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pag 110-149 lettere 1-23

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23 qui

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

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Due cuori una sola fede pag 110-149 (lettere 1-23)

 

LE LETTERE

 

 

            Provvidenzialmente ho conservato tutte le lettere. Sono un prezioso documento non solo di cronaca, ma anche di vita spirituale.  Papà vuole, attraverso le lettere, non solo tenermi aggiornato sulla famiglia, ma che io senta e partecipi come prima alla loro vita.  Nasce poi in papà il piacere di confidarmi anche i segreti della sua vita di fede. Mamma scrive, descrive, racconta e sfoga con la penna il dolore per la lontananza dei tre figli.  Quando stavo a casa mi considerava il suo "braccio destro", ora, con una stretta al cuore, continuerà a considerarmi il suo "Giuseppone” o “Peppone di mamma", come spesso mi scriverà. Sarò sempre per lei il suo “braccio destro”. Certamente non potrò più aiutarla nelle faccende domestiche, ma diventerò il suo sostegno morale soprattutto nella malattia che presto incomberà su di lei.

 

 

RIGORE DEL CARMELO

 

            Al Carmelo vige un certo rigore. Al Noviziato le regole sono più severe.  È l'anno di prova e come tale deve farci vivere l'aspetto più austero della vita carmelitana.  Questo rigore coinvolge anche i familiari. Non si possono avere grandi rapporti con loro. Viene continuamente raccomandato, specie dai Padri anziani, “il distacco dai parenti”. Bisogna limitare sia le visite che la corrispondenza. Le lettere saranno tutte controllate e possono anche non essere consegnate. Il Superiore della casa, chiamato Priore, apre tutte le lettere in arrivo, ma anche quelle in partenza devono essere consegnate aperte.  Il maestro del Novizi fa la stessa cosa per i novizi. Così la corrispondenza dei novizi sarà controllata da due persone.

(foto 95)

            Quando entro al Carmelo mamma e papà hanno già conosciuto il maestro, che è Padre Alessandro Paolini, e con lui già si sono messi d'accordo per ottenere una mitigazione nella comunicazione di notizie. Padre Alessandro concederà loro di scrivere quando vorranno e a me di rispondere con una lettera mensile e una cartolina dopo quindici giorni.  Sarà duro per mamma e papà, come si vedrà.  In ogni lettera sia mamma che papà mi faranno la domanda sulla salute e sulla mia contentezza, due cose essenziali per farli stare tranquilli.  Almeno questo lo vogliono sapere alle scadenze consentite. Qualche ritardo li farà molto soffrire. 

 

            Alle lettere ho dato una numerazione progressiva secondo la data di compilazione. Sono rare le imprecisioni. Oltre alla numerazione, ho indicato di chi fosse ed ho anche aggiunto una frase che ho creduto importante, una specie di titolo.

 

            Qualche giorno dopo il mio arrivo a Montevirginio scrivo la prima lettera. Mentre la prima lettera che ricevo è di papà. Solo in fondo mamma aggiunge poche righe.

 

 


1   PAPÀ:  CERCA LA PACE

E’ la prima lettera. E’ molto occupato con l’ufficio.

Aspetta la data della vestizione e chiede di pregare per poter intervenire

 

Carissimo Giuseppe,                                                                  Roma 10/10/47

            Abbiamo ricevuto la tua lettera e te ne ringrazio.  Ringrazio anche il Nostro Padre Provinciale per la telefonata che ha fatto stamattina per rassicurarmi sul tuo conto e così pure quel giovane tuo compagno che ha telefonato anche lui. Noi si sta tutti bene, grazie al Signore. Sono contento che tu sei contentissimo. Il timbro postale apposto sulla lettera che ci è pervenuta da te porta il nome del comune di Canale Monterano. L'indirizzo che ci dai nella lettera è invece Oriolo Romano - Eremo dei Carmelitani Scalzi. Manderò la lettera a questo indirizzo. Qui a casa c'è ancora zia Gilda, zio Virgilio e Mario che non possono avere la loro casa, nonostante che abbiano ottenuto dal Commissario degli Alloggi il Decreto di derequisizione.

            Io sono in attesa di conoscere la data della tua vestizione e mi propongo di venire, ma non ti posso assicurare perché ho tanto da fare all'ufficio che non so se potrò avere la libertà sufficiente. Ci sono degli affari d'ufficio molto importanti e io ho continue riunioni a cui debbo partecipare. Pregate perché possa avere la possibilità di venire.  Dopo che si è scesi alla stazione di Oriolo Romano bisogna venire sul carrettino o si può fare a piedi?  Ora, giacché stai nel Noviziato, e io sono anche fra Giovanni della Croce, ti voglio raccontare l'argomento della meditazione mia in questa mezza giornata pomeridiana.

            Aperta l'Imitazione di Cristo ho letto quella pagina che dice: Non ti preparare ad avere molto riposo in questa vita. Cerca la pace, ma non in questo mondo, ma in Cielo, non dalle creature, ma da Dio.

            Mamma, Teresa e Roberto sono andati alcuni giorni fa a trovare Francesco. Non era di molto buon umore ed era un po’ raffreddato. Ha avuto dolori di denti e gli hanno fatto tirare dal dentista un dente molare.  Pregate che si rimetta completamente.  In quanto a Roberto, mamma sta preparandogli le camicie. Poi anche lui vuole andarsene al Piccolo Noviziato.  Qui dopodomani ci saranno le elezioni. Leonardo ha assistito a qualche comizio passando per la strada, comizi in cui c'era anche il contraddittorio. I democristiani, che sono bene educati, permettono anche il contraddittorio nei loro comizi. Gli altri partiti vengono subito alle mani. Le ingiurie scritte sui muri sono numerosissime. Nel mio certificato elettorale mi hanno cambiato il cognome in Amentologno. Me ne sono accorto adesso.

            Ti bacio e ti benedico.  Ossequia e ringrazia i tuoi Padri Superiori che hanno tanta cura di te e che mi propongo di conoscere di persona

papà

 

 

2  MAMMA:  LA MADONNA ALLA QUALE TI SEI CONSACRATO

Aggiunge alla lettera di papà poche righe.

Chiede preghiere per far trovare casa alla sorella

 

Peppe mio carissimo,                                                                                      10.10.47

            accontentati di poche righe...  Gli ospiti non se ne vanno ed io ho molto da fare purtroppo.... prega assai che trovino presto una casa.  Sto meglio con la gamba e spero perciò di venire. La Madonna alla quale ti sei consacrato mi fa la grazia.  Ti benedico con tutto il cuore 

mamma

 

            Poi di fianco scrive ancora:  Stai tranquillo per l'aiuto di Leo e Rob che lavorano. Cercherò di fare il corredo a Robertino quando più presto potrò.  Tu prega e prega assai.

            Otto giorni dopo Roberto entra nel Seminario dei Fratelli delle Scuole Cristiane ad Albano.  Questo Seminario viene da loro chiamato Piccolo Noviziato. Roberto ha finito la Scuola Media e dovrà frequentare le Magistrali per diventare insegnante.  Mamma e papà vanno ad accompagnarlo e questa volta è mamma che scrive da Albano stesso, mentre papà si accontenta di aggiungere solo poche parole.

 

 

 

3  MAMMA:  ABBIAMO FATTO L’ALTRO SACRIFICIO

Scrive da Albano dove è andata ad accompagnare Roberto

che desidera consacrarsi al Signore

 

Giuseppe mio carissimo,                                                     Albano 18 - 10 - 947 ore 17,35

            approfitto della pace di Albano per stare un poco con te. Il chiasso di casa non mi permette assolutamente di isolarmi ed io non faccio che pensare a te e mi cruccio al pensiero di lasciarti senza notizie.  Noi, ringraziando il Signore, stiamo tutti bene ed oggi abbiamo fatto l'altro sacrificio... Io, papà e Teresa stiamo qui perché abbiamo accompagnato Robertino.  Speriamo bene e tu pure prega assai assai per noi.  Zia Gilda è ancora a Roma e a casa nostra perché la sua casa è stata derequisita, ma quelli che ci stanno dentro non se ne vanno. Quindi immagina tu tutto il resto.  Qui, nella sala d'aspetto, stanno intorno al tavolo Roberto, papà, Teresa e Francesco che è felice di avere il fratello con sé. Beato lui! Adesso aspettiamo notizie da te per prepararci alla funzione della tua vestizione.

            A Santa Teresa grandi funzioni per il cinquantenario di Santa Teresina: alla funzione di chiusura Jacobini ((era un chierichetto della mia età col quale andavamo molto d'accordo; servivamo insieme tutte le funzioni ed egli pure aveva manifestato il desiderio di diventare sacerdote. Entrerà in seminario, ma presto vi uscirà)) era vestito di seta viola ed occupava il primo posto nella processione ((qui papà fa una precisazione aggiungendo "caudatario del cardinale" che vuol dire colui che sollevava la "coda" della veste del Cardinale che si usava allora)).  Adesso anche lui è in seminario.   Appena puoi scrivi: ti raccomando!  Stanotte nonna ti ha sognato che stavi male e mi ha detto che ha pianto tanto.  Papà va quasi tutti i giorni alla Vittoria e gli hanno promesso che come giunge qualcuno da Montevirginio ce lo telefoneranno.  Ricevemmo una telefonata da un tuo compagno e ci fece molto piacere.  Adesso sai cosa farò tutte le sere?   Prima di andare a letto ti farò un piccolo diario della giornata che poi ti spedirò settimanalmente, così solo potrò farmi viva, figlio mio caro.  Certo che senza Peppone mio la solitudine è grande assai. Figuriamoci poi stasera...  Roberto è un po’ triste.  Qui è già buio e bisogna andare. Leo ha incominciato la scuola così pure Teresa. Ti bacio e benedico con tutto il cuore mamma tua

 

            Papà aggiunge: Spero che stai bene. La nonna ha sognato che eri ammalato. Spero che non sia vero. Qui siamo ad Albano e abbiamo accompagnato Roberto al piccolo noviziato Fratelli Scuole Cristiane. . Ti benedico

papà

 

            Papà scrive il giorno dopo, in alto sul foglio, l'indirizzo:  Via Salaria 72 e il numero del telefono 866076  Lo fa perché spera che il Padre Priore lo accontenti mandandogli ogni tanto mie notizie come chiede a fianco della lettera:  Potrebbe il Nostro Padre Priore ((quando si riferisce a qualche mio Superiore fa precedere il titolo da "nostro". Essendo lui Terziario carmelitano adotta il linguaggio allora in uso in tutto il Carmelo. L'espressione era sempre "Padre Nostro" o "Nostro Padre")) fare la carità a me: inviarmi settimanalmente tue notizie?  Gli sarei tanto grato

Ulisse Amendolagine

 

            Nella lettera ripete alcune notizie già scritte da Albano, perché non è sicuro che abbia ricevuto la lettera di mamma. Infatti, sempre a fianco, domanda: Hai ricevuto le precedenti lettere nostre? 

 

 

4  PAPÀ: RINGRAZIAMO DIO SE VI DARÀ LA GRAZIA DELLA VOCAZIONE

Descrizione della piccola cerimonia di addio a Roberto che parte per la vita religiosa.

E’ una grazia la vocazione alla vita religiosa e soprattutto al sacerdozio

 

Carissimo Giuseppe,                                                                              19.10.47

            mi auguro che tu stia bene in salute e che tu sia contento di stare in Convento come mi hai scritto, e che tu continui con questa contentezza in buona salute dell'anima e del corpo. Qualche giorno fa telefonò un Padre che veniva da Caprarola e che aveva da darci tue notizie che tu stai bene e sei contento.  Noi qui, grazie al Signore, tutti bene sinora.  Mamma si è affrettata a finire due camicie per Roberto che ha voluto andare nel Noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane.  Ieri mattina alle 7,30 lui stesso ha apparecchiato l'inginocchiatoio, l'acqua benedetta, la candela benedetta, il calamaio, la penna ed il Santo Vangelo.  Recitato il Pater Noster e l'Ave Maria, ho scritto la dedica sul Vangelo: Nel giorno doloroso della tua partenza ci sia di conforto questo Santo Vangelo. Poi con la palma benedetta, tenendo egli in mano la candela benedetta, l'ho asperso con l'acqua santa. Lui si è messo pure un asciugamano bianco addosso. ((L’acqua santa con cui papà l’avrebbe asperso attraverso una palma benedetta sarebbe stata abbondante e l’asciugamano l’avrebbe riparato. Probabilmente questa precauzione era più una forma per sdrammatizzare la cerimonia che per ripararsi realmente))

            Dopo Roberto è andato da Fratel Terenzio e a S. Teresa per licenziarsi.  Dopo siamo andati lui ed io da Monsignor Ronca. Monsignore ha detto: "ricordati che sino a quando non avrai emesso i voti perpetui puoi sempre uscire, perché la vita religiosa dà la felicità se la si abbraccia in pieno interamente; se invece si abbraccia parzialmente, si è più infelici nella vita religiosa che nel secolo. Meglio un buon secolare che un cattivo religioso. Tu fai un esperimento. Vi sono nella vita religiosa delle difficoltà che bisogna superare. Ma se non si riesce proprio assolutamente a superare è meglio avere il coraggio di abbandonare quella vita e ritornare nel secolo". Ha detto, poi che lo andrà a trovare.  ((Il papà di Monsignor Ronca aveva fatto da padrino al Battesimo di Roberto, al posto del figlio che, come chierico, non poteva assumere questo onere)). 

            Ritornati poi a casa e pranzato, mamma, Teresa, Roberto ed io siamo andati ad Albano. Francesco come ci ha veduti è stato contentissimo. È venuto poi Fratel Orlando, che sarebbe il Vice del Vice Direttore. Ha preso in consegna gli indumenti che abbiamo portati.  Fratel Orlando fa lezioni di italiano, latino, storia e geografia a Francesco e ci ha detto che Francesco va bene negli studi, ha preso 8 in latino e poi è di temperamento allegro e gioviale e giorni fa ha fatto ridere tutti i suoi superiori perché ha scritto un biglietto per scherzo a Fratel Zaccaria che gli insegna matematica dicendo che gli concedeva l'indulgenza di trecento anni e firmandosi poi Papa Pio quindicesimo.  Poi è venuto a trovarci anche Fratel Zaccaria che insegna matematica. È un vecchietto di aspetto tanto bonario. 

            Dopo, Roberto che aveva fatto il forte e l'indifferente fino a questo punto, non ne poteva più e si è commosso.  Gli ho domandato se voleva tornare a casa. Ha risposto "no". Mamma intanto si è messa a scrivere la lettera che ti abbiamo imbucata stamattina. Roberto soffriva. Intanto veniva anche un altro compagno di Francesco: Conti, per darci un pacco per sua madre.  A me faceva molta pena vedere soffrire Roberto, senza poter far nulla per non farlo soffrire, giacché lui non voleva ritornare a casa.  D'altra parte il fatto che resta con Francesco, che è felicissimo di averlo con sé e dal quale hanno dato l'incarico di fargli da Angelo Custode, mi confortava alquanto.  Finita la lettera e messi ciascuno i saluti a te, si era fatto buio. Conti ha spento la luce, Francesco e Conti insieme con Roberto si sono allontanati nel cortile e noi abbiamo voltate le spalle e siamo usciti dal portone, ritornando senza Roberto a Roma.

