pag 394-454 lettere 201-241
1-Due cuori una sola fede pag 1-109
2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23
3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87
4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146
5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200
6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241 qui
7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289
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Due cuori una sola fede pag. 394-454 (lettere 201-241)
1951
Subito dopo le feste natalizie mi viene concesso di fare una visita a mamma la quale ne resta contentissima e scrive subito a Roberto:
201 MAMMA: CI SIAMO BENEDETTI CON UN GRAN SEGNO DI CROCE
Lettera a Roberto
L’uso dell’acqua santa.
W.G.M.G.
Mio carissimo Fratel Lelio, Martedì 9 - 1 - 51
adesso è andato via Fra Raffaele, sono le 13 e 10 e la casa è ritornata silenziosa dopo il soggiorno di Giuseppe sempre allegro e sereno: sta benissimo, è ingrassato ed è alto un metro e settantadue, ieri ha voluto rileggere il libretto suo che compilai quando era bimbo... mancano solo due centimetri alla statura prevista, quando aveva due anni.
Mercoledì 10 - 1 - ore 9,30 - Figlio mio caro, come avrai capito ti scrivo dal letto e perciò adopero la matita che non macchia. La casa è silenziosa: tutti al lavoro, io sto con Ersilia, che è la sorella della portiera, che viene alle otto e va via alle due o alle tre, secondo il bisogno, sicché l'assistenza non manca. Se non ci fossero i benedetti dolori starei bene...... Vado avanti con iniezioni e pillole antidolorifere, appena starò veramente meglio andrò a farmi le lastre; per ora mi ha preso in cura Monaco, il quale ha detto che ogni quindici giorni vuole fare analisi, misurare pressione ecc. e seguire un pò questa capricciosissima malattia.
Io, a dirti la verità, adopero l'acqua santa e anche ieri con Fra Raffaele ci siamo benedetti con gran segno di croce. So che papà ti ha già fatto gli auguri per il compleanno anche a nome mio, ma te li voglio fare proprio io e tu sai bene che cosa ti può augurare mamma: tutte le benedizioni del Cielo e le più belle Grazie che Gesù elargisce ai suoi prediletti. Pace, fede, e salute, figlio mio caro, e, se il Signore vorrà, un pò di salute a mamma perché ti possa abbracciare presto. Appena potrò ti scriverò più a lungo. Sta tranquillo che la Madonna ci aiuterà sempre...
Rimandami la cartolina di P.Lombardi. Ti benedico e abbraccio
mamma
anche a nome di Leo Fra e Ter.
Zia Gilda e Virgilio continuano ad andare a Messa e Mario non bestemmia più. Prega.
Poi, dopo due giorni, scrive a me
202 MAMMA: OSSERVO RIPOSO E SOTTOMISSIONE ALLA VOLONTÀ DI DIO
Fa celebrare le Messe per i parenti defunti
Piena sottomissione alla Volontà di Dio
Carissimo Fra Raffaele, Mercoledì 10 - 1 - 1951
dimenticai di darti le trecento lire per la S.Messa che voleva zia Giulia, aggiungo il resto, ossia arrotondo io la cifra, e fammi il piacere di far offrire con questo denaro Sante Messe per Nonno Peppino ((il papà di mamma)) il 15 Gennaio, anniversario della sua morte. Prega anche tu per lui.
Io sto un pò meglio e continuo a prendere le pillole invece delle iniezioni. La tua visita mi ha fatto da medicina.
Continuo a mantenere la promessa fatta a P.Bernardino e osservo riposo e sottomissione alla Volontà di Dio. Sta tranquillo e prega sempre per noi tutti.
Stamattina casa è immersa nel più assoluto silenzio: tutti al lavoro. Come è andato il viaggio di ritorno? E la sorella del confratello come stava? Se puoi scrivi.
Sono le dieci del dieci e aspetto Venuta per far imbucare questa e la lettera a Roberto. Ti mando anche a nome di papà, Leo, Fra e Ter tanti saluti.
Ringrazia e ossequia tanto tanto P. Priore e Vice,
a te tutte le più Sante Benedizioni
da mamma
Il 19 Gennaio, scrive ancora a Roberto:
203 MAMMA: STO A LETTO PER I SOLITI DOLORI
A Roberto
I dolori aumentano
Mio carissimo Roberto, Venerdì 19 - 1° - 1951 ore 19
da parecchio tempo non abbiamo tue notizie, e a dirti la verità, ne desidererei tante, specialmente ora che stai tanto lontano e che nessuno può darmene più spesso. Spero che la salute sia sempre buona e che l'inverno, così inclemente quest'anno, non ti porti nessun malanno. Abbiamo saputo dei temporali che si sono abbattuti su Torre del Greco e dei danni provocati dal vento, spero anche per questo che il convento non ne abbia sofferto.
Eccoti adesso le notizie familiari: papà ha una leggera forma influenzale e perciò è a letto; Francesco da Sabato scorso 13 ritornò da scuola con la febbre alta, e fra sali e scendi, ancora non si è rimesso, con suo grande dolore per le involontarie assenze; io però sarò molto cauta prima di farlo uscire perché alle sette e mezzo è troppo fredda Roma e non fa bene assorbire l'umidità del mattino; fortunatamente non ha nessun dolore reumatico, ma solamente un forte raffreddore.
Leo sempre all'Università per quattro, cinque e sei ore al giorno e Teresa fa da infermiera e purtroppo manca perciò spesso da scuola. Ho una brava donna, mi pare d'avertelo già scritto, che viene la mattina alle otto e va via nel pomeriggio, quando non c'è più bisogno, ma quando io pure sto a letto per i soliti dolori anche Teresinella aiuta la barca e come bene, vedessi.... Io vado avanti aspettando la buona stagione perché il medico (che adesso è Monaco) mi ha detto che solo il tempo influisce sul mio malanno. Quando ho i dolori forti faccio le iniezioni di "dolosil" e così posso un pò muovermi e dirigere la casa. Hai ricevuto la lettera che ti scrissi con Fra Raffaele? Oggi alle quattro Giuseppe mi ha telefonato da Caprarola per sapere come stavo ed è stato contento perché gli ho risposto proprio io, così si è tranquillizzato e allora mi ha detto: "adesso scrivi a Roberto e a me ci penserai dopo."
A dirti la verità sono preoccupata assai per voi due lontani e ogni giorno mi rammarico di non potervi scrivere come vorrei. Fra Raffaele venne improvvisamente col Vicepriore che accompagnava a Roma un novizio per farlo visitare e così gentilmente mi lasciò Giuseppe per pranzo. Immagina tu la felicità!
Zio Guido ha avuto la polmonite, ma ormai è sfebbrato da sei giorni col miracolo della penicillina; il resto dei parenti, piccoli e grandi, tutti bene. Ieri Teresa ha tolto il presepio che quest'anno è stato proprio bello.
Ho mandato la tua immagine ricordo a perenti e amici e Fratelli che ti hanno conosciuto: Fratel Luigi, Fratel Terenzio ecc. Quasi tutti hanno risposto affettuosissimamente. Zio Lino Biraghi ha scritto a zia Gilda che verrà a trovarti dalle 11 a mezzogiorno, ma non ho capito bene se è già venuto o no, se verrà confortalo per la morte della mamma. Vorrei ancora scriverti, ma Ersilia esce e voglio farti arrivare la presente prima di Domenica. Sta tranquillo, prega sempre per tutti.
Ossequia i Superiori; a te, figlio mio carissimo, a nome di tutti, i più cari abbracci e le più grandi benedizioni
mamma
CI VUOLE UN MIRACOLO GROSSO
Il 24 Gennaio , zia Gilda mi scrive, descrivendomi le condizioni gravi di mamma. L'avevo pregata di dirmi tutta la verità, come già aveva fatto per telefono pochi giorni dopo l'operazione:
"Fra Raffaele tanto caro, tanto più caro, in quanto debbo ancora una volta, e questa volta per iscritto, dirti che purtroppo per la tua mamma solamente Iddio può fare un miracolo ed un miracolo grosso assai.... Anch'io non riesco a farmi persuasa di tutto quanto ci capita e spero sempre, sennonché sperare è come bendarsi per non vedere un treno che ci viene addosso per stritolarci... Bello mio tesoro, bisogna farsi forza e cercare di non pensarci troppo per non impazzire dal dolore. Purtroppo mamma tua è in piena "metastasi" cioè nel periodo più brutto del decorso del cancro. E può lasciarci quanto meno ce l'aspettiamo. Con una emorragia dovuta alla rottura dell'aorta (che è premuta dal male) o dallo strozzamento della medesima. Questo è quanto il Dottor Monaco, che ora la cura!!!..., ci ha detto e tu mi chiedi di dirtelo scrivendoti la verità.
Lo sai che cosa mi hai chiesto? Eppure ho dovuto scriverti la verità vera, anche perché sento che per te, questa certezza ti è necessaria. E poi sono al corrente tutti di casa tua e purtroppo mamma pure. Però bisogna essere sempre presenti a sé stessi e dargli torto ogni qual volta dice di saperla lunga... sul suo male. Il dottore si raccomanda appunto di tenerla all'oscuro di tutto poiché il morale dell'ammalata va tenuto su. Fatti coraggio, Giuseppe caro, e ti prego, quando scrivi di non far capire nulla di nulla. È pel bene di Lelia. Ti bacio zia Gilda"
I Superiori visto l'aggravarsi dello stato di salute di mamma mi permettono di telefonarle. Si deve andare al paese nelle ore in cui l'ufficio postale è aperto perché il telefono si trova nello stesso ufficio. Mi deve accompagnare qualche Padre, in genere lo stesso Sottopriore, perché da soli non possiamo uscire nonostante i diciotto anni finiti.
204 MAMMA: SONO TRANQUILLA E NON IMPRECO
Ogni tanto telefono.
La radio Vaticana per gli ammalati.
Soddisfazione per alcuni parenti che hanno ripreso a frequentare i sacramenti.
Mio carissimo Fra Raffaele, 25.1.51 - Venerdì ore 8
ho dato l'incarico a Francesco di scriverti e mi pare che abbia assolto il suo compito molto bene. ((È acclusa una lettera di Francesco)).
Sono le quattro e mezzo e adesso ho sentito la tua voce. Come sono contenta e non so proprio come ringraziare il Rev. P. Superiore che con tanta bontà ti permette di telefonare; grazie anche a nome di papà. Sta tranquillo che ormai è passata l'influenza e il solo ricordo è solo un po’ di tosse stizzosa che ancora non se ne va.
Dalla lettera di Checco hai appreso tutto, anche delle pratiche d'ufficio di papà che ogni giorno un usciere porta ricaricandosi poi quelle sbrigate. Io sono contenta di più, così papà non esce... e si riguarda ancora. Io ho avuto una febbre leggerissima per tre giorni, ma oggi sto bene; purtroppo i dolori all'addome si fanno vivi se mi muovo un pò di più e allora cerco di stare ferma il più che posso, altrimenti ricorro all'iniezione di "dolosil" che dicono innocua.
Ti sto scrivendo mentre la Radio Vaticana trasmette per gli ammalati consigli e musica. Sono tranquilla e non impreco ((per imprecazioni intendeva i lamenti che le uscivano anche involontariamente)), perciò sta contento ché speriamo in tempi migliori. Roberto ha scritto una lettera di tre foglietti. Non te la mando perché troppo pesante; dice che può scrivere una sola volta al mese e perciò scriverà molto per riparare alla mancata frequenza di notizie, poi descrive a papà, per farlo stare tranquillo, l'orario (due pagine): dice che è complicato, ma lui "è contento perché Iddio cui serviamo, ci dà la grazia sua: la letizia". È stato anche lui contento di zia Gilda (ma Mario purtroppo è ancora indietro), della tua visita e ti ringrazia della lettera. Parla di zio Guido che non parla ancora di niente anche adesso che il Signore l'ha salvato dalla polmonite. Poi la lettera prosegue descrivendo le feste trascorse, i presepi costruiti e veduti, anche quelli di Pompei, e poi la neve sul Vesuvio, che per due giorni ha fumato con un gran pennacchio che è finito, e poi ha parlato dl ciclone che si è abbattuto su Torre e che nella tenuta dei Fratelli ha abbattuto due grossi pini e rotto tutte le serre. Insomma t'ho fatto un sunto molto breve e t'ho messo al corrente di tutto, anche dei saluti per te coi quali ha chiuso la lettera. Vedrò stasera o domani di scrivergli: ho dato la precedenza a te perché da parecchio non mi faccio viva.
A casa non viene più nessuno per paura dell'influenza. Zio Guido e zia Giulia sono partiti oggi per Potenza per le nozze della figlia di zio Vittorio Giordano, l'avvocatessa che sposa un dottore in chimica, impiegato a Roma alla fabbrica di penicillina e va a stabilirsi a casa di zio Manlio Vaccaro. Noi abbiamo mandato solamente un telegramma di auguri. Spero di avere sempre tue buone notizie e ti raccomando di dirmi sempre quello che ti occorre. Capito? In questi giorni farò la S. Comunione e puoi bene immaginare come ti raccomanderò al Signore. Ti benedico e abbraccio tanto tanto. Ossequia insieme tutti i Superiori e ringraziali tanto
mamma
Mamma a metà febbraio scrive contemporaneamente a me e a Roberto:
205 MAMMA: LA SANTA COMUNIONE MI È DI GRAN CONFORTO
A Roberto
Vuole tranquillizzare per la sua salute
Gli portano la Comunione
Mio carissimo Fratel Lelio Roberto, Venerdì 16 - 2 - 1951 ore 16
poche righe a te e poche a Fra Raffaele per tranquillizzarvi nei riguardi della mia salute. Ti ringrazio immensamente del supplemento alla mensile corrispondenza e ti prego di ringraziare di cuore i Superiori che ti hanno dato il permesso: per me che sto sempre a casa e spesso a letto è di gran conforto avere notizie tue e di Fra Raffaele. Voglio sperare che, come a Roma, anche lì l'influenza sia benigna e non si estenda tanto.
Qui a casa tutti bene ora, ma Teresa è ricaduta ed ha dovuto fare tre iniezioni di penicillina per la gola, spero che Lunedì ritorni a scuola perché è ormai sfebbrata da due giorni. Papà Leo e Fra hanno ripreso le loro occupazioni e fortunatamente il tempo è mite assai. Io sto sempre lo stesso e mi cura Monaco il quale dice che col ritorno della buona stagione ritorna pure la mia salute. Speriamo! P. Brocardo viene a portarmi la SS.Comunione ogni quindici giorni e mi è di gran conforto.
Fra Raffaele, che mi telefonava spesso, questa mattina non si è fatto vivo. Spero che stia bene. Mi venne a trovare P.Leonardo, il Priore, e mi raccontò che Giuseppe aveva recitato benissimo facendo divertire tutti e poi mi diceva: "vedrà che gran predicatore sarà!" L'importante è che stia bene e sempre allegro. E tu? Aspetto la lettera mensile, quella che prenderà il posto di quella di gennaio che sta qui sui libri delle preghiere: forse s'incrocerà con la presente. I parenti tutti bene e mi vengono sempre a trovare. La Castrucci ti ricorda e saluta. Quando potrai farti un'altra fotografia, mandamela.
Ossequia e ringrazia sempre i tuoi buoni Superiori; a te tutte le più sante benedizioni
con tanti auguri di buona salute da mamma
Papà aggiunge: Stai bene e sei contento? Saluti affettuosissimi
e la Santa benedizione da papà
206 MAMMA: CONTINUA AD ANDARE A MESSA
Lettera scritta in contemporanea a Roberto
Mio carissimo Fra Raffaele, Venerdì 16 - 2 - 1951 ore 16
poche righe a te e poche a Fratel Lelio per tranquillizzarvi nei riguardi della mia salute. Ho aspettato, invano, una telefonata caprarolese e, a dirti la verità, sono un pò preoccupata per la tua salute e quella dei superiori e confratelli perché hanno detto a papà che nel viterbese l'influenza ha colpito moltissime persone. Voglio sperare che, come a Roma, la forma sia benigna, benché si presenti con febbroni che durano quattro giorni e poi gradatamente scompare. Bisogna stare attenti alle ricadute e perciò i medici raccomandano almeno tre giorni di letto sfebbrati.
Teresa è ricaduta con attacchi alla gola per cui ha dovuto fare tre iniezioni di penicillina; da due giorni è sfebbrata, ma la farò alzare Domenica. Il resto tutti bene: papà, Leo e Fra che hanno ripreso le loro consuete occupazioni. Ti accludo la cartolina di Roberto dal quale aspetto notizie in questi giorni. Io sto sempre come mi lasciasti, fortunatamente il cuore va bene, ma i dolori vanno via solo con le iniezioni calmanti che io cerco di evitare.
P. Brocardo viene a portarmi la SS.COMUNIONE ogni quindici giorni e mi è di gran conforto: il primo Venerdì e poi il terzo. P.Paolino non è più venuto perché ha avuto un pò d'influenza anche lui. I parenti tutti bene: zia Gilda continua ad andare a Messa con zio Virgilio, ma Mario sempre lo stesso; zio Guido ha l'influenza; la bimba di Ernesta ha avuto il morbillo, ma è guarita; Mariella va, fra qualche giorno, ad abitare nella casa che Dino s'è costruita per sé e che adesso cede alla sorella. Scrivimi presto e anche se sei stato malato non me lo nascondere. Ossequia e ringrazia sempre i tuoi buoni Superiori, a te tutte le più sante benedizioni. Con tanti auguri di buona salute
da mamma.
Vuoi i semi adesso che c'è l'acqua?
Papà aggiunge di fianco:
La S.Benedizione
papà
Poi una cartolina postale scritta da mamma con i saluti di papà e fratelli:
207 MAMMA: INCOMINCIA UN TRIDUO SOLENNE A SANTA TERESINA
Ancora qualche telefonata
Un Triduo a Santa Teresina
Mio carissimo figlio, Lunedì 19 - 2 - 951 ore 14
sono stata contentissima della telefonata di Sabato, ma ti raccomando di riguardarti perché questa influenza ritorna facilmente, come è successo a tua sorella Teresa, e allora pare che prenda più forza. Ma adesso a casa stanno tutti bene e speriamo che cessi definitivamente ogni epidemia. Adesso abbiamo ricevuto una lettera di Roberto che ci assicura che sta bene e non ha avuto nulla. Meno male!... Io ho incominciato ieri una nuova cura e speriamo che mi faccia bene, si tratta di disinfettanti per l'addome e di ricostituenti per l'organismo in generale.
Stasera alla "Vittoria" incomincia un triduo solenne a Santa Teresina, proprio al suo altare con esposizione del Santissimo e benedizione per me, ti ho voluto avvertire perché anche tu ti unisca alle nostre preghiere. La funzione incomincia alle 18,10. Spero che S.Teresina mi faccia passare i dolori. Tu continua a pregare per tutti. Ossequia i buoni Superiori, a te tutte le più Sante Benedizioni da mamma.
Saluti aff.mi e ringraziamenti agli ottimi Padri
e a te la S. Benedizione
da papà
208 MAMMA: CHE SANTA TERESINA MI TOLGA ALMENO I DOLORI
Quasi copia della lettera mandata a me
Mio carissimo Fratel Lelio Roberto, 19.2.51
come sono contenta di aver ricevuto la tua carissima lettera! Grazie ai Superiori, tanto buoni, e a te, figlio mio caro. Francesco mi ha portato adesso la sua risposta ed io pure voglio aggiungere due righe. Sto sempre lo stesso e per dormire alle undici di sera faccio una iniezione di morfina, così riposo bene. Stanotte sono stata sempre con te, però mi pareva che tu avessi avuto male alla spalla destra che tenevi più alta dell'altra ed io ti domandavo tante cose: della salute e delle scarpe.... La tua lettera mi ha tranquillizzata e ne ringrazio Dio. Francesco t'ha scritto tutto. Zia Gilda e Virgilio continuano ad andare a Messa e ti ricordano sempre, così pure zia Giulia e zio Guido, che sta di nuovo a letto, ma da ieri non ha più febbre.
