dolcemente:

 

Oh, come mi compatisco! Eppure, non vorrei soffrire meno. Sono pronta a tutto... Bisogna  abbandonarsi... Sorelline mie, vorrei che foste più liete!

 

26 agosto

Le avevano lasciato tutta la notte il cero benedetto acceso.

 

E’ a causa del cero benedetto che ho passato una notte non troppo cattiva.

Madre mia, com'è necessario che il Signore buono aiuti, quando si soffre tanto!

Com'è strano! Paura di morire!

 

Soffriva continuamente la sete. Suor Maria del Sacro Cuore le disse: «Vuole un po’ d'acqua con  ghiaccio?» e a lei sfuggì questa risposta:

 

Oh, ne ho tanta voglia!

 

Suor Maria del Sacro Cuore riprese: «Ma Nostra Madre l'ha obbligata a chiedere tutto quello che  le è necessario. Lo faccia per ubbidienza». Lei rispose:

 

Infatti, chiedo tutto quello di cui ho bisogno...

«Chiede soltanto il necessario, mai quello che le può dar sollievo?».

 

No, il necessario soltanto. Così, quando non ho uva, non ne chiedo.

 

Un po’ di tempo dopo che aveva bevuto, guardava il bicchiere d'acqua ghiaccia. «Beva ancora un  poco», le dicemmo.

 

No, non ho la lingua abbastanza riarsa.

 

28 agosto

Mi disse, indicandomi dalla finestra un punto molto ombreggiato del giardino:

 

Ecco, guardi, vede laggiù, accanto ai castagni quel punto nero ove non si distingue nulla?... E’ in  una buca come quella che mi trovo io, anima e corpo. Ah sì, quali tenebre! Ma mi ci sento in  pace.

Madonna mia buona, ecco ciò che mi fa venire voglia di andarmene! Stanco molto l'infermiera, e  addoloro le sorelline mie, perché sono tanto malata. Oh, vorrei andare!

 

29 agosto

Le dicevo: «E’ proprio duro soffrire senza alcuna consolazione intima». Ella mi rispose:

 

Sì, ma è una sofferenza senza inquietudini, la mia. Sono contenta di soffrire, poiché il buon Dio lo  vuole.

 

30 agosto

Le domandavo: «Sarebbe contenta se le annunciassero che morrà entro qualche giorno?  Preferirebbe questo, oppure di essere avvertita che soffrirà di più, sempre di più, per mesi e per  anni?».

 

Oh, non sarei affatto più contenta. Quello che mi rende contenta, è unicamente la volontà del mio  Dio.

 

Il 16 luglio aveva detto:

Se il Signore mi dicesse: se muori ora, avrai una grandissima gloria; se muori a ottant'anni, la  gloria sarà molto meno grande, ma questo mi farà tanto più piacere. Oh, allora non esiterei a  rispondere: Dio mio, non cerco la gloria mia, cerco soltanto il gradimento vostro.

I grandi Santi hanno lavorato per la gloria del Signore, ma io che sono un'anima piccola piccola,  lavoro soltanto per fargli piacere, e sarei felice di sopportare i patimenti più grandi se anche fosse  per farlo sorridere una volta sola.

 

31 agosto

Ho tanto bisogno di vedere le meraviglie del Cielo! Niente mi tocca più sulla terra.

E’ incredibile come tutte le mie speranze si sono avverate! Quando leggevo san Giovanni della  Croce, supplicavo il Signore di operare in me ciò che il Santo dice, cioè come se avessi vissuto  fino alla vecchiaia: insomma, di consumarmi rapidamente per amore, ed eccomi esaudita!

 

2 settembre

Ho sofferto la mia prova intima soprattutto per un nostro parente il quale non ha la fede.

Oh sì, lo desidero il Cielo! Rompete la tela a questo dolce incontro, Dio mio.

 

4 settembre

Le servivano un poco di carne. Disse:

 

Sono tanto contenta che anche la carne mi dia noia, perché almeno non ci trovo gusto.

 

5 settembre

Le dicevo che aveva sofferto meno mentre ero rimasta vicino a lei.