            Tutto si muove, nulla sta fermo, nulla è definitivo ed ha importanza in questo mondo. Ma quanta tristezza in questi distacchi per noi genitori che siamo stati abituati per tanti anni alla vostra presenza! Ringraziamo tuttavia il Signore che siete affidati in ottime mani di Santi Religiosi, che noi ringraziamo di cuore per tutte le cure che vi prodigano.  Ringraziamo Dio poi e principalmente se vi darà la grazia della vocazione religiosa e a te, altresì, del Sacerdozio, che è una cosa distintissima e privilegiata per la vita dopo la morte corporale.  Ritornati a Roma abbiamo trovati la nonna, zia Gilda e zio Virgilio che erano andati a passare la giornata da zio Guido, zia Giulia ed Ernestina e Guglielmo.  Le discussioni con zia Gilda sono continuate: noi a sostenere il nostro punto di vista e loro che, mettendo da parte completamente il punto di vista soprannaturale, considerano logicamente la vita religiosa abbracciata da ragazzi come una follia ed un capriccio imperdonabile.  Qui si sono fatte le elezioni, il partito democratico cristiano è riuscito il 2° dopo il blocco del popolo che è riuscito il primo.

            Un nipote lontano di Fratel Terenzio che affiggeva manifesti per la Democrazia Cristiana è stato barbaramente assassinato a Piazza Dante. Tutta Roma è andata ai funerali e c'erano anche tutti i Ministri.  Mario farà il secondo corso di ragioneria e dovrà studiare tra l'altro la computisteria che è la scienza che insegna a tenere i libri commerciali di un negozio, a scrivere le fatture e a tenere i conti delle vendite e delle merci.

            S. Matteo Apostolo sapeva tenere anche lui questi libri, perché faceva l'esattore. Si deve studiare la merceologia che è quella che tratta della qualità delle varie merci, derrate, pietre preziose, oro, argento, ed in genere tutto quello che si vende.

            Ringrazia e ossequia tutti i tuoi Superiori Nostri Padri che io mi auguro di conoscere personalmente, a te la santa benedizione

da tuo papà

 

 

5  MAMMA:  SI FA QUELLO CHE DIO VUOLE

Soffre per il distacco da noi,

desidera di non essere disturbata da alcuni parenti contrari alla nostra vocazione.

Qualcosa sulle apparizioni della Madonna alle Tre Fontane

 

 

Giuseppe mio carissimo,                                                       Roma 23 ottobre 1947 ore 16

            abbiamo oggi ricevuto la tua cartolina nella quale ci annunzi che la tua vestizione avverrà il primo Novembre.  Sei contento?   Stai bene?  Voglio sperare di sì, sebbene tu non parli né della tua salute né del tuo stato d'animo. Io prego assai per te e non passa un attimo senza pensare a te, a te in modo speciale ed a Robertino e Francesco.  Che vuoto in casa e che silenzio!... Papà quando ritorna dall'ufficio mi dice sempre "come si fa?  "Eh! Caro Peppone mio, si fa quello che Dio vuole e con quale dolore Lui solo lo sa.  Leonardo ha ripreso in pieno a studiare nella stanza vostra, ma i primi giorni non ci voleva stare perché, diceva, era troppo disordinata. Adesso, poiché zia è partita nemmeno andava perché "era troppo in ordine!" Ho capito che mancava la compagnia... la sera all'ultima ora viene a raccontare a me quello che probabilmente avrebbe detto a te e fratelli.  Ha incominciato a studiare filosofia e ne è entusiasta proprio come papà.  Teresa anch'essa ha ripreso a studiare in camera mia lontana dalle visite e dalle distrazioni; quest'anno ha per maestra Madre Filippina.

            Novità che ti possano interessare non ce ne sono, solo la speranza che non vengano a disturbare la nostra pace i soliti ostili parenti e prega perciò assai la nostra Bella Madonna.  Zia Gilda voleva che noi ospitassimo Mario per vari mesi dato che loro devono stare ancora a Napoli e la casa non la riavrebbero che l'anno venturo, ma io ho scritto che Ulisse non vuole che in casa ci siano uomini estranei. Chissà come andrà a finire.  Sabato ti scrivemmo da Albano dove andammo per accompagnare Roberto, avrei voluto farti vedere la felicità di Francesco, questa felicità ha calmato assai papà che, sebbene addoloratissimo, è molto più sereno delle altre volte, ma le notti si dorme poco assai... Ti ho raccomandato di dirmi quello che ti occorre, ma tu non mi parli di niente. Scrivimi prima della tua vestizione e sta tranquillo che il Signore ci aiuterà come sempre e come sta facendo in modo miracoloso. Hai capito? 

            Intanto ti avverto che noi dovremmo partire col treno delle sei e mezzo e quindi trovarci alla stazione almeno mezz'ora prima e muoverci perciò da casa alle cinque e mezzo. Quale Messa potremmo ascoltare?  Come risolvere il problema?  Potremmo partire il pomeriggio di Venerdì e ad Oriolo ci sarebbe un albergo per pernottare?  Parlane ai tuoi Superiori; si tratterebbe di trovare una camera con due lettini, per la spesa penseremmo tutto noi. Aspettiamo perciò una tua risposta.  Oggi Leo e papà andranno a Santa Teresa e porteranno i tuoi saluti; Padre Paolino ha detto che verrà, chissà se sarà possibile dato che manca Padre Parroco ed è festa di precetto. Speriamo di sì.  Le piante stanno benone, fra qualche giorno ritornerà a casa la signora accanto e si riprenderà le sue, così potrò trapiantare finalmente i limoni.  Ti raccomando di rispondermi subito e di dirmi quello che vuoi.

 

            Lo sai che la Madonna delle Tre Fontane ha operato un altro miracolo strepitoso?  Una ragazza trasportata in barella, perché con la spina dorsale rovinata, appena arrivata sulla strada che corre sotto la collina (al ritorno dalla visita alla grotta) si è alzata ed è corsa da sola sul viottolo che porta su, per ringraziare la Madonna.  Hanno chiuso l'entrata con un cancello e l'affluenza della gente è enorme.  Appena potrò ci ritornerò.  Stasera ricomincerò la cura della terra miracolosa che raccogliesti tu, così spero di venirti a trovare senza la pena della gamba che funziona male.

 

             Roberto ha scritto che sta bene e per ringraziarci "del permesso che gli abbiamo dato" così ci ha assicurato che è contento.  Finalmente Sabato venticinque avremo i sospirati tessuti dell'Unra ((U.N.R.R.A.  era una cooperativa di aiuti delle nazioni unite: ”soccorso per i territori europei danneggiati dalla guerra”)), a te che cosa manca ancora nel corredo?  Scrivimelo, non te ne dimenticare.  Ogni tanto Teresa mi dà un bacetto dicendomi: questo è di Giuseppe!  Robertino le ha lasciato tutte le sue cose più care, pure la lampadina tascabile.  Sono contenta di trattenermi con te e non vorrei smettere, Giuseppe, caro figlio mio.  Che il Signore ti benedica adesso e sempre, come ti benedice con tutto il cuore mamma

 

            Prima di questa lettera mamma aveva aggiunto un biglietto alla lettera precedente di papà dicendo:  Quando ci scriverai per dirci la data della vestizione ti raccomando di dirmi tutto quello che ti occorre perché San Giuda, come ci ha miracolosamente aiutato ci continuerà ad aiutare, quindi chiedi e... ti sarà dato.  Ancora benedizioni ed ossequi ai Superiori 

mamma

 

 

 

MIA VESTIZIONE RELIGIOSA

 

            Papà il giorno prima della mia vestizione scrive una lunga lettera che mi consegnerà a mano. È una precauzione perché pensa che non avrà il tempo per parlarmi.

 

 

6  PAPÀ:  RICORRI A LEI CON FIDUCIA

Per la mia vestizione,  pensando di avere poco tempo quel giorno, scrive una lettera che mi consegna a mano.

Ci tiene a dire che anche lui è carmelitano dell’Ordine secolare

 

Carissimo Giuseppe,                                                                              31.10.47

            prevedo che avremo pochissimo tempo da restare insieme e perciò ti dico per scritto i fatti della nostra famiglia. Io sono andato sette o otto giorni fa a trovare Roberto e Francesco ad Albano.  Francesco contento come una pasqua stava bene.  Roberto è contento, ma meno lieto, soffre mal di pancia e diarrea. Ha voluto una panciera.  Dice che la mattina danno una gran ciotola di latte che lo fa correre al cesso. Francesco gli ha consigliato di non bere il latte. Ma allora che cosa prendo, il pane solo?   Gli ha risposto. Il giorno appresso gli abbiamo mandato per mezzo di Leonardo un chilo di riso.  Leonardo ha parlato del malessere di Roberto anche al Direttore, il quale ha promesso che lo avrebbe fatto curare.  Due giorni dopo e cioè l'altro ieri siamo andati io e mamma.  Francesco allegrissimo e sta bene, rosso come una mela. Roberto pure, colorito, ma con quel benedetto mal di pancia.  Mamma attribuisce alla cucina diversa, con grassi di maiale, da quella di casa.  Noi, visto che tale male che gli produce gonfiore non passa, temiamo per la sua salute.  Roberto ha voluto che gli spiegassimo la poesia del Manzoni intitolata "La battaglia di Maclodio" col coro del Carmagnola. Mamma l'ha trovata nell'antologia e con diversi indumenti, poiché Roberto sente freddo, gliel'ha inviata. Il fratello cuciniere gli ha cucinato il riso.  Roberto si vergogna di parlare ai suoi Superiori. Noi l'abbiamo esortata ad avere la più grande confidenza e fiducia e di manifestare ciò che egli pensa, a costo di avere dei rimproveri.  Ma egli sente una natura restia a questo.

            Per tutto questo stato fisico e spirituale però bisogna pregare il Signore per Roberto, perché gli dia la pace, la serenità, la contentezza e la salute.  Prega tu e fa pregare.  Mamma non fa altro che lavorare ora per Roberto, ora per altri. Roberto però m'ha assicurato che se vede che non può resistere, se ne tornerà a casa.  Preghiamo il Signore che ci assista tutti: lui e noi e ci faccia fare tutto per nostro meglio.  A proposito hai ricevuto la mia lettera che io ho indirizzato a Canale Monterano? 

            Zio Virgilio è di nuovo a Roma, ci ha telefonato, non è ancora venuto. Mario è stato iscritto al 2° corso di Ragioneria a Napoli e zia Gilda sta a Napoli.  Mamma le scrisse una lettera facendo presente le difficoltà che vi erano per accoglierli in casa, dato specialmente il fatto della mancanza di domestica a tutto servizio e la ristrettezza dell'ambiente.  Qui intanto l'inquilino non vuole lasciare libera la loro casa, perché dice che non ne trova un'altra per sé e chi sa come finirà la cosa.  Stamattina siamo andati a trovare Padre Mario e gli abbiamo detto della tua vestizione.  È difficile che venga perché il 1° ha la Congregazione in Chiesa, essendo la festa di "Tutti i Santi".

            Io ringrazio N. Padre Bernardino e gli altri Nostri padri per le gentilezze e le cure che hanno per te.  Ho preso qualche giorno di congedo all'ufficio. Però anche durante il congedo sono dovuto ritornare due o tre volte in ufficio.  Adesso leggo le lettere che ti scrivono Padre Mario e Berruti ((Assistente e Presidente della Congregazione Mariana di Santa Teresa)) e Padre Paolino; ti chiamano fra Mario.  ((Alla Vestizione c'era l'usanza di cambiare il nome di Battesimo per darne uno da Religioso e c'era pure l'usanza, in genere, di domandare all'interessato che nome volesse prendere, a me capitò che si pensasse a fra Mario per gratitudine verso il primo Padre di Santa Teresa che aveva ricevuto la mia confidenza sulla Vocazione. Ma quel nome lo chiedeva contemporaneamente un altro Novizio, per motivi familiari: aveva <un fratello morto con quel nome>, così a me, senza preavviso, mi daranno il nome di Fra Raffaele)).

            Penso che siccome io sono fra Giovanni, invece di padre e figlio siamo diventati fratelli, come si concilia questa cosa ?  E poi quando tu sarai diventato Padre, tu sarai il Padre ed io il figlio e tu sarai padre di tuo padre: vedi che imbroglio! Ma io scherzo perché so bene che occorre distinguere la materia dallo spirito.  Padre secondo lo spirito, figlio secondo la carne.  Adesso mettendo da parte questo scherzo di parole; puoi immaginare se ti benedico e ti auguro ogni cosa buona nel Signore.  Ricordo di te che avevi appena pochi giorni di vita e io ti tenevo nelle mie braccia e c'era un quadretto della Madonna Immacolata che era stato del padre di mia madre e poi di mia madre e allora si trovava a casa nostra e tu ogni volta che ti avvicinavo a quel quadro, tu così piccino, sorridevi, e questo si verificò molte volte che io volli fare quell'esperimento. Io ne dedussi una predilezione speciale da parte della Madonna Benedetta ed infatti tu hai voluto farti dell'Ordine della Madonna.

Perciò pregala sempre e ricorri a Lei con fiducia, qualunque cosa ti dovesse succedere e Lei non mancherà di proteggerti e di aiutarti e di benedirti.  Io ed anche mamma per i vostri tre allontanamenti e lontananze siamo molto storditi e non comprendiamo quasi più nulla. Ciò ci fa molto soffrire.  È tardi, devo smettere. Ringrazia e ossequia i Nostri Padri Superiori. A te una commossa Benedizione

tuo papà

 

            Alla Vestizione partecipano solo mamma e papà. Leonardo e Teresa devono fare compagnia alla nonna. I due fratelli che stanno ad Albano non possono venire per motivi inerenti alle loro regole di vita.  Mamma e papà si commuovono soprattutto nel momento in cui noi Novizi ci prostriamo per terra come morti al mondo, mentre si canta il Veni Creator Spiritus.  Dopo la cerimonia c'è il famoso "abbraccio carmelitano" che mamma ricorderà tante volte.  La sera tornano a Roma.  La prima lettera di papà è della settimana seguente

 

 

7  PAPÀ:  RISORGERE PER COMANDO DI DIO

Riferisce ciò che ha descritto agli altri fratelli sulla cerimonia della mia vestizione.

Gode per conversazioni spirituali

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                      Roma 7 - 11 - 1947

            Mi auguro che tu continui a stare bene e ad essere contento. Noi, mamma ed io, usciti dallo sportello del portone siamo stati accompagnati molto gentilmente da Padre Alessandro alla fermata dell'autobus che va alla stazione di Manziana, davanti al tabaccaio, sulla Piazza. Dopo un quarto d'ora venuto l'autobus, preso posto, pagate £. 30 a persona, bellissima gita automobilistica fermata prolungata Manziana paese, ripreso a camminare autobus scesi stazione, biglietti, attesa del treno non molto lunga. Tutti carri bestiame al buio. Saliti, mamma ha cavato borsa lampadina tascabile. Essa seduta sulla valigia.  Il treno però in discesa correva e ha impiegato metà tempo della mattina.