Fra Raffaele adesso sta bene e speriamo che questa benedetta influenza scompaia del tutto. Dai parenti di Napoli nessuna notizia, solo si sa che zio Lino non sta bene.
Qui la solita vita: papà all’ufficio, Leo, al quale sta spuntando un dente del giudizio, divide il suo tempo fra Università e studio; Teresa spero che riprenda presto lo studio dopo quasi un mese di assenze. Io ho incominciato una nuova cura di disinfettanti per l'addome e ricostituente per l'organismo in generale; speriamo che tutti questi sbucherellamenti mi facciano bene tanto da permettermi di venirti a trovare per Pasqua. Fra poco ritorna papà e gli lascio un pò di spazio. Grazie delle preghiere. Speriamo che S. Teresina mi tolga almeno i dolori. Ossequia i Superiori, a te tutte le più Sante benedizioni da mamma
Papà aggiunge: Carissimo Fratel Lelio Roberto, come stai? Sei contento? Mamma quasi sempre a letto. Gli altri bene. Abbiamo avuto un pò d'influenza, io, Francesco e Teresa. Anche Fra Raffaele (Giuseppe) l'ha avuta. Adesso si è rimesso. Tanti ossequi e ringraziamenti al carissimo Fratel Direttore e al Vice e a tutti gli insegnanti e colleghi.
A te la Santa benedizione
papà
(foto 30)
209 PAPÀ: HO SOGNATO TRE O QUATTRO VOLTE MIO PADRE
I calmanti per i doloro di mamma
Una mia lunga lettera
Sogna più volte suo padre morto
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 15 - 3 - 1951
fra pochi giorni è il tuo onomastico di Battesimo e noi tutti ti facciamo un mondo di auguri. Ci sei presente con l'affetto, col ricordo e con la preghiera. Mamma specialmente pensa sempre a te ed anche io ed i fratelli, compresa la sorellina (non più tanto ina) ti ricordiamo.
La salute di mamma? Che vuoi, vorrei darti notizie migliori. A vederla pare che stia bene. Essa stessa dice: Se non avessi i dolori, starei bene (dolori all'addome, alle mani, al braccio sinistro, alle ginocchia e adesso si è aggiunto anche il dolore alla mascella sinistra). Fa una iniezione la sera alle 11 passate e viene Ersilia, per farla. Durante la notte si sveglia e prende la morfina per bocca. Poi la mattina alle 8 una iniezione ora di morfina ora di altro calmante. Poi nel pomeriggio, verso le 4, un'altra volta. Quando è finito l'effetto delle iniezioni si lamenta. Spesso si scoraggia e piange. Ma quando c'è gente ed è distratta, con l'aiuto dei calmanti, si dimentica dei dolori. L'altro ieri si mise anche a ballare per un momento. E alle volte fa la buffona per tenere allegri noi. Ersilia viene spesso col marito, che l'aiuta, perché disoccupato. Fa il mestiere di elettricista, ma non trova lavoro e poi dormono in un garage.
Abbiamo ricevuto la tua lunghissima (10 pagine) lettera. Mamma si è commossa ed anche a me ha fatto impressione per le cose che hai scritto e per il modo in cui le hai scritte. Si vede che hai fatto molto profitto nel comporre ed io ne ringrazio il Signore ed i tuoi ottimi Padri insegnanti. Mamma, dati i dolori che soffre ha bisogno di essere aiutata per muoversi e per salire e scendere dal letto ogni volta che ne ha bisogno. Il giorno c'è Ersilia, la notte tocca a me. Però per fare questo mi sveglio e perdo il sonno, con la conseguenza che la mattina in ufficio sono un pò stordito e la cosa non potrebbe prolungarsi, stiamo cercando qualcheduno che faccia l'assistenza anche notturna. Mamma vorrebbe una suora. Gli ottimi Padri della Vittoria (P.Priore e Vice Priore) hanno cercato, ma inutilmente, anch'io e mia sorella abbiamo cercato, ma inutilmente. Così gli ottimi Padri di Santa Teresa. Le Suore sono tutte occupate con altri malati.
A proposito di mia sorella, non t'ho raccontato il sogno che ho fatto: ho sognato tre o quattro volte di seguito mio padre. Lo sognavo tutte le notti ed anche nel pomeriggio quando mi assopivo un poco dopo pranzo, tanto che con mamma abbiamo detto: vorrà essere detta una S.Messa, e così avendo una mattinata, verso le nove, visto alla Vittoria P.Bernardino (c'era per la ricorrenza del 25° di un Padre) gli diedi l'elemosina per far celebrare la S.Messa.
Alle 2 del pomeriggio come al solito mi ritiro dall'ufficio a casa ed eccoti una telefonata
210 MAMMA:: SE NO SIA FATTA SEMPRE LA VOLONTÀ DI DIO
La paresi del cognato (marito della sorella di papà)
Un miracolo di Santa Teresina
(continuo io mamma alle 21 di Venerdì 16) zio Alfredo ((che è il marito della sorella di papà)) è stato colpito da una paralisi laterale destra, ma ora sta meglio, ha riacquistato quasi tutti i movimenti e si è pure alzato, solo è nervosissimo.
Ora, figlio mio carissimo e tanto tanto caro, eccoti mamma con tanti tanti auguri di tutto quello che il Signore dà ai suoi prediletti: a te per ora salute, santa perseveranza, santa letizia ed....... egoisticamente tante buone notizie da mamma così sarai pure più tranquillo. Sto un po’ meglio e dopo la S.Pasqua vedrò di telefonarti, vorrei mandarti un bel paccone, ma non posso fare nulla di quello che voglio e sia fatta la Volontà di Dio. Vorrei mandarti i fratelli e per mezzo loro qualche cosa, chissà.... se no sia fatta sempre la Volontà di Dio!
Che lettera che m'hai scritto "gran Pepè" di mamma!.... l'ho riletta solo oggi, altrimenti erano pianti e oggi mi sono sentita più forte. È venuto P.Brocardo, che mi ha incaricata di salutarti tanto e m'ha raccontato che il P. Parroco ha ricevuto un'offerta da una signora che ha messo una reliquia di Santa Teresina sopra un tumore che aveva ed è stata immediatamente guarita. Beata lei!... Preghiamo e in alto i cuori!... Sei contento che t'ho scritto? Adesso faccio subito imbucare dal marito di Ersilia. Qui tutti ti ricordano e t'inviano saluti e auguri per la bellissima festa di San Giuseppe. Ringrazia e saluta sempre i superiori buonissimi,
a te tutte le più sante benedizioni
da mamma
ULTIMA LETTERA DI MAMMA A ME
Ecco il foglio a parte di mamma. Sembra euforica. Forse in quel momento non ha dolori. Fa del tutto per fare coraggio a noi. Certamente si accorge che va sempre più peggiorando, ma non cessa di dire che sta ogni volta un pochino meglio. In questa lettera, come in qualche altra, mamma nomina il tumore. È evidente che conosce il suo male e probabilmente fa solo finta di credere nella guarigione (almeno sotto l’aspetto umano). Questo suo scritto lo chiama “ultima edizione” e “ultime notizie”. Per me furono veramente le ultime notizie date direttamente da lei con lettere. E` scritta a matita.
211 MAMMA: SAN GIUSEPPE CI AIUTERÀ
(foto 20)
Ultima lettera scritta a me.
Gli abbracci carmelitani
Supplemento alla lettera
"Ultime notizie - ultima edizione"... Roberto non ha scritto da un mese, ma sappiamo che sta bene.
Teresa è ritornata a scuola dopo che papà è andato a parlare ed a.... pagare la retta. Pare che voglia studiare se io glielo permetterò. Speriamo di sì. Checco studia ed è adesso il 5°, ma è giusto dopo tante assenze. Leo è sempre fuori casa fra Università, FUCI, Fano (che è un compagno col quale studia) ed ha liquidato l'incarico di Segretario della S.Vincenzo al S.Leone per cui Domenica è venuto a trovarmi il Rev. Procuratore Generale che si è trattenuto con me parecchio tempo, mentre Leo metteva al corrente il nuovo segretario delle diverse attività da svolgere. Ersilia si è commossa e ti ringrazia, speriamo che possa bastare solo lei senza infermiera notturna. S.Giuseppe ci aiuterà. Qui da tre giorni non piove e fa caldo. E i semi li vuoi? Così quando verrò vedrò e... raccoglierò. Vedi come sto meglio? Sei contento? Oggi ho fatto una iniezione di meno. Deo Gratias!
Ancora benedizioni, auguri e abbracci come a novembre 1948 e 49.!..
((Erano i famosi "abbracci carmelitani", come li chiamava lei, che ci demmo il giorno della Vestizione e della Professione, negli anni 1947 e 48)).
A me non manderà gli auguri di buona Pasqua perché ci sentivamo spesso per telefono, mentre per Roberto quegli auguri saranno l’ultimo scritto di mamma.
211/b PAPÀ: L’ANNO È TRASCORSO E NOI SIAMO TUTTI ALLEGRI
A Roberto
Anniversario dell’operazione chirurgica
Carissimo Fratel Lelio Roberto, Roma 23 marzo 1951
è passato ormai un anno dal giorno in cui mamma subì l'operazione. Ricordi la trepidazione di quei giorni, le notti in cui stavi a fare compagnia a mamma nella clinica?
Mamma in questi giorni stava in pensiero: chi sa al termine di un anno dovesse succedere qualche cosa di brutto, ma l'anno è trascorso e noi siamo tutti allegri e le abbiamo fatto le congratulazioni. Veramente sta quasi sempre a letto, perché in piedi vengono i dolori. Per non soffrire è costretta a farsi tre iniezioni al giorno di morfina: una la mattina verso le nove, un'altra nel pomeriggio alle quattro ed un'altra la sera alle undici. La notte si sveglia alle volte alle tre, alle volte alle quattro e alle volte alle cinque e incominciano i dolori, poi si calma un poco, alle volte prende la corifredina in pasticche che è un calmante. Col cuore sta benino, se c'è qualche crisi in qualche momento fa l'iniezione di olio canforato.
E tu sta bene e sei contento? Come è andata l'epidemia d'influenza? Tu l'hai poi avuta? Noi qui sinora l'abbiamo avuta io una volta, Teresa due volte e Francesco due volte. Fra Raffaele anche due volte. Fra Raffaele telefona spesso e poi spesso vengono il Priore e il P.Vicepriore a trovarci a casa e abbiamo buone notizie sul suo conto. Sta bene, è contento, va bene agli studi, ha anche recitato. Io ho telefonato spesso, ed ho provato a tutte le ore, per avere tue notizie al N.° 283878, ma non risponde mai nessuno. Siamo quindi privi di notizie circa questi ultimi tempi. Avete visto la mareggiata di cui hanno parlato i giornali? Leonardo è stato al monte Terminillo (m.2000), poi Leonardo è stato condotto dal P.Leonardo, Priore di Caprarola, da Giuseppe e si trova a Caprarola da tre giorni. Una specie di ritiro. Si è portato però i libri da studiare. Debbo lasciare lo spazio per mamma.
Ti mando tante benedizioni. Ossequia e ringrazia i tuoi carissimi Superiori.
Tuo aff.mo papà
Tanti e tanti auguri pasquali
ULTIMA LETTERA DI MAMMA A ROBERTO
212 MAMMA: IL SIGNORE PROVVEDERÀ
A Roberto
Non ce la fa più a scrivere
La preghiera a Gesù Crocefisso
Figlio mio carissimo, Venerdì Santo (23 marzo) del 1951
finalmente la tua lettera tanto tanto aspettata mi ha consolata assai: grazie e spero di riceverne spesso così. Vorrei anch'io scriverti tanto, ma "Sia fatta soprattutto la volontà di Dio!" e accontentati di queste poche parole.
Tu auguro tutto il Bene possibile e che la Santa Letizia ti accompagni per tutta la vita.
A Fra Raffaele ho fatto gli auguri a voce: il Priore mi permette di chiedere io la comunicazione telefonica. Avevo pensato lo stesso per te, ma chi sa se potrò, anzi se i tuoi buoni Superiori lo permetterebbero, dato che forse bisognerà uscire dal Convento.
Non preoccuparti per questo, il Signore provvederà e mi farà stare meglio. Buona Pasqua, figlio mio caro, a te e a tutta la Comunità che speriamo prosperi sempre più spargendo per il mondo il Buon Seme Lasalliano ((cioè di San Giovanni De La Salle)). Adesso abbiamo finito di recitare la preghiera dinanzi a Gesù Crocefisso. Ricordi? È sempre la stessa di tanti anni fa. ((Una devozione molto sentita dai Fratelli delle Scuole Cristiane che avevamo fatto nostra in famiglia))
Qui di precetto per ora solo zia Gilda e zio Virgilio. Speriamo bene. Sono stata contenta di zio Lino che venne a Roma quindici giorni fa e telefonò a papà rinnovando l'invito. Certo che papà ne approfitterà presto.
Leo mi ha detto che vuol ritornare domani, Sabato Santo. Vedremo. Prega per lui e per tutti. Noi altrettanto per te.
Ancora auguri e Benedizioni infinite
da mamma
Da adesso in poi le lettere saranno solamente di papà e non scriverò più dopo il numero la provenienza.
S.Pasqua: 25 marzo 1951
213 PAPÀ: IN PARADISO NON VI SARANNO PIÙ DISTINZIONI
Il Piccolo Ufficio della Madonna in italiano
Meditazione sulla Risurrezione dai morti
E’ stata trovata una Suore per l’assistenza di mamma
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe), Roma Lunedì di Pasqua 1951 ((26 marzo))
ti ringrazio dei bei e graditi regali che hai inviato a mamma ed a me. Bello il quadrettino del Sacro Cuore. Molto utile ed apprezzato il Piccolo Ufficio della Madonna con la traduzione ed il commento di ciascun salmo. Così l'Ufficio della Madonna è più comprensibile. Ho notato che col commento si dà la spiegazione storica che si riferisce al tempo di Davide e poi l'intenzione con cui la S.Chiesa recita ciascun Salmo. Così anche bella è anche la spiegazione che il libretto dà delle Ore Canoniche. Mamma stanotte è stata un poco agitata. Adesso dorme. Ieri S.Pasqua è venuta zia Gilda e zio Virgilio e poi nel pomeriggio sono venuti Piero, Mariella e Giorgetto. In cucina c'era Ersilia ed il marito Nino. Zia Gilda e zio Virgilio si sono accostati ai Santi Sacramenti. Leonardo è un po’ indisposto perché gli sta spuntando il dente del giudizio. Francesco e Teresa bene. Da Roberto abbiamo ricevuto una lunga lettera.
Qui si fa difficoltoso il problema dell'assistenza notturna a mamma, dovendo io di necessità svegliarmi più di una volta e d'altra parte, con l'andare avanti del male, avendo essa bisogno di fare le iniezioni anche di notte che io non so fare. Ersilia, dopo avere lavorato di giorno per mamma e per noi, non può fare assistenza notturna. Io di giorno poi devo andare all'ufficio dove ho molto lavoro. Occorre una donna. Ma mamma si fida soltanto delle Suore, le quali sono tutte impegnate all'assistenza di altri malati. Né d'altra parte, specialmente zia Gilda, vuole che sia ricoverata in clinica.
Io cercherò, se mi riesce, di vedere il Molto Rev. Padre Vicario Provinciale per vedere se potrà darti il permesso di venire per un giorno a vedere mamma. Ho inviato una lettera al M.Rev. P.Priore e ringrazio ancora gli ottimi Padri dell'ospitalità data a Leonardo, il quale si è portato via dal Convento anche due manualetti Hepli sulle equazioni matematiche.
Sull' "Osservatore Romano della Domenica" di Pasqua vi era una bella meditazione: "E dopo (la risurrezione dei nostri corpi)?" in cui parlando dei secolari, si dice che in Paradiso non vi saranno più distinzioni fra uomo e uomo, non più professioni, cariche, uffici e che so io.
Tanti ossequi, saluti e ringraziamenti a tutti gli ottimi Padri, particolarmente a P.Leonardo ed a P.Bernardino.
A te la Santa Benedizione da papà
Stasera, 27 - 3 - 1951, è venuta una Suora spagnola, trovata da zio Virgilio, delle Suore di Gesù, in fondo a Via Nomentana.
28 - 3 -51 P.S. La suora che è venuta è del Convento di Suore che fecero l'assistenza alla madre di Mons. Ronca. Mamma è stata tanto contenta. Leonardo stamattina ha telefonato alla ditta che aveva trattato per l'acquisto del piombo dei tubi del Convento col P.Priore, nonostante abbia fatto del suo meglio e sia stato molto tempo a parlare, quel commerciante non vuole più saperne di comprare il piombo, perché dice che i prezzi del piombo a Roma adesso sono diminuiti.
214 UNA SPECIE DI CORONAZIONE DI SPINE
I dolori di mamma aumentano di intensità e di estensione
Si fa complicata la sua assistenza diurna.
La meditazione del mese di maggio sul Paradiso
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe), Roma 16 maggio 1951
Notizie di mamma: purtroppo non buone. Gonfiato l'addome, apertasi nell'addome una ferita (non quella dell'operazione, ma vicino) da cui ogni volta che si alza per fare i suoi bisogni esce un pò di sangue. Gonfiato il viso sotto l'orecchio sinistro. Gonfiate un poco le braccia. Dolori acuti all'addome ed alla testa sotto i capelli tutto intorno, una specie di coronazione di spine. Quei gonfiori nelle varie parti del corpo premono sui nervi e fanno soffrire. Iniezioni di morfina la notte le fa la suora (Suor Consuelo, di nazionalità spagnola delle Asturie, Spagna settentrionale, sorella di un avvocato, di civile condizione, chiacchiera con mamma e cerca di tenerla allegra. Ha 48 anni, coetanea di zia Gilda, con cui ha fatto anche amicizia) una o due, il giorno Ersilia ogni 4 o 5 ore. Quando mangia qualche cosa, per esempio riso in brodo, sviene e non riesce a mangiare perché ha la bocca infiammata e perciò parla anche con fatica.
Questa è la ragione per cui non ha più telefonato né a te né a Roberto, il quale ha scritto che sta bene; ha chiesto a me di parlare al Visitatore per venire per un giorno a vedere mamma. Io ho parlato per telefono. Verso il 21 il Visitatore andrà a Pompei e al ritorno, passando lo condurrà a Roma, poi dopo un giorno ripartirà per Torre del Greco. Ma chi lo sa se il Visitatore se ne ricorderà?
Leonardo è in grande apprensione per gli esami. Francesco va bene a scuola. Teresa no. Essa però accudisce la mamma ammalata più di tutti. Al mio ufficio un lavoro opprimente.
17 - 5 - 51 ore 18 - Situazione confusa. Ersilia dice di avere avuto un portierato e deve andare via. Zio Guido ha chiamato un medico: il Dott.Lotti specialista malattie tumori, che verrà oggi alle 18 o alle 19. Questo medico (che è direttore di una clinica per tumori in Via Cassia. Clinica S.Andrea, tenuta da un Ordine Religioso maschile) vorrà portarla in clinica? Chi sa. Mamma stanotte ha fatto tre iniezioni di morfina, ne fa cinque al giorno e ha molto dolore quando le fanno le iniezioni. Si lamenta spesso ad alta voce. Zio Virgilio, zio Guido etc. si chiedono perché il Signore permetta questo.
Al mese di maggio che si tiene nella chiesa del Sacro Cuore, in Via Piave, leggono (invece di predicare) la meditazione, ieri ha letto il Sacerdote questa: si va in Paradiso per due strade soltanto, l'innocenza o la penitenza. Perduta l'innocenza occorre fare penitenza. Ma la gente non ammette il Paradiso, o, anche se lo ammette, vorrebbe andarci comodamente. Gesù invece ha scelto la Croce; perché? Non ci sarebbe stata qualche altra via più comoda? Più comoda ma meno santa, meno eroica, meno integrale (amore totale); ma noi siamo uomini piccoli, non siamo eroi, non santi. Perciò occorre la Grazia, è questione di Grazia, gratis,, ma occorre fare qualche cosa anche piccola per meritarla. Devo ringraziare il Signore perché sinora mi ha assistito miracolosamente per la parte finanziaria: San Giuda.
