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pag. 455- fine - lettere 242-289

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289 qui

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

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Due cuori una sola fede pag. 455- fine (lettere 242-289)

 

 

1953

 

            Comincia il 1953.  Papà scrive sempre meno. Ha molto da fare in ufficio. La mancanza di mamma continua ad influire negativamente e gli crea uno stato di sempre maggiore difficoltà. Si affligge per l’incapacità, che riconosce, di risolvere i problemi familiari. Tante volte è perplesso e indeciso.

 

 

242   SE LA PRENDONO CON GLI IMPIEGATI DELL’UFFICIO

Difficoltà di Leonardo negli studi

Lamentele in Ufficio per la Cittadinanza Italiana

Battesimo di un pronipotino, Guido.

Aumentano i problemi con i fratelli che stanno a casai

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 12 - 2 - 1953

            Ti scrivo su questo foglio, non trovandomene sottomano pel momento uno migliore.

  Come stai?  Sei contento?  Avete avuto l'influenza? Qui l'hanno avuta zia Gilda, zio Virgilio, Mario, zia Maria, zio Alfredo che è ancora convalescente. Noi di casa nessuno, grazie a Dio. Leonardo verso la fine di questo mese deve dare un esame importante e difficile.  Sessione di febbraio.  L'esame di meccanica razionale.  Ha preso da vari mesi lezioni da un professore privato di questa materia.  Questa materia è completamente astratta, matematica astratta senza alcuna applicazione ad alcuno oggetto sensibile.  Concetti rappresentati da formule algebriche che riempiono centinaia e centinaia di pagine e che bisogna ricordare (e qui è il difficile) tutte a memoria. Leonardo, con l'aiuto del professore privato, che si chiama Ruffini, dice di aver capito tutta la materia, ma ha l'impressione di non ricordarla. Era, sino a quest'oggi, indeciso se dare o non dare questo esame.  Non sapendo come fare per decidere ho preso una moneta: da una parte cavallo alto che fugge e dall'altra un ramoscello d'ulivo.  Gettata per aria, se usciva cavallo non doveva darlo, se ulivo sì.  È uscito il ramoscello e speriamo bene. Leonardo è molto preoccupato per l'esito di questo esame e tu prega un poco per lui.

            Roma 13 febbraio 1953  -  proseguo su quest'altro foglio, perché scrivo dall'ufficio e gli altri due fogli li ho lasciati a casa.  Non mi è riuscito di scrivere tutto di seguito, ma a pezzettini. Ti ho dato notizie di Leonardo.  Francesco e Teresa vanno a scuola.  Francesco si occupa anche della Lega Missionaria al San Giuseppe e Teresa va spesso a casa delle compagne, o da Dara.  Ieri è stata dalla sorella di Dara Ivanca.  Ogni giorno telefona a zia Gilda, la quale quando sta bene e non è impedita viene e a prenderla e la porta con sé. Francesco studia molto e va bene a scuola.  Solo l'inglese gli riesce difficile.  Ho comprato un buon vocabolario inglese-italiano e italiano-inglese, ma con tutto ciò non riesce ad avere bei voti a scuola.

            A me all'ufficio molto lavoro.  Sul periodico illustrato intitolato "Il Mondo", in data 31 gennaio 1953 è stato pubblicato un articolo, intitolato "parole e fatti" in cui se la prendono con gli impiegati dell'ufficio di cittadinanza del Ministero dell'Interno, non fanno però i nomi. La prendono con noi, ma le cose stanno così: Le pratiche devono essere approvate dal Consiglio di Stato, che è un altro ufficio indipendente dal Ministero dell'Interno, altrimenti non possono andare avanti.  Il Consiglio di Stato si rifiuta di approvarle, se i richiedenti non presentano un benestare da parte delle autorità comuniste oltre cortina di ferro.  Io e i miei dipendenti lavoriamo per portare a termine queste pratiche, ma gli interessati non possono presentare il benestare richiesto dal Consiglio di Stato perché i governi comunisti non rilasciano questo documento. Il Direttore Generale, d'accordo col Consiglio di Stato, non vuole firmare le pratiche dirette al Consiglio di Stato, se non ci sono i documenti comunisti.  D'accordo tra il Direttore Generale ed il Consiglio di Stato si fanno soltanto alcune eccezioni; nell'anno 1952 soltanto una quarantina. Da notare una cosa: il giornale "Il Mondo" e il deputato che alla Camera dei Deputati faceva nel 1948 questi attacchi agli impiegati dell'ufficio di cittadinanza sono di tendenza politica non cattolica: socialista il Deputato, e di tendenze liberali di sinistra "Il Mondo".  Quindi io penso che alla cosa non sia estranea la tua vocazione religiosa e quella di Roberto, oltre al mio atteggiamento personale chiaramente religioso.

            16 - 2 - 1953  -  Ieri siamo andati al Battesimo del secondo bambino di Mariella che si chiama Guido. Il Parroco è venuto in casa.  Noi abbiamo prestato la statua del Sacro Cuore e le tovaglie di Altare che aveva mamma.  C'era molta gente che riempiva la stanza, vicini di casa, parenti di Piero e zio Guido, zio Virgilio con le rispettive famiglie.  È stata una bella funzione. Il Parroco ha spiegato ai parenti il significato della cerimonia in ogni singola parte e tutti i presenti vi hanno partecipato. Poi dolci e spumante in abbondanza.  Per Francesco e Teresa pancia mia fatti capanna.  Leonardo era a casa a studiare.

            Leonardo è in grande angustia per gli esami.  Non sa se darlo o non darlo l'esame più difficile.  Si scoraggia  Dovrebbe darlo verso il venti.  Dice che non si ricorda niente.  Eppure sono tre o quattro mesi che dalla mattina alla sera (con diverse interruzioni alla FUCI e due gite ai Castelli.  In una si è portata pure Teresa dietro) non studia altro che quella materia.  Lui dice che l'ha capita, ma che non ricorda. Poi domanda a me il mio consiglio ed io che in materia di matematica non ne so niente, non so che pareri dare.  Tu fa una preghiera per questo fratello, il quale spiritualmente risente dell'ambiente ateo che frequenta all'Università e ieri sera mi ha trattenuto sino a tarda ora sulla questione dell'esistenza di Dio e dopo si è inginocchiato con me a dire il Rosario.

            Per regalo di Battesimo zio Virgilio ha regalato £ 5.000 ed io lo stesso.  Io poi ho regalato un piccolo libretto dorato contenente il Vangelo e gli Atti degli Apostoli; Mariella mi ha ringraziato tanto e ha detto che lo terrà come ricordo e lo farà leggere al suo figliolo quando sarà grande. Per Teresa c'è il problema, che non avendo la mamma, non può essere accompagnata dalla mamma.  Quindi i pareri sono discordanti.  Io sono occupato all'ufficio dalle 7,50 della mattina alle 21,30 della sera e quando sto a casa sento il bisogno di dormire.  Deve andare sola o accompagnata?  Deve uscire di giorno o anche di sera?  Lei vorrebbe fare come fanno le sue compagne di scuola che escono di giorno e di sera non accompagnate.  Io sarei contento che uscisse di giorno soltanto, anche se non accompagnata. Per lo più va in case delle compagne per ragioni di studio e si diverte ed è contenta di stare con le compagne:

            Leonardo l'altro giorno in mia assenza ha dato uno schiaffo a Teresa perché uscita da scuola alle ore 12,30 si è ritirata invece alle 13,30 andando con le compagne.  Leonardo ha visto però che vicino al gruppo delle ragazze c'erano anche dei giovinotti. Quando Teresa sta a casa però i fratelli le fanno i dispetti. Tu prega.  Ne ho parlato anche a Fratel Lelio Roberto.  Tu e Fratel Lelio pensateci su e riflettete e poi io e voi due vedremo di risolvere la questione.

            Ossequia e ringrazia il M.Rev.P.Fedele e, se è ritornato a Caprarola, il M.Rev. Padre Alessandro, come pure tutti gli altri. La S.Benedizione

papà

 

 

243   PER FREGIO UNA PAROLA DI SPERANZA

Finalmente la nuova tomba per mamma al Verano

con la scritta “Risorgeremo”

 

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 7 - 3 - 1953

            Come stai?  Sei contento?  Noi tutti bene.  Zia Gilda però ha avuto un lieve accenno di colpo apoplettico, dovuto alla pressione.  Zio Virgilio per questo non va all'ufficio da circa una settimana.   È stato un male che è durato soltanto mezz'ora.  Ma il medico ha detto che l'ha scampata bella.  Aveva preso tutta la parte destra della persona. Anch'io sono stato da una settimana in casa con una leggera influenza, tosse violentissima e leggera febbre, ora sto meglio.

            Ho ricevuto a suo tempo il tuo biglietto. In questi giorni, proprio mentre io stavo a letto, è venuto l'avviso del Verano per sistemare la tomba di mamma.  È andato Leonardo.  Il prezzo enorme £ 130.000.  Noi avevamo versate anticipate £ 36.000.  Ora abbiamo dovuto versare altre 94.000 lire.  Veramente sono stato un poco titubante prima del versamento. Il nuovo loculo è situato alla seconda fila a livello delle braccia di una persona, fa parte di un fabbricato simile a quello dove si trovano nonno Leonardo e nonna Annunziata, miei genitori. Per andare dal cancello principale del Verano bisogna percorrere tutto il viale principale del Verano, fino alla fine dove c'è una Croce, monumento ai caduti, e poi si volta a destra, proprio sul muro di cinta si trova questa costruzione (Scaglione S sinistro, loculo N° 45) 2a fila.  Il loculo è a due posti.  Ora bisogna fare la traslazione della salma e la lapide, la quale vorrei sormontata da una Croce che avesse per fregio una parola di speranza come "RISORGEREMO" o qualche altra. Dopo la traslazione mi rimborseranno 30.000 lire per avere reso libero il loculo attualmente occupato. Se tu potessi venire per la traslazione sarebbe per me di grande conforto. Ma mi rappresento a priori le difficoltà.  Forse verrà Roberto.

            Queste cose rinnovano ancor più il dolore per la morte di mamma e io mi sento nervoso e con la memoria indebolita. Qui la domestica mi fa una discreta assistenza.  Mi ha fatto per farmi passare la tosse i cataplasmi di farina di semi di lino caldi, che mi hanno fatto bene.

  I ragazzi vanno a scuola, studiano e sono molto occupati.  Teresa però va spesso dalle compagne. Vorrei scriverti tante altre cose, ma non me ne ricordo più.  Quando me ne ricorderò ti scriverò.

             Vorrei scriverti su qualche meditazione mia, ma ho in questo momento le idee un po’ confuse. Speriamo che questo mio stato mi passi, quando andrò all'ufficio. Ho avuto per telefono un battibecco con zio Virgilio perché Teresa non è andata subito a trovare la zia indisposta.  Io faccio tanto per farla studiare e attraversare la città il pomeriggio per arrivare da zia Gilda mi è sembrato eccessivo.  Poi io stesso ero a letto. Forse ho fatto male.  Ma da quando è morta mamma non mi so più regolare bene. Dovrò affrontare altre spese per la lapide e per la traslazione.  Si prevede che siano altre 35 o 40 mila lire.  Prega un poco per me. Perché il Signore mi assista nei miei compiti di capo famiglia e nel lavoro d'ufficio.

            Leonardo non è riuscito a superare l'esame di meccanica razionale.

            Tanti auguri e ringraziamenti al M. Rev. P. Fedele per le cure che ti prodiga, al M. Rev. P. Priore che io mi auguro del tutto guarito sinora. Tutti con affetto ricordo e con vivissima cordialità.

            Con ogni più cara benedizione

tuo papà

 

 

            Francesco mi scrive, il 14 marzo, comunicandomi che il 7 marzo alle 10 del mattino era avvenuta la traslazione della salma di mamma nel nuovo loculo. Erano presenti con papà tutti i fratelli, anche Roberto.  Per me, come si prevedeva, era impossibile parteciparvi.

 

 

 

244    MI SOTTOPONE A CONTINUI QUESITI

Aumentano le difficoltà con Leonardo sempre più indeciso per l’avvenire

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                              Roma 16 - 3 - 1953

            Due giorni fa ho scritto una lettera per ringraziare il M. Rev. P.Sottopriore P.Fedele. Ieri sera sono riuscito a parlare col P.Provinciale per la tua venuta a Roma insieme con gli altri tre o quattro tuoi colleghi. Egli non ha nulla in contrario ed ha acconsentito. Spero quindi di vederti presto. Prega un poco per Leonardo. Ha tanti dubbi e tante incertezze sul suo avvenire se seguitare a studiare ingegneria. Ora ha anche la questione del servizio militare.  Mi sottopone quando sta a casa a continui quesiti e domande. Io in salute sto meglio.  La tosse mi è quasi passata. 

            All'ufficio tanto lavoro.

             Ossequi e ringraziamenti al M.Rev. P.Alessandro, al M. Rev. P.Fedele e a tutti. Preghino un pò per me. A te un abbraccio aff.mo e la S.Benedizione e auguroni per l'onomastico di Battesimo

papà

 

 

245   QUESTE TRIBOLAZIONI SONO UN DONO DEL SIGNORE

Questioni della domestica con Leonardo

Perché le tribolazioni?

Descrizione di un’opera lirica vista dai figli

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 30 - 4 - 1953

            Stai bene e sei contento?  Noi qui sinora tutti bene, grazie a Dio. Zia Giulia, moglie di zio Guido, ha avuto, una ventina di giorni fa, una paralisi, come quella che ebbe zio Alfredo due anni fa, ma si è ripresa ed ora sta meglio.  Nel palazzo è morta la vecchia signora Bianchi, che stava all'appartamento a fianco al nostro; la signora Castrucci non si muove più dal letto. Zia Gilda sta bene, zio Virgilio ha anche lui la pressione alta.  Zia Maria e zio Alfredo come al solito.  I miei cugini Ada, Iolanda e Nando Minutillo e i rispettivi parenti stanno bene.  Siamo andati a trovarli nel pomeriggio del giorno di Pasqua. Per ora a Roma la campagna elettorale è calma.  Pochi manifesti.

            Leonardo si sente sempre stanco, sonnolento e dice di apprendere poco nei suoi studi e perciò è nervoso.  Quattro o cinque giorni fa la domestica voleva tenere la finestra dove stava Leonardo chiusa, Leonardo la voleva tenere aperta.  Leonardo ha perduto la pazienza e l'ha spinta fuori della porta. Quando sono tornato a casa, la donna si è lamentata con me perché ha detto che Leonardo le ha dato un pugno.  In seguito a questo fatto la donna si è licenziata e dice che se ne andrà Domenica 3 Maggio. Era molto nervosa anche lei e per nulla si metteva a strillare contro tutti e tre i miei figli, dicendo anche parolacce, qualche volta anche in mia presenza. Intanto manca un mese alla chiusura delle scuole e non ho un'idea precisa di come dovrò fare. Mia sorella Maria è venuta a casa e ha detto alla donna di restare almeno per un altro mese, ma lei non ha voluto.  Prega tu per me.

            A proposito di preghiere in questa occasione, essendo rattristato ho aperto a caso, come uso fare, l'Imitazione di Cristo e ho letto che queste tribolazioni sono un dono del Signore e che piuttosto che alle cose donate debbo guardare all'amore del Signore verso di me che mi fa in segno di amore questi doni. Lo stesso concetto avevo letto che Nostro Signore aveva detto a Santa Teresa, la Santa Madre, e che il Signore a chi vuol bene manda tribolazioni. È vero però che la mia natura e quella di altre persone si adatta poco a doni sgradevoli, ne risente troppo, le spiace.  Io tuttavia in seguito a questa lettura mi sono rasserenato, non guardando alle tribolazioni, ma considerando la bontà e l'onnipotenza del Signore.