            A casa come al solito. Ho scritto a Roberto e Francesco descrivendo il viaggio e la vestizione.  Mi sono soffermato nella vestizione sul momento in cui vi hanno dato il comando di alzarvi da terra. Rialzarsi, risorgere per comando di Dio.  L'umiliazione dell'anima cristiana nella rinunzia, sofferenza, morte, non si comprenderebbe se non fosse seguita dalla gloria della Risurrezione.  Mi sono confortato sul pensiero del distacco dai genitori, dai figli, fratelli etc.  Considerando che il religioso aggiunge al proprio limitato amore naturale una quantità infinita di amore per tutto il genere umano che è data da Dio, ciò in quanto è possibile a uomo.  La quantità di amore che si riversa sui parenti, dato l'apporto Divino, è quindi maggiore di quello che si riceverebbe naturalmente se non si trattasse di religioso (per la parte pratica fiducia in Dio).  Ma mentre la mente si va confortando in questi pensieri e li comunica agli altri, mamma ed io ci sentiamo tutti storditi per la sofferenza.

            Recatomi a visitare N. Padre Alessandro, maestro dei novizi, che tiene esercizi spirituali, qui vicino Casa Generalizia, ho avuto godimento di una conversazione spirituale con lui per circa un'ora e lo ringrazio tanto anche di questo.  Ho incontrato e ringraziato anche il Rev.  N.  Padre Bernardino.  Ho saputo da lui che il suo confratello Padre Guglielmo si è molto aggravato nel male che soffre. ((Padre Guglielmo era stato diverse volte Provinciale e Generale dell'Ordine Carmelitano)).  Siamo stati Mamma ed io al Cimitero. Hanno messo un tram che si prende Piazza della Croce Rossa e arriva sino ingresso porta dove sono seppelliti nonni.

            Zia Gilda scritto dispiaciuta e verrà Roma soltanto dopo trovata casa.  Mamma d'altra parte troppo stanca, sofferente, per poter servire, senza domestica altre persone, diverse dai propri figli. Figli si fa aiutare, altri non può farlo.  Poi c'è Teresina e non possono coabitare giovani non fratelli.  Economo Collegio S. Leone Magno mi ha incaricato di una pratica d'ufficio presso Ministero Esteri. Ho perduto mattinata ieri per questo. Spero pratica abbia buon esito.  Roberto e Francesco hanno gli Esercizi Spirituali e non posso andare a trovarli.  Avresti dovuto ricevere loro lettera. Ossequia il N. Padre Costantino Vice facente funzione di. . pardon mi sono imbrogliato, e spero anche di lui di fare personale simpatica conoscenza, il N. Padre Giuseppe, il cui sorriso bonario confortante ricorderò sempre, gli altri Padri, gli studenti fra cui fra Gennaro, e i novizi, fra cui fra Mario, grati del sollievo che ci ha procurato col suo buon umore e la sua compagnia, che ci deve scusare perché di carta e di schede per la biblioteca avrei voluto mandare di più e più belle.   Un abbraccio carmelitano e paterno la santa benedizione

dal tuo papà

 

            P. S. Ritorno in ufficio.  Prega per me e per gli altri, Roberto ha mandato a dire a mezzo di Liliana, che il mal di pancia gli è passato. Leonardo sta bene e studia come al solito.  Teresa va dalla monache.  Ringraziamo tutti il Signore per la grande grazia che ti ha dato per la vestizione.  Tutto si muove... L'immortalità dell'anima... come tu sai...

 

            Mamma aggiunge sotto il foglio di papà due righe che non entrano nella sua lettera:  Mi sono ricordata che tu devi fare una predica sui Santi Innocenti, ho pensato allora di mandarti il libro che ti regalò Mons.  Landucci ((me lo regalò per la Prima Comunione)).  Ancora benedizioni e abbracci carmelitani

mamma

 

 

8  MAMMA:  NON FACCIO CHE RINGRAZIARE DIO

Ringrazia il Signore per il bene che fa alla famiglia.

Vuole mandare via la tristezza causata dalla lontananza di noi tre

 

Fra Raffaele di Santa Teresa del Bambin Gesù, carissimo figlio mio,                         7.11.47

            papà t'ha già scritto, in stile telegrafico ((spesso papà nelle lettere che mi scrive userà lo stile telegrafico)), tante cose, perciò io ho poche notizie da darti.  Sono felice ed anche molto più tranquilla da quando t'ho riveduto: i Superiori che ti guidano, i confratelli di Noviziato, tutti i buonissimi Padri che vivono con te, mi hanno fatto un'impressione così buona che io non faccio che ringraziare Dio di tutto il bene che fa alla nostra famiglia.  M'è tanto dispiaciuto che di otto fotografie nemmeno una sia riuscita, spero però nella promessa di Padre Bernardino, di fare cioè lui quello che non sono riuscita a fare io.  ((Per farsi fotografare allora era necessario un permesso esplicito del Provinciale)).  Mi ha detto il fotografo che anche facendo le istantanee, bisognava tenere un po’ più a lungo aperto l'obbiettivo.

            Il viaggio di ritorno durò appena un'ora, ma in un carro bestiame.  A Manziana ci hanno detto che fra un mese ci sarà un'autocorriera che porterà direttamente a Montevirginio, sarà così molto più comodo per quando ritorneremo, come t'ho promesso, quest'altro anno, prima di allora verrà certamente a trovarti Leonardo.  Sono andata a Santa Teresa per vedere Padre Mario, ma non c'era, ho riveduto invece il tuo omonimo Padre Raffaele il quale è stato contento della notizia e ti saluta insieme agli altri Padri della Sacrestia.  Di Francesco e Roberto non so cosa dirti perché stanno facendo gli Esercizi ((Spirituali)), ma Fratel Terenzio mi ha assicurato che stanno bene, avranno ricevuto una lettera di quasi due fogli protocollo che papà scrisse loro appena tornato dall'Eremo.  Sono le quattro pomeridiane del sette Novembre, oggi è l'onomastico di nonna e le abbiamo fatto un po’ di festa: Teresa e Leo le hanno dato le prime violette, adesso sta aspettando Mariella ((una nipote che aveva già un bambino)) e compagnia che verrà a fare gli auguri alla nonna e... bisnonna.  T'ho preparato il pacchetto che ti promisi e papà lo porterà a Padre Alessandro, al Collegio Internazionale; c’è dentro la carta con le schedine che promisi a Fra Mario che saluterai tanto ((Fra Mario aveva chiesto queste schedine per mettere in ordine la biblioteca del Convento)), le immaginette da distribuire ai bimbi che incontrerai, la spazzola per spolverare il bell'abito carmelitano, la terra della Madonna e una scatola di cromatina per i sandali.  A proposito della spazzola questa era un ricordo di zio Aldo e nonna la conservava senza pensare alle... tarle, l'ho persuasa a darla a te con la promessa che ti ricorderai di pregare per quel povero zio ((era quello zio del quale parlo nell'introduzione, che era morto tragicamente senza ricevere i Sacramenti e per il quale eravamo sempre invitati al ricordo nella preghiera)).  Vorrei mandarti tante cose... ne chiederò a Padre Alessandro.  Se non aggiungerò più niente vuol dire che è meglio così.

            Adesso sto aspettando la lettera di Novembre e poi dovrò aspettare Natale, stai tranquillo che non pretendo di più e perciò non preoccuparti di me. Leonardo studia e fa i soliti servizi: la mattina il pane e quello che occorre non lontano da casa, il pomeriggio alle quattro va a prendere Teresa, il latte e qualche altra cosa: mi posso contentare, non ti pare?   Madre Filippina ((che è l'insegnante e la Direttrice della scuola frequentata da Teresa)) m'ha detto che non bisogna essere tristi perché il diavolo si serve della tristezza per allontanare le anime da Dio e allora ho deciso di allontanare la tristezza da me ... naturalmente da papà.  Noi, ringraziando il Signore, stiamo tutti bene, ma tu prega assai per tutti.  Zia Gilda scrive, ma un po’ agrodolce, dice che non verrà a Roma se non avrà la casa sua, intanto Mario frequenta l'Istituto di Napoli.

            Ossequia tanto tutti i buoni Padri che ho conosciuto, in modo speciale Padre Giuseppe al quale dirai che cerchi di creare un medicamento per i dolori reumatici.  Saluta pure i tre novizi che presero l'abito con te e Fra Gennaro che così gentilmente ci servì a tavola. ((Fra Gennaro più che un novizio era un rifugiato politico, fece anche la Vestizione come frate.  Aveva chiesto ospitalità in Convento per evitare di essere preso dopo la guerra. Faceva parte della Repubblica di Salò e combatté contro i partigiani. Noi lo sapemmo solo diversi anni dopo))

            È arrivata in questo momento zia Maria con un bigliettino da spedirti, l'unisco alla presente.  Ti raccomando di scrivermi tutto quello che ti occorre ché San Giuda ci aiuterà sempre.  Il tempo coperto del primo Novembre non mi copre di tristezza, il ricordo di Montevirginio, tutto è stato bellissimo: la funzione, la passeggiata sul Calvario ((una collina sovrastante l'Eremo di 54 ettari con castagneto, bosco e terreno coltivato. Dall’alto si vede il Lago di Bracciano)) e... gli abbracci carmelitani con mamma, t'ho trovato benissimo e mi sei sembrato pure più alto.  Quanta pace e quanto desiderio di elevarsi lascia il tuo convento!  Adesso papà è ritornato su per riportare la tua cartolina, come vedi m'ero già ricordata delle schedine, vedrò se sarà possibile averne delle altre.  Ti abbraccio con tutta l'anima e ti benedico adesso e sempre

mamma

 

 

9  MAMMA:  ERA PROPRIO PIENO DI SANTO AMORE DI DIO

Ascolta con piacere la predica di P. Gabriele di Santa Maria Maddalena.

Mi tranquillizza sulla Provvidenza

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                      Domenica 16. 11. 47 ore 22.

            siamo ancora senza tue notizie, ma spero di averle presto, così fra un mese, poi arriverà, spero, la lettera di Natale... Non ho veduto più nessuno dei buoni Padri, né della Vittoria, né di Santa Teresa.  Stasera, Domenica, sono andata con Teresa a sentire una bellissima predica di un carmelitano Fiammingo: si sentiva che era proprio pieno di santo amore di Dio. Beato lui! ((Si trattava del Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena dè Pazzi che insegnava al Collegio Internazionale ed era un Padre di alta spiritualità)).

            C'erano tanti chierichetti nuovi e, come il solito, Padre Brocardo dirigeva la funzione, ma che vuoto senza di te e Roberto...

            Forse domani andrò ad Albano per vedere i piccoli e convincermi che Robertino si è proprio rimesso bene dai disturbi viscerali che ha avuto per quindici giorni.  Fratel Terenzio mi ha assicurata che è sereno e felice come Francesco.  Speriamo bene! Ho mandato a Mario a Napoli le negative riuscite male, ma ha già risposto che cercherà di far stampare qualche cosa, ma sarà molto difficile.  Non ti dico quanto ne sarei felice!  Pare che zia Gilda abbia trovato casa a Roma, almeno così ha scritto, ed ha aggiunto pure che non verrà se non avrà l'alloggio suo...

            Noi, ringraziando il Signore, stiamo tutti bene, anche nonna che è stata raffreddata nei giorni scorsi, si è rimessa e ogni tanto dice che sente una grande nostalgia di "Giuseppe suo".  Ti sto scrivendo con la penna tua che ho fatto pulire con l'intenzione di conservarla, ma quell'ometto mi ha consigliato di usarla altrimenti si rovina e così eccola di nuovo in esercizio.  Mi accorgo che scrive meglio dritta che inclinata.  Vorrei mandare gli auguri di Natale a Padre Gioacchino e unire ai miei anche quelli tuoi: chiedine il permesso ai superiori e spediscimi il biglietto perché è già pronta la busta per la posta aerea.  A casa la solita vita con un silenzio che mette tanta malinconia, Leonardo studia sempre e qualche volta gioca con Teresa, zio Guido gli ha fatto avere un buono per un paio di scarpe da montagna che ho pagato solo seicento lire.  Certamente ti verrà a trovare con le calzature nuove cucite, non so perché, col filo rosso, ma sono tutte di cuoio e per il prezzo si possono considerare regalate.  Ho cucito finalmente anche le camicie a Leonardo con le stoffe dell'Unra e sono venute bene.

            Si possono avere le cartoline illustrate con la veduta dell'Eremo?   Ho sempre nel cuore le poche ore passate con te e le rivivo minuto per minuto specialmente quando sono sola.  Adesso la montagna sarà tutta spoglia e solo i pini altissimi saranno l'unica nota verde.  Quanta pace e quanta serenità!.  Porterò la polvere di Padre Giuseppe al Direttore di Francesco che soffre con lo stomaco, l'ho mandata pure a zia Gilda.  ((Mamma chiama "polvere di Padre Giuseppe" una medicina che questo Padre confezionava all'Eremo. Noi l'aiutavamo. Il metodo era veramente primitivo: mischiava due polveri che diventavano un'unica pasta, poi la schiacciava con la bottiglia e ne veniva fuori una medicina granulosa che faceva tanto bene allo stomaco. La confezionava soprattutto con tanti segni di croce. Era un santo religioso. Aveva studiato chimica ed era riuscito a creare questa combinazione che, in seguito, ha potuto essere venduta dalle farmacie col nome di "Neutralina Fontana")) Non dimenticarti di salutarlo e di raccomandargli di pregare per i miei reumatismi e di pensare a fabbricare qualche medicamento per essi.

            E Fra Mario è stato contento delle schedine? Saluta tutti i tuoi fratelli caramente da parte mia e assicurali che prego anche per loro come una mamma.  Per le maglie come fai?   Ti raccomando di dirmi sinceramente se te ne occorre un'altra. Capito?  San Giuda pensa sempre a noi e perciò stai tranquillo.  Ossequia Padre Alessandro e ringrazialo sempre di quello che fa per te.  A te, figlio mio carissimo, tutte le benedizioni più sante

da mamma tua.

 

 

10  PAPÀ:  MI AUGURO CHE SIA IL PUNGOLO DEL SIGNORE

La situazione di un parente lontano dalla Chiesa.