Il Ministro mi ha dato un sussidio e poi mi daranno un prestito sullo stipendio. Certo però che le spese sono moltissime; io non ho neanche un'idea esatta di tutto quello che ci vuole. Mamma faceva tutto e adesso cerca di dirigere anche dal letto, ma le cose vanno sempre peggiorando. Ti ho afflitto abbastanza con le cose di casa e tu come stai? Sei sempre contento?
Ore 21 - Ora se ne è andato il Dott. Lotti. Fisicamente si somiglia a De Gasperi ed è anche dell'Alta Italia. L'ha visitata; deve ritornare per fare l'esame di un pezzo di pelle che prenderà sull'addome di mamma e guarderà al microscopio. Ha detto che deve prendere aspirina o corifidina in polvere mischiata con i pasti.
19 - 5 - 51 Mamma ha preso le nuove medicine. È stata meglio, ha riposato di più. Si è decisa a farsi togliere il pezzo di pelle. Dicono che sarà un pezzettino piccolissimo. Oggi devo mettermi d'accordo col Dott. Lotti. Il marito di Ersilia ieri sera ha confermato che se ne andrà. Ho avuto un battibecco. Stamattina è venuto. Ho fatto le feste. Intanto zia Gilda sta cenando. In tutto questo trambusto in cui mi trovo non ho più visto P.Bernardino.
Ossequia tanto P. Alessandro. Verrò presto a conoscere di persona il P.Vice Priore che ossequierai e ringrazierai anche a mio nome per tutto quello che ti fa;
a te la S.Benedizione
tuo papà
Nel mio Convento intanto ci furono i consuetii cambiamenti triennali. Quindici giorni dopo Pasqua si riunì il Capitolo Provinciale durante il quale fu eletto Provinciale il mio Sottopriore, P.Bernardino, che era già Provinciale quando entrai al Noviziato. Dopo tre anni di provincialato del P.Giuseppe Fraschetti, molto severo, torna ad essere Provinciale il Padre col quale mamma parlò per farmi entrare nella Provincia Romana. Conosceva molto bene la nostra famiglia. Era stimato e stimava mamma e papà. Fu una provvidenza.
Come Sottopriore aveva seguito le ultime tristi vicende e non ci sarebbero state difficoltà per concedere qualche permesso in più per fare piacere a mamma. La prima cosa che gli chiesi quando lo rividi come Provinciale fu appunto di poter andare a trovare mamma. Mi accontenterà. Anche nella carica di Priore fui favorito perché a Caprarola fu nominato il mio Maestro dei Novizi, P.Alessandro, il quale aveva degli ottimi rapporti spirituali sia con mamma che con papà. Così negli ultimi giorni della vita mamma non dovette sopportare “il rigore del Carmelo”, come diceva lei. Il nuovo Sottopriore, P.Bonifacio, si scostava alquanto dal carattere paterno di P.Bernardino e di P.Alessandro, era un Padre abbastanza rigido e scrupoloso nell’osservanza delle regole, ma si mostrò ugualmente abbastanza comprensivo della situazione.
CANCRO O TUBERCOLOSI INTESTINALE?
Il Dott. Lotti, alla fine di maggio, fece a casa il piccolo intervento per togliere un pezzettino di carne viva dalla pancia di mamma per poterla esaminare (oggi si chiama “biopsia”). Dubitava sulla diagnosi di cancro, era più propenso per definire la malattia di mamma una tubercolosi intestinale, si fondava su certi sintomi.
Il cuore di tutti si aprì alla speranza, perché qualsiasi malattia sarebbe stata curabile. Si trattò di un vero e proprio intervento. Mamma perse tanto sangue e, senza anestesia, soffrì molto.. Dovette metterle quattro punti e l'intervento durò mezz'ora. Il risultato dell'esame istologico confermò invece la diagnosi: carcinoma solido con metastasi cutanee ed ossee.
Il giorno dopo a mamma le viene un collasso, sembra che debba morire. Viene chiamato il Parroco; appena giunto riprende i sensi e riceve in piena coscienza il Sacramento dell'Estrema Unzione.
È Roberto che chiede al Parroco di amministrarle il Sacramento degli infermi (allora chiamato Estrema Unzione). Roberto dirà e lascerà anche scritto: “Mi ricordo la serenità e le parola di mamma dinanzi al mio scusarmi per avere chiamato il sacerdote, perché poi si riprese”.
Ci chiamano tutti intorno al letto di mamma. Ma mamma si riprende abbastanza presto e quando arrivo a casa già sta meglio. È contentissima di rivedermi, come pure di rivedere Roberto che viene da Torre del Greco. Leonardo organizza uno scatto automatico con la macchina fotografica per prenderci tutti intorno al letto di mamma. Noi sorridiamo perché il congegno non sembra dare un buon risultato. Mamma invece appare molto sofferente. La foto è scattata.
(foto 21)
Mamma, che era restia a farsi fotografare, quel giorno accetta di essere ripresa anche sola sul suo letto di dolore. Sorride persino, perché la foto la scatto io.
(foto 120)
Resto con lei qualche giorno. La sera però vado a dormire in Convento a S.Maria della Vittoria. Sto sempre vicino a mamma e anche se lei si assopisce resto al suo fianco contento anche solo di contemplarla. Ricordo che quando era sveglia cantavo il ritornello del canto alla Madonna "Dell'aurora tu sorgi più bella", cioè: “Bella tu sei qual sole, bianca più della luna e le stelle più belle non son belle al par di te!” Lo cantavo standole vicino e dandole la mano e lo cantavo girando per tutta casa, con l'intenzione di dedicarlo a tutte e due le Mamme (la Madonna non si sarebbe certamente offesa).
Un giorno mamma mi chiamò mentre l'infermiera le stava facendo le medicazioni sulla martoriata pancia: "Vedi come sono ridotta. Te lo voglio far vedere perché capisca quello che sto soffrendo". L'infermiera aveva lasciata scoperta solo la parte dove aveva subito il piccolo intervento pochi giorni prima, era protetta con una garza, e a fianco c’erano come delle pustole aperte che ogni giorno dovevano essere medicate: “Si sono aperte queste piaghe, non sono sulla ferita dell’operazione... non si riesce a capire il perché...” Poi un sospiro con l’immancabile espressione di fede: "Sia fatta la Volontà di Dio!" Capii le terribili sofferenze e capii come il male la stava consumando e disfacendo.
In quei giorni c'era la beatificazione di San Pio X° ed avevamo pregato tanti santi perché intercedessero per la guarigione di mamma. Ora era l'occasione buona per far andare subito sugli altari il Beato Pio X° e ricordo che lo pregai con fervore ed attesi con ansia il miracolo che non venne. Anzi il giorno della beatificazione mamma era più stanca e più nervosa. Godeva di stare con me, ma non voleva altre visite. Seguimmo per radio il rito svolto a San Pietro e da un momento all'altro mi aspettavo il miracolo. La sera in famiglia eravamo un pò tutti delusi... Mamma continuava a stare male, continuava con le iniezioni di morfina per non soffrire troppo, anche se ormai non le facevano quasi più effetto.
Erano tre o quattro giorni che stavo con mamma, la crisi era passata, a Caprarola si avvicinavano gli esami e dovevo necessariamente tornare in convento. Lunedì mattina stavo solo a casa nella camera di mamma. L'infermiera era in cucina, gli altri forse a scuola, papà certamente in ufficio. Erano le undici e venne il Provinciale, P.Bernardino. Mamma dormiva ed io stavo al suo fianco a guardarla. P.Bernardino mi voleva portare via senza svegliarla. "Figliolo, figliolo, ci sono gli esami vicini, bisogna tornare in convento!" Avrei volentieri mandato a monte anche gli esami. Sapevo che quello poteva essere l’ultimo incontro con mamma, ma la forza che Dio mi stava dando per fare l’ubbidienza mi fece muovere. Mamma si svegliò, capì e disse sotto voce: “Vai tranquillo che mamma è contenta, mamma è contenta!" Furono le sue ultime parole, la baciai e partimmo.
Non ricordo se fu allora che P. Bernardino, durante il viaggio di ritorno, mi svelò una confidenza che gli aveva fatto mamma. Sia lui che il P. Alessandro spesso quando andavano a trovarla si fermavano a parlare con lei di cose spirituali. Una di queste volte mamma gli disse che offriva a Dio la sua vita per la purezza dei figli.
215 NOVENA DI BARTOLO LONGO ALLA MADONNA DI POMPEI
Un collasso di mamma e gli ultimi sacramenti
L’abitino della Madonna del Carmine
Una novena a Bartolo Longo
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) 14 - 6 - 1951
Ringrazio il M.Rev. P.Priore Alessandro della visita fatta a mamma. Stamattina ha avuto un altro collasso come quello che ebbe quando ti abbiamo chiamato. È venuto il Dott. Monaco, è venuto il P. Parroco, chiamati da Leonardo che era rimasto a casa insieme con Francesco. Poi si è ripresa. Io ero all'ufficio. L'ho saputo quando sono venuto, alle due. Come forse ti avrà detto il P.Alessandro mamma, sotto l'azione della morfina o anche perché la malattia progredisce, ormai ha le idee confuse. Questa attenuazione della coscienza la fa soffrire di meno però.
Ho appuntato con uno spillo di nutrice sulla camicia di mamma l'abitino della Madonna del Carmine, in modo che una parte vada avanti sul petto e l'altra dietro le spalle. La parte dietro le spalle però non può essere appuntata con lo spillo di nutrice, perché l'ammalata non può sollevare il capo e ogni tanto bisogna delicatamente, senza che se ne accorga, metterla dietro le spalle. Non è possibile però neanche infilare per la testa l'abitino. Mangia qualche caffè e latte a bere e un pò di brodo. Uova a bere quasi più. Leonardo ha superato il primo esame difficile di geometria analitica. Teresa ha presentato stamattina la domanda per gli esami di licenza media. Fratel Lelio Roberto ha scritto il 31 maggio che era arrivato bene a Torre del Greco e che stava bene. Io gli ho scritto il 1° ed il 9 Giugno dando notizie di mamma.
Vicino al letto di mamma, sul comodino, ho messo un Crocefisso che ho comprato e fatto benedire dicendo che serviva per una inferma grave e sotto il Crocefisso una immaginetta di San Michele Arcangelo. Noi che prima, sin dal primo maggio, dicevamo il S.Rosario, ora la sera tutti in ginocchio abbiamo cominciato la novena di Bartolo Longo alla Madonna di Pompei. La facemmo già per 45 giorni quando mamma stava in clinica e mamma tornò molto migliorata a casa.
Ossequia e ringrazia il M.Rev.P.Priore, il M.Rev.P.Vicepriore, P.Bonifacio, e gli insegnanti e colleghi.
A te la S. Benedizione
papà
216 OGNI CINQUE MINUTI CACCIA UN URLO
Mamma sta alla fine: non riesce a parlare
Novena alla Madonna del Rosario
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 26 - 6 - 1951
Abbiamo ricevuto la tua cartolina con cui chiedi notizie di mamma. Eccomi a dartele.
Mamma sta quasi sempre in uno stato di dormiveglia. Ogni cinque o sei minuti ed alle volte ogni quarto d'ora ed anche più, caccia un urlo, pur continuando a stare in uno stato di dormiveglia. Non riesce a parlare quasi sempre; quei momenti che parla, che sta sveglia, dimentica le parole che deve dire. L'altra sera, per esempio, voleva l'acqua e diceva: "Per favore, per favore..." e noi a nominargli questo e quello, finalmente uno disse "l'acqua" e lei fece di sì col capo. Alle volte si esprime coi gesti. A me, per esempio faceva con le dita uno, due e tre. A zia Gilda quando va via la sera fa un cenno di saluto con la mano.
È molto dimagrita tanto che l'anello nuziale di oro che porta al dito le è caduto due volte ed allora io l'ho messo in una busta e conservato sotto chiave. Certe volte conosce le persone, certe altre le scambia le une con le altre. Per esempio, scambia la suora con Ersilia e viceversa. Tante volte a me mi chiama Ersilia. Stamattina mi ha riconosciuto. Quando mi riconosce vuole stringermi la mano e mi guarda con una espressione come per dirmi: come mi sento male! Mangia roba liquida, per lo più caffè e latte. Ha la febbre circa 38,5. Qualche volta questa temperatura diminuisce di un grado e anche più. Certe notti grida di più, certe notti di meno.
Questa notte ha gridato di meno. La suora ed Ersilia fanno la consueta assistenza. Ersilia ha diminuito le ore del suo servizio perché ha il portierato. Ora Teresa e Francesco stanno a casa. Teresa ha finito gli esami. Non sappiamo l'esito. Francesco è stato promosso in seconda Ragioneria. Loro due accudiscono alla casa. Ieri però si sono dimenticati di comprare il secondo piatto...
Zia Gilda, come di consueto, viene il pomeriggio. La sera all'ultima ora, prima di cena, recito con tutti i figlioli in ginocchio la Novena di Bartolo Longo alla Madonna del Rosario per impetrare la grazia della guarigione miracolosa di mamma. Zio Guido ieri nel vedere mamma pianse. Non si decide però a fare i Santi Sacramenti: Cresima, Confessione e Comunione. Zia Giulia e le figlie sono in villeggiatura al mare, a Ladispoli, insieme con i relativi pupetti. Leonardo, superato l'esame di geometria analitica è ora molto preoccupato per l'altro di analisi algebrica. Leonardo ed io in questi giorni passati abbiamo provato molta stanchezza. Io dormo male anche la notte per il gran rumore che fanno per la strada e per una certa impressione che mi fanno gli urli di mamma.
Stamattina mi sento meglio e più riposato. Il medico Lotti, quello dell'operazione, non viene più anche se chiamato.. Lo abbiamo pagato con 10.000 lire. Al Dott. Monaco gli ho detto di venire e non è venuto.
Tu come stai? Sei contento? Gli studi come vanno? Sei promosso? Con che voti? Speriamo tutto bene. Ossequia e ringrazia tanto il P.Priore, Molto Rev.P.Alessandro, il M.Rev.P.Vicepriore P.Bonifacio, ai quali porgerai le mie affettuosità.
A te la S.Benedizione
papà
MAMMA VEDE E PARLA CON LA MADONNA?
217 “LA VEDI LA SIGNORA?”
Mamma parla con la Madonna
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 29 - 6 - 1951
Mamma continua a stare come ti ho scritto nella mia precedente lettera. Due giorni fa vennero a trovarmi a casa due Fratelli delle Scuole Cristiane: Fratel Tito ed un Professore di Francesco. Fratel Tito vide in che stato stava mamma e disse: "Scrivete una lettera a P.Pio che sta a San Giovanni Rotondo". Così la sera stessa ho scritto a P.Pio una lettera espresso in cui ho descritto le condizioni di mamma e della famiglia, chiedendo che faccia pregare per salvarla.
Ieri sera, poi, alle nove e mezzo, dopo che sono ritornato dall'ufficio, mentre stavo cenando, Teresa era in camera di mamma. Allora mamma le disse che voleva vedere la statuina della Madonna che è stata regalata da P.Leonardo e che Teresa ha in camera sua. Teresa gliela portò e mamma disse: "Quanto è bella!" poi disse: "La vedi la Signora? Quanto è bella. È vero che tu sei la Madonna delle Grazie? E perché non mi fai la grazia? Non te ne andare. Ecco che se ne è andata passando dalla porta" A questa scena era presente Teresa soltanto, perché tanto la suora che noi stavamo a cena. Mamma ordinariamente non dice che poche parola sconnesse; invece ieri sera fece tutto questo discorso.
Stamattina è venuto P.Brocardo e ha fatto fare la S.Comunione a mamma e ha detto: "Può darsi che la Madonna sia venuta per confortarla".
Tu come stai? Sei contento? Avete finito le scuole ed incominciato i lavori campestri? Leonardo sta sotto pressione per il secondo esame. Francesco è stato promosso; Teresa dovrà fare ad Ottobre Italiano, Latino e Storia; Roberto ci ha scritto una lunga lettera chiedendo dettagliate notizie di mamma a cui Francesco ha già risposto. Sta bene ed è contento.
Ossequia e ringrazia l'ottimo e Molto Rev.P.Priore Alessandro, l'ottimo e Rev.P.Sottopriore Bonifacio e ossequia tutti gli ottimi Padri insegnanti e tutti i colleghi.
A te la S.Benedizione
da papà
Dalla lettera precedente appare chiaro che mamma abbia avuto un'apparizione della Madonna. Il racconto fatto da papà per lettera non è così preciso come a voce lo sentii raccontare da Teresa, l'unica testimone del fatto straordinario.
Mamma non poteva quasi più parlare e il discorso sentito da Teresa con questo personaggio misterioso, che Teresa non vedeva, era abbastanza lungo senza né intoppi, né confusione di parole. Teresa dice che mamma comincia a balbettare qualche parola, tra le altre sembra che nomini la Madonna. Teresa, cercando come sempre di indovinare quello che mamma chiede, va in camera sua a prendere quella statuetta che le aveva regalato il P.Leonardo, e la porge a mamma. Mamma invece ha lo sguardo rivolto a un altro punto e dice: "Come è bella! Sei la Madonna delle Grazie: me la fai la grazia?" Poi aggiunge, come seguendo con lo sguardo il misterioso personaggio fino alla porta: "No, non me la può fare: Non me la può fare la grazia!"
Ha suscitato molta impressione questo fatto, proprio perché mamma ormai non parlava quasi più. Tutti abbiamo creduto che la Madonna sia venuta a confortare gli ultimi suoi giorni.
La vigilia della morte di mamma papà mi scrive, ma questa lettera la riceverò solo in seguito
218 NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE
Vigilia della morte
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 2 Luglio 1951
Ieri al pomeriggio mamma ha dato sangue dall'intestino retto. Ha sporcato alcuni panni. Poi il sangue è cessato. Stamattina non ha più sangue. Per il resto le condizioni sue permangono stazionarie.
Non parla. Ma capisce un poco. Quando emette qualche voce si sente che recita la seconda parte dell'Ave Maria, specialmente le ultime parole "e nell'ora della nostra morte. Così sia." Sta quasi sempre a mormorare queste parole
Il P. Parroco e P. Brocardo vengono spesso a visitarla.
Ti bacio; sto all'ufficio: ho molto da fare. Stai bene? Sei contento? Tanti ossequi e ringraziamenti a P. Alessandro, a P. Bonifacio;
a te la S. Benedizione da papà
AGONIA E MORTE DI MAMMA
Il 3 Luglio sto terminando gli esami a Caprarola. In mattinata, appena alzato, papà nota che mamma è entrata in coma. Respiro affannato, sguardo fisso verso l'alto, nessuna reazione ai movimenti o parole intorno a lei. Il medico, il giorno prima, dopo l'emorragia, aveva detto che era alla fine. Papà telefona in convento descrivendo lo stato ormai estremo di mamma. Non mi dicono nulla. Devo dare l'ultimo esame di Storia dell'Arte. Noto che gli insegnanti affrettano la riunione conclusiva per poter leggere i risultati prima di pranzo. Infatti a mezzogiorno e mezzo veniamo convocati per la proclamazione dell’esito degli esami. Sono promosso, ma la gioia della promozione viene presto offuscata dalla notizia che mamma si è ulteriormente aggravata.
Parto col Priore, P. Alessandro, subito dopo il pranzo. Poco dopo le diciassette sto a casa. Mamma non mi riconosce. Ha lo sguardo fisso al soffitto, il volto tumefatto, la bocca storta, il respiro breve e pesante. Gonfiore al collo e alla mascella, anche un bozzo alla fronte. Fa veramente impressione.
Ogni tanto mi avvicino e le sussurro all'orecchio una preghiera. Poi vado nell'altra stanza dove ci sono gli altri fratelli. Accendiamo la candeletta della candelora nel vaso di terracotta, che è sempre lo stesso dal tempo dei bombardamenti. Si va e si viene continuamente dalla stanza di mamma. Papà sta vicino al letto con il suo libro di preghiere. Anche l'infermiera sta seduta su una sedia e ogni tanto si alza per bagnare le labbra di mamma.
Ad un certo punto il respiro di mamma si affievolisce. Sto proprio rientrando nella sua camera in quel momento. Respiri sempre più lenti, poi si interrompono e alla fine uno più lungo durante il quale sembra di sentire anche un lievissimo lamento. Poi più niente. Sono le 19, 57.
Papà si accorge della fine e le dice a voce alta: "Salutami mamma, papà..." aggiungendo anche altri nomi di parenti defunti. Il volto di mamma subito si ricompone. Era veramente stravolto durante tutta l'agonia e alla fine torna normale, anzi sereno, tanto sereno e composto che zio Virgilio, il primo a vederla così, chiama un fotografo della RAI per farle una fotografia, dicendo che non dovevamo ricordarla come era prima di morire, ma con l'atteggiamento di riposo riacquistato.
La sveglia che da undici anni stava sul comò, quella che aveva comprato nell’anniversario del matrimonio, si ferma proprio a quell'ora.
Leonardo che stava studiando con un compagno nella sua camera, viene chiamato: "Mamma è morta!". Non dice nulla, neppure entra nella stanza di mamma e quasi di corsa esce di casa con quell’amico. Aveva sperato e creduto in un miracolo fino alla fine. Lo voleva ed era sicuro che sarebbe avvenuto per l’intercessione del Venerabile Marcellino Champagnat, fondatore dei Fratelli Maristi, con i quali aveva studiato ed aveva continuato ad avere rapporti nelle loro associazioni di ex alunni e di opere caritative. È deluso? Certamente turbato.
A noi che stiamo intorno al letto di mamma il Signore dà tanta forza da farci superare quel terribile momento con calma e serenità. Non una lacrima, il dolore è solo interiore, ma è illuminato dalla fede, dalla certezza che mamma è viva.
Aiuto a sistemare il letto di mamma al centro della stanza e mi faccio male al piede che sanguina (andavo scalzo con i sandali). Ricordo che in quel momento mi sentii onorato perché mi sembrò di dare un piccolissimo contributo di sangue a mamma....
Spegniamo la candelina della candelora. La fiamma rappresentava la vita, un soffio e quella vita non si vede più. Aspettiamo in silenzio che la scintilla sullo stoppino termini di mandare quel tenue filo di fumo. Poi più nulla. Restiamo muti e immobili per qualche minuto.
La Suora che fa la notte, avvisata, viene con un'altra suora per vegliare in preghiera. Poi viene il Parroco con P. Brocardo. Roberto arriva invece da Torre del Greco dopo le nove e scendo con papà per andargli incontro per la strrda.
Riporto la descrizione della morte di mamma lasciata da papà nel suo scritto:
"La mattina del 3 Luglio 1951, appena alzatomi, la trovai che boccheggiava, aveva il respiro frequente e faticoso. Avvertito Giuseppe (Fra Raffaele) giunse due ore prima che la madre morisse. Il Parroco in quel giorno venne a trovare Lelia più volte dando la Benedizione... Verso le 19 di quel giorno fatale, 3 luglio 1951, mi posi a pregare nella stanza dell'inferma. Lessi il Vespro, la Compieta, il Mattutino e le Lodi del piccolo Ufficio della Madonna, in uso per gli appartenenti al Terz'Ordine Secolare Carmelitano. Terminato questo Ufficio recitai le preghiere per gli infermi "in articulo mortis" che si trova nel rituale annesso alla Regola per i Terziari. Avevo una boccetta con l'acqua benedetta e feci il Segno di Croce sull'ammalata. Lelia a quel segno fece come un'esclamazione "Oh!"
Intanto il figlio "Fra Raffaele", di tanto in tanto veniva nella stanza, si avvicinava al capezzale e diceva ad alta voce un'Ave Maria. Quando terminai di dire le preghiere Lelia diede un piccolo lamento, quasi avesse voluto dirmi qualche parola che non riusciva ad articolare. Io ed Ersilia la stavamo a guardare ed ecco Ersilia si accorge che il respiro affannoso, che si era andato a mano a mano a calmare, era cessato del tutto.
Erano le ore 19,57”.
(foto 22)
La notte restammo quasi completamente svegli, forse per un paio di ore ci buttammo sui letti senza spogliarci. Papà pure si addormentò molto tardi e si svegliò colpito da un raggio di sole che entrava dalla finestra. Lo considerò il segno della gloria di mamma e ne restò molto consolato.
Il giorno dopo ci fu un trambusto di gente che venne a casa. Mamma fu chiusa nella cassa molto presto per lo stato di decomposizione avanzato che già aveva in vita. La casa si trasformò in un salotto poco gradevole, tutte le stanze erano piene di gente: solo in cucina si riusciva a stare un pò raccolti.
Venne il Priore nel pomeriggio e vedendo tutta quella gente mi portò via, chiedendomi dove volessi andare. Scelsi la grotta delle Tre Fontane a San Paolo, tante volte nominata da mamma nelle sue lettere. Maria era anche lei la nostra, la mia mamma, e in quel momento sentivo forte questa realtà. Ora avevo due mamme in cielo.
Poi ci ritirammo in convento a Santa Maria della Vittoria. L'atteggiamento dei frati mi parve freddo e distaccato. Ci restai male. A me crollava il mondo e chi mi stava vicino faceva l’indifferente! Era la realtà di una vita alimentata da un distacco disumano che credo il Signore stesso non volesse. Ma era così. Era l’edicazione ricevuta. Avevano i loro problemi, la loro vita. La morte di mamma non poteva toccarli... Poi non la conoscevano. Poi gli anziani non potevano ricordare cosa volesse dire mamma... Cercavo di giustificarli.
La parola “condoglianze” mi dava fastidio. Avrei preferito il silenzio.
Presto mi chiusi nella mia cameretta a piangere.
(foto 104 – 105)
Il 5 luglio, al mattino, i funerali. Moltissima gente. Quasi tutto il quartiere. Allora Roma nei suoi rioni era ancora come un paese. Via Salaria, Corso d'Italia e Santa Teresa. Papà e noi cinque dietro il carro funebre. Io e Roberto in abito talare intorno a papà. In chiesa la Messa. Non ricordo omelia (non si usava). Poi tutti al Verano, mamma venne tumulata in una tomba provvisoria, molto in alto, dove vi rimase per quasi due anni. Per consolarci si diceva che stava vicino al cielo, c’era luce e sole.
In seguito sulla nuova tomba (un fornetto a due posti) papà volle farci scrivere: "RISORGEREMO". Era la sua ferma convinzione e diventava l'attesa per tutti.
Parlando della morte mamma avrebbe desiderato di essere sepolta sotto terra, ma il desiderio di papà di poter attendere insieme la risurrezione le aveva fatto accettare la deposizione “in loculo”.
Dopo i funerali restai a casa per qualche giorno, forse uno o due, ricordo solo che il giorno dopo andammo tutti al cimitero.
Ci misero paura dicendoci che il cancro poteva essere infettivo e chiamammo l’ufficio di igiene che sigillò finestra e porta della camera di mamma mettendo un forte disinfettante che non ci permise di entrarvi per due o tre giorni.
(foto 82)
LA FAMIGLIA A CAPRAROLA
(foto 96)
Tornai a Caprarola. I miei Superiori furono sensibili alla triste situazione che si era venuta a creare ed offrirono a tutta la famiglia ospitalità nel convento di Caprarola. Il desiderio non era tanto di “distrarre”, quanto di aiutare per afrontare la nuova realtà con più serenità.
Vennero a Caprarola pochi giorni dopo il mio rientro in convento. Furono ospitati, come si usava allora, ai limiti della clausura. Solo papà poteva dormire in una “cella” come le nostre, nella parte riservata ai religiosi. Fu una concessione eccezionale per un laico.
I due fratelli, Leonardo e Francesco, dormivano nella foresteria, cioè in una camera fuori clausura, all’ingresso dello stesso convento. Teresa che era donna dovette adattarsi ad essere ospitata da una colonia estiva per bambini organizzata non ricordo da quale Istituto. Dormiva insieme alle ragazze assistenti nella palazzina affiancata al convento. Di giorno ci si riuniva. Per il pranzo si riunivano e mangiavano insieme. Dovevo servili a tavola (sempre nella foresteria), ma non potevo mangiare con loro. Consumavo in fretta il mio cibo insieme alla comunità e poi mi alzavo per pensare a loro. Cercavo di osservare anche i turni di servizio che mi capitavano per non creare disagio agli altri confratelli compagni.
Anche negli altri momenti della giornata dovevo mantenere l'osservanza degli orari della Comunità. Con papà e i fratelli ci potevo stare negli intervalli della ricreazione. Sempre, però, con moderazione. Era veramente solo il Sottopriore che non vedeva di buon occhio questo “commercio” (così si chiamava in gergo religioso lo stare vicino ai parenti…) con i propi cari. Queste limitazioni mi facevano fare un gran sacrificio, che offrivo al Signore pensando a mamma.
Papà era contento di starsene in silenzio a contemplare la natura sul belvedere dal quale lo sguardo spaziava per tutta la valle sotto il monte Soratte. Godeva di quelle ore passate sotto i pini con i suoi libretti di preghiera e di meditazione. Anche se daltonico papà era un ammiratore della natura e dei fiori. Si distraeva dal pensiero di mamma? Non lo credo. Certamente riusciva ad elevare la mente a Dio e, insieme a Dio, a mamma che stava ormai in Dio. Chi sa quante volte si sarà ripetuto quel "Risorgeremo" per farsi coraggio!
I fratelli uscivano spesso. Qualche volta in paese, qualche altra verso il Lago di Vico. Il tempo passava. C’era anche l’occasione di fare qualche amicizia con la colonia vicina. Così si rendeva meno monotona la permanenza tra le mura di un convento.
Venne anche l'ultimo giorno della permanenza a Caprarola. Il due Agosto, lasciarono il Convento per partecipare il giorno seguente alla Messa di Trigesimo nella Parrocchia di Santa Teresa.
Lo ricordo bene quell’ultimo giorno.
Senza dire nulla al Sottopriore mi credetti dispensato dalla preghiera in comune per poter stare di più con papà e i fratelli. Il Sottopriore appena mi vide mi gridò da lontano (stavo sul “ponte dei Padri”): "domani astinenza dai parenti!" Ci rimasi molto male perché l’indomani sarebbero partiti questi benedetti “parenti”!... Non ci sarebbe stato bisogno di alcuna “astinenza”...
L’usanza di chiamare “parenti” anche i genitori o i fratelli mi ha dato sempre tanto fastidio, ma in convento c’era questa abitudine e dovevo sopportarla. Con mamma morta da poco sentivo più angosciante questa espressione. Risposi con poca pazienza: “domani partono!”. Silenzio. Probabilmente anche il sottopriore restò interdetto.
Il vuoto per la morte di mamma lo sentii soprattutto allora. Avevo vissuto come in un sogno la vicinanza di papà e fratelli. Ora c’era davanti a me solo la solitudine del Carmelo. Dio mi aiutò e mamma pregò per me perché riuscii a superare quei tristi momenti, anzi riuscii a farne tesoro offrendoli a Lui. Per sua grazia lo sentivo più presente nella mia vita e insieme a Dio sentivo mamma.
La morte di mamma, anche se ormai era più che prevista, anche se col passare dei giorni la si sentiva sempre più vicina, quando avvenne colpì tutti profondamente.
Mamma era il perno della famiglia, come si era espresso papà in una lettera. Fino quasi alla fine aveva diretto e guidato ogni cosa. Papà più degli altri si sentì solo e ne sentì un forte disagio. Disorientato cercherà aiuto consigliandosi con sacerdoti, confessori, direttori spirituali, e con i parenti. Molto di conforto e di aiuto fu la sorella di mamma, zia Gilda, che era stata la più vicina sia a mamma che a tutti noi. Il carattere di questa zia era differente da quello di mamma, ma aveva buon senso e questo l'accomunava alla sorella. Papà ne aveva fiducia.
Zia Gilda aveva incontrato il Signore solo da qualche mese, come ho riportato nelle pagine precedenti. Stava gustando da poco la bellezza della fede e della vita vissuta con la fede. Non potrà essere molto utile in questo, ma nelle altre cose pratiche diventerà preziosa per papà e per tutta la famiglia.
Per ciascuno di noi la morte di mamma ha creato una situazione di disagio differente.
Teresa, la più piccola, essendo l’unica donna in famiglia, non avrebbe potuto avere un punto di riferimento preciso al suo fianco per la vita che le si apriva davanti. Ormai quattordicenne creò non poche difficoltà a papà che non riuscirà a comunicare con lei serenamente.
Leonardo forse era il più debole. Rimase deluso per il miracolo non avvenuto, e, oltre allo shock, la morte di mamma creò nella sua vita un vuoto incolmabile. Mamma riusciva a fargli superare le crisi di scoraggiamento e a frenare la sua esuberanza. Forse sarebbe riuscita ad evitare l’esaurimento che presto condizionò tutta la sua vita.
Roberto, ed io con lui, riprendemmo la vita “conventuale”.
La nostra partecipazione alla vita di famiglia continuò come prima nel rispetto delle regole religiose. Purtroppo c’era quel “distacco dai parenti” che ci martellava esternamente. Adesso che mamma era morta poteva considerarsi facilitato questo “dovere”.
Papà continuò a scrivermi, anzi, grazie alla benevolenza dei Superiori venne spesso a trovarmi e a passare qualche giorno “in contemplazione” nel belvedere del nostro convento.
Francesco prese il posto di mamma nei rapporti epistolari raccontandomi con arguzia e con delle simpatiche punte ironiche in lunghe lettere la cronaca della famiglia e del vicinato.
La morte di mamma la piansi anche in seguito. Più di qualche volta nella mia celletta, invece di studiare, chinavo il capo sul tavolino, stringevo la testa tra le braccia e piangevo. La mamma è sempre mamma! Questa espressione l’avevo sentita ripetere tante volte da mamma stessa. Ora ne constatavo la verità e l’angoscia. Quali i sentimenti degli altri fratelli? Ognuno porta nel suo cuore il segreto delle proprie reazioni. Mamma era tutto per ciascuno di noi. Qualcosa di questi segreti riguardo a papà li potremo intuirli dalle sue lettere che riprese a scrivermi
La prima lettera di papà è della fine di agosto:
219 COME SE AVESSI VISSUTO IN UN SOGNO
Inizia la vita da vedovo
Lettura della vita di Santa Teresa
Fa il catechismo a chi viene a casa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 25 - 8 - 1951
Sinora mi sono sentito come se avessi vissuto in un sogno; sono quindici giorni che sono tornato all'ufficio. Le pratiche di ufficio mi hanno un poco distratto. La Domenica al pomeriggio siamo andati al cimitero. Ho anticipato 36.000 lire per il nuovo loculo e chi sa quando si potrà avere. Sono arrivato alla meditazione, all'elenco del rituale, dove si parla delle feste: ora sono alla festa della nostra S. Madre Teresa di Gesù e sto leggendo la vita scritta da lei stessa.. Mi ha molto consolato. La leggo incominciando dall'ultimo capitolo e andando a ritroso, capitolo per capitolo, ad uso meditazione. Tanto la vita la conosco già. Questo metodo di leggere le Opere di San Giovanni della Croce, incominciando dalle ultime è stato suggerito dal pulpito di S. Teresa al Corso d'Italia da un Padre specialista in materia, di nazionalità olandese o belga, non ricordo ((probabilmente era il P.Gabriele di S.Maria Maddalena dè Pazzi)). Io l'applico alla vita scritta da S.Teresa di Gesù e me ne trovo bene. Mi ha molto dato conforto. Santa Teresa parlava con Nostro Signore come si può parlare in famiglia con uno di casa. Sono colloqui privati interessantissimi: Visioni, profezie, consigli, conforti, osservazioni e ammaestramenti, che fanno molto bene all'anima.
Io mi sento un pochettino come addormentato, forse perché anche penso che, essendo morta mamma, anch'io sono in uno stato che in qualche modo si somiglia alla morte, cioè il sonno. E tu come stai? Sei contento? I lavori della biblioteca? E le nocchie? Per la biblioteca cerca di evitare la polvere, spolverando i libri fuori la finestra, come facevo io. La polvere può essere nociva ai bronchi. Sei più andato a servire la Messa nella Cappella Privata? ((Si tratta della Cappella privata della residenza estiva dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi)) Sono stato stamattina alla Vittoria. Il Molto Rev. ed ottimo P.Provinciale è fuori Roma e non si sa quando ritornerà. Volevo ringraziarlo di tutto. A casa Leonardo studia e dà lezioni ad una alunna di 15 o 16 anni e anche più ed a Mariolino. Poi viene Conti che è uscito dal Noviziato di Torre del Greco, per esaurimento nervoso, e fa da segretario a Leonardo.
Io cerco di fare un po’ di catechismo a questi visitatori ed a Venuta, che continua a venire a lavare i piatti. Angelina i panni Lunedì mattina. Francesco, con l'aiuto di Teresa cucina e mette in ordine la casa. Stamattina sono andati ad Ostia da zia Gilda Francesco e Teresa. Zia Gilda ha una terrazza sul mare al terzo piano in prima fila, da dove si vede tutta la distensione di mare sino ad Anzio e Nettuno, di cui si distinguono le case. A Settembre ritornerà a Roma. Anche zio Guido è in villeggiatura con tutta la famiglia e zia Maria è ritornata e le carte non erano che una semplice lettera di notizie.((In famiglia si erano allarmati perché questa zia, dopo la morte di mamma aveva detto che voleva far vedere a papà certe carte..... Si pensava infatti che, morta mamma, volesse far valere un certo suo diritto, inesistente, sulla casa che abitavamo e sulla quale aveva già messo in precedenza un pensierino suggerendo di ritirarsi col marito a vivere con noi)).
Ringrazia ed ossequia sempre l'ottimo P.Priore ed il Sottopriore che è venuto a casa.
La Santa benedizione a te da papà
220 TROPPO DOLOROSO IL VUOTO
Auguri con tristezza per il compleanno
Problemi per trovare una domestica
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe), Roma 6 Ottobre 1951
Faccio un difficile strappo ai lavori d'ufficio incessanti, ed eccomi a scriverti. Oggi è il 6 Ottobre. Tu entri nel 19° anno ((veramente entravo nel 20° anno)). Tanti auguri affettuosi come li può desiderare il cuore di tuo padre! Purtroppo per te e per noi tutti è troppo doloroso il vuoto della cara scomparsa. Stringiamoci e sgorghi più sentito l’augurio .Ho dato, alcuni giorni fa, un'offerta di 5000 lire per lo studentato all'ottimo nostro amato P.Priore. Di che cosa hai bisogno? Stai sempre bene? Sei contento? Mamma gli altri anni pensava lei quando venivano gli onomastici e i compleanni. Adesso pensa Francesco. Ma veramente fa quello che può, anche se non arriva a far tutto quello che mamma faceva. Francesco cucina, ma ora è stanco e protesta. Qualche volta trovo la minestra salata un po’ troppo.. Però tutto sommato cucina bene. Si avvicina a gran passi il giorno in cui dovrà andare a scuola. Anche Leonardo andrà all'Università. Teresa è stata promossa e dovrà iscriversi forse a Ragioneria.
