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pag. 322-393 lettere 147-200

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200  qui

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

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Due cuori una sola fede pag. 322-393  (lettere 147-200)

 

 

ANNO SANTO 1950

 

            Il 1949 è' stato un anno con pene e preoccupazioni per mamma e papà. Prima la morte di nonna, mamma di mamma, poi la malattia di Francesco. È stata certamente una dura prova per tutti e due. Chi ne risentirà di più sarà mamma. Infatti nell'anno seguente si manifesterà quel terribile male che la porterà alla tomba.

            Mamma già non sta bene e da tempo soffre di certi dolori soprattutto alle gambe. Nelle sue lettere, come in quelle di papà non si parla di dolori all'addome, ma mamma ne soffriva da sempre, solo che le fasi acute duravano qualche ora e poi si calmavano. I dolori alle gambe probabilmente saranno dipesi dallo stesso male che avanzava inesorabilmente.

            Mamma aveva un certo ritegno a farsi visitare. Riservata all’eccesso, sopportava bene tutte le sofferenze fisiche. Già negli anni precedenti, quando i dolori erano più acuti, si chiudeva in camera e cercava di non dire niente a nessuno. Anche la morte improvvisa della mamma tra le sue braccia non può non aver influito che negativamente sulla sua salute. Lo stesso dispiacere di veder tornare a casa il figlio Francesco, ricaduto in quella malattia che da piccolo l'aveva fatta tanto tremare, deve aver dato un bel colpo alla sua vita.

            È dispiaciuta perché Francesco non sta bene. Tra le righe si nota anche il dispiacere per la conseguenza inevitabile di non vederlo "consacrato" al Signore nella vita religiosa. Sia mamma che papà ci tenevano tanto al bene spirituale di tutti noi. Nelle lettere appare sempre la domanda sulla nostra "contentezza" per la strada intrapresa e la disponibilità ad accogliere ogni eventuale nostro cambiamento di rotta. La gioia di vedere tre figli tutti del Signore era veramente grande. Anche se dare tre figli al Signore era come vederli morire piano piano. Immolarli o disporsi all’immolazione come Abramo con Isacco.           Il distacco, la pena di non averli vicino, l’attesa di notizie che si facevano sempre più desiderare, sono state un martirio che, anche se offerto al Signore con quella gioia interiore più volte manifestata, hanno certamente contribuito a logorare la salute di tutti e due.

            Quest’anno, Anno Santo, comincia il Calvario, sia per mamma, con l’esplosione drammatica del suo male, e sia per papà, che improvvisamente viene a sapere che mamma presto l’avrebbe lasciato.

            La prima lettera del 1950, ANNO SANTO, è del 2 Gennaio ed è di papà; mamma aggiunge solo pochissime righe in fondo all'ultimo foglio.

 

 

147  PAPÀ:  MI PAREVA UN SANTO CIABATTINO

Descrizione del presepio fatto a casa daFrancesco

Capodanno in famiglia.

La morte di un santo ciabattino

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                             2 - 1 - 1950

            Come stai? Sei contento? Come hai passato le feste? Eccoti la cronaca della famiglia: Francesco ha fatto il presepio nel solito angolo della stanza da pranzo, senza il tendaggio ed il cielo, ma scoperto.  Un gran viale con palmizi (fabbricati da lui) che dalla montagna scende alla grotta facendo una curva.  ((Disegna un piccolissimo schizzo)). In fondo alla grotta il Bambinello Gesù con raggiera luminosa a movimento perpetuo ((altro piccolissimo schizzo)).  Dietro la raggiera lampadina elettrica su cui poggia sulla punta di vetro di un ago di vetro (ampollina per le iniezioni che ha la punta) un cilindro il cui fondo è fatto in modo che l'aria calda della lampadina faccia, uscendo da appositi tagli, girare il cilindro. Sul cilindro che è di carta, sono disegnate tante righe nere trasversali   ////.  Così si ottiene una raggiera luminosa a moto perpetuo di raggi.

            Siamo andati a vedere presepio alla scuola vostra La Salle.  Il nuovo Direttore, Fratel Michelangelo, che è uno specialista per i presepi, ne ha fatto uno bellissimo con la raggiera come quella di Francesco e con gli specchi invisibili. Ci ha spiegato che i presepi sono di due tipi:  alla napoletana (in cui il paesaggio si vede indipendentemente dalla grotta.  La grotta è piccola in un angolo e il paesaggio si estende fuori) e alla romana in cui la grotta è grande (fatta di carta tinta, anche carta di giornale), le statue della Madonna, di S.Giuseppe e del Bambinello e alcuni pastori e Magi sono grandi e dalla apertura laterale della grotta si vede il paesaggio.  Questo paesaggio viene dipinto sopra una carta o sopra una tela, con pastori e con quello che si vuole mettere e viene posto in modo che si rifletta sopra grandi specchi; gli specchi devono essere tenuti all'ombra e illuminato fortemente il paesaggio. Chi guarda attraverso le aperture della grotta non si accorge degli specchi, e vede il panorama, dipinto di fronte agli specchi, riflesso negli specchi stessi. Si ha l'impressione di un grandissimo sfondo (in poco spazio effettivo, perché i dipinti sono sistemati a ridosso della grotta che non è alla vista dei visitatori).

            Il 29 dicembre sono andato a Trovare Roberto a Castelgandolfo.  Ha letto le tue lettere.  Vuole superarmi in statura e quasi mi supera.  Sta bene in carne ed è contento. Grasso non è, ma neanche tanto magro.  È colorito.  Prosegue gli studi della seconda magistrale.  A Giugno farà di nuovo gli esami in una scuola pubblica.  A Luglio verrà trasferito a Torre del Greco, vicino Napoli. Io non conoscevo Castelgandolfo, allora il Direttore ha detto a Roberto di farmi da guida ed è venuto con me, mi ha mostrato la Cattedrale, il Palazzo Pontificio e il villino dell'On. De Gasperi.  La visione del lago è meravigliosa.  Ho visitato tutto l'Istituto di Castel Gandolfo.  Bellissima visuale di Roma e dintorni dalla terrazza dell'Istituto.   Nello stesso Istituto hanno scuola elementare esterna circa 200 alunni.  I piccoli novizi sono trenta, il personale è di tredici.  Totale quarantatré. Per tutto questo, pur trattandosi di un palazzo a due piani, non è molto il posto. Sono in cerca di altro locale.  C'è però un bel cortile con pini.  Essi fanno la ricreazione nel cortile e quando piove nel refettorio che è anche teatro con piccolo palcoscenico. Ci assicurano che il vitto è buono ed abbondante.  Noi non mandiamo più pacchi. Pare che anche la vicinanza alla villa del S.Padre renda il vitto più abbondante.

            Francesco pare sia in via di guarigione, non sappiamo però il cuore, e se potrà riprendere la sua strada.  Intanto sta a casa riguardato.  Si è un poco ingrassato.  Si è rimesso con l'intestino.  Non vuole riprendere gli studi.  Io sono perplesso.  Anche il Direttore dice che dovrebbe riprendere lo studio della sintassi latina.  Poi vedere se ed in quale misura potrà frequentare la scuola del S.Leone Magno.

            A Capodanno siamo stati noi, mamma, io, Leonardo, Francesco e Teresa.  Non è venuto nessuno.  Però lo abbiamo passato bene lo stesso.  Dico nessuno a pranzo.

  Leonardo mi ha condotto dal suo professore di scienze il giorno di capodanno ed ha fatto una discussione filosofica e scientifica in mia presenza.  Io zitto.  È andato poi alla Gregoriana ieri sera ed ha parlato con un dotto Padre, il quale gli ha dato certi opuscoli sulle questioni che gli interessano. Si tratta, a quanto ho capito, del principio di causalità nella fisica moderna e dei rapporti che intercorrono tra fisica e filosofia. Leonardo vuole convertire Michele il quale avrebbe detto che si vuole fare prete. La sera di capodanno poi è venuta  zia Gilda, zio Virgilio e Mario e si sono trattenuti come al solito. Zio Virgilio ha detto che non si confessa perché la legge morale cattolica in materia di matrimonio è troppo severa (non ha il coraggio di avere i figli che Dio manda e non ha il coraggio di confessare questi peccati).  Una volta si è confessato ed il confessore lo rimandò senza assoluzione con cattivi modi.  Quindi è rimasto spaventato. Michele chi sa se riuscirà a diventare professore di Università.  Trova difficoltà sul fatto che non conosce bene l'inglese.  Questa conoscenza è anche utile per la matematica che è la sua materia.

            È morto il calzolaio di Via Cremera. Te lo ricordi? Gli avevano messo il soprannome di Geppetto, ora ho saputo che si chiamava Costantino.  È morto sul lavoro.  Prega per lui, sebbene abbia l'intimo convincimento che abbiamo più noi bisogno della sua preghiera che lui delle nostre. Mi pareva un santo. Un santo ciabattino.  È passato un cliente ed ha visto che stava al suo deschetto e non si muoveva più.  Lo hanno portato all'ospedale ed il mattino seguente è spirato. Era lettore dell'Osservatore Romano e non aveva rispetto umano.  Onestissimo.  Mai ubriaco, mai neanche ci si accorgeva che bevesse vino.  Temperante.  Quando lo vidi la prima volta ebbi subito l'impressione di trovarmi davanti ad un futuro abitante del Paradiso e adesso vi è andato.

            Mamma, come al solito, zoppica con la gamba.  Ti pensa sempre.

            Zio Alfredo è andato in pensione. Zio Guido come al solito. Altre notizie per ora non ricordo.

            Ossequia e ringrazia per quanto fanno per te anche da parte mia il M. R. P. Priore, il M. R. P. Vice Priore, gli insegnanti tutti, i confratelli, i colleghi e tutti.

A te la S. Benedizione da papà

 

Mamma:  Figlio mio carissimo, papà va all'ufficio e ha fretta. Forse verrà Leo.  Ti benedico e bacio carissimamente mamma. Ossequi a tutti i superiori.

 

 

 

148  PAPÀ:  I FAMILIARI DI SANTA TERESA LE SCRIVEVANO LUNGHISSIME MISSIVE

Cominciano i dolori all’addome di mamma

Lettura della vita di Santa Teresa d’Avila in famiglia.

Alcuni ricordi di gioventù.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                              Roma 11 - 1 - 1950

            Ieri e stanotte mamma ha avuto un attacco di colite, secondo quanto dice il medico trovato dalla Signora Kotnik., il quale per combinazione è di Potenza e per questo mamma gli ha posto fiducia e speriamo che questo medico, che si chiama Spera, possa persuaderla a curarsi tanto la colite che il reumatismo alla gamba. Soffre con i dolori all'addome ed anche alla gamba, per quanto con la gamba stia un poco meglio in seguito ad una cura esterna di una pomata. E tu come stai?  Sei contento?

            16 - 1 - 50  -  Riprendo a scriverti. Mamma il giorno, anzi la sera, del 10 Gennaio è stata presa da forti dolori addominali, come già ti ho scritto sopra; il giorno 11 è venuto il medico Spera, come pure ho scritto sopra, il giorno 12 è invece venuto un altro medico chiamato dalla stessa signora Kk., di nome Borelli.  L'ha visitata da capo a piedi in mia presenza ed in presenza di zia Gilda.  Ha trovato infiammazione diffusa all'intestino, derivata dalle pillole che mamma si prendeva contro i dolori reumatici; un principio di miocardite (malattia al cuore) e nevrite alla gamba. Ha ordinato varie medicine, riposo a letto, borsa calda all'addome, dieta di pastina cotta. Mamma si è il giorno seguente sentita meglio e poi i dolori sono diminuiti.  Mentre sta a letto non ha nemmeno i dolori alla gamba.  Da ieri ha cominciato ad alzarsi. Anche Francesco continua a migliorare.  Da qui a qualche tempo dovrò farlo visitare per vedere come sta il cuore. I medici a cui ne abbiamo parlato dicono che si potrà rimettere verso i 17 o 18 anni. Io sono perplesso sul che cosa dovrà fare.

            Francesco si è rivelato un ottima cuoco.  Mi ha fatto mangiare un piatto di spaghetti con la mozzarella ed il sugo che mi faceva venire l'acquolina in bocca. Leonardo ieri ha ricevuto un compagno di scuola della stessa classe, 5° liceo, che è comunista.  È venuto per studiare matematica.  Dopo poco il baccano in camera di Leonardo era tale che zia Gilda è entrata e ha detto: "Qui non si parla di politica.  Andate in Piazza!" Questo suscita in me dei ricordi di quando avevo l'età di Leonardo. Ricordo due compagni, uno dei quali molto amico, che avevano idee opposte alle mie; allora non c'erano i comunisti, c'erano i socialisti e gli anticlericali. Questi due morirono in modo tragico durante la Prima Guerra Mondiale. Uno, quello carissimo, che si chiamava Leoncavallo, si spaccò la testa cadendo da cavallo, come ufficiale di Artiglieria e l'altro morì colpito da una palla di fucile in fronte.  Una preghiera. Allora però dopo le dispute tra studenti si restava più amici di prima, contento ognuno di avere difeso le proprie idee.  Adesso invece so che le cose sono peggiorate e non sono tranquillo se Leonardo fa di queste amicizie, anche se sono compagni di scuola.

            Ieri ho cominciato la lettura (che faccio da molti anni, come tu sai, ogni Domenica) della Vita autobiografica della Santa Madre Teresa di Gesù ed ho appreso con sorpresa che i familiari di S. Teresa, mentre Ella era in Collegio educanda presso le Suore, le scrivevano lunghe missive, proprio come faccio io con te.  Sono quindi in buona compagnia. Non per niente fra noi dell'Italia meridionale e gli spagnoli vi sono molte somiglianze. Inoltre mentre leggevo l'ambiente familiare, come lo descrive la Santa, Leonardo trovava delle analogie col nostro ambiente familiare e diceva: "Hai capito, Teresa, (rivolto a Teresa, tua sorella) questo è per te" e poi: "Questa è come zia Gilda" etc.

            Leonardo ieri sera ha ricevuto una telefonata di quel Padre della Gregoriana della Compagnia di Gesù, professore di matematica, al quale era andato per la conversione di Michele.  Ma Michele non aveva voluto andare dal Gesuita e non se n'è fatto niente. Tu prega.  Michele non si è più visto.

            Tanti ossequi e ringraziamenti al Nostro Padre Priore, Leonardo, al Molto Rev. P. Nostro P. Bernardino, Vice Priore, che noi in famiglia ricordiamo con tanto affetto.  Al P. Marco, che quest'ultima volta non sono riuscito ad incontrare neppure per telefono, ai tuoi insegnanti tutti.

            Il P. Brocardo della chiesa di S. Teresa forse ti porterà la presente.

A te la S. Benedizione di papà

 

 

149  MAMMA:  RIACQUISTARE UN PÒ DI SALUTE PER TIRARE FINO ALLA TUA PRIMA MESSA

Primi sintomi della malattia del cancro.

Desiderio di partecipare alla mia Prima Messa.

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                            Lunedì 16 - 1 - 950  ore 13, 30

            ieri abbiamo ricevuto la tua cartolina.   Anche a noi è dispiaciuto che Leonardo non sia venuto a Caprarola, ma la colpa è stata mia perché ho cercato di fargli fare una vita calma perché quest'anno ha bisogno di molta salute per i pesantissimi studi. Anche alla gita di cinque giorni che la Congregazione ha fatto a Capri, Napoli, e Pompei, Leo è stato assente.  Adesso studia ed ogni giorno la sua camera è il convegno di vari compagni: uno viene sempre ed è un bravo ragazzo senza rispetti umani e molto serio, ma da Sabato è cominciato a venire uno comunista.... speriamo bene!

            Papà ha voluto scriverti dei miei malanni, ma non c'è da farci caso, vuol dire che mi farò sempre dare l'assoluzione in artic... ecc.; l'importante è che possa riacquistare un pò di salute per accudire alle faccende domestiche e tirare fino alla tua Prima Messa.  Speriamo di sì! Francesco sta meglio e in questi giorni è stato un infermiere meraviglioso.  E dire che io mi sono tanto angustiata per la sua malattia e relativo ritorno a casa.  I fini del Signore sono imperscrutabili! Teresa pure sta bene e da Venerdì ha ripreso ad andare a scuola.  Prega sempre assai per i tuoi fratelli! Che dirti della felicità provata per la giornata trascorsa con Roberto?  Il Direttore aveva promesso a Francesco che l'avrebbe accompagnato a vedere il presepio ed infatti otto giorni fa è stato a casa da mezzogiorno alle cinque del pomeriggio: sta benissimo ed è contento, probabilmente quest'anno vestirà l'abito di Fratello.

            Zia Gilda è venuta tutti i giorni e mi ha lasciato mille lire che accludo alla presente perché tu faccia celebrare delle S. Messe per nonno Peppino, nonna Ernesta, zio Aldo e zia Elena.

            Per conto mio e di papà ti mandiamo duemila lire per la cassa del tuo Studentato. Sta tranquillissimo per me  perché ho deciso di curarmi e mi curerò.  Capito? Ossequia il Rev. P. Leonardo e P. Bernardino,

a te, figlio mio carissimo,

tutte le più sante Benedizioni

da mamma.

 

 

150  MAMMA:  FRANCESCO È IL MIO GUARDIANO INFERMIERE

Francesco tornato a casa fa da infermiere.

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                                19 - 1 - 950    ore 19

            entro domani porteremo il pacchetto alla "Vittoria" con la speranza che ti venga portato subito. Siamo stati contentissimi delle buone notizie portateci da P.Brocardo che è venuto ieri mattina ed è stato un'ora a raccontarci tutto. Ossequia e ringrazia tutti i tuoi buoni Superiori. Io sto meglio e cerco di curarmi con le medicine ordinate e col riposo necessario a questo genere di malattie: miocardite e perinevrite alla gamba sinistra.  Speriamo bene. Francesco è il mio guardiano infermiere, fra me e lui cerchiamo di arrangiarci il meglio possibile. Sta tranquillo perciò e speriamo di darti sempre migliori notizie.

            Il tempo qui si va raffreddando. Oggi soffia una forte tramontana e i monti che si vedono da casa nostra sono coperti di neve, speriamo che non nevichi. Francesco vuol venire a farti una visita, ma io sono contraria per la stagione inclemente; in questa prossima primavera, se Dio vorrà, ci rivedremo. Leo, Francesco e Teresa ti salutano e ti abbracciano con me. Tante e tante benedizioni da mamma. Ti mando un pò di cioccolata per una merenda insieme ai confratelli.

 

Papà aggiunge ed acclude nel pacco queste poche righe: Carissimo fra Raffaele (Giuseppe) Per ora non ho novità da raccontarti. Appena ne avrò mi propongo di scriverti. Ossequia e ringrazia tutti i tuoi ottimi Padri. A te la S. Benedizione

papà

 

 

Poi il 25 Gennaio, mamma che è a letto ed ha più tempo, mi scrive di nuovo

 

 

151  MAMMA:  RACCOMANDATI  ALLO  SPIRITO  SANTO  E  VEDRAI  CHE  TUTTO  ANDRÀ  BENE

Sofferenze sempre più acute.

Indulgenze del Giubileo con pellegrinaggi.

Le meraviglie che opera il Signore suscitando un altro grande predicatore.

 

Fra Raffaele mio carissimo,,                                              25 - 1 - 950   ore 19

            papà t'ha comprata l'altra traduzione; spero che ti giunga presto e ... buono studio! Io mi sto curando guardando il letto, così spero col riposo di riprendere presto le mie attività.  Non ti dico che aiuto d'oro è Francesco in quest'occasione e che guardia mi fa perché non mi alzi. Sta tranquillo e continua a pregare per me e per tutti. Non so se t'abbiamo scritto che Teresa ha avuto la pagella e buona, anche Leonardo proprio stamattina l'ha portata a casa meravigliatissimo di un sei in filosofia e di un cattivo voto in matematica.  Ma lui dimentica che qualche volta è un pò dispettoso e i professori non sono religiosi, ma laici che fanno lezione e basta.

            Domenica il S.Leone Magno ha fatto una gita al Terminillo e Leonardo c'è andato. Non ti dico le sue impressioni nel vedere per la prima volta una così immensa distesa di neve altissima.  Lui ci ha rimesso un bel sette nel costume (prestato) e un raffreddore per cui ieri è stato a casa; ora sta meglio e adesso sta studiando con uno dei suoi compagni, un bravo giovane intelligente, calmo e religiosissimo. Francesco sta tanto meglio, aveva ripreso in mano qualche libro, ma adesso aiuta a far andare avanti la navicella familiare e non ti dico quante risate ci facciamo (io e lui) qualche volta. Di Roberto t'ho già scritto le notizie che risalgono a quindici giorni fa, so che forse verrà a Roma per la fine di questo mese per il Giubileo:  E voi venite a Roma per acquistare le Sante Indulgenze?

            Qui in Parrocchia da Domenica prossima incominceranno i pellegrinaggi collettivi in autopullmann; appena potrò lo farò anch'io e spero di farne parecchi per i morti. Unisco alla presente un foglio di una rivista cattolica "Orizzonti", dove si parla di un altro grande oratore con P. Lombardi.  Quali meraviglie opera il Signore! E il tuo discorso su S.Agnese come è andato?  Raccomandati anche allo Spirito Santo e vedrai che tutto ti andrà bene. Hai ancora il burro di cacao per le labbra?  E la voce come va? Adesso ti lascio perché è arrivata Teresa col vassoio per la mia cena: sempre la stessa (idem il pranzo) pastina e mele cotte da quindici giorni.

            Ossequia sempre il Rev. P. Priore, P. Maestro e P. Alessandro. A te, figlio mio carissimo tutte le più Sante Benedizioni

da mamma.

 

Papà aggiunge: Saluti da papà e ossequi e ringraziamenti al M. R. P. Priore, al M. Rev. P. Vice Priore.

A te la S. Benedizione

papà

 

 

152  MAMMA:  NOTIZIE DEL NOSTRO MISSIONARIO

P. Gioacchino missionario della Cina finalmente ha scritto.

 

Figlio mio carissimo,                                                                                       1.2.50

            sono daccapo a letto.  Pazienza!   Giorni fa è venuto P. Brocardo a portarmi la lettera di P. Gioacchino che accludo alla presente. Siamo stati tutti contenti di avere avuto notizie del nostro Missionario.  Ma quante ne ha passate!  Che la Madonna lo protegga sempre.  Erano parecchi mesi che non si sapeva più niente. Ti mando il servizio da tavola per il Convento che ti promisi quando venni a Settembre. Sono le 19,20, adesso papà va alla Vittoria. Ossequia sempre il Rev. P. Priore a te tutte le più sante benedizioni da mamma

 

Papà aggiunge: Mamma sta a letto coi dolori addominali. La mamma è la base della famiglia. Se la base vacilla.... Tu prega..... La Santa benedizione

papà

 

 

153  PAPÀ:  OGGI È UN MESE DA QUANDO MAMMA SI È AMMALATA

La situazione di mamma ammalata si aggrava.

Tutti intorno al letto anche di notte.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                            Roma 12 - 2 - 1950

            Oggi è già trascorso un mese da quando mamma si è ammalata.  Sta quasi sempre a letto, salvo qualche momento. Viene gente, ossia i parenti e sta in conversazione, poi le prendono i dolori all'addome e si lamenta e si contorce. Specialmente di notte verso l'una e mezzo di notte. Strilla.  Tre notti fa ci siamo alzati tutti.  Eravamo in fila ai piedi del letto: io, Leonardo e poi Francesco e poi Teresa e stavamo a guardarla senza sapere che cosa fare. Stavamo per chiamare il pronto soccorso, quando i dolori si sono un pò calmati ed allora è ritornato tutto nella quiete notturna.  Con la speranza di guarire si è adattata pure a farsi fare le iniezioni. Mangia pochissimo.  Pastina con olio e mele grattugiate.  Questa malattia sinora senza febbre. È stata visitata 5 o 6 volte da due medici.  Ma né le iniezioni, né le medicine per bocca hanno giovato.  Continua a lamentarsi.  Io non so che cosa decidere. Anche stanotte c'è stato un attacco, dall' 1,20 alle 2 di notte, di dolori acuti.  Io stamattina sono un poco stordito. Ha fatto mettere la radio in camera e così si distrae.

            Teresa è mancata a scuola parecchie volte e non so come andrà per la promozione. Francesco con la sua malattia di cuore e artritismo non ha avuto altri disturbi.  Si alza un pochino tardi la mattina, ossia dopo le otto, ma la giornata cucina e fa tutte le faccende domestiche ed altresì l'assistenza a mamma.  Esce quasi mai.

            Leonardo quest'anno fa venire a casa molti compagni di scuola, coi quali studia.  Adesso sta svolgendo un tema sull'ultima parte dei Sepolcri di Ugo Foscolo.

            Ossequia e ringrazia gli ottimi Padri a te la S. Benedizione

papà

 

 

 

154  MAMMA:  PREGA SANTA TERESA MARGHERITA REDI

Le dispiace del disturbo che dà.

Francesco l’assiste.