Chiede preghiere per lui e per l’Italia

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                                       Roma 16 - 11 - 47

                                   Vedi tu (Giuseppe) fra parentesi e Fra Raffaele fuori parentesi. Io (fra Giovanni) fra parentesi e Ulisse fuori. Infatti di fuori io vesto da secolare e tu vesti da religioso, di dentro siamo religiosi entrambi o almeno lo dovremmo essere.  Scrivo stretto per via del peso della lettera. Spero e mi auguro che tu seguiti a stare bene e contento.  Mi ha detto Padre Domenico ((un Padre della Parrocchia di Santa Teresa)) che voi adesso studiate la regola e la mettete in pratica.  Noi qui sinora tutti bene. Mamma ed io abbiamo un po’ di nostalgia per la vostra assenza.  Roberto, oltre a Liliana ((una giovane sposa del palazzo che era andata ad abitare ad Albano, ma che aveva i genitori ancora nello stesso nostro condominio)), l'ha visto la madre di Conti e Fratel Terenzio. È contento ed è guarito. I Superiori gli vogliono bene e lo stimano.  Francesco poi si è talmente ambientato che sembra il padrone di casa.  A te, per mezzo del N. Padre Maestro inviammo le lettere mia, di mamma, di zia Maria, una scatola di cromatina marrone, le schede e della carta per minute delle schede della biblioteca per Fra Mario (De Santis).  Avrà perdonato N. Padre del fastidio che gli abbiamo dato? 

            In questo momento ritorna Leonardo, prega che voi preghiate per la conversione di Michele: lo affida caldamente alle vostre preghiere, desidera addirittura una mobilitazione di preghiere. Questo tuo pro cugino (pro zio) Michele  viene spesso a casa a trovare Leonardo.  Leonardo ogni tanto parlando con lui di fisica e di matematica, cerca di parlargli anche di Religione.  Ma lui dice: non mi parlare di queste cose, dice di aver trovato la sua felicità a non pensarci.  Io non ci credo perché se così fosse non verrebbe a trovare Leonardo, invece viene; evidentemente ha un pungolo che lo spinge. Mi auguro che sia il pungolo del Signore, ma egli resiste.  Stasera Leonardo dopo essere rimasto varie ore a parlare con lui, gli ha detto se valeva andare in Congregazione a trovare Padre Mario. Sono andati insieme, ma hanno trovato la porta chiusa. La scena mi sembra simbolica. È uno che vuole entrare in Chiesa, ma sta ancora fuori al buio.  Infatti si sono seduti sulle colonnette che stanno di fuori. Occorrono dunque preghiere. A voi dunque che siete specialisti.  Scriverò anche per questo a Roberto e Francesco.

            Un'altra cosa vorrei affidare alle vostre preghiere. Vedete quanto lavoro vi commissiono! Ma tu sei ancora principiante in tali generi di lavoro. Volevo affidarvi quello che sta qui stampato e che io non cancello ((il foglio di carta che papà usa è un foglio del Ministero dell'Interno, poco sopra questo titolo, cancellato da papà, c'è scritto e non cancellato: "REPUBBLICA ITALIANA")). Ma è impresa troppo grande pregare per la Patria, e dovrebbero parteciparvi tutti i lavoratori che vi sono, dalle Alpi alla Sicilia.  "Nisi Dominus custodierit civitatem, frustra vigilat qui custodit eam" (=Se il Signore con custodisce la città, invano veglia chi la custodisce).  Quindi anche qui: pregare!

            Avrete letto i giornali: disordini, agitazioni, anche purtroppo qualche vittima, da per tutta la penisola. Colera in Egitto. Irritazione animi, lotta di classe, artificiosamente acuita dalla propaganda marxista, che ritiene inevitabile la guerra tra i diversi ceti sociali e la favorisce aspettando la conseguente vittoria operaia.  Tutto il mondo, essa dice, è lanciato in questa direzione. Questa è dottrina scientifica, essa dice.  Io credo che sia diabolica, volta alla distruzione dell'umanità o, per lo meno, all'oppressione alla schiavitù di tutti verso alte gerarchie statali. Ma potrei ingannarmi, forse.

            Stamattina sono andato in chiesa alla Vittoria. C'era esposta la venerata salma del N.  Padre Guglielmo, nella cappella privata. Ho pregato per lui, anche se non avrà bisogno di preghiere, perché mi dicono sia stato un santo Religioso.  A Santa Teresa c'è la Novena per San Giovanni della Croce, Nostro Padre.  Il predicatore, uno straniero del Nostro Ordine, con i capelli d'argento, parla un buonissimo ed elegantissimo italiano, con accento straniero; come quando parlano in italiano gli inglesi.  Con tutto ciò data la sua cultura vastissima tiene avvinta l'attenzione degli ascoltatori.  Dice che nello studio delle opere di San Giovanni bisogna incominciare prima da quelle che ci infiammano di amore verso Dio e poi dopo "La salita del Monte Carmelo".

            Il mio ufficio va come al solito. Lavoro un po’ stordito per l'assenza tua e di Roberto.  Per Francesco mi ero quasi abituato.  La notte alle quattro mi sveglio e penso a voi tre. Poi se volgo il pensiero al Signore mi tranquillizzo. Mamma pure si sveglia pensando a voi.  Tanti ossequi e ringraziamenti, bacio le mani al Padre Maestro, a Padre Giuseppe, a Padre Costantino, ai frati tutti e Padri di Montevirginio

tuo papà

 

 

11  PAPÀ:  PREGARE PER LA SUA CONVERSIONE

Ancora su quel parente che non frequenta la Chiesa,

chiede preghiere per la sua conversione.

Ascolta una predica su San Giovanni della Croce.

 

Roma 21/11 /47  ore 19 Festa della presentazione della Madonna

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)

            Proprio adesso ci è pervenuta la tua cartolina del 17 corrente. Mamma sta cercando, se è possibile, di farti pervenire la tessera annonaria a mezzo dell'ottimo N. Padre Maestro dei novizi Padre Alessandro, il quale in questo momento trovasi a Roma.  ((La tessera annonaria era la tessera per poter comprare alcuni generi alimentari. Era personale.  Era entrata in vigore durante la guerra e ancora era in uso nel 1947)) Noi, quattro giorni fa, siamo andato, mamma ed io da Roberto e da Francesco.  Anzi non avrei voluto andare. Ma uno sbaglio provvidenziale che mi ha senza volerlo fatto anticipare di un'ora l'uscita dall'ufficio mi ha permesso di andare.  Roberto aveva avuto alcuni giorni prima un po’ di febbre, per causa di influenza, che è durata tre giorni.  La febbre gli è calata subito perché gli hanno dato i sulfamidici e presto si è guarito.  Quando siamo andati noi era in piedi bianco e rosso e stava bene.  Lui e Francesco sono contenti.  Francesco anche sta bene ed è contentissimo, scherza, è allegro.  Francesco deve recitare in una recita che fanno al Piccolo Noviziato, ma lui non ci ha detto niente.  Roberto non aveva più scarpe di cuoio (ricordati che cuoio si scrive col c) e si bagnava i piedi. Allora ad Albano, la stessa sera, gli abbiamo comprato certi stivaletti, spendendo £. 4. 800.

Prega perché lui e Francesco continuino a star bene.  Roberto studia la poesia "Passero solitario" di Leopardi. Leonardo sta scandendo le "Egloghe” di Virgilio.

            Mamma ha dovuto provvedere anche ad inviare le salviette nuove a Francesco e Roberto: 3 per ciascuno.  Dopo la visita a Francesco e Roberto siamo andati a salutare Liliana e abbiamo comprato mezzo chilo di carne per noi ((Liliana ha una macelleria ad Albano)).  Abbiamo portato a Roberto e Francesco del miele, un po’ di pan di Spagna, di cioccolato e non mi ricordo che altro di cibarie. Francesco divora tutto. Roberto invece continua ad essere di poco appetito. Noi siamo preoccupati per la sua salute.   Prega tu per loro.  Roberto è stato tre giorni in infermeria.  Mentre stava a letto ha preso il lapis e ha disegnato la finestra dell'infermeria e quello che si vedeva fuori. Poi ci ha regalato questo disegno.  Nel tram del ritorno mamma ha incontrato poi la madre di un altro compagno di Roberto, la quale ha paura che il figlio mangi poco e si lamenta della pulizia della biancheria.  D'altra parte mamma nell'andare a portare le scarpe a Roberto osservò in un cortiletto del piccolo noviziato un cesso che dava molto cattivo odore. Speriamo che tutto ciò non nuoccia alla salute.  Osservammo dal Noviziato un tramonto meraviglioso, rosso, il sole come una palla di fuoco tra le nuvole.  Ti mandiamo la tessera annonaria.  La notte l'ho passata un po’ agitata per il pensiero di Roberto. 

            La mattina si è presentato alle nove, mentre mamma era già uscita, zio Michele per cui ti ho raccomandato di pregare per la sua conversione, piangendo: non voleva più ritornare a casa sua perché litigava con la cognata.  Gli ho detto che era giunta l'ora di decidersi a convertirsi e a scegliere uno stato: o ammogliarsi o scegliere lo stato ecclesiastico. L'ho condotto da Padre Mario.  Padre Mario dice che è più propenso per il Matrimonio. Zio Michele però vuol continuare la vita che fa; lui dice vuol essere padrone del suo destino. Quindi niente conversione.  Gli abbiamo dato il pranzo per un giorno.  È ritornato il giorno appresso perché voleva fare pensione e farsi alloggiare da noi, ma mamma non ha potuto accontentarlo, per la stessa ragione che tu sai e che hanno portato allo stesso rifiuto per Mario, per il raccomandato di Mons.  Ronca e per mio cugino Ugo.  Michele così la sera stessa si è adattato a ritornare a casa sua.  Occorre pregare per lui.

            Hai ricevuto le lettere che ti abbiamo mandato?  So dalla tua cartolina che stai bene e sei contento e mi auguro che così continui.  Nelle sere passate sono andato alla predica alla Chiesa della Vittoria, perché più vicina all'ufficio, predicava Padre Stefano (Poscia), che sta a Caprarola, sulla dottrina di San Giovanni della Croce sull'uso dell'intelligenza, della memoria e della volontà.  Salvi i propri doveri in cui noi dobbiamo continuare ad usare di queste tre facoltà dell'anima in modo ordinario, come al solito, per le altre cose dobbiamo usare l'intelligenza solo per le cose di Fede, la memoria solo per la Speranza cristiana, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla e la volontà per la Carità verso Dio e verso il prossimo, abolendo tutto il resto.  Ti prego di predisporre materiale librario e notizie bibliografiche circa la vita eterna, ossia l'immortalità dell'anima.  Ritengo che questo argomento trattato bene e profondamente sia un bisogno impellente del nostro tempo.

            Le agitazioni politiche sono un po’ diminuite, continuano forti in Puglia, nella provincia di Bari, a Corato, Bitonto e Minervino: c'è stata qualche vittima e dei feriti tra guardie e braccianti.  Sono paesi con popolazione povera, ignorante, molto agglomerata: ottanta, novanta, centomila ogni paese, quasi tutti braccianti contadini. Un democristiano per difendere la sede del partito democristiano ha ucciso un comunista.  Occorre pregare.  Tanti ossequi e ringraziamenti a tutti i tuoi Superiori, il Rev.mo N. Padre Priore che mi auguro di poter conoscere personalmente e al Rev.mo N. Padre Maestro dei novizi, l'ottimo Padre Alessandro, e a Padre Giuseppe della cui medicina noi stiamo facendo "réclame" e a tutti gli altri ottimi religiosi, fra cui Fra Mario che ricordiamo sempre per le risate. A te un abbraccio e la S. Benedizione

papà

 

 

12  MAMMA:  COLPISCE L’ANIMO IN MODO PARTICOLARE

Si preoccupa per la salute spirituale dei parenti.

Ricorda il quadro della chiesa dell’Eremo che rappresenta Maria Bambina

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                                     21.11.47

            sono quasi le dieci, papà sta cenando, dopo aver scritto a te.  E Leo studia il latino. Non ti so dire che gioia per la cartolina ricevuta oggi.  Non ne potevo più... avrei telefonato alla Vittoria per sapere tue notizie quando invece sono arrivate le notizie aspettate; fra dieci giorni poi la lettera.  Noi stiamo tutti bene, ringraziando il Signore, e cerco di vincere la grande tristezza pensando che è una tentazione diabolica.  Accludo alla presente la tessera, non ti preoccupare per niente perché San Giuda veramente ci aiuta e ci aiuterà, poi i buoni vicini ci lasciano ancora l'uso di due delle loro tessere, quindi stai tranquillo, figlio mio caro.  Ti ringrazio sempre delle preghiere, anche noi non vi dimentichiamo mai nelle nostre.  Fra Antonino m'ha detto che vuole venirti a trovare.

            Papà t'ha raccontato di M... che tipo strano... voleva venire a casa nostra.  È il quarto aspirante! Dopo la chiacchierata con Padre Mario, Padre Mario è venuto a casa a perorare la causa di M.  Pregandomi di dargli ospitalità. Naturalmente ho fatto notare al buon Padre le nostre condizioni e l'ampiezza della casa, dopo di che è stato ritenuto giustissimo il nostro rifiuto.  Nel pomeriggio poi ho telefonato al fratello di M.  Il quale finalmente ha capito che l'unica cosa da fare era quella di ritornarsene a casa come ha fatto.

            In questo momento mi ha telefonato zio Guido per domandarmi l'uso della polvere di Padre Giuseppe. Anche a lui l'ho data. Speriamo che con la salute gli ritorni un po’ di santo amore di Dio! Così pure a zia Gilda alla quale la mandai per mezzo di zio Virgilio.  Lunedì poi l'ho portata anche al Direttore del Noviziato di R.  e F. , perché soffre con lo stomaco.  Adesso a me ne è rimasta pochissima, quando verrà Leonardo l'incaricherò di acquistarmene un altro pacchetto.  Intanto saluta sempre Padre Giuseppe e digli che se non può fare la medicina per i reumatismi, pregasse assai per i miei dolori artritici.  Domattina alle otto dobbiamo trovarci alla Vittoria per consegnare la tessera a Padre Alessandro che domani stesso partirà per l'Eremo. Non ho il tempo di prepararti niente, chissà che cosa potrò mandarti.  Nella lettera che scriverai dimmi tante e tante cose.  Ti mando 1000 lire perché è presto e la cioccolata non l'ho potuta comprare.  ((Aveva scritto infatti: "ti mando la cioccolata", ma ha corretto la mattina presto, prima di uscire, aggiungendo quella frase appuntata, in piccolo)) Per le schedine cercherò di averne ancora.  Porteremo i saluti a tutti i nominati nella cartolina e ciò avverrà Domenica. 

            Oggi ad Albano c'è stata una grande festa perché è la Presentazione di Maria SS. ma al Tempio: è la festa di tutti i Noviziati, perciò immagino che anche da te si sarà festeggiato in modo particolare questo bel giorno.  Ho tenuto sempre presente oggi il bel quadro della chiesa dell'Eremo e l'ho descritto a Teresa ricordando la funzione della tua vestizione. Io credo che sia un quadro di autore perché è così pieno di luce e così armonioso nelle tinte che colpisce l'animo in modo particolare.  ((È il quadro che rappresenta Maria Bambina che viene presentata al Tempio. Il fatto non è scritto nel S. Vangelo, tuttavia una tradizione antichissima della Chiesa ne celebra la festa liturgica)).