            A Teresa che si era ritirata dopo l'imbrunire, quattro o cinque giorni fa, ho fatto un solenne rimprovero e adesso si ritira più presto.  È una continuazione di compagne che vengono a trovarla e le telefonano. Francesco come al solito: benino a scuola, studia molto, sta bene in salute. Da Roberto non sono più stato, dopo che andammo insieme con te. ((Quando sono andato a Roma ho potuto anche fare una visita a Roberto insieme a papà)) All'ufficio mi hanno comandato di fare un articolo su una rivista in materia di ufficio.  Ma io in vita mia non ho mai scritto articoli di giornale.  Del resto non devo mettere la firma sotto l'articolo.  Comunque vedrò di obbedire.

            In questi ultimi tempi, passando dalla Vittoria, ho saputo varie volte che P. Alessandro era a Roma; sono andato per trovarlo sia alla Vittoria che a Santa Teresina e non sono mai riuscito; tu salutalo particolarmente da parte mia.  Mi auguro che ora sia guarito. Saluta affettuosamente anche il P. Sottopriore P. Fedele che tanto si prodiga per voi giovani.

            1° Maggio 1953  Ho dovuto interrompere la lettera perché mi ha chiamato il Direttore Generale.  La proseguo ora dandoti qualche altra notizia. Francesco e Teresa sono stati invitati da zio Virgilio e zia Gilda al Teatro dell'Opera, vicino al mio Ministero. Hanno visto la sala del teatro che è una delle principali d'Italia, subito dopo La Scala di Milano e il San Carlo di Napoli.  Ha un grandissimo lampadario in mezzo.  Si dava un'opera lirica (in musica) del Maestro Pizzetti.  Siccome il soggetto è di carattere biblico vi erano anche dei Sacerdoti che assistevano allo spettacolo.  Il titolo dell'opera "Gioele e Debora".  La storia di queste due donne si trova nel Libro dei Giudici IV° e V°.  Anche Manzoni nomina la "maschia Gioele" in una delle sue poesie.  Francesco e Teresa si sono divertiti moltissimo. Bellissimi gli scenari, però quando riusciranno a fare il cinematografo a rilievo (perché adesso si vede in superficie piatta) non ci sarà più bisogno del teatro.

            I denari avanzati dalla morte di mamma sono quasi finiti. ((In occasione della morte di mamma il Ministero dell'Interno aveva dato a papà un contributo straordinario))  San Giuda prega per noi!

            Zia Gilda io e Teresa siamo andati a mettere fiori nella tomba di mamma.  Non manco mai di far celebrare una Messa al mese.

            Ossequia e ringrazia tutti.  Prega per noi. A te la S. Benedizione

papà

 

 

246   EGLI  SOLO  PUÒ  PARLARE  A  DISTANZA  DI  SECOLI  CONSERVANDO  IL  SUO  STILE

Una nuova domestica

Le elezioni politiche e i suggerimenti della Chiesa

Riflessione sullo stile del Signore e dei santi

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                Roma 2 Giugno 1953

            scrivo dall'Ufficio. Ho ricevuto le tue cartoline e te ne ringrazio.  Tu stai bene e sei contento?  Ho ricevuto tue buone notizie anche da P. Alessandro e da P. Fedele che ho visti a Roma.  Ringraziali e ossequiali anche da parte mia.

            Noi qui stiamo bene, grazie a Dio. Abbiamo trovato una nuova domestica che si chiama Barbara, ma non a tutto servizio, a metà servizio.  Viene nel pomeriggio verso le tre e se ne va verso le 6,30.  Quindicimila lire al mese senza mangiare da noi..  Lava la biancheria, le scodelle i tegami, i patti etc. Pulisce casa, va a prendere il latte ed il pane.  È maritata con sei figli.  Ha l'età di 47 anni.  È marchigiana.  Abita fuori Porta Maggiore.  Pare una persona onesta e fidata.  Speriamo bene.  Me l'ha procurata la domestica di mia sorella. A proposito di mia sorella, essa ti ringrazia della lettera elettorale che le hai mandato.  Anche Giovanni, il portinaio del nostro palazzo, l'ha ricevuta ed è venuto sopra a dirlo a Leonardo, assicurando che voterà come tu desideri. ((Scrissi una lettera a tutti coloro che conoscevo richimandoli alla responsabilità del voto, insistendo soprattutto sull’unità dei cattolici, come suggeriva la Chiesa))

            Dall'ufficio in questo mese di maggio e ora di giugno non mi sono potuto staccare.  Avrei voluto venire da te ed andare da Roberto, ma non è stato possibile: Fratel Lelio sta bene, studia per dare gli esami credo di licenza magistrale presso una scuola pubblica a Roma, perché dopo mi si dice che dovrà incominciare ad insegnare.  Chi sa dove lo manderanno. Oggi, 2 Giugno, festa della Repubblica c'è la grande rivista militare a Roma.  Zio Virgilio ha regalato due biglietti a Leonardo e a Francesco, i quali sono andati stamattina.  Ma sta facendo un tempo variabile che alterna il sole con la pioggia.  Speriamo che Francesco non si bagni troppo, perché a lui fa male, glielo ho avvertito, ma il desiderio di vedere la parata  deve essere troppo forte. Figurati sfilano cannoni, aeroplani (nel cielo), carri armati etc. Io sono qui inchiodato all'ufficio, sono dirigente e, capirai, di questi tempi non posso muovermi.

            Teresa è rimasta a casa sola.  Ho telefonato dall'ufficio ora.  Uscirà con una compagna di scuola che verrà a prenderla.  La carne e la verdura che ha ordinato per telefono la fa portare da Innocenza all'interno 10. Francesco ha avuto a scuola due premi per lo studio.  Adesso si è messo a casa a fare il falegname per aggiustare maniglie di porte, mettere cerniere, aggiustare le gambe delle sedie etc. La campagna con tutti questi acquazzoni da voi come va?  Leonardo dovrà alla fine di Giugno fare i famosi esami di ingegneria, ma è distratto dall'entusiasmo elettoralistico politico e dagli amici universitari, FUCI, Democrazia Cristiana etc. Ha ricevuto il certificato elettorale e per la prima volta in vita sua andrà a votare. Per Teresa gli studi vanno male, non tutta colpa sua, ma in parte delle circostanze.  In quest'ultimo mese di maggio che sarebbe stato l'ultimo mese di scuola, la domestica Maria Trentina ci ha lasciati e Teresa ha dovuto sostituirla in parte. Le prime tre classi che Teresa frequenta sono state parificate a quelle governative e la Preside non ha fatto dare l'esame a Teresa perché non era preparata.  Farà dare l'esame a Teresa a ottobre per ammetterla alla stessa classe che ha già frequentato quest'anno.  Quindi perderà un anno.  Teresa però non ancora si è persuasa che deve avere voglia di studiare, mentre per i lavori di casa riesce: cucina, lavora la biancheria, mi ha cambiato il colletto ad una camicia.

            Il giorno 27 e il giorno 28 di maggio Francesco ha compiuto 18 anni e Teresa 16. Per quanto riguarda le elezioni.  Fa male la popolazione a non seguire il consiglio della S.Chiesa di non disperdere i voti fra tante liste, ma di concentrare i voti su una lista soltanto (quella della Democrazia Cristiana).  Ma l'avrà capito la popolazione?   Non mi pare che in certi piccoli paesi e fra gente di cultura limitata abbiano capito.  Vi è d'altra parte un certo articolo di legge che vieta di essere più espliciti a chi veste l'abito ecclesiastico, nell'esercizio delle funzioni ecclesiastiche. Occorre pregare il Signore che ci salvi.

            A proposito di Nostro Signore, di Sua Maestà, come dice Santa Teresa di Gesù, la Santa Madre, ti accludo un articolo apparso in terza pagina dell'Osservatore Romano del 1° giugno 1953 n°126, colonna 4, in cui sono riportate le parole dette dal Signore verso l'anno 1920: "Fa tutto con amore... abbandonati all'amore. L'amore agisce perché ama e fa tutto amando... nella fatica, nel riposo, nella preghiera, nella gioia, come nella pena e nell'umiliazione... perché le opere sono amore.  Se le anime comprendessero tutto ciò... quanto consolerebbero il mio Cuore!"

            (continuo da casa) Si intende che qui si parla dell'amore verso Dio.  Alla Santa Madre Teresa Nostro Signore rivolgeva discorsi simili verso l'anno 1560 o 1570. Poi un centinaio di anni dopo a Santa Margherita Alacoque.  Poi nel 1920, circa quell'anno, a una modesta Suora conversa spagnola, residente in Francia. Dal 1570 al 1920 sono passati 350 anni.  La lingua in cui Egli ha parlato è lo spagnolo, sia alla Santa Madre Teresa che alla umile Suora conversa del 1920.  Ma confrontando la traduzione italiana delle parole dette a Santa Teresa nella vita e nelle altre opere della Santa, che ti ho regalate, e la traduzione delle parole dette alla Suora nel 1920, si scorge (o a me pare di scorgere) una identità di stile.  Sai che cosa si dice stile?  Stile di un autore. Per es. stile di Manzoni, stile di Dante etc.?  Cioè il  modo particolare in cui un autore espone il suo pensiero, ed è un modo personale, individuale, inconfondibile, per cui tu leggendo una pagina di quell'autore sai subito riconoscerlo senza che nessuno te lo dica.

            Lo stile di LUI mi sembra energico, autoritario ed amorevole insieme, inconfondibile il SUO stile.  EGLI solo può parlare a distanza di secoli, conservando un SUO stile. L'avere uno stile è proprio degli uomini ed EGLI è vero uomo.  L'esprimersi in questo stile a distanza di secoli non è possibile ad alcun uomo. Socrate, Dante, Manzoni etc. hanno dovuto dire e scrivere ciò che volevano, nel breve giro di pochi anni concessi alla loro vita umana, ma non oltre.  EGLI invece continua a discorrere or con un essere umano, ora con un altro a centinaia di anni di distanza.  EGLI quindi è vero DIO. Sarebbe bello raccogliere tutte le parole dette da Lui, da quelle dette sulla Via di Damasco a San Paolo in poi.  Così tutte quelle dette dalla Beatissima Vergine Maria durante i secoli sino ai nostri giorni.  Forse ci sarà stato chi l'avrà  già fatto. Ma io non l'ho mai saputo.

            Ossequia e ringrazia per quello che fanno per te anche da parte mia il M.Rev.P.Priore P.Alessandro, a cui auguro di guarire completamente, il M.Rev.P.Sottopriore P.Fedele e tutti i R.R.P.P. insegnanti. Saluta affettuosamente colleghi  e confratelli. 

            A quando una mia visita?  Non so quando potrò.  Certo è che desidero di farla. A te la S.Benedizione

papà

 

 

247  TI AUGURO OGNI BENE CON CUORE DI PADRE

Felicitazioni per la conclusione dei miei studi filosofici.

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                    Roma 22 - 6 - 53

            Ho ricevuto l'altro ieri la tua graditissima con le notizie della tua promozione e dei bei voti e me ne congratulo molto vivamente.

            Ti auguro ogni bene, secondo quanto tu desideri, con cuore di padre, ben puoi immaginare! Stai bene? Sei contento? Io sempre molto occupato.  A stento ho potuto stare per poche ore con Roberto (Fratel Lelio), per il quale prega, perché oggi incomincia gli esami di licenza magistrale (maestro) in una scuola pubblica di Roma.  Scritti: italiano, dal latino in italiano e matematica. Orali una quantità.

            Noi, grazie a Dio, sinora bene.

            Ho fatto tutto quello che mi hai scritto per la persona di cui si occupa il M.Rev. P.Sottopriore, P.Fedele. Ma mi hanno risposto che nella pratica manca la domanda dell'interessato inoltrata per via gerarchica e con parere favorevole, senza la quale non si può far nulla.

            Zia Gilda, zio Virgilio e Mario sono passati alla nuova casa, Via Lagrange n° 16 tel.878235.  Io non l'ho ancora vista, ma mi dicono che ha sei stanze al 2° piano, vicino al Parco di Villa Glori. Zia Giulia va migliorando lentamente

            Tanti ossequi e ringraziamenti al M.Rev.P.Priore, P.Alessandro, al M.Rev. P.Sottopriore P.Fedele, per tutto quello che fanno per te. Saluti aff.mi a tutti i R.R.P.P. Insegnanti e confratelli. A te la S.Benedizione

tuo papà

 

            Terminati gli studi a Caprarola, alla fine di Agosto ci trasferiamo nel Convento di Ceprano, provincia di Frosinone. 

(foto 97)

Passando per Roma vedo papà e i fratelli. Non ricordo se riesco ad andare a casa. A Ceprano dovrò frequentare il Corso di Teologia che durante il quarto anno mi porterà al Sacerdozio. Intanto il 6 Ottobre compirò i miei 21 anni e, diventando maggiorenne, posso fare la Professione Solenne, cioè perpetua.  La cerimonia avverrà il giorno dopo, 7 Ottobre 1953 e saranno presenti con papà tutti i fratelli.

 

 

248   SONO ANDATI A TROVARE UN’ALTRA VOLTA P. PIO

Non riesce a seguire i figli che stanno a casa

Notizie sulla vita spirituale dei parenti

S. Agostino e Santa Monica

Qualche miracolo e presunte apparizioni

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                              Roma 20 - 9 - 1953

            È quasi un mese che tu stai a Ceprano.  Come ti trovi?  Stai bene?  Sei contento?  Noi qui tutti bene, grazie al Signore.  Il tuo preciso indirizzo qual è? Leonardo ed io, due giorni dopo del giorno in cui tu sei passato per andare a Ceprano, ci siamo ammalati con la tonsillite e siamo stati quattro o cinque giorni a letto con un pò di febbre.  È venuto il medico Ricotti, ci ha dato della penicillina in pasticche per bocca.  Era penicillina mista a sulfamidici.  Ora ci siamo rimessi. Leonardo dopo la febbre si è fatto una cura ricostituente di "epamoxil" che è un concentrato di fegato di cavallo. Come sai Teresa ha fatto l'esame d'ammissione alla seconda classe di Ragioneria ed è stata promossa.  Ora la scuola è parificata e la Preside ha ritenuto che con la preparazione scarsa che aveva non poteva essere ammessa alla terza ragioneria.  Deve quindi ripetere la classe. Penso, forse mi sbaglio, che se c'era mamma in buona salute questo non sarebbe successo.  L'ultimo mese di scuola dovette frequentare poco, e, d'altra parte, non aveva voglia di studiare.  Dato che non ha sorelle, spesso va con le amiche e le compagne e non è docile ai miei richiami; e d'altronde io sempre in ufficio sino alle nove e tre quarti di sera che ritorno a casa. Non mi riesce di sorvegliare quello che fanno quelli che stanno a casa.

            Leonardo lo vedo che sta sempre al tavolino, ma quest'anno non è riuscito a superare alcun esame. Roberto (Fratel Lelio) ha fatto l'esame di licenza magistrale alla scuola pubblica che si trova a Piazza Indipendenza e deve riparare l'italiano, il latino e le scienze. Lo hanno destinato, avendo finito lo studentato, al Collegio di San Giuseppe, a Piazza di Spagna.  È uno dei più grandi e importanti Istituti di Roma, in cui ci sono scuole elementari, medie, ginnasio, liceo, ragioneria etc. e dove va Francesco. Il Direttore mi ha detto che per ora lo fa restare ancora all'Istituto De La Salle a Via dell'Imbrecciato e poi quando saranno aperte le scuole e l'Istituto San Giuseppe comincerà a funzionare regolarmente lo chiamerà.  Suppongo che gli faranno fare l'istitutore con i collegiali. Intanto domani comincia gli esami di riparazione alla scuola pubblica in Piazza Indipendenza. Francesco si gode ancora le vacanze, però esce di rado da casa.

  Il figlio di mia sorella Lino è rimasto vedovo essendogli morta la moglie.  Ignoro i particolari di questa morte.