 

Mio carissimo Fra Raffaele,                               Domenica 12 - 2 - 1950  ore 16 dal letto.

            papà ti avrà un pò spaventato con la sia lettera sfogo, il guaio è che non riesco a trovare un rimedio che mi faccia bene. Sto a letto sempre più debole perché ho paura di mangiare (solo ogni 24 ore prendo una minestrina) e non so più cosa fare. Mi sono sottomessa alle iniezioni, ma domani smetto perché mi hanno fatto star peggio. Prega pure tu S. Teresa Margherita Redi, alla quale raccomandavo, e non in vano, i tuoi dolori addominali.   Ricordi Ostia?  Forse eri troppo piccolo.  In tutti i modi prega. ((Ricordo molto vagamente che avevo dei forti dolori all'addome e che una volta restai a casa, a causa di questi dolori, mentre tutti erano andati al mare,: mi addormentai e mi svegliai guarito. Mamma aveva pregato S.Teresa Margherita Redi ed aveva ottenuto la grazia.  Avevo sei anni, era Settembre del 1938))

            Se non ci fosse Francesco si sarebbe dovuto ricorrere a una domestica fissa... Io sono un po’ avvilita e angustiata da tutte le angustie che do. Pazienza!

            Mi hanno detto che stasera P. Mario va via da Roma; ho pregato Leo di andarlo a salutare.  Chissà se ci andrà! Spero che tu stia bene e desidererei tanto ricevere qualche rigo.  Anche in questo Pazienza e pazienza! Speriamo che mi ritorni un po’ di salute e che con la stagione buona cessino i dolori.

            Verrai per il Giubileo?  Roberto l'ha già lucrato con tutti i novizi di Albano, ha fatto tutto in mezza giornata e ci siamo salutati per telefono.

            Ossequia i superiori, a te tutte le più sante benedizioni da mamma. Una buona notizia!  Il 2° medico è escluso la miocardite e questo è una gran cosa.

 

 

 

155  PAPÀ:  UNA NOTIZIA DALL’ALDILÀ

Il tragico sogno di una nipote.

Dopo il Quaresimale, una conferenza sul comunismo.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 25 - 2 - 1950

            Ti ho scritto in una precedente lettera delle condizioni di mamma.  Sta ancora quasi sempre a letto.  I dolori all'addome sono diminuiti di intensità e di frequenza, ma li ha ancora e non può fare il più piccolo strapazzo che li ha di nuovo. Francesco continua a fare la donna di casa, coadiuvato da Teresa che divide le sue occupazioni fra la scuola e le faccende domestiche.  Mamma continua a fare le iniezioni di "Nicotene" e di "Vitamina B". Si distrai molto con la radio che Francesco ha impiantato nella nostra camera da letto (ex vostra).

            Zia Gilda viene quasi tutti i pomeriggi. Leonardo ha preso la pagella; zoppica in latino e matematica.  In salute però sta meglio, ed anche le sue condizioni mentali sono migliorate.  Di filosofia non se ne incarica più tanto.  Ne parla di rado.  La mania di contraddizione è un poco diminuita. Da qualche giorno non viene più Boccini a studiare con lui.

            Leonardo e Francesco sono andati a vedere il film "Cristoforo Colombo" in un nuovo cinematografo aperto a Porta Pia, intitolato "Europa", perché ho avuto i biglietto gratis.

            Una notizia dall'aldilà:  Mariella, la tua cugina, figlia di zio Guido, ha sognato la nonna che le mostrava in uno specchio una mano e diceva : questa è la mano di zio Aldo, fategli dire delle S. Messe perché ne ha molto bisogno. Ho provveduto subito a soddisfare la richiesta presso la Casa Generalizia: una S.Messa per zio Aldo e una per gli altri defunti di famiglia, i miei genitori ed i genitori di mamma. Lo scrivo anche a te perché vi ricordiate di queste anime, specialmente di zio Aldo. ((Zio Aldo infatti era morto a Torino improvvisamente e tragicamente)).

             In seguito alla malattia di mamma anche Teresa non va tanto bene alla scuola.  Ho parlato con la Direttrice, ossia con la "Madre Preside" dell'Istituto S.Angela Merici, dirimpetto a casa, dove Teresa va a scuola, la quale si è resa conto della situazione e mi ha detto parole di conforto. Leonardo ha imparato a suonare la fisarmonica piccola, quella che si suona con la bocca, e fa un sacco di suonatine.

            Stasera dopo il Quaresimale hanno invitato gli appartenenti alle Associazioni cattoliche a passare nella sala.  C'è stata una conferenza di un Sacerdote: Don Macada. Ha spiegato il decreto del Sant'Ufficio contro il comunismo. Dopo aver parlato contro i comunisti che sono atei, secondo le istruzioni date dalle autorità di Mosca per l'istruzione e l'educazione della gioventù, ha gridato contro i ricchi avari e non caritatevoli.  Ha avuto qualche applauso.  Ha salutato qualche amico, era un pò sudato, e se ne è andato. Tutti sono andati via dopo la conferenza. Io penso che se si facesse vedere al pubblico con questue o in altro modo in maniera più evidente che i cattolici, che la Chiesa tenta di risolvere, in quanto è nelle sue possibilità, il problema della disoccupazione e quello dei senzatetto, la lotta contro il comunismo sarebbe forse più efficace..  Il Governo sembra che possa far poco e comunque occorrerà molto tempo.

 

Mamma aggiunge:

Sono le sette e mezzo e papà adesso va all'ufficio dandomi l'incarico di benedirti a nome suo perché voglio fare imbucare la presente stamattina.  Lunedì 27 - 2 - 50.

 

 

Poi continua con una sua lunga lettera

 

156  MAMMA:  IN  DUE  ORE  HANNO  LUCRATO  IL  SANTO GIUBILEO

Visita alle Basiliche di papà e fratelli per il Giubileo.

Una giusta reazione di Francesco con Roberto

che sembra non avere capito la situazione della salute di mamma.

 

Figlio mio carissimo,                                                       mattino di Lunedì 27 - 2 - 1950

            Ti scrivo dal letto, come da quasi due mesi, e perciò non ti meravigliare della calligrafia.  Sto un po’ meglio, ringraziando il Signore, ma la mia malattia è lunga perché richiede gran riposo quindi "dolce far niente" con quale mia gioia tu puoi ben immaginare! Mi alzo per qualche mezz'ora, ispeziono casa, aiuto Francesco in cucina e poi...  a letto; ciò avviene la mattina, il pomeriggio non mi muovo. Quasi ogni giorno viene zia Gilda che anche lei ha una terribile spada di Damocle: la pressione a 280 che però, dopo dieci giorni di quasi digiuno e senza sale, è scesa a 180, adesso sta sempre in cura.

            Ieri, Domenica, alle 15 papà, Leonardo e Francesco sono andati, in comitiva, alle quattro Basiliche, sei autopullmann, con P.Paolino e il fratello di P.Bernardino in testa: in due ore hanno lucrato il S.Giubileo. Già da più settimane, ogni Domenica, dopo la Messa Parrocchiale e alle 15, molti pullman portano i parrocchiani alle Basiliche con una piccola quota (£ 220).  Spero presto di poterlo fare anch'io. Oggi, Teresa dopo tre giorni di Esercizi andrà anche lei a lucrare il S.Giubileo. Gli altri pellegrinaggi serviranno per i nostri morti. E tu verrai a Roma per l'Anno Santo?  Chissà. Roberto già ha fatto il Giubileo i primi di Febbraio, ma noi non l'abbiamo veduto: ha solamente telefonato.

            Hai ricevuto la lettera di Francesco?  Chissà cosa avrai pensato?  Si tratta di questo:  Giovedì grasso scorso arrivò da Castelgandolfo un invito per una recita, Francesco, impulsivo come è, s'urtò i nervi perché pensò che Robertino non pensando al male della mamma pensava invece a divertirsi e scrisse una letteraccia al fratello imbucandola dopo appena un'ora dall'arrivo dell'invito.  Io cercai di rimediare scrivendo subito a Roberto per scusare il fratello, le due lettere ricevute quasi contemporaneamente dal Direttore spinsero quest'ultimo a scrivermi, molto gentilmente, per dirmi che "si è trovato nella necessità di consegnarle tutte e due a Roberto" e poi aggiungeva: "fortuna che la sua fa da potente antidoto a quella velenosetta del buon Francesco" e poi c'era anche una lettera predicozzo per Francesco il quale per sfogarsi poi scrisse subito a te.  Ecco chiarito il bel pasticcio.

            I tuoi studi come vanno?  E la salute?  Io spero sempre bene e ringrazio Dio.  Ti raccomando sempre a San Giuseppe al quale raccomando pure la Provvidenza pel tuo Convento. Hai bisogno di libri?  Scrivi pure liberamente. Prega assai per noi e per tutti i parenti vivi e defunti, non dimenticare Kotnik e suocera. Qui da vari giorni piove e, secondo le previsioni, ne avremo per un pezzo. Zia Gilda ha regalato a Francesco un oggettino tanto grazioso che dovrebbe servire a predire il tempo: una casetta dal cui portone dovrebbe uscire, se il tempo è asciutto, un omino e se è umido una donnina con l'ombrello, pare però che se non si gira un certo pirolino, che rappresenta il fumaiolo, non esce nessuno.  Immagina le risate... Ossequia tanto il Rev. P. Priore, P. Bernardino e P. Alessandro anche da parte di papà; da me tante sante benedizioni

mamma

 


GRAVE MALATTIA DI MAMMA

 

Una cartolina postale:

 

157  PAPÀ:  MAMMA HA AVUTO UNA RICADUTA

Continuano gli attacchi di dolore all’addome, di notte.

 

Caro Fra Raffaele (Giuseppe),                                  Roma 6 - 3 - 1950 (lunedì)

            Mamma sta un poco meglio.  Ha avuto una ricaduta: Venerdì tre marzo alle ore una ha avuto un attacco di spasimi all'addome durato sino alle otto. Mi sono alzato due o tre volte per fargli l'acqua calda.  Il medico ha detto che non dobbiamo allarmarci.  Da Venerdì in poi sono cessati i dolori.  Speriamo che le passino del tutto. Continua a farsi le iniezioni.  Ogni tanto si alza dal letto.  Francesco fa tutto, ma è un po’ impaziente.

            Una persona venuta da Viterbo mi ha detto che ieri a Viterbo ha fatto un gran freddo con vento di tramontana.  E da voi?  Tu come stai?  Non ti sei mica raffreddato ed ammalato per il freddo? Sei contento? Ossequia e ringrazia P. Priore, P. Vicepriore, tutti gli insegnanti e colleghi.

La S. Benedizione

da papà

 

 

            Mamma si aggrava. Nessuno pensa alla reale gravità del male. Neppure io, da lontano, mi preoccupo eccessivamente. Non pensavo davvero che fosse qualcosa che presto l'avrebbe portata alla morte. Il Signore ha permesso che non stessi a casa, perché mamma l'amavo veramente tanto. Sarebbe stato troppo grande il dolore. In Convento la forte fede e fiducia in Dio, fatta crescere con la vita, attenuerà queste inevitabili sofferenze.

             L'aggravamento della malattia avviene venerdì 10 marzo, papà mi aveva scritto il lunedì precedente dicendomi che mamma stava un pò meglio e senza dolori.  Invece la notte tra Venerdì e Sabato mamma ha degli attacchi di dolore fortissimi con vomito.  Ricordo che mi raccontarono che vomitava con violenza quasi a schizzo e il vomito, la terza o quarta volta, era nero.

            La mattina è chiamato d'urgenza il medico che diagnostica una occlusione intestinale. Viene immediatamente ricoverata nella clinica vicino a Santa Teresa, Clinica della Sapienza, tenuta dalle Suore della stessa Congregazione. (Da una lettera dell’anno dopo l’operazione di mamma risulta fatta il 23 marzo. Non sembra esatta questa data. Probabilmente l’impressione per un fatto così grave creò in tutti una certa confusione nei ricordi). Le occlusioni sono due, ma una riescono a scioglierla con forti massaggi esterni.Dicono. Per l'altra si deve subito operare.

            L'operazione avviene nella stessa giornata di Sabato. Dura più di quattro ore. Ma appena aperta trovano come causa di quella occlusione un tumore maligno. Liberano l’intestino da quella strozzatura, ma non prevedono la guarigione.  Il tumore è troppo esteso. Diagnosticano una ripresa del male dopo sei mesi.

            Avvenne così, dopo un lieve miglioramento, proprio sei mesi dopo, mamma cominciò di nuovo a sentire dolori all'addome.   Papà non scrive più in questo periodo. È distrutto. Le notizie me le mandano i fratelli.   Due giorni dopo l'operazione di mamma, vengo chiamato a Roma e mi viene concesso di poterla andare a trovare. Cosa veramente eccezionale per quei tempi.

            Ricordo i particolari di quegli avvenimenti. Il P.Sottopriore poco prima di mezzogiorno mi dice che subito dopo il pranzo dobbiamo partire perché: "Figliolo, figliolo, la mamma è stata operata all'intestino per una occlusione intestinale, ma ora sta meglio, solo che ha molto piacere di rivederti". Era un giorno di ricreazione straordinaria.  Forse carnevale, forse metà quaresima. Questo dialogo col P.Sottopriore avvenne all’ingresso della nostra cappellina nello studentato. Ricordo tutti particolari.

            Scrissi allora anche un diario dettagliato di quella visita. Riporto le sue pagine aggiungendo qualcosa con caratteri differenti.

 

            Lunedì 13 Marzo 1950 - Giungo a Roma verso le ore 16, sono accompagnato dal P. Sottopriore che è il P. Bernardino: Anche se avevo quasi diciotto anni, non si usava mandare fuori del Convento i religiosi studenti senza essere accompagnati. Telefono a casa e papà mi dice: "Vieni a casa che ti accompagno io da mamma".

Ci rechiamo a casa (io e il P. Sottopriore, P. Bernardino).   Papà parla col P. Sottopriore da solo, mentre io sto insieme ai fratelli: stavano tutti a casa.  Andiamo in camera di mamma e Francesco mi dice: "Mamma non c'è", io rispondo: "lo so...", cerco di distrarli e di fare loro coraggio. Ci sentiamo tutti molto imbarazzati.  Allora mi raccontano gli ultimi sintomi della malattia, i dolori, il vomito e la necessità dell'operazione.  Ricordo racconto loro una esperienza di un mio confratello, fra Lorenzo, che era stato operato di occlusione intestinale ed era guarito completamente.

            Poi mi reco con papà, Leonardo e il P. Sottopriore da mamma. La clinica dove è ricoverata mia madre si trova al Corso d'Italia, dopo Santa Teresa. Saliamo sopra (III° piano n. 308) e per le scale incontro zia Gilda, zio Virgilio e zio Guido mesti, anzi in lacrime.  Mi salutano, poi zia Gilda mi dice: "È meglio che oggi non ti fai vedere da mamma, potrebbe emozionarsi e ..... Sai, sta male". Zio guido mi chiama in disparte: "Senti, Giuseppe, tua madre sta male, sta molto male, sappi che è gravissima, perciò mi raccomando, non la fare parlare... e poi è meglio che non ci vai ora..."  Zio Virgilio : "Ha avuto proprio adesso un momento critico..."  Zia Gilda: "Aspetta che adesso vado a vedere se puoi entrare"  I parenti piangono, io pure.  Aspettiamo dieci minuti per calmarmi, poi entro: una camera grande semi oscura. Vedo mia madre su un letto circondata dai parenti.  I suoi occhi, appena mi vede, si riempiono di lacrime, il suo volto acquista un'espressione di gioia, il sorriso è sulle sue labbra e con un filo di voce mi dice: "Giuseppe mio,... sono proprio contenta" A me il cuore batte forte forte; mi si dice di parlare, di raccontare qualche cosa a mia madre, ma non riesco a dire nulla, mi accontento di guardarla...

 

Su un altro foglio con le date ricalcate e corrette scrivo:

            "sera del 13 Marzo, Martedì e mattina del 14 Mercoledì" (queste correzioni fanno pensare che anche la data precedente, riportata come Lunedì, doveva invece essere Martedì e forse era l'ultimo Martedì di carnevale.  Allora bisognerebbe spostare anche le altre date dell'ultimo attacco e dell'operazione).

            Alle 10 di sera se ne sono andati zia Gilda, zio Virgilio, Leonardo e papà. Siamo restati soli io e il P. Sottopriore.  La nottata è passata abbastanza calma; ogni due ore veniva una Suora per fare a mamma una iniezione di penicillina. Verso le undici le è stata fatta un'altra ipodermoclisi, di mezzo litro, che per entrare ci ha messo circa un'ora e un quarto. Ogni tanto mamma si svegliava e beveva un sorso di acqua. Alle cinque e mezzo del mattino si è svegliata e le è stata fatta l'ultima ipodermoclisi, dopo della quale il P.Sottopriore è uscito per andare a celebrare la S.Messa alla Vittoria. Verso le sei mamma ha incominciato a sentirsi male.  Si è fatto il Segno della Croce ed ha offerto al Cuore di Gesù tutte le sofferenze della giornata, mentre io stavo seduto vicino al suo letto con il Breviario in mano:  ho recitato metà Prima e poi a mamma le è mancato il respiro. Allora chiuso il Breviario chiamo la Suora, poi apro la finestra.  Poi mi chiamano al telefono: è papà che domanda notizie, rispondo: "La notte l'ha passata calma, ora, però, si sente mancare".

            Torno da mamma che si sente sempre peggio; le Suore ogni minuto vengono e le fanno iniezioni calmanti che però non valgono a migliorare la situazione. La sete è fortissima, ma non beve per paura che l'acqua le faccia male.

            Si lamenta più forte, io mi accosto e le dico di offrire a Dio le sue sofferenze e lei mi risponde: "Sì, le ho già offerte questa mattina, appena svegliata". Il telefono di nuovo mi chiama.  È zia Gilda che vuole sapere notizie.  Dopo un quarto d'ora, di nuovo il telefono: è zio Virgilio, gli dico, con un nodo in gola che mamma non sta bene. Mamma alle sette e tre quarti si assopisce, dorme. Viene Roberto e lo mando via per non fare svegliare mamma. Poi invece mamma si sveglia e si lamenta continuamente: si sente male. Viene alle otto il P. Sottopriore e Fra Gennaro; mamma sembra peggiorare: i calmanti non le fanno nulla.

            Comincio ad avere paura.  Mamma mi chiama e con un filo di voce mi dice che le manca l'aria.  Chiamo di nuovo la Suora.  Mamma domanda alla Suora se è l'agonia, poi vuole i figli vicino a sé.  Telefono a casa e sforzandomi di parlare, faccio comprendere ai fratelli che è meglio che vengano. Poi viene papà; io sto sempre vicino a mamma, la calmo, la rassicuro... Mi dice: "Giuseppe, che ne dici, me ne vado?" io: "No, non dire queste cose, dove te ne vuoi andare: a casa guarita! Magari!"  Lei: "No, no... e... me ne vado...  Desideravo tanto di vedere il giorno della tua Prima Messa...", dopo un pò: "Non mi voglio più lamentare!", ma continua a lamentarsi, senza volerlo.

            Vado a Santa Teresa per fare la S. Comunione.  Non mi sento tanto bene e non posso ascoltare la S. Messa perché un forte mal di pancia mi costringe ad uscire dalla chiesa. I Padri di Santa Teresa vogliono per forza offrirmi una tazza di latte: devo accettare.  Mi intrattengo una mezz'oretta con loro e poi corro di nuovo da mamma. Trovo i fratelli, papà e zia Maria.  Mamma pare che si sia un po’ calmata: dorme, ogni tanto si sveglia e chiama aiuto, il polso, però, assicurano le Suore, è forte. Papà e zia Maria sono sedute in silenzio su un divano; Francesco ogni tanto entra nella camera e appena mamma apre gli occhi esce fuori (non la può vedere soffrire), Teresa è vicino al letto di mamma e ad ogni suo lamento suona il campanello, Leonardo sta ugualmente vicino al letto e guarda triste mamma: cerco di fare coraggio a tutti.  Roberto sta a Santa Teresa per la S. Comunione.

            Francesco va a casa per cucinare e Roberto torna dalla chiesa, zia Maria va via. Così passa tutta la mattinata con mestizia. Zia Gilda viene a trovare mamma e si ferma con lei. La sera poi mamma si sente meglio: è più sollevata, parla, non ha più disturbi. Vado a pranzo a Santa Teresa dove riposo pure per un'ora e mezzo, poi torno da mamma. La sera insieme al P. Sottopriore andiamo alla Vittoria, ma non ceno: vado subito a letto.

            Il giorno dopo, Mercoledì 15, bisogna partire per tornare a Caprarola. (C'è voluto un cuore di ferro per darci questo ordine... la madre che da un momento all'altro può morire, il figlio... deve partire...) Mamma è del tutto sottomessa alla Volontà di Dio e mi lascia andare. Alle 19 sto in Convento.

 

            Probabilmente questi fogli con la cronaca di quei giorni, ma soprattutto il commento, tra parentesi, di queste ultime righe lo devo avere scritto qualche giorno dopo, quando avevo già saputo della gravità della malattia. Infatti fino al ritorno in Convento non sapevo nulla. Pensavo ad una semplice occlusione intestinale ed ero molto incoraggiato dal fatto che, superata l'operazione, mamma sarebbe guarita completamente.

            Il Priore di Caprarola, che conosceva la realtà della situazione, nei giorni seguenti, aveva trovato delle occasioni di andare e tornare da Roma con una persona che l'accompagnava in auto, nel solo pomeriggio. Così una o due volte alla settimana mi faceva andare con lui per fare una visita a mamma. Mi lasciava in clinica per un paio di ore e poi tornava a prendermi. Fu in una di quelle occasioni che venni a sapere la verità sulla malattia di mamma.

            Un pomeriggio mamma mi dice che una Suora che l'assisteva, sentendo che forse si lamentava, le aveva detto che doveva rassegnarsi perché col suo male non c'era nulla da fare, chiaro chiaro le aveva detto che aveva un cancro. Mamma non vuole credere e me lo racconta. Resta impressionata, ma pensa che la Suora le abbia detto in quel modo solo per intimorirla. Confermo la sua interpretazione e dentro di me penso che la Suora poteva ben trovare altri argomenti.

            Suona il telefono (che non era nella camera di mamma, ma per il corridoio) vado a rispondere ed è zia Gilda. Le racconto quello che era accaduto. Zia Gilda a bruciapelo mi dice: "Giuseppe, è vero, mamma ha un cancro!"   Resto vicino al telefono come pietrificato mi mancano le parole e mi manca anche la forza di riattaccare, gli occhi mi si riempiono di lacrime.   Mi devo fare coraggio e dietro le sue raccomandazioni devo prometterle di non dire nulla a mamma.  Da mamma riesco solo a cambiare discorso. Ogni tanto mi accosto alla finestra per non farmi vedere piangere. A Caprarola non torno come le altre volte.  Il mondo mi sembra crollato addosso.

            Dopo di me la notizia delle reali condizioni di mamma sono state dette uno per volta anche agli altri fratelli.  Le reazioni di ciascuno si possono immaginare. Il tempo passa. Dopo qualche visita a mamma, il Provinciale fa sapere al Priore che non deve più portarmi con lui.  Niente più visite, anche se solo di pochi minuti.  Le regole non lo permettono!  Distacco dai parenti! Era una sua interpretazione. Il Priore non dà retta a questi ordini rigorosi e disumani e continua a farmi andare qualche volta, anche se un po’ più raramente, attraverso quella occasione che continuavano a presentarsi.

            In seguito dovrò accontentarmi delle notizie mandatemi per scritto da Roberto al quale i superiori avevano permesso di rimanere vicino a mamma per più tempo. Riporto quanto da lui scritto su due cartoline postali. La prima è  del 20 - 3 - 50:

 

            "Questa notte ha riposato un po’ meglio delle altre notti.  Ora è più sollevata.  Però ha sempre i suoi alti e bassi.  Ossia ci sono delle volte che sta bene e delle altre che si sente mancare.  Il cuore non è tanto forte, ma va avanti con la coramina. Ha spesso degli incubi, ossia una specie di delirio, parla la notte e si sogna cose molto impressionanti e tragiche. La febbre l'ha, ma non tanto forte (37+...) Forse domani ritornerà a casa, poiché la clinica che l'ha ospitata è chirurgica e trattiene gli ammalati il tempo dell'operazione e quando la ferita è cicatrizzata li rimanda a casa. La ferita sua è quasi del tutto cicatrizzata. Papà domani dormirà nella camera di Francesco e Leonardo, mamma starà in camera sua assieme ad una suora per il giorno ed un'altra per la notte. Ringrazia da parte di mamma e di papà i Superiori per averti mandato da mamma e prega.  Mamma oggi ti aspettava. In unione di preghiere, tuo fratello Roberto (per ora incaricato di poste e telegrafi di casa = corrispondenza)"

 

            Il 27 - 3 - 50: "Oggi mamma sta un po’ meglio. Le Suore l'hanno fatta stare per venti minuti su di una poltrona. Tanto il Professor Sovena quanto il suo assistente ci hanno assicurato che attualmente non vi è nessun pericolo per il cuore. Questa notte ci sono stato io in clinica: non è stata tanto calma la nottata.  Prega sempre.  Io ritorno a Castello Giovedì, perché mamma forse Giovedì, o Venerdì, o più tardi, ritornerà a casa.  A casa stiamo tutti bene.  Ossequi ai Superiori.  Tuo fratello Roberto in unione di preghiere." 

            Sul retro, nella parte bianca dell'illustrazione che rappresenta un campo con neve scrive ancora: "Supplemento del di dietro - La febbre di mamma stamani era di 36°. Prima volta che è stata sfebbrata. Mamma è stata molto contenta assieme a noi essendosi alzata dopo due mesi di un letto di dolore. Le Suore le hanno fatto le loro congratulazioni che l'hanno fatta ridere. Anche i giorni passati è stata abbastanza bene: è andata sempre migliorando.  Infatti da tre notti che non vuole che le faccia la nottata; dice che non ne ha bisogno. Roberto."