            Mi pare d'averti scritto che ho mandato a Napoli le negative e che zia Gilda mi ha risposto che è molto difficile che si possano stampare perché sono negative proprio negative... Domattina pregherò Padre Bernardino che si ricordi della promessa che mi fece.  Quando mi scriverai la desiderata lettera dimmi pure se sei stato mai raffreddato e ricordati di rispondere a tutte le mie domande ché poi per un mese dovrò contentarmi dei saluti soli soli.  Hai bisogno di una sciarpa per il collo?   E di guanti di lana e della maglia?   Ai piccoli di Albano faccio presto ad accontentarmi, non accontentarli, perché loro non vorrebbero niente, ma a te, figlio mio, che cosa posso dare?   Qui la solita vita con le visite dei parenti, visite che mano mano che la stagione avanza, si vanno diradando.  Leonardo racconta a me e Teresa quello che avrebbe raccontato ai fratelli lontani e così rido con lui per tutte le birichinate dei compagni: hanno fatto il "consiglio di classe" come c'è nelle fabbriche e negli uffici per giudicare ed approvare o no quello che fanno i superiori. A me non pare che sia una cosa ben fatta, ma i ragazzi di adesso hanno le idee dei grandi e quindi seguono l'esempio di questi ultimi.  Figurati che sono riusciti a far riprendere dal Preside il Professore di matematica, perché non spiegava bene!... Povero professore e povera scuola! Adesso, dice Leonardo, spiega meglio ed è meno severo. Io veramente non so quale sia la morale di tutta questa faccenda; mi dicono che in tutte le scuole adesso ci sono i "consigli di classe".

            È tardi e a malincuore ti lascio.  Saluta caramente tutti i tuoi compagni novizi e ossequia tutti i buoni Padri.   A te, figlio mio carissimo, tutte le benedizioni e gli abbracci carmelitani più cari

da mamma tua

 

 

            Mamma e papà si trovano ad aspettare i figli in una scuola di Roma dove si sono recati per una festa.  Nell'attesa mamma, trovata della carta di fortuna, si accinge a scrivermi.  L'attesa è lunga più di quanto previsto.  I Fratelli delle Scuole Cristiane probabilmente volevano che la visita a Roma dei loro alunni rimanesse, questo spiega il forte ritardo nel concedere ai genitori di vedere i propri figli. Mamma fa passare questo lungo tempo di attesa descrivendomelo, senza lamentarsi, ma non vede l'ora di riabbracciare i due "cucciolotti", come li chiama.  A casa termina la lettera continuando la descrizione sull'andamento generale della famiglia e dei parenti.

 

 

13  MAMMA:  IO CHE NON SO PREGARE

Lettera scritta da un Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dove aspetta di vedere i figli, mentre papà prega

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                      Sabato 29 - 11 - 947

                                   non ti meravigliare della carta e della matita.  Ti scrivo dall'Istituto Pio IX° sull'Aventino dove io e papà soli soli in un grande salone stiamo aspettando la fine di un pranzo di 100 (dico cento) convitati... Immagino la tua curiosità ed eccomi ad accontentarla.  Ieri, per combinazione, telefonai alla signora Conti, quella che ha un figlio ad Albano, e seppi che domani 30 i piccoli novizi sarebbero venuti a Roma.  Immagina il mio daffare per sapere notizie più sicure; Fratel Luigi mi consigliò di telefonare al Visitatore come infatti feci e così seppi che non domani, ma oggi era progettata la gita a Roma all'Istituto Pio IX° sull'Aventino, dove all'una e mezzo ci sarebbe stato il pranzo e poi il cinema.  Ho dovuto fare la spesa, preparare il pranzo, far pranzare papà, nonna e Teresa prima del solito per essere giù alle due.  Infatti eccoci qua per rivedere i due cuccciolotti!  Mi dicono che stanno bene; io avrei dovuto andare ad Albano proprio in questi giorni, così rimanderò la visita a verso Natale, se il Signore lo permetterà.

            A casa tutti bene, papà sempre occupatissimo con l'ufficio e adesso si sta riposando per forza seduto sopra un rosso sofà e si sta recitando l'ufficio della Madonna; io, invece che non so più pregare, ho pensato di scrivere a te.  In questo momento è arrivato il Superiore Generale... sento grandi applausi.  Chissà quanto tempo ci toccherà aspettare.  Sto pensando a Natale che si avvicina e saremo appena in cinque. Peppe mio! E il Presepio?  Lavorerai per quello dell'Eremo quest'anno.  ((Gli ultimi anni infatti a casa il presepio lo facevo soprattutto io, anche se non mancava la consulenza di mamma)).  Leonardo dice che ne vuol fare uno a modo suo, vuol mettere fra gli angeli pure gli aeroplani perché dice che Gesù è di tutti tempi. Immagina un po’ tu che cosa verrebbe fuori se io lo permettessi!  Intanto prevedo che il baldacchino non lo metterò su e tutto il plastico sarà in condizioni ridotte.  Oltre al Presepio sto pensando a voi lontani. Sarei felice se tu mi scrivessi quello che vuoi.  M'accontenterai?   Padre Alessandro m'ha detto che ha fatto fare pure un albero con lotteria.  E i doni?  Ti torno a raccomandare di dirmi pure quello che ti occorre. Capito? .. Intanto ho preparato un paio di chili di zucchero, appena ci sarà l'occasione te li manderò. E il pacco con le schedine, la spazzola ecc.  È arrivato?   Il tuo buon Maestro m'ha raccontato le peripezie. Pare che ebbe la stessa sorte il primo pacco di Francesco.  Ricordi?  Un po’ di mortificazione da ambo le parti non fa male!

            Sento canti, battimani e adesso sono passati davanti al salone i vassoi coi dolci...  È venuto a salutarci il Direttore di Albano, dice che è contento di R. e F. e che stanno benissimo, adesso ce li manderà...  Finalmente!  È stato un falso allarme, sono passate quasi due ore! Qui accanto c'è la direzione ove c'è stato un ricevimento speciale per il Generale di tutti i Carissimi.  È un bellissimo Istituto sul tipo del S. Giuseppe.  Fuori tira un vento terribile e ogni tanto piove, da due giorni il tempo è così. Penso tanto all'Eremo e all'umidità di quest'anno. Certamente la Madonna ti proteggerà da tutti i malanni.  Pare che la fine del lunghissimo pranzo sia vicina, perché il chiasso aumenta e qualche ragazzo ha attraversato il vestibolo.  Ecco infatti i Religiosi e tanti novizi.   Ciao a stasera.

            Riprendo a scriverti da casa: Domenica ore 20.  Sempre mio carissimi fra Raffaele, ieri sera dunque abbiamo riveduto Rob e Fra.  che stanno benissimo erano felici e contenti e ci hanno lasciati dopo un quarto d'ora per andare al S. Giuseppe dove c'è stato il cinema e dove li ha raggiunti Leo che ha passato con loro un paio d'ore.  Mentre aspettavamo i piccoli ci hanno chiamati per presentarci il Generale: un vero santo che è stato con noi gentilissimo.  È inutile raccomandarti di pregare per noi perché sento che il Signore ci aiuta sempre per le preghiere tue e dei fratelli.  Ossequi a tutti i Superiori.

 

            Dopo un piccolo spazio riservato ai saluti dei due fratelli, mamma prosegue: continuo a scriverti sullo stesso pezzo di carta e scusami.  Ho telefonato alla Scala ((Convento di S. Maria della Scala sempre dei Padri Carmelitani Scalzi, in Trastevere)) per sapere se c'è qualcuno che parta per l'Eremo e mandarti lo zucchero, ma mi hanno risposto che per questa settimana non c'è nulla poiché ci sono gli esercizi ((= Esercizi Spirituali)).  Zia Gilda ha scritto che non verrà a Roma se non avrà la casa sua. Intanto ha perduto la causa col padrone di casa e dovrà togliere i mobili: chissà come andrà a finire.  Tu però sta tranquillo che qui a casa c'è posto per zia e basta.  ((Devo avere scritto a mamma che faceva bene a non ospitare nessuno all'infuori della sorella.  Condividevo la non opportunità di far convivere dei giovani con Teresa che cresceva)) A Santa Teresa non ho veduto più nessuno. Penso tanto a Padre Gioacchino e vorrei fargli arrivare gli auguri per Natale, spero di riuscirci e utilizzerò le buste e la carta che mi lasciasti tu.  Vuoi le altre immaginette?   Sto aspettando la lettera di dicembre.  La cucina è ancora come due mesi fa. Le piante pure stanno aspettando...  Quelle della Kotmik stanno ancora da noi benché il povero malato sia ritornato a casa proprio otto giorni fa, ma per non muovere le ospiti non ho toccato i limoni che stanno bene.

Caro figlio mio, ti lascio abbracciandoti e benedicendoti sempre con tutto il cuore

mamma

 

 

            Papà descrive il medesimo incontro avuto con Roberto e Francesco a Roma.  Aggiunge altri dettagli e, come di consueto, altre notizie sulla famiglia.  Questa lettera, come tante altre in seguito, la scrive completamente in stile telegrafico. Si dimentica che sono più piccolo di Leonardo e mi parla descrivendomi i suoi studi come se stessi avanti.

 

 

14  PAPÀ:  CONFESSORE RIMASTO DUBBIOSO

Descrizione dell’incontro a Roma con i figli e con il loro superiore generale

Mamma consulta il confessore

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                                     29 - 11 - 47

            come ti ha scritto mamma siamo andati trovare Roberto e Francesco Roma, in gita festa, precedente S. Natale.  Noi aspettato due ore sala d'aspetto, stesso tipo quella vostra scuola elementare, Istituto Pio IX°. Bellissimo posto di Roma, salita Santa Prisca, pare campagna.  Roberto e Francesco fatto pranzo buonissimo, durante pranzo venuto Fratello Generale dei Carissimi. Visitatore ((così è chiamato il loro Provinciale)) ci ha presentati.  Generale è francese, parla anche italiano. Ci ha ringraziati per avere dato tre figli al Signore. Questo ringraziamento mi ha commosso.  Ho domandato se Roberto e Francesco sono contenti. Loro hanno detto sì.  In salute molto coloriti. Spero e mi auguro anche tu contento e in buona salute.  Roberto ci ha dato noticina suoi desideri. Francesco non vuole niente. Roberto cosettine.  Roberto chiesto carta igienica andare a cesso e ha domandato dove era cesso, mi assicurato guarito pancia... ((papà si mostra preoccupato per dolori all'addome che lo hanno afflitto i primi giorni di permanenza ad Albano))  Due ore aspettativa, e mezz’ora insieme Roberto e Francesco.  Poi sono voluti andare coi maestri e tutti gli altri piccoli novizi al cinematografo Piazza Spagna, Istituto S. Giuseppe. Ci siamo lasciati.  Intanto Roberto aveva chiesto Superiori permesso telefonare casa.  Superiori concesso. Roberto telefonato. Risponde Leonardo. Superiori intorno Roberto che telefona. Roberto impappinato telefono. Leonardo telefono casa entusiasta voce fratello. Scenetta! Leonardo, saputo telefono andato al S. Giuseppe, stato con Roberto Francesco tutto il cinematografo.  Usciti insieme. Leonardo accompagnato piccoli novizi.  Giunti Via del Tritone le cateratte del cielo si sono aperte, un improvviso diluvio.  Panico presso tutti i passanti. Negozianti temendo invasione folla, chiusi negozi.  Portoni zeppi gente, non si poteva entrare.  Leonardo, salutati Roberto Francesco, si è diretto verso casa.  Roberto Francesco insieme agli altri e maestri (veramente sono professori) verso stazione. Leonardo giunto casa zuppo.

            Speriamo e prega perché Roberto Francesco riparati, speriamo sotto il tunnel.  Stiamo pensiero.  Veramente erano coperti da impermeabili.  Ma stiamo in pensiero per i piedi di Francesco, lui che ha sofferto poliartrite.  Roberto portava i pantaloni lunghi.  Non sa mettere i bottoni per le bretelle e allora i pantaloni gli scendono a bracaloni, di colore blu.  Teresa stamattina, dopo S. Messa, ha avuto piccolo malessere, forse stomaco. Adesso rimessa completamente.  Roberto ha avuto da svolgere questo tema: Gli esempi dei grandi uomini (Santi ed eroi).  Teresa spesso gioca con Valentina.  Zia Gilda fa l'offesa perché non vogliamo fare vita in comune.  Confessore mamma, date le ragioni pro e contro, è rimasto dubbioso.  ((Il motivo per non ospitare la zia, non era tanto per lei, nella lettera precedente infatti mamma mi diceva che era disponibile ad aiutare la sorella, ma era per il marito e soprattutto per il figlio che avendo ormai diciassette anni poteva creare delle difficoltà a mia sorella Teresa. Mamma chiede consiglio perché ha paura di sbagliare, di mancare alla carità. È anche stanca, ma questa ragione certamente non e` la più` importante. Teresa ormai ha bisogno della sua autonomia, di una stanza per lei, non può dormire sempre con la nonna, l'unica camera libera è la camera da pranzo e se vengono gli zii non c’è altro posto)).   Il tema di Roberto è "La voce di quei che furono".

            La lettura che io faccio ogni Domenica Leonardo e Teresa incomincio catechismo senza leggere la domanda, leggo sole risposte, poi un brano della vita di Gesù.  Poi Teresa se ne va ed incomincio con Leonardo la filosofia perenne, leggendo qualche pagina di un trattatello che ho a casa, autore il Rossignoli. Gli ho letto l'introduzione, la prefazione e gl’indici.  Oggi qualche accenno sulla materia prima e la forma sostanziale, teoria ilomorfica. Leonardo entusiasta filosofia. Studia molto, anche la sera tardi e a me dispiace troppo studio temo salute. Scrivo così per peso carta.

            Tanti ossequi e ringraziamenti al N. Padre Priore che mi auguro di conoscere personalmente ((non era presente il giorno della Vestizione)), al N. Padre Maestro dei Novizi, Padre Alessandro, al Padre Giuseppe e a tutti gli altri ottimi Religiosi.  Pregate tutti per la cosa pubblica.  A te una benedizione paterna

papà

 

La seguente lettera il P. Maestro l’ha letta a tutti i novizi.

 

 

15  PAPÀ:  MI SEMBRA DI VEDERE TE IN GESÙ

Per la lontananza dei figli riceve conforto dall’Eucaristia.