            Zia Giulia, la moglie di zio Guido, sta meglio ed è andata in villeggiatura. Dal punto di vista spirituale non mi risulta nessuna novità. Piero si è visto qualche volta alla S.Messa a S.Teresa. Mariella ha detto che è diventato amico del Parroco, P.Paolino, e non so altro. Zio Virgilio e zia Gilda sono partiti e sono andati a trovare un'altra volta P.Pio. I giornali di grande diffusione come il Giornale d'Italia ed il Tempo da vari giorni stanno dando notizie di miracoli ed apparizioni, anche la rivista illustrata Orizzonti che si vende in Parrocchia ne parla. Questo avverrebbe a Siracusa, in Sicilia.  Ci sarebbe stato un miracolo di una bambina guarita da poliomielite al Congresso Eucaristico Nazionale di Torino e qualche cosa di straordinario anche in un paese della Francia.

            In un piccolo villaggio siciliano una bimbetta di 5 o 6 anni avrebbe visto la Madonna.  In quel momento la bimba stava mangiando una mela, allora la bimba si sarebbe rivolta alla Madonna dicendo: Che vuoi la mela? E a questa parola la Madonna avrebbe risposto. "No, voglio molta fede!".  L'Osservatore Romano e il Quotidiano non riportano nulla intorno a queste cose.

            23 - 9 - 53  -  Fra Corrado mi ha dato tue notizie e che stai bene, abiti al 2° piano del fabbricato, che annessa al Convento c'è una chiesa aperta al pubblico. Ho incontrato per la strada anche il M.Rev. P.Provinciale, il quale mi ha assicurato sulla tua buona salute e mi ha detto che la Professione non si farà il 7, ma qualche giorno dopo. Ho preso tre o quattro giorni di congedo all'ufficio.  Sarei venuto da te, ma mi sento un pò indebolito per la tonsillite.  Mi hanno detto che ci vogliono due ore e mezzo di autopullmann. Nel vostro Convento poi c'è da mangiare o bisogna andare in trattoria? C'è da pernottare o bisogna ritornare a Roma nella stessa giornata?

            L'altro ieri finalmente, dopo parecchi mesi, da quando hanno fatto la Prima Comunione, ho portato il regalo ai figli di mio cugino (figlio del fratello di mia madre) Nando (Ferdinando) Minutillo. Ho pensato veramente nel fare il regalo più a mio cugino, che è laureato in belle lettere e fa l'impiegato presso le Ferrovie dello Stato, che ai bambini, perché gli ho regalato la vita di Gesù dell'Abate Ricciotti. Ha molto apprezzato il regalo e mi ha tanto ringraziato. Bisogna che tu mi faccia sapere la data esatta della funzione della Professione e l'ora in modo che io possa regolarmi per prendere la corriera.

            Durante la tonsillite ho letto le "Confessioni" di S.Agostino. Egli descrive non solo la storia della sua vita, ma anche quella delle sue idee filosofiche anteriori alla conversione. Le pagine in cui parla di sua madre, Santa Monica, sono sublimi. Vi è una bella edizione in italiano della Pia Società di San Paolo. Non so se voi l'avete.  Ho fatto questa riflessione: I Santi il Signore li prende da tutte le categorie sociali.  Sant'Agostino era un professore universitario statale, insegnava lettere e giurisprudenza. Sant'Ambrogio era un grande impiegato dello Stato, faceva il prefetto a capo di una vasta Provincia.  San Benedetto era uno studente universitario.  San Francesco d'Assisi un soldato di cavalleria. Sant'Ignazio di Loiola, un capitano dell'esercito, combattente e ferito in combattimento. Tutti questi abbandonarono la loro vita precedente e poi divennero santi. Altri santi però sono entrati in tenera età nei seminari e nei Conventi: San Giovanni della Croce, San Giovanni Bosco, il Beato Pio X°, per esempio. Altri di umile condizione sociale, come Sant'Isidoro, il contadino, i Dodici Apostoli, poveri pescatori, San Crispino, il calzolaio etc. etc.

            Vostra Madre (Lelia) aveva una devozione speciale per Santa Monica, perché nel giorno della festa di questa Santa aveva fatto la Prima Comunione e quando eravate piccini vi conduceva sempre all'altare di questa Santa nella chiesa principale del Lido di Roma.  È un altare che si trova a sinistra entrando, in cui c'è raffigurata Santa Monica e Sant'Agostino.

            Ieri sono stato a San Pietro. Quanta mondanità per le strade fino ai limiti del Sacro Tempio e dei Sacri Palazzi! Capisco perché un Sacerdote che mi venne a trovare in ufficio una volta mi disse: "Beato lei che è costretto a restare per tante ore fra questi quattro muri dell'ufficio!  Così non vede!" Il lavoro, le occupazioni, le limita-zioni della libertà sono delle difese che il Signore ci fornisce: Altrimenti sarebbe molto difficile resistere. Perché ne sento ripugnanze allora? Perché queste sono difese come sono le medicine, che prese oltre la proporzione prescritta farebbero poi male alla salute. La ripugnanza serve quindi a limitarne l'uso perché non facciano male.

 

            La ripugnanza poi serve per avere il merito. Se noi facessimo le cose più dolorose e difficili senza alcuna ripugnanza, non avremmo alcun merito che ci servisse per il Paradiso.

            Sono ormai giunto al termine di questa lettera e ti prego di ossequiare i tuoi nuovi superiori ed in particolare il M.Rev. P.Priore che io non ho avuto ancora il bene di conoscere personalmente; ringraziali anche a nome mio per le cure che hanno per te.         Tanti affettuosi saluti da parte di Leonardo, di Francesco e di Teresa ed anche da parte di Roberto (Fratel Lelio)

e la Santa benedizione da papà tuo

 

Il 7 ottobre 1953, ormai maggiorenne (21 anni) sono ammesso ai voti perpetui.

Vengono a Ceprano papà con i fratelli e la sorella.

(foto 32 – 33 – 35)

 

 

249   IN ADORAZIONE DAVANTI AL SANTISSIMO SACRAMENTO - BEATE LORO!

E’ eletto consiglire nell’Ordine Secolare

La visita militare di Leonardo

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                       Roma 8 Novembre 1953

            È trascorso un mese e più dal giorno della tua Professione.  Come stai?  Sei contento?  Noi, qui, grazie a Dio, stiamo bene.  Io sempre più affaticato per l'ufficio.  Sono stato anche tre o quattro giorni sotto le coperte a letto per una piccola influenza. Per i tuoi libri ho potuto solo informazioni per telefono. La teologia in italiano c'è, la comprerò e te la manderò.  La vende la libreria di Paolisti, ((=Paolini)) Società di San Paolo, in Via Pio X°, vicino a Via della Conciliazione e alla Basilica di San Pietro.  Domanderò se me la mandano a casa perché io difficilmente potrò andare di persona, oppure manderò Leonardo, il quale ha in questi giorni superato l'esame molto difficile di meccanica razionale e prende qualche giorno di svago.  Ha avuto l'ordine di andare il 25 Novembre in caserma perché devono assegnarlo ad un'arma dell'Esercito (Fanteria, Artiglieria, Genio etc.etc.). Starà in caserma due o tre giorni. Stamane ho visto Roberto per pochi minuti perché doveva continuare a mangiare (era proprio il momento in cui mangiavano), l'ho trovato ingrassato.  È sempre occupato coi ragazzi convittori delle elementari e insegna a 35 alunni della seconda elementare. Ha soltanto sei ore di libertà ogni settimana: il Mercoledì dalle 14 alle 17 e la Domenica dalle 10 alle 13.  Il numero del suo telefono è 61534, centralino della portineria dell'Istituto San Giuseppe in Piazza di Spagna, chiedere della sala dei professori, Fratel Lelio.

            Il libro di teologia in lingua latina che mi hai chiesto lo sto cercando.  Ho telefonato alla  libreria in Via Pio X°, ma non l'hanno. A Roma c'è una strada che si chiama Via Palombella, ma dall'elenco del telefono non risulta che abbia il telefono il numero 24 da te indicatomi.  Proverò a telefonare a Desclé: grande libreria ecclesiastica. Roberto mi ha detto che per quanto sia sempre occupato, il suo lavoro non stanca molto. Però in avvenire prossimo dovrà ricominciare a studiare il greco per dare l'esame di maturità classica (Licenza liceale).

            Sono le 19 circa, vengo adesso da una riunione di terziari dove mi hanno eletto "discreto" (ossia consigliere). Teresa sta sempre con un'amica, di nome Maria Vittoria, di cognome Attanasio.  Mi sembra da certi indizi che questa Maria Vittoria sarebbe contenta di diventare Suora di quelle suore che vestono tutte di bianco che stanno sempre in adorazione davanti al SS. Sacramento (Beate Loro!).  Quindi sono contento che stia sempre con Teresa. Ossequia e  ringrazia anche a mio nome il M.Rev. nuovo Priore P.Stanislao, il M.Rev. P.Sottopriore. Ossequi e affettuosità a tutti i tuoi confratelli e colleghi che ricordo con tanto piacere.

A te la paterna Benedizione

 

 

250    IL CASO E LA VOLONTÀ DEGLI UOMINI SONO SUBORDINATI ALLA VOLONTÀ DIVINA”

La vita dei figli

Un regalo in Ufficio: l’immagine della Vergine della vigna

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                            Roma 3 Dicembre 1953

            Il clima di Ceprano ti giova? È più umido di Caprarola.  Ormai vi stai da parecchi mesi.  Hai preso raffreddore, tosse?  Come stai? Sei contento?  Francesco e Teresa hanno un poco di raffreddore e Francesco tossisce, ma la tosse è matura e stamattina sono usciti ugualmente.  Teresa ieri mattina è stata a casa.

            Leonardo si trova per gli studi in difficoltà perché deve superare un esame molto difficile di fisica (scritto e orale), un altro esame pure di fisica speciale (orale) e questo a febbraio.  Contemporaneamente è obbligato a frequentare, se non vuole perdere un anno, il primo corso del triennio della scuola di applicazione per gli aspiranti ingegneri a San Pietro in Vincoli.  Egli va su e giù col motorino ed io sono in ansia per la sua incolumità.  Ma lo fa per risparmiare tempo.

            Francesco ha oggi una gara ginnastica, ma non vi partecipa, non so perché.  Francesco vede spesso Fratel Lelio Roberto, perché stanno entrambi nello stesso Istituto. Io sono andato una quindicina di giorni fa a trovare Fratel Lelio.  Stava in classe aggiustando certi quadri alle pareti (II elementare) (37 alunni), l'aula potrà avere sei metri per sei metri di superficie.  Sulle pareti vi sono attaccate grandi figure rappresentanti scene della natura, vi sono due porte finestre che danno sopra un lungo balcone che fa da corridoio e che dà in un cortile.

            La chiesa dell'Istituto è a pochi passi.  Anche lui quindi lavora presso il Signore ed è contento di questo.  Non ha ancora cominciato a studiare per la maturità classica, incominciando il greco da capo. Fratel Lelio dipende come religioso direttamente dal Direttore Fratel Mansueto.  I religiosi che dipendono da Fratel Mansueto sono oltre 40. Per l'attività didattica ha altri due superiori: il vicedirettore e l'ispettore.  Roberto è contento e sta bene. Il Direttore con cui ho parlato, ed anche il Visitatore, sono contenti di lui. Teresa ha vinto in una lotteria, che hanno fatto alla scuola , un piccolo porta candela di metallo dorato che abbiamo messo davanti alla Madonna nel corridoio. Teresa stasera ha voluto cambiare disposizione dei mobili in camera da pranzo e nell'ingresso.

            Per me, grazie a Dio, sto bene.  Lavoro molto.  Alcuni giorni fa in ufficio ricevo una telefonata di una persona che non conosco che mi preannunzia una visita per ringraziarmi da parte di un'altra persona che aveva ricevuto un provvedimento favorevole dal mio ufficio. Dopo qualche ora, mentre io sono occupato con molte carte e molte persone, viene questo tale. Io non avendo tempo di riceverlo nella stanza esco nel corridoio e lo ringrazio dei ringraziamenti e fo per congedarlo rapidamente. Questo mi corre dietro e  mi presenta una carta. Io lo respingo dicendo che non voglio nessun oggetto; questo insiste e mi dà in mano una stampa riproducente a colori. Io con dispetto la ricevo e  lo ringrazio. Lui mi dice che è una riproduzione curata da sua moglie.  Io sebbene a malincuore sono costretto ad accettarla. Mi è di fastidio anche che tutto questo si sia svolto tra tanta gente nel corridoio, in presenza di uscieri.  Rientro in ufficio e getto la carta sul tavolo. Si tratta di una riproduzione di una pittura, anzi di un affresco di stile moderno.  Ma io quando ho potuto considerare che la riproduzione rappresentava la Vergine Santissima col Bambino Gesù tra le braccia sono rimasto molto commosso e nello stesso tempo perplesso. 

            La stampa porta stampata la seguente scritta: Guerzoni pinxit.  Fragment fresque: "La Madonne de la Vigne" Chapelle Catholique, Gorgier (Neuchatel) in francese e latino.  In italiano: Dipinse Guerzoni.  Frammento dell'affresco "La Madonna della Vigna" Cappella Cattolica in Gorgier presso la città di Neuchatel, nella Svizzera. La Santa Vergine è rappresentata all’in piedi con espressione austera.  Col braccio sinistro regge a sedere il Bambin Gesù, biondo e ricciuto, e nella mano destra aperta ha una colomba bianca. Il Bambino Gesù ha fra le mani un grappolo d'uva e la colomba becca l'uva.  Nello sfondo s'intravede la vigna. Io non ardisco più toccare la figura.  Penso che il caso e la volontà degli uomini sono subordinati alla Volontà Divina.

            Nel pomeriggio ritorno all'ufficio trovo sempre la figura sul mio tavolo. Tra le carte di ufficio che vanno e che vengono può andare maltrattata. Avevo chiesto tante volte inutilmente all'economato del Ministero un vetro da tavolo per metterci sotto delle cartoline illustrate. Questa volta prendo in mano il telefono e lo chiedo dicendo semplicemente che mi serve e dopo cinque minuti mi mandano un vetro doppio mezzo centimetro, molato, a perfetta misura della figura, in modo da lasciare una conveniente cornice attorno, formata dalla carta bianca e dal vetro che fa trasparire il tavolo color noce, cm 55 x 40. Così la figura della Madonna Benedetta è rimasta sotto il cristallo, stesa sul mio tavolo, dal lato sinistro, dirimpetto a me, in alto. Sono rimasto commosso perché ritengo una benedizione del Cielo e sono rimasto perplesso perché sinora non si usa esporre immagini sacre nei principali uffici pubblici italiani; comunque sinora quelli dell'ufficio non hanno fiatato e tra le persone private che vengono per avere notizie delle pratiche soltanto due suore mi hanno detto di essere rimaste meravigliate e ammirate. Anche un senatore ha voluto osservare da vicino.

            Oggi 3 Dicembre fanno 29 mesi dalla morte di mamma.  Avrai recitato certamente delle preghiere. Come vanno gli studi?  Hai bisogno di altri libri?  Non viene mai qualche Padre a Roma alla chiesa e Convento della Vittoria per mandarti qualche pacco?  Come stai con l'apparato digerente?  Soffri col fegato?  Che tempo fa a Ceprano?  A Roma fa bel tempo. Vorrei mandarti un piccolo libro di diritto civile e di diritto penale ad integrazione della Teologia Morale. Io ho un libro di teologia morale edito nel 1922 "Parvus.  Principii e conclusioni di Teologia Morale" in due volumi, in italiano.  Ma i riferimenti al Codice Civile Italiano sono antiquati, perché ora non è più vigente il Codice Civile che era in vigore nel 1922, perché è stato sostituito dal nuovo Codice Civile.  Il libro è edito dalla Tipografia Arcivescovile di Firenze e l'ho........... te lo mando ((ci sono due parole illeggibili)).