 

 

Poi finalmente delle cartoline postali scritte da mamma stessa:

 

158  MAMMA:  PREGA PER ME, PER TUTTO E PER TUTTI

Prima lettera dopo l’operazione, dalla clinica.

Notizie sulla salute.

Aspetta il miracolo per intercessione di Marcellino Champagnat

 

Fra Raffaele mio caro,                                                       Giovedì 30 - 3 - 950   ore 11

            sei contento che ti scrivo personalmente? Roberto m'ha alzato il tavolo che conosci, inclinato al punto giusto e così comodamente eccomi a te. Lunedì t'ha scritto Roberto e io continuo la cronaca da Martedì. Grande aspettativa per la mattinata del 28 perché dovevo camminare un po’ con una vestaglia nuova che zia Gilda s'è affrettata a regalarmi nel pomeriggio di Lunedì. Invece la ferita ha cominciato a inumidirsi e non mi sono potuta muovere. La febbre non mi ha mai lasciata salendo fino a 38° la sera. Ieri mattina il medico mi ha medicata... il siero s'è aperto un varco, la ferita s'è riaperta e il liquido s'è dovuto raccogliere nella bacinella. M'hanno messo un drenaggio e così, bene impacchettata, debbo rimanere ancora a letto. Il medico dice che è stato un gran bene perché non sapevano a che cosa attribuire la febbre che da ieri è completamente scomparsa. Stamattina altra medicazione, ma il medico è meravigliato del miglioramento perché la ferita sta molto meglio e anche il liquido emesso è diminuito. Febbre niente!  Deo Gratias! Solamente la data del ritorno a casa s'è allontanata. Prega per me, per tutto e per tutti. Papà ha ripreso l'ufficio e sta meglio, molto più sereno, Leo s'alterna a Roberto nelle nottate, ma probabilmente da stasera non farò rimanere più nessuno perché qui l'assistenza è buona ed io adesso, senza febbre, riposo meglio.

            Francesco continua a fare la massaia con zia Gilda.  Teresa è un po’ raffreddata e da ieri non viene. Zia Gilda ha lasciato partire zio Virgilio solo per non lasciarmi, viene sempre: veramente insostituibile. Adesso sto aspettando il Direttore di Roberto che oggi viene a Roma e si porta via il mio più bravo infermiere... Sia sempre ringraziato il Signore per quello che ci dà! Io faccio spesso la SS. Comunione ed è un gran conforto. Aspetto da Marcellino il miracolo ((Marcellino Champagnat fondatore dei fratelli Maristi)), ma anche il medico mi dice che ci vuole tanta fede e forse ne ho solo il desiderio.  Prega. T'ho scritto tutto, sei contento? 

            Ossequia e ringrazia sempre il Rev. P. Priore e P. Bernardino.

A te tutte le più Sante Benedizioni

da mamma.

 

 

Ancora un'altra cartolina postale scritta direttamente da mamma:

 

159  MAMMA:  TUTTE LE MATTINE RICEVO GESÙ E MI È DI GRAN CONFORTO

Nel male scopre anche il bene.

Fiducia nella Provvidenza

Fa la Comunione tutte le mattine

 

Mio  carissimo Fra Raffaele,                     Lunedì Santo (3-4-50) del 1950  ore 14

            sei contento che ti scrivo proprio io? Mi sono fatta portare parecchie cartoline e conto di dare a te e a Roberto notizie mie il Lunedì e il Giovedì.  Anche se non ricevo vostre lettere sono tranquilla lo stesso. Ho avuto intanto dal Rev. P. Priore la tua cartolina e ti ringrazio coi confratelli delle preghiere; spero anch'io che la Madonna mi faccia ritornare a casa completamente guarita. Vado migliorando lentamente, ma ho ancora il drenaggio e sarà difficile che per Pasqua possa ritornare a casa, d'altra parte ringrazio il Signore che è andata così altrimenti sarei dovuta ritornare in clinica. Febbre scomparsa e così va scomparendo anche il siero. Io mi sento meglio e spero d'incominciare presto una buona cura ricostituente, così mi rimetterò presto e... ti verrò a trovare. Zia Gilda viene sempre anche adesso che zio Virgilio è andato in Sicilia da dove ritornerà forse domani; zio Guido non manca pure lui tutte le mattine; zia Giulia ha dovuto interrompere la sua assistenza a casa perché ha un pò di bronchite e sta a letto; Francesco però continua a fare benissimo la "massaia". Leo è ritornato a scuola e vuol continuare a fare le nottate, ma io riposo bene.  Teresa va anche lei (qualche volta) a scuola. Papà sta bene e va rasserenandosi, all'ufficio gli danno buone speranze pel risarcimento danni, ma per ora non si vede niente.  S. Giuda ci aiuterà certamente!

            Sabato Roberto è ritornato a Castello, il Direttore venne in clinica e da qui fece telefonare perché aveva fretta; i fratelli lo lasciarono venire convinti che si trattava di un pesce d'aprile e l'attesero invano per il pranzo.... Immagina la disillusione! Ieri vennero a trovarmi P.Paolino e P.Andrea. Qui in clinica è ricoverato P.Giovanni Maria per un ascesso in gola, ora sta meglio, ma stava per morire soffocato. Zia Maria e zio Alfredo non vengono più perché papà s'è opposto al loro progetto di venire a prendere dimora a casa per "dirigere" la casa secondo le loro antiche idee.  Passerà! Qui da ieri sera piove e piove, e a Caprarola?  Chissà se potrò mandarti il pacco pasquale, ma tu pensa sempre che mamma è vicina a te con la preghiera.

            Tutte le mattine ricevo Gesù e mi è di gran conforto. Tu prega sempre. Ossequia e ringrazia sempre i Superiori a te tutte le più sante benedizioni

mamma.

 

 

Tornato Roberto nel suo Istituto mamma scrive anche a lui. Le altre lettere non sono state conservate.

 

160  MAMMA:  FACCIO LA SANTA COMUNIONE E MI FA TANTO BENE

E’ la prima lettera a Roberto.

Descrizione del corso della malattia

La Comunione la solleva

 

Mio carissimo Roberto,                                Lunedì Santo (3 Aprile) del 1950  ore 13:

            adesso ho finito di pranzare e Leonardo, che è ritornato da scuola pochi momenti fa, è andato a prendere l’occorrente per scrivere: la bella penna che sai tu non c’è più: l’hanno rotta. Io vado migliorando lentamente e temo che anche la S.Pasqua la passerò in clinica. Sabato, quando sei ritornato a Castello, Francesco e Teresa, rimasti a casa, hanno aspettato il tuo ritorno fino all’ora del pranzo: credevano che fosse un pesce d’aprile e solo una telefonata di Leo li mise al corrente della verità. Ieri, San Francesco di Paola, i ragazzi hanno voluto a pranzo zia Gilda e poi sono venuti a passare la Domenica con me fino alle nove. Io sono stata bene e la ferita va meglio, così mi ha assicurato anche il medico stamattina. Stanotte Leonardo ha voluto rimanere con me, ma io ho riposato benissimo. Papà sta bene e sempre in ufficio; ieri è stato sempre con me, Leo è ritornato a scuola, già ha fatto gli esami trimestrali di storia e adesso si sta preparando per gli altri; Teresa invece nemmeno oggi è andata a scuola: speriamo bene!

            Zia Giulia ha ancora la tosse ed è a letto, zio Virgilio forse torna domani; zia Gilda non mi lascia e zio Guido non lascia di farmi la visita mattinale. Ieri pomeriggio è venuto a trovarmi Fratel Rinaldo e ne sono stata tanto contenta. Gli zii Pergola non si fanno vedere perché papà si è mostrato contrario elle loro idee riformiste nei confronti della nostra famiglia e tornacontiste nei confronti dei loro progetti di occupazione comunista della nostra casa.  Ho tanto riso!... Hai ripreso gli studi?  Come stai?  Non ti preoccupare di scrivermi perché so che hai poco tempo, io ti accompagno con le preghiere. Adesso faccio la S.Comunione tutte le mettine e mi fa tanto bene. Ossequia e ringrazia il Signor Direttore che ti ha lasciato tanti giorni con me.  Quanta gioia e quanta felicità ho così goduti! Ti abbraccio e ti benedico con tutto il cuore

mamma

 

 

Ecco una cartolina postale scritta da mamma a tutto il mio Convento con gli auguri pasquali, è del 7 aprile 1950, Venerdì Santo:

 

161 MAMMA:  VERAMENTE LA MADONNA MI HA SEMPRE AIUTATA

Auguri di Buona Pasqua

 

S. Pasqua:  9 aprile 1950

            La famiglia Amendolagine porge vivissimi auguri di buona Pasqua al Rev. Padre Leonardo, al Rev. Padre Bernardino e a tutti i Rev. Padri della comunità e a tutti gli studenti del noviziato, pregando il Signore che faccia discendere sul Convento le più consolanti benedizioni. Pasqua dell'Anno Santo 1950

            Sotto aggiunge: A Fra Raffaele di S.Teresina mamma ringrazia per le preghiere. Veramente la Madonna mi ha sempre aiutata: la ferita libera dal drenaggio fin dall'altro ieri (Mercoledì) pare chiusa.  Deo Gratias! Benedizioni e auguri da tutti

-  mamma  -

 

 

Finalmente una lettera.

 

162  MAMMA:  SPERIAMO CHE LA MADONNA MI AIUTI PROPRIO DEFINITIVAMENTE

La ferita stenta a chiudersi.

Descrizione della Pasqua passata in clinica.

 

Figlio mio carissimo,                         Ancora dalla Clinica  11 - 4  ore 13

            adesso ho finito di pranzare, sola sola come poi ti spiegherò; voglio scriverti perché ieri non ho potuto e voglio mantenere la promessa fatta. Io sto meglio in linea generale, anche per certe iniezioni ricostituenti che sto facendo, ma la ferita è un pò capricciosa e non mi fa stare tranquilla, ieri era chiusa e il medico mi aveva detto che potevo considerarmi guarita, sicché pensavo già al ritorna a casa, invece stamattina s’è risvegliata e ha buttato un pò; pazienza, speriamo che la Madonna mi aiuti e proprio definitivamente. Eccoti la cronaca da Sabato Santo ad oggi. Da quando sono incominciate le vacanze scolastiche, Teresa non mi lascia mai sola: viene la mattina alle otto e mezzo, se ne va via alle due e ritorna nel pomeriggio fino alla sera, si diverte un mondo con Suor Gustava che veramente è un angelo.

            Leonardo continua a fare la S.Comunione tutte le mattine e ha ripreso a studiare; Francesco diventa sempre più bravo per la direzione di casa, anzi papà dice che col suo regime sta meglio che con me.... meno male! Papà sempre all’ufficio col doppio lavoro, quello solito e quello dato dalla mia malattia per il “recupero danni”. Deve girare da un ufficio all’altro, promesse formali, ma per ora siamo ancora all’asciutto e qui bisogna pagare dentro questa settimana una bella somma.  Vedrai che San Giuda ci aiuterà certamente; proprio stamattina, una mezz’ora fa, papà di ritorno dall’ENPAS  mi è venuto a dire che entro tre giorni gli daranno un anticipo.  Prega anche tu.

            Sono le 14 e riprendo adesso a scriverti perché è venuto Roberto da Castelgandolfo per un breve periodo d vacanze, sette giorni.  Erano andati a prenderlo, secondo quello che aveva scritto il Direttore, Leonardo e Francesco ed invece i treni si sono incrociati e si sono rincontrati a casa da dove poi sono venuti qui, perciò stamattina quando ho incominciato a scriverti ero sola.  Adesso i ragazzi sono ritornati a casa ed è arrivata Teresa. Come vedi sono sempre in compagnia. Zia Gilda è arrivata al punto che, per non lasciarmi nemmeno la mattina di Pasqua, ha voluto passare la nottata con me...

            Sabato Santo, al momento del Gloria, Suor Gustava, per far vincere la commozione di tutti, è andata correndo, a modo suo, per tutte le stanze, con un campanaccio, come quello delle pecore, così il pianto s’è cambiato in riso. Il giorno di Pasqua sono stati tutti con me, tolto l’intervallo brevissimo del pranzo, consumato a casa nostra con zia Gilda e famiglia. Zio Guido viene tutte le mattine, ma, malgrado le insistenze di Suor Gustava, che lui stima moltissimo, non vuol saperne di precetto e cerca di evitare le occasioni di parlarne.  Del resto tutti i parenti, in genere, stanno nello stesso stato..  Prega assai per loro! Ieri, Lunedì in Albis, un’altra volta sono stati tutti da me e così s’è chiuso il ciclo delle feste pasquali.

            Spero di ritornare a casa in questa settimana perché sto un pò sulle spine: sono 32 giorni di clinica e mi pare che siano sufficienti per farmi desiderare di ritornare a casa mia.  Non ti pare? Non ti ho detto che il giorno di Pasqua mi sono alzata nel pomeriggio e ho fatto stare allegri tutti, sfoggiando un pò delle mie forze avanzate dall’operazione, reggendomi però sempre con una mano a qualche appoggio. Zio Guido ad ogni mia alzata dalla poltrona scappava dalla stanza impaurito e ritornava quando mi vedeva seduta. Certo non posso ancora camminare bene ed a lungo per la debolezza, ma spero che con un pò di esercizio riprenderò le mie occupazioni solite. Tu come hai passata la Pasqua?  Io spero bene e ancora adesso ti auguro tutte le cose più sante.

            Ossequia tutti i tuoi buoni Superiori, a te, figlio mio caro, tutte le più sante benedizioni da mamma. Papà è in ufficio e quindi a nome suo ti abbraccio e benedico ancora

mamma.

 

 

Seguono due cartoline scritte fitte fitte da mamma:

 

163  MAMMA:  STO  MEGLIO  RINGRAZIANDO  TUTTI  I  MIEI SANTI  PROTETTORI

Ringrazia Dio per la Provvidenza che ha permesso di pagare tutto.

La Confessione dal medesimo Padre che confessa le suore.

 

Mio carissimo figlio,                                                    Giovedì 13 - 4 - 950  ore 8

            come vedi sono mattiniera ed il mio primo pensiero è per te, come da promessa fatta.  Sto meglio ringraziando tutti i miei Santi Protettori; mi alzo alle undici e ieri sono rimasta in piedi tutta la giornata, sono arrivata pure al telefono, da dove ho salutato i fratelli, Gilda e Giulia.  Ancora non cammino bene, ma spero di andare sempre migliorando. Adesso c’è Roberto che mi tiene compagnia ed è tanto tanto caro; Leo studia, Francesco fa il cuoco e Teresa ha passato le vacanze sempre con me, tanto che le Suore sperano che si faccia monaca...  Papà sta meglio, ma è un pò esaurito.  Gilda viene sempre e mantiene un pò allegra la compagnia, zio Guido pure.

            Dopo 30 giorni è arrivata la nota della Clinica: 159 mila lire, che zio Guido, con una generosità più unica che rara, mi ha portato proprio adesso, perché qui non usano aspettare, e così sinora si sono spese già più di trecento mila lire.   Sia ringraziato Dio che si è potuto fare tutto in regola e speriamo che presto ci siano rimborsati così ci togliamo i debiti. Come vedi ti dico tutto: tu continua a pregare e vedrai che la Madonna bella ci aiuterà. Sarei contenta se tu potessi scrivere a zio Guido per ringraziarlo, anche due sole righe. Oggi finirò la prima serie delle iniezioni di fegato, domani analisi e poi incomincerò la seconda: mi hanno fatto molto bene.

            La ferita è ancora un pò aperta, ma va migliorando; febbre niente, appetito buonissimo e umore buono. Quasi tutti i giorni ricevo Gesù e P. Vincenzo viene a confessare le Suore e me. Ossequia il Rev. P. Leonardo, Padre Bernardino e tutti i buoni religiosi che tanto hanno pregato per me. A te tutte le benedizioni più sante da mamma. Solo ieri ho saputo che dopo l’operazione mi hanno fatto due trasfusioni di sangue.  Deo Gratias!  Saluti da Suor Gustava sempre angelica.

 

 

 

164  MAMMA:  RINGRAZIANDO  SEMPRE  LA  MADONNA  E TUTTO IL PARADISO

Apprezza la pace dei conventi.

Scopre un miglioramento in tutti i figli.

 

Figlio mio carissimo,                                             Lunedì 17 - 4 - 1950   ore 8 ½

            questa volta la cronaca è un pò più breve, perché sto meglio, ringraziando sempre la Madonna e tutto il Paradiso.  Venerdì venne a trovarmi P. Paolino, il quale mi disse: “indovini perché sono venuto?” ed io indovinai subito: “Mi porta notizie di Fra Raffaele” Come sono stata contenta!  Ma sai che cosa mi ha fatto pure piacere?  L’entusiasmo del Rev. Parroco per i vostri Conventi e un desiderio espresso di godere un po’ della vostra pace.  Ha proprio ragione! Io mi alzo oramai tutti i giorni, verso le dieci, dopo la visita medica, e sto alzata fino alle dieci e anche più.

            La ferita è chiusa, ma Sovena ha trovato un pò di indurimento intorno al buchino, perciò dice che si è formato un pò di siero che può essere riassorbito dai tessuti stessi, o forse uscirà da sé.  Intanto non ho più febbre, non ho più dolori e mi sento abbastanza bene e se non fosse per il solito dolore alla gamba (che adesso curerò) camminerei bene, invece faccio passetti e zoppico.

            Robertino parte domani: è stato sempre con me, così calmante, così equilibrato che è proprio un giovane d’oro.   Prega per lui e per noi tutti.

            Leo è calmo, studia e tutte le mattine viene da me dopo la S. Comunione, fa colazione e se ne va a scuola.

            Francesco lavora sempre instancabilmente e Teresa passa il suo tempo tra scuola e mamma.

            Papà sta abbastanza bene, ma è sempre occupatissimo.  Le pratiche si stanno avviando.  Prega San Giuda.

            Ossequi ai Superiori. 

A te tutte le più sante benedizioni

da mamma.

Baci da tutti.

 

 

Poi una lettera

 

165  MAMMA:  SE TUTTE LE MONACHE FOSSERO COSÌ

Stima per una suora infermiera e desiderio che tutte diano sempre buona testimonianza.

Nutre sempre il desiderio che i parenti si accostino ai Sacramenti.

 

Figlio mio carissimo,                                              Venerdì 21 - 4 - (1950)  ore 8

            ieri non ho avuto tempo di scriverti perciò riceverai questa mia con un pò di ritardo.

  Dopo la cartolina che mi portò P.Paolino non ho avuto più tue notizie...  Non ti nascondo che avevo in cuore una segretissima speranza, ma capisco benissimo che debbo sempre ringraziare il Signore per quello che ci dà e ci ha dato. Io sto meglio, ma ancora in clinica perché vicino al foro della ferita richiusa si sente duro e la pelle è rossa, allora si teme che sotto si formi ancora un pò di siero. Io spero, come anche ha detto Sovena, che quel pò di umore venga riassorbito interamente e così sto aspettando che cessi il rossore per tornarmene finalmente a casa.

            Tu continua a pregare assai la Madonna, come faccio pure io, perché tutto ritorni presto normale, intanto io mi comunico tutte le mattine e mi confesso da P.Vincenzo che è pure il confessore delle Suore. Per la parte economica ha preparato tutti i documenti Roberto per cui ha dovuto rimanere a Roma altri due giorni e ne ha passati quasi quattro a girare per i bolli, duplicati, certificati, ecc., adesso bisognerà presentare i documenti ai diversi uffici e vedremo quello che S.Giuda ci farà arrivare.

            Roberto è stato pure raffreddato e così ha passato queste brevi vacanze sempre vicino a me e girando per gli uffici, ieri è ripartito alle quattro per Castello e mi ha lasciato un gran vuoto; ma sono tranquilla perché l’ho visto sereno, tranquillo, sempre equilibrato e tanto tanto buono, proprio angelico; che il Signore e la Madonna lo guidino sempre benedicendolo ogni momento.

            Tu come stai?  Con questa stagione incostante la gola come va?  Se puoi scrivimi che mi farebbe proprio piacere. Papà sempre in ufficio, ma è calmo e mi pare che stia meglio; viene a passare qualche ora con me nel pomeriggio e poi se ne va al Viminale dove ha moltissimo da fare. Leo ha ripreso gli studi, ha avuto la pagella che è stata migliore di quella del primo trimestre. Teresa ieri è stata premiata per gli studi dell’anno passato; ha avuto un diploma e una medaglia di bronzo, ma non è stata contenta perché dice che meritava quella d’argento.  La premiazione è avvenuta nel salone dell’Istituto S. Angela Merici e le medaglie sono state consegnate dal Vescovo P. Benedetti che ha riconosciuto Teresa e le ha domandato come stavo io.  Ma S.E. non è venuto mai a benedirmi.... in clinica. Francesco continua meravigliosamente a fare la massaia, per fortuna sta bene e non si stanca per il lavoro casalingo. Che dirti della mia vita?  Dicono che debbo preoccuparmi solo della vita vegetativa, ma me ne sono stancata: mi alzo verso le dieci, dopo la visita medica, gironzolo per la clinica, ma c’è poco da fare, leggo e da ieri lavoro un po’ per le suore (attacco merletti), poi pranzo, riposo e visite fino alle otto e mezzo le nove, ora in cui Suor Lucia suona la ritirata.

            Suor Gustava è sempre l’impareggiabile Suora che conosci....  se tutte le monache fossero così io credo che il mondo sarebbe più buono. Sono le nove: è venuto Leonardo dopo la S. Comunione, ha telefonato a scuola ed ha saputo che oggi è vacanza (21 aprile: compleanno di nonna che avrebbe finito 79 anni!), allora Suor Gustava l’ha portato in camera di un sacerdote colombiano, ricoverato in clinica per una lussazione alla spalla, questo sacerdote è venuto a Roma per il giubileo, è solo ed ha mostrato desiderio di avere un pò di compagnia, così Leo sta di là e credo che se la caverà perché il malato parla spagnolo francese ed anche un pò d’italiano.

            Qui da stamattina alle sei diluvia e non accenna a smettere, chissà a Caprarola che tempo fa! Zio Guido viene tutti i giorni e così zia Gilda e famiglia, ma di precetto ancora non se ne parla.

            Ossequia P.Leonardo, Padre Bernardino, tutti i tuoi buoni Superiori e confratelli, a te, figlio mio carissimo, tutte le più sante benedizioni

da mamma.

 

Una lunga lettera di mamma scritta in tre giorni successivi:

 

 

166  MAMMA:  L’HO RINGRAZIATO PER TUTTO QUELLO CHE MI HA CONCESSO IN QUESTA MALATTIA

I libri sulla Madonna di Monfort.

Ringrazia sempre il Signore nonostante la grave malattia.

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                      Lunedì 24 - 4 - 950   ore 8

             ti scrivo ancora dalla clinica, che probabilmente lascerò stasera se il prof. Sovena mi darà il “via”. Quelli di casa vorrebbero che io ancora rimanessi qui, ma a me sembra proprio inutile finire la convalescenza qui; si tratterà di curare la debolezza con delle iniezioni graduate di fegato che ho già incominciato e che mi hanno già fatto bene. È un medicamento nuovo che bisogna gradatamente aumentare (fino a 4 cm cubi) per dieci giorni, dopo fare le analisi delle urine, sospendere la cura per dieci giorni e riprenderla nel caso che l’analisi non sveli niente di anormale. Ho già fatto le prime dieci, l’analisi perfetta, quindi oggi ricomincerò le altre dieci in ordine decrescente.

            Veramente la prima notizia che ti volevo dare era quella che la Madonna mi ha fatto la grazia grande di farmi scomparire quel duro che s’era formato e che faceva temere una nuova suppurazione: è stata veramente una grande grazia, ottenuta anche per l’intercessione di Marcellino Champagnat, al quale mi sono sempre raccomandata, anche per far contento Leo.

            Stamattina ho ricevuto Gesù e l’ho ringraziato per tutto quello che mi ha concesso in questa malattia; L’ho ringraziato per me e per voi tutti che tanto avete pregato. Le buonissime Suore mi hanno regalato tre volumetti del loro Santo Fondatore “Luigi di Monfort”, dai quali ho appreso delle bellissime cose. Uno è intitolato “Trattato della vera devozione a Maria Vergine”, un altro “L’amore dell’Eterna Sapienza” e l’altro “Agli amici della Croce”.

            Leo continua a fare la S.Comunione e poi viene da me, prima d’andare a scuola; Francesco con il tempo piovoso esce poco, ma lavora assai per casa, è così affettuoso con me che mi commuove; Teresa sta più qui che a casa o a scuola, vuole bene alle Suore e penso che per lei sarà un gran dolore perché non potrà più frequentarle; c’è specialmente Suor Gustava che è proprio impareggiabile. Papà viene tutti i giorni, adesso cerca di sbrigare le pratiche ordinate da Roberto, ma per esigere i denari ci vorranno dei mesi.

            Io prego assai San Gaetano e San Giuda che ci aiutino a levarci i debiti. Zia Gilda è sempre qui da me, anche col tempo cattivo, come ieri; zio Guido, al quale ho fatto leggere la tua lettera, pure viene sempre.