Prorompe in una esclamazione di gioia per questo dono

 

Carissimo (Giuseppe) Fra Raffaele di S. T.  G. B. ,                   Roma 3 / 12 / a. D. 1947

            stamattina mentre mi trovavo nel mio ufficio, solo, ho pensato a te e mi è venuta la nostalgia di vederti. So che tu forse stai facendo gli Esercizi Spirituali e forse non potrai leggere durante gli esercizi questa lettera.  Però ti voglio comunicare un mio pensiero: quando mi trovo nella chiesa del Sacro Cuore in Via Piave,

 (foto 54)

dove è esposto Gesù Sacramentato, guardando Gesù mi sembra di vedere te in Gesù e così pure tu quando fai orazione davanti al Tabernacolo pensa di vedere in Gesù Sacramentato me e tutti noi in unione con te. Così parlandoci in Gesù e attraverso Gesù non saremo più lontani, saremo vicinissimi e la nostra vicinanza non sarà semplicemente immaginaria, ma sarà reale, vera, palpitante, viva.  Evidentemente il Signore ci ha fatto allontanare, perché noi potessimo essere più vicini a Lui, attraverso di Lui e con Lui. E ci diremo tante cose e chi potrà impedircelo?  Perché non vi è uomo sulla faccia della terra che può impedire di fare le confidenze che si vuole a Nostro Signore in Sacramento.  Ragione di più per accostarci con più fervore alla Santa Comunione.  Poi abbiamo la possibilità di fare la Comunione spirituale.  E la potremo fare quante volte vorremo, in piena libertà, come si conviene ai figli di Dio.  Intanto poiché tutto deve essere accompagnato da un pizzico di umiltà, vedi un poco se ti riesce di domandare a mio nome, al Nostro Molto Reverendo Padre Priore, ovvero al Nostro Reverendo Padre Maestro dei novizi, se mi fanno la carità, possibilmente, di mandarmi tue notizie circa la salute ogni settimana: che stai bene nonostante il freddo, l'umido, la pioggia, data la tua giovinetta età.

            Chiudo con un altro pensiero su Nostro Signore in Sacramento, poiché sei in periodo di esercizi. Noi oggi siamo più fortunati di San Tommaso d'Aquino, che compose il "Pange Lingua" e il "Tantum Ergo" e dovremmo essere più entusiasti di lui davanti al Santissimo Sacramento. Infatti S.  Tommaso non poté vedere quello che noi vediamo (con l'occhio della mente).  Vediamo il Santissimo Sacramento, consacrato, adorato ed esposto su tutta la faccia della terra. In Europa, in America, nell'Australia, in quasi tutta l'Asia (anche nella parte soggetta ai bolscevichi, poiché gli ortodossi hanno il sacerdozio valido).  Spettacolo meraviglioso! Il Santissimo Sacramento abbraccia tutta la terra! Osanna! Gloria a Dio! Gloria!

            Tante benedizioni, ringraziamenti, per le cure che ti hanno, e ossequi ai Nostri Padri Superiori

aff.mo papà

 

            Altre notizie sono scritte ai bordi della lettera:  Mamma cuce, cuce, cuce,

 (foto 75)

 lavora per noi di Roma, per quelli di Albano. Prega San Giuda. Leonardo ha avuto una buona pagella del !° mese: studia molto fisica, formule algebriche, cinematica, storia con date anno per anno.  La carestia è cresciuta: lire 1000 un chilo di pesce! Avrei intenzione di venire a trovarti con Leonardo. Ma l'ufficio... Sarà quello che il Signore vorrà.  Però tutto si muove, con quel che segue... Noi sino ad oggi tutti bene, grazie al Signore. Io ho molto da fare all'ufficio.  Hai ricevuto la lettera in cui ti parlavamo della venuta a Roma di Roberto e Francesco e dell'acquazzone?   Abbiamo ricevuto loro notizie. Stanno bene, nonostante la bagnatura.

 

            Mamma aggiunge in piccolo e come appendice:  Fra Raffaele mio caro, se tu non scrivi io mi sento male... Ti benedico e abbraccio come il primo novembre mamma. Ossequia sempre tutti i Superiori e compagni.

 

 

16  PAPÀ:  MI VENGONO BRUTTE TENTAZIONI DEL DEMONIO

Il lavoro di ufficio lo stanca.

Chiede preghiere per questo

 

Carissimo mio (Giuseppe) Fra Raffaele di S. T. del B. G.,              Roma 7 / 12 a. D.  1947

            ti ringrazio della bella lettera che mi hai mandato. Sono contento di sentire che stai bene e sei contento e spero che continui sempre ad esserlo.  Ho letto tutte le belle cose che hai scritto a Roberto, a Francesco e a Leonardo. La tua vita come è regolata: ore 5, alle 19, alle 21, ore 24 - 1, Lunedì, Mercoledì, Venerdì.  ((Papà riporta le ore che gli devo aver descritto sulla divisione della nostra giornata nella vita comune: alle 5 ci alzavamo per andare a pregare dalle 5,30 alle 7,30. Accenna le ore 19 che in genere erano di nuovo riservate alla preghiera che durava fino alle 21; poi c'era un orario particolare per i giorni di Lunedì, Mercoledì, e Venerdì nei quali si andava a pregare da mezzanotte all'una)). Io ho alcuni sintomi di stanchezza: sogni cattivi, difficoltà nel comprendere le pratiche d'ufficio, mi vengono brutte tentazioni del demonio.  Certe volte in ufficio mi assale il sonno, mi assale la ripugnanza ed il timore, mi bruciano gli occhi.  Prega un poco per me.  Mamma lavora, cuce, si irrita facilmente (1) ((Qui mamma mette una nota di richiamo in fondo alla pagina col numero (1) e scrive)): (1) nota di mamma: ho fatto un mio brevettato predicozzo perché ieri sera ha avuto un passaggio di pessimismo. Adesso è tutto passato!

            Leonardo è enormemente caricato di compiti. Non ha un minuto. Si adatta a fare i servizi.  Quest'oggi con mamma è andato al cinematografo di S. Teresa a vedere "Bernardetta".  Ha indossato la prima volta giacca, cravatta e pantaloni lunghi.  La toga virile. Prega per lui e ringraziamo il Signore.  Teresina va a scuola, ma quest'anno non fa le recite: è andata al cinema con mamma e Leonardo.

            Stamattina per Via Nazionale e Piazza Venezia un lunghissimo corteo di partigiani che avevano avuto il loro Congresso Nazionale: molte bandiere tricolori e bandiere rosse, fazzoletti rossi al collo.  Cartelli scritti; ognuno ne portava uno di questi cartelli, andavano in formazione perfettamente militare a quattro a quattro al passo perfettamente cadenzato, anche i cartelli si vedevano muovere tutti insieme.  Non mi è riuscito vedere che cosa era scritto su ciascun cartello.  Nei dintorni di Roma qualche tumulto, qualche vittima. Pare che vi sia disoccupazione, miseria.  Certi generi calano di prezzo.  Per il latte è stata tolta la tessera annonaria.  Certi sono carissimi.

            Leonardo vuol dire su tutte le cose la sua opinione personale e ci tiene a distinguere questa opinione da quella degli altri.  Fa i ragionamenti.  È desideroso di filosofia. Non riesco a vincere la voglia di vederti e di stare insieme a Roberto e Francesco. Stanotte me li sono sognati.  Ma tutto passa. Passeranno anche questi stati d'animo.  L'essenziale è che voi state bene siete contenti. Il Signore vi benedirà. L'indirizzo di Padre Graziano è questo: Porta Santi Quaranta - Carmelitani Scalzi - Treviso. Prega San Giuda: qui c'è bisogno del fiume Tevere.  Fra l'altro mi devo fare un vestito d'inverno.  S. Vangelo di San Matteo cap.  VI° da 25 a 34.  Porgi i miei particolari ringraziamenti al N. Padre Priore al N. Padre Maestro dei Novizi a Fra Mario, a tutti gli altri ottimi Religiosi, a Padre Giuseppe.  La Santa Benedizione

papà

 

            P. S.  Per la lontananza di voi tre mamma non ha voglia di fare il presepio.  Questo mi mette una maggiore melanconia.  Mi ci ero abituato.  Mi sembrava una protezione. Ma tutto si muove... Verrò a trovarti e anche Leonardo.  Non so però quando.  Per P.  Gioacchino ci sta pensando mamma.  Ti ho scritto anche alcuni giorni fa prima di ricevere la tua lettera.

 

La seguente lettera di mamma è scritta in fondo al foglio in  piccolo.

 

 

17  MAMMA:  CON LA LETTERA ARRIVATA DALLA CINA

Un missionario, amico di famiglia.

Vuole fare accostare ai sacramenti alcuni parenti

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                                                 7.12.47

            cercherò di far passare le melanconie di papà e gli farò il Presepio.  Ti ringrazio assai assai del letterone; ho portato a S. Teresa i tuoi saluti e ho dato al Padre Mario una delle tue immagini, altre due le porterò a Ro e Fra.  Adesso aspetto il 6 Gennaio per ricevere dalla Befana l'altra lettera tua! Ho dato pure a P. Mario un foglietto per far scrivere a P. Gioacchino, se non l'ho per domani ti spedisco lo stesso la presente con la lettera arrivata dalla Cina a P. Dositeo.  Povero Padre Gioacchino!

 (foto 100)

M’ha veramente commossa. Che il Signore lo benedica e lo protegga sempre! ((Padre Gioacchino che stava in Cina comincia a descrivere le persecuzioni che stanno sopportando a causa di Mao. Racconta che qualche suo confratello tenuto in carcere dai comunisti doveva dire la S. Messa di nascosto in un guscio di uova. Il vino glielo portavano e passava come medicina, perché loro non hanno vino di uva. Padre Dositeo era il fratello, ugualmente Carmelitano che stava allora a S. Teresa)). Vorrei scriverti tanto, ma temo che la lettera sia troppo pesante.  Avresti dovuto assistere alla "vestizione" di Leonardo, oggi! C’è voluto del bello e del buono per persuaderlo ad indossare l'abito coi calzoni lunghi non più alla zuava! Papà gli ha fatto il nodo alla cravatta che poi è scomparsa...!  Ti mando la busta che lasciasti tu; dentro la letterina che ho scritto a P. Gioacchino ho messo i francobolli per spedire in Cina la lettera con la posta aerea.  Ti benedico e bacio mamma

 

            Prima di Natale mamma mi manda un pacco pieno di piccoli regaletti, non fa dei regali personali, ma piccoli pacchetti per ciascun novizio.   Scrive in gran fretta:

Caro Fra Raffaele,

            il pacco non contiene gran che, ho pensato di fare come vuoi tu: "tutto per la Comunità" ed è la cosa migliore. Ancora benedizioni e baci  mamma.  Poi prosegue su un altro pezzettino di carta:  Stai tranquillo che San Giuda da quando sei partito non ci ha mai dimenticati.  Se zio Guido viene chissà che non si decida a mantenere il voto che fece per Dino, pare ben intenzionato - tu prega -  ((Dino, figlio di zio Guido, è quel nipote tanto caro a mamma, era stato in pericolo di vita durante gli ultimi avvenimenti della guerra: l'avevano messo al muro per fucilarlo e proprio mentre stavano puntando i fucili contro di lui una bomba fece fuggire il plotone d’esecuzione)) Prega anche che zia Gilda trovi la casa a Roma.  Anche Teresa t'avrebbe scritto ma sta a S. Teresa per le Beniamine.

 

La sera riprende la penna per scrivere di nuovo.

 

 

18  MAMMA:  MI CONSOLO LEGGENDO LA VITA DI S. TERESINA

Sente la lontananza dei figli e ricorre alla vita di Santa Teresa di Gesù Bambino.

La Provvidenza arriva sempre per l’intercessione di San Giuda Taddeo.

 

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                                                  7.12.47

            riprendo la lettera perché mi sembra di averti scritto troppo poco. Sono le otto di sera di Lunedì e adesso Leonardo è andato in Congregazione, speriamo che mi porti gli scritti per P.  Gioacchino; stamattina ha dato i tuoi saluti al Direttore del S. Leone Magno al quale desidererei che tu scrivessi direttamente per Natale.  Fratel Crescenzio ha letto la tua lettera ai tuoi compagni i quali hanno assalito Leo di domande.  ((Fratel Crescenzio era il mio professore di matematica, ma era anche quello a cui era affidata la classe, IV° ginnasio)).  Berruti sta combinando una gita per gli ultimi giorni dell'anno, ma vuole superare i mille metri, quindi perdo la speranza di una visita all'Eremo perché di troppa bassa quota.

            Stamattina ho incontrato la Signora Ronconi ((mamma del Padre Bernardino)) che mi ha detto che il Provinciale è andato a Caprarola e forse dopo da voi.  Io spero che si sia ricordato delle fotografie.  Non puoi immaginare con quanta gioia le riceverei.  A proposito di questo, oggi mi è arrivata da Fondi una cartolina della Signorina Angelina D. S.  appunto per sapere delle fotografie che facemmo il primo Novembre, le risponderò domani.  Saluta sempre il buon Fra Mario e digli che ho trovato un altro po’ di schedine...  Sono arrivate le prime?... Da Roberto e Francesco non ci arriva quasi mai una lettera, ma le notizie sono spesso date dai Fratelli che vengono tutte le settimane a Roma; le ultime sono di Giovedì scorso e sono buone. Fratel Orlando ha detto a papà che Robertino è un bravo lettore (ricordi come recitava bene le poesie?  ) e quindi lo portano come esempio a tutti, e che Francesco ha un ingegno versatile.  Speriamo che il Signore dia anche a loro come a te la perseveranza e la salute. 

            Qui la malinconia è grande assai e mi consolo leggendo la vita di S. Teresina che ho sempre sul mio comodino insieme al manuale che mi lasciasti e sul quale ho letto la Novena di quest'anno all'Immacolata.  Papà poi ha scritto sopra un foglietto l'orario delle tue occupazioni e sta sempre a portata di mano, sicché quando guardo la mia sveglia leggo quello che fai tu a quell'ora e ti seguo col pensiero. ;qualche volte anche la notte ci svegliamo quando tu sei già alzato e puoi immaginare come lavora la fantasia...

            Qui è cominciato il freddo: stamattina il termometro segnava tre gradi chissà da te! Sono tranquilla però pensando alle previdenze di P. Alessandro che ringrazierai e saluterai tanto da parte mia.  Leonardo ha avuto solamente una pagella mensile, quella trimestrale arriverà dopo Natale, ha avuto vari sette ed un solo cinque in francese scritto, Teresa ancora nulla, Francesco è il terzo e Roberto va abbastanza bene, almeno così mi hanno detto i Fratelli.  Io non ho, naturalmente, nessuna pagella, ma se la dovessi avere anch'io, segnerebbe un leggero leggero progresso sulla via della rassegnazione e della persuasione... Leonardo mi aiuta, perciò stai tranquillo.

            San Giuda è sempre il nostro grande avvocato ed anche per questo stai tranquillo.  Di zia Gilda ancora non abbiamo notizie sicure riguardo al trasloco, solamente la causa per la casa è stata vinta dal padrone di casa e quindi deve portare via i mobili entro dicembre...  Mi scrisse Mario che le tue fotografie di Ottobre riuscirono benissimo, ma non le ha mandate.  La Signora Castrucci ti raccomanda di pregare per lei perché sta male: ha avuto una minaccia di broncopolmonite e adesso sta a letto con la bronchite: è certamente un caso pietoso perché è sola: io ci vado quando posso.  Domani spedirò a R.  e F.  La tua lettera, perché io non potrò andare ad Albano che quest'altra settimana.