            4 Dicembre 1953 - Riprendo a scrivere. Stanotte hanno avuto tutti la tosse, Francesco, Teresa, Leonardo e qualche colpo anche io. Stamattina stanno tutti meglio. L'aria è tiepida, il tempo è bello e un pò umido. Carissimo Fra Raffaele, finisco la lettera dicendoti che i parenti stanno tutti bene e nessuna novità nei loro riguardi. Mi dimenticavo di dirti che Leonardo è stato in caserma per alcune ore soltanto nei giorni 25 e 26 Novembre.  Lo hanno sottoposto ad alcune prove consistenti in dettati e problemi, prova di ricordare dieci numeri detti una volta sola prima di fare un discorso, prova di distinguere il suono di vari campanelli, prova di percezione visiva rapida, mediante alcune macchine adatte allo scopo, dopo di questo lo hanno assegnato in artiglieria.  Egli ha l'esenzione come studente universitario sino al 25° anno.

             Ringrazia per le cure che hanno di te il Molto Rev. Padre Priore ed il M. Rev. P. Sottopriore, che io ricordo sempre con tanto piacere. Così saluta affettuosamente tutti: colleghi e confratelli.

A te la S. Benedizione da papà

Saluti anche da parte di Leonardo, Roberto, Francesco e Teresa.

 

 


1954

 

 

251   QUESTA TUA SORELLA MI PREOCCUPA UN PO’

Qualche pensiero per Teresa

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                  Roma 19 - 1 - 1954

            Ho ricevuto il biglietto del M. Rev. P. Priore e lo ringrazio tanto delle premurose espressioni nei miei riguardi. Ho visto Domenica scorsa il M.R. P. Teresio che mi ha dato tue buone notizie.  Oggi 19 dovrebbe sbarcare a Napoli il Molto Rev. Padre Provinciale. Tanti auguri e promessa di preghiere al Padre -di cui non ricordo il nome- che è stato ordinato in questi giorni ((P.Francesco Pacini, ordinato il 31 Gennaio 1954)).

            Leonardo dovrà dare a febbraio un esame scritto e due orali di fisica.  È molto preoccupato.  Prega per lui. Francesco studia e va bene a scuola. 

            Teresa invece ha riportato nel primo trimestre una votazione con un quattro e alcuni cinque. Questa tua sorella mi preoccupa un pò. Non manco da parte mia di riprenderla e di farle notare la brutta condizione in cui si mette se non studia.  Ma le mie parole non sortiscono effetto alcuno.  Penso che forse non è tutta colpa sua. Forse non è molto adatta agli studi.  D'altra parte non vedo che sia inclinata ai lavori domestici.  Non vuole entrare in un educandato o collegio femminile. Mi ha raccontato di avere risposto un pò risentita ad una insegnante.  Suppongo che essa  incontri delle difficoltà nell'apprendere e si irriti quando, dopo essersi sforzata per superare inutilmente queste difficoltà, le insegnanti la rimproverano. Io che sto sempre all'ufficio non posso seguire da vicino i suoi studi.  I fratelli che sono di carattere scherzoso e dispettoso la fanno arrabbiare.  Francesco che potrebbe aiutarla è molto occupato per proprio conto e poi spesso la fa arrabbiare. Oggi zia Gilda l'ha trattenuta tutta la giornata, anche a pranzo.  Ma zia Gilda non l'aiuta per quanto riguarda lo studio.  Prega tu per Teresa.

            Tu stai sempre bene e sei contento?

            Saluta tanto e ringrazia di nuovo il M.Rev. P.Stanislao, il M. Rev. P.Luca, ai quali dirai che forse verrò a fare una scappatina a Ceprano.

            Saluti affettuosissimi a tutti i Padri e Confratelli.

A te la S.Benedizione

aff.mo papà

 

252   BASTA LUI SOTTO I VELI EUCARISTICI

Ricevo alcuni Ordini Minori

Riflessioni sul Lettorato.

Il Monte Carmelo

Impegni del Terz’Oredine (Ordine Secolare)

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                  Roma 26 - 2 - 1954

            Ho ricevuto la tua cartolina con la figura del Convento. Continui a star bene e ad essere contento?  Mi congratulo dei due esami che hai superato.  Quali sono?  Hai conseguito l'Ordine Minore del Lettorato? C'è stato, qualche mese fa, un lungo articolo di terza pagina sull'Osservatore Romano, sulla storia di quest'Ordine, incominciando dai tempi precedenti al cristianesimo, quando i signori romani sceglievano tra la loro servitù quelli che avessero la voce più dolce e la pronunzia più chiara per dare loro l'incarico di leggere gli scrittori antichi. Dovevano leggere in modo da far gustare i passi degli autori che leggevano. Come poi questo Ufficio passò nella Chiesa, rivestendo la dignità di un Ordine Sacro, e come coloro che avevano acquistato l'abitudine di leggere nella maniera più persuasiva, divenivano a poco a poco oratori sacri, passando dalla lettura alla predicazione, sta scritto nel suddetto articolo. Certo in quei tempi antichi dovevano esservi dei grandi oratori.  Basta pensare al famoso Crisostomo (che si traduce dal greco: bocca d'oro).          All'ufficio mio come al solito.  Leonardo ha avuto una leggera indisposizione, ma si è già guarito e stasera è già uscito di casa.  Questa indisposizione è stata forse causata dal fatto che gli sono andati male i due esami di fisica e per questo deve perdere un anno.  Aveva studiato quanto aveva potuto, ma non è bastato. Quindi un po’ di crisi morale. Io ho cercato di confortarlo. Lui è andato a trovare un certo impiegato del municipio di Roma che si dice miracolato dalla Madonna delle Tre Fontane. Questo signore gli ha detto che era caduto dalla tromba delle scale da un'altezza di otto metri e si era rotto varie ossa e la spina dorsale, che essendo miscredente imprecava e bestemmiava, e che una donna, avendogli posto sul braccio rotto della terra della grotta delle Tre Fontane, si era cominciato a sentire meglio, tanto che si era potuto alzare e camminare.  Fatte le lastre, risulta da esse che le ossa e la spina dorsale sono tuttora rotte, ma lui non sente niente e cammina regolarmente.  Le lastre starebbero in Vaticano. Anche un proiettile di fucile che l'interessato ha nel tallone, in conseguenza di guerra, non gli dà più fastidio. Leonardo dice: "sarà vero o no tutto questo?" e non riesce a dissipare i dubbi sulla Fede da cui è assalito.  Ma è in fase della affannosa ricerca della verità e questo è bene.

            Francesco va come al solito bene a scuola. Zia Gilda è ritornata ieri sera da un viaggio di una decina di giorni che insieme a zio Virgilio ha fatto verso Genova.

            Francesco nel pomeriggio va spesso a trovare, per studiare insieme l'inglese e la matematica finanziaria, un suo compagno che si chiama De Vecchi e che abita dalle parti di zia Gilda.  Speriamo che sia un buon compagno! Francesco deve fare un lavoro scritto, sopra un santuario della Madonna, da portare a scuola.  Ha scelto la Basilica del Monte Carmelo.  Ha scelto bene. Si è fatto dare da S.Teresa e dal Collegio Internazionale, a mezzo di quei due tuoi confratelli, vari libri e pubblicazioni.  Ma non ha trovato la descrizione dell'interno della basilica.  Ma quanta poesia ha trovato!  Il monte sul mare immenso, faro dei naviganti.....  "Ave maris stella...", poi tante notizie geografiche, e geologiche perfino. Roberto che ha avuto un pò di riposo per una epidemia di morbillo che ha colpito la sua scolaresca, è ritornato al consueto lavoro.  Io è da tempo che non lo vedo, ma lo vede spesso Francesco.  Sta bene ed è contento. Mia sorella e zio Alfredo, un pò acciaccatelli, da poveri vecchi, tirano innanzi la vita. Zia Giulia va migliorando lentamente.  Gli altri stanno bene.

            I Superiori del mio Terz'Ordine hanno voluto che i Terziari intensificassero un pò più la loro vita Eucaristica, quindi la visita quotidiana al SS. Sacramento, qualche S.Comunione di più, qualche S.Messa ascoltata in più. Alla lettura sui giornali di un mondo così disorientato e sull'orlo di catastrofi, mi è venuto fatto di pregare il Signore che mandasse tanti, tanti, migliaia di grandissimi suoi servi eccelsi, forniti in gran copia di tutte le virtù soprannaturali e naturali, sparsi in tutto il mondo, che riconducessero l'umanità sul retto sentiero; ma poi ho pensato che basta Lui, sotto i veli Eucaristici e se Lui non parla, vuol dire che non è necessario. È meglio per noi così. Teresa sta bene, va a scuola. Una volta è uscita con una amica e si è ritirata alle nove di sera e io l'ho castigata, mandandola a letto senza cena.  Da allora si è un pò moderata nelle uscite serali.  Speriamo bene.

            Porgi tanti ringraziamenti per quello che fanno per te al M.Rev. P.Priore e al M.Rev P.Sottopriore e ossequiali tanto a mio nome. Saluta affettuosamente tutti gli altri

e a te la S.Benedizione da papà

 

 

253   DOMANI È IL TUO ONOMASTICO DI BATTESIMO

Auguri per San Giuseppe

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                           Roma 18 - 3 1954

            Domani è il tuo onomastico di Battesimo.  Tutti di famiglia ce ne siamo ricordati e ti facciamo i più vivi auguri. Ho ricevuto la tua cartolina illustrata con la figura dell'interno della vostra chiesa e te ne ringrazio.  Ti ringrazio anche delle notizie che mi hai dato. Appena me se ne presenterà l'occasione, ho intenzione di mandarti l'altra cioccolata.

            Noi qui la solita vita.  Zia Gilda sta facendo un altro viaggio in Sicilia insieme con zio Virgilio.  Mia sorella e zio Alfredo tra gli acciacchi e le indisposizioni, vorrebbero trovare una camera a pensione ben esposta, con servizio compreso, a buon mercato, dovunque. Gli altri parenti bene.

            Non posso scriverti a lungo, per il gran da fare; spero tu sempre bene e contento.  Mi ha dato tue buone notizie anche il M. R. P. Provinciale alcuni giorni fa.

            Ossequia e ringrazia il M. R. P. Priore Stanislao, il M. R. P. Sottopriore Luca  e tutti gli altri, porgendo i miei auguri se c'è qualche Giuseppe.

A te la S. Benedizione

tuo aff.mo papà

 

            Non avendo ricevuto gli auguri per Pasqua è evidente che papà sia venuto a trovarmi proprio in quel periodo. Subito dopo Pasqua nei miei Conventi ci sono stati i consueti cambiamenti triennali, con il Capitolo Provinciale.

            Provinciale viene eletto P.Carlo Di Muzio che abitava da ragazzo nella stessa Parrocchia di S.Teresa al Corso d'Italia. Priore di Ceprano è il P.Angelico che morirà di cancro dopo poco più di un anno. Sottopriore è confermato P.Luca Arcese, ma presto sarà trasferito dando il posto al P.Mauro Paniccia.

            A voce comincio a parlare della mia ordinazione sacerdotale e qualche sogno. Così il  26 aprile 1954 scrivendo gli auguri a Monsignor Ronca gli comunica il mio desiderio di essere ordinato sacerdote da lui.

 

253/b

 

“Roma, feste pasquali 1954

            Eccellentissimo Monsignore,

                                                           Tanti e tanti auguri. È da un po’ di tempo che non vedo il tuo nome sull’Osservatore Romano. Stai bene? Sempre la consueta intensissima attività? Sono ultimate le grando costruzioni a Pompei?

            Mio figlio carmelitano, al secolo Giuseppe e in religione Fra Raffaele, mi ha manifestato il desiderio che, da qui a tre anni, quando dovrà essere consacrato Sacerdote, ciò avvenga per le Tue Mani.

            Si trova a Ceprano, nel Convento annesso alla Madonna del Carmine, sulla Via Cassia, a circa cento chilometri da Roma e a ventiquattro da Montecassino, che si vede in lontananza.

            Il fratello della mia defunta moglie, di nome Guido, rimessosi completamente da una piccola paralisi, mi dice ora che vorrà farsi la Prima Comunione e la Cresima (ha 59 anni d’età) e mi dice di fare tutto io. Io gli ho risposto che farò tutto quello che vorrà lui.

            Roberto (Fratel Lelio dei Fratelli delle Scuole Cristiane) si trova al San Giuseppe in Piazza di Spagna: insegna alla seconda elementare e poi nelle ore libere dalla scuola fa da istitutore per bambini collegiali.

            Gli altri miei figli tutti bene, Grazie al Signore.

            Io con l’orario prolungato oltre le ore 21 in ufficio, sto bene.

            Rinnovo gli auguri, baciando il Sacro Anello

devotissimo e affezionatissimo sempre grato

 

 

Il Vescovo risponde:

“Roma, 18 maggio 1954

                        Caro Amendolagine,

                                               la tua carissima ultima indirizzatami a Pompei mi è giunta con ritardo. Mi è stata molto gradita per le due buone notizie che mi dai: l’avvio al sacerdozio di tuo figlio Fra Raffaele e la probabile conversione di tuo cognato.

            Ti prometto fin d’ora che se sarà possibile procederò io alla ordinazione del tuo caro figliolo: sarà per me una grande gioia della qiale sarò grato a Dio e al vecchio amico che mi ricorda sempre con affetto e sa così santamente educare i figlioli.

            Mi rallegro per tuo cognato e sono certo che tu saprai con prudenza far consolidare in lui quel barlume di verità che sembra essersi fatto strada nel suo cuore e saprai portarlo, benché tardi, alla luce della fede.

            Che il Signore ti aiuti anche in questa buona opera!

            Rallegramenti anche per gli altri tuoi figlioli: quando me li porterai?

            Ti rinnovo gli auguri più affettuosi e credimi     tuo”

 

 

254   NON SI DECIDE PER LA PRIMA COMUNIONE. LA COLPA È MIA

Mons. Ronca è invitato a ordinarmi sacerdote

Si sente responsabile del non accostamento ai sacramenti di un parente

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 21 - 5 - 1954

            Ti ringrazio della lettera, delle cartoline illustrate e degli auguri. Mi compiaccio delle belle gite a Gaeta e nei Castelli Romani. Stai bene e sei contento? Ho ricevuto in questi giorni la risposta dell'Arcivescovo Mons. Ronca alla tua aspirazione di essere ordinato Sacerdote dalle sue mani. Ha accettato con gioia, aggiungendo tante affettuose espressioni. Quando ci potremo vedere ti darò la lettera di Monsignore.      Teresa è stata a letto in questi giorni con febbre 38 ½ poi 37,7, poi 37,3, oggi è sfebbrata. Non si capisce bene che cosa ha avuto. Ha detto che le faceva male la gola.  Zia Gilda e zio Virgilio si sono allarmati perché pensavano che si potesse trattare di scarlattina. Teresa non ha voluto il medico.  Zia Gilda e zio Virgilio sono preoccupati per l'eventuale contagio nei riguardi di Francesco. Leonardo già ha avuto questa malattia che non si ripete. Leonardo e Francesco studiano molto. All'ufficio molto lavoro.  Altre novità nella nostra famiglia non ve ne sono.  Zio Guido non si decide per la Prima Comunione e Confessione.  La colpa è mia che non so trovare un modo pratico per arrivare a questo fine. Zia Maria e zio Alfredo come al solito.

             Ossequia tanto per me il nuovo Molto Rev. P. Priore, P. Angelico; mi promise che se, se ne fosse data l'occasione, mi sarebbe venuto a trovare nel mio ufficio.  Digli che lo attendo con piacere. 