 

Oh, lo stesso!... Molto, molto sofferto! Ma mi sono sfogata con la Vergine Santa.

 

9 settembre

Ah, lo so, che cos'è la sofferenza!

 

11 settembre

Temo di avere avuto paura della morte! Ma non ho paura del dopo-morte... Solamente mi  domando: che cos'è questa separazione misteriosa dell'anima e del corpo? E’ la prima volta che  ho provato questo, ma mi sono subito abbandonata al Signore misericordioso.

La prego, mi dia il mio Crocifisso, che io lo baci dopo l'atto di contrizione per lucrare l'indulgenza  plenaria a favore delle anime del Purgatorio. Ormai do loro soltanto questo!

Ora mi dia l'acqua benedetta, mi avvicini le reliquie della venerabile Madre Anna di Gesù e di  Théophane Vénard, me le faccia baciare.

Debbo aver paura del demonio? Mi pare di no, perché faccio tutto per obbedienza.

 

13 settembre

Le portarono delle violette.

 

Ah... il profumo delle violette!...

 

Poi mi fece un segno per sapere se poteva respirarlo senza mancare di mortificazione.

14 settembre

Le portarono una rosa. La sfogliò sul suo crocifisso con tanta pietà e tanto amore, prendendo ad  uno ad uno i petali come per asciugare con essi le piaghe di Gesù. E disse:

 

Nel mese di settembre la piccola Teresa sfoglia ancora a Gesù una rosa di primavera.

Sfogliando per te la rosa primaverile

vorrei asciugarti le lacrime!

 

E siccome i petali scivolavano dal suo letto sul pavimento dell'infermeria, disse:

 

Raccogliete bene questi petali, sorelline mie, vi saranno utili per fare dei piaceri più tardi, non ne  perdete nemmeno uno.

Oh... ora! Ho la speranza che l'esilio sarà corto!

 

Il medico le aveva detto che non avrebbe avuto agonia, e siccome soffriva sempre più, mi disse:

 

Eppure mi avevano detto che non avrei avuto agonia!... Ma non importa, sono contenta di averla.

 

«Se le facessero scegliere di averla, oppure no?».

 

Non sceglierci nulla.

 

15 settembre

Le dicevo: «Quando sarà in Cielo, le sue grandi sofferenze di oggi le parranno piccola cosa».  Rispose:

 

Eh... anche qui sulla terra, le trovo ben poco...

 

20 settembre

Il medico aveva lodato la sua pazienza eroica.

 

Come può dire che io sono paziente! Ma non è vero! Non faccio che gemere, sospiro, grido tutto il  tempo: Dio mio, Dio mio, non ne posso più, abbi pietà, abbi pietà di me!

 

22 settembre

Le dicevo: «Povera piccina mia! Come soffre, e apparentemente i Santi l'abbandonano. Li invoca,  e non vengono da lei».

 

Oh, li amo tanto lo stesso! Ma vogliono vedere fin dove spingerò la fiducia...

 

24 settembre

Per l'anniversario della sua velazione, avevo fatto dire la Messa per lei. Me ne ringraziò; ma,  vedendola soffrire tanto, le dissi con tristezza: «Ah, vede, non si sente sollevata». Mi domandò:

 

E’ dunque per il mio sollievo che ha fatto celebrare la santa Messa?

 

«E’ stato per il suo bene...».

 

Il mio bene è, senza dubbio, soffrire.

Ben presto non parlerò più se non il linguaggio degli Angeli.

 

«Ha l'intuizione della morte prossima?».

 

Ah, Madre mia! Intuizioni?!... Se sapesse in quale povertà mi trovo. Non so altro se non quello che  sa lei. Non indovino nulla se non per mezzo di ciò che vedo e sento. Ma l'anima mia, nonostante le  tenebre, è in una pace sorprendente.

 

«Lei andrà in Cielo, tra i Serafini!...».

 

Se ci vado, non li imiterò davvero. Tutti si coprono le ali in presenza del Signore. lo mi guarderò  bene dal coprirmi con le ali...