            Ho spostato la libreria che stava nel corridoio e l'ho messa in camera vostra vicino alla porta, oramai Leo si è abituato a studiare in camera, ma ogni tanto, per le lezioni a memoria, va girando , col libro in mano, per casa e viene spesso anche in cucina per farmi sentire le novità che impara, quando si tratta di filosofia e io lo metto... alla porta ridendo.

            Ossequia tutti i Superiori e ricorda sempre a P. Giuseppe la medicina per i reumatismi che mi danno assai fastidio; se non ne soffrissi sarei già ritornata all'Eremo... Forse per questo mio desiderio si fanno sempre più vivi!...

            Adesso veramente ti lascio benedicendoti e baciandoti con tutto il cuore

mamma

 

 

19  PAPÀ:  GESÙ BAMBINO BENEDICA VICINI E LONTANI

Auguri per il Natale vicino.

La situazione politica del tempo.

 

Carissimo Fra Raffaele.                                                             Roma 17 Dicembre 1947

            Mamma mi ha detto: vuoi scrivere a Giuseppe?   Prendi la penna di Giuseppe. Vado, faccio una macchiolina, non scrive, poi scrive un poco e da capo. Giro per tutta la casa e finalmente ecco una boccettina lasciata da Roberto e una penna non stilografica.  Così posso scrivere e prima di tutto ringrazio il P. Maestro Alessandro della sua gentile lettera e delle gentilezze che vuol farmi di scrivermi ogni mese tue notizie, intercalando le sue alle tue lettere.  È davvero una cosa squisita!  Mi auguro che tu continui a stare bene e ad essere contento.

            Qui stasera, ore 19, il termometro della stanza da pranzo segna due gradi sopra lo zero.  Chi sa a Montevirginio. Forse qualche grado di meno. Incomincia il freddo sul serio, e non siamo che al 17 Dicembre, mentre l'inverno ufficialmente si inizia col 21, solstizio d'inverno.

Adesso è venuto zio Guido e c'è anche Michele.  Prima è venuto zio Virgilio, il quale è prossimo ad ottenere il trasloco per Roma, ma non ha trovato ancora casa a Roma.  Ha perduto la causa a Roma e ne ha un'altra a Napoli, sempre per la questione della casa.  Zio Guido, presente Michele, ha sostenuto una discussione con Leonardo sulla natura dell'anima degli animali e della differenza con l'anima umana.   Leonardo ha sostenuto brillantemente il contraddittorio.  Alla fine Michele dice che non si può discutere con noi, perché abbiamo dei preconcetti.  Ora Leonardo viene a dirmi che il termometro è sceso a quasi zero gradi.

            In quest'altro momento ha telefonato il Preside del S. Leone Magno; al telefono non si è fatto subito riconoscere e Leonardo domandava: con chi parlo?   Con zio Guido?   Con Piero?   Con zio Virgilio?   E gli ha nominato tutti i parenti e lui niente. Finalmente si è deciso a rivelarsi e gli ha domandato che cosa facesse. Leonardo gli ha risposto: adesso stavo facendo una discussione. Attento! Gli ha risposto.  Poi ha voluto parlare con me per un affare di ufficio.

            In politica nuovo Ministero con De Gasperi presidente. Maggioranza Ministri Democristiani e 5 socialisti saragattiani e repubblicani.   A Roma i giorni 15 e 16 sciopero generale: ora è cessato.  In ufficio movimento di affari.

            Ossequia i tuoi Superiori.  Ringraziali tanto anche da parte mia, a te la S. Benedizione

da papà

 

            Al margine del foglio aggiunge: Roberto e Francesco stanno bene.  Il sor Fausto e Liliana vanno a trovarli.  Zio Guido ha detto che vuole venire a trovarti vestito da cacciatore.  Chi sa se c'è selvaggina dalle parti vostre? 

 

            Mamma aggiunge in fondo al foglio: Figlio mio carissimo, non posso scriverti a lungo perché sono le quattro e alle cinque abbiamo l'appuntamento con P. Alessandro.  Incomincio ad augurarti da oggi un Natale buonissimo.  Noi cercheremo di essere allegri e domani incomincerò il Presepio.  Che Gesù Bambino benedica te e tutti noi vicini e lontani e in modo speciale in questi Santi Giorni.   Io ti benedico e ti abbraccio carissimamente

mamma

 

            Prima di Natale papà mi scrive una lunga lettera nella quale oltre a descrivere, come sempre, notizie sulla famiglia e sulle sue occupazioni, evoca vecchi ricordi di gioventù.  Si sfoga con me per il poco amore che abbiamo mostrato a casa per le biblioteche, per i libri e per le letture in genere.  Veramente non amavamo molto starcene a consultare libri, preferivamo giocare tra noi.  Il fatto di non sapere l'esistenza di una o più biblioteche nella nostra scuola dipendeva dal poco interesse che queste suscitavano in noi.

 

 

20  PAPÀ:  FIGLIA DI DE GASPERI ENTRA IN CONVENTO

La vocazione della figlia di De Gasperi.

Partecipa ad alcune riunioni dei genitori alla scuola di Leonardo

 

Carissimo (Giuseppe) fra Raffaele,                           Roma 22 dicembre 1947

            avrai appreso a voce dal nostro caro P. Maestro come siamo andati a trovarlo nella chiesa di S. Maria della Vittoria e ancora mamma ed io lo ringraziamo e rinnoviamo gli auguri per il S. Natale.  Gli consegnammo qualche cosetta per te.  Rimpiango non essere proprietario automobile con autista, verrei con mamma, Leonardo e Teresa per portarti tante cose, per farti tante feste.  Oggi mamma e Leonardo andati Albano.  Ieri sera Teresa recitato sua scuola, c'era madre di Masala ((un piccolo Novizio della nostra stessa Parrocchia che si trovava ad Albano, la cui sorella era compagna di scuola di Teresa)) la quale ha detto Albano novizi senza latte colazione mattina pane e castagne.  Mamma turbata notizia.  Qui sono sette otto giorni temperatura mattina intorno zero gradi.  Io preoccupato Roberto che tu conosci sofferente per il freddo Albano farà più freddo Roma. . Prega stia bene salute.  Al ritorno mamma Albano sentiremo come stanno le cose.

            Prima pagina Osservatore Romano della Domenica, questa settimana, notizia figlia Lucia, 20 anni età, Presidente De Gasperi entrata in Convento farsi suora.  Gioventù oggi molti entrare in noviziati farsi religiosi, caduti tutti ideali umani Italia sconfitta. . Nella storia, caduto impero d'occidente fiorì monachesimo. S. Benedetto Italia, S. Isidoro Spagna etc.  Del resto la vocazione d'Italia è di servire la S. Chiesa, poiché essa ha qui il suo centro, a Roma.  Attraverso le sventure nazionali il Signore richiama le anime a Sé.  Il Presidente, come si rileva dall'articolo, ha dichiarato di sentirsi onorato di dare una figlia al Signore. Questo è avvenuto l'8 Dicembre, festa dell'Immacolata.

            E tu, come vai?   Stai bene in salute e sei sempre contento?   Hai ricevuto la lettera che t'inviammo per il P. Maestro?   Ti auguro ottime feste natalizie, come pure le auguro al N. P. Maestro, al P. Priore, al P. Giuseppe che tutti di famiglia ricordano sempre con affetto, a fra Mario, "servire Domino in laetitia".  L'altro ieri sono stato adunanza indetta Preside del S. Leone Magno, Fratel Ermenegildo, tra tutti i genitori degli alunni del S. Leone Magno, ce n'erano più di trecento nella sala del teatro. Si farà ogni sabato una volta al mese.  Bisogna aderire ad una associazione cattolica fra genitori ed insegnanti.  Giornale dell'Associazione "L'educazione".  Si chiede da questa Associazione che si diminuiscano le materie di studio, e che quelle che rimangono vengano studiate meglio.  Oggi si richiede che si sappiano non soltanto le idee generali, ma anche i particolari delle singole materie e quando le materie d'insegnamento sono molte questo non si può fare.  All'ordine del giorno c'era: "Come educare allo sforzo". 

            Il Preside ha spiegato come senza sforzo non vi possa essere nulla di buono.  I caratteri forti che guideranno la società, saranno quelli che avranno acquistata l'abitudine allo sforzo.  Si è accesa una discussione fra i presenti e la seduta è durata quasi tre ore, che pareva di stare alla Costituente.  Una madre di famiglia si è alzata per dire che suo figlio si dava delle arie e credeva di sapere più dei genitori.  Un professore borghese si è lamentato che i genitori le danno tutte vinte ai figlioli: Il Preside ha rilevato che è del tutto normale che i giovani facciano sentire la loro personalità.  Un altro che siano indirizzati allo sport e che si curi una stampa per ragazzi, giornali educativi scolastici.  Io dissi ad un orecchio di Fratel Torquato che sedeva accanto a me: occorre l'emulazione, come si faceva anticamente. Libertà dei giovani per tutto ciò che è bene, salvo i consigli di prudenza. Vietare soltanto il male.  Finalmente la seduta è terminata.  Mi avvicino al Preside, gli dico che tu lo saluti e lo ricordi nelle tue preghiere.  Lui dice che fa lo stesso per te.  Scambia gli auguri natalizi.

             Il Preside ha annunziato all'Assemblea che si costituirà un consiglio della scuola in cui saranno rappresentati i professori, i genitori degli alunni e gli alunni stessi: una specie di parlamento della scuola.  Si intende che quando si tratterà di promuovere gli alunni, il consiglio non c'entra affatto, ma per altre questioni concernenti la vita scolastica.  A proposito Fratel Torquato mi ha detto che al S. Leone Magno funzionano due biblioteche. Questa notizia mi è rimasta nuova perché tutti voi, miei signori figli, mi avevate detto che c'era una biblioteca chiusa in una stanza all'ultimo piano, del tutto inaccessibile agli alunni.  Leonardo interrogato da me ha bofonchiato qualche cosa, senza darmi una notizia precisa. 

            Certo quando capita come è capitato a me all'età di 18 anni, che per combinazione fu nominato bibliotecario della biblioteca provinciale di Potenza un mio carissimo amico, chiamato Leoncavallo, morto pochi anni dopo per causa di guerra (la prima guerra mondiale 15-18) (cadde da cavallo) (lo raccomando particolarmente alle tue preghiere). Questo giovane Leoncavallo, quando andavo a trovarlo nella sua biblioteca provinciale, mi metteva a disposizione tutta la biblioteca e mi diceva: gira per gli scaffali, leggi; ed io giravo da uno scaffale all'altro.  Qui m'attirava un libro di storia, là un libro di astronomia, il "Flammorion" e così via, là apprendevo una notizia, soddisfacevo una mia curiosità, e provavo un vero godimento e capivo come lo studio limitato ai soli programmi scolastici sia arido e come si provi gusto in biblioteca specialmente se si tratta di una biblioteca in cui sia permesso di scorrazzare liberamente.  Quel buon Leoncavallo mi permetteva pure che portassi in prestito qualche libro a casa.  Dopo sono stato sempre un appassionato per le biblioteche.  La biblioteca più bella che io abbia visto a Roma è quella dell'Istituto biblico in Piazza della Pilotta.  È fatta come un teatro, platea, palchi; in platea un tavolo; i palchi sono a vari ordini ( prima fila, seconda fila, terza fila) contengono alle pareti vari scaffali e un tavolino col necessario per scrivere e alcune poltroncine.  Ogni palco tratta di una speciale materia; tante scalette vanno dalla platea ai palchi.  Immagina una biblioteca a forma di Colosseo.

            Termino la mia chiacchierata natalizia con una osservazione.  Le biblioteche delle chiese sono certamente una ricchezza morale per la nostra Patria se hanno dato, nel giro di pochi anni, due personaggi Achille Ratti (Pio XI°) e Alcide De Gasperi (quest'ultimo fu nella biblioteca Vaticana per diverso tempo) Di nuovo ringraziamenti e auguri ai cari Padri e Frati.

            A te la benedizione paterna

papà

 

            Aggiunge sempre qualche altra notizia ai margini dei fogli:  Ti ringrazio della lettera scritta in cooperativa col nostro caro P. Maestro in cui mi descrivi il focolare del Convento con tutti voi intorno. Se qualcuno sapesse dipingere potrebbe farne un quadro di scuola fiamminga.   23/12 Francesco e Roberto stanno benissimo, sono contenti.   Mamma sta facendo il Presepio ridotto, con una cassa, ma non l'ha ancora terminato. Sta nello stesso posto, nella stanza da pranzo.   A Teresa piace di declamare le poesie e le declama bene.   23/12 Mamma ha osservato Francesco temeva farsi vedere mangiare. Prega perché acquisti virtù dell'umiltà che vince la timidezza. Mamma ha comprato scarpe a Francesco £. 5000.

 

            Per Natale, anzi il giorno stesso di Natale, mamma e papà mi scrivono.  La prima lettera la comincia mamma, poi la prosegue papà. Mamma riprende la penna e scrive un'altra lettera tutta sua.

 

 

21  PAPÀ:  IL GODIMENTO DEI CORPI DOPO LA RISURREZIONE

Dettagliata descrizione del presepio fatto da mamma.

Il Natale in famiglia.

 

((Comincia mamma:)) Fra Raffaele mio carissimo,              Natale del 1947 ore 17,30

            eccomi finalmente a tavolino con la speranza che mi lascino un po’ con Pepè mio.  Primo Natale con tre assenti. . Puoi immaginare quanta malinconia. . ma abbiamo cercato, tutti d'accordo, di vincerla e ci siamo quasi riusciti.

           

            Proseguo io papà, perché Leonardo si è messo a far chiasso per distrarre mamma la quale ti ha fatto un disegno per farti vedere il presepio nuova forma, ma non è chiaro.  Proverò a descrivertelo. 

            L'angolo della stanza da pranzo è sempre lo stesso, però invece di metterlo trasversalmente all'angolo, lo abbiamo messo parallelamente alla parete che dà verso Via Savoia, vicino alla finestra. Preso tavolino stanza nonna su cui studiava Leonardo, messa sopra cassa coperchio aperto in basso, messo tavolinetto tondo con libri per reggere coperchio stesso livello parete inferiore cassa; incollato e con puntine adattato dentro cassa aperta cielo azzurro e sfondo montuoso.  Lato destro cassa messa grotta fatta scatola cartone coperta sughero e fondo vecchia grotta.  A sinistra casette, in mezzo via, a sinistra focarello, lampadina, sulla spianata, formata coperchio cassa, muschio, pastori, pecorelle.  Intorno tavolino, drappi verdi vecchio presepio.  A sinistra, fra cassa e parete, palme di carta.  Cassa, coperta drappi verdi che c'erano vecchio presepio anni precedenti, sormontata sgabelletto ricoperto drappo verde su cui appuntata stella cartone ricoperta carta dorata, che c'era vecchio presepio.  Nella grotta vecchie statuine Madonna, San Giuseppe, Bambinello, nella piccola mangiatoia con paglia d'oro, come l'anno passato.  Sopra grotta tre piccoli Angioli, ali aperte, sospesi fili fermati cielo puntine disegno.