            Ossequia pure i Molto Rev. Sottopriore, P. Luca e tutti gli altri. A te la S. Benedizione

papà

 

 

255   GESÙ IN PARLAMENTO

Ricevo l’ordine del suddiaconato

Probabile nomina a Prefetto

Riflessione su Gesù oggi in Parlamento

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                  Roma 3 - 10 - 1954

            Di seguito alla lettera che mi ha detto di averti scritto Francesco ecco che ti scrivo io. Questo mese vengono due tue feste: la nascita e l'onomastico del nome di Religione e perciò ti porgo tanti e tanti affettuosi auguri. Roberto mi ha detto che ha assistito alla funzione del tuo Suddiaconato e delle belle accoglienze dei Padri, che ti prego di ringraziare anche a mio nome. Spero come sempre che tu continui a star bene e ad essere contento. È così? Che cosa posso regalarti per queste tue feste? Fammelo sapere. Leonardo come al solito è negli studi di fisica, studi lunghi che non finiscono mai. I dirigenti del Circolo Universitario gli hanno prestato quattro grossi volumi, lui ne ha altri quattro o cinque dell'Università.  Deve saperli tutti. Teresa è stata promossa dopo aver dato gli esami di storia e di fisica. Roberto pare che resti a Roma, al San Giuseppe, anche per quest'anno. Francesco mi ha fatto stare un poco in pensiero per un certo dolore di testa che gli era venuto, perché mi sono ricordato che lui ha sofferto la poliartrite all'età di 4 e 14 anni. In questo ultimi giorni ha fabbricato un paralume di cartapecora tanto carino con certi disegni a colori di fiori e di bimbi col berretto goliardico e io sto scrivendo al riparo di questo paralume. Inoltre ha messo nello scrittoio un vetro e io sto scrivendo in questo vetro.  Sotto il vetro vi sono cartoline illustrate, che rappresentano vedute di città e di montagne che allietano la vista.

            Teresa, in emulazione con Francesco, ne ha fabbricato uno più grande (di paralume); Francesco ha fabbricato anche un poggialibri di cartoncino che serve per tenere dritti i libri e ha messo dentro due poggialibri sei volumi rilegati con dentro raccolte delle riviste "Scienza e Vita".  Le rilegature le aveva fatte anche Francesco con cartoncino e carta di Varese.  Tutto questo è messo sopra una parte della toletta di mamma, con accanto il quadretto della Madonna con la cornice dorata che gli era stato regalato da zia Gilda e l'orologio, uso aeroplani, di zio Aldo. Roberto si sta preparando per la licenza liceale classica che darà tra un paio d'anni e poi lo manderanno all'Università, ovvero senza licenza liceale farà il magistero. Roberto ha dovuto imparare a nuotare, ha imparato ad andare in bicicletta, ha avuto anche delle lezioni per imparare a salvare le persone che affogano nei fiumi e nei laghi e sta imparando il pattinaggio.

            Oggi è stato l'onomastico di Teresa.  Sono venute a tenerle compagnia Dara e Maria Vittoria.

            In ufficio è successo questo: il nipote di Don Sturzo che si chiama Dottor Fanales, che è venuto in ufficio per una pratica, spontaneamente, senza che io glielo avessi chiesto mi ha detto che mi avrebbe raccomandato al cognato del Ministro Scelba, per farmi nominare Prefetto.  Inoltre una signora, vedova di un Prefetto, che pure è venuta in ufficio per una pratica, mi ha detto che negli ambienti della Presidenza del Consiglio dei Ministri si dice che io dovrò essere nominato Prefetto.  Dopo di questo non ho avuto altri indizi di questa promozione. I fiori del balcone della cucina in questo mese sono belli.  Vi sono certe rose rosse che sono bellissime (il rosso io, come sai, non lo vedo, ma me lo dicono).  Il limone è diventato alto e ha sorpassato il ferro della tenda. Il commento al S.Vangelo di Monsignor Angelo Maria Turoldo sul Quotidiano mi ha fatto conoscere una cosa che io non sapevo: Che il vangelo di oggi fosse: Nostro Signore, ovvero Sua Maestà (come dice la Santa Madre Teresa) davanti ad un'assemblea di gran Sacerdoti e di anziani del popolo, che si può paragonare al Parlamento nazionale dei nostri giorni.   Si potrebbe intitolare "Gesù in Parlamento".  Il dibattito parlamentare incomincia al Versetto 23 del capitolo XXI° di San Matteo e finisce al versetto 39 del capitolo XXIII°; è una seduta lunga e drammatica.  Ad un certo momento volevano arrestare Nostro Signore.  Anche le nostre sedute parlamentari sono alquanto drammatiche.  Nell'ultimo dibattito per l'affare Montesi al Senato un senatore democristiano è stato percosso al naso ed è uscito sanguinante. Era presente il popolo, come nei nostri parlamenti ci sono le tribune per il pubblico.  La seduta si teneva al tempio di Gerusalemme.  Era una seduta straordinaria, organizzata dagli avversari di Nostro Signore, per metterlo in cattiva luce presso il popolo.  Ma Nostro Signore con Divina Sapienza fa ammutolire i suoi nemici e ne discopre le colpe con santa veemenza.  Finita l'assemblea e uscito dal tempio, ne predice la rovina.

            Gli insegnamenti poi che dà Nostro Signore in questa occasione sono di somma importanza per l'umanità intera: la sua Divinità, l'obbligo da parte degli uomini di ubbidirgli, la fine del privilegio del popolo ebraico di essere il popolo eletto, i rapporti tra chiesa e stato, la vita oltre la tomba, la carità verso Dio e verso gli uomini.  Argomenti religiosi, politici e sociali sono questi che comprendono tutti i rapporti e le relazioni umane in questa vita e nell'altra.  I discepoli rimasero impressionatissimi di quanto Gesù aveva detto e Gli chiesero altri chiarimenti ed Egli predisse la fine del mondo nel capitolo XXIV° di San Matteo.

            Carissimo Fra Raffaele, scusa la chiacchierata, ti rinnovo gli auguri.  Fammi sapere il regalo che ti devo fare.  Oggi è il 39° mese dalla morte di mamma.  Una preghiera. Ossequia e ringrazia tanto  Superiori, Professori e Colleghi, come pure tutti i confratelli

a te la S. Benedizione da papà

 

 

256   GLI HO DETTO AVERE FIDUCIA PROVVIDENZA

Lavoro in ufficio più complicato

Conforta una famiglia colpita dalla medesima disgrazia

Battesimo di una pronipotina

Congregazione Mariana Prima Primaria

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                 Roma 29 - 11 - 1954

            Dal 17 Ottobre in cui venni portandoti il vocabolario, poi è venuto sembrami Francesco e poi Leonardo.  Mi hanno detto che stai bene. Ho ricevuto alcuni giorni fa una tua lettera di auguri, a cui era acclusa anche un'altra missiva del M. Rev. P. Sottopriore, che ci segnava ricevuta di una grammatica tedesca edita dalla Radio, che zio Virgilio ha fatto venire da Torino. Qui all'Ufficio molto lavoro.  Col diabete non sto tanto bene, perché non riesco a procurarmi cibi adatti, specie il pane e la frutta acerba.  Questo, insieme all'aumentato lavoro d'ufficio, mi stordisce un poco. Nuovo Direttore Generale venuto 25 Ottobre scorso, età anni 47, bella presenza, alto, vuole dare cittadinanza a tutti coloro che presentarono pratica sin dai primi anni dopo guerra in poi: lavoro grande; aumentato numero dipendenti: viceprefetto ispettore grado inferiore mio, però nuovo del servizio, così nuovo del servizio altro dipendente grado consigliere, che ha sostituito il consigliere che c'era prima, andato Napoli, sua città natale, dove ha interessi familiari.  Mi tocca quindi guardare tutto, barcamenandomi.

            Impressione ha fatto a noi di famiglia morte cancro madre Incarbone, compagno quinta elementare Francesco, ora università ingegneria, matricola. Questo viene tutto afflitto trovarci. Padre conosco anch'io, in chiesa, frequenta spesso S. Teresa. Ieri sera mi si è messa vicino tutta la famiglia. Cercai confortarlo. Desidera rinchiudere collegio bambina otto anni e ragazzo undici, senza spendere molto. Gli ho detto momentaneamente provvedere, come noi, domestica a ore. Avere fiducia  Provvidenza. Leonardo non sta tanto bene visceri.  Andato altro medico, consigliatogli elenco stampato cibi, cerca farlo.  Ieri voluto fare gita Civita Castellana e Nepi, mangiato dai frati Cappuccini.  Stanotte mal di pancia.  Io in pensiero.  Che cosa succederà?  Colite?

  Leonardo dissemi che M.R.P.Sottopriore propone che io abbonare te rivista cultura.  Io farlo volentieri.  Non ho avuto tempo però informarmi quale sia rivista cultura generale, diversa da Civiltà Cattolica e Vita e Pensiero, che suppongo avete già, seria e adatta ambiente.  Lo farò appena possibile.

 

            30 - 11 - 54 - Come ti scrissi altra volta Leonardo, mi disse alcuni mesi fa Padre Insolera, Gesuita, sapendo io appartenevo quando ero celibe Congregazione Mariana Prima Primaria, mi voleva. (Prima Primaria e Scaletta si trova nella chiesa di Sant'Ignazio Collegio Romano, vicino Corso) Io andai. Mi disse andare Congregazione una volta al mese. Io ubbidito.  Poi due mesi fa, visto che io ed altri andavamo tardi disse in chiesa noi dare scandalo ragazzi stessa Congregazione. Così io andai presto.  Poi mandò a casa biglietto visita invitandomi riunione locali Congregazione. Io andato riunione 40 persone anziane. Voleva sapere se c'era chi potesse prendere impegno venire tutti i Sabati ore 7,30 sera, corso conferenze tenute da lui tema "I laici nella Chiesa. Avrebbe parlato della teologia dei laici e simili cose di attualità. Risposi essendo quell'ora impegnato ufficio non potevo. P.Insolera stesso inoltre mi ha inviato un libretto titolo: "Esortazioni" ascetica per congregati mariani, può servire per tutti.  Se vuoi te lo mando. In questo libretto ha trovato risolto un problema che mi ero sempre proposto, senza trovarvi mai soluzione che mi soddisfacesse: la distanza tra quello che si propone di fare e quello che effettivamente si riesce a fare. Mi pareva che la distanza tra questi due punti aumentasse producendo una tensione spirituale irritante e non sapevo darmi spiegazione. Ho letto sul libretto il titolo di un capitolo "bassa tensione". Leggo: la prima parola del capitolo era "La tiepidezza". È stato un lampo è ho capito. Ringrazio il Signore che allontana nature come la mia dal grave pericolo della tiepidezza con questo sistema della tensione in aumento.

 

            1 - 12 - 1954  -  Dimenticavo di dirti che Domenica stato Battesimo figlia Ernestina, figlia zio Guido, piccina di due mesi, nome Anna Maria.  Andata festa Teresa. Io dormivo stanchezza.  Hanno voluto statua Sacro Cuore, come per figlio Guido di Mariella. Marito Ernestina, non so se ti ricordi, si chiama Guglielmo Santini. Per il Battesimo, per mezzo di Teresa, ho mandato £ 5.000. Stamattina ricevuto telefonata zio Alfredo: zia Maria è stata male con collasso, venuto medico, fatte iniezioni canfora. Pare sia stata indigestione.  Andato prima io poi Leonardo e poi Teresa.  Pare stia meglio

(foto 42)

            2 - 12 - 1954  -  Non ho ancora notizie sorella.  Spero nulla grave. Spero tu bene, contento.  Con la voce e col raffreddore come stai?

            Dimenticavo dirti Padre Insolera chiesta nella riunione offerta per acquisto statuetta alabastro bianco 54 centimetri altezza.  Date £ 2.500.  Così pagato libro e stampati mandati a casa "Stella Mattutina"  Tengo tua disposizione se vuoi te li manderò.  Stamattina è un poco raffreddata Teresa.  Francesco, nonostante lo studio, non è riuscito ad avere una buona pagella. Ha preso quattro in italiano ed inglese. Intanto chiudo questa lettera che dura già da quattro giorni.  Ci raccomandiamo alle preghiere tue e degli altri.

            Ossequia tanto e ringrazia il M.R. P. Priore, il M. R. P. Sottopriore per tutto quello che fanno per te. Tanti ossequi e affettuosi saluti a tutti colleghi e confratelli.  Ma particolarmente un saluto affettuoso e grato ai Padri Reverendi Insegnanti. A te un abbraccio, un bacio

e la S. Benedizione da papà aff.mo

 

Prima della fine dell’anno papà si rivolge di nuovo all’amico Monsignor Ronca, descrivendo la vita della famiglia e qualche sua preoccupazione.

 

 

256/b

 

“Roma 28 - 12 - 1954

            Carissima Eccellenza Reverendissima,

                                               Tanti e tanti cari auguri per il Santo Natale e per il nuovo anno.

            Spero che le tue notizie siano buone; se vorrai contentarmi nel darmene, mi farai un vero favore.

            Io bene in salute, salvo un po’ di diabete e un po’ di esaurimento nervoso.

            Mio figlio Leonardo, il primogenito, mi dà un po’ di preoccupazione: è già il quarto anno che sta e non riesce a superare il biennio d’ingegneria specialmente per la “fisicona”.

            Ha deciso di cambiare facoltà e iscriversi a scienze politiche.

            All’Ufficio mio come al solito.

            In casa: i ragazzi vanno a scuola. Una domestica ad ore, dalle 13 alle 17, viene, fa la spesa, cucina, lava la biancheria etc. etc.

            Come ricorderai io ho con me tre figli, Leonardo, Francesco e Teresa di 23, 19 e 17 anni d’età.

            Spesso essi vanno a trovare la zia (sorella della defunta loro madre) di nome Gilda, che abita non molto lontano da casa mia.

            Il marito, come ricorderai, Dott. Virgilio Fucile, dirige le trasmissioni radio speciali: per le scuole, per i militari, per gli ammalati etc.. Il suo indirizzo (ove dovesse occorrerti) è Via Lagrange n. 16 telefono 878235. Roma.

            Gli altri due figli, Giuseppe, in religione Fra Raffaele, studia Teologia a Ceprano, Convento del Carmine, e Roberto, Fratel Lelio, insegna all’Istituto de Merode, o meglio San Giuseppe, alla terza elementare, Piazza di Spagna Roma. Il Direttore è Fratel Mansueto che forse conosci. Il fratello Francesco, che frequenta nello stesso istituto il corso di ragioneria, lo vede quasi ogni giorno ed anch’io lo vado spesso a trovare. Anche Fra Raffaele, quando posso, vado a trovare e vanno i fratelli Leonardo e Francesco.

            Francesco sinora dimostra un carattere più affettuoso degli altri che stanno con me. I due Religiosi sono anch’essi molto affettuosi. Anche Teresa ora comincia ad essere una Signorina e diventa più buona e più giudiziosa.

            Carissimo Monsignore, io ti rinnovo gli auguri vivissimi insieme ai miei familiari.

            Ricordiamoci a vicenda nella preghiera e ricordiamo i nostri cari defunti.

Io sempre con animo grato sono, col bacio del Sacro Anello,

tuo devotissimo ed affezionatissimo

 

 

Monsignor Ronca risponde:

“Roma, 9 gennaio 1955

                        Caro Ulisse,

                                               ho avuto la tua graditissima lettera di auguri con le consolanti notizie che in essa mi dai sui tuoi cari figlioli e ti ringrazio di cuore.

            Non ti dimentico mai, anche se, purtroppo, le cure del mio ministero  mi impediscono di intrattenermi con te come desidererei.

            Ti ricambio fervidamente gli auguri per un sereno e felice anno nuovo e ti assicuro della mia particolare preghiera per i nostri cari defunti, per te  e per tutti i tuoi familiari.

            Credimi, con cordialità

aff.mo”

 

Queste possono considerarsi le ultime lettere tra i due amici. Papà sarà colpito da paralisi e si sentirà con Ronca  per telefono o con qualche biglietto da visita, con la sola firma.


1955

 

257   ME NE SONO ANDATO NELLA MIA STANZA A DIRE L’UFFICIO

Chiede consiglio per feste organizzate dai figli

Attività ricreative nella FUCI

Difficoltà negli studi di Leonardo

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                            Roma a.d. 13 - 2 - 1955

            È passato circa un mese da quando sei venuto a trovarmi.  Come stai?  Stai bene?  Sei sempre contento?. Noi qui, grazie al Signore, tutti bene nel complesso.  Teresa aveva avuto una colica, zia Gilda aveva fatto chiamare il medico, il Dott. Monaco, e minacciava appendicite; ma poi non ha avuto altri disturbi e speriamo che non ne abbia neppure in avvenire. In questo tempo sono avvenute le seguenti cose nuove: Come ti accennai a voce, Teresa per la prima volta era stata invitata a ballare da Dara, ma non volevano Leonardo.  Mi venne l'idea di consigliarmi con la Direttrice dell'Istituto che Teresa frequenta, Sant'Angela Merici, che è una religiosa, anziana, dell'Alta Italia e pratica di ragazze.  Mi ha consigliato di lasciarla andare ai balli purché accompagnata dal fratello Leonardo.