 

 

167  MAMMA:  IL   PRIMO FIORE  LO  MISI  DINANZI  ALLA MADONNA  DEL  CARMINE

 Finalmente ritorna a casa.

Descrive il suo male per ringraziare il Signore

Desiderio di lucrare le indulgenze del Giubileo.

 

Giovedì 27 - 4   ore 9

            Sono finalmente a casa da Lunedì sera.  Sovena mi visitò e mi disse che ero completamente guarita e perciò stabilii subito di ritornare Lunedì stesso: il tempo era da lupi, ma venne zio Virgilio con la macchina dell’ufficio ed arrivai a casa magnificamente bene. Adesso ho già fatto colazione (latte e caffè con pane e burro) come non facevo da anni e mi sono rimessa a letto dove, per “ordine superiore familiare”, debbo stare fino alle dieci e mezzo. Dopo mi alzo e sto come tutti gli altri, con la differenza però che, per quel tale sopracitato  “ordine ecc.”, non debbo fare niente, ma qualcosa faccio sempre, altrimenti morirei dalla noia. Sono molto debole e perciò non mi ribello, ma mano mano che riacquisto le forze mi farò sentire.

            Oggi ricomincio il fegato; Martedì sera venne Ferriani (della clinica, chiamato da noi) fece le ricette e così spero che, riacquistando le forze non avrò più bisogno di medici. Siccome feci, Sabato scorso, una iniezione di Vitamina B forte per la gamba, il cuore n’è rimasto un pò scosso e le ho dovute sospendere; adesso prendo la coramina e quel dolore che mi impedisce di camminare bene lo curerò con delle applicazioni esterne quando mi sarò completamente ristabilita dall’esaurimento. Come vedi ti ho descritto forse troppo minutamente tutto, così puoi stare tranquillo e ringraziare il Signore. Adesso ti scriverò una volta la settimana, anche perché qui a casa è un pò difficile stare un pò sola.

            Lunedì e Martedì ho avuto le graditissime visite  di P. Leonardo e di P. Bernardino, così ti porteranno le ultimissime notizie. Sto pregando S. Apollonia per i tuoi denti, mi è tanto dispiaciuto non poter contribuire, per ora, alle spese della cura, ma S.Giuda penserà lui al tuo Convento e a noi. La nostra cara scuola elementare, l’Istituto De La Salle, è stata venduta e sarà demolita a Luglio; i fratelli costruiranno una grande scuola gratuita alla periferia.  È dispiaciuto a tutti.   ((Costruirono infatti a Via dell’Imbrecciato un grande Istituto)).

            Ti mando i saluti di un antico tuo compagno delle elementari: Jacoangeli Claudio, che è impiegato alla clinica nel reparto analisi e poi la sera frequenta le serali. La gita di Bassano è stata una bella maratona, ma per venire a Roma ci vogliono un bel pò di chilometri di più, in tutti i modi ne saremmo felicissimi e ti aspettiamo: chissà che non potrò accodarmi a voi, almeno per la visita alle Basiliche.(Eravamo andati a piedi a Bassano e progettavamo di andare, per le indulgenze del Giubileo, a piedi a Roma)).

            Quel sacerdote colombiano (che Leo continua ad andare a trovare) ci ha promesso che appena ristabilito offrirà una Santa Messa per me nella chiesa di Santa Teresa e che tutti noi ci accosteremo ai SS. Sacramenti per ringraziare il Signore. Roberto ha scritto che ha ripreso a studiare e sta bene, anche lui verrà per il Giubileo. Leo e Teresa vanno ora regolarmente a scuola e Francesco continua le sue occupazioni casalinghe, strillando quando io lo voglio aiutare; ma si tratta solo di un aiuto riguardante la direzione perché non mi lascia fare niente. Papà è un po’ preoccupato per l’ufficio e ti prego anzi di pregare assai assai per questo e per la sua salute perché è un pò sofferente per un leggero ritorno di emorroidi.  Io però non mi preoccupo perché la mia malattia ha scombinato un po’ tutti e ora spero che ogni cosa ritorni normale.

            Zia Gilda mantiene sempre allegri tutti ed è felice della mia salute buona, viene tutti i giorni e non sa che cosa fare per vedermi contenta. Zio Guido pure si fa vedere, anche lui contento per me.  Chi non si è fatta più viva è la famiglia Pergola, ma quella fa sempre così, zia Maria non sta bene, ha un esaurimento forte e andrà presto a Gaeta per vari mesi.

  Non ti dico le feste fatte dalla signora Kotnik e famiglia pel mio ritorno a casa, ogni tanto viene a “sorvegliarmi” per vedere se lavoro o no!... Anche la Castrucci è contenta e vuole per forza aiutare la barca: asciuga le posate quando Venuta viene a fare i piatti. Ho trovato il balcone tutto fiorito, anche il giglio e la mimosa stanno benissimo. Francesco mi portò in clinica il primo fiore sbocciato (un geranio screziato rosso e nero) ed io lo misi dinanzi all’immagine della Madonna del Carmine, benedetta da Pio XII, che mi mandasti tu. Adesso ti lascio anche perché debbo scrivere a Roberto. Ossequia tutti i Superiori, saluta i confratelli; a te, figlio mio carissimo,

tutte le più sante benedizioni

da mamma

 

Poi aggiunge più piccolo:

 ecco il nome dell’operazione che ho subita: enteroanastomasi.  Me la sono fatta dire dal Prof. perché molti credono che io abbia il cancro.

 

 

 

168  MAMMA:  OGNI GIORNO UN PÒ MEGLIO, RINGRAZIANDO DIO

Prega per tutti i carmelitani

 

Venerdì mattina ore 9  -((28 - 4 - 1950 oppure 12 - 5?))

            Papà non ha avuto tempo di scriverti e mi ha dato l’incarico di benedirti e dirti che desidererebbe tanto di venirti a trovare... Io sto sempre bene, ogni giorno un po’ meglio, ringraziando Dio. Prega sempre per noi, come noi sempre preghiamo per te e tutti i Carmelitani. Ti raccomando sempre zio Guido e zia Gilda che da ieri non si sente bene per le solite coliche epatiche. Mario sempre lo stesso, anzi dopo che parlò con P.Paolino che gli fissò un appuntamento per il precetto non si è fatto più vedere!

Ancora benedizioni da mamma

 

            La malattia di mamma continua inesorabilmente il suo corso.  Sembra che vada meglio, ma il male cammina e tutti quei disturbi che ha anche alle gambe dipendono da quel male stesso, che, come dicono i medici, è in metastasi. Purtroppo i medici hanno allarmato la famiglia e i parenti dicendo che mamma può cedere e morire da un momento all’altro, anche improvvisamente.  Per questo la premura, che a mamma sembra eccessiva, da parte di tutti. Mamma non lo sa o fa finta di non saperlo.  I dubbi che descrive in questa lettera riferendoli come sostenuti da altri sono gli stessi suoi dubbi che cerca di allontanare. Sa che la famiglia ha ancora tanto bisogno di lei e spera e desidera di rimettersi presto.

            Papà con la malattia di mamma entra in una nuova fase della sua vita. Muore giorno per giorno con mamma, consapevole della sua fine imminente. Mamma spera e si aggrappa a quei piccoli miglioramenti che le si presentano. Papà invece ha la cruda e dura realtà davanti a sé. Ha molto da fare all’ufficio, ma certamente il pensiero è rivolto sempre a mamma. Per lui mamma è tutto ed è convinto che è tutto anche per la famiglia.  L’aveva detto in una lettera precedente, quando ancora non si sapeva nulla:  “Quando crolla la mamma, crolla l’intera famiglia!”   Il primo della famiglia che stava crollando era proprio lui.

            Si noterà dalle lettere, che riprenderà a scrivermi, il cambiamento nel profondo del suo animo.  Si noterà la solitudine, il pensiero continuo a colei che era veramente metà della sua vita.  Già trema per l’incertezza del domani, per il come portare avanti la famiglia. Ne risentirà anche fisicamente, infatti dopo tre anni avrà anche lui il suo crollo con una paresi. Intanto si va avanti con l’animo angosciato. Si prega, si spera in un miracolo, ma insieme si teme l’ineluttabile. Lo sguardo di tutti rivolto a mamma non può non essere uno sguardo di tristezza nel pensiero che presto ci avrebbe lasciati.

 

 

Il 4 maggio mamma compie 57 anni e mi scrive:

 

169  MAMMA:  GODERE LA TUA PRIMA MESSA, ALTRIMENTI SIA FATTA SEMPRE LA VOLONTÀ DI DIO

Per il suo compleanno si augura di arrivare alla mia Prima Messa.

Il Rosario per il mese di maggio.

 

Mio carissimo Fra Raffaele,                                                            4 maggio del 1950

            sono appena le otto del mattino e debbo stare a letto almeno fino alle dieci per riprendere forza, e allora ho pensato di passare un pò di tempo con te e poi con Roberto. Sono da dieci giorni a casa e mi sento un pò meglio, ma non bene completamente: se non ci fosse il dolore solito alla gamba sarei già uscita, invece sto sempre a casa e questo non contribuisce naturalmente a mantenermi di buonumore come vorrei.  Ho ricominciato le iniezioni di fegato, quelle fortissime, ma oggi, dietro consiglio del medico, debbo sospenderle per tre o quattro giorni, perché ieri ho avuto un pò di febbre. La ferita è completamente guarita e non mi dà nessun fastidio così pure tutto l’addome: non ho avuto più dolori, mangio tutto e ho il dubbio di non aver mai avuto la colite, solamente mi preoccupa qualche volta (dopo tutto quello che ho potuto capire) il pensiero che la causa dell’occlusione.... è rimasta dentro, ma sono sicura che la Madonna completerà la grazia.

            Oggi è il mio compleanno e aspetto perciò gli auguri tuoi e di Roberto, vi ringrazio anticipatamente con la speranza di passare ancora qualche altro “4 maggio” fino a godere con papà e tutti di casa la tua Prima S. Messa; altrimenti sia fatta sempre la volontà di Dio. Ho preparato l’altarino alla Madonna nel punto centrale della casa, sulla stufa, ((la stufa a legna stava al centro della casa, nel corridoio di passaggio per andare in cucina)) dinanzi a Lei ci dobbiamo passare sempre e spessissimo, durante la giornata, quindi un’Ave o una giaculatoria ci faranno pensare sempre alla nostra Celeste Madre. I fiori non mancano, un pò perché gentilmente me li hanno portati delle amiche e un pò perché il balcone è tutto fiorito.

            In questi primi giorni ho tenuto acceso un lumino ad olio, ma da oggi c’è la luce elettrica.  Veramente a papà piaceva la fiamma viva come simbolo, ma la Madonna rimaneva quasi al buio; la sera si recita insieme una posta di Rosario e si legge la meditazione nel libro che forse tu ricordi, però non si canta più la canzoncina che col tuo vocione faceva svegliare gli echi di tutta la casa.!... Papà in ufficio ha dovuto provvedere a mettere un pò a posto i suoi dipendenti i quali, approfittando della sua assenza il mese di marzo,  per non lavorare avevano nascosto un sacco di pratiche che adesso risultavano introvabili. Adesso è un pò più tranquillo perché gli hanno dato un altro aiuto; tu però prega sempre e molto per lui. (Scusa la macchia, ma la penna funziona male!) ((c’è sul foglio una grossa macchia di inchiostro))

            Non è arrivato ancora nessun risarcimento; speriamo bene: tutti i documenti sono stati consegnati sia all’ENPAS che al Ministero: adesso S.Giuda ci penserà. Leo continua a comunicarsi tutti i giorni e studia assai per rimettersi in pari; Checco è sempre intransigente in fatto di faccende casalinghe e solo mi permette di stare in cucina e... comandare;  Teresa studia pochino, oggi mi ha chiesto di rimanere a casa perché è il mio compleanno: l’ho accontentata con la promessa che studierà almeno un paio d’ore; anche lei da domani incomincerà a ricevere Gesù quotidianamente per tutto il mese di maggio. Nella scuola sua, nella sala della Congregazione, hanno fatto un bellissimo altare alla Madonna fra tre prati verdi che le allieve dei tre corsi medi dovranno riempire di fiori (di diversi colori secondo la classe), cioè di fioretti vari.

            Hai sentito del pellegrinaggio di Civitacastellana?  Io credo e spero che anche voi li imiterete.

            Zia Gilda sta bene, ma sempre inquieta per Mario: prega anche per lui. Zia Giulia con Mariella e Giorgio è andata a Ladispoli per un mese e zio Guido ci va tutti i giorni per il passaggio delle quaglie, ma in quattro giorni non ne è arrivata nemmeno una.... Qui la solita vita con i soliti aiuti: Venuta e la lavandaia, la Castrucci viene tutti i giorni, ma per trattenersi con me, così non battibecca più con Francesco. Io vado qualche volta (molto raramente però!) dalla Kk. ((sullo stesso pianerottolo delle scale)) così mi distraggo un pò; papà vorrebbe che uscissi, ma per ora a piedi non me la sento e con altro mezzo non mi va.

            Oggi zia Gilda ci voleva tutti a pranzo da lei, perché è anche il compleanno di zio Virgilio, ma io non ho accettato con grande dispiacere di tutti; mi ha strappato però la promessa che non mancherò il 18 maggio che è il compleanno di zia Gilda stessa. È finita la cura del dente? Prego sempre S. Apollonia per te.  Se puoi scrivi, altrimenti anche un salutino breve breve mi colmerà di gioia. Ti ricordi Suor Gustava?  Mi chiese le opere di San Giovanni della Croce.  Spero di accontentarla, ma quelle separate sono esaurite.  Sembrava un tipo poco mistico ed invece....

            Ossequia tutti i Superiori, saluta i confratelli, ringrazia tutti delle preghiere, a te, figlio mio carissimo,

tutte le più sante benedizioni

da mamma

(Francesco ti manda una esortazione del suo ex Direttore!)

 

 

La prossima lettera è del 30, ma probabilmente, verso la metà del mese sono andato a trovarla, perché lei parla di quindici giorni di silenzio.

 

 

170  MAMMA:  DEBBO PRIVARMI ANCHE DELLA SANTA MESSA

Dispiacere perché non può andare sempre a Messa.

Novena allo Spirito Santo per gli esami dei figli.

 

Carissimo Fra Raffaele,                                         Martedì 30 - 5 - 1950  ore 10

            stamattina  mi sono alzata col fermo proposito di scrivere a te e a Roberto: da quindici giorni non mi sono fatta più viva perché è un pò difficile a dirsi: un pò di pigrizia, un pò di umore scuro e un pò di speranza di poterti venire a trovare. Adesso mi sento abbastanza bene, come vedi ho vinto la pigrizia, l’umore è abbastanza buono e quella tale speranzella non è svanita.... anzi è aumentata come leggerai più avanti.

            Prima di tutto notizie della mia salute: ferita ancora aperta, medico, da questa settimana, visita settimanale, ad uno ad uno escono i punti interni che l’organismo mio non assimila, perciò è meglio lasciare la porta aperta per la libera uscita, adesso si tratta solo di disinfezione con tintura di iodio e aspettare la fine della fuoruscita dei punti. Il cuoricino è un pò debole e lo curo con due medicine (che però non prendo sempre!). Il fatto tumorale ((!)) è curato con delle iniezioni di fegato Guarnieri, che mi fanno molto bene, per il resto mangio tutto e digerisco benissimo, perciò sta tranquillo che la convalescenza è normale, cioè lunga, ma non pericolosa. Mi dispiace solo di una cosa, che non posso uscire come vorrei, e debbo privarmi anche della S.Messa.

            Il giorno dell’Ascensione io, papà e fratelli andammo all’Istituto De La Salle ad ascoltare la S. Messa e a ricevere Gesù; il Direttore non sapeva più cosa fare: mi portò lui in chiesa una sedia rossa e poi ci offrì una buonissima colazione. Siccome feci a piedi andata e ritorno, la scontai con un po’ di febbre il giorno seguente. Ora sto bene, ma la gamba mi duole e non mi fa camminare, quindi ingrasso e sto a casa dove faccio un pò di tutto nei limiti del possibile. Papà sempre in ufficio, è stato un pò sofferente con le emorroidi, ma da due giorni sta meglio con una medicina di zia Gilda.

            Leo studia, fa sempre la S. Comunione e Domenica ha passato tutta la giornata a scuola dove l’Associazione ex alunni del S.Leone li ha trattenuti a colazione e a pranzo per una festa “prematricola”; si è divertito, ma è tornato a casa prima degli altri per  “la voce del dovere”, dice lui. Francesco continua ad aiutarmi e Teresa studicchia. Fra quindici giorni addio scuole e la casa si ripopola. Roberto scrisse che il Direttore gli aveva promesso di passare un pomeriggio con me (il 21 o il 28), ma non si è visto... i programmi d’esame sono pesantissimi e quest’anno si parla di molta severità. Speriamo che lo Spirito Santo illumini professori e studenti. Noi abbiamo fatto la novena al Santo Spirito per tutti e cinque voi e fra cinque giorni incominceremo il mese al Sacro Cuore. I parenti tutti bene, zia Gilda si preoccupa di portarmi in villeggiatura e fa mille progetti che io immancabilmente boccio. È commovente vedersi circondati da tanto affetto e non ti so dire come mi diverto quando al minimo accenno di dolori (che non ho), leggo sul viso di tutti una preoccupazione esagerata. Papà ha conosciuto il segretario di Einaudi al quale ha raccomandato una mia probabile gita da te: ha detto che ne parlerà a Donna Ida...  senza commenti.((Il Presidente della Repubblica andava a villeggiare a Caprarola nella palazzina del Palazzo Farnese ed una volta o due ero andato a servire la Messa che celebrava P.Fedele nella loro cappella privata.  La cosa era stata risaputa al Ministero dell’Interno e papà ne aveva ricevuto i complimenti dai Superiori.  Questo spiega il possibile intervento della moglie del Presidente.  Poi non se ne fece nulla))

            Come stai con l’intestino?  E coi denti?  P. Bernardino mi ha detto dell’ascesso, ci vuole pazienza. Noi preghiamo S. Giuseppe che dia l’acqua al Convento e speriamo che ci accontenti. ((Al Convento mancava l’acqua e si tentava di scavare dei pozzi fino ad allora con poco successo)) E lo studio? Come pesano questi ultimi giorni di scuola, vero?  Anche per voi so che i programmi sono vasti. Coraggio e avanti! 

            Se puoi scrivi, ma non sacrificare assolutamente il riposo.  Capito? Papà, naturalmente, sta in ufficio e allora ti benedico io per lui, Leo e Teresa ti salutano e io ti stringo forte nel cuore con tante e tante benedizioni mamma. Zio Guido m’ha portato da Potenza medaglia e novena di S.Rocco di cui è devotissimo, vuole che lo preghi e io penso che S. Rocco l’aiuterà ad avvicinarsi a Dio.

 

Parlando di tumore, è evidente che mamma, anche se non lo dice esplicitamente, sa quale è il suo male.  Anche il fatto di essere qualche momento un pò nera di umore, fa pensare che conosce e prevede... Poi tutta quell’attenzione intorno a lei certamente le fa aumentare i sospetti.

 

 

171  MAMMA:  ORA È TUTTO PASSATO

Si illude che stia in via di guarigione?

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                             ore 13 del 3 - 6- 1950

            in fretta ti mando le ultime notizie. Io sto meglio e il medico, che ieri è venuto, ha constatato che ormai sono in via di guarigione e che ritornerà da qui a venti giorni.  Deo Gratias! Sono venuti fuori quattro punti e speriamo che basti. Io mi sento meglio perché continuo a fare le iniezioni di fegato, ma esco raramente. Ieri, 1° Venerdì sono stata a S. Teresa e poi in clinica per salutare Suor Gustava che ti ricorda e saluta tanto tanto; non ti dico le feste che mi hanno fatto. Papà purtroppo è stato con la febbre due giorni, ma oggi è ritornato in ufficio, ha voluto Ricotti il quale gli ha trovato un pò di colite, ma nel complesso sta bene; solo le emorroidi gli danno fastidio: speriamo che con una pomata ordinatagli gli vada via anche questa sofferenza. Io credo che più di tutto è la preoccupazione per il mio malanno.  Ora è tutto passato e spero che il Signore ci risparmierà altri guai.  Tu prega sempre.

            Leo Ter e Fran. Bene. Una buona notizia: abbiamo potuto restituire 150 mila lire a zio Guido che generosamente li voleva lasciare ancora a noi, il resto quando potremo, benché sia zia Giulia che zio Guido vorrebbero che non ci pensassi e che le residue cinquantamila costituissero un dono loro a me.  È un atto di bontà così grande che mi commuove, ma io cercherò di non approfittare.  Tu prega assai per loro. Zia Gilda vuole per forza che vada in villeggiatura con loro e ogni giorno fa progetti..... È venuta fuori quasi una letterona... ma ti debbo lasciare con tante e tante benedizioni anche da parte di papà

mamma

 

 

 

172  MAMMA:  CI SIAMO TOLTI TUTTI I DEBITI

Questa lettera è indirizzata a Roberto.

I fratelli risentono negli studi la malattia di mamma

Anche in questo caso: “Sia fatta la Volontà di Dio!”

 

Roberto mio carissimo,                                                              Sabato 10 - 6 - 1950

            sempre in fretta purtroppo, ma sempre buone notizie: tutti bene, papà completamente rimesso, io bene se non mi desse fastidio la solita gamba; Leo oggi, anzi proprio adesso (sono quasi le due), ha finto la scuola sicché “addio banchi, addio scolaresca, addio professori ecc.  ecc. “.  Il Preside, mi sta dicendo, che ha salutato raccomandando l’acquisto del berretto goliardico; un pò troppo presto mi pare! Francesco sta subendo un pò di predicozzi per una probabile ripresa degli studi, io sono propensa per la ragioneria, poi vedremo e ne riparleremo anche con te quando verrai a Roma per gli esami. Teresa purtroppo ha in previsione qualche cosa per Ottobre.  Mi sono trascinata dalla Preside la quale mi ha detto che per loro le assenze (quasi due mesi) contano assai.  Sia fatta la Volontà di Dio!

            Sarai contento quando ti darò una bella notizia: ci siamo tolti tutti i debiti e zio Guido generosissimamente non vuole le rimanti cinquantamila.  Deo Gratias! Adesso appena si potrà mi metterò in regola pure col tuo Istituto che non ho potuto pagare da Gennaio. Quando verrai?  E il dente?  È finito il dolore dopo l’estrazione? Anche a Fra Raffaele hanno tolto un dente a Caprarola e adesso gli metteranno la capsula col dente finto accanto. Zia Gilda e famiglia ti salutano. Io a nome di tutti di casa ossequio e ringrazio sempre i tuoi superiori, benedicendoti e abbracciandoti

mamma

 

 

173  MAMMA:  CERCHERÒ  DI  VENIRTI  A  FARE  A  VOCE  GLI AUGURI

Anche questa è per Roberto

 

Carissimo Roberto,                                            Martedì S. Antonio del 1950  ore 7,30

            ho saputo che Venerdì mattina sarai a Roma per gli esami.  Io cercherò in tutti i modi di venirti a fare a voce gli auguri.... altrimenti verrà Leo che ha ormai terminate le scuole. Col permesso del Signor Direttore mi dovresti fare un gran piacere: portami un “fagottolo” di roba di Francesco, sempre che non servano a te: le canottiere di cotone (troppo piccole per te) i fazzoletti, se vuoi qualche bluse se c’è, e i calzoni corti. Spero che il pacco non sarà difficile né farlo e né portarlo; in tutti i modi mi rimetto al tuo giudizio. Adesso Teresa va a scuola e imbucherà la presente.

            Ossequia il Signor Direttore anche a nome di papà.  Prepara anche una noticina di quello che serve a te, perché credo che a casa c’è roba che potrebbe esserti utile: calzoni, scarpe e bluse.  Capito? Ti benedico e abbraccio anche a nome di papà e fratelli

mamma.

 

 Fra Raffaele ha mandato i saluti per Frà Nicolò dicendo che scriverà alla fine del mese, quando termineranno gli esami. Prega sempre per noi, come noi per te!

 

 

Dopo più di tre mesi papà riprende a scrivermi, naturalmente queste lettere non le fa leggere a mamma, perché contengono sempre delle allusioni alla terribile malattia

 

174  PAPÀ:  SAN GIUDA E LA DIVINA PROVVIDENZA CI SONO VENUTI INCONTRO IN UNA MANIERA MERAVIGLIOSA

Dopo un lungo silenzio anche papà riprende a scrivere.

Leonardo rafforza la fede, grazie alla malattia di mamma

e all’intervento della divina Provvidenza.

La canonizzazione di Santa Maria Goretti.

 

Caro Fra Raffaele (Giuseppe)                                                       Roma 17 - 6 - 1950

            dopo tanto tempo riprendo a scriverti. Come sta mamma? È una cosa difficile a descriversi.  Starebbe bene se non avesse dolore alle gambe.  Lei ritiene che sia artrite.  Sovena anche.  Altri medici temono che abbia questo male alle gambe in relazione col male che ha avuto all’intestino.  Nessuno si azzarda a darle cure per l’artrite che potrebbero far male all’altra malattia.  Qualche dolore alla pancia pure l’ha ogni tanto (ventre rigonfio), poi passa.