            Ieri sera, Vigilia S. Natale, Nonna, Mamma, io, Leonardo, Teresa raccolti cucina. Io mangiato uovo in camicia nel brodo, venuta Signora Castrucci prima e prima ancora zio Guido che ha regalato lire trecento Leonardo, duecento Teresa, ragazzi hanno mangiato le frappe col miele come le altre volte, ma non fatto processione, perché Volfango, Emilietto ((due cugini dell'età nostra)) non venuti perché Emilietto febbre.

            Zia Gilda, zio Virgilio e Mario non fatti vedere, nessuna notizia.  Nonna regalato fiasco vino nero. Io bevuto, calmato dispiacere lontananza tua, Roberto, Francesco, pensando tu a Montevirginio, gli altri Albano, divertirsi e stare allegri a quell'ora. Calduccio vino angolo cucina solito dove io mi metto. Sedia su due piedi appoggiata parete quasi equilibrio, data prossimità parete nessun pericolo cadere.  Occhi socchiusi, senso benessere e pace. Quasi non appoggiare per terra, il senso di avere l'illusione di non appoggiare i piedi per terra, di essere quasi libero nell'aria, dà un senso di godimento.  Ci possiamo allora figurare il godimento dei corpi dopo la risurrezione gloriosa!  Anche mamma parlava pacata e calma.  Poi andati a dormire.  Teresina voleva andare S.  Messa Mezzanotte. Ma mia pigrizia e mamma stanca, molti dolori reumatici gambe e mano sinistra, non siamo andati. Stamattina Leonardo come al solito Congregazione, noi tre Messa, visto Corsi ((un mio compagno di scuola e di servizio all'Altare come chierichetto)) al quale dati tuoi saluti.  Nel fare la S. Comunione avevo l'impressione di toccare te e Roberto e Francesco.

             S. Messa mamma fatta pasta fettuccine a casa.  Sugo molto buono, molto parmigiano, zio Guido regalato grosso merluzzo freschissimo, mamma cucinato lessato in bianco con maionese. Veramente metà merluzzo, perché l'altra metà se l'è tenuta per sé zio Guido.  Dolcetto piccolo coi biscotti e cacao come fa mamma.  Dopo mangiato Leonardo ha voluto essere dettato tema: "Dante e l'ambiente in cui visse" Presa l'enciclopedia dei ragazzi e dettato tema.  Letteratura di Leonardo, parlando dell'opera scritta di Dante intitolata il "Convivio" si fa cenno dei quattro sensi che ha la Sacra Scrittura: il senso letterale, il senso allegorico, il senso morale ed il senso anagogico o sovrasenso, quando con le cose terrene si vogliono significare le superne cose.

            Littera gesta docet; quae credas Allegoria

            Moralis quid agas; quid speras Anagogia  con che la benedizione paterna

            Auguri per l'anno nuovo!

papà

 

 

22  MAMMA: SANTA TERESINA TI FARÀ GODERE QUELLA PACE SANTA

Preghiere per un vicino di casa molto ammalato.

Si sofferma a descrivere le vicende familiari.

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                                                  25.12.47

            Ricomincio a scriverti dopo circa due ore.  La prima lettera che ho incominciato poco fa, la sta proseguendo papà ed io sono più contenta perché lui è più semplice e chiaro; ho dovuto sospendere per stare dietro a Teresa, prima, che è andata con Valentina da Musillo ((all’ultimo piano del nostro palazzo, dove c’era una ragazza della loro età)) e poi con Leonardo che ha voluto che gli preparassi quello che deve portare per la gita che farà con P. Mario, Berruti e compagni a Santa Maria dei Bisognosi.  Gli ho dato una scatola di carne, un barattolo di latte e mezzo chilo di pasta: tutta roba che insieme a molta altra ci ha regalato ieri la nostra vicina.  Ricordi?   ((Si tratta della famiglia  Kotnik che aveva sofferto tanto con i tedeschi e che già tante altre volte ci aveva aiutati)).  Prega sempre per K.  Che sta sempre male.  Adesso Leo è andato a S. Teresa e Teresa è ritornata giù con l'amichetta perché su giocavano forte e loro hanno perduto... Qui invece con nonna e la Signora Castrucci la tombola non supera le dieci lire...Io e papà stiamo con te, io alla scrivania di Leonardo e papà a quella di Teresa.

            Come hai passato il Natale?   Fra un po’ più di dieci giorni lo saprò.  Io spero bene perché sono sicura che Santa Teresina ti farà godere quella pace santa che godé sempre lei nel Carmelo di Lisieux.  Il ventidue sono stata ad Albano con Leo dalle quattordici alle diciotto, non ti so dire la mia contentezza nel vedere i miei piccoli bianchi e rossi e, quello che più conta, tanto contenti.  Roberto non ha avuto più nessun disturbo e si è assuefatto alla nuova vita magnificamente, gli vogliono bene e sono contenti tutti: superiori e compagni, va bene in matematica tanto da prendere otto, cosa veramente meravigliosa.  Il Direttore mi ha dato il permesso di condurli fuori perché dovevo comprare le scarpe a Francesco e così abbiamo fatto vari acquisti: castagnole (chissà se le vuoi pure tu!), due lampadine tascabili, poi i presepi personali che ogni novizio fa sul suo tavolo e le scarpe al piccolo che sono costate cinquemila lire... San Giuda pensa e penserà sempre a tutto. 

            Leonardo volle portarsi il termometro che sta sul balcone della cucina, ricordi?   Lo portava in mano come il Dottor Balanzone portava in mano lo strumento del suo mestiere (fattelo spiegare da fra Mario!) e non ti so dire le risate che ci fece fare con le sue osservazioni meteorologiche e veramente seguimmo pure noi con interesse il salire della colonna di mercurio: a Roma avevamo lasciato un freddo pungente ed invece ad Albano, nel piazzale del Convento, il termometro salì pure a quattordici gradi.  Parlai col Direttore Fratel Michelangelo, il quale mi ha dato il permesso di andare Domenica 28 ad Albano e portare a Roma per un po’ di ore, i due fratelli, considerando il fatto che la nonna, malandata in salute, desidera rivedere i nipotini. . . puoi bene immaginare la felicità.

            Da te verrà Leonardo quest'altro anno.  Il ventitré sera papà voleva che io acconsentissi a lasciarlo venire ad Oriolo: mi ci sono opposta con tutte le forze... aveva avuto una giornata di permesso all'ufficio e quindi... Puoi benissimo immaginare le ragioni che ho messe per fargli passare l'idea data la stagione cattiva e la brevità delle giornate.  Ci rivedremo in primavera, figlio mio carissimo; adesso siamo un po’ più tranquilli e aspettiamo la buona stagione.  Ieri è arrivata una lunghissima lettera di P. Gioacchino per te e per noi, te la spedirò dopo Domenica, perché voglio farla leggere intera a Roberto e Francesco (sono 8 pagine fitte fitte). So che tu ne hai ricevuta un'altra perché P. Paolino (il quale mi ha confermato il desiderio di venirti a trovare presto!) mi ha detto che ti ha spedito una lettera del buon missionario indirizzata a "Fra Raffaele", quindi suppongo che ha già ricevuto la notizia della tua Vestizione. Alla lettera unirò i francobolli e i foglietti per la risposta.  Quella arrivata a casa nostra è stata spedita dal fratello di P. G.  dal suo paese natio.

            Portai ad Albano tutte le tue lettere che abbiamo letto insieme e pure Roberto approvò il consiglio dato a Leonardo della meditazione, ma Leo fa un po’ come vuole e noi lo lasciamo fare. Non ti so dire come è strano... oggi poi ha quasi confessato che si sente troppo solo senza tre fratelli: sta sempre dietro a me e con i suoi libri di fisica e di filosofia certe volte mi fa venire proprio i nervi e poi mi calmo pensando che tutte queste cose le avrebbe dette a te e quindi tocca a me fare la parte del fratello minore con relativi strilli.  Ieri è andato con P. Mario a visitare non so quanti Presepi di congregati e mi ha raccontato che in molte case c'era gente influenzata e che dappertutto gli hanno offerto un bicchierino di vermut... è ritornato a casa stanco morto e mezzo brillo: ha detto che non vuole più sentire nemmeno l'odore del vermut. Oggi intanto non si è sentito bene e speriamo che non si sia preso l'influenza pure lui, altrimenti addio gita e dovrò rinunziare a far venire Rob.  e Fran.  da Albano.  Speriamo che il Signore ci aiuti. 

            Oggi pomeriggio, mentre Venuta ((una signora vedova, di una certa età che veniva ad ore a dare una mano a mamma nelle faccende domestiche.  Era di Loreto.  Era molto devota della Madonna e con la figlia, ricordo, confezionava le corone del Rosario)) puliva la cucina, sono uscita sul balcone a dare uno sguardo alle piante, quelle della  Kotnik sono tornate a casa loro, per fortuna prima del freddo forte, altrimenti chissà che rovina, io pensai a riparare dal gelo solo i limoni tuoi che ancora non ho trapiantato: stanno benissimo.  Oggi è venuta Liliana a ringraziarmi di un mazzo di fiori che le ho mandato per contraccambiare la cortesia che mi fa di portare ai piccoli qualche pacchetto.

            Dei parenti le solite notizie: il Natale l'hanno passato ognuno a casa propria.  Ringrazia sempre i tuoi Superiori per tutto quello che fanno per te e porgi loro tanti ossequi.  Ricorda a P. Giuseppe la medicina per i miei reumatismi e salutalo tanto da parte mia.  Ricordaci pure a tutti i buoni novizi che abbiamo conosciuto e vedi un po’ se è possibile fare una fotografia per la prossima vestizione dei primi di Gennaio.  ((I primi giorni dell'anno infatti ci doveva essere un'altra Vestizione di un novizio, Fra Redento, Domenico Cornacchione di Baranello vicino Campobasso, che era entrato pochi giorni prima della nostra Vestizione.  Uscito dall’Ordine per motivi di salute prima del sacerdozio, è diventato sacerdote diocesano e Parroco del suo paese)). 

            Nonna ti saluta e Leo e Teresa ti abbracciano.  Da me tutte le benedizioni più care specialmente per il nuovo anno che incominci nella Santa Famiglia Carmelitana

mamma

 

 

23  PAPÀ:   TUTTO SI MUOVE

Spiegazione di “Tutto si muove”

Sorpresa per la venuta a casa dei figli.

Un nuovo strumento di comunicazione per i missionari: l’elicottero.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                      30 - 12 - 1947

            Tutto si muove, come dico io, ed infatti l'altro ieri nella stanza d'ingresso ore 13, nel centro stanza ingresso, vicini l'uno all'altro: Leonardo, Roberto, Francesco e Teresa.  Io che sto sulla soglia ho l'impressione: sono tutti. Secondo l'abitudine li conto 1, 2, 3, 4.... ma no, ce ne manca uno, Giuseppe. Che cosa era successo?  Mamma aveva ottenuto dal Fratel Visitatore o meglio Direttore, che per Domenica venissero a pranzo per vedere la nonna che è vecchia e che non poteva muoversi, così mamma al primo tram è andata a prendere Roberto e Francesco.  Io ritornato dalla S. Messa li trovo già a casa.  Appena entrati hanno annunziato il loro arrivo alla nonna sparando una castagnola.  Usciamo io, Roberto e Francesco. Vogliono recarsi a S. Teresa a salutare P. Mario e Berruti, poi istituto La Salle salutano Fratel Terenzio, Fratel Luigi e Fratel Tito e c'era anche il Vice Direttore di Albano.  Stati cinematografo sonoro nel teatrino istituto La Salle, piccola macchina, rappresentato: "l'elicottero", una specie di aeroplano con la sola carlinga senza ali, con una elica a 4 braccia posta sopra alla carlinga. Questa elica girando fa alzare l'apparecchio perpendicolarmente e rispettivamente lo fa abbassare fino a toccare leggermente terra.  L'apparecchio può percorrere discrete distanze.

            Se i missionari fossero forniti di questi apparecchi potrebbero scendere dal cielo in tutti i posti più impervii della terra ed il S. Vangelo potrebbe essere predicato in tutto il mondo.  A mezzogiorno i Fratelli delle Scuole Cristiane si licenziano perché debbono desinare.  Noi andiamo casa. . Qui troviamo anche Emilietto venuto per farsi far lezione da Leonardo.  Mamma preparato pranzetto sbaglio cappelletti salsa, cotolette impanate, mele, dolce di mamma, c'è il vino.  Discorrendo sappiamo Roberto Francesco sono contenti. Vogliono ritornare Albano. Stanno bene. Vitto buono. Merenda però solo pane. Mamma però preoccupata procurerà marmellata solida, fichi secchi.  Moralmente superiori buoni, bravi, santi; compagni però ogni tanto va via o mandato via qualcuno. . Qualcuno abitudine rubacchiare. Direttore dispiaciuto. Dopo pranzo, breve lettura, poi andati visitare ringraziare Kotnik.  Mamma lavorato mane e sera diversi giorni adattare Roberto paltò vecchio regalato zio Virgilio. Lavoro riuscito bene, gli sta bene addosso.  Poi telefonato Fratel Valerio li riporta con lui ad Albano. Sbaglio Fratel Vittorio, vice direttore piccolo noviziato Albano, mentre Fratel Valerio era Direttore piccolo noviziato di Fano.

            Usciti io e loro due, andati al La Salle, insieme Fratel Vittorio e altri due Fratelli fino tram circolare, loro tre saliti, tram allontanato in fretta, due Fratelli salutato in fretta, io restato solo per la strada.  Tutto si muove... fermatomi alquanto strada, mi sono mosso anch'io.

            Ieri mattina ore 4 ½ si è mosso pure Leonardo, gita con congregati S. Teresa al Convento S. Maria dei Bisognosi in montagna 1100 metri dove andò l'altra volta.  Nessuno di voi quattro fratelli in casa, solo Teresina.  Stasera si è mossa pure luce elettrica e io scrivo lettera lumino petrolio.  Mi si è mosso anche raffreddore e anche mamma.

            Approssimandosi inizio nuovo anno porgo auguri a tutti i tuoi ottimi Superiori: Molto Rev. P. Priore, che io mi propongo di conoscere di persona alla prossima occasione, Molto Rev.  P. Alessandro Maestro dei Novizi, che ringrazio e ricordo con tanta stima, P. Giuseppe che ci ricordi tutti a Gesù Sacramentato, fra Mario e tutti gli altri, a te la Santa benedizione

da papà

 

            Al margine della pagina aggiunge:  Hai ricevuto la mia precedente in cui ti descrivevo la Vigilia di Natale?  Prega perché siano migliorate le condizioni morali del piccolo noviziato di Roberto e Francesco.

 

 VEDI  FOTO

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23 qui

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

 

 

 

 
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