            Nella famiglia dei soci della FUCI ogni Domenica danno delle riunioni: si mettono intorno ad un tavolo e poi fanno giochi di società, per esempio: uno comincia a scrivere una frase corta, per esempio: "Giuseppe è buono"; un altro ne scrive una seconda senza sapere quello che ha scritto il primo e così via il terzo, il quarto, il quinto etc.  Viene fuori un guazzabuglio di frasi che di solito fa ridere; dopo di questo si passa in un'altra stanza, dove sono una radio ed un grammofono ed incominciano a ballare al suono della radio o del grammofono: una signorina un giovanotto, girando intorno a se stessi, o meglio ad un punto e poi intorno alla sala, presso a poco come fa la terra che gira intorno a se stessa e intorno al sole. Per mantenersi equidistanti i due debbono trattenersi equidistanti con le braccia, afferrandosi secondo le pose stabilite dai vari generi di ballo, altrimenti la forza di repulsione che deriva dal movimento rotatorio li farebbe allontanare inevitabilmente. I piedi dei ballerini di ambo i generi debbono fare dei movimenti speciali, seguendo la musica, movimenti diversi secondo la specie di ballo.  Siccome le coppie sono diverse devono stare attenti a non urtarsi. Questo è un esercizio ginnastico che fa sudare.  A un lato della sala da ballo o lì vicino vi è il così detto "buffè", ossia un tavolo con sopra dolciumi e panini piccoli imbottiti di salame, o prosciutto, o alici salate chiamati "sendvish" (ci come cioè o ceci finale).

            Ora da quando è incominciato il carnevale Teresa e Leonardo sono andati ora in una casa ora in un'altra e due Domeniche fa Teresa, Leonardo e Francesco hanno cambiato il posto alle due credenze della stanza da pranzo, mettendo quella con lo specchio in fondo dirimpetto alla porta che dà nell'ingresso e l'altra dove c'era il divano, hanno tolto il tavolo, hanno lasciato vuoto il mezzo; hanno tolto il letto, il comò e i tavoli di studio dalla stanza di Leonardo, si sono fatti imprestare dalla signora del quarto piano, chiamata Coop, un divano e due poltrone di stoffa a fiori chiari e l'hanno messo nella stanza di Leonardo. Hanno fatto scendere dai lampadari della stanza di Leonardo, dell'ingresso e della stanza da pranzo tante striscioline colorate, come quelle che vi compravo io quando eravate piccoli per farvi divertire, e le hanno attaccate ai muri, hanno messo le lampade più forti a luce elettrica e hanno preparato nella stanza di Leonardo il buffè. Barbara ha aiutato a fare tutto ed ha portato anche una figlia che ha partecipato al ballo.

            Io sono andato come al solito a prendere la Benedizione in chiesa, a Santa Teresa. Quando sono tornato ho sentito per le scale cantare a gran voce "Giro, giro tondo". Quando ho aperto la porta - Dimenticavo di dire che Barbara (la quale dice che vuol rimanere) ha prestato un radiogrammofono grande che hanno messo nella stanza da pranzo. Continuando, ho aperto la porta ho visto la sala da pranzo e l'ingresso pieni di signorine e giovanotti. Nell'ingresso non ballavano, nella sala da pranzo invece ballavano al suono del grammofono che suonava ballabilibì. Io me ne sono andato nella mia stanza a dire l'Ufficio di Terziario, nella semioscurità, Leonardo, Teresa e Francesco erano i padroni di casa della festa, la quale è continuata sino a circa le dieci di sera. Sono venute persone giovani appartenenti a distinte famiglie della buona società e una di una famiglia molto altolocata, che poi ti dirò a voce ((si trattava della figlia di De Gasperi)).Io però questi genitori non li conosco.  I genitori, come si usa oggi, non sono mai conosciuti. Di queste costumanze ne è al corrente anche la Madre Superiora, Direttrice dell'Istituto Sant'Angela Merici, la quale mi ha detto che tutto ciò che riguarda questi usi contemporanei relativi alle giovani, sono oggetto di continua discussione negli ambienti delle associazioni di donne e signore cattoliche e di azione cattolica. Anche Fratel Mansueto, Direttore dell'Istituto dove va Francesco, mi ha detto di non usare severità con i figli.  Così anche energicamente un confessore Domenicano a Santa Maria Maggiore.

            Io sento che il mio compito si fa più arduo e sento la mancanza di vostra madre e ho bisogno delle vostre preghiere. Adesso parliamo di Leonardo. Egli ha ottenuto il passaggio alla facoltà di Scienze Politiche, che dà adito ai concorsi per molte carriere, quasi come la facoltà di Legge; però ha chiesto di poter fare ancora un esame di fisica sperimentale della facoltà d'ingegneria e poi ne vorrà fare un altro della stessa facoltà d'ingegneria per potere così, se viene approvato, superare il biennio d'ingegneria, per poi ritornare alla facoltà d'ingegneria da quella di Scienze Politiche e se viene bocciato a non essere obbligato ad interrompere gli studi per prestare servizio militare (c'è una legge che chi non è approvato almeno ad un esame in un anno è obbligato a fare il soldato).Se è bocciato dovrebbe poi fare gli esami della facoltà di Scienze Politiche lasciando del tutto ogni idea di fare l'ingegnere. Ora uno di questi esami li avrà in questi giorni.  Ma lui va all'Università a sentire qualche lezione della facoltà di Scienze Politiche e qualche lezione d'inglese e qualche lezione di fisica, poi si occupa delle feste, poi studia ingegneria con un compagno che si chiama Cuneo. Alcune sere fa ha studiato ingegneria a casa con alcuni compagni in cui c'era anche Fano, di cui ti parlai a suo tempo in lettere passate.

            Tu dicesti a Leonardo, quando venne a trovarti, di trovargli un impiego e d'impiegarlo.  Dello stesso parere è zia Gilda, zio Virgilio e anche zio Guido e Piero. Mi sono rivolto, parlando per telefono di una pratica, ad un prefetto mio conoscente che ha l'ufficio al Quirinale e gli ho mandato Leonardo, il quale è andato a trovare anche Chiaramonte, che tu hai conosciuto a Caprarola. Ma al Quirinale non hanno bisogno di personale. Alcuni giorni or sono zio Virgilio è venuto a dirmi che dovevano assumere personale alla RAI dove sta lui, ma che lui non poteva incaricarsene, perché ha fatto dare al figlio Mario un impiego alla RAI e mi ha incitato perché me ne occupassi io. Erano le cinque di sera.  Sono passato da Santa Teresa dove si dava la Benedizione. sono raccomandato al Signore.  Arrivato all'ufficio, mi dicono che per una pratica ero stato chiamato da uno, che poi ti dirò chi è a voce ((forse lo stesso Ministro dell'Interno di allora)), molto altolocato, gli parlo della pratica e poi gli dico: io non ho chiesto mai niente, ora ho 61 anni di età, mio figlio 23, vorrei impiegarlo alla RAI, dove so che ci sono posti.  Quello mi risponde: "Il Direttore della RAI è fuori la porta che aspetta di essere ricevuto da me.  Le farò sapere di qui a mezz'ora".  Io esco ed entra il Direttore. Io lo guardo: un signore alto, un pò calvo e con gli occhiali, io esco.  Dopo mezz'ora mi telefona.  Le informazioni di zio Virgilio sono inesatte.  Non vi sono posti.  Si tratta di una diceria che si è sparsa.

            14 - 2 - 1955  -  Ho ricevuto la tua lettera e te ne ringrazio. Ho piacere che studi, che stai bene e che sei contento, così delle altre notizie che mi dai. Francesco ha ricevuto la tua lettera.  Tieni tranquillo l'orologio  ((era il vecchio orologio di zio Aldo quando era aviatore, un ricordo.  Era da tasca, ma molto grande, cm 8 circa di diametro, aveva la lancetta grande che segnava anche i secondi)).

            16 - 2 - 1955 - Tanti ossequi e ringraziamenti al M.R.P.Priore, al M.Rev. P.Sottopriore P.Luca, agli altri Padri insegnanti e colleghi.

A te la S.Benedizione da papà

 Quando verrò non posso prevedere, clima, temperatura, nonché condizioni del mio ufficio (sempre più difficili), permettendolo.

 

 

258   SONO VENUTI CON ME QUARESIMALE

Dal carnevale al quaresimale per i figli

Difficoltà con Teresa, senza la mamma

Metodo pratico per calmare l’irritazione

Preghiere per un parente lontano dai sacramenti

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                                   Roma 7 - 3 - 1955

            ti ho scritto una precedente lettera in cui descrivevo il ballo; ora faccio seguito.

  Come stai, sei contento?  Tutto spero di sì.  Noi, grazie a Dio, bene.  Io, un poco esaurimento nervoso, solito diabete. Ho telefonato adesso ufficio imposte per dichiarazione redditi 1954.  Mi hanno risposto che figli religiosi non debbono figurare a carico padre.  Quindi io quest'anno non potrò mettere nomi tuo e tuo fratello Roberto nella consueta dichiarazione annuale che si presenta il 1° marzo.  Ritengo vostri nomi figurino fogli dichiarazione redditi convivenze religiose. Leonardo non potuto superare esame neanche febbraio 1955 (fisichetta).  Non vuole farlo sapere.  Sta in due facoltà: ingegneria e scienze politiche; più esattamente in scienze politiche soltanto, ma può dare esami ingegneria e, se li supera, ritornare facoltà ingegneria.  Però questi esami non riesce superarli. Io ho detto Leonardo, Teresa, che hanno ballato di più, e Francesco un pò di meno, Domeniche Quaresima andare predica e funzione in Chiesa.  Prima Domenica Quaresima cercavano Leonardo, Teresa, qualche scusa.  Mi sono inquietato e sono venuti con me quaresimale Benedizione Eucaristica.  Seconda Domenica Quaresima sono venuti, senza io inquietarmi, tutti e tre.  Teresa ha voluto tutti andare Santa Teresa.

            13 - 3 - 1955  -  Riprendo dopo lunga interruzione, causata molte occupazioni susseguentisi senza posa e ti do notizie Francesco, il quale chiamato servizio militare leva, andato visita e inviato ospedale militare Celio, passato visita quattro Ufficiali medici: primo Tenente medico, poi Capitano medico, poi Maggiore medico, poi Colonnello medico, tutti trovato vizio organo cuore.  Dopo venti giorni ha ricevuto certificato riforma. Comunque Francesco si sente bene e continua solita vita scolastica.  Certo deve evitare strapazzi eccessivi e umidità, avendo avuto due volte: età 4 anni e 14 anni, poliartrite. Francesco avuto dal Professore d'italiano della sua scuola alcuni lavori svolgere a casa: 1° "Illuminismo nei Sepolcri del Foscolo". 2° "Se mai qualche maligno animo venga a ricordare che troppo a lungo durammo servi, noi rispondiamo: Dante; che troppo a lungo dimenticammo le severe fatiche del pensiero, noi rispondiamo: Galileo; che troppo ci godemmo di leggerezze e vanità, noi rispondiamo: Leopardi", parole di Carducci nel discorso per lo scoprimento del busto di Leopardi. 3° "Il pessimismo cosmico, patriottico, artistico e morale nelle opere in prosa e nelle poesie di Leopardi" Francesco faticato molto per questi lavori e anch'io aiutato, soprattutto per dare indirizzo cristiano svolgimento tali temi. Francesco lavorare molto studio anche Scienze delle Finanze.  Stare molto tempo tavolino.  Andare e venire scuola abbastanza lontana costituiscono suo movimento.  Frequenta Lega Missionaria scuola stessa.  Francesco vuole non si dica niente sua riforma militare.

            A Leonardo, mio cugino Nando Minutillo, figlio di fratello mia madre, impiegato Ferrovie e professore privato lettere, ha portato tre lezioni matematica: incominceranno Lunedì. Proverà trattandosi alunni 5° liceo. Leonardo si è messo studiare anche materie giuridiche, sociali facoltà Scienze Politiche.  Ha iniziato "politica dei mercati" che è una branca Economica Politica.  Ha studiato prime pagine.  Io l'ho esaminato, non sono stato soddisfatto.  Penso che non potrà riuscire se non molto stentatamente, però posso ingannarmi. Certo attualmente esami rigorosi, programmi molto vasti e dettagliati.

            Siccome anche voi religiosi avete spesso da fare con le tasse e le imposte, vorrò regalare anche a te un piccolo sunto Scienza delle Finanze.  Ti invierò anche opuscoli e stampati Prima Primaria e quelli culturali dei Fratelli Scuole Cristiane. Roberto sta bene, vede quasi tutti i giorni Francesco. Roberto contemporaneamente: vita di religioso, scuola terza elementare, 35 alunni, e istitutore collegiali interni, sorveglianza etc.  Inoltre studia il greco.  Vorrebbe frequentare teologia collegio "Angelicum".  Potrebbe così passare facoltà di Lettere università dello Stato senza fare esami maturità classica.

            Teresa, qualche giorno fa, non ritirata casa ore 8,55.  Io telefonato, non trovata casa. Io allora telefonato casa Maria Vittoria, dove sapevo essere andata.  Madre Maria Vittoria risposto andata Teresa, con Vittoria e con fratello più grande di Vittoria a fare spese. Tornato io casa dall'ufficio domandato Teresa, essa risposto: stata sempre casa di Maria Vittoria, sentire dischi ballabili.  In seguito a questa contraddizione (bisogna aggiungere Teresa affermato non aver mai visto fratello Maria Vittoria quella sera) io mattina seguente telefonato zia Gilda.  Zia Gilda nulla sapere, suppone però Teresa nascondere essere andata ballare insaputa mia.

            A me questo fatto impressione penosa.  Passato uno o due giorni fatta paternale Teresa.  Detto della riservatezza donne famiglia mia e vostra madre, lei così non studiare, pericoli che può correre.  Avvertito Leonardo non portare sorella gite giovanotti e signorine, anche se lui presente. Zia Gilda contraria perché giovanotti, che conosciuto Teresa queste occasioni, possono attenderla quando esce scuola e accompagnarla e lei innamorarsi. Domenica passata Leonardo, Francesco e Teresa con me quaresimale.  Leonardo fattami vedere fotografia sul lago di Bracciano: lui, Teresa, un suo amico e due signorine oltre Teresa, ponticello sull'acqua. Zia Gilda volere Teresa andare con lei.  Infatti ieri Teresa stata fino oltre ore 21 con zia Gilda, spettacolo trasmissione alla Radio, zio Virgilio, spettacolo per militari.  Anche Leonardo andato col suo gruppo.  Questi gruppi di Leonardo sono in parte di fucini e di fucine ((cioè della FUCI)) e in parte no.