  Ha fatto quella cura Guarnieri di fegato sospendendola e riprendendola per due o tre volte. Le iniezioni di questa cura Guarnieri sono dolorose e danno dolore alla parte che viene punta dall’ago, anche per una giornata intera. Mamma gira per casa.  Francesco coadiuva. Francesco sta diventando alto e da qui a poco raggiungerà Leonardo. Stamattina mamma e Francesco hanno preso il taxi e sono andati alla scuola Vittorio Colonna, magistrale,, dove Roberto e gli altri dell’Istituto di Castelgandolfo fanno gli esami dalla seconda alla terza magistrale. Mamma ha pagato la retta per sei mesi che non avevamo pagato.  Ha parlato col Direttore di Castelgandolfo di Francesco.  Si è convenuto che Francesco studierà per ragioniere. Il corso di ragioneria è il più breve e con il diploma, dopo cinque anni, si può concorrere agli impieghi.  5 anni di corso. Il Direttore vorrebbe che studiasse al S. Giuseppe, dove c’è il corso di ragioneria.  La retta è alta e non possiamo pagarla.  Ma siccome sono gli stessi Fratelli delle Scuole Cristiane, ne parlerà lui al Direttore del S.Giuseppe a Piazza di Spagna.

            San Giuda e la Divina Provvidenza ci sono venuti incontro in una maniera meravigliosa. ((La Provvidenza ci aveva aiutati: le pratiche per avere un rimborso dall’ENPAS andavano a rilento, ma inaspettatamente era stato rivalutato lo stipendio di papà e gli vengono dati anche gli arretrati)). Leonardo che cominciava...

            Continuo seguitando (come dice Dante, mi pare) il 20 - 6 - 1950.  L’interruzione è dovuta ad affari di ufficio.  Dunque Leonardo che cominciava a prendere una piega un pò pericolosa circa la fede, stava per divenire scettico, in seguito a quello che è successo a mamma e al miracolo della Provvidenza, l’ha riacquistata. Adesso si fa la S.Comunione tutte le mattine. Francesco è un poco enigmatico.  Non si capisce bene il suo stato spirituale.  Sta sempre a lavorare e far le veci di mamma.  Poi ha la malattia che sinora gli ha impedito di uscire presto la mattina.   È cresciuto in altezza ed ingrassato.  Roberto per lo studio si è assottigliato. Anche Teresa è cresciuta. Ma alla scuola le hanno detto che ha fatte troppe assenze.  Io sono molto indeciso sul da farsi, se, cioè, debbo prendere la licenza di un mese adesso o più tardi. La villeggiatura costa.  Non ho neppure un’idea chiara di che cosa possa giovare a mamma.

            24 - 6 - 50  Novità a casa:  la cucina verniciata (anche lo zoccolo).  Zia Gilda ci ha procurato una ghiacciaia per 1500 lire, che Francesco ha verniciato. Stasera verrà Roberto a casa che si tratterrà per un giorno.  Ha fatto gli esami.  Spera bene, ma non ancora ne conosce l’esito.  Teresa promossa, tranne il latino. Io sono stato un poco indisposto.  Ora mi sono rimesso, ma soffro emorroidi.  Già ebbi un’operazione 15 anni fa.  Ora mi si sono riacutizzate.  Mi fa un poco male anche il piede destro. All’ufficio mi hanno messo un aiutante e pare che per ora vada benino. Io sempre molto sacrificato per l’orario.

            La festa di San Giovanni io non l’ho vista, ma mi dicono che non ci sono stati molti carri come l’anno scorso; cinque soli. Stasera c’è la canonizzazione di Santa Maria Goretti in Piazza San Pietro, ma io sono in ufficio. Io, Leonardo e Francesco siamo riusciti quest’Anno Santo a fare un giubileo soltanto. Il numero di pellegrini tutti motorizzati in autopullmann è straordinario.  Le piazze antistanti alle Basiliche sono piene di autopullmann. Tu a quest’ora avrai fatto gli esami anche tu.  Come sono andati?  Stai bene e sei contento?

            Un’altra novità è questa: nel cortile della nostra casa non c’è più il giardino, hanno abbattuto la palma di mezzo: un vero vandalismo.  C’era una riserva nel contratto di acquisto della casa. In base a questa riserva la società proprietaria del terreno ha venduto il giardino ad un estraneo e questo ora può fabbricare un edificio simile a quello che esiste nell’altro cortile dove c’è il cinema Salario. Ne farà una fabbrica di carrozzerie per automobili. Un’altra novità ancora.  L’edificio della vostra scuola elementare, Istituto De La Salle, è stato venduto, verrà demolito e vi sorgerà un grande ufficio.  Tutto si muove...

            26 - 6 1950  -  Stamattina Roberto va a comprare per incarico di mamma, che non se la sente di uscire, una blusa che gli servirà sino a quando non avverrà la vestizione. Oggi ritornerà a Castelgandolfo, poi andranno in villeggiatura a Bolsena o al mare, non sanno dove.  Poi a Torre del Greco per il Noviziato.  Forse a Novembre la vestizione ((qui papà fa un piccolissimo disegno che rappresenta le facciole che portano i fratelli delle scuole cristiane)).  Zia Gilda vorrebbe far andare mamma in villeggiatura insieme a lei, ma mamma ha paura di muoversi. Tanti ossequi e ringraziamenti al P.Priore, al P.Vice Priore, ai P.P. Insegnanti. 

Saluti ai colleghi e confratelli

tuo aff.mo  papà

 

 

175  MAMMA:  IERI HO CHIESTO A SAN PIETRO DI POTERMI MUOVERE

Desidera aria e luce per l’estate e niente più.

La devozione a San Rocco del fratello lontano dai sacramenti.

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                 Venerdì 30 - 6 - 950  ore 6,30

            finalmente! dirai nel ricevere questa mia.  Mi sono lasciata prendere da una terribile pigrizia e non so proprio come vincerla.  La ferita non si è riaperta più, ringraziando Dio, ed è proprio cicatrizzata bene, mi sono ingrassata (pure troppo), ma non posso camminare per il reumatismo alla gamba, tanto da non poter andare nemmeno a Messa. Ieri ho chiesto a San Pietro ((festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo)) di potermi muovere un po’ e così sono andata presto presto a Santa Teresa con papà. Debbo prendere il coraggio a quattro mani e richiamare il medico perché si decida a consigliarmi una cura per la gamba.

            Anche il cuore va meglio, ma faccio poco o niente con mio grande rammarico.  Sia fatta la Volontà di Dio! Di andare un pò fuori per ora non se ne parla, zia Gilda aveva proposto il mare e aveva trovato un villino a Scauri, ma per due mesi avremmo dovuto sborsare settantamila lire per ciascuno....  e poi il mare costa e non so nemmeno se mi fa bene. A me piacerebbe un posto tranquillo in campagna: aria e luce e niente più. Chissà il Signore che cosa disporrà.  Lasciamo fare a Lui.

            Mi pare di averti già scritto tutto riguardo ai debiti levati e non ti so dire perciò la mia gioia, rimane adesso da prendere un ultimo sussidio per la mia degenza in clinica, ma per esigerlo ci vuole Suor Anna della Sapienza che è temporaneamente fuori di Roma, se ne parlerà l’entrante settimana. Sarebbe certamente stato meglio che gli arretrati che sono serviti a pagare tutto, e che papà ha preso tempo fa, fossero stati usati non per malattia, ma per tante altre necessità!  Non fa niente!  Così mi sono sfogata pure con te e adesso basta con le lagne.

            Eccoti la cronaca di famiglia: Papà sempre occupatissimo per l’ufficio e coi dipendenti che non vogliono lavorare, con la salute molto meglio, ma ogni tanto si svegliano le emorroidi e allora son dolori. Leo si alza alle sei (così pure io dietro a lui) va a S.Teresa a fare la S.Comunione (sei contento?!) e poi ritorna a casa dove l’aspetta già un compagno per studiare insieme fino alle 14; pranza e poi va lui a casa del compagno fino alle 21.  Come leggi studia, ma non ti dico il pessimismo: non ce la fa, ne vuol fare metà a luglio, metà ottobre ecc. ecc.  Tu prega assai assai da Lunedì quando incominceranno gli scritti.  Tutti gli esami termineranno il 25. Roberto è stato a Roma tutta la settimana passata per gli esami di seconda in terza magistrale superiore alla “Vittoria Colonna”.  Venivano da Castello in corriera alle 8 e ripartivano alle 13, cosicché per vederlo sono andata in taxi alla scuola, ma un giorno solo, poi Sabato il Direttore gli ha dato il permesso (dopo avere assistito a San Pietro alla canonizzazione di S.Maria Goretti) di venire a casa per due giorni.  È ripartito il pomeriggio di Lunedì.  Non ti dico la mia felicità.  È un po’ sciupato per lo studio, ma in complesso sta bene: è sempre contento, sereno e tranquillo; adesso andrà con la comunità, per un breve periodo di riposo, a Bolsena, credo una quindicina di giorni, e poi a Torre del Greco per il noviziato vero e proprio, a Torre del Greco avverrà poi la vestizione, dopo un paio di mesi, se sono stati tutti promossi. Il tema di italiano era su Federico Barbarossa nella storia e nella poesia. Chissà Leo che cosa avrà. Francesco continua ad aiutarmi ed anche lui ha avuto da fare per aiutare il pittore che ho dovuto chiamare per ripulire la cucina che era rimasta come la lasciasti tu.  Ricordi? ((Infatti l’avevo imbiancata io prima di andare via da casa, ma non avevo grattato le pareti prima di dare il nuovo bianco, per cui, ricordo, era venuta malissimo, tutte righe nere...))  Adesso è tutta azzurra, e ho fatto buttare giù uno scalino solo dal mastodontico camino per far posto ad una piccola ghiacciaia che zia Gilda ha comprato in un’asta per sole 1500 lire, mentre ne costano circa 15 mila. È stato un affare, ma non mi sembra una spesa superflua.  Francesco l’ha tutta riverniciata ed è lui che ne cura la manutenzione e l’uso.

            Ho in progetto per ora di far frequentare a F. il S.Giuseppe, se la retta sarà possibile, per il corso di ragioneria.  Che te ne pare?  Naturalmente sempre per il nuovo anno scolastico.  Tu prega anche per questo progetto e per Teresinella che è stata bocciata in latino.  È stata assente quasi due mesi e non poteva rendere di più, anzi mi è sembrato pure poco, vedrai che le farà bene approfondire una materia tanto difficile, così si preparerà per gli esami di licenza di quest’altro anno. Zia  Gilda e famiglia sempre preoccupati per l’avvenire di Mario, adesso è in vista un posto a Torino, speriamo bene, zia viene tutti i giorni e mi fa tanta compagnia. Zio Guido e famiglia pure tutti bene, è stato a Potenza venti giorni fa e mi ha portato immagini e ricordini di S.Rocco di cui è tanto devoto, ma di Comunione non se ne parla, anche zia Giulia viene, ma fra qualche giorno partirà per Gerano dove passerà l’estate.

            Noi qui la solita vita con un caldo terribile (ieri 33°) e, benché si tenga chiuso tutto, si suda assai. Adesso mi pare che  sia tempo di domandare delle cose tue.  Hai finito gli studi? E gli esami come sono andati?  Ti ho seguito giorno per giorno e oggi finalmente ho pensato che anche tu per un pò lascerai da parte i libri e potrai scrivermi un bel letterone... vero?  O mi sbaglio. Adesso è parecchio che non ricevo più niente da Caprarola.  Di che cosa hai bisogno? S’avvicinano grandi feste al Convento e quindi avrai da lavorare per i preparativi: cinque luglio e sedici.  Vorrei sapere da te che cosa noi potremo fare per P. Bernardino: ((ricorreva il 25° di Sacerdozio)) io avrei voluto che qualcuno di noi fosse presente alla festa, ma non sarà proprio possibile.  In tutti i modi scriveremo.

            Riprendo la lettera alle 15: il termometro della stanza da pranzo segna 36 gradi.... da voi si starà più freschi, spero. Adesso è arrivato papà, ti lascio per preparare il pranzo, naturalmente... tutto freddo. Ossequia tutti i Superiori, saluta i confratelli,

a te tutte le benedizioni più care

da mamma

 

Papà aggiunge: Tanti ossequi distinti e auguri al P. Bernardino per la S. Messa d’argento, come ho saputo dalla sua gentile mamma che ho visto nella cappella del Carmine a S. Teresa.  A te la S. Benedizione

da papà

 

 

Il 6 Luglio mamma scrive a Roberto che sta per partire per le vacanze:

 

176  MAMMA:  IL SIGNORE PROVVEDERÀ PER IL MEGLIO

Lettera a Roberto.

Il miracolo del corporale a Bolsena.

 

Roberto mio carissimo,                                                    Giovedì 6 Luglio 1950

            due paroline in fretta per farti arrivare, prima di andare a Bolsena, la mia benedizione, quella di papà e i nostri saluti. Abbiamo saputo della bocciatura.... No fa nulla, figlio mio,  tu hai tanto buon senso e... filosofia da prendertela per quello che vale. La mia malattia è stata un danno per tutti, perché ha tolto tempo e serenità a tutti gli studenti di casa.

  Il guaio è di studiare col caldo, ma Castello sarà sempre più fresco di Roma, dove Teresinella dovrà prepararsi per il latino. Ti accludo la lettera di Fra Raffaele per fare più presto.  In fine leggerai i temi che ha avuto Leo il quale (naturalmente!...) ha scelto il primo riempiendo tre fogli di carta protocollo e non ti dico altro. Prega assai per lui che sta in pieno caldo (37° e più) e pieno esami. Noi tutti bene, anche io, benché piena di reumatismi che non so come curare. Di villeggiatura per ora non se ne parla.  Chissà se ci potremo andare a Settembre quando tutto costa di meno.  Poi il Signore provvederà per il meglio e per quello che è necessario.

            Scrivimi quando puoi e goditi il fresco lago di Bolsena. Prega un pò per noi in quei luoghi che ricordano il grande Miracolo del Corporale. Ossequia il Signor Direttore, tutti i Superiori,

a te un abbraccio e ancora benedizioni

da mamma

 

 

177  PAPÀ:  DICE DI ESSERE CONVINTA DI NON POTERE PIÙ GUARIRE

La processione della Madonna del Carmine in Parrocchia

Si avvicina la promozione a prefetto

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                                  Roma 20 - 7 - 1950

            Mamma ha ordinato per telefono alla libreria salesiana presso l’Istituto del Sacro Cuore in Via Marsala i libri che tu hai chiesto e uno per P.Bernardino. Oggi li hanno portati.  Leonardo li ha visti e vuole leggerli e dice che te li porterà personalmente. Mamma oggi pomeriggio ha un poco di alterazione, per lo più arriva a 37 e 1.  Ieri prese il taxi e volle andare da zia Gilda che si era fatta strappare un dente e poi stamattina è uscita per comprare i sandali a Francesco.  Oggi invece di 37 e 1 ha avuto 37 e 7.  Dopo qualche ora questa alterazione cessa e la temperatura scende a 36 e3.  Allora si sente svenire.  Prende qualche goccia di coramina e si sente meglio. I dolori all’addome li ha avuti qualche volta, poi gli sono passati.  Da stamattina ha un poco di diarrea.

            Alcuni giorni fa è venuto a trovarci il Parroco P.Bernardino ((invece si chiamava P.Paolino)) accompagnato da P.Spiridione, per visitare mamma. Domenica, Madonna del Carmine, la consueta processione in Parrocchia.

            21 - 7 - 50  -  Mamma sta meglio, è diminuita la febbre.   È venuto il medico il quale dice che la febbre è dovuta dal male che ha all’addome.  Ieri sera ha fatto l’iniezione per tenere su il cuore.  Stamattina ne ha fatta un’altra. Mamma è un pò depressa moralmente, perché dice di essere convinta di non potere più guarire e uscire di casa come faceva una volta. Roberto è andato con gli altri piccoli novizi a Bolsena, provincia di Viterbo, e ci ha scritto che sta facendo i bagni nel lago. Leonardo pare che negli scritti sia andato bene; è andato bene anche negli orali, gruppo letterario: lo hanno interrogato per più di un’ora.  Il 27 luglio ha le materie scientifiche orali.  Si sta preparando. Francesco e Teresa ricevono sempre raccomandazioni da me di studiare specialmente il latino e la matematica.  Queste raccomandazioni le faccio nell’andare all’ufficio.  Al ritorno dall’ufficio non le faccio mai, perché considero quanto essi fanno per assistere mamma. Ho visto però e li ho lodati perché hanno cominciato a leggere i “Promessi Sposi”.

            Il Parroco di S. Teresa mi ha mandato un invito per quotarmi allo scopo di finanziare le opere e associazioni giovanili della Parrocchia. All’Ufficio mi hanno dato un libro che si pubblica ogni anno e che viene distribuito agli impiegati e che si chiama “ruolo” ed è costituito di un elenco di tutti gli impiegati secondo un ordine di precedenza: importante per stabilire chi deve essere promosso al grado superiore. Nell’elenco dei Viceprefetti, che comprende 160 persone, io sono al 28° posto.  Quindi la promozione a Prefetto non dovrebbe essere molto lontana.  La cosa avrebbe importanza per lo stipendio e per la pensione.

            Il caldo si fa molto sentire, arriva in casa nostra (che è fresca) a 32° o a 33°, nella stanza da pranzo a 31°. Mamma desidererebbe andare in campagna, ma non si può accontentare sia per la spesa e sia per le sue condizioni di salute.

            22 - 7 - 1950  -  Mamma sta meglio. Si alza, fa le sue faccende domestiche. Non so se troverò qualcuno alla Vittoria per inviarti questa mia.  Nel caso ti mando la S.Benedizione.

  Ringrazia ed ossequia tutti gli ottimi e Rev.mi Padri e confratelli

tuo papà

 

 

            A casa, come si vede dalle lettere, c’è sempre un’atmosfera di tensione e di attesa.  Si aspetta che da un momento all’altro il male di mamma si manifesti di nuovo.  Ogni piccolo sintomo di malessere preoccupa tutti. Qualche linea di febbre, qualche nuovo dolore, tutto fa crescere la preoccupazione.

            I primi di Agosto vengono a trovarmi Leonardo e Francesco.  Si parla molto della necessità di far cambiare aria a mamma, di poterla portare in campagna.  Si gira per vedere se esiste a Caprarola stessa qualche possibilità. Si va verso Roma in una parte, in mezzo alla campagna, dove esiste una villa, Villa Bennicelli, che, si diceva, una volta ospitò Badoglio, infatti si chiamava anche “Villa di Badoglio”. Sogniamo insieme di poter far stare meglio mamma, almeno come clima, poi per me sarebbe una cosa meravigliosa poterla avere vicina per una quindicina di giorni. Troppo bello!

 

 

178  MAMMA:  IL  SIGNORE  MI  HA  FATTO  LA  GRAZIA  DI       SUPERARE  TUTTI  GLI  IMPREVISTI

Sfuma la villeggiatura a Caprarola

Ricetta per fare la marmellata

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                     Roma 10 - 8 - 1950   ore 19

            prima di ogni cosa un grazie sentito, e di tutto cuore, al Reverendo Padre Priore per l'ospitalità così affettuosa data a Leo e Francesco,  i quali sono tornati entusiasti dei giorni trascorsi a Caprarola. ((Non nomina papà che è venuto con loro, perché scriverà lui stesso un'altra lettera con i ringraziamenti)).  Sono stata felice di leggere la bella lettera e non ti dico quanto ho sognato... a occhi aperti tutta la nottata e come sono stata combattuta fra il sì e il no!

  Sarebbe stato troppo bello perché Sanliborio ((così si chiamava la località dove si trovava quella villa Bennicelli o di Badoglio come ho già detto)) rispondeva proprio a tutti i requisiti per un riposo ideale, ma si va verso il fresco e il mio reumatismo è così acuto che basta un piccolo abbassamento di temperatura per farmi vedere le stelle e, in campagna, peggiorerei le mie condizioni. Contemporaneamente a questa lettera avverto anche i signori Pazielli che li lascio liberi. Chissà che quest'altro anno, pensandoci in tempo, non possiamo venire a Caprarola e allora, se mi ritorna la salute, verrei a Messa nella chiesa di S.Teresa! ((L'anno seguente mamma già stava in Paradiso!...))

            Per ora, purtroppo, sto sempre a casa e prevedo che la villeggiatura la farò a Roma. Tanto, figlio mio caro, per muoversi ci vogliono un mondo di denari ed io ho paura: il Signore mi ha fatto la grazia di superare tutti gli imprevisti di quest'anno (e sono stati forti!) non voglio andare incontro ad altre spese che forse non sono necessarie.

            Quest'anno ci sarà l'Università di Leo e le scuole di Francesco e Teresa, che non sono all'acqua di rose, e quindi mi limiterò, molto probabilmente, a venire a trovare te e poi Roberto. Zia Gilda ti ringrazia delle care parole scritte per lei, anche lei finora non si è mossa, ma vorrebbe andare con me e famiglia, almeno per 10 giorni, a Grottaferrata, dove ha già veduto una pensione che dice convenientissima. Io non so nulla e mi rimetto a quello che il Signore vorrà e che certamente sarà per il bene di tutti.

            Papà sempre in ufficio e rimpiange Caprarola... Con la frutta portata da papà ho fatto un bel pò di marmellata che consumo giorno per giorno. Accludo alla presente la ricetta per la conserva, puoi mettere a cuocere insieme tutte le varietà di frutta come ho fatto io, la proporzione dello zucchero non è proprio da osservarsi scrupolosamente, certo, però, più ti avvicini alla dose che ho scritta e più sono le probabilità per una buona conservazione. Poi voi avete le cantine ove si conserva tutto bene; ti avverto pure che non è proprio necessario passarla per setaccio se hai l'accortezza di farla a pezzettini prima di metterla a cuocere.

            Adesso Francesco mi sta dicendo che vorresti fare la marmellata senza zucchero, anche questo è possibile e nello stesso foglio ti trascrivo l'altra ricetta.((Avevamo tanta frutta che si sciupava, ma lo zucchero costava ed il problema era quello di non dover comprare lo zucchero.  Mamma suggeriva di mettere al posto dello zucchero le spremute di uva, ma il Sottopriore alla fine ci comprò ugualmente quel prezioso alimento e tutto fu più facile.  Ricordo che ne facemmo molti chili. Li mettemmo in secchi di alluminio, 5 o 6, della capienza di una ventina di chili ciascuno, erano recipienti usati durante la guerra dai militari. Risultò un pò liquida, ma andò meglio perché la spalmavamo sul pane con più facilità.  Li coprimmo con un foglio di carta oleata, perché non avevano coperchio.   L'ultimo secchio che consumammo ricordo che ci riservò una sgradita sorpresa: in fondo vi trovammo un topo morto “conservato sotto marmellata”...))

            Qui la solita vita: Teresa ha incominciato a studiare e speriamo che ce la faccia.  Dopo quattro giorni di fresco oggi è ritornato il caldo e che caldo!... Quanto mi dispiacque Domenica scorsa di non poterti rivedere, ma pare fatto a posta: quando arriva un giorno festivo non posso camminare.... Pazienza! ((Andammo a Roma per il Giubileo e mamma sarebbe dovuta venire non so in quale Basilica per incontrarmi))  Ossequia e ringrazia sempre tutti i Superiori, a te, figlio mio carissimo, tutte le più sante benedizioni anche a nome di papà                                                 

mamma

 

            Segue la ricetta nominata nella lettera: "Conserva di frutta:

            1) Levare solo il nocciolo o il torsolo, metterle al fuoco senz'acqua e, mentre bollono, disfarle col mestolo per ridurle a pastiglia.  Farle bollire per mezz'ora e passarle dallo staccio per togliere le bucce e i filamenti. Rimettere al fuoco con zucchero nella proporzione di sette etti per ogni chilo di frutta già passata, rimuoverle spesso col mestolo, fino alla consistenza di conserva (circa un paio d'ore)

Versarla calda nei vasi e quando sarà fredda coprirla con carta velina inzuppata di spirito aderente alla conserva (ma questo non è necessario). Poi conservare i vasi in luogo fresco.

            2) Tagliare la frutta (tutte le qualità) a pezzi e metterla a cuocere con tanto sciroppo d'uva quanta è la frutta. Lo sciroppo d'uva si fa così: si spreme l'uva (da ogni chilo se ne ricava 700 o 800 g. di mosto) e si fa bollire per 20 minuti, poi si fa freddare. (Lo sciroppo d'uva contiene il 30 o il 40 per cento di zucchero)."

 

 

179  PAPÀ:  SAREBBE ANCHE PROPENSO A FARSI IL GIUBILEO

Alti e bassi della malattia di mamma

Persiste il pensiero per fare accostare ai sacramenti i parenti

 

Carissimo fra Raffaele (Giuseppe),                                        Roma 18 agosto 1950

            ringrazia anzitutto il P.Priore ed il P.Sottopriore della gentilezza e della squisita ospitalità che hanno dato a me, a Francesco ed a Leonardo. Per la villeggiatura non abbiamo risolto nulla.  Anche ieri zio Virgilio con Francesco è andato ad Ostia, aveva trovato una pensione a £ 1200 al mese, ma non è stato possibile fare niente perché mamma non si sente tanto bene.