 

25 settembre

Le avevo riferito ciò ch'era stato detto in ricreazione sulla responsabilità di coloro che hanno cura  di anime ed hanno vissuto a lungo. Mi disse:

 

Quanto ai piccoli, saranno giudicati con la dolcezza massima... E si può ben restare piccoli, anche  nelle cariche più temibili; anche vivendo molto a lungo.

Se fossi morta a ottant'anni, e fossi stata in diversi monasteri, carica di responsabilità, sarei morta,  lo sento bene, piccola come oggi. Ed è scritto che alla fine il Signore si alzerà per salvare tutti i miti  e gli umili della terra. Non dice giudicare, bensì salvare.

 

Mi aveva detto, in uno degli ultimi suoi giorni di grandi parimenti:

 

Oh, Madre mia, che cos'è scrivere cose belle sulla sofferenza?... E’ nulla, nulla! Bisogna esserci  per sapere!...

 

Mi era rimasta, di quelle parole, una impressione penosa, ed ecco che, quel giorno, come  ricordandosene, mi disse, con uno sguardo singolare:

 

Lo sento bene, ciò che ho detto e scritto è soprattutto vero... E’ vero che volevo soffrire per il  Signore, ed è vero che lo desidero.

 

Le dicevano: «Ah, è spaventoso quello che soffre!».

 

No, non è spaventoso. Una piccola vittima d'amore non può trovare spaventoso ciò che lo Sposo  le manda...

 

28 settembre

L'aria della terra mi manca! Dio misericordioso quando me la darà l'aria del cielo?...

 

29 settembre

Vigilia della sua morte. Fin dalla mattina pareva in agonia. Aveva un rantolo penosissimo; non  poteva respirare. A mezzogiorno disse alla Madre Priora §:

Madre mia, è l'agonia? Come farò per morire? Non saprò mai morire!...

 

Le lessi in francese l'ufficio di san Michele Arcangelo e le preghiere degli agonizzanti. Quando si  trattò dei demoni, ebbe un gesto infantile come per minacciarli e disse sorridendo:

 

Oh!!!... con un tono che voleva dire: «Non ho paura di loro».

 

Dopo la visita del dottore, disse a nostra Madre:

 

E’ oggi, Madre mia?

 

La Madre Priora rispose: «Sì», e noi aggiungemmo: «Il Signore è ben contento oggi!». E lei:

 

Anch'io! Se morissi subito, che felicità!

 

Nel pomeriggio:

 

Non ne posso più! Ah, pregate per me! se sapeste!

 

Dopo Mattutino giunse le mani e, con un gemito dolce:

 

Sì, Dio mio, sì, Dio mio, voglio proprio tutto!!

 

Chiese che la lasciassimo sola la notte, ma la Madre Priora non volle acconsentire. Suor Maria del  Sacro Cuore e suor Genoveffa si divisero questa consolazione.

 

30 settembre

Giorno della sua preziosa morte (giovedì).

La mattina, l'assistei durante la Messa. Non diceva una parola. Era sfinita, ansante. Le sue  sofferenze, lo intuivo, erano inesprimibili. Per un momento giunse le mani e, guardando la Santa  Vergine posta in faccia al suo letto:

 

Oh l'ho pregata con un fervore! Ma è l'agonia pura, senza traccia di consolazione.

 

Tutta la giornata, senza un attimo di riposo, rimase, si può dire, tra i tormenti. Pareva alla fine delle  forze, e tuttavia, con grande sorpresa nostra, riusciva ancora a muoversi e sedersi sul letto.  Diceva:

 

Vede, Madre mia, quanta forza ho oggi! No, non muoio, Ne ho ancora per dei mesi. Non credo più  alla morte per me. Non credo più che alla sofferenza! Ebbene, tanto meglio! Oh Dio, lo amo, Dio  tanto buono e misericordioso!

Oh mia buona Vergine Santa, soccorretemi!

Se questa è l'agonia, che cosa è la morte?

Madre mia, le assicuro che il calice è pieno fino all'orlo!

Sì, Dio mio, tutto quello che vorrete, ma abbiate pietà di me!

Sorelline mie, sorelline mie, pregate per me!

Dio mio, Dio mio’voi siete tanto buono!!!... Oh sì voi siete buono, io lo so...

 

Verso le tre del pomeriggio, mise le braccia in croce. La Madre Priora le posò sulle ginocchia una  immagine di Nostra Signora Monte Carmelo.

Lei la guardò un istante:

 

Oh Madre mia, mi presenti subito alla Vergine Santa. Mi prepari a morire bene.

 

La Madre Priora le rispose che, avendo sempre capito e praticato l'umiltà, la sua preparazione era  fatta. Lei rifletté un attimo pronunciò umilmente queste parole:

 

Sì, mi pare di aver cercato sempre la verità sola. Sì ho capito l'umiltà del cuore.

 

E ripeté:

 

Tutto quello che ho scritto sui miei desideri di soffrire, oh! è ben vero!

 

E fieramente:

 

Non mi pento di essermi offerta all'Amore.

 

Da questo momento in poi parve che non fosse più lei a soffrire. Varie volte, guardandola, pensai  ai martiri abbandonati ai carnefici, ma animati da una forza divina che splendeva agli occhi di  tutti.

Ripeté con forza:

 

Oh no, non mi pento di essermi offerta all'Amore, anzi...

 

Un po’ più tardi disse:

 

Non avrei mai creduto possibile soffrire tanto! Mai Mai! Non posso spiegarmelo se non con i  desideri ardenti che ho avuto, di salvare le anime.

 

Verso le cinque ero sola vicino a lei. il volto cambiò a un tratto, capii che l'agonia cominciava.  Quando la comunità entrò nell'infermeria, lei accolse tutte le sorelle con un sorriso dolce. Teneva  in mano il suo Crocifisso e lo guardava continuamente.

Per più di due ore un rantolo terribile le straziò il petto. Il viso era congestionato, le mani, violacee;  aveva i piedi ghiacci e tremava in tutte le membra. Un sudore abbondante cadeva in gocce enormi  sulla fronte e scorreva sul volto. Era sotto un'oppressione sempre più grave, ed emetteva di  quando in quando, per respirare, dei piccoli gridi involontari.

Aveva la bocca tanto disseccata, che suor Genoveffa di santa Teresa (sua sorella Celina),  pensando di portarle sollievo, le mise sulle labbra un pezzettino di ghiaccio. Nessuno dimenticherà  lo sguardo inesprimibile e il sorriso celeste ch'ella le rivolse in quel momento, come per consolarla  e darle l'addio supremo.

Alle sei, quando l'Angelus suonò, alzò gli occhi verso la statua della Vergine Santa. Com'era bello  il suo sguardo!

Alle sette e qualche minuto, la Madre Priora, credendo stazionarie le condizioni, congedò la  comunità. E la povera vittima sospirò:

Madre mia, non è ancora l'agonia! Non muoio ancora?...

 

«Sì, figlia mia - rispose nostra Madre. - E’ l'agonia, ma il Signore vuole prolungarla, forse di  qualche ora..»

Rispose coraggiosamente:

 

Ebbene... Avanti! Avanti!... Oh non vorrei soffri meno!

 

E fissando gli occhi sul suo Crocifisso:

 

Oh... l'amo!... Dio mio... Vi... amo!...

 

 Dopo aver pronunciato queste parole cadde dolcemente indietro, la testa reclinata a destra. La  Madre Priora richiamò in fretta la comunità, e tutte furono testimoni della sua estasi. Il volto aveva  ripreso il colore di giglio che aveva in piena salute, gli occhi erano fissi verso l'alto, splendidi di  pace e di gioia.

Suor Maria dell'Eucaristia s'avvicinò con una fiaccola per vedere più da vicino quello sguardo  sublime. Alla luce della fiaccola nessun movimento apparve nelle palpebre. Questa estasi durò  press'a poco lo spazio di un Credo. Appena finita, la Serva di Dio, tese l'ultimo sospiro.

Dopo la morte, conservò un sorriso dolce. Era di una bellezza che rapiva. Teneva così forte il suo  Crocifisso, che bisognò strapparlo dalle sue mani.

Le sue membra rimasero morbide fino all'inumazione, il lunedì 4 ottobre 1897

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
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