            Io ufficio molte carte, molto lavoro, dovere ricevere molta gente anche alte cariche, dovere essere gentile con tutti.  Tutti insistere sapere particolari loro pratiche.  Io però non dovere dire.  Questa fatica di essere richiesto persone anche autorevoli, io essere ossequiente, ma non dovere dire, è cosa difficile e stanca. Oltre a ciò lavoro controllo molti scritti, lettere che si fanno mio ufficio.  Orario lungo.  Oltre a ciò cose di Leonardo, Teresa.  Memoria incomincia qualche momento mancarmi.  Diabete non posso bene combattere, mancanza pane buono (nero). In seguito tutto ciò, mi è capitato commettere impazienze.  Allora quando andato Prima Primaria S.Ignazio (prima Domenica mese; seconda Terziari Carmelitani S.Teresa) detto confessore io per non inquietarmi volere dire sempre di sì.  Confessore mi ha proibito di far questo: io dovere dire verità, ma a tempo e luogo, ma ha comandato di perdere tempo, dilazionare.  Io cerco ubbidire e sinora trovato bene.  Ma in casa specialmente con Leonardo, che è animato spirito contraddizione, m'infiammavo facilmente, improvvisamente, senza avere tempo riflettere.  Questo qualche volta anche in ufficio. Pensato allora come con un mezzo materiale e con un mezzo spirituale (rumore grani Rosario e giaculatorie io vinte idee contro il 6° comandamento: mi sembra demonio, specializzato in questo genere, fugga, lasciandomi.  Per la verità aggiungo sempre la preghiera all'Angelo Custode).  Ho pensato dunque che anche per le improvvise arrabbiature vi potesse essere qualche mezzo materiale e ho trovato: matita e pezzo di carta, accompagnati dalle solite giaculatorie e dalla preghiera all'Angelo Custode. La matita e il pezzo di carta le ho sul tavolo in ufficio, e, quando mangio, accanto al piatto. Appena mi accorgo di incominciarmi ad arrabbiare cerco di scrivere quello che mi fa rabbia.  Non ho d'ordinario neanche il tempo d'incominciare a scrivere, ovvero dopo scritto alcune parole, la rabbia si calma. Teresa domanda: perché la matita e la carta quando mangi?  E io rispondo ridendo "Segreto". Quando sono fuori per la strada cerco di portarli in tasca. Nelle mie meditazioni sui Fioretti di San Francesco mi sono fermato a quel punto in cui si racconta che parlava con i suoi Frati di Nostro Signore. Comandò ad un frate di parlare di Nostro Signore, comandò ad un altro di parlare di Nostro Signore e tutti parlavano bene, ispirati dallo Spirito Santo. Allora ho pensato come avrei potuto fare io.  Ho pensato di tornare a comprare l'Osservatore Romano, che avevo sospeso date le condizioni mentali di Leonardo che adesso sta meglio sotto questo riguardo.  Così anche l'Osservatore della Domenica.  Fatto questo, sottolineo con matita colorata tutti i brani in cui sia scritto il Nome Santo di Gesù Cristo. Fatto questo, se ho il tempo, richiamo l'attenzione su quegli articoli di giornale.  Faccio questo, se mi riesce, anche col Quotidiano.

            I parenti di vostra madre e miei come al solito nessuna novità.  Per la conversione di zio Guido nulla ancora.  Nel regalargli il corso di religione mi disse che avrebbe dovuto convertirsi insieme con un suo amico, ufficiale a riposo.  Zio Vittorio, cugino di zio Guido, mi fece capire una volta che l'impedimento sarebbe stato una donna.  Anche vostra madre mi accennò una volta qualche cosa del genere.  Occorre continuare a pregare.

            Carissimo Fra Raffaele, ti ho stancato forse con questa mia lunga chiacchierata. Ti prego di porgere i più devoti ossequi al M. Rev. P. Priore, al M. Rev. P. Sottopriore P. Luca, i quali ricordo sempre con animo grato per le belle accoglienze fattemi quando sono venuto a trovarti o ho mandato i tuoi fratelli. Saluta e ossequia anche tutti gli altri studenti ed insegnanti.  Come vanno gli studi? In che consistono?  Hai preso qualche altro Ordine Sacro?

A te la S. Benedizione papà

 

 

259   LA GRAZIA COME ANTICIPO DI COSE COSÌ IMMENSE

Le prediche di P. Isidoro e di P. Lombardi

Auguri di Pasqua

 

Fra Raffaele (Giuseppe)                                         Roma 4 Aprile 1955

            Stai bene e sei contento? Ho ricevuto la tua cartolina con l'indicazione del Dizionario Teologico edizione "studium".  Incaricato Leonardo, date lire settemila.  Sconto da intascarsi lui. Leonardo mezzo suo conoscente, il quale gode sconto e ha la tessera per sconto, risparmiato lire 1.600 che ha intascato contento, circa venti per cento.  Libro è già a casa, formato dizionario.  Occorre farlo pervenire a te, non so ancora il modo.  Se potessi tu fare scappatina. Francesco queste vacanze pasquali, con intera classe di scuola, farà tre giorni ritiro spirituali esercizi Fiuggi.  Non so se potrà dopo venire te.

             7 aprile 1955 - Francesco già partito Fiuggi, tre giorni ritiro Suore Clarisse, costo £ 5.000, altre 1.000 date a lui.  Ritiro uso Istituto San Giuseppe Piazza Spagna ultime classi prima di lasciare Istituto stesso. Classe Francesco sono andati in venti, ritengo debba trattarsi scelta stato.  Non so se Sabato Santo farà lui scappatina te.  Non ha portato dizionario Teologia Morale. Leonardo Teresa stati quaresimali domenicali Padre Isidoro provincia Toscana a Santa Teresa.  Venuto stessi anche amico Leonardo chiamato Enrico Pasini, figlio dirigente società TETI (telefoni). Zio Guido Santa Comunione ancora niente. Leonardo essendo munito licenza maturità scientifica vorrebbe fare concorso Ufficio motorizzazione.  Però quattro posti soltanto ed esami. Intanto studia materia economia dei mercati facoltà scienze politiche.

            Una grande confusione di cose: vorrebbe studiare contemporaneamente facoltà giuridiche, materie tecniche concorso.  Gli piacciono quattro posti perché si viaggia.  Lui però dice essere stanco studiare.

            Io settimana Passione tre giorni prediche pomeridiane Padre Isidoro, toscano. Sera, ore 9, radio Padre Lombardi, "mondo migliore" prediche P. Lombardi, stile impetuoso, argomenti religiosi sotto veste sociale, politica, storica, piacciono.  Occorre, per farle, unire profonda cultura teologica, altrettanta letteraria, giuridico-sociale e storica. Padre Isidoro, Carmelitano Scalzo, parlato bene specialmente argomento interamente spirituale: "Lo splendore dell'anima in stato di grazia": veramente stato luce che viene dall'alto.  Le conseguenze dell'esistenza vita eterna oltre tomba, tenendo conto di ciò che offre all'umano sapere e alla fantasia l'astronomia moderna, la grazia come anticipo di cose così immense........

            Teresa, per consiglio di zia Gilda, fatto abito taierino sarto Achille, non so ancora spesa. È in manifattura poi dovrà fare prova ancora una volta. Carissimo Giuseppe, o meglio Fra Raffaele, io e tutti di casa ti facciamo tanti belli auguri pasquali.  Per ora non vedere la possibilità di allontanarmi dall'ufficio per venire da te.  Comunque speriamo in avvenire.

            Estendiamo gli auguri al M. Rev. P. Priore, al quale auguriamo ottima salute e guarigione ((il P. Angelico, mio Priore, ebbe un malessere che poi si rivelò cancro allo stomaco con metastasi. Morì il 1° novembre)); al M. Rev. Sottopriore P. Luca, che chi sa non possa venire a farmi una visitina o all'Ufficio o a casa; a tutti i Padri Reverendi, colleghi e confratelli pure tanti calorosi auguri e saluti;

a te la S. Benedizione da papà

 

(foto 34 = sostituire tutta la didascalia con 1955)

 

260   NON CREDEVO DI GIUNGERE A QUESTA ETÀ

Preoccupazione per i figli che stanno a casa.

In Parlamento ancora critiche all’ufficio di cittadinanza

Al Ministero dell’Interno non c’è una cappella

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                   Roma 16 - 5 - 1955

            Ho ricevuto la tua cartolina illustrata.  Ti ringrazio degli auguri per il mio sessantaduesimo compleanno.  ((Molto preciso papà.  Era nato nel 1893 e di compleanni, dato che si cominciano a contare dal 94 in poi, ne sono realmente passati 62, ma più il primo anno si dovrebbe dire che il 14 maggio 1955 papà ha finito sessantatre anni)). Devo ringraziare il Signore perché non credevo, quando ero giovane, di giungere a questa età. Mi compiaccio che stai bene e che i tuoi studi procedono bene. 

            Spero che tu sia sempre contento. Sono anche lieto che i diversi dizionari che ti ho regalati ti sono utili. In questo momento Teresa telefona ad una sua amica.  Specialmente Leonardo e Teresa riescono a stare in continua compagnia con i coetanei e le coetanee per mezzo del telefono, che adoperano molte volte al giorno; noto che sono spessissimo le telefonate che ricevono. Per gli studi Francesco va bene, per Leonardo e Teresa non si può dire altrettanto.

            Leonardo si è svogliato avendo trovato grandi difficoltà nella facoltà d'ingegneria e, ora, vorrebbe fare due facoltà: ingegneria e scienze politiche ed inoltre si vorrebbe prendere anche la patente di secondo grado per condurre automobili e va ad una scuola di guida di macchine. Leonardo ha troppi amici ed anche Teresa ha troppe distrazioni.  D'altra parte io non posso riparare a questa situazione di cose, perché la mia permanenza tra le mura domestiche è molto limitata.  Poi ormai non sono più dei bambini e dovrebbero pensare da sé In salute, salvo qualche piccolo malessere relativo alla digestione, pare che stiano bene.

            Francesco, invece, grazie al Signore, e nonostante la sua anormalità organica cardiaca, non soffre, sinora, disturbi di sorta. Io sono un poco stanco per il lavoro.  Ogni tanto mi prendono delle improvvise amnesie; ossia mi manca la memoria di qualche cosa particolare. Per esempio l'altro giorno arrivai nel corridoio dove c'è il mio ufficio e mi prese una dimenticanza, mi sedetti ad una sedia degli uscieri.  Questi mi vennero intorno ed io dissi: Scusate, mi conducete nella stanza del mio ufficio.  Allora mi presero per un braccio e mi condussero e subito cessò l'amnesia. Però non t'impressionare, non c'è nulla di grave.

            C'è stato un deputato al Parlamento, democristiano, che ha fatto una interrogazione contro l'ufficio, senza però accennare alla mia persona, dicendo, però, diverse insolenze.  Questa interrogazione sarà discussa alla Camera e non so come la cosa andrà a finire.  La ragione di tutto questo è perché una pratica non è andata secondo i suoi desideri. Siccome tra le altre cose questo deputato ha detto che l'ufficio non era decoroso, così stamattina mi hanno cambiato il mobilio e mi hanno messo mobili nuovi color noce scuro, una scrivania col vetro sopra, un armadio con spogliatoio e specchi interni e un divano e due poltrone in pelle.

            Stamattina sono stato da Roberto e l'ho trovato a letto nell'infermeria.  Ha un pò d'influenza.  Si era messo a letto ieri mattina. Stamattina sta meglio, ma sempre a letto.  Sono stato due o tre ore con lui, che non vedevo da molto tempo, essendo stato sempre molto occupato in ufficio col nuovo Direttore Generale che vuole rinnovare tutti i sistemi.            Ora il Direttore Generale è assente per qualche giorno e c'è un pò più di calma. Dimenticavo dirti che il giorno 14 in occasione del mio compleanno, per la prima volta in vita mia, il personale del mio ufficio mi ha fatto il regalo di fiori in un portafiori di cristallo, che sta ad adornare e rendere più decorosa la stanza, secondo i desideri di quel deputato.

            Carissimo Giuseppe, Fra Raffaele mio, beato te che puoi lavorare vicino a Lui e puoi, quando vuoi, durante il giorno, andarlo a trovare: il Signore. Il nostro Ministero ha bei mobili, ma non ha una Cappella in cui vi sia il Santissimo Sacramento custodito.  Allora occorre averlo nell'anima, come Dio, ma non come Uomo in Anima e Corpo. Ma ringraziamo in tutto il Signore e la Madonna benedetta che sempre ci provvederà e ci consolerà.

            Ho ricevuto il biglietto di Padre Luca, cui rispondo separatamente e ringrazio tanto. Ossequia e ringrazia per le cure che ti hanno anche da parte mia il M. Rev. P. Priore e i Molto Reverendi Insegnanti, i colleghi e confratelli tutti.

A te la S. Benedizione

tuo aff.mo papà

 

 

(Su una cartolina)                                                                                   6 - 7 - 1955

            Sono guarito. Grazie dell'ospitalità a quelli cui di dovere. Saluti affettuosissimi.

A te un abbraccio e la S.B. da papà

 ((È venuto a trovarmi e in Convento e non si è sentito bene.))

 

 

La lettera che segue è una lettera scritta con mano molto malferma.  Qualcosa non va.

 

261   LA FIGURA DELLA MADONNA L’HO TROVATA INTATTA

Torna in ufficio dopo qualche giorno di riposo

Gli studi e le vacanze dei figli

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                Roma 31 Luglio 1955

            È quasi un mese che sono ritornato da Ceprano a Roma.  Come stai? Contento?  Noi qui bene tutti, grazie a Dio. All'Ufficio nessuno ha chiesto dov'ero stato e nulla ho dovuto dire.  È cambiato S.E. il Ministro e si dice che cambierà anche il Direttore Generale, ma per ora circa quest'ultimo cambiamento nulla si sa ancora di certo. La figura della Madonna sotto il vetro del tavolo l'ho trovata intatta, soltanto l'avevano coperta con i fascicoli d'ufficio. Leonardo e Francesco (il quale ha conseguito la licenza, dopo avere sostenuto gli esami, con tutti 7 e 8) (ora ha il diploma di ragioneria) sono andati a San Martino di Castrozza, provincia di Trento, Via Pisoni, Casa alpina, e staranno per una ventina di giorni. È un luogo a 1400 metri d'altitudine, pieno di pace e solitario, a circa due chilometri dal paese, sono in circa trenta e con loro vive pure un sacerdote.  Intorno montagne altissime. Dormono in lettini (che sono come le cuccette dei piroscafi) sovrapposto gli uni agli altri.   In questa casa alpina ora sono in circa trenta persone, quasi tutti giovani del Trentino.  Di romani, compresi loro, sono quattro.  Leonardo ha superato prima di partire anche l'esame di economia politica con 23. Durante le vacanze in montagna si è portato i libri e mi assicura che studierà.

            Teresa sta a casa e accudisce alle faccende domestiche.  In questo momento le sue amiche sono quasi tutte fuori Roma e lei non ha compagne.

            Zia Gilda e zio Virgilio sono andati da P.Pio e poi vanno a Taranto, perché zio Virgilio ha da fare per la radio. Zio Guido, zia Giulia e Mariella e bambini sono in villeggiatura ad Orvinio, un paese a 800 metri d'altitudine sopra Tivoli. Francesco con Mario Giuseppe, con la motocicletta di Mario Giuseppe, sono alcuni giorni fa andati a trovarli. Anche zia Maria e zio Alfredo sono stati per otto giorni a Fiuggi

            Ossequia e ringrazia per le cure che hanno di te ed anche per l'ospitalità offertami i tuoi Molto Rev. Superiori, saluta affettuosamente per me tutti i tuoi Colleghi Confratelli ed il fratello cuoco. A te la S. Benedizione

papà

 

 

262   SONO CINQUANTA MESI DALLA MORTE DI MAMMA

Cambiamenti dei superiori al Ministero

L’orario di lavoro lo stanca

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                    Roma 3 - 9 - 1955

            Ti ringrazio della tua lettera, in cui mi dai notizie dei cambiamenti.((Nel mio convento di Ceprano cambia il P.Sottopriore P.Luca, che va a Monteodorisio come Parroco, al suo posto viene il P.Mauro Paniccia)). Anche al mio Ufficio è cambiato il Direttore Generale ed il nuovo si chiama Sua Eccellenza Dott.Angelo Vincenti.  Quello che c'era prima Eccellenza Paolo Strano è passato a dirigere un'altra Direzione Generale, chiamata Amministrazione Civile, che regola tutti i servizi pubblici dei Comuni e delle Province, con relativo personale elettivo ed impiegatizio. In seguito a questo cambiamento anche alcuni funzionari della Direzione Generale mia sono stati spostati ad altre Direzioni Generali ed altri funzionari sono venuti nella mia. Questi spostamenti si sono verificati anche in altri uffici del Ministero.  Nel mese di Settembre ed in quello di Ottobre si prevedono altri cambiamenti. Il mio ufficio della cittadinanza non è stato sinora toccato.