Noi non abbiamo ancora trovato una domestica. Un Sacerdote di una chiesa vicina al Ministero me ne aveva indicata una. Io avevo anche fatto prendere informazioni ed erano buone, ma lei ha detto che non poteva venire perché vi era troppa responsabilità. Subito dopo ha telefonato Fratel Tito proponendo una sua compaesana, rimasta vedova, con un figlio studente in lettere e noi, consultata zia Gilda (il figlio sta per conto suo), abbiamo detto di sì. Sinora però non si è veduto ancora nessuno. Tanti ossequi e ringraziamenti al M. Rev. P. Priore e al M. Rev. P. Sottopriore, a P. Marco, al quale darai il numero del telefono dell’ufficio di zio Virgilio, 664, per combinare l’acquisto della radio. A te rinnovo gli auguri con la S. Benedizione
sono tuo papà
221 CERTO UNA GRAZIA DELLA MADONNA E DI MAMMA
La vita di Santa Teresa lo conforta
Viene ad aiutare per le faccende domestiche una donna che ha il nome e cognome degli zii più vicini
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 19 - 10 - 1951
Tanti auguri per l'onomastico. Come stai? Sei contento? Ho comprato per te, per farti un regalo per l'onomastico San Raffaele, le opere complete della Santa Madre Teresa di Gesù. Però per ora tu permetterai di trattenerle presso di me per un certo tempo, perché sono arrivato alla meditazione di Santa Teresa, i cui scritti e la vita mi sono davvero di conforto in queste circostanze in cui mi trovo. All'ufficio sempre orario gravoso e molto da fare. I ragazzi, Francesco e Teresa, venuti da Caprarola, sono andati ogni paio di giorni ad Ostia a trovare zia Gilda e zio Virgilio, dove zia Gilda aveva una casa con terrazza al mare, al terzo piano; vi si vedeva tutto il golfo fino ad Anzio. Poi gli zii Virgilio e Gilda hanno cambiato casa, prendendo un alloggio più interno. Teresa e Francesco hanno continuato ad andare.. La mattina cucinavano. Teresa ha imparato pure lei a cucinare, ma faceva quasi tutto Francesco. Ritornati da Ostia ai primi di Ottobre, zio Virgilio e zia Gilda avrebbero voluto che Francesco e Teresa continuassero a recarsi a casa loro. Invece non essendoci più l'attrattiva del mare, non ci sono andati. Di questo gli zii sono rimasti dispiaciuti. Zia Gilda è venuta un paio di volte a casa nostra, ma la pena che ha provato nel vedere gli ambienti in cui c'erano nonna e mamma è stata così grande, che ha detto che difficilmente verrà in avvenire. Ieri è stato l'onomastico di zio Guido e Leonardo, Francesco e Teresa sono andati a casa sua, portando in regali quattro scatole di sigarette fine. Leonardo è preoccupato per gli esami, che sono per iscritto ed orali e quelli orali sono pubblici. Deve imparare a memoria una infinità di formule. E per te gli studi sono cominciati? In salute, grazie a Dio, noi stiamo bene.
Appena giunti da Caprarola abbiamo incaricato tutte le persone che conoscevamo, o con cui avevamo occasione di parlare, di trovarci una domestica di oltre 40 anni a tutto servizio, perché Francesco e Teresa devono andare a scuola, (a proposito la scuola di Teresa per la Ragioneria non è parificata, come il liceo classico, ma Teresa vi vuole andare ugualmente. Farà l'esame in una scuola pubblica, alla fine dei 5 anni di corso. Teresa è contenta perché non c'è il latino) e non possono fare più la cucina. Zia Gilda avendo letto un avviso sul giornale che una donna chiedeva di andare a servizio ce l'ha mandata. Era una, piccola, magna, nervosa, che aveva litigato con la padrona precedente perché aveva i nervi. Dietro consiglio di zia Gilda non l'abbiamo presa.
Leonardo intanto telefonava anche ad istituti di Suore ed anch'io lo dicevo a tutte le Suore che capitavano in ufficio e che volevano la cittadinanza. Una di queste Suore mi telefonò che vi era una giovane di 26 anni, seria, fidata. Io risposi di no perché era troppo giovane, avendo Leonardo 20 anni. La sera di Sabato scorso vado a Santa Teresa (l'avevo detto anche al P.Parroco, ma neanche lui era riuscito), nell'uscire di chiesa incontro una signorina che abita nello stesso palazzo, piuttosto anziana, che avevo incontrato per le scale e alla quale avevo detto di cercare di trovare una domestica. Questa mi vede e incomincia a parlare, a dirmi che era impossibile che io avessi potuto trovare una domestica, ma che io avrei dovuto sposarmi di nuovo. Alle mie sdegnate proteste, questa insisteva, tanto che ho dovuto chiederle permesso perché dovevo andare a fare una faccenda e lasciarla. Sono tornato a casa afflitto ed umiliato, quasi piangendo. Guardando però la fotografia di mamma, che Leonardo ha sulla scrivania, mi pareva che ridesse, ridesse contenta.
Il giorno dopo andiamo tutti a Messa come il solito. Dopo vado all'ufficio. Al ritorno trovo seduta in camera da pranzo una donna, sul tipo di Maria Zardo, non so se te la ricordi ((deve essere stata una domestica di quando noi eravamo piccoli)). È di un paese vicino Padova, di poche parole, proprio quella che pare fatta a posta per noi e quello che è più sorprendente si chiama Gilda Virgilio, Gilda di nome e Virgilio di cognome! L'ho subito fissata. È venuta il Lunedì al pomeriggio e da allora sta con noi. È una madre di famiglia. Ha il marito e due figli di 8 e 12 anni al paese. Sta a svernare e ripartirà credo verso la stagione del raccolto. Comunque per ora sta a Roma. Lo stupore di tutto il parentado per questo avvenimento è stato grande. Certo una grazia della Madonna e di Mamma.
Teresa così ha già incominciato ad andare a scuola e speriamo bene con la domestica, la quale (anni 43) mi ha detto che viene a Roma e non è la prima volta, per mandare del denaro alla sua famiglia che vive coltivando un piccolo podere che non è sufficiente ai bisogni della famiglia. I figli sono affidati alla moglie del fratello del marito. La felicità di Francesco (ed anche di Teresa), perché così smette di cucinare e di fare la pulizia della casa, è stata immensa. Si era proprio stancato di fare il cuoco! Ora pranziamo in camera da pranzo. Zia Giulia ha dato a Teresa tutte le istruzioni sul modo come deve comportarsi con Gilda Virgilio (nome cognome). Quando stanno a pranzo insieme, Leonardo, Francesco e Teresa incominciano per scherzo a farsi dispetti e poi finiscono per litigare, ciò che a me dispiace.
Mi dimenticavo di dirti che Leonardo la mattina della Domenica aveva telefonato ad un Istituto di Suore che sta a Via Nomentana, suggeritogli da zia Giulia e queste Suore avevano risposto che avevano una donna (Gilda Virgilio) venuta proprio allora dal Veneto e che faceva al caso nostro. Mia sorella Maria ha avuto un pò di influenza, ora le è passata ed è venuta a zio Alfredo. A Roma corre un pò questa malattia. E voi state tutti bene? Ora è molto umido anche a Roma. Gli altri parenti stanno bene.
Io ho letto la vita di S.Teresa (autobiografia. Veramente non è una vita, ma la storia del proprio progresso spirituale fatta dalla Santa per ordine del suo Confessore). La traduzione letterale in cattivo italiano che ho io (fatta da un laico) lascia però trasparire meglio la vivacità meridionale della Santa Madre, simpaticissima!
Vi sono delle frasi, per esempio: "Per me è arabo" per dire non ne so niente, che noi del Mezzogiorno d'Italia (tu non per nascita -che sei romano- ma per derivazione paterna e materna) adoperiamo spessissimo. Ora invece sto leggendo la vita della Santa Madre scritta da una Carmelitana Scalza. Veramente mi pare che nella descrizione di ciò che ha sofferto e goduto Lei, su questa terra, e che ci fa intendere che soffrono le anime Sante del Purgatorio e godono i beati in Paradiso, con tutti i particolari, è stata assai superiore a Dante Alighieri. In Dante si nota una immensa fantasia puramente umana. Nella Santa invece si descrivono cose, in cui si nota una luce soprannaturale, assai diverse di quelle di Dante Ho notato però una frase che usa Dante: "come detta dentro vo significando" che la Santa in un punto dice lo stesso con altre parole. La pena dell'anima purgante che è ormai staccata completamente dalle cose terrestri, ma non ancora nel possesso di Dio, in un tremendo isolamento, e pure Dio è vicino a quest'anima, per esempio, in Dante mi pare che non vi sia.
Basta perché ho finito la carta. Ossequia e ringrazia gli ottimi Padri Priore, Vice Priore. A te la S. Benedizione da papà Ulisse Amendolagine (fr.Giov.d.Cr.)
222 LA PROFESSIONE DI FRATEL LELIO ROBERTO
Preparazione per il viaggio a Torre del Greco
per la professione religiosa di Roberto
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) 5 - 11 - 51
Ho chiesto al M.Rev.P.Provinciale il favore di farti venire a Torre del Greco per la professione di Fratel Lelio Roberto ed in via del tutto insolita me l'ha accordato. Il M.R.P. Provinciale avrebbe scritto in proposito dando istruzioni. Ho già avuto la tessera e gli scontrini per farti avere la riduzione del 50 % sul prezzo del viaggio. Verranno anche zia Gilda e zio Virgilio. Ho chiesto all'ufficio di Mons.Ronca la prenotazione dell'Albergo del Pellegrino di Pompei di 4 stanze, una per il Padre che ti accompagnerà, una per me e voi ragazzi, una per Teresa e una per gli zii. Da Pompei a Torre si prende il tram la mattina per trovarci alle 8 del giorno 8 alla Professione. Da Roma speriamo di partire nel pomeriggio del 7.
Tante scuse per l'incomodo, tanti ringraziamenti ed ossequi ai M.Rev. Padri Priore e Sottopriore.
A te la S. Benedizione
papà
223 GIUDICE RAIMONDO DEL BALZO
Un collaboratore di San Pietro d’Alcantara
Leonardo comincia a dare qualche problema
Carissimo fra Raffaele (Giuseppe), Roma 8 Novembre 1951
Come stai? Sei contento? Per la sveglia non ancora abbiamo avuto occasione di vedere zio Guido. Appena lo vedremo glielo diremo. Se questa circostanza dovesse ritardare provvederemo da noi. Non occorre per questo che tu t’inquieti. Ti manderò tutte le immaginette di varia grandezza che il Giudice Raimondo Del Balzo, Duca di Presenzano, Cameriere di Cappa e Spada, anima eletta, mi fornisce per la beatificazione di quel suo antenato, Alcantarino. Gli Alcantarini, ramo della famiglia Francescana, ora assorbiti dai minori, furono fondati da un grande amico (vedere vita) della Santa Madre Teresa di Gesù. L'antenato di cui si tratta fu uno dei primi discepoli, in Italia, di San Pietro d'Alcantara, del quale ultimo la Santa Madre tesse uno straordinario elogio. S.Pietro d'Alcantara prese parte attiva nell'aiutare la S.Madre nella fondazione del primo Convento di Carmelitane Scalze in Avila.
Ti scrivo perché tu preghi per tuo fratello Leonardo, il quale pur studiando di buona lena (lo trovo sempre a studiare), non riesce a superare l'esame di chimica. Adesso deve dare mineralogia. Non è riuscito neanche all'esame di fisica, detta fisichetta. Con la licenza di liceo scientifico non può neanche cambiare facoltà e venire in Giurisprudenza. Dovrebbe darsi all'economia e commercio, ovvero alla statistica, che sono lauree di minore importanza, e lui non ne vuol sentire neanche parlare. Per l'ingegneria, sia per la mole enorme di cognizioni da ritenere, sia, secondo me, anche per l'ordinamento antiquato degli studi, non più corrispondente ai progressi tecnici delle materie, molti sono costretti ad abbandonarla, anche se studiosi ed intelligenti.
Prega pertanto che il Signore dia grazia sufficiente ed abbondante a tuo fratello Leonardo, per superare senza danni spirituali queste difficoltà. Per tutto il resto nessuna novità. La domestica Gilda va bene. I ragazzi a scuola sono all'inizio dell'anno scolastico. I parenti stanno bene.
Ossequia e ringrazia sempre e di tutto cuore, anche per l'assistenza che mi hanno dato in momenti tristi della mia vita, che io non potrò mai dimenticare, il M.Rev. Padre Priore, il M.Rev. P.Sottopriore e tutti gli altri Padri insegnanti e superiori, nonché i confratelli colleghi.
A te la S.Benedizione da papà
SECONDA CONSACRAZIONE IN FAMIGLIA
Roberto fa la sua professione a Torre del Greco nella festa dell'Immacolata, l'8 Dicembre. Purtroppo, nonostante il permesso, eccezionalmente dato dal Provinciale, non riesco a partecipare. Allora, mandare uno studente da solo, era inimmaginabile anche se avevo quasi venti anni. La festa dell'Immacolata teneva molto impegnati tutti i Padri del Convento e poi c’era la difficoltà che non tutti condividevano il permesso concesso dal Provinciale....
Nel nostro convento quasi tutti i confratelli erano partiti da casa a dieci anni e vi erano tornati per la Prima Messa, dopo quattordici anni!...
Bisognava essere delicati con gli altri senza creare dei privilegi.
224 PROSTRATO COMMOSSO DAVANTI QUADRO PRODIGIOSO
Descrizione del viaggio e partecipazione alla Professione religiosa di Roberto
La Madonna di Pompei
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 12 - 12 - 1951
Come stai? Sei contento? Chiedo scusa se riprendo lo stile telegrafico, dato le molte cose che ho da scrivere ed il tempo scarsissimo. Mandai una lettera permesso Padre Rev.mo Bernardino venire te Pompei con Padre accompagnatore. Però dopo mi fu telefonato non essere disponibile Padre per accompagnarti, te non potere venire. Noi quattro, zia Gilda, zio Virgilio, Venerdì sera 7 Dicembre ore 18, preso rapido, seconda classe, posti prenotati per Pompei. Viaggio buono, vista dal treno Napoli, Torre Annunziata marina, illuminate luce elettrica, molto bello spettacolo. Giunti Pompei ore 9. Diretti subito Basilica che stava per chiudere. Prostrato commosso davanti quadro prodigioso.
Nella Basilica stava pregando Sacerdote al quale rivoltomi sapere Mons. Ronca dove trovarsi, Mons. Ronca occupato, però Sacerdote sapere io essere Comm. Amendolagine e senz'altro, chiamato custode e fatto accompagnare me e tutti gli altri "Albergo del Rosario" dove erano state prenotate camere. Albergo del Rosario, costruito ex novo, grandioso, centinaia camere, sale convegno, comodità, comfort moderno, opera S.E.Mons. Ronca, il quale ha in corso altre costruzioni grandiose.
Cenato stesso albergo, non possibile vedere Mons. Ronca. Andati a letto, mattina ore 6 svegliati poderoso e dolce suono campane "carillon" (le campane vengono suonate meccanicamente con un disco come un grammofono) messo in opera da Mons.Ronca. Andato Basilica, in fretta perché 7,30 aspettava zio Lino Biraghi con die automobili per portare Torre del Greco funzione Professione Roberto.
Giunti Torre, Roberto aveva già fatto Professione ore 6. Ascoltata S.Messa cappella Fratelli Scuole Cristiane andati macchine a Pompei vedere Mons. Ronca. Mons. Ronca noi ricevuti tutti trattenuti piacevole conversazione. Io volere restituire a lui una parte debito soccorsi guerra, medicine mamma, lui non avere voluti. Essere con noi anche Roberto. Lui avvertire Roberto passo grave entrare et rimanere definitivamente Carissimi, non essendo questi Sacerdoti e con molto lavoro, senza soddisfazione vedere compiuta sino all'ultimo educazione alunni, lasciata quinta elementare, tranne pochi istituti. Finita udienza Ronca, zio Lino portati due automobili Napoli, mangiare trattoria. Mangiato, portati casa zio Lino, sul Vomero in mezzo a bei giardini sul colle ameno presso parco ex reale Capodimonte. Casa molto signorile, quadri, decorazioni, solitaria però, zio Lino celibe e morta un anno fa madre, sorella nonna Ernesta.
Ore 18 scesi casa zio Lino, zia Gilda e zio Virgilio partiti Roma, noi portati automobile zio Lino di nuovo Pompei. Appena giunti invitati Visitatore Fratel Valerio Fratelli Scuole Cristiane che doveva parlarmi pratica d'ufficio, andato Ospizio Figli Carcerati, retto Carissimi. Assistito teatro Ospizio, insieme Visitatore spettacolo soci Azione Cattolica Pompei. Osservato io Visitatore grandi preghiere, grandi grazie bisognano Fratelli per esplicare loro missione in mezzo al mondo incredulo. Licenziatoci Visitatore, andati cena Mons. Ronca, accompagnato quattro Sacerdoti. Leonardo ha domandato cose che riguardano studi ingegneria, essendo Monsignore ingegnere. Poi riandati col pensiero vita passata quando noi due eravamo studenti. Poi andato albergo dormire.
Mattina andati Santa Messa Basilica. Io anche confessato. Leonardo Francesco ed io comunicati. Poi andati vedere scavi Pompei, meravigliosi interessanti: case antichi romani cortiletto, centro vasca, soffitto sostenuto da colonne di marmo con apertura in mezzo, pareti tutto marmo, in queste pareti porte danno stanze letto, triclinio, tutte pareti non di marmo, affrescate, dipinte diverse scene, tre pareti, quarta porta dà in un giardino con fontanelle e statue di marmo.
Le case erano fresche data l'apertura in alto, da cui si vedeva il cielo, e la vasca d'acqua. Usavano condutture di piombo. Vasche e fontane dovunque. Strade rettilinee non molto larghe. Tutto il resto comune al Foro Romano. Dopo scavi andati tranvia circumvesuviana a Torre del Greco. Trovato Fratel Lelio, pranzato insieme, conversato con i Fratelli Direttori della Casa, poi partiti per Napoli (Fratel Lelio verso il 20 Dicembre dovrebbe venire a Roma Istituto De La Salle verso la Magliana). Fratel Lelio sta bene in salute ed è contento, egli ci ha condotti sulla riva del mare a Torre del Greco. Che incanto! Il mare, i monti della penisola sorrentina, l'isola di Capri, la città di Napoli da una parte e la massa imponente del Vesuvio, alto più di 1000 metri, dall'altra, poi un sole, una luce!
Preso autobus per Napoli, giunti Piazza Municipio, visto navi porto, piroscafi, poi galleria (più grande e più artistica di quella Colonna a Roma), esterno del Teatro San Carlo. Facciata palazzo reale, piazza e facciata con colonnato. Chiesa San Francesco di Paola e poi Lungomare di Via Caracciolo con panorama Vesuvio, isola Capri, penisola di Sorrento. Iniziato ritorno, preso autobus, giunti stazione, preso terza classe diretto delle ore 18, trovati posti a sedere tutti vicini; giunti Roma 21,30. A casa domestica Gilda ci attendeva, cena pronta.
Ho lasciato il M. Rev. P. Provinciale P. Bernardino a letto per una caduta per la strada, spero che si sia ristabilito. Conto di andarlo a trovare. Ossequia e ringrazia sempre il M. Rev. P. Priore e Sottopriore, per tutte quelle cure che ti prodigano. Dimenticavo di dirti che ho comprato per te una scatola di fitina ((medicina ricostituente)). Debbo mandartela? ti occorre qualche libro di filosofia, il Rossignoli, per esempio?
Saluti affettuosi a tutti. A te la S. Benedizione papà
Per ringraziare Monsignor Ronca dell’ospitalità papà gli scrive la seguente lettera:
224/b
“Roma 12 dicembre 1951
Mia carissima Eccellenza,
Ti scrivo per esprimerti la lieta, commovente e dolce impressione che ho provato per la tua confidenziale, paterna accoglienza a me e ai miei ragazzi, l’albergo, la cena e la guida di Monsignor Buttaezio agli scavi di Pompei, che nessuno di noi aveva mia visto. Agli scavi il sole indusse i ragazzi a proseguire per Napoli, con fermata a Torre del Greco, e così non potei salutarti ew intrattenermi ancora con Te, come avrei desiderato.
Gli scavi Leonardo li ha trovati interessanti ed io meravigliosi anche per il panorama che vi si gode. Per Francesco e Teresa sono stati certamente molto istruttivi.
Ed eccoci di nuovo a Roma al consueto lavoro, tranne Teresa un po’ indisposta, ma ora sta meglio.
Leonardo ha comunicato a mio cognato Fucile quanto hai detto circa il Rosario predicato alla Radio. So che mio cognato, perché me lo ha detto, avrebbe piacere di farti parlare nell’ora degli ammalati. Circa la possibilità o meno di unire queste due cose, sarebbero da conoscere certi particolari che io non so bene.
Per telefonare a mio cognato Fucile occorre chiamare il n. 664, risponde R.A.I. e chiedere allora del Dott. Fucile, orario 10,30 - 14,30 e 18 - 21,30.
Ho un’idea; non so quanto valga.
Per vederci qualche volta, non potresti venire a prendere qualche pasto da me, alla mia poco attrezzata mensa?
Se poi volessi venire sempre……….
Col bacio del Sacro anello e chiedendo la Tua Benedizione per me e per tutti i miei cari
Affezionatissimo e devotissimo
sempre tuo gratissimo di tutto”
Alla quale il Vescovo risponde:
“Roma 18 dicembre 1951
Caro Amendolagine,
ho avuta la tua lettera del 12 corrente e ti ringrazio per quanto mi dici.
Circa poi all’ora degli ammalati e la possibilità di unirla al Rosario predicato, trovo che la proposta è interessante e non mancherò di mettermi in contatto con tuo cognato, Dott. Fucile, chiamandolo direttamente alla R.A.I.
Con auguri vivissimi per il prossimo Santo Natale, credimi cordialmente
tuo”
A Natale di quell’anno papà scrive ancora, a proposito dell’interessamento chiesto da Monsignore a mio zio Virgilio Fucile (Dirigente della RAI) per trasmettere il Rosario da Pompei:
224/C
“Roma 25 - 12 - 1951
Reverendissima e carissima Eccellenza,
Tanti affettuosi e sinceri auguri. Ti sono sempre grato di tutte le manifestazioni di amicizia che tutte le volte che se ne presenta l’occasione sempre mi rinnovi. Io non posso fare altro che pregare indegnamente per Te.
Mi è dispiaciuto sentire da mio cognato Fucile che vi sono difficoltà in alcuni particolari per attuare il Tuo bel progetto di Rosario predicato per radio. Confido che la preghiera che si farà a Pompei a questo riguardo farà superare anche queste difficoltà. La Madonna può tutto.
Spero che tu continui a godere buona salute. I miei ragazzi stanno ben, salvo Leonardo che si è fatto male ad un ginocchio per una caduta dalla bicicletta ed ora ha la febbre.
Roberto è venuto a Roma, Istituto De La Salle, Via dell’Imbrecciato N. 151 -181, dove c’è lo studentato o scolasticato dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Si trova passato il Folanini, sulla Via Portuense, andando, a mano sinistra, in aperta campagna, edificio nuovo.
Ti rinnovo gli auguri, assicurandoti d’altra parte che pregherò in suffragio anche della Gentile Tua Signora Madre, quando ricorderò i miei Defunti.
Col bacio del Sacro Anello
tuo affezionatissimo
e devotissimo”
A questa lettera Monsignore risponde. Si nota anche nel Vescovo una ripresa di familiarità, infatti è la prima volta che lo chiama per nome:
“Roma, 2 gennaio 1952
Carissimo Ulisse,
grazie vivissime dei tuoi auguri che ricambio con il solito antico affetto. E grazie anche delle notizie dei tuoi figlioli sempre bravi e buoni; le conseguenze dell’incidente occorso a Leonardo saranno spero già passate, mentre la presenza a Roma di Roberto allo Studentato delle Scuole Cristiane, ti sarà di grande conforto.
Non siamo ancora riusciti a far diffondere il Rosario per radio, ma la Madonna ci aiuterà anche in questo.
Penso assai spesso a te e non manco di pregare in suffragio della tua diletta consorte che troppo presto ti ha lasciato. Nella speranza di poterti presto rivedere ti saluto con il più vivo affetto
tuo”
Gli auguri per Natale quest'anno non li ricevo a causa del lutto. Dopo Natale papà scrive:
225 QUESTA LETTURA MI HA CONSOLATO DALLA MORTE DI MAMMA
Conforto nella lettura della vita di Santa Teresa
Roberto è trasferito a Roma
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 30 - 12 - 51
Ti scrivo oggi pomeriggio di Domenica. In fretta quindi scusa stile telegrafico. Sono intorno a me, stanza da pranzo: Mario Giuseppe, zio Virgilio, seduto poltrona solita, Teresa, zia Gilda e Francesco. Sei contento, stai veramente bene? In questo momento Francesco chiude per scherzo il contatore della luce, interrompendo la trasmissione radio. Sulla radio zia Gilda ha fatto mettere un ingrandimento della fotografia di mamma. Lei sta così in effigie (ho una segreta impressione che non sia soltanto in effigie e questo mi rende più tranquillo) in mezzo a noi. Roberto è venuto a Roma, Via dell'Imbrecciato N° 151 - 181; questa via è una traversa di Via Portuense, dopo il Forlanini.
La casa dei Fratelli delle Scuole Cristiane, nuovo edificio trovasi in campagna. Si chiama Istituto De La Salle, come quello di Santa Teresa, ma è quattro volte più grande, ben messo con termosifoni. I° piano scuola elementare, 2° piccolo noviziato, 3° scolasticato o studentato. Dormono in camerata (letto Roberto vicino finestra). Sono andato a trovarlo due volte. La prima era bel tempo. Da casa al loro Istituto prendere tre mezzi, 75 (filobus), 13 (tram), 281 o 381 (autobus).Mentre scrivo in questo momento venuti Mariella col figlioletto di 3 anni e ½ Giorgetto, stanno tutti intorno al presepio: (Giorgetto recita spontaneamente poesia a Gesù Bambino, insegnatagli dalle Suore dell'Asilo Infantile) le meraviglie fatte da Francesco. La grotta con in fondo lo specchio che riflette una veduta di mare ed un faro che gira sempre, poi la raggiera di Gesù Bambino. Ora si sono messi a giocare a carte, con relativi imbrogli scherzosi. Si ride. Io però non gioco perché sto scrivendo questa lettera.
Mia sorella Maria mi fa stare in pensiero: prima ha preso una tonsillite con placche alla gola e adesso ha continui dolori di stomaco. L'ufficio mio sempre molto richiede sacrificio.
Colgo l'occasione per fare tanti auguri al Molto Rev.Padre Priore, al M. R. P. Sottopriore ed a tutti i M.R. Padri insegnanti e abitanti del Convento che io ricordo con tanto piacere.
Il 26 Dicembre siamo andati trovare Fratel Lelio Roberto io e Francesco. Leonardo e un amico suo Conti sono andati in bicicletta. Leonardo è caduto investito da Conti. Giunto all'Istituto lo hanno medicato. Al ritorno a piedi, pioggia a catinelle, bagnato, a casa a letto febbre 39. Due giorni febbre, ora meglio, si è alzato, ha un buco sul ginocchio. Giorno di Natale andati noi a pranzo da zio Guido. Pomeriggio Mariella, Piero, Ernestina, Leonardo, Francesco e Teresa giocare 7 ½ e scopetta Io ho proposto a fagioli, ma loro a cinque lire. Io non giocare.
A me hanno dato per il mese di Dicembre la tessera per tutta la rete tranviaria di Roma. Speriamo (anzi devono) rinnovarmela anche anno 1952.
Io ancora sto leggendo i libri di S.Teresa (la Santa Madre) e ne avrò ancora per un pezzo, perché ne leggo poche pagine al giorno, come mi permettono le mie occupazioni. Questa lettura mi ha fatto compagnia e mi ha consolato dalla morte di mamma a sino ad oggi ed io ne sono veramente grato alla Santa. Siamo in lutto e non possiamo farci gli auguri. Io tuttavia te ne fo tanti, tanti, dei veri beni e di questi della terra, che possono desiderarsi.
Ho visto, ho visitato prima di Natale il M.R.P.Provinciale P.Bernardino che sta meglio con la gamba. Prima di Capodanno lo andrò a trovare.
Tanti auguri di nuovo e ossequi a tutti.
A te la S.Benedizione da papà
1952
226 A PRANZO CHI MANGIA PRIMA E CHI DOPO
Difficoltà per l’assenza di mamma in famiglia
Descrizione di una vendita all’asta
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 7 - 2 - 1952
Come stai ? sei contento? Fa molto freddo a Caprarola? Neve? E gli studi? A Roma quasi sempre bel tempo, un pò rigido la mattina. Nelle prime ore della giornata il termometro scende a due o tre gradi sopra lo zero. Stamattina c'è anche il vento. Tocca coprirmi bene, quando vengo all'ufficio, dove c'è il solito lavoro. A casa Gilda, la domestica, continua ad andar bene. Ha chiesto un aumento di mesata da £ 11.000 a £ 13.000. Zia Gilda, zio Virgilio e Mario tutte le Domeniche sono a pranzo in casa nostra. Leonardo in gran da fare per la sessione di febbraio degli esami universitari. Ne ha già superato uno pochi giorni fa. Teresa e Francesco a scuola. Francesco, 2° anno di Ragioneria, ha da studiare parecchio; è il 2° della classe. La mattina esce alle otto meno un quarto, ritorna all'una e mezzo e il pomeriggio sta sempre a casa a studiare sino alle 9,30, ora in cui si cena tutti insieme. A pranzo chi mangia prima e chi dopo, perché quando io ritorno, alle 14,30, Teresa molte volte è già ritornata a scuola per le ore pomeridiane scolastiche. Teresa studia di meno di Francesco. Certe volte va a casa di zia Gilda, accompagnata dalla domestica. Ieri c'era un vento di tramontana e zia Gilda non ha voluto che andasse da lei.
Io ho avuto un poco di male all'imboccatura dello stomaco per tre o quattro giorni. Ma ieri mi son fatto cucinare del brodo e della carne macinata per macchina con purè di patate e ho preso mattina e sera quello e così mi è passato. Roberto dal 1° Gennaio non l'ho più visto. Tre o quattro giorni fa ha telefonato e mi ha detto che aveva avuto un poco d'influenza, ma che era guarito. Non sono riuscito ad andare a trovarlo, né a mandare qualcuno. Ho avuto occasione in ufficio di vedere uno dei Fratelli delle Scuole Cristiane che abita con lui, il quale mi ha assicurato che è guarito. Speriamo che i tempi migliorino e che sia più facile andare sin là in campagna.
Zia Maria e zio Alfredo come al solito. Mariella Domenica scorsa si è fatta prestare 4.000 lire per comprare un mobile ad un'asta pubblica. Tu forse non sai che cosa sia questo ed eccomi a spiegartelo.
Domenica questa, nel pomeriggio, siamo usciti zia Gilda, zio Virgilio, Mario e noi quattro e siamo andati per Via Nazionale dove sui muri c'erano dei manifesti che dicevano che a Via Savoia N° 72 si vendevano mobili all'asta il giorno 4 febbraio e si invitava il pubblico ad andare a visitare questa vendita. Allora zia Gilda ha voluto andare. Il posto è vicino a casa nostra sulla Via Savoia. Un portone, siamo saliti al quarto piano, un appartamento affollato di visitatori che andavano e venivano e pieno zeppo di mobili, di quadri, di stoviglie, di biancheria etc. Fra i visitatori c'era anche Piero e Mariella, la figlia di zio Guido (il quale sta bene e va a caccia). Zia Gilda che ha la mania di comprare in queste vendite ha comprato una piccola zuccheriera d'argento per 4.000 lire e Piero una colonnina di marmo per metterla all'angolo della strada.
Hai bisogno di qualche cosa? Scrivimelo.
Ricordami affettuosamente al P. Priore Rev.mo P. Alessandro, al M. Rev. P. Sottopriore P. Bonifacio, a tutti gli Insegnanti Rev.mi, ai colleghi e confratelli
e a te la S. Benedizione papà
227 PERCHÉ ROMA DIVENTI UNA CITTÀ SACRA
Leonardo supera tutti gli esami
P. Lombardi per radio
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 29 - 2 - 1952
Il giorno 7 di questo mese ti ho scritto già una lettera. Alcuni giorni fa Francesco ti ha mandato una lettera dattilografata. Dopo il 15 Gennaio tu non hai più scritto. Spero che stai bene e sei contento. Alcuni giorni fa ho visto il M. Rev. P. Vicario Tarcisio, il quale mi diede buone notizie di voi che stavate preparando una festa tutti bene in salute. Noi qui come al solito. Leonardo che era tanto preoccupato per i suoi studi è riuscito, grazie al Signore ed alla Mamma che ha pregato per lui in Paradiso, a superare tutti gli esami del primo anno. Ora gli rimangono quelli del secondo anno di ingegneria, che è il più difficile di tutti. Poi verranno gli altri anni, difficili sempre, ma un pò meno. Zia Gilda è da circa una ventina di giorni influenzata: non ha nulla di grave, ma a causa di una tosse stizzosa e raffreddore non è più venuta a trovarci. Roberto (Fratel Lelio) sta bene. Studia le magistrali e il liceo. Ha incominciato il greco. E i tuoi studi come vanno?
1 - 3 - 52 - Ho dovuto interrompere per ragioni di ufficio. Ora proseguo. Zia Gilda in passato ha condotto Teresa e Francesco al Teatro da dove si trasmettono i programmi della radio, chiamato "Auditorium" parola latina. Qualche volta Francesco e Teresa vanno al cinematografo soli, agli spettacoli che sul giornale il Quotidiano sono indicati come visibili per tutti. Francesco studia. È diventato il secondo della classe e a scuola gli hanno fatto la fotografia e l'hanno pubblicata sopra una grande rivista illustrata, stampata per il centenario della fondazione dell'istituto San Giuseppe. La fotografia è somigliante.
La sera alle 9,30 ascoltiamo alla Radio la predica di P. Lombardi. La predica dura 20 minuti. Ha cominciato prima di carnevale, credo il 12 febbraio, e continuerà ancora per tutta la Quaresima. Si propone di illustrare l'appello di Sua Santità perché Roma diventi una città sacra e per il rinnovamento spirituale di tutto il mondo, compresa Roma. Questi sono fini che sono sempre esistiti, almeno da quando esiste il Cristianesimo, ma ora si vuol dare un nuovo impulso, con una nuova azione e con nuovi metodi. Ieri o l'altro ieri P.Lombardi ha pubblicato sul Quotidiano un articolo in cui spiega quelli che sono questi nuovi metodi. I tuoi fratelli e sorella, che non amano le prediche, sono costretti a sentire P.Lombardi, perché il suo discorso coincide con l'ora della cena. Così mentre mangiano, sentono. Guarda un poco come combina bene certe cose il Signore!
A noi Terziari per pregare come vuole il S.Padre, ci hanno dato da fare durante gli ultimi quindici giorni di carnevale, cinque tridui sulla Passione di Nostro Signore.. Un giorno S.Messa, un giorno S.Comunione e un giorno un'altra pia pratica (Via Crucis etc.). Sono curioso di sentire di voi. Che cosa vi hanno detto di fare?
Caro Fra Raffaele (Giuseppe), ti devo lasciare anche perché l'ufficio preme. Ossequia, ringrazia e ricordami con affetto al P.Priore P.Alessandro, al P.Sottopriore P.Bonifacio, al P.Marco, al P.Fedele e a tutti quanti gli altri Padri e Confratelli.
A te la S.Benedizione da papà
228 LO SCAPOLARE CHE HO SUBITO INDOSSATO
Riceve un nuovo scapolare che subito indossa
Visita al cimitero
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 3 - 3 1952
Ho ricevuto la tua lunga lettera insieme a quella indirizzata a Teresa e lo scapolare nuovo che ho subito indossato. Mi sono recato ieri al Corso d'Italia 39 per ringraziare il M.Rev.P.Alessandro che aveva avuto la gentilezza di portarmelo. Ma non l'ho trovato. Sono andato allora alla Vittoria, ma neanche là l'ho trovato. Tu vorrai ringraziarlo da parte mia, riservandomi io stesso di farlo di persona alla prossima occasione.
Il 1° marzo ti ho inviato una lettera con alcune notizie di casa. Per quanto riguarda la tomba di mamma, siamo andati due Domeniche fa al Verano al loculo di mamma ed anche a quelli dei miei genitori e dei genitori di mamma. Il nuovo edificio sorgerà proprio accanto a quello dove si trovano nonno Peppino e nonna Ernesta, ma i lavori vanno molto a rilento, sono ancora alle fondamenta e un guardiano che stava sul posto ci ha detto che occorrerà ancora un anno. Dove ora sta mamma hanno fissato la scala sopra un binario con le rotelle scorrevoli. Il binario sta in alto, in cima alla scala, e le rotelle in basso.
Ieri è venuta zia Gilda, guarita, a casa. Poi al cinematografo insieme, dove si dava un film permesso a sfondo morale. Il cinematografo, chiamato "Le Maschere", affollatissimo, senz'aria. Leonardo è invece andato al Terminillo a sciare. Si è fatto imprestare tutta l'attrezzatura necessaria ed è ritornato col naso graffiato. Sono andati in due, lui e Fano insieme e molti altri giovani della Gioventù Cattolica, con un gruppo organizzato dal Vicariato ed un ottimo pullman.
Tanti affettuosi ringraziamenti al M. Rev. P. Priore al Rev. P. Sottopriore. A tutti saluti affettuosi
a te la S. Benedizione e grazie di tutto papà
229 PER LA GIOVENTÙ CI VUOLE ARIA, ARIA, ARIA
Esigenze di Leonardo
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 12 - 3 - '52
L'altro ieri è venuto a trovarci a casa il Molto Rev.P.Priore P.Alessandro. Figurati la nostra gioia! Ci ha raccontato dell'Accademia, del tuo lavoro su Ettore ed Andromeca, delle feste vostre per il carnevale. Ci ha detto che prima hai fatto l'infermiere e poi ti sei ammalato con l'influenza anche tu. L'influenza è una malattia leggera. Bisogna però avere molta cautela, perché le ricadute sono molto facili. Se hai bisogno di medicine faccelo sapere. Io consiglierei di prendere, dopo passata la febbre, l'Epamoxil che è un ricostituente a base di fegato di cavallo che ha un'azione rapida e ti rimette subito in forze. Ciò perché l'influenza si cura con i sulfamidici, i quali indeboliscono molto l'organismo. L'Epamoxil si vende in bottiglie sfuso ed a fiale in scatole di sei fiale l'una. Io l'ho preso sempre a fiale e mi ha fatto bene. Spero che quando ti sarà giunta questa lettera tu sarai già guarito, comunque non mi fare mancare tue notizie.
Ho ringraziato P.Alessandro per aver portato lo Scapolare e ringrazio anche te per averlo confezionato. Ho aggiunto l'elemosina per qualche S.Messa per mamma, che ho dato al P.Priore. Desidero di venirti a fare una visitina, ma non so quando potrò soddisfare questo desiderio. Qui nessun'altra novità, oltre quelle che ti ho già scritto con le precedenti del 7 e del 29 febbraio u.s. Leonardo dice sempre anche lui che vuole venire da te, ma c'è quel Terminillo e gli scii (speriamo che non si faccia male), poi è molto occupato per gli studi, poi a Caprarola gli si affacciano alla mente certi ricordi muliebri...(Leonardo in quel mese che era stato a Caprarola si era affezionato ad una ragazza di Canepina che aveva un bel sorriso. Ci scherzavamo sopra.... Erano i primi sentimenti di amore che nascevano in lui)) Basta.... , poi ha sentito P.Lombardi che attraverso la radio gridava che per la gioventù ci vuole "aria, aria, aria!" e lui ha accolto questa esortazione con ardore, applicandola al Terminillo.
Al De Merode, che è la scuola dove va Francesco, hanno nominato Leonardo Presidente dell'Unione Missionaria fra gli studenti.
Ringrazia il Molto Rev. P.Priore per tutte le cure che ha per te. Augura ottima salute e ottima riuscita dell'operazione a P.Bonifacio. Ringrazia anche a mio nome tutti quelli che ti curano. A te auguri di prossima guarigione
e la S.Benedizione da papà
230 RINGRAZIAMO IL SIGNORE CHE NON È SUCCESSO NIENTE
Incidente di Leonardo sulla neve
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 18 - 3 - 1952
Domani sarà il tuo onomastico di Battesimo e io insieme con tutti di casa ti faccio tanti auguri. Spero che tu ti sia guarito, sebbene non ho ricevuto alcuna tua lettera che mi facesse sapere la tua guarigione e nessuno me lo ha comunicato a voce. Voglio comprarti un po’ di cioccolato e mandartelo per S. Giuseppe, ma non so ancora come farò a fartelo pervenire. Spero che tu hai ricevuto la mia precedente.
A casa, come al solito, Leonardo al Terminillo l'ha scampata bella. Una slitta con non so quante persone, che scendeva lungo la china del monte gli è venuta addosso e per poco non lo ha investito; ha invece spezzato una racchetta (una specie di bastone con delle rotelle alla punta per trattenere la neve) che era di acciaio. Ringraziamo il Signore che non è successo niente. Ora dovrà comprare a chi gliele ha imprestate le racchette di acciaio (erano di Solì) e non sa come fare. Tanti abbracci per l'onomastico e tanti tanti auguroni.
Gilda, la domestica, ha chiesto che le si rinnovi la dentiera che dice che si è rotta. Anche questa sarà una bella spesa per me. Il Signore provvederà.
Tanti ossequi al M. Rev. P. Priore. come sta il P. Bonifacio? Fagli tanti auguri di rapida e completa guarigione. Saluta affettuosamente tutti.
A te la S. Benedizione da papà
231 PREGA PER LA CONCORDIA DI QUELLI CHE SONO RIMASTI IN CASA
Problemi con i fratelli che stanno a casa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 11 - 4 - 1952
Tanti auguri per la S. Pasqua a te e agli ottimi Padri
14 - 4 - 52 - Un mal di testa dietro la nuca e le distrazioni di questi giorni mi hanno impedito di continuare.
Leonardo il 16 Aprile dovrebbe andare a passare la visita di leva. Egli vorrebbe rinviare a un altro anno la decisione per farsi fare rivedibile per un altro anno. È vero che come studente universitario potrebbe avere il rinvio a fine studi del servizio militare, ma lui preferisce essere rivedibile per un altro anno. Prega un poco per lui.
Roberto sta bene ed è contento. Tanti saluti ed auguri di cuore al Molto Rev. Padre Priore. Il Sottopriore s'è guarito? Sta bene?
Tanti e tanti auguri anche a lui di ottima salute.
A te affettuosissimi saluti e la S. Benedizione papà
Carissimo Fra Raffaele - Prega un poco per la concordia fra quelli che sono rimasti a casa - che non hanno tanto giudizio.
Per Pasqua scrive anche all’amico monsignor Ronca:
231/b
“Roma S. Pasqua del 1952
Carissima Eccellenza,
Auguri per la Santa Pasqua da parte mia e dei miei figli. Essi stanno tutti bene. Quelli che sono in Religione sono contenti.
La S. Pasqua per me è un po’ melanconica data la mancanza della cara Scomparsa. I parenti di mia moglie, specialmente una nipote di mia moglia, maritata e con un bambino, viene a trovarci e ci fa stare allegri.
La sorella di mia moglie va a casa della madre di suo marito.
All’Ufficio le cose come al solito. Soltanto c’è un particolare: le concessioni di cittadinanza devono essere sottoposte al parere favorevole del Consiglio di Stato per poter avere corso ed il Consiglio di Stato, Sezione Prima, presieduta dai presidenti di Sezione Mirando e Vetrano e dal Presidente Generale Capo Severi da circa un anno concede molto difficilmente il parere favorevole e ciò per motivi non molto plausibili e che, comunque, prima non costituivano ostacoli al rilascio della cittadinanza. Le nuove condizioni che di continuo detta il Consiglio di Stato, perché le pratiche possano arrivare in porto, produce un notevole aumento di lavoro, senza che poi si possa giungere ad una conclusione delle pratiche stesse.
Sento alla Radio Vaticana, alle 21,15, il S. Rosario. Veramente io a quell’ora non sono ancora giunto a casa. Lo sentono i figliuoli.
Domanderò a mio cognato se tale circostanza possa favorire la trasmissione del S. Rosario predicato da Pompei alla Radio Italiana.
Rinnovo fervidissimi auguri. Chiedo la S. Benedizione col bacio del Sacro Anello
Tuo affezionatissimo e devotissimo”
A questa lettera non c’è risposta, forse si è incontrato con lui.
Papà deve aver passato qualche giorno a Caprarola con me. Ogni tanto il Provinciale, ma anche il Priore del Convento, senza difficoltà, permettono a papà di trascorrere qualche giorno in Convento. Papà non dà fastidio. Se ne sta sul belvedere a contemplare la natura. L'unica cosa che non è permessa è che mangiasse con i frati. Deve essere apparecchiato e servito in una saletta a parte e neppure io posso mangiare con lui. Preparo e lo servo a tavola. La salute di papà comincia a dare qualche cedimento. Mamma pensava a tutto. Lo teneva a regime stretto per il diabete e si preoccupava molto per ogni minimo disturbo. Ora è solo e si vede che senza volerlo è un pò trascurato. Anche in questo la mancanza di mamma influisce non poco. Inoltre si nota che papà deve essere anche un pò stanco, infatti mi scrive il 4 maggio, che sarebbe stato il compleanno di mamma, senza farne per nulla un accenno.
232 LE PAROLE DI SANTA TERESA SONO DI TANTO CONFORTO
Problemi con la domestica
oltre che con i figli
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 4 - 5 - 1952
Come stai? Sei sempre contento? Da quando sono ritornato a Roma non sono riuscito ancora a salutare il M. Rev. P. Provinciale P. Bernardino, che sono andato a trovare alcune volte, ma non ho trovato. Credo che già sarà stato a Caprarola. Se è ancora costì ossequiamelo e ringrazialo tanto da parte mia.
A casa c'è la novità di Gilda, la domestica, la quale la prima volta mi ha chiesto che io la facessi iscrivere all'anagrafe di Roma perché doveva farsi gratis la dentiera ed io gli risposi che la dentiera gliela avrei fatta fare io a mie spese e allora non volle più la dentiera; la seconda volta chiese la iscrizione all'anagrafe perché doveva far venire i figlio a lavorare a Roma e io ho procurato lavoro al figlio (il Direttore di Roberto ha telefonato che era pronto a prenderlo come inserviente) e Gilda ha risposto che avrebbe scritto al marito per avere il consenso.
5 - 5 - 52 - Dopo alcuni giorni mi ha detto di avere trovato una casa a Roma per tutta la sua famiglia e di avere trovato pure il lavoro a Roma per suo marito, ma bisognava che io la facessi iscrivere all'anagrafe municipale di Roma. Ora informatomi mi è risultato che la iscrizione era inutile per lei, per il marito e per il figlio. Per lei in quanto per le domestiche non occorre, può occorrere soltanto se vuol fare qualche altra cosa, operaio, portiere etc. Alle mie domande per sapere maggiori particolari circa l'alloggio da lei trovato e l'occupazione, non mi ha risposto, anzi pare che in dialetto veneto mi abbia detto che questi erano fatti suoi. Inutile l'iscrizione di lei per il marito e i figli perché le leggi contro l'urbanesimo per Roma vietano l'iscrizione di tutti quelli che non hanno un'occupazione stabile a Roma. E d'altra parte per avere una occupazione stabile bisogna prima essere iscritti all'anagrafe. Quindi il marito qui a Roma non può lavorare. Lei quando ha saputo questo ha incominciato ad imprecare contro il Governo. Io pensatoci su, le ho consigliato che in queste sue condizioni di famiglia la migliore cosa per lei sarebbe di trovare un lavoro vicino a casa sua, a Padova, e che non pensasse all'anagrafe. Lei ha interpretato questo mio consiglio come se la volessi mandare via. Pare che in dialetto veneto mi abbia detto che desidera restare e che avrebbe cercato se troverà un altro servizio. Io ho risposto che facesse come meglio credeva. Ora sta col broncio.
Ora ti parlo della mia salute. Il male dietro la nuca mi era passato dopo la partenza da Caprarola, poi mi è ritornato. Mi sono fatto fare l'analisi dell'urina, ho chiamato il Dott. Ricotti e mi sono fatto misurare la pressione. La conclusione è che ho un o’ più forte il diabete ed ho la pressione più forte del normale a 180, dovrebbe essere 160. Ho diminuito il sale sulle vivande e sto facendo una cura di cicorie con olio. Di medicine ne vorrei fare il meno uso possibile. Sto attento al vitto anche per il diabete.
Leonardo credendo di essere malato di ipertiroidismo e di esaurimento nervoso si è fatto visitare sia dal Dott. Ricotti sia al Policlinico. Ma invece sta bene. Ieri è andato in barca sul Lago di Nemi, insieme a colleghi della FUCI.
Tanti ossequi e ringraziamenti con tanti affettuosi ricordi al M.Rev. P.Priore P.Alessandro, al P.Sottopriore P.Bonifacio, che spero si sia rimesso completamente in salute, e a tutti , P.Fedele, P.Marco etc. etc. ringraziamenti, colleghi e confratelli. Io la Vita e le Opere di Santa Teresa le trattengo ancora, mi servono per la meditazione. Ora veramente posso leggere poco, ma le parole di Santa Teresa sono di tanto conforto.
A te abbracci, baci e la S.Benedizione da papà
Papà scrive più raramente. La sua vita è profondamente cambiata. Senza mamma al suo fianco sembra quasi più addormentato. Ha i figli, ha i problemi dell'ufficio, ma tutto sembra appena sfiorarlo. Va avanti sorretto dalla fede. Le notizie della famiglia me le scrive spesso Francesco, il quale nelle sue lettere cerca di essere sempre scherzoso, anche se qualche volta questo suo stile dispiace al Sottopriore che me lo fa notare (i controlli delle lettere sono severi e pesanti...)
233 ABBIAMO ASPETTATO LE 19,57 DAVANTI ALLA TOMBA
Primo anniversario della morte di mamma
Leonardo è bocciato
La domestica si licenzia
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 4 luglio 1952
Hai finito gli esami? Come sono andati? Sei sempre contento e in buona salute? Ti ha scritto Francesco una decina di giorni fa ed io ho aggiunto qualche parola. Hai ricevuto la lettera? Leonardo deve fare oggi gli esami; prega un pò per lui. Teresa dovrà fare a Ottobre matematica, per il resto le Suore l'hanno promossa. L'esame presso la scuola pubblica è stato però un disastro. È stata promossa soltanto in francese. Francesco è stato il più bravo di tutti. Promozione totale. Roberto è andato discretamente. È partito insieme agli altri colleghi e confratelli per l'Istituto della marina di Cattorì dell'Istituto Bartolo Longo dei Figli dei Carcerati di Pompei. Là fa da sorvegliante ai ragazzi e contemporaneamente fa i bagni. Alla fine del mese ritornerà a Roma, Via dell'Imbrecciato 181, Istituto De La Salle, a fare gli esercizi spirituali e dopo andrà forse a Castelgandolfo. A Roma fa un caldo formidabile.
Ieri 3 Luglio è stato l'anniversario della morte di mamma. La mattina tutti e quattro siamo stati a Messa con la S.Comunione. C'erano anche le Suore della Clinica. Nel pomeriggio siamo andati al Camposanto. Era l'imbrunire. Abbiamo aspettato le 19,57 davanti alla tomba..., la quale si trova sempre allo stato di un anno fa, perché le nuove costruzioni non sono ancora ultimate.
Lunedì 7 luglio 1952. - Proseguo oggi. Ho preso il congedo fino al 28 Luglio 1952, perciò sono a casa coi ragazzi. Abbiamo ricevuto tre giorni fa la tua lettera.
Leonardo ha fatto l'esame, ma è stato bocciato. Io lo sto consolando. Gilda, la domestica, si è fatta pagare e se ne è andata via. Ha lasciato la valigia che verrà a prendere Lunedì e dormirà per una notte ancora a casa nostra.
Siamo senza domestica. Il termometro della finestra della stanza da pranzo segna 36°.
Ossequia e ringrazia i buoni Padri, M. Rev. P. Priore e M. Rev. P. Sottopriore. Affettuosissimi abbracci e la S. Benedizione a te
papà
234 LA FORTE FEDE NELL’ESISTENZA DELL’OLTRETOMBA CI AIUTERANNO
Gli zii vanno da P. Pio.
Un romanzo sequestrato perché poco adatto per Teresa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 22 Luglio 1952
Ti ha scritto pochi giorni fa Francesco una lettera, a cui ho aggiunto io alcune parole. Come stai? Il mal di stomaco come va? Sei contento? Seguiti sempre a mangiare senza il sugo di pomodoro? Qui Francesco e Teresa non si vogliono muovere e stiamo al caldo. Leonardo invece ci ha scritto che ha visitato Pisa, Genova, dove è stato accolto dai Fratelli Maristi, Torino, dove ha mangiato presso la mensa universitaria. Poi è andato in Val d'Aosta, a Courmayeur - Vernard, presso l'albergo della Gioventù, e si sta godendo il fresco. Speriamo che non faccia imprudenze per salire sui monti. Il Visitatore di Roberto mi ha telefonato che Roberto sta bene a Cattirì, vicino Pompei.
Zia Gilda e zio Virgilio verranno a trovarti e ti faranno una relazione su P. Pio. Zio Virgilio ha sentito il famoso profumo di rose ed è rimasto molto impressionato. Pare che a San Giovanni Rotondo gli zii abbiano avuto una prova del soprannaturale. Essi desiderano comprare un terreno ed una casetta presso il Convento di P.Pio. La forte fede nell'esistenza dell'oltretomba, secondo quanto insegna la S.Chiesa Cattolica Romana, e la fiducia nella Divina Provvidenza, che si rivela col suo aiuto sempre tempestivo e paterno, ci aiuteranno, te e tutti noi, a superare le difficoltà di ogni giorno e di tutta la vita e di qualsiasi genere che potremo incontrare. Ho intenzione di andare a visitare il museo del Purgatorio presso la chiesa di Santa Maria dell'anima in Roma.
Stiamo senza domestica e Francesco e Teresa sbrigano le faccende di casa. Sto facendo un regime rigoroso contro il diabete. Ho sequestrato un romanzo che Dara aveva dato a Teresa e che mi è sembrato non adatto per signorine. Quando farete il campeggio? Ti invio due piccoli manualetti di diritto costituzionale e di diritto amministrativo. Nella filosofia che stai studiando, si parla infatti anche della costituzione della società civile e qualche dettaglio al riguardo sembra che possa completare le tue idee. Non sono riuscito ancora a muovermi di casa per vedere quello che si può fare per la tomba di mamma.
Ringrazia ed ossequia tanto il Molto Rev. P.Priore, P.Sottopriore, tutti i Padri Insegnanti, il P.Iurlaro ((P.Ermanno)) (non sono andato ancora in ufficio) ((probabilmente questo Padre gli aveva chiesto qualcosa che riguardava l’ufficio)), gli altri Padri, colleghi e confratelli.
A te la S.Benedizione da papà
Papà prima della fine di Luglio viene a trovarmi e a passare qualche giorno in Convento.
235 LUCE E CRISTALLO ECCO IL CASTELLO
Conta i mesi dalla morte di mamma
Lettura del Castello Interiore di Santa Teresa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 5 - 9 - 52
Sono trascorsi meno di due mesi da quando sono stato a Caprarola e mi sembra tanto tempo. Sono trascorsi 14 mesi dalla morte di mamma e mi sembra un sogno. La nuova tomba mi dicono che è ancora fra quelle che sono in costruzione. Da noi a casa è venuta una nuova domestica che supera in statura e grassezza tutti noi. È di Rossano Veneto, paese vicino a Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, nel Veneto; ha circa quarant'anni. Presta servizio da noi dal 23 Agosto e sembra vada bene. È nubile, a Roma non ha nessun parente ed al paese ha la madre vecchia e la sorella maritata. Fa tutto come Gilda. Sembra un pò più lenta però.. Mensile £ 14.000. Teresa Francesco e Leonardo sono andati a Castelgandolfo da Roberto, il quale fa villeggiatura il Giovedì e gli altri giorni studia. Anche io sono andato a trovare Roberto ed il Direttore lo ha lasciato venire con me. Da Castel Gandolfo, Roberto, Francesco ed io siamo andati a Velletri a trovare zia Maria e zio Alfredo che sono in villeggiatura al Ristorante Belvedere di Velletri. Abbiamo pranzato e poi siamo ritornati indietro. È stata una bella gita.
Hanno fatto altre gite Leonardo, Francesco e Teresa a Castel Gandolfo ed a Frascati, insieme con zia Gilda e zio Virgilio i quali sono distributori di dolci, frutta, pizze alla napoletana a tutti i ragazzi (voi 5).
Teresa studia un po’ (poco). Francesco si riposa. Leonardo si dà da fare per studiare. Ma la materia è molta, molta. Gli ho detto di conservare i libri di matematica, secondo il tuo desiderio. E tu stai bene? Sei sempre contento? A Caprarola hanno detto i giornali che c'è stata la festa delle nocchie. I giornali dicono anche che a Viterbo ci sono stati grandi festeggiamenti per il centenario di Santa Rosa, la processione con la famosa macchina (una specie di torre di legno, altissima, tutta circondata di statue di legno, raffiguranti angeli e santi e tutta illuminata di sera) Per me all'ufficio sempre il solito abbondante lavoro, con un ritmo più calmo, dato che i dirigenti grandi sono in vacanze. Ho ancora una decina di giorni di congedo da usufruire e spero di prendermeli in questo mese..
Continuo a leggere le opere di Santa Teresa. Ho letto il Castello spirituale o mansioni. Ora sto leggendo (15 minuti al giorno) il libro delle Fondazioni. Una curiosità: Santa Teresa ebbe quattro secoli fa l'idea di quei palazzi di cristallo (oggi adibiti a grandi empori e negozi di varie merci) che si trovano nelle più grandi città europee ed americane e sono il non plus ultra della modernità. La nuova Stazione Termini di Roma, di sera, dà in parte l'idea. Luce e cristallo, ecco il castello. Nel reparto principale (mansione 7a) vi è il proprietario. Il proprietario è il Signore ed il palazzo rappresenta l'anima dell'uomo. Francesco mi ha detto di averti scritto una lettera. L'hai ricevuta?
Tanti e tanti ossequi, ringraziamenti al M.Rev.P.Priore, al M.Rev. P.Sottopriore, agli ottimi e affabili P.P. Faustino, Fedele, Iurlaro (il parente mi hanno detto che non c'era al Ministero) ed a tutti gli altri Padri, confratelli e colleghi.
A te la S. Benedizione tuo aff.mo papà
236 UNA LEZIONE DEL PAPA AGLI ASTRONOMI
Un discorso del Papa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 8 - 9 - 1952
Ti ho scritto il 5 Settembre u.s.. Faccio seguito oggi per inviarti una lezione di filosofia fatta da Sua Santità il Papa agli astronomi di tutto il mondo convenuti a Roma per un loro congresso. C'è il testo francese e la traduzione italiana. È interessantissima e di attualità e fa certamente parte del programma dei tuoi studi. Abbiamo ricevuto la tua cartolina e grazie. Sei più ricaduto con la tonsillite? Curati! Zio Virgilio da P.Pio non è più tornato dopo quella volta famosa. C'era andato invece Mario con l'intenzione di fare un articolo di giornale contro P.Pio, ne ha fatto uno favorevole. Quello che il Signore vorrà ricavare da questi fatti lo sa Lui. Noi preghiamo.
Di nuovo saluti e ossequi e affettuosità a tutti i Padri
e a te la S.Benedizione papà
237 SANTA TERESA MISTICA ED INSIEME DONNA DI AZIONE
Lavori a casa
Catechismo agli operai che lavorano a casa
Difficoltà con Leonardo e la domestica
Lettura del libro delle Fondazioni di Santa Teresa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 5 Ottobre 1952
Tanti e belli auguri per il tuo compleanno e poi tanti altri e più belli per San Raffaele. Scusami se scrivo in stile telegrafico per guadagnare tempo e spazio. Vorrei farti regalo e te lo farò, non so ancora che cosa. A casa nostra Leonardo fatto venire pittore, fratello signora Alzetta, già sarta di mamma, venuto altra volta aggiustare e cambiare carta camera vostra, ingresso, corridoio. Ha sfilato persiane, portate sopra terrazzo, dipinte marrone, asciugate, rimesse a posto; ha dipinto tutte le porte bianco sporco, ovvero grigio molto chiaro, quasi bianco, così pure infissi finestre e sportelli finestre, tutto dipinto, o meglio tinteggiato, tranne porta parte interna cucina, parte interna porta cesso piccolo, porta parte interna stanzino oscuro. La spesa verrà forse sulle 60.000 lire. Cucina non tinteggiata. Francesco però ha fatto il muratore, tolti metà fornelli e cappa cucinino, posta cappa più piccola eternit (eternit = sostanza dura, si vendono belle e fatte).
Zia Gilda vedendo lavoro Francesco esclamato: "Come sarebbe stata contenta Lelia!"
Cucina diventata più grande. Francesco fatto anche piccolo paralume in carta pecora per suo tavolino (fatto con filo rame regalatogli signora Castrucci). Pittore e suo garzone io fatto catechismo. Garzone ho detto: "Fatti il Segno della Croce!" e io contemporaneamente con la mano sinistra di fronte a lui che faceva con mano destra e poi gli ho regalato due biglietti del cinematografo della Parrocchia di Sant'Eugenio; al principale poi ho regalato un libretto sulle costruzioni di Assisi e S.Francesco, pitture di Giotto etc.
A proposito anche a Maria Caterina, la nuova domestica, faccio il catechismo seguendo il catechismo di Pio X°. Maria Caterina ha però risposto male a zia Gilda, perché non ha voluto andare a cambiare dal negoziante un oggetto comprato da zia Gilda. Maria Caterina vorrebbe che Teresa l'aiutasse, vorrebbe che Leonardo andasse a studiare non nella stanza dove lei dorme. Leonardo invece durante il giorno sta a tavolino in quella stanza e vorrebbe anche che Leonardo non tornasse tardi la sera a casa. Intanto Gilda Virgilio, l'antica domestica dell'anno scorso, ha scritto che in questo mese sarà di nuovo a Roma, non sola però, ma insieme col figlio di 14 anni. Mi ha chiesto di informarmi se il Direttore di Roberto sia ancora disposto ad assumere il figlio come operaio, contadino ed inserviente.
Io ho telefonato a Roberto, il quale continua a stare bene e ad essere contento. Zia Gilda teme che la domestica maltratti Teresa e Francesco e perciò vorrebbe mandarla via. La domestica dice che Leonardo la fa disperare. Leonardo e la domestica hanno litigato per la questione se la finestra debba essere aperta o chiusa, sostenendo la domestica che debba essere chiusa, entrando altrimenti le bestie e l'umidità del cortile, ed invece Leonardo che debba restare aperta, avendo egli bisogno di respirare meglio.
Passo ad altro argomento. Mi viene in mente che tu quando sei stato a Roma hai ammirato l'illuminazione della città. Ieri sera andando all'ufficio per Via Nazionale ho ammirato anch'io le mostre di réclame luminose di diversi colori per cui Via Nazionale è una fantasmagoria di luci e di colori in lunga fila. Piazza dell'Esedra poi con la fontana illuminata di sera, gli oscuri ruderi delle terme di Diocleziano da un lato e la luna piena e una stella, di sopra, è veramente bella. Ora passiamo agli esami. Teresa ha sbagliato lo scritto di matematica, ha invece indovinato l'orale dove è andata bene.
Leonardo è preoccupato e alquanto scoraggiato per gli esami veramente pesanti. Sta tutto il giorno a tavolino. Domanda a se stesso se debba cambiare facoltà e gli viene qualche dubbio intorno a ciò, è incerto sul da farsi. Intanto Leonardo va più spesso al Circolo Universitario Cattolico della FUCI di Roma, discutono perché ritengono che i soci che frequentano sono troppo pochi, circa 25. Desidererebbero la presenza in Associazione di sacerdoti che fossero capaci di portare un pò di fervore nella gioventù. Adesso sono le ore 15,30 di Domenica, abbiamo finito ora di sentire la Radio, programma Radio Campidoglio, di vita romana e da ridere, dura un'ora.
Le mie letture sul libro delle Fondazioni di Santa Teresa di Gesù continuano per 30 ovvero 15 minuti al giorno. In questa Opera Santa Teresa si dimostra mistica ed insieme donna di azione. L'azione di Santa Teresa si svolge per quattro tappe: la prima è l'obbedienza assoluta ai confessori, direttori spirituali e superiori; la seconda è la preghiera al Signore di aiutarla nell'opera che deve intraprendere; la terza è l'audacia dell'inizio, portato a termine con grandi sacrifici e sofferenze, contro le vedute dell'umana prudenza e la quarta è la piena confidenza nel Signore che compie Lui le opere così iniziate da Santa Teresa.
Il 3 Ottobre, onomastico di Teresa, sono trascorsi quindici mesi dalla morte di mamma. Mi dibatto sempre nelle difficoltà derivanti dalla sua assenza. Devo ancora far celebrare la S.Messa mensile.
Nella stanza del mio ufficio hanno cambiato il mobilio. Hanno tolto il salotto ormai logoro e la scrivania e mi hanno messo un gran tavolo e un lungo armadio colori noce scuro, stile novecento (a linee rette). Tu sei sempre contento e stai bene in salute? Prega per me e per tutti di famiglia. I parenti bene come al solito. In questi giorni mi informerò per la tomba di mamma.
Ossequia e ringrazia il M.Rev. P.Alessandro Priore, il M.Rev. P.Bonifacio Sottopriore, i R.R.P.P. Faustino, Fedele, Marco e tutti gli altri Padri, confratelli e colleghi.
A te la S.Benedizione papà
238 CHE IL SIGNORE CI PERDONI LE NOSTRE MANCANZE
Lo studio della filosofia
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 18 - 10-1952
Ho ricevuto giorni addietro la tua lettera in cui davi consigli a Leonardo e chiedevi due libri e te ne ringrazio. Leonardo ha letto la lettera. Per i libri ho telefonato al Centro Librario Internazionale Istituto Missioni di S.Paolo, Via Pio X° 1, Tel. 565021 e 564872, che è la più grande libreria cattolica che abbia visto a Roma e ho trovati tutti e due i libri: Francesco è andato a prenderli. Via Pio X° è una traversa di Via della Conciliazione (quella che va a San Pietro).
Dopo alcuni giorni Francesco ha portato i libri alla chiesa della Vittoria, in un pacco col tuo indirizzo. I libri sono: La Sacra Bibbia in italiano, tradotta dal traduttore da te indicato, e il libro di filosofia di Monsignor Olgiati, che pure hai indicato. La Bibbia è davvero un'opera d'arte, tradotta in prosa e in poesia, con note esplicative che rende più facile la lettura e la comprensione del libro. La filosofia tiene conto del sistema delle scuole governative, qual è in uso oggi. Io sono vecchio e mi piacciono per questo di più i libri antichi come il Rossignoli. Per me erano più chiari. Leonardo che ha dato uno sguardo al libro dice che è più somigliante al modo di esporre la filosofia nelle scuole pubbliche di ora. Certo però che quando si deve approfondire la materia è molto più difficile trovare dei libri chiari. Si può tentare con gli autori francesi, che sono dotati da natura della facoltà di volgarizzare la scienza. Quella nazione ha questa dote.
Teresa è stata promossa in 2° Ragioneria, ma con molte raccomandazioni da parte della Preside di studiare molto. Tu prega per noi tutti che il Signore ci perdoni le nostre mancanze.
Saluta, ossequia e ringrazia il M.Rev.P.Priore Alessandro, il M.Rev.P.Sottopriore P.Bonifacio, tutti gli altri Padri Insegnanti, i colleghi e confratelli e tutti. A te la S.Benedizione
aff.mo papà
Rinnovo gli auguri per San Raffaele.
239 TOMBA MAMMA NON RIESCO CONCLUDERE
All’anagrafe per risolvere un mio problema
Difficoltà di Leonardo nella FUCI
La tomba di mamma
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 11 - 11 - 1952
Scusami se scrivo con stile telegrafico per guadagnare tempo e spazio. Come stai? Sei contento? Ricevuti i libri? Come ti sembrano? Te ne occorrono altri? Una decina di giorni fa è pervenuta a Via Salaria 72, interno nove, un avviso dell'anagrafe municipale di Roma indirizzato al "Religioso Giuseppe Amendolagine" di presentarsi entro 5 giorni all'ufficio anagrafe. Sono andato da P.Tarcisio, che fa le veci di P.Bernardino, attualmente in clinica, e mi ha detto di recarmi io stesso all'anagrafe e rispondere in tua vece. Mattina seguente mandato uno del mio ufficio domandare che cosa si trattasse, saputo trattavasi censimento.
Giorno appresso pomeriggio, recatomi io stesso, anagrafe, Via Teatro Marcello n. 50, sportello n.13, pianterreno, fatta fila, vi erano pure due suore. Domandato ad esse (che avevano in mano avviso analogo a quello mio) se io come padre potessi rispondere tua vece, risposero non saperlo. Finita fila, consegnato avviso impiegato sportello, questo (impiegato e non sportello) mi domanda quanti anni hai; rispondo 20; domanda dove ti trovi, rispondo Caprarola, lui dire che il municipio di Caprarola ha risposto a quello di Roma che non ti trovi a Caprarola. Allora scrive di suo pugno una dichiarazione in cui io dichiaro tu essere Caprarola, Convento Santa Teresa Carmelitani Scalzi, e me la fa firmare. Io soggiungo allora tu essere studente e che studenti seminaristi, giusta regolamento anagrafe, avere residenza dove si trova il padre e non luogo dove studiano. Impiegato approva mie parole e dice: lei può chiedere, da qui a qualche giorno l'iscrizione all'anagrafe di suo figlio, che è ancora minorenne. Io dico: "mio figlio è già iscritto a Roma" e lui va a controllare e poi ritorna e dice: "È vero, è già iscritto. Allora non occorre altro". Ritira l'avviso che aveva mandato a casa e io me ne vado.
Così stando le cose (rebus sic stantibus), ci sono tre elementi in contrasto fra loro: 1° la mia dichiarazione tu stare Caprarola; 2° la iscrizione all'anagrafe di Roma; 3° l'avere municipio Caprarola scritto tu non essere Caprarola. A mio avviso (potrei anche sbagliarmi, data la complessità della materia in tema di residenza a Roma) dovrebbe il Municipio di Caprarola far seguito alla precedente comunicazione, scrivendo al municipio di Roma, che tu ti trovi effettivamente a Caprarola, ma siccome ti trovi come studente, giusta le disposizioni di legge in vigore, conservi la residenza di tuo padre, cioè Roma. Tu Caprarola prossimamente andrai via. Anno venturo elettore (dopo 21° anno di età), più importante, punto vista cattolico, elettore Roma che elettore Caprarola. Evidentemente partiti avversari si fanno parte diligente per eliminare religiosi dall'anagrafe di Roma per poi non farli diventare elettori a Roma.
Leonardo superato esame molto difficile di calcolo, per dieci giorni vacanza. Dà sua attività FUCI, per la quale organizza festa matricole. Fatti fare da altri fucini papiri morali, ritirate £ 700 a papiro per festa matricole. Consegnato incasso al Vicepresidente FUCI. Fatte trattative con altra organizzazione a fine divertimenti, chiamato Pontificato Universitario, che ha per tradizione goliardica poter mettere firme papiri (papiri firmati Pontificato non sono morali e perciò FUCI ha preso su di sé iniziativa feste e papiri). Occorre però firma Pontificato ad evitare che studenti che hanno fatto matricola FUCI siano invitati di nuovo a pagare nell'Università. Leonardo avere forti sospetti alcuni dirigenti FUCI romani fare cresta, come domestiche, e perciò molto scandalizzato. Prega per lui!
Francesco e Teresa scuola, stanno bene. Altri parenti come al solito. Tomba mamma non riesco concludere. Saluta affettuosamente e ringrazia il M.Rev.P.Priore Alessandro. Il P.Bonifacio non so se ancora a Caprarola.
Saluta tutti affettuosamente; a te la S. Benedizione
papà
(Il 24 è la festa mia) ((Il 24 Novembre infatti si celebrava la festa di S.Giovanni della Croce, onomastico quindi del suo nome da Terziario Carmelitano))
240 ANCHE SE IO FOSSI STATO MOLTO RICCO
Visita a Roberto
e descrizione della casa e del terreno
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma 28 - 11 1952
Ho ricevuto la tua lettera e te ne ringrazio. Come sta P.Alessandro? Anche P.Marco che ho avuto modo di vedere alla Vittoria me ne parlò ed era preoccupato. Lo ha lasciato quella febbre ostinata? E tu come stai? Sei contento? Nella lettera mi scrivi che desideri vederci. Per ora mi sembra difficile che possa avere altri permessi all'ufficio, dove c'è sempre molto da fare, e dove ho chiesto in questi ultimi tempi già un permesso per sistemare la tomba di mamma (che non ho sistemato ancora, perché ieri hanno rimandato ogni cosa a febbraio) e un altro per andare a trovare Roberto (Fratel Lelio), che mi aveva telefonato dicendomi: "come? sto a Roma e sono due mesi e mezzo che non vieni a trovarmi?" Così avute alcune ore di permesso sono andato a trovarlo.
Ed ecco ti descrivo in stile telegrafico la visita: Partito dall'Ufficio, andato casa per prendere Francesco, che aveva avuto vacanza scuola morte Benedetto Croce (filosofo, professore, grande fama ed uomo politico liberale) (vacanza disposta Ministero Pubblica Istruzione tutte scuole pubbliche Italia). Francesco ed io usciti casa, andati comprare chilo cioccolata per Roberto. Preso filobus 75 Piazza Fiume fino Ponte Garibaldi. Poi preso tram fino Stazione Trastevere, poi autobus 228 fino Via Portuense, località forte Portuense, poi circa venti minuti a piedi per Via dell'Imbrecciato fino al numero civico 181, grande Villa, fuori cancello scritto "Colle De La Salle", entrati, in mezzo villa grande edificio nuovo, tutte comodità, comfort moderno.
Edificio contiene scuola elementare parificata a quelle comunali, piccolo noviziato e scolasticato: Roberto è dello scolasticato. Chiamato Roberto, venuto, stava studiando, ha molto da studiare. In latino è riuscito a pigliare 7. Lui dice che voi al San Leone Magno dopo la guerra non avete avuto basi buone in questa lingua e perciò trovate difficoltà. Intanto Francesco e Roberto si sono scambiate tante notizie sulle rispettive scuole e sui rispettivi insegnanti. Fratel Tito il vostro maestro, che prima stava al San Giuseppe, dove va Francesco, ora insegna matematica allo scolasticato di Roberto etc. etc.. Venuta ora pranzo Direttore invitati noi pranzo. Noi accettato. Ci hanno fatto mangiare sala aspetto con finestre sulla campagna verde piena piante. Mangiato spaghetti sugo, Francesco gran piatto, salsiccia, contorno insalata pomodori, finocchi e cipolle a fettine, frutta, dolce, vino; Roberto servito tavola come fai tu e mangiato insieme con noi.
Roberto cresciuto, colorito, ingrassato. Lui che da piccolo, se ti ricordi, era il più gracile di voi, diventato quasi medesima statura complessione tua. Certo che i Fratelli Scuole Cristiane gli hanno fatto fare vita collina Albano, mare Torre del Greco, poi ora due anni campagna romana. Sia torre del Greco che qui sempre buone mucche proprie, latte buono, aria ossigenata.
In casa presso di me, anche se io fossi stato molto ricco, non avreste potuto avere molte cose. Ne ringrazio davvero la Divina Provvidenza. Dopo pranzo andati giardino con Roberto e Direttore, vista nuova costruzione fattoria per mucche, campagna verde, palme, cipressi e grande cedro; voi ne avete uno piccolo sopra dove stanno i pini. Da grandi sono come abeti, con i rami più grandi orizzontali e nel Libano devono assumere delle proporzioni grandiose. Non so se scherzano o dicono davvero, ma il Direttore mi ha detto che l'anno venturo Roberto dovrebbe incominciare a fare scuola in un paese alle falde dell'Etna, vicino Catania, chiamato Santa Venerina. A Roberto ho dato notizie anche tue. Certo la nostalgia di mamma fa soffrire un pò a tutti ed anche io ti sono compagno in questa sofferenza. Ti restituirò la lettera di P.Gioacchino..
Grazie degli auguri per l'onomastico S.Giovanni della Croce. Ossequia e ringrazia il M.Rev.P.Priore P.Alessandro, al quale auguro pronta e completa guarigione, il M.Rev. P.Sottopriore, P.Fedele che ricordo sempre con tanta simpatia e tutti gli altri.
A te la S.Benedizione da papà
241 LIBRO SEMPRE UTILE, SPECIALMENTE NEI MOMENTI DI SCONFORTO
Come legge l’Imitazione di Cristo.
Il Natale a casa
Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe) Roma (post) Santo Natale 1952(26.12.1952)
una decina di giorni fa o anche più, non ricordo bene, ho incontrato il P.Marco, al quale farai tanti auguri da parte mia, e lo pregai di portarti la Vita della Santa Madre Teresa di Gesù, che da tanto tempo dovevo darti. Ne ho comprata una nuova copia per te, perché quella che sto leggendo e meditando ormai è un pò sciupata; ho unito una Imitazione di Cristo, libro sempre utile, specialmente nei momenti di sconforto. Io lo adopero così: lo apro ad una pagina qualsiasi, così come a caso (il caso non esiste come insegna alla Radio Vaticana il Prof. Enrico Medi, e invece è il Signore: che non si muove foglia che Dio non voglia) e là dove si posa lo sguardo trovo la risposta adatta ai miei pensieri, la risposta che mi soddisfa e alle volte mi dà tanta luce.
P.Marco mi ha detto che tu desideri il libro di fisica e mineralogia del Della Beffa. Ho domandato alla libreria di Piazza Fiume "La Minerva", ma non ce l'hanno. Dovrò domandare alla "Galleria del libro" in Via Nazionale, appena me lo permetterà l'ufficio, dove ho molto da fare.
Ieri, Natale, noi quattro e la domestica siamo stati da zio Guido.
(foto 31)
Abbiamo pranzato, giocato, gli altri io no; c'era Pupetta, la figlia del cugino di mamma Ciccio Vittorio Giordano ed il marito, che ora stanno a Roma; poi Mariella, Ernestina e i rispettivi mariti coi bambini Giorgetto e Paoletta, zia Giulia, zio Guido, Dino.
La vigilia a casa (soli noi quattro e domestica) a sentire la radio, inaugurare il presepio di Francesco, cantare le pastorali guidate dalla radio vaticana. Si è fatta la mezzanotte con il panettone. Tanti auguri, auguri, auguri
papà
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1-Due cuori una sola fede pag 1-109
2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23
3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87
4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146
5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200
6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241 qui
7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289
8-Due cuori una sola fede - fotografie - descrizione