            19 Agosto 1950 -  Mamma, quando sono tornato (ieri sera) dall'ufficio, alle 21, l'ho trovata con la febbre a 39°.  Zia Gilda e zio Virgilio avevano già provveduto a chiamare il medico Alessandri, che è quello che ha assistito all'operazione.  Il medico è venuto.  Ha detto che è influenza, ma che il cuore è debole.  Ha ordinato delle iniezioni, che ieri sera stessa abbiamo comprato. Stanotte l'ha passata un poco agitata.  La febbre è diminuita a circa 38°.  Il medico però ci ha rassicurato dicendo di non avere paura, perché non c'è nulla di allarmante per quanto riguarda il tumore.  Qualche dolore di pancia dipende dalla frutta fresca che ha mangiato, mentre non doveva mangiarne.  Ieri infatti mangiò i fichi. Prima che a mamma venisse la febbre Leonardo, Teresa e Francesco sono andati a vedere il circo delle bestie feroci: leoni, elefanti, scimmie ammaestrate etc.  Poi sono andati al cinematografo varie volte, un po’ con biglietti gratis, un pò con zio Virgilio e zia Gilda.

            Adesso zio Virgilio è in vacanze e sarebbe anche propenso a farsi il Giubileo.  Ma zia Gilda non sembra persuasa.  Prega a questo fine. Mamma si è molto commossa e ti ringrazia delle belle espressioni che hai voluto scriverle. Ossequia e ringrazia i tuoi ottimi Padri superiori, i confratelli, colleghi e tutti.

A te la Santa Benedizione

papà

 

            A casa si vive con molta tensione ogni piccola manifestazione di malessere di mamma. Si pensa sempre che possa essere la ripresa del cancro con tutte le sue conseguenze. La paura e la preoccupazioni di tutti è tanta.

 

 

180  PAPÀ:  HO SOGNATO NONNA ERNESTA

Papà sogna nonna (la suocera)

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                               Roma 21 agosto 1950

            Mamma sta meglio: Dopo avere avuto la febbre sino a 39,5° discesa a 37° e risalita di nuovo sino a quasi 40° e poi discesa a 36,8°. Il medico Alessandri e l'infermiera, che è la sorella della portinaia, brava a fare le iniezioni, che l'ha assistita di notte, hanno fatto nel momento di discesa della febbre iniezioni di canfora. La febbre pare sia ormai definitivamente passata.  Ha però dei dolori all'addome.  Il medico dice che potrebbe essere un pò di colite, oppure anche una ripresa del male. Stanotte, alle quattro, ancora qualche dolore, poi sono passati. Io ritornato al letto un pò sconfortato (dormo da due notti nella stanza di Leonardo e di Francesco) ho sognato nonna Ernesta, ecco il sogno: entro nella stanza da pranzo, tavola apparecchiata, mamma, qualcuno di voi a tavola, minestra pronta anche per me, mi siedo, ma a tavola anche nonna Ernesta che sta mangiando, mi ricordo che era già morta ed invece di mangiare minestra io incomincio a farmi segni di Croce. Nonna vede io non mangio e faccio segni di Croce e dice in dialetto napoletano: "Mò me ne vado".  Io continuo a fare segni di Croce.  Lei si alza e fa per andare via.  Io mi alzo e domando: "Nell'aldilà come si sta?"  Lei risponde in napoletano sorridendo: "Che...(vuol dire: che cosa mi domandi?) si sta bene!"  Io vedo che ha vari oggetti d'oro addosso e dico: "dammi un oggetto di questi per prova, per tuo ricordo di questa visita che mi hai fatta.  Dammi quest'orologio!" e lei mi porge il polso, da cui stacco un orologio d'oro col cinturino d'oro.  Allora le dico: "Ti accompagno un poco", Lei dice di sì.  Ci avviamo per un corridoio scuro.  Io le domando: "Perché il Signore non manda qualcheduno di voi  o non vai tu stessa da Stalin perché si converta e faccia cessare tanti mali?".  Lei fa cenno con la testa di no, ed io le dico: "Forse il Signore non vuole?" e lei dice di sì.  Intanto usciamo dal buio alla luce sulla banchina di un porto fluviale.

            Il sogno è qui interrotto, perché mi sveglio.  Dell'orologio d'oro nessuna traccia.  Io però mi sento più confortato. Ossequia e ringrazia tanto i tuoi Padri Superiori e i tuoi confratelli e colleghi e fra Nicola.

La Santa Benedizione

papà

 

 

181  PAPÀ:  MAMMA HA SOLTANTO UNA GRAN DEBOLEZZA

I fratelli sostituiscono mamma nei lavori domestici e lo studio ci rimette

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                                Roma 25 - 8 - 1950

            mamma si è rimessa come prima che avesse la febbre. Ha soltanto una gran debolezza.

  Leonardo vuole comprarsi una macchina da scrivere. Grandi discussioni tra zio Virgilio e Leonardo circa la facoltà che Leonardo deve scegliere. Leonardo ci tiene all'ingegneria. Zio Virgilio vorrebbe che s'impiegasse subito e poi contemporaneamente studiasse per laurearsi in scienze economiche e commerciali.  Questa laurea è infatti equiparata a quella in legge agli effetti degli impieghi.  La facoltà di legge non la può prendere perché ha fatto il liceo scientifico.

  Francesco e Teresa invece fanno le faccende domestiche e la spesa e non riescono a combinare niente per quanto riguarda lo studio. Date le condizioni di salute di mamma questo è inevitabile.  Avremmo bisogno di una donna di fiducia, che non costasse tanto cara, che potesse aiutare ed in qualche modo sostituire mamma.  Così Francesco e Teresa potrebbero andare a scuola e studiare.  Sinora però nessuna occasione che potesse accontentare mamma. Tanti ossequi e ringraziamenti al P.Priore al P.Sottopriore, ai Padri insegnanti, ai Confratelli e Colleghi.

A te la S.Benedizione da papà

 

Leonardo ha comprato una vecchia macchina da scrivere e qualche giorno dopo mamma la usa scrivendomi poche righe che poi completa a mano:

 

 

182  MAMMA:  NON POSSO USCIRE NEMMENO PER ANDARE A MESSA

Una vecchia macchina da scrivere sostituisce qualche riga a penna

 

            A macchina: "Ciao, saluti da Teresa, ecco mamma  =  fra Raffaele mio carissimo,  come ti ha scritto papà sono stata poco bene con febbre per circa 3 giorni, ma ora sto quasi bene, ma non posso uscire nemmeno per andare a Messa.  Adesso è ritornato Francesco dalla spesa, ha incontrato Fratel Lorenzo, immagina quello che gli ha detto della gita a Caprarola!  Roberto è tornato a Castello, quando verrà a Roma per gli esami lo potrò vedere. Troppa fatica per scrivere a macchina."

            Con la penna:   Come vedi dopo la C la macchina salta... è proprio scatorcia.. Sto aspettando la tua lettera mensile e dopo ti risponderò a lungo.   Papà ancora non prende il resto del permesso, ma sta abbastanza bene.  Tu prega assai per tutto e per tutti. Ossequia i Superiori, saluta i confratelli,

a te tutte le più sante Benedizioni

da mamma

 

 

183  MAMMA:  IL VELO DELLA GRANDE SANTINA

Santa Teresina le fa la grazia di poter andare a Messa

Vorrebbe festeggiare l’anniversario del Matrimonio con una Messa a Caprarola.

Porta sempre lo Scapolare della Madonna del Carmine.

 

Figlio mio carissimo,                                                  Venerdì 22 Settembre 1950  ore 14

            da quanto tempo non ti scrivo! Ho sempre pronto il foglio e la penna e poi... i miei benedetti dolori pongono il veto proprio come fanno i "Grandi" famosi con l'Italia.  Pazienza e tanta pazienza! Ho appreso da P.Bernardino le notizie tue e della tua salute, meno male che la penicillina ha fatto subito scomparire il favo; adesso come stai?  Spero di ricevere presto una risposta a questa domanda perché sono sicura che manderai gli auguri per il 29. Se sapessi quanti progetti vanno e vengono nella mia mente, ma, purtroppo, non mi voglio persuadere che non mi posso muovere, almeno per ora, se il Signore non mi aiuta a guarire.((Si pensava infatti di far venire mamma a Caprarola almeno per un giorno.  Si era anche fissata la data approfittando del ventesimo anniversario di Matrimonio, il ventinove Settembre.  Si sarebbe celebrata una Messa di ringraziamento e di supplica al Signore per la salute di mamma.  Purtroppo questo progetto divenne solo un sogno, perché mamma proprio in quei giorni cominciò a peggiorare))

            Da quando ebbi quel febbrone, subito dopo Ferragosto, sto così così, perché sono piena di dolori reumatici a tutte e due le braccia e alle ginocchia; ho fatto fare le analisi delle urine ed è risultato che ho una quantità notevole di acido urico. Ho pensato allora di ricorrere alla clinica dell'Immacolata che cura queste malattie con applicazioni di erbe, e così ho fatto venire a casa il medico specialista perché fissasse le zone del corpo sulle quali fare le dette applicazioni.  Bussa che ti ribussa con un martelletto, quel dottore è venuto nella conclusione che occorre fare la radioscopia di tutto lo scheletro, specialmente della spina dorsale dove sono dolenti le ultime vertebre e dove lui pensa sia accumulato tutto l'acido urico. Papà ha parlato con l'amico del Ministero che dirige la clinica Regina Elena e che mi farà, pare gratis, le lastre quando io mi deciderò ad andare. Nel complesso, se tu mi vedessi, non mi troveresti sciupata perché sono ingrassata, ma mi muovo con fatica e ho sempre bisogno di riposo.

            Adesso ti racconto quello che è avvenuto Domenica scorsa: Ero proprio disperata perché non potevo nemmeno pettinarmi e naturalmente dovevo rinunziare, come tante altre volte, ad andare alla S. Messa, mi ero rivolta a S. Teresina con tutta l'anima, quando, ecco papà che ritorna dalla Messa con la notizia che il Parroco mi avrebbe portato a casa, il 25, il velo della Grande Santina, papà aveva finito di parlare ed io mi sento improvvisamente bene e dico subito: "presto andiamo a Messa!"  Ulisse non voleva, invece io mi sono vestita e, accompagnata da papà passo passo sono potuta andare a S. Teresa dove mi sono confessata, ma non ho potuto fare la S. Comunione (Il confessore me ne avrebbe dato pure il permesso, se non avessi preso nella colazione il pane)  Sarà per un'altra volta!

            Sei contento? Immagina la mia felicità.  Il benessere è durato poco però, perché Lunedì sono ricominciati i dolori i quali non sono continui, per fortuna, e poi cessano in una parte per ricominciare in un'altra. Oggi sto meglio e sto qui con te, ho già pranzato perché mangio sempre in modo speciale, e Leo, Ter. e Fr. stanno consumando il loro pasto come il solito discutendo e battibeccandosi volentieri. Ieri Teresa ha incominciato l'esame di latino, oggi ha avuto la seconda traduzione e Martedì avrà l'orale, prega assai perché ha studiato poco e che almeno in questi tre giorni ci si metta un pò sul serio. Qui è una continua distrazione per questa mia malattia che fa vivere i ragazzi sempre con l'animo sospeso. Roberto ha fatto già gli scritti e pare che siano andati bene, il 25 avrà gli orali e forse il Direttore ha detto a Francesco che verrà per due giorni a casa perché il 2 Ottobre parte per Torre del Greco dove l'otto dicembre, se il Signore vorrà, vestirà l'abito religioso.

            Io avevo pensato che se viene per il 29 facciamo tutti una scappata a Caprarola, anche per un'ora...  Magari Eh!  Prega assai che se è per il bene si possa avverare questo mio desiderio. Papà sempre la solita vita senza più un giorno di permesso, ma io penso che vuol conservare qualche giorno per poter andare da Roberto quando farà i primi voti. Leo è alle prese con due alunni di cui una è più "ciuccia" di un altro, per fortuna stiamo agli sgoccioli anche perché si affatica mentre invece ha bisogno di riposo, specialmente mentale; si è iscritto all'Università (£ 11.400 di tasse, ma sempre S.Giuda ci aiuterà) e ha iscritto pure Francesco al S.Giuseppe.  I Superiori ne sono stati contenti e Fratel Tito si occuperà di farci avere una riduzione ai salati prezzi; ho voluto fargli prendere ragioneria, così è un corso che dà subito un titolo valevole per concorsi e poi, se vuole, può fare anche l'Università, se la salute l'assisterà.

            Hai veduto come s'è irrobustito e come è cresciuto?  Un anno di riposo gli ha fatto bene e ne sia ringraziato Dio. Zio Guido e zia Giulia ancora in villeggiatura, zia Gilda e famiglia tutti i pomeriggi a seccarsi con me ed è davvero commovente; di Giubileo nessuno ne parla. Che peccato! Ossequia tanto i tuoi buoni superiori,

a te, figlio mio carissimo,

con un grande abbraccio carmelitano,

tutte le più sante benedizion

i da mamma.

Porto sempre il S.Scapolare!

 

Papà aggiunge: Saluti, saluti da papà con ringraziamenti e ossequi ai Reverendi Padri

 

            Papà, è stanco e non se la sente di scrivermi.  La salute di mamma con tutte le sue preoccupazioni gli rendono difficoltoso anche il lavoro di ufficio.  Mi scrive perché deve darmi notizia di una pratica che un Padre della comunità gli ha raccomandato. Non si tratta direttamente di quel Padre, ma del papà di uno studente, Fr.Guglielmo, che ha un'osteria a Tiburtino Terzo (Il Buchetto). Nonostante le tante preoccupazioni, papà per gli altri non si tira mai indietro ed anche in questo caso si interessa:

 

 

184  PAPÀ:  SONO STANCO E NON MI VIENE DI SCRIVERTI

Si interessa per una pratica d’ufficio di un mio confratello.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                                        4 - 10 - 50

            all'ufficio mio continua molto lavoro.  Sono stanco e non mi viene di scriverti. Ti scriverò a lungo quando sarò un poco più riposato.  Intanto ossequia e ringrazia sempre gli ottimi Padri. Io mi sono molto incaricato all'Ufficio per la questione del padre di quel tuo confratello che vuole la licenza per i superalcolici.  Ne ho telefonato sia al funzionario che tratta la pratica, che al Com. De Fiore, che è padre di un congregato della Congregazione Mariana di Leonardo, a Santa Teresa.  Sia l'uno che l'altro mi hanno detto che la cosa è impossibile, in quanto è stato già raggiunto il numero stabilito per queste licenze.  Il Com. De Fiore mi ha detto che molti per poter venderei superalcolici si fanno surrogare nel negozio da uno di quegli esercenti che già sono muniti di tale licenza.  Non so se questo potrà fare e se converrà al padre del tuo confratello. Ti invio la Santa Benedizione e auguri per il 18°

papà

 

 

185  MAMMA:  È VENUTO IMPROVVISAMENTE A PORTARMI IL VELO DI SANTA TERESINA

I Quaccheri a Roma

Il velo di Santa Teresina portato a casa

 

Mio carissimo fra Raffaele,                                                            4 - 10 - 950 ore 18

             volevo risponderti presto presto ed invece vedi un pò quanti giorni sono passati! Stamattina (4 / 10) è venuto il Rev.P.Leonardo e mi ha portato le ultime notizie. ((interrompo questa lettera per raccontare un aneddoto capitato proprio col P.Leonardo in una delle sue visite a mamma. A casa c’è, come quasi sempre, zia Gilda. Mamma insiste davanti al P.Leonardo perché zia Gilda si riaccosti ai Sacramenti e si rivolge con calore a lui perché intervenga con qualche buona parola per convincerla. P. Leonardo nella sua semplicità ed anche ingenuità vuole fare dei complimenti a zia Gilda e le dice: “Signora tutti sappiamo che lei è una buona donna perciò ci arriverà da sola a capire quanto sia importante accostarsi al Signore”.  Naturalmente non intende dare alla espressione “buona donna” il senso malevolo che ha nel mondo. Zia Gilda resta alquanto perplessa, poi capisce, ma quando va via P.Leonardo i presenti scherzano molto sul quella espressione.  Questo scherzo fa il giro di tutta la parentela e diventa un momento di distensione in mezzo a tanta preoccupazione per le condizioni di mamma.))

            Ringrazio Dio che stai ben e sei sempre contento; ieri sera papà è passato alla Vittoria dove c'era la gran festa e ha parlato così anche lui al Rev. P. Priore. Cercherò di far venire Ulisse da te per qualche giorno perché ha proprio bisogno di riposo. E adesso finalmente ti dico grazie e grazie degli auguri e della magnifica lettera. Dalle lettere accluse ti riuscirà di capire un po’ di cronaca di questi ultimi giorni. Mercoledì passato (27) Roberto venne a casa e c'è rimasto fino a Sabato 14 per raggiungere i compagni al S. Giuseppe da dove poi si sarebbe recato alla Parrocchietta (una borgata di Roma), dove i Fratelli stanno costruendo una nuova scuola, cioè quella che sostituirà l'Istituto che è andato via da S. Teresa, e il nuovo noviziato per i grandi; quest'altro anno, se Dio vorrà, ospiterà così Roberto e fratelli.

            Domenica Leo è andato a Castelgandolfo a portare la valigia rimasta a casa e il Direttore l'ha invitato a vedere col fratello la specola Vaticana: non ti dico la contentezza di Leonardo.   Di P.Gioacchino nessuna notizia da due mesi. Ora a casa non si pensa che al nuovo anno scolastico: Teresa è stata promossa e farà la terza media, Francesco il primo ragioneria all'Istituto San Giuseppe dove le rette sono altissime, speriamo che ci facciano una buona riduzione, altrimenti S. Giuda ci aiuterà. 

            Leonardo dopo aver fatto lezione a due studenti (promossi), ha intascato più di diecimila lire con le quali vuole comprare una bicicletta, scatorcio anch'essa come la macchina, chissà però se questo suo desiderio sarà attuabile.  Lui dice che due erano i suoi desideri: la macchina da scrivere e la bicicletta, poi penserà alle spese di casa.  Vedremo come risolverà il non filosofico problema, intanto s'è iscritto alla FUCI, la federazione cattolica degli studenti universitari: ne è entusiasta, ma si va accorgendo che ci vogliono un bel pò di quattrini per seguire un pò di "gagarellismi" che regna anche lì.  Io spero che se la caverà senza rimetterci nulla. Sai come fanno?  Organizzano gite, mangiate di pizza ecc. e uno alla volta pagano per tutti..  Un pò troppo non ti pare?  L'ambiente però è buono e molto corretto.

            Adesso a Roma sono arrivati i "Quaccheri" e pare che cerchino di attirare la gioventù con sport e altro, oggi ne parlava un compagno di Leo  che andrà a vedere di che cosa si tratta. Certamente sarà roba protestante. Io starei benino se potessi uscire: per ora qualche doloretto vagante me lo impedisce, ma nel complesso vado migliorando.

            Ti ho già scritto del Velo?  Forse no. Dieci giorni fa P.Paolino è venuto improvvisamente a portarmi il  velo che S.Teresina mise l'ultima volta che ricevette Gesù.  Immagina la gioia e la commozione di tutti. Adesso basta con la cronaca e la chiusa di questa vale tutta una corrispondenza. Dopodomani 6 è il tuo compleanno e quale compleanno!  Il diciottesimo!  Quali auguri può fare le mamma di un carmelitano giovane giovane come sei tu?   Tutti i migliori auguri che piacciono al Signore così Dio li esaudisce subito subito:  santità di vita e di intenzioni e tanta tanta salute perché tu possa seguire, per il bene delle anime, l'apostolato che ti sei prefisso.  Con questi desideri e con l'immensità dell'affetto che tu sai, ti stringo forte sul cuore con tanti abbracci e baci carmelitani

mamma

 

 

186  MAMMA:  IL SIGNORE VUOLE DA NOI UNA PENITENZA PER QUEST’ANNO SANTO

Lettera scritta a Roberto

Sacrificio in riparazione dei peccati per l’Anno Santo e

sofferenze per la conversione dei parenti

 

Roberto mio carissimo,                                            Domenica 22 - 10  (1950) ore 10,15

            grazie, grazie e grazie delle cartoline  e della bella lettera, l'ho tenuta sul comodino finora e non faccio che leggerla e rileggerla. Avrei voluto scriverti prima, ma non ho proprio potuto: ho da quindici giorni un attacco di poliartrite che mi fa soffrire assai: mi dolgono tutte le giunture e da ieri la mano destra è quasi immobilizzata, ma voglio scriverti lo stesso e non far passare un altro giorno di silenzio. Ho incominciato una cura di iniezioni a base di salicilato di iodio, ma oltre ad essere dolorose, sono debilitanti e mi producono un sacco di disturbi per cui ho deciso di sospenderle.  Sarà quel che il Signore vorrà! Mi ha detto una signorina, anch'essa malata e sofferente da otto mesi, che forse il Signore vuole da noi una penitenza per quest'Anno Santo in riparazione di tutti i peccati che si fanno, e sia fatta la sua volontà!  Allora pazienza fino al 24 Dicembre di quest'anno.

            Fratel Rainaldo è stato tanto gentile da telefonarmi le tue buone notizie ed io l'ho ringraziato proprio di cuore.  Papà ha parlato pure col Rev. Fratel Valerio quando è ritornato da Torre e anche da lui ha avuto buone notizie.  Ne sia ringraziato Dio! Adesso aspetto tutte le istruzioni per la tua prossima vestizione. Sono venuti a Roma quei cugini di Napoli ai quali abbiamo parlato di te e della tua nuova residenza, abbiamo dato loro il tuo indirizzo, ma sarà meglio che non vengano a disturbarti, intanto eccoti il loro nel caso venissero a trovarti e tu li volessi ringraziare: Avv. Lelio Attanasio (marito di zia Emma Biraghi) Piazza San Domenico Maggiore N°9;  Michele Biraghi (negozio) Corso Umberto N°26.

            Come stai con la glandoletta?  Sono sicura che l'aria di mare ti farà bene così farai il noviziato in perfetta salute.  Leo ha un gran da fare per le sue associazioni, specialmente la FUCI;  Francesco domani incomincerà la scuola e ti raccomando di pregare per la sua salute;  Teresa ha già incominciato dal 18 e speriamo che quest'anno non abbia distrazioni. Papà sempre in ufficio, dove hanno cambiato il Direttore Generale, il nuovo è un suo vecchio amico: speriamo bene! Ai parenti prossimi ho detto che se non si fanno il giubileo il Signore continua a far soffrire me al che zia Gilda ha detto subito: "Se è per questo lo faccio subito!"  Chissà quando!... Per la proclamazione del nuovo dogma Roma sarà tutta illuminata; anche le nostre finestre avranno le loro luci, non so ancora di che genere, ma per la Madonna le vorrei belle assai. Di fronte a zio Guido c'è il gran collegio dell'Assunzione e stanno preparando cose grandiose, anche le aiuole illuminate al neon. Da Fra Raffaele abbiamo buone notizie, ci ha scritto una lunghissima lettera invitando alla vendemmia, ma non c'è potuto andare nessuno. Il 24 è S.Raffaele e gli mandiamo un libro di filosofia, da lui desiderato, di Maritain. Ti accludo lire mille per Sante Messe che ascolterai per i nonni e zio Aldo. Di che cosa hai bisogno?  Scrivi pure quando potrai, per me è sempre una grande consolazione. Ossequia il Signor Direttore, a te, figlio mio caro, tutte le più sante benedizioni da mamma e pure da papà: è a Messa da due ore..  Abbiamo trovato forse la domestica dalle 8 alle 15 = 9000 al mese!

 

 

Terminata questa lettera, comincia subito a scrivere a me le stesse notizie:

 

187  MAMMA:  L’ORDINE PIÙ BELLO DI TUTTI GLI ORDINI

Preparazione per la proclamazione dell’Assunzione di Maria Santissima

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                           Domenica 22 - 10  ore 11

            auguri, auguri e auguri per la bella festa del 24 Ottobre; che il Beato Arcangelo San Raffaele ti protegga sempre e illumini la tua vita perché tu possa essere un santo figlio del Carmelo, l'Ordine più bello di tutti gli Ordini, perché il primo Ordine dedicato a Maria Santissima. Chissà quanta festa anche da voi per il 1° Novembre!  ((Ci doveva essere infatti la proclamazione del dogma dell'Assunzione di Maria Vergine)) Qui tutta Roma dovrà essere illuminata e anche noi prepareremo le luci per la Madonna. Il Parroco ha detto stamattina che la Parrocchia distribuirà a prezzi modici i lumi: vedremo! Leo t'ha comprato il libro di Maritain, te lo manderemo appena ci sarà l'occasione. Di che cosa altro hai bisogno?

            Papà sempre in ufficio, adesso è ritornato dalla S. Messa, ha scritto le due righe a te ed è scappato di nuovo fuori fino a tardi, ed oggi è Domenica... Io purtroppo solo oggi ho potuto prendere la penna in mano, ho avuto un attacco di poliartrite acuta con dolori fortissimi a tutte le giunture... Pazienza! Mi ha detto una buona signorina, sofferente come me, che il Signore ci ha mandato questa croce perché l'offriamo a Lui per tutti quelli che non si fanno il Giubileo in quest'Anno Santo; l'ho detto ai parenti che tu sai e zia Gilda m'ha subito risposto: "se è per questo me lo faccio subito!"  Speriamo bene! Tu però non ti preoccupare perché i miei dolori girano e perciò, dice il medico, che non devono creare apprensioni.  Intanto ho fatto delle iniezioni di iodio e salicilato che adesso sospendo perché mi producono vari disturbi; vedrò che cosa altro mi ordineranno.

            Leo ha un gran da fare con le Associazioni, specie la FUCI, e anche stamani è andato ad una gita al Tuscolo, prega per lui. Francesco, domani 23, incomincerà le lezioni al S.Giuseppe, speriamo che la salute continui ad essere buona e che le note (ancora non ce l'hanno mandate) non siano salate.  Teresa ha incominciato il 18; così ricomincia il lavoro scolastico. Anche per la domestica pare che si sia combinato qualcosa di buono: domani ne dovrebbe venire una dalle 8 alle 15 per 9000 lire, ma farebbe tutto.  Speriamo bene! Adesso esce Francesco e va ad imbucare la presente, il dolore alla mano è cessato e ringrazio Dio che t'ho potuto scrivere.

             Ossequia e ringrazia sempre il Rev. P.Leonardo e P.Bernardino. Saluta tutti i confratelli, a te, figlio mio carissimo, con rinnovati auguri i più santi e cari,

abbracci

da mamma.

 

 Roberto sta benissimo a Torre del Greco; ha scritto lui una lunghissima lettera, ha telefonato il Maestro dei Novizi che è venuto a Roma.  L'indirizzo è: Noviziato Fr.d.Sc.Cr. S.Giov.D.La Salle - Via Nazionale 73 - Torre del Greco.

 

 

            Il foglio breve di papà, nominato da mamma, dice:

Carissimo fra Raffaele (Giuseppe). Tanti auguri per San Raffaele. Non sono potuto venire a trovarti. Molto da fare all'ufficio. A casa mamma con i dolori non mi sento di lasciarla. Tanti ossequi e ringraziamenti agli ottimi Padri, agli insegnanti e ai confratelli.

La Santa benedizione

papà

 

            Poi papà riprenderà a scrivere con la descrizione triste del peggioramento quotidiano di mamma.  Tra le righe si legge tutta la sofferenza, la pena e la preoccupazione di papà per quanto sta per accadere.  Non vacilla la fede e la fiducia in Dio, ma la realtà è pesante ed umanamente parlando ineluttabile.  Possiamo immaginare quali e quante preghiere particolari abbia fatto papà in questo periodo.  Certamente avrà chissà quante volte offerto al Signore questa situazione chiedendo almeno il coraggio di poterla affrontare.  Certe cose le conosce solo Dio.

 

 

188  PAPÀ:  HANNO FATTO BENEDIRE LA FOTOGRAFIA DI MAMMA

Leonardo frequenta la FUCI

P. Pio benedice la foto di mamma

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                          Roma 28 Ottobre 1950

            come stai?  Se contento? Mamma da una ventina di giorni sta peggiorando.  I dolori alle giunture, alle mani, alle ginocchia e all'addome si susseguono più spesso. Si lamenta anche di notte.  Una parte della notte la passa sulla poltrona, un'altra parte a letto.  Si lamenta anche per dolori alle braccia. Sembra che certe iniezioni le facciano bene per i dolori, ma le indeboliscono il cuore ed allora si sente mancare e allora Ersilia, sorella della portinaia, viene a farle le iniezioni di olio canforato per il cuore.  Si sente allora un poco meglio.  Ma presto ricomincia con i dolori agli arti.

            Zio Guido vorrebbe farle fare le iniezioni per il tumore, ma lei non vuole farsene.  Quelle che faceva ha dovuto smetterle perché le facevano male al cuore. Medici ne ha cambiati: prima è venuto Ferriani che era stato presente all'operazione, poi è venuto Alessandri, che pure ha assistito all'operazione e che era stato consigliato dal Professor Sovena, che fu il chirurgo, e dalle Suore della clinica, poi adesso viene il Dottor Bonelli, che è il medico della vicina di casa, signora Kk.. Zia Gilda viene il pomeriggio e cerca di tenere allegra mamma.  Anche zia Giulia, moglie di zio Guido, viene spesso.

            Leonardo frequenta quasi tutte le sere il Circolo Universitario Cattolico della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.).  Sono due circoli uno per gli uomini e l'altro per le donne universitarie: gli uni e le altre la Domenica vanno a Messa insieme nella chiesa che è nell'interno della Città Universitaria e dicono i Salmi di Davide (un Ufficio simile a quello dei Terziari carmelitani, col testo latino e la versione italiana di fronte), un versetto lo dicono gli uomini e un versetto le donne. Gli assistenti ecclesiastici degli uomini, sono Mons. Tondi, Padre Rotondi S.J. e Padre Tondi S.J., delle donne Mons. Cantagalli.

            Leonardo è andato a due gite, la prima in bicicletta lungo la via Cassia (quella che viene dalle vostre parti).  La bicicletta gliel'hanno imprestata.  Gli hanno dato da bere del vino.  Ha fatto un capitombolo e si è scorticato il ginocchio, il polso etc.  Poi è guarito. Una seconda volta è andato col Circolo Universitario a Frascati senza bicicletta.  È scivolato.  Ha preso una storta al piede, che ancora gli fa male. Francesco ha cominciato a frequentare il primo corso di Ragioneria al S.Giuseppe.  È felice.  Ieri nelle ore pomeridiane Leonardo, Francesco e Teresa sono andati al supercinema con un biglietto gratuito che mi avevano dato al Ministero.  Hanno visto "Tre giorni di gloria", un film di guerra americano. Teresa già va a scuola alla terza Media.  Mamma vuole farle prendere l'anno venturo Ragioneria, perché è nella stessa scuola che frequenta adesso ed è un corso non tanto lungo.

            Certi parenti di Conti, che sta insieme con Roberto a Torre del Greco, sono andati da P.Pio, quello che ha le stimmate, e si dice che sia un taumaturgo, in provincia di Foggia, ed hanno fatto benedire la fotografia di mamma. A Luordes, è venuto sui giornali, che di recente la SS.ma Vergine ha guarito un malato di cancro.  Ma lei non vuole andare.  Del resto occorrerebbe una forte spesa. Roberto ci ha scritto descrivendoci tutto il panorama del Vesuvio e del golfo di Napoli che si gode dal Noviziato.  Sta bene ed è contento.  In pensiero anche lui per mamma. Abbiamo ricevuto la tua lettera e te ne ringraziamo tanto. Ossequia e ringrazia il P.Priore, il Vice Priore e tutti. A te la S.Benedizione

papà

 

 

            Il 6 Novembre arriva a Roberto una lettera di papà scritta in parte a macchina da Francesco il quale dice che si è "attenuto fedelmente al testo" (l'ha ricopiata o l'ha scritta sotto dettato?).  Questa lettera termina con la grafia di papà e c'è aggiunto qualche rigo anche di mamma.

 

 

189  PAPÀ:  PRENDE UN SACCO DI MEDICINE

A Roberto

Mamma peggiora

 

Carissimo Roberto,                                                                    Roma 6 Novembre 1950

            sei contento? Stai bene in salute? Manca ormai un mese per la tua vestizione.  Preghiamo il Signore.  Qui mamma va peggiorando.  Dolori alle braccia, alle mani, alle ginocchia ed all'addome, mali di debolezza al cuore. Abbiamo cambiato tre medici: prima Ferriani, che aveva assistito all'operazione, e ora Bonelli che è il medico della signora accanto.  Si lamenta, viene zia Gilda e cerca di tenerla allegra.  Prende un sacco di medicine e di iniezioni.

  Leonardo si è iscritto all'Università: Ingegneria.  Va al Circolo universitario cattolico (F.U.C.I. Federazione Universitaria cattolica italiana) in Piazza S.Agostino. Si ritira tardi la sera.  Ieri sera c'è stata la festa della matricola (si chiamano matricole tutti quelli che si iscrivono al primo anno dell'Università), dolci, vermut, canti goliardici (canzoni di montagna) e suoni.

  Francesco va al San Giuseppe, primo anno di Ragioneria e Teresa pure ha ripreso la scuola, terza media.

            Zia Giulia viene pure spesso a casa, zio Guido, Piero, Ernestina e Mariella, zio Virgilio, come al solito. Io sono alquanto stanco.  L'orario ed il lavoro pesanti all'ufficio. Ora qui a casa tentiamo di mettere una domestica fissa, poiché quando tutti stanno a scuola mamma resta sola e dato il male che ha, abbiamo paura di lasciarla sola.

            8 - 11 - 50  -  Giuseppe, Fra Raffaele, forse da qui a qualche giorno ci farà una visita, venendo qui per il giubileo.  Ti scriverò di lui. Tanti ossequi e ringraziamenti al carissimo Fratel Direttore, che io ricordo sempre con grande considerazione. A te la Santa Benedizione

papà

 

 

190  MAMMA:  È VENUTO A PORTARMI GESÙ E MI HA DATO UN PÒ DI CALMA

A Roberto

 

Figlio mio carissimo,                                                                                  6.11.50

            non sto esageratamente male e spero perciò di venirti a trovare, se la Madonna mi fa passare un po’ il male al cuore e il reumatismo. Il 7 è venuto P.Brocardo a portarmi Gesù e mi ha dato un po’ di calma.  Pazienza e sia fatta la Volontà di Dio. Domani, Sabato 11, o Domenica 12, viene Fr.Raffaele per il giubileo e P.Bernardino lo farà venire a casa.  Immagina la mia gioia!... Ti scriverò a lungo presto.  Intanto manda a dire tutto quello che occorre per la vestizione. Io e papà ti vogliamo fare assolutamente un regalo: dì tu quale. Capito? Il certificato di Cresima te lo spedirà la signora Conti che tanto gentilmente s'è prestata a farlo fare. Ossequia i Superiori,

a te tutte le più sante benedizioni da mamma

 

Il 19 novembre Francesco comincia una lettera, a macchina, a Roberto con le notizie consuete sulla salute di mamma che va sempre più peggiorando.  La lettera la prosegue papà a mano:

 

 

191  PAPÀ:  CHE  LA MADONNA CI SALVI DA UN’ALTRA GUERRA UNIVERSALE

Sempre a Roberto

 

            Proseguo io papà.  In quanto a venire molto dipenderà dal mio ufficio e soprattutto dalle condizioni di mamma. Teresa a scuola e a casa un pò svogliatella.  Soffre per le condizioni di mamma.

            Nel mondo: America e Cina stanno per venire alle mani, ma non si decidono a farlo.  Speriamo che la Madonna ci salvi da un'altra guerra universale.  Il Tibet è stato invaso dai Cinesi.  Il Tibet è governato da due capi della religione buddista, uno sta con i cinesi e uno contro.  I cinesi sono comunisti e alleati dei russi. Leonardo fa gli esercizi spirituali nella chiesa del Sacro Cuore tenuta dai Padri Gesuiti.  È stata una decisione improvvisa.  Prega per lui. È andato con i Fucini, cioè con quelli del Circolo Universitario Cattolico, fra cui anche Palma, te lo ricordi?  Ora è studente in medicina.

            I parenti come al solito.  Zia Gilda da due giorni non viene perché ha mal di denti.  Pare un ascesso. Io sono sacrificato all'ufficio tutto il giorno e nei soli pomeriggi domenicali ho riposo, ma dormo. La mattina quando i ragazzi sono a scuola viene la sorella della portiera. Tanti ossequi e ringraziamenti ai Carissimi Fratelli Direttore e gli altri per tutte le cure e per il bene che ti fanno.

            Ossequia da parte mia e di mamma anche S.E. Reverendissima S.E.l'Arcivescovo Mons. Ronca, come pure ringrazialo e ringrazialo sempre.

A te la Santa Benedizione

papà

 

Mamma, sempre a Roberto, aggiunge sotto il foglio:

 

 

192  MAMMA:  LI OFFRO AL SIGNORE PER LA MIA FAMIGLIA

Continua a rivolgersi a Roberto che si prepara alla vestizione religiosa.

Racconta la sorpresa della mia venuta a farle visita.

 

Mio carissimo Roberto,                                           Lunedì 20 - 11 - (1950) ore 9

            ti scrivo dal letto e perciò devi scusare un po’ tutto: calligrafia e resto.  Io non sto tanto male, però l'ordine del medico è il riposo e allora da una settimana non mi muovo.  Dolori? Parecchi, un pò reumatici e un pò addominali: li offro al Signore per la mia famiglia, ma ora per te che hai tanto bisogno di lumi. Vedrai che, se Dio vuole, potrò anche venire a Torre, altrimenti sia fatta la Sua Volontà. Francesco ti ha scritto della mia gioia per la tua carissima lettera: l'ho qui sempre vicina a me e non mi stanco di rileggerla.

            Ho dato l'incarico alla signora Conti per le calze nere, ma di cotone: i fratelli ti porteranno tutto. Non ti nascondo la mia meraviglia nel sentire che non c'è bisogno di immaginette ricordo.  Possibile? O hai dimenticato di scrivermene? Sta tranquillo per il resto: si può benissimo partire da Roma la mattina del 7, oppure il 6, pernottando a Pompei e poi venire da te e ripartire la notte del sette stesso.

            Sai che papà ha un nuovo Direttore Generale (Deo Gratias) e per questo pure è aumentato il suo da fare perché è l'unico al corrente di tutto, ma tu sta tranquillo che verrà perché anche i miei acciacchi diminuiranno certamente. Mi pare che nessuno t'ha scritto della grande notizia: Domenica scorsa, 12 Novembre, sono venuti a Roma per acquistare il giubileo gli studenti di Caprarola e P.Bernardino ha accompagnato a casa Fra Raffaele lasciandolo da mezzogiorno alle quattro e mezzo.......  Immagina la felicità di tutti. Zia Gilda ha preparato il pranzo e per l'occasione mi sono alzata e sono stata sempre col mio fraticello.  Giuseppe sta veramente bene ed è pure contentissimo e ne sia ringraziato Dio. Abbiamo parlato tanto di te, ma non può venire: ti seguirà con la preghiera. Checco è felice di andare al S.Giuseppe ed io spero che Dio dia a lui la salute e a noi i mezzi perché possa frequentare l'Istituto a lui tanto caro.  Io l'ho mandato al De Merode non per lusso, ma per non allontanarlo dall'ambiente suo, se i Fratelli avessero a Roma un altro Istituto meno caro l'avrei mandato in quello naturalmente. San Giuda provvederà!

            Teresa va a scuola, e a casa resta la sorella della portiera che mi fa pure le iniezioni, è una brava donna ed io ne sono contenta: viene alle otto e va via all'una, quando ritornano i ragazzi. Leo va all'Università e ha già comprato qualche libro, fra questi uno di Brunello Rispoli, è entusiasta della matematica e frequenta pure la FUCI della quale è stato un attivissimo apostolo, figurati che le iscrizioni sono quest'anno triplicate per merito suo: ha già fatto la festa delle matricole e per l'occasione ha pure recitato... non ti dico però le telefonate fatte e ricevute per organizzare tutto.  Adesso dice che deve studiare e perciò alla FUCI andrà il Sabato solamente. Dall'altro ieri 18 sta facendo un breve ritiro presso i Gesuiti nella "Casa del Sacro Cuore" sotto il Gianicolo, oggi all'una ritornerà a casa. Francesco ha cercato di Fratel Valerio, ma ancora non è riuscito a vederlo.

            I parenti al solito, solo zia Gilda ha incominciato ad andare a Messa la Domenica.  Prega sempre per loro. Ti trascrivo la preghiera di P.Pio dietro una immaginetta che accludo alla presente.

Ossequia tutti i Superiori, a te, figlio mio carissimo, tutte le più Sante Benedizioni

da mamma.

 Dimenticavo di dirti che sarei veramente felice se tu conservassi il nome del nostro grande benefattore e perciò pregherò il Signore che mi conceda anche questa gioia di chiamarti Fra Roberto... ((il grande benefattore della nostra famiglia è Mons. Roberto Ronca che ci aiutò molto durante la guerra))

 

 

Papà il giorno prima scriveva a me:

 

193  PAPÀ:  I DOLORI CONTINUANO AD AUMENTARE, IO HO PAURA

L’Università di Leonardo

Il lavoro in ufficio è più pesante

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                                           Roma 19 - 11 - 1950

            alcuni giorni fa venne zio Guido a casa a raccomandarci di comprare un'altra medicina, che, dice lui, ha guarito completamente una signorina dallo stesso male di mamma.  Domandato a due medici, andava bene. Comprata ha fatto tre iniezioni.  Non si riesce a capire se fa bene o no.  Pare che sia un poco più rinforzata, ma ha forti dolori all'addome, specialmente quando qualche volta le capita di alzarsi dal letto.  Col cuore però ho l'impressione che stia meglio. Chi sa?  Se i dolori addominali continuano ad aumentare, io ho paura. Quindi sono alquanto perplesso.  Anche di dolori agli arti (gambe e braccia) si lamenta di meno.  Ma sono miglioramenti impercettibili.  Chi sa continuando? Ma se poi si aggrava il male all'addome, chi sa che cosa può venire fuori. Mamma teme anche per i reni. Speriamo di no.

            Zio Virgilio, come al solito, zia Gilda ha mal di denti, Mario: vita di reporter (sottocronista di giornali) notturno. Leonardo va all'Università, l'Università facoltà di matematica e fisica è ordinata in questo modo: ci sono due professori titolari uno di nome Bompiani e l'altro Ghizzetti.  Ogni professore ha due viceprofessori, chiamati assistenti.  Quando uno dei Professori spiega, tutti e quattro gli assistenti gli stanno seduti davanti, in prima fila su quattro poltroncine.  Quando il professore ha finito, gli alunni, che sono stati presenti alla lezione, si dividono in quattro aule diverse ed ognuno dei viceprofessori assistenti, ciascuno in un aula diversa, incomincia la lezione per proprio conto. Tra i viceprofessori assistenti, c'è Michele, figlio di zio Emilio, fratello di nonna Ernesta e Brunello, nipote di zia Ada e figlio di zio Amilcare, figlio di zia Adele, sorella di nonna Ernesta. Leonardo con Michele ci sta in confidenza e si è presentato a Brunello, che gli ha parlato tanto affabilmente. Fano, compagno del San Leone Magno, di origine ebraica e di filosofia paterna idealista (il padre è professore, all'Università, di filosofia), fa matematica insieme con Leonardo e stanno sempre insieme:  Leonardo è riuscito a farlo venire al Circolo Universitario Cattolico (F.U.C.I.), dove questo Fano ha sostenuto discussioni filosofico-teologiche con Mons.Rotondi. Fano è anche molto bravo in matematica e spiega a Leonardo le lezioni che fanno i professori che non sempre sono comprensibili.

            Leonardo è andato ieri, invitato dagli Universitari Cattolici, a fare gli esercizi spirituali presso la Casa del Sacro Cuore, vicino San Pietro, tenuta dai Padri Gesuiti. Si entra il Sabato sera e si esce il Lunedì mattina.  Prega un poco per lui.

 Roberto ci ha scritto una lunga lettera.  Farà la vestizione il 7 Dicembre alle ore 16. Ha visto e salutato personalmente Mons. Ronca, che gli ha domandato nostre notizie.

            Francesco studia, va a scuola, attende alle faccende domestiche. Teresina è un pò svogliatella a scuola e a casa.  Io la compatisco: è la più piccina (ora non tanto piccina), ma è sempre l'ultima e poi è donna e quindi più sensibile.  La malattia di mamma, che durante la malattia è molto irascibile, causa le continue forti sofferenze, l'ha un pò disorientata.  Poi l'incomprensione dei fratelli, specialmente di Francesco, che ha un altro carattere.

            Io all'ufficio orario lunghissimo, lavoro sempre in aumento, personale di ufficio in diminuzione.  Non riesco a trovare un modo che non sia pericoloso per rimediare a questa situazione.  Per insistere ho insistito e continuo ad insistere.  Pazienza. Nelle ore di scuola e quando contemporaneamente anch'io sto all'ufficio, la sorella della portinaia, Ersilia, viene a fare compagnia a mamma.

            Queste sono le notizie della famiglia.  Spero che tu stia bene e contento. Ossequia e ringrazia tanto il M.Rev. P.Priore, il M.Rev.P.Vicepriore, che ricordo sempre con tanto affetto, e tutti i M.Reverendi Padri Insegnanti. La logica e la psicologia di Padre Ce S.J. ti è stata utile? E della vita di Santa Teresa del B.Gesù di Padre Fra Saverio che ne è stato?

Abbracci e la Santa benedizione

da papà

 

Mamma aggiunge:

Sto meglio e ti scriverò presto. Ti mando la lettera di Roberto. Quando puoi me la rimandi.  Ossequi ai Superiori.

 

 

Mamma i primi di Dicembre scrive a me

 

194  MAMMA:  NON MI SENTO DI CHIEDERE LA GUARIGIONE, SAREBBE TROPPO BELLO

Una preghiera alla sorella di Santa Teresina e parziale miglioramento

Fiducia nella Divina Provvidenza

 

Figlio mio carissimo,                                                                  Sabato 2 - 12 - 1950

            non puoi immaginare la mia gioia nel ricevere la tua carissima con la preghiera a Suor Maria del Sacro Cuore e l'altra con le reliquie. Grazie e grazie a te e a tutti quelli che pregano per me. ((Mandai a mamma una preghiera, composta da me, nella quale mi rivolgevo alla sorella di S.Teresina, Maria, che fu la madrina della Santa ed influì molto nella sua formazione spirituale.  In essa chiedevo la grazia, anzi il miracolo della guarigione di mamma con parole e accenti di forte supplica. Era veramente necessario un miracolo e ognuno di noi pregava un santo particolare per ottenere ciò che solo soprannaturalmente si poteva sperare. Leggendo “La Storia di un Anima” avevo preso confidenza con le sorelle di Santa Teresina e pensai bene di rivolgermi anche a loro)).

            Io non mi sento di chiedere la guarigione perché sarebbe troppo bello, ma che mi vengano attutiti i dolori addominali che non sopporto con molta pazienza..  Sia fatta la Volontà di Dio! Contemporaneamente alla preghiera a Suor Maria, zia Gilda mi ha portato una medicina che forse ha contribuito ad un inaspettato miglioramento; non ti dico questo per diminuire l'efficacia del contributo della cara sorella di Santa Teresina, alla quale anzi io attribuisco quel benessere di cui ora godo più a lungo.  Sai che ho fatto?  Ho fissato la tua preghiera al lume che ho sul comodino, così l'ho sempre a portata  degli...occhi e naturalmente del cuore. Anche di notte uno sguardo non manca mai d'incontrare le tue parole tanto semplici e tanto toccanti ed io credo che saremo ascoltati! Tu però non preoccuparti eccessivamente perché il mio male è lungo, ma va lentissimamente migliorando; anche col cuore sto meglio perché meno soffre e meno si altera l'intermittenza cardiaca.

            Adesso eccoti le notizie di casa. Papà sempre in ufficio e solo Giovedì ha potuto assentarsi un paio d'ore per andare al "S.Giuseppe" e pagare la retta per Francesco: hanno accordato una riduzione del solo 20 per cento.  San Giuda ci aiuterà! Papà è stato contento lo stesso della lettera diretta a me e adesso sta aspettando che io finisca per imbucare subito la presente (sono le 16,30 di Sabato), è un pò preoccupato per andare a Torre e non sa ancora che cosa decidere.  Prega anche tu che tutto vada per il meglio. Leo va all'Università mattina e sera ed è sempre ubbidiente e mi racconta quello che fa e quello che avviene, poi...quando avrò più tempo ti scriverò per farti ridere un pò. Teresinella è tanto cara , ma studia ridendo e scherzando... Francesco pare che vada bene ed è sempre entusiasta della scuola.

            I parenti sono tutti allo stesso punto: gran progetti e basta.

  A Napoli è morta l'ultima sorella di mamma mia, zia Elisa, voi ragazzi non l'avete conosciuta, ma falle lo stesso una preghiera. Adesso tutta la famiglia di nonna (otto figli e genitori) si sono finalmente riuniti in Dio e speriamo che il Signore li abbia accolti nella sua pace. Adesso è venuto Michele che è veramente prof. all'Università come Brunello. Per la vestizione di Roberto non potrò muovermi: forse con una comoda macchina potrei anche tentare, ma nessuno me l'ha offerta e a volerla prendere costa troppo.  Ho offerto tutto al Signore: il Visitatore dei Fratelli che è Fratel Valerio, l'ex Direttore di Fano di Francesco, mi ha assicurato per telefono che il primo abbraccio che riceverà Robertino sarà il suo a nome mio.  Gli manderò un'offerta pel convento (così mi hanno suggerito i Superiori), le calze nere e una sciarpa idem per il collo.  Poi gli starò vicino con la preghiera e col pensiero.

            Ossequia tutti i tuoi buoni Superiori, saluta i confratelli, a te tutte le più sante e care benedizioni

da mamma.

 

Papà aggiunge: Saluta e ringrazia tanto il M.R.P.Priore, il M.R.Vicepriore, il P.Marco che ha telefonato a me per la lettera. A te la S.Benedizione

papà

 

 

Il pomeriggio del 7 Dicembre 1950 Roberto prende l'abito dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Papà con i fratelli si recano a Torre del Greco col treno.  Partono la mattina e tornano la sera tardi. Il giorno dopo:

 

195  PAPÀ:   SIETE  GIÀ IN DUE DEI MIEI FIGLI  CHE AVETE PRESO L’ABITO RELIGIOSO

Il privilegio di avere due figli religiosi

Descrizione della vestizione di Roberto

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                                                      8 - 12 - 1950

                                   -  Ringraziamo il Signore!  Fà un ringraziamento speciale. Siete già in due dei miei figli che avete preso l'abito religioso. Ieri Roberto si è vestito da "Carissimo".  Speriamo che ci mandino qualche fotografia e cercherò di fartela recapitare.  Sta tanto bene e tutti lo ammiravano per la sua distinzione. La vocazione della nostra Patria, secondo un celebre Domenicano, è quella di servire il Signore, direttamente, nel Clero e negli Ordini Religiosi.  La funzione è semplice.  Si svolge iniziandosi con dieci domande, in cui sono contenuti i punti principali della regola, alle quali hanno risposto tutti insieme i postulanti. Dopo, il Superiore Assistente Generale li dichiara ammessi nel... (ora non ricordo se ha usato la parola ordine o un'altra) ((deve aver detto "Congregazione Religiosa" perché è il titolo che ha l'Istituto delle Scuole Cristiane)). Dopo li ha chiamati ad uno ad uno, consegnando a ciascuno un involto contenente l'abito.  Quindi ha nominato i religiosi padrini di vestizione: a Roberto è toccato quel Fratel Vito Direttore dell'Istituto Colosimo a Napoli, conoscente di zio Virgilio.  Andati poi i postulanti in sacrestia, accompagnati dai padrini, ne riescono poco dopo vestiti da religiosi.  Cantano il Magnificat.  Poi un altro inno.  Poi viene consegnato a ciascuno il Crocefisso, il S.Vangelo ed il Rosario. Poi si scambiano l'abbraccio con tutti i religiosi presenti.  C'erano le rappresentanze di varie parti d'Italia.  Poi un altro inno. Erano inoltre presenti i parenti dei nuovi novizi, il P.Dini della Compagnia di Gesù, che è stato vostro confessore all'Istituto De La Salle, non so se lo ricordi. Vi conosce tutti da bambini e una volta ha parlato anche con mamma, (il nome di Roberto è Fratel Lelio Roberto), e un Padre Francescano, che è il loro cappellano.

            Roberto che soffriva male alla gola a Bolsena, adesso, all'aria del mare (la loro villa dà proprio sul mare, da cui dista poche centinaia di metri), si è rimesso completamente. Mamma è stata contenta e si sente meglio. Speriamo che Roberto stia bene in salute, lui poi è contentissimo e speriamo che continui ad esserlo. Siamo stati molte ore (5 ore) con Roberto, perché gli esercizi li avevano finiti il giorno prima.  Roberto è al corrente dei lavori del Congresso dei Religiosi. Sei contento e stai bene? Mamma fra un dolore, una pausa di dolori ed un altro dolore.  I dolori durano un'ora, la pausa più ore. Finisco perché è tardi. Tanti ossequi e ringraziamenti al M.Rev.P.Priore, al M.R.P.Vicepriore, agli altri Padri e confratelli.  Mi raccomando alle preghiere di tutti. A te la S.Benedizione

papà

 

 

Mamma scrive la prima lettera a Roberto come religioso:

 

196  MAMMA:  HO OFFERTO AL SIGNORE LA MIA ASSENZA

A Roberto

Differenza con la mia vestizione

Esiste un san Lelio?

Alcuni parenti si accostano ai sacramenti

 

Fratel Lelio mio carissimo,                               Domenica 10 - 12 - 1950 ore 22

            mai come in questi giorni sono stata con te col pensiero e con la preghiera.  Ho offerto al Signore la mia assenza e spero che in ricambio Dio e la Mamma nostra Celeste dia a te tutte le grazie necessarie alla tua nuova vita. Vorrei avere la penna di Santa Teresina per scriverti quello che il cuore detta in questi momenti.  Non so dirti nulla invece,  ti raccomando alla Madonna e a San Giovanni de La Salle perché ti siano guida ed esempio nella vita religiosa che hai abbracciato con tanto entusiasmo e con tanta assennatezza. Mi sono fatta raccontare un sacco di volte la funzione e il viaggio; Francesco è stato un cronista minuzioso e mi ha fatto rivivere momento per momento tutte le cinque ore passate con te. Come è stata differente la vestizione tua da quella di Giuseppe!  Proprio adatta alla missione vostra di educatori della gioventù!  Breve e semplice!  So che papà ha pianto, ma il canto del Magnficat lo deve avere consolato assai. "E due!" mi ha detto quando è ritornato "sia ringraziato il Signore!" Sono contenta di tutto, specialmente della tua salute che è veramente ottima. So che quest'anno sarà la prova del fuoco e perciò spero che stando bene superi meglio la vita un pò più austera che dovrai vivere come novizio.

            Auguri, auguri e auguri, io sarò sempre col pensiero vicino a te perché pregherò la Madonna che ti aiuti. La signora Conti è ritornata ieri sera e oggi mi ha telefonato per darmi le ultime notizie: fotografie (che saranno pronte fra qualche giorno) e ricordini che noi non abbiamo avuti.  Sto aspettando una tua lettera, se non riceverò le immaginette ricordo le farò fare io e te ne manderò un pò.

            Solo oggi mi è possibile scriverti e mi è tanto dispiaciuto non averlo potuto fare prima... Pazienza!  Ho avuto un po’ di dolori che solo oggi sono cessati.  Ieri sono venuti a trovarmi tutti i parenti di Napoli, venuti a Roma a casa di zio Federico; si è parlato di te e zio Lino ha voluto il tuo indirizzo: gli ho detto che non puoi uscire e che le visite non devono essere frequenti, lui ha la macchina e perciò non gli costerà nulla venirti a trovare; è tanto buono e adesso è tanto addolorato per la morte della mamma, se verrà digli pure due parole di conforto, così pure a zia Emma Attanasio.

            Mi ha commosso la notizia del nome che hai assunto in religione... c'è veramente un San Lelio? Me lo farai sapere?  Con me è curioso di saperlo anche il marito di zia Emma, che pure lui si chiama Lelio. Ringrazia i Superiori del gentile pensiero, ossequia il tuo Padrino, Fratel Vito, conosciuto pure da zio Lino. Zio Virgilio è stato contento della scelta e se andrà a Napoli andrà a salutarlo. Adesso ti do la bella notizia che zia Gilda col marito vanno tutte le feste alla Santa Messa!  Buone speranze per il giubileo, ma zio Guido ancora niente.  Tu prega.

            Ieri fra tutti i parenti c'era pure Brunello, il professore di Leo.  Quest'ultimo va sempre all'Università e a voce t'avrà detto tante cose, spera di ritornare presto a Torre, perché zio Lino ha invitato tutti sempre a casa sua, mettendo a nostra disposizione la sua macchina. Fra Raffaele non ha ancora scritto: aspetta notizie da noi e domani spero di dargliele. Hai ricevuto il telegramma di zia Maria? Adesso Francesco mi sta dicendo che non ti hanno detto nulla della morte di zia Elisa Biraghi, avvenuta a Napoli il 21 Novembre; io veramente te l'ho accennato più sopra. È stata quella la causa per cui zio Guido non è venuto, perché con zio Virgilio andò a Napoli per la triste occasione.

            Qui la solita vita con la mia malferma salute che affligge un pò tutti, ma io spero di potermi rimettere per consolare un pò i vicini e i lontani. Scrivimi appena puoi le tue belle lettere che ho sempre vicino a me per leggerle e rileggerle. Ti scriverò per Natale quest'anno un pò lontano... Ossequia i Superiori e ringraziali delle cortesie usate a papà e fratelli.

A te tutte le più sante benedizioni

da mamma

 

 

197  MAMMA:  UNA BUONA NOTIZIA: VANNO A MESSA TUTTE LE FESTE

Ripete a me ciò che ha scritto la sera precedente a Roberto

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                             Lunedì 11 - 12 - ore 10

            ieri ho scritto a Roberto, oggi a te, sei contento? Sei stato più fortunato tu di lui.  Non ho potuto ((così sembra di leggere, ma le parole sono molto scolorite)), il Signore vede e compenserà Lui con le sue grazie e di quante ne abbiamo bisogno, morali e materiali! Purtroppo le mie sono quasi tutte ora della seconda specie, perché spesso m'impazientisco e non sopporto i dolori con santa rassegnazione: li offro al Signore, ma poi chiedo che mi passino presto.

            Sto meglio in generale e faccio le iniezioni calmanti quando ne ho bisogno, nell'ultima settimana tre volte, oggi spero di farne a meno, perché mi sono raccomandata alla nostra Santina. Hai letto le lettere di papà e Francesco?  Sei contento anche tu? Il nostro Fratel Lelio sta benissimo ed è contento.  Papà e fratelli sono partiti il giorno stesso quando non avevano ancora distribuito i ricordini, né fatte le fotografie. La signora Conti, mamma di un altro fratello novizio, che ieri è tornata, mi ha detto che mi porterà tutto lei, così manderò anche a te e ai superiori le immaginette ricordo, stampate a Pompei. Monsignor Ronca non ha potuto andare, ma ha scritto.  Intanto Leo e Francesco si ripromettono di dividere le loro prossime vacanze fra una visita a te e un'altra a Fratel Lelio; zio Lino ha invitato tutti a Napoli e andrà a trovare Roberto.  Lui ha la macchina e perciò non sarà difficile andare a Torre del Greco.

            Sabato, nove, sono venuti a casa tutti i Biraghi da Napoli e da Roma, erano in tutto una quindicina di parenti e non ti dico perciò i commenti e le chiacchiere, speriamo non inutili, per la vestizione di Roberto. C'era zio Lino, Federico, zia Emma col marito (che si chiama anche lui Lelio), zia Clelia ecc.ecc. Dopo la morte di zia Elisa (la mamma), Lino è avvilito assai e mi fa tanta pena perché lui viveva con la mamma; adesso insiste perché si vada a Napoli quando andremo da Roberto e vedrai che approfitteremo della sua bontà. È sempre un punto di appoggio perché si deve scendere per forza a Napoli.

            Adesso una buona notizia: zia Gilda e Virgilio vanno a Messa tutte le feste, ma il giubileo ancora niente, speriamo bene. Scusa la brutta calligrafia, ma ho reumatismo pure nel polso. Teresinella è tanto cara e mi circonda di mille cure, anche per lo studio pare che vada bene: non è certo bello sentire sempre lagne...

            Francesco ha avuto la prima pagella (due mesi!) ed è il primo della classe.  Meno male. Studia volentieri e ne sia ringraziato il Signore. Leo è sprofondato nella matematica e studia molto frequentando l'Università. Sabato c'era pure Brunello Rispoli, il figlio di zio Amilcare, che è professore suo insieme a Michele.  Sono rimasta contenta delle tue buone notizie.  Di P:Gioacchino nulla... Speriamo bene.  Sull'ultimo numero della rivista delle Missioni c'era qualcosa della Cina, ma non di lui. Per Natale ti scriverò ancora, ma temo che quest'anno dovrai contentarti di un'offerta in denaro, perché chissà se potrò fare il solito pacco.  Speriamo bene, tanto bene che quasi quasi sogno una visita tutta per te.  Al Signore niente è impossibile e S. Teresina mi assisterà.

Ossequia i Superiori,

 a te tutte le più sante benedizioni da mamma

 

 

Mamma, prima di Natale, scrive a Roberto e subito dopo a me.  Papà aggiunge solo poche righe a tutte e due le lettere:

 

198  MAMMA:  CHE IL SANTO BAMBINO CI PORTI TUTTE QUELLE GRAZIE NECESSARIE ALLA NOSTRA SANTIFICAZIONE

Scrive a Roberto, ormai Fratello delle Scuole Cristiane, con il loro stile.

Auguri di Buon Natale

Alcuni parenti hanno fatto il Giubileo.

Notizie dalla missione della Cina

 

            Viva Gesù e Maria nei nostri cuori! Sempre! ((Così iniziavano le lettere i Fratelli delle Scuole Cristiane e mamma si adegua cominciando la sua con questa invocazione))

Mio carissimo fratel Lelio Roberto,                                            22 - 12 - 50   ore 10

            sono felice della tua lettera alla quale avrei voluto rispondere subito, invece, ho dovuto aspettare le fotografie (che non sono riuscite) e le immaginette che ho fatto stampare dai Salesiani e che stamattina Leo è andato a prendere.  Spero così che la presente ti arrivi prima di Natale. Ricambio, a nome di tutti, e specialmente di papà, che è sacrificato assai per l'ufficio, gli auguri per il S.Natale: che il Santo Bambino ci porti tutte quelle grazie necessarie alla nostra santificazione e anche un pò di salute a chi ne ha bisogno. Papà è leggermente raffreddato, ma tira avanti lo stesso; io costituisco un enorme passivo che per giunta non sopporta serenamente i malanni, cosicché, povero papà, esercita la sua enorme pazienza e lavora lo stesso senza lamentarsi mai; l'unica cosa che gli secca è la firma la mattina alle otto per cui gli tocca uscire alle sette e venticinque precise e con questo freddo (1 sotto zero!) non è divertente.  Tu prega sempre per lui e per tutti.

            Leo fa ancora il ... baco da seta: vuol fare un grande apostolato e poi non trova il tempo per studiare, naturalmente noi gli stiamo consigliando di lasciare un pò tutti gli impegni e pensare ad un'unica cosa: l'università, altrimenti non concluderà nulla perché l'ingegneria è pesante e richiede molto tempo.  Non ti pare giusto? È un continuo susseguirsi di telefonate: S.Leone Magno, FUCI, organizza gite, Conferenze di San Vincenzo e poi amici e amici, spero che ascolterà i nostri consigli. Vuol ritornare anche da te e vedremo se sarà possibile accontentarlo con Francesco. Quest'ultimo è stato ammalato da Giovedì dell'altra settimana fino all'altro ieri: una tonsillite follicolare, con febbre alta e dolori forti alla gola, puoi bene immaginare la preoccupazione, l'ha curato Bonelli, quello che cura me, e visto inutile il bismuto si è dovuto ricorrere alla penicillina (4 iniezioni tragicomiche di 200.000 unità) e tutto è passato, ringraziando il Signore; ora sta facendo il presepio, aiutato da Teresa, con raggiera mobile e lumini sparsi dappertutto, rassomiglia a quello dell'anno passato, ma è migliore. Teresa ha dovuto rimanere a casa per cinque giorni per fare da infermiera al fratello che faceva l'ammalato esigente e capriccioso. Sia fatta la Volontà di Dio adesso e sempre!...

            Hai sentito la bella novità di zia Gilda e Virgilio? e che giubileo! Si sono alzati alle sei per fare la S.Comunione e per potere andare poi a San Pietro, dove c'è stata la Messa Papale. "Una cosa paradisiaca" ha commentato zia Gilda. Adesso toccherebbe a Mario e zio Guido, perché zia Giulia pure lei ha fatto la Santa Comunione e lucrato il giubileo con Ernesta, non so di Piero e Dino, spero bene. Prega pure per i Biraghi e specialmente per zio Lino, che senza la mamma è proprio avvilito assai, ma non ha il conforto della fede.

            Io, povera vecchia, tiro avanti come Dio vuole, dolori, letto, poltrona, non faccio più nulla e dirigo la barca brontolando e predicando; qualche volta sto meglio e allora mi ritorna l'allegria: chissà come andrà a finire questa mia grande avventura....  Pazienza e forza.

            Giorni fa è venuto il Priore di Fra Raffaele con le lettere che accludo alla presente, pure a lui non ho potuto fare il pacco e gli ho dato quello che avrei speso, farò lo stesso con te quando verranno a trovarti quelli di casa. Anche noi sentiamo P. Lombardi e speriamo che veramente l'Italia sia rinnovata dal suo soffio santificante: ieri abbiamo ascoltato pure il discorso fatto al clero: un commento all'enciclica papale: magnifico!

            Adesso è successo "un gran successo": è caduta la mia scrivania (cioè il gran cabaret appoggiato sopra uno degli inginocchiatoi ed io seduta in poltrona) e figurati come e dove è andato a finire tutto: sotto il letto e la lettera tua ha salvato l'innaffiamento nero, adesso l'ho lavata e messa sulla stufa ad asciugare, la spedirò lo stesso a Fra Raffaele raccontandogli quello che è accaduto. Vedo che è meglio spiegarti che si tratta della lettera che tu hai mandato a noi.... , se si trattava di questa sarebbe stato peggio.

            Fra Raffaele sta sempre bene e ci ha mandato una lettera di P.Gioacchino, datata 30 - 11 - 50, sta bene, ma relegato in casa dove riescono a dire Messa e a battezzare sempre qualcuno; ha subito 40 processi dal tribunale del popolo e si è salvato sempre per il saper fare di P.Giuseppe ((forse voleva dire P.Gioacchino)); dice che i pagani tutti, nei giorni dolorosi li consolarono e li confortarono assai.  Non te la posso mandare perché Fra Raffaele la vuole indietro.

            La signora Castrucci ti saluta e così pure tutti i conoscenti. Domenica venne a trovarmi la signora Conti, così seppi tutta la cronaca completa dei giorni seguenti il 7, portò le fotografie, ma non riuscì a distinguerti nei gruppi, quella a solo col gran mantello non era ancora stampata. Se verranno Leo e Francesco farò portare la macchina fotografica.

            Ho letto la lettera di Fra Raffaele per la tua vestizione e ne sono rimasta commossa e lieta perché è una conferma di più che anche lui è contento della vita che ha abbracciato.  La Madonna vi proteggerà e benedirà sempre.

            Ricambia ai tuoi Superiori gli auguri ringraziandoli di cuore. A te, figlio mio carissimo, doppiamente "Carissimo" ((i Fratelli delle Scuole Cristiane si chiamavano "Carissimi")) ora, tutti gli auguri più cari di un buon Natale, Capodanno, Epifania,

da mamma tua

 

Papà aggiunge:

Carissimo, Leonardo è in gran da fare per lo studio e per le varie associazioni di cui fa parte (tutte associazioni di carattere religioso).  Mamma tra un dolore e l'altro tira avanti.  Ossequia e ringrazia i tuoi carissimi Superiori e confratelli e colleghi.

A te la S.Benedizione

papà

 

 

199  MAMMA:  TIRO AVANTI COME DIO VUOLE

La situazione religiosa di alcuni parenti

 

Fra Raffaele mio carissimo,                                               Venerdì 22 - 12 - 950  ore 14

            sono stata proprio contenta di ricevere gli auguri e ... aspetto con pazienza il nuovo anno per avere altre tue notizie. Anche per P.Gioacchino ho provato tanta gioia: chissà per quale miracolo il Signore lo salva! Sto aspettando Leonardo, che oggi tarda, perché mi deve portare l'indirizzo cinese e le immaginette di Fratel Lelio Roberto che accluderò alla presente, insieme a parte della lettera che Fratel Lelio mi ha scritto, un foglio l'ho dovuto togliere perché mentre scrivevo (sopra un cabaret appoggiato sopra un inginocchiatoio ed io seduta in poltrona) è caduta la scrivania, troppo movibile, e il calamaio ha rovinato la suddetta lettera; meno male che si è limitato il guaio alla sola lettera...

            Chissà se Leo verrà a farti una visita con Mario... Ne abbiamo parlato con P.Leonardo per trovare un mezzo per spingere Mario a comunicarsi e il P.Priore ha promesso a zia Gilda che ti avrebbe pure fatto scrivere al cugino per invitarlo.  Il Signore si serve di tanti mezzi...... Almeno si raggiungesse lo scopo di convincerlo a non bestemmiare più. Hai sentito la bella novità?  Zia Gilda ha detto che San Pietro era una cosa paradisiaca... Pure zia Giulia, Ernesta e Mariella hanno lucrato il giubileo, ma gli uomini ancora niente.  Prega sempre.

            Io tiro avanti come Dio vuole, per i dolori faccio iniezioni di spasmalgina che non contiene narcotici e il cuore fortunatamente va bene. Ho scritto a Fratel Lelio di te e di tutti. Leo si da un gran da fare per associazioni ecc. ecc.  E poi si lamenta che non ha tempo di studiare, noi gli consigliamo di lasciare tutto e pensare all'Università, non ti pare?  Parlagliene pure tu, se avrai occasione. Papà sempre occupatissimo con un orario da cani specialmente ora che il termometro scende a uno sotto zero la mattina.... Tu prega per la sua salute.  Qui fa freddo e accendiamo la stufa dalla mattina.  Francesco è stato colpito da tonsillite forte e ha dovuto fare quattro iniezioni di penicillina e solo da ieri sta bene.  Ha fatto con Teresa il presepio che è proprio carino.  Spero che Gesù Bambino ci dia un po’ di salute.

            Adesso sono arrivati papà e Leo e allora ti lascio con i più cari auguri per Natale e l'anno nuovo. Ti benedico con tutta l'anima stringendoti forte forte sul cuore

mamma.

Non dimenticare gli auguri da parte mia a P. Bernardino e a tutti i confratelli.

 

 

 

200  PAPÀ:  SPERIAMO IN TANTE PREGHIERE

Catena di preghiere per la guarigione di mamma

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                                               22.12.50

            come stai?  Sei contento?  Mamma tira avanti tra un dolore l'altro. Il Molto Rev. P. Priore mi ha promesso che interesserà certe Suore che sono in fama di santità.  Il Giudice Del Balzo, cameriere di Cappa e Spada di Sua Santità e cavaliere di Malta, mio amico, mi ha promesso che farà un dettagliato rapporto ad un suo amico il quale parla con la Madonna ed è pure amico di P. Pio, quello che ha il dono di essere favorito dalle Sacre Stimmate e dall'ubiquità. Fratel Vito delle Scuole Cristiane mi ha promesso che fa pregare i piccoli ciechi dell'Istituto di cui è Direttore.  Speriamo in tante preghiere. Già un triduo di preghiere è stato fatto a S.Teresa.

            Ringrazia ed ossequia gli ottimi e Rev. Padri e confratelli.

A te la S.Benedizione

papà

 

 

CONVERSIONE

 

            La “bella notizia” su zia Gilda e zio Virgilio che si sono riaccostati ai Sacramenti mi viene data da loro stessi con una lettera del 17 Dicembre 1950. Finalmente dopo tante insistenze soprattutto di mamma, ma dopo le tante preghiere fatte un pò da tutti noi e le sofferenze che mamma offriva al Signore anche per questa intenzione, la grazia viene concessa.  Dio tocca il cuore di questi parenti. Ecco la lettera di zio Virgilio:

(foto 119)

            "Come vedi il gran giorno è arrivato anche per zio Virgilio e zia Gilda e quindi, ora che hanno ripreso in piena regola i contatti con Gesù e con la Chiesa non se ne discosteranno mai più. Hai ricevuto la grazia!  Abbiamo ricevuto la grazia, e ne sia ringraziato sempre il Signore.  Sei contento?  Noi ne siamo felici. Peccato che la nostra felicità sia offuscata dal fatto che Mario non ha diviso con noi la gioia di oggi... Preghiamo tanto perché prima della chiusura dell’Anno Santo, si decida anche lui a fare come noi il Santo Giubileo. Da quanti anni, mio caro Fra Raffaele, sospiravo la gioia di oggi, ed ora non so spiegarmi perché ho dovuto attendere tanto.  Ma il Signore è stato infinitamente misericordioso anche con me e zia Gilda. Voglia esserlo anche con Mario! Ti ringrazio per le tue preghiere e ti abbraccio con tutto il mio affetto. Tuo zio Virgilio."

 

            Anche zia Gilda me ne dà la notizia:

(foto 16)

            "Fra Raffaele mio caro, con animo grato per le tue preghiere e con l'animo giubilante per il S.Giubileo compiuto, ti comunico che stamani alle sei e trenta, zio Virgilio e zia Gilda hanno fatto il loro dovere"

            Descrive quindi la visita a San Pietro con il Papa e conclude: "Non dimenticherò mai questo giorno per me così grande e spero che Iddio voglia fare il miracolo per mamma tua!!!...  zia Gilda"

 

            La malattia di mamma è stata una buona occasione per farli riaccostare al Signore.  Cercavano la guarigione di mamma ed ottennero la loro guarigione spirituale.

            Mamma stava salendo il Calvario, cadendo e ricadendo sotto il pesante legno della croce del cancro. La metastasi ormai galoppava e prendeva tante altre parti del suo corpo.

            Zia Gilda e zio Virgilio cominciano a frequentare P.Pio per chiedergli di pregare per mamma.  Diventeranno suoi figli spirituali e, anche dopo la morte di mamma, continueranno ad andare a S.Giovanni Rotondo.

`           La loro vita cambiò. Si diedero di comune accordo alle opere di bene.  Aiutarono l'Opera di Don Orione regalando parte dell'attrezzatura per la riabilitazione dei bambini (c’è un grande quadro sopra la porta d’ingresso della sala di ginnastica a Monte Mario, che rappresenta zia Gilda ormai colpita da paralisi).  Avevano poi piacere di donare il tabernacolo quando scoprivano che si stava costruendo qualche nuova chiesa o cappella.

            Zia Gilda non visse a lungo e rimase sempre molto unita al Signore: Infartuata e paralizzata riceveva spesso la S.Comunione.  Il Sacramento degli infermi glielo diedi io un'ora prima che morisse. Zio Virgilio invece visse molto a lungo e il Signore lo chiamò a sé il 27 / 02 / 93. Volle essere seppellito con l'abito Francescano, perché ne era diventato Terziario. Negli ultimi suoi anni di vita,  gli portavo la Comunione a casa e lo considerava "il più bel regalo". Me lo diceva.

            Il ritorno di questi parenti alla frequenza dei Sacramenti causò una grande gioia a mamma e papà.   Le tante preghiere fatte e fatte fare, le sofferenze di mamma chissà quante volte offerte con questa intenzione, avevano ottenuto il risultato tanto desiderato.

VEDI  FOTO

 

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200  qui

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

 

 

 

 

 

 
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