            Sono 50 mesi, cifra tonda, dalla morte di mamma.  Preghiamo!

            Leonardo è andato ad un corso di automobilista, ha frequentato alcune lezioni, ha fatto un esame e non è riuscito, dopo tre mesi ha fatto un secondo esame ed è stato approvato e gli hanno dato la patente di secondo grado di autista. Ho dovuto pagare ventimila lire per il corso e mille per la patente, che consiste in un librettino rosso con fotografia.  Mi ha fatto comprare inoltre dei libri per la facoltà di scienze politiche all'università. Io ora non posso più badare a casa perché l'orario di ufficio è diventato più rigoroso e bisogna trovarsi puntualmente alle 8 di mattina e (almeno per me) verso le cinque o le cinque e un quarto nel pomeriggio, sino alla sera dopo le 9. Mi auguro in avvenire possa mitigarsi, almeno per le ore pomeridiane.  Sinora ho sentito un disagio fisico, però, grazie a Dio, senza infermità.

            Inoltre al Parlamento, e questa volta è il Senato, non possono dimenticarsi dell'Ufficio Cittadinanza: un senatore, Ottavio Pastore, comunista, ha fatto un'interrogazione chiedendo risposta scritta, circa certi atti d'ufficio a giocatori di calcio e a noi non risulta nulla.  Un altro comunista straniero che ha veduta respinta la sua domanda per ottenere la cittadinanza, ha fatto un reclamo facendo delle insinuazioni contro i funzionari della prefettura che trattano questa cosa.  L'ufficio è oggetto di tiri al bersaglio metaforici. Roberto dopo Padernò del Grappa è andato fino al 12 Settembre a Massa Carrara sul mare: l'indirizzo è: Fratel Lelio Roberto - Villa Romanina dei Fratelli delle Scuole Cristiane - frazione Ronchi - Massa Carrara. Francesco stamattina è andato alla sua scuola per ritirare il diploma di ragioniere, allora uno dei religiosi che ha la carica d'ispettore, gli ha fatto capire che i Fratelli delle Scuole Cristiane cercherebbero d'impiegarlo in modo che possa frequentare anche l'Università nella facoltà di Economia e Commercio.

            Teresa è stata invitata ad andare con zia Gilda sola a Napoli, pagando il solo viaggio, quattro giorni, da Lunedì, ma poi zia Gilda pare che rimandi, non sentendosi bene. Zio Guido, zia Giulia, Mariella e bambini sono ad Orvinio, un bel paesino a 750 metri d'altezza sul livello del mare, circondato da querce (alberi), pulito, buona acqua, dopo Tivoli.  Stanno in villeggiatura, ma zia Giulia con quella malattia che ha, pare che non sia stata molto bene. Carissimo, ossequia e ringrazia per le cure che hanno per te i tuoi Superiori a nome mio. Mi propongo di conoscerli di persona o costì o a Roma, a casa o in ufficio.

             Io non dimentico di pregare per te, anche davanti alla Madonna del tavolo.

La Santa Benedizione

 papà

            4 - 9 - 55 Ricevuta tua cartolina 1° Settembre 1955 diretta Francesco e ti ringraziamo. Non so Francesco quando ha intenzione di venirti a trovare.

 

 


PAPÀ COLPITO DA PARESI

 

            Il 24 Settembre mentre papà sta in ufficio non si sente bene.  Due uscieri lo accompagnano a casa con un taxi.  Non ce la fa a camminare e si esprime anche male nel parlare. A casa c’è solo Leonardo che chiama subito un suo amico che ha il papà medico. Questo viene ed applica a papà le cure necessarie ed urgenti per bloccare la trombosi. Il lato destro del corpo non reagisce. La parola è molto impacciata. A Ceprano mi avvisano e mi permettono subito di andare a trovarlo.  Parto nel primo pomeriggio. A casa ci sono tutti i fratelli, viene anche il cugino Mario Fucile, il quale vuole darsi molto da fare. Per papà ci vuole invece molta calma.  

            Bisogna decidere se ricoverarlo in clinica.  Papà è lucido e capisce tutto.  La proposta di andare in una casa di cura lo innervosisce.  Non vuole. Ultimo tentativo per persuaderlo tocca a me, ma nemmeno io riesco a convincerlo. D'altronde quello che serve ora a papà è soprattutto la serenità.  Meglio accontentarlo che farlo agitare. Si stabilisce di curarlo a casa.  Così si prendono due infermiere, una per il giorno e un'altra per la notte, per l'assistenza e per le iniezioni.

            Non ricordo quanto tempo mi fermo a Roma, naturalmente vado sempre in Convento per dormire.  Questa volta non sono accompagnato da nessuno. Vicini al sacerdozio, siamo considerati abbastanza responsabili (già andavo a Roma, da solo, per fare acquisti).            

            Seguono una serie di cartoline e di lettere dei fratelli che mi tengono al corrente sul corso della lenta ripresa di papà. La prima cartolina è del 28 Settembre, scritta da Roberto che stando a Roma può visitare papà molto spesso, poi un pò lui un pò gli altri continuano a mandarmi notizie:

            "Roma 28 - 9 - 55  -  ore 9  -  Papà ha passato una buona notte e questa mattina è più sveglio di ieri.  Il Dottore ieri sera ha constatato sempre un miglioramento, però più lento di quello dell'altro giorno.  Stamani è più sereno.  Proseguono le cure mediche infermieristiche e medicinali e proseguiranno per almeno 8 giorni, poi speriamo che vada meglio.  Se però sarà necessario proseguiranno ancora.  Prega San Giuda Taddeo.... Per altre cure esterne per il riacquisto dell'uso della mano ancora non se ne parla.  Sentiamo questa sera il medico".

            Poi Francesco sul retro della stessa cartolina: "Ore 21  -  Papà ha trascorso buona giornata.  Il dottore lo ha dichiarato fuori pericolo con le dovute e necessarie riserve del caso grave.  Continua nella sua serenità, malgrado qualche nervetto"

 

            Roberto: " 29 - IX - 55 ore 12 - Papà ha passato una buona notte come il solito.  Il medico dice che c'è sempre un piccolo miglioramento.  Le due infermiere fanno molto bene l'assistenza, papà ne è soddisfatto.  Ieri è venuto a trovarlo il P.Parroco, oggi gli ha portato la S.Comunione.  Abbiamo avvertito Mons. Ronca delle condizioni di papà"

            "ore 20 - Papà passato bene giornata.  Il dottore viene domani.  Non ti preoccupare va tutto meglio"

            ore 10 del 30-9-55:  "Tutto bene.  Visita del medico: piano piano si riprende, riprende i movimenti, solo un pò di mancanza di orientamento,  Papà ha passato anche oggi una notte bene. Prega che si rimetta presto papà.  Buona giornata."

 

            Il 2 Ottobre Francesco: "Papà migliora progressivamente.  Ieri il giorno cruciale, perché erano passati 7 giorni, l'ha passato bene e così la notte:  Un piccolo incidente: la somministrazione di una medicina per un'altra a causa della cattiva calligrafia del medico causandogli una ascesa progressiva ed eccessiva della pressione, ieri l'ha un pò scombussolato.  Però si è ripreso subito e oggi è completamente più sereno e tranquillo. I giorni passano e se nulla ancora si verificherà tra 7 giorni si potrà rialzare"

            4 - X - 55 -"Ieri passato bene - migliora - stamani venuto cardiologo, per elettrocardiogramma: nulla di allarmante.  In seguito verrà un dettagliato resoconto.

  Stamani venuto tuo Sottopriore visitare papà.  Papà comincia a servirsi mano destra limitatamente"

            "ore 19,15  Papà tranquillo, è stanco di essere ammalato"

 

            6 - X - 1955   Francesco: "Papà oggi alzato prima volta e messosi in poltrona per un'ora. Gamba destra non lo regge.  Per il resto tutto bene. Elettrocardiogramma normale.  Ancora un pò di zucchero nel sangue e urine.  Speriamo bene.... La pressione di papà ritorna normale.  Se puoi scrivi un biglietto".

 

            7 - X - 1955  Ancora Francesco: "Papà continua a migliorare lentamente e comincia a muovere la destra.  Anche oggi si alza per un'oretta.  Sarà necessario il bastone per aiutarlo a camminare.  Si pensa di fare a meno dell'infermiera di notte, però questa sera ancora verrà. Ieri e oggi ha fatto la Comunione e è venuto il Parroco. Zia Gilda è venuta ieri . La pressione è normale. Il cuore pure. Ora è necessaria molta forza di volontà per la ripresa dei movimenti... Leo studia seriamente..."

            Poi finalmente papà riprende a scrivere qualche frase. L'11 - 10 1955 è la prima volta che scrive (a matita) con mano malferma, tremante e insicura.

            Francesco che mi manda una lunga lettera con la descrizione dettagliata del corso della malattia acclude alla sua lettera le piccole frasi di papà.  È un esercizio che deve fare, sul quale i fratelli insistono per fargli riprendere l'uso della mano destra. Anzi mi diranno di insistere anch’io quando gli scrivo per farlo esercitare.

 

            Francesco: "Dopo tante cartoline ecco finalmente una lettera...  Per fare le cose in ordine comincio a rispondere a quella specie di formulario che hai compilato nella lettera, e così per primo:  Papà si è già alzato diverse volte dal letto, fa un giretto per la camera, da noi sorretto, poi si mette a sedere in poltrona dove sta per circa un'oretta e adesso anche due e mezzo (questa mattina); durante questo tempo legge il giornale e fa esercizio con la mano destra di scrittura. Pensa che deve quasi quasi ricominciare a fare gli esercizi che si fanno in prima elementare: le aste e le varie altre lettere, tutto particolarmente per esercitare la mano a tenere la penna in mano e ad adoperarla correntemente. In questo campo fa progressi notevoli, prova ne sono le due righe che ti ha scritto e che ti allego:

            Carissimo Fra Raffaele, ho ricevuto la tua lettera e ti ringrazio

papà

 

            Progressi ne fa anche nell'impugnare le posate e nel mangiare intere vivande da solo. Unicamente c'è il fatto che dopo un pò si stanca in quanto tutti questi movimenti sono per lui completamente nuovi o per lo meno lo sono diventati: sembra proprio un bambino che cominci a fare le cose da sé. In quanto al camminare ancora siamo a terra, perché per paura che possa prendersi qualche malanno passando dal caldo del letto al fresco della camera, ancora non gli facciamo fare esercizi in proposito. Il diabete, cioè l'azotemia nel sangue e la glicosuria nelle urine, pare che vadano gradatamente diminuendo: questo è quanto si può dedurre dalle analisi che fino a Sabato si sono fatte. Il medico è stato per quattro giorni assente per un congresso a cui ha partecipato e tornerà domani pomeriggio. L'ultima volta che l'ha visitato è stato molto ottimista e ci ha rassicurati, anche le iniezioni che papà si deve fare sono diminuite di numero e di intensità, rimane tuttavia l'insulina che deve farsi un quarto d'ora prima dei pasti.

Per il cuore non c'è nulla di allarmante, dall'elettrocardiogramma è risultato solo un piccolo soffio che del resto papà ha sempre avuto sin da ragazzo. A proposito dell'elettrocardiogramma è impossibile farti il dettagliato resoconto poiché esso è composto dall'insieme delle oscillazioni del cuore riprodotte su carta millimetrata con sotto varie osservazioni di natura prettamente tecnica che neanche io riesco ad interpretare. Per quanto riguarda il movimento della mano mi sembra che quello che ti ho scritto prima ti mostri che l'orientamento progressivamente e costantemente viene riacquistato da papà.

            Per quanto riguarda la tua pessimistica impressione circa il movimento della mano, credo che sbagli, infatti il giorno che venisti erano appena passati pochi giorni dalla settimana di assoluto riposo e quasi di assoluta immobilità prescritta dal medico e papà solo da pochi giorni aveva cominciato a ricevere i massaggi nelle parti colpite, era naturale che il miglioramento, anche  se c'era, era poco apparente, ora invece è un pò più manifesto e dopo tutto non può da un momento all'altro guarire improvvisamente, ci vuole del tempo e molto esercizio. La pressione, almeno da quanto risulta dall'ultima visita medica è tornata normale. L'infermiera di notte non c'è più da tre giorni.  Essa stessa ci ha fatto notare la ormai completa inutilità della sua assistenza e di questo parere sono stati anche il medico e zia Gilda.  Infatti di notte il dottore aveva levato tutte le iniezioni che prima papà faceva; papà poi passa le notti tranquillo e non c'è neanche bisogno di una eventuale iniezione di canfora o di coramina. Così ci siamo organizzati in modo da fare senza l'infermiera notturna.  Quella diurna rimane un pò più a lungo, circa fino alle otto e mezzo, dopo che papà ha cenato.

            Per la notte si fa così: Teresa dorme con la porta aperta e una o due volte va a vedere se papà ha bisogno di essere coperto tante volte si scoprisse; io dormo in camera da pranzo ((che comunica con la camera di papà)) e mi alzo una o due volte quando papà chiama per qualche bisogno; alle otto poi viene l'infermiera e noi dormiamo per qualche altra oretta se siamo stanchi. Pare poi che così non sia neanche strapazzosa la cosa.  Per l'infermiera di giorno ce ne sarà bisogno forse fino a che papà incominci ad alzarsi e a stare in piedi più ore che a letto.... Il sussidio non è arrivato, ma speriamo di farcela: ora le spese si sono un pò attutite in confronto ai primi giorni.  Tu prega sempre S.Giuda verso il quale mamma aveva tanta fiducia. Intanto ci prepariamo per l'inverno, cioè per il fresco.  La camera di papà è la più fredda di tutta a casa e naturalmente papà quando si alza deve stare in un ambiente caldo.... Papà è stato molto contento delle considerazioni che hai fatto nella lettera e il pezzo riservato a lui (solo quello gli ho dato) l'ha messo nel Vangelo che tiene sempre vicino.... A papà fa tanto piacere anche un tuo biglietto e se riesci a fare questo sacrificio fallo volentieri, ogni tanto mandagliene uno, altrimenti è un pò triste perché con l'infermità che ha, vedendo che le visite dei parenti e conoscenti si diradano, si crede abbandonato.”

 

             13 - X - 55  Papà scrive:  Carissimo Fra Raffaele io sto meglio.  Prega per me.  Ti scrissi già due parole a matita.  Cari saluti a tutti.  A te la S.Benedizione

papà

 

            Sotto il biglietto di papà le notizie da Francesco: "Tutto continua bene, come vedi.  Niente novità.  All'Ufficio rivogliono papà e i suoi dipendenti lo sono venuti a trovare.  Sussidio arrivato (100.000)"

 

            Il 14 Ottobre ancora due righe da papà:  Continuo a star meglio

papà

14 - 10 - 1955

 

            Il 15, festa di Santa Teresa d'Avila, scrive: S.Teresa 1955 - Carissimo, Prega per me. Sto meglio

 

 

Poi finalmente una lettera di una pagina, con scrittura molto tremolante:

 

 

263    QUESTI  DUE  SANTI  MI  HANNO  IMPETRATO  UNA        SERENITÀ  DI  SPIRITO  GRANDE

Prima lettera dopo l’attacco di paresi

S. Pietro d’Alcantara e Santa Tertesa

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                       19 Ottobre 1955

            Rispondo alla tua del 6 Ottobre, con mano malferma (la destra, quella colpita)  Ora sto meglio.  Sto a sedere sulla poltrona. Oggi è la festa di un amico della Santa Madre, S.Pietro d'Alcantara. Questi due Santi mi hanno impetrato una serenità di spirito grande e ne ringrazio il Signore. Ringrazio anche voi per le vostre preghiere. Roberto è iscritto alla Gregoriana.  Farà il corso di filosofia. Deve però anche fare lezione di religione alla prima media al S.Giuseppe. Notizie tue?  Leonardo ha superato altri due esami alla facoltà di scienze politiche. Teresa e Francesco vengono ad aiutarmi di notte.  Non ancora sono indipendente per i miei bisogni.  Specialmente Francesco. Quelli dