Primo centenario del miracolo a Gallipoli
1° Centenario del miracolo compiuto da Santa Teresina...
"LA MIA VIA È SICURA E NON MI SONO SBAGLIATA!"
Nella vecchia "Storia di un'anima" è riportata nel Cap. XII° una frase che Santa Teresa di Gesù Bambino avrebbe spesso ripetuto alle sue novizie. Si trattava della sua "Piccola Via". Diceva: "Se dovessi indurvi in errore con la mia piccola via d'amore, non abbiate timore che ve la lasci seguire a lungo. Vi apparirei al più presto per dirvi di prendere un'altra strada".
Un fatto miracoloso, anzi più fatti miracolosi avvenuti nel 1910 - 1911, sono stati interpretati come una risposta a questa sua affermazione. La sua strada era sicura!
Eccone il racconto scritto dalla priora, Suor Carmela del Cuore di Gesù, del Monastero di Gallipoli (Lecce) alla priora di Liseux il 25 febbraio 1910:
« Vi invio la relazione del miracolo compiuto in nostro favore. Ma vi è a Roma un documento firmato da tutte le monache, e anche da monsignor Vescovo e da una commissione di Reverendi.
La notte del 16 Gennaio ero molto sofferente e preoccupata da gravi difficoltà. Erano appena suonate le tre, e, spossata, mi sollevai un po' sul letto per respirare meglio e poi mi addormentai. In sogno, mi sembra, mi sentii toccare da una mano che, tirando su la coperta, mi copriva con tenerezza. Ho creduto che una delle mie consorelle fosse venuta a farmi questa carità, e, senza aprire gli occhi, le dissi: « Lasciatemi; perché sono tutta sudata e il movimento che fate mi dà troppa aria ». Allora una dolce voce sconosciuta mi rispose: «No, quello che faccio è una cosa buona», e continuando a coprirmi: «Ascoltate, il buon Dio si serve degli abitanti del cielo come di quelli della terra per soccorrere i suoi servitori. Ecco 500 lire con le quali pagherete i debiti della comunità».
Le dissi che il debito della comunità era solo di 300 lire. Essa rispose:
« Ebbene, il resto sarà in più. Ma siccome non potete tenere questo denaro nella vostra cella, venite con me ». Ma come alzarmi, essendo tutta sudata, pensavo tra me? Allora la celestiale visione, penetrando il mio pensiero, aggiunse sorridendo: «Ci verrà in aiuto la bilocazione». E subito mi trovai fuori della cella in compagnia di una giovane suora carmelitana, il cui abito e velo lasciavano trasparire una luce paradisiaca che ci rischiarò il cammino. Essa mi condusse giù nell'appartamento (della Torriera), mi fece aprire una cassetta in legno, e vi depose 500 lire... mi chinai esclamando: «Oh, Santa Madre!». Ma essa aiutandomi a rialzarmi e carezzandomi con affetto, riprese: «Non sono la nostra Santa Madre, sono la serva di Dio, suor Teresa di Lisieux.... » L'angelica suora, dopo avermi posato la mano sul velo come per accomodarmelo, e avermi fatto una fraterna carezza, si allontanò lentamente. « Aspettate, le dissi, potreste sbagliare strada! », ma essa con il suo celestiale sorriso mi rispose: « LA MIA VIA È SICURA E NON MI SONO SBAGLIATA SEGUENDOLA ».
Segue la descrizione del ritrovamento la mattina dopo, assistita dalle altre monache, delle 500 lire nella medesima cassettina.
Ma non finisce così.
Nel Settembre 1910 la Madre Carmela scrive una seconda lettera. Il Monastero di Gallipoli era pressoché sconosciuto. Mancava perfino il necessario per vivere. Dopo questo fatto straordinario è circondato da grande attenzione da parte dei Reverendi e Monsignori dei dintorni e di tanta gente che era venuta a sapere del fatto miracoloso. La Priora vorrebbe far rientrare tutto nell'ombra, ma la gratitudine verso la santa e l'amore della verità, oltre all'obbedienza impostale da monsignor Vescovo (Gaetano Muller, vescovo di Gallipoli) la costringono a continuare la sua esposizione.
« Mi costa moltissimo di confidarvi quello che la mia cara suor Teresa ha fatto per noi dal mese di gennaio in poi. Ma non posso resistere più a lungo alle vostre preghiere, né alla santa che vuol costringermi a manifestare i prodigi che il Signore opera per mezzo suo.
Alla fine del mese di Gennaio, malgrado la precisione delle due monache che tengono i libri dei conti, abbiamo riscontrato un avanzo di 25 lire, di cui non abbiamo saputo render conto, se non pensando che ve li avesse messi suor Teresa. Allora Monsignor Vescovo ha voluto che separassimo i denari della comunità dai due biglietti che ci restavano tra quelli portati dal cielo.
Nei mesi di Febbraio, Marzo ed Aprile abbiamo notato la stessa cosa, ma con somme diverse. In Maggio ho rivisto la mia piccola Teresa; mi ha parlato dapprima di cose spirituali, e in seguito mi ha detto: «Per dimostrarvi che sono proprio io che vi ho portato i denari in più che avete trovato nel fare i conti, troverete nella cassetta un biglietto da 50 lire. La parola di Dio opera quello che dice ».
La priora continua nel suo racconto dei benefici ricevuti dalla Santa, e parla anche dell'ultima apparizione avvenuta il 5 di Settembre, vigilia della riesumazione della sua salma: « dopo avermi parlato come il solito del bene spirituale della comunità, mi annunciò che non si sarebbero ritrovate che le sue ossa». Così fu.
Dice anche: "Quasi tutte le volte si fa vedere verso l'alba in qualche momento di preghiera speciale. Il suo volto è bellissimo, le sue vesti brillano come l'argento trasparente, le sue parole sono una melodia angelica». Tutte le monache affermano pure che oltre alle grazie temporali accordate alla Comunità, ognuna ha ricevuto grazie intime grandissime.
Questa testimonianza è riportata nei documenti del Processo Ordinario. Il vice postulatore della causa, Monsignor François Roger de Teil, racconta con parole proprie tutti questi avvenimenti, e termina dicendo: « Una inchiesta severissima è stata condotta da Mons.Muller, Vescovo di Gallipoli. Dopo aver studiato i fatti e
la eminente qualità dei testimoni, che esclude qualsiasi tipo di frode, egli ha constatato con riconoscenza, da un anno a questa parte, la protezione della serva di Dio, suor Teresa del B. G. e del Volto Santo. Essa ha procurato al convento di Gallipoli, posto sotto la clausura papale, delle risorse importanti di cui non si conosce la provenienza, e l'ha così salvato dalle preoccupazioni e dalla miseria in cui era ridotto; infine secondo la testimonianza dei più severi giudici, .essa ha condotto tutte le monache verso una maggiore perfezione, ed ha fatto fiorire tra esse la più perfetta osservanza. Questi fatti sono innegabili... » (P. O. 7 Agosto 1911, testimonanza del vice postulatore mons. Roger de Teil).
Altri particolari rilevanti e sorprendenti riferisce Monsignor Nicola Giannattasio, Vescovo di Nardò, canonico di S. Giovanni in Laterano, consultore per la Congregazione dei Sacramenti, uomo di studio e di apostolato, che era in contatto per ragioni di ministero con il Carmelo di Gallipoli.
Egli, chiamato a testimoniare il 21 e 22 Agosto 1911, oltre a raccontare nuovamente i fatti sopra riferiti, aggiunge commenti e fatti nuovi di grande importanza, che dimostrano le misteriose vie della Provvidenza.
Invitato dal Vescovo di Gallipoli a celebrare la S. Messa Pontificale per la festa di Sant'Agata, chiese ed ottenne di essere accompagnato nel parlatorio del Carmelo per udire dalla viva voce delle monache il racconto dello straordinario avvenimento del 16 Gennaio.
Seppe da Madre Carmela che Suor Teresa del B. G. era conosciuta appena di nome nella Comunità di Gallipoli. Ma ciò che colpì maggiormente Mons. Giannattasio del racconto della Priora, fu la frase pronunciata da Teresa: « LA MIA VIA È SICURA E NON MI SONO SBAGLIATA SEGUENDOLA ». Prima di manifestare apertamente il suo pensiero, Mons. Giannattasio si sentì come ispirato a cercare una conferma di carattere soprannaturale.
Introdusse in una piccola busta la somma di lire 500 e vi aggiunse il suo biglietto da visita sul quale scrisse queste parole: «In memoriam... La mia via è sicura e non mi sono sbagliata seguendola. Orate pro me quotidie ut Deus misereatur mei ».
Scrisse poi nuovamente «in Memoriam» sulla busta aperta e racchiuse il tutto in una più grande busta. "Chiusi con molta attenzione questa busta e vi apposi un forte sigillo di cera con il timbro del mio stemma - dirà - . Allora in presenza della persona che doveva essere il latore della lettera, scrissi all'esterno della grande busta: «Da deporre nella solita piccola scatola e da aprire il 16 Gennaio 1911 dalla madre Priora suor Carmela ». Mi raccomandai a viva voce al latore di assicurarsi che ci si conformasse alle indicazioni scritte sopra la busta. Era impossibile attraverso alla busta leggere quello che era scritto dentro, e ancor più conoscerne il contenuto. Non dissi al latore cosa conteneva e gli raccomandai solo di averne la massima cura". (Testimonianza di Mons. Giannattasio del 21 Agosto 1911).
Monsignore prosegue raccontando in minutissimi dettagli la sua visita al Carmelo di Gallipoli il16 Gennaio per predicare gli esercizi spirituali. Naturalmente moriva dalla curiosità e pensava che la Priora avesse già aperto la busta. Ma l'ultima cosa che la povera Madre Carmela desiderava dopo un anno di serrati interrogatori, era di essere al centro di un altro miracolo.
Alla richiesta del Vescovo, gli portò dunque la lettera ancora chiusa e, dietro suo ordine, ne strappò con un certo sforzo un angolo che era ancora solidamente incollato. Gliela passò poi attraverso la grata dicendo: «Prendetela voi, visto che vi appartiene ».
«Penso, prosegue Mons. Giannattasio, che essa ubbidisse in questo ai sentimenti descritti più sopra, e che volesse, per quanto possibile, estraniarsi da questa storia ove presentiva un intervento soprannaturale ». « Presi dunque la busta e rimasi stupefatto scorgendo altri biglietti oltre quello da 500 lire che vi avevo meso io stesso. Vi erano due biglietti da 100 lire e due da 50, infilati nella busta grande. La busta piccola era in mezzo a questi biglietti» (idem; testimonianza del 22 Agosto).
Il Vescovo descrivendo altri dettagli, elenca tutte le ragioni per le quali ritiene impossibile che vi sia stata manipolazione della busta o frode, sia da parte della superiora che di chiunque altro ed esprime la sua commozione per il miracolo avvenuto.
Qui viene la parte più interessante della sua testimonianza: "Devo notare che non è a caso, ma per disegno, che avevo scritto sul mio biglietto la frase pronunciata dalla serva di Dio il 16 Gennaio 1910... Fin dal primo momento, queste parole mi erano sembrate molto importanti, e mi dispiaceva che l'inchiesta canonica fatta in occasione dell'avvenimento, non ne avesse rivelata l'importanza e non ne avesse captato il senso spirituale. Per me non vi è stato mai il minimo dubbio che questa frase significhi: «La via spirituale che ho seguito io stessa e insegnato agli altri è sicura». Non può significare altro e non può essere interpretata in senso puramente materiale... ".
E qui il Vescovo spiega come le parole dette in italiano dalla santa non possono significare che conosceva l'uscita (si sarebbe espressa in termini diversi e più appropriati a quel significato), e aggiunge una cosa di grande importanza: "Non sapevo allora quello che ho appreso in seguito e che mi ha confermato sul senso spirituale di questa frase, e cioè la promessa fatta dalla serva di Dio alle sue novizie: «Tornerò a dirvi se la mia via è sicura».
A mio avviso la serva di Dio ha realizzato il suo proposito il 16 Gennaio 1910 con quelle parole; ed il motivo teologico del secondo prodigio del 16 Gennaio 1911 è stato di mettere in risalto la verità di questa interpretazione. Ne ho avuta fin dal primo momento l'intuizione esatta".
Benché scrivendo questa frase sulla carta da visita unita alle 500 lire, non avessi l'intenzione precisa di provocare un segno miracoloso per confermare il senso di quella frase, ero tuttavia sotto l'impressione molto forte delle idee esposte più sopra, e assolutamente deciso a mettere a repentaglio tutta la mia autorità, e ad usare tutti i mezzi per attirare l'attenzione sull'importanza di quelle parole e sulla loro giusta interpretazione. Il prodigio del 16 Gennaio 1911 ha così soddisfatto il mio desiderio". Terminato questo resoconto Mons. Giannattasio dice ancora: "Devo aggiungere che sono debitore alla protezione della serva di Dio di grazie spirituali eccezionali nel governo molto difficile della mia diocesi. Considero suor Teresa del B. G. come mia speciale protettrice e l'invoco in ogni occasione". (P. O. Testimonianza di Mons. Giannattasio Vescovo di Nardò, 228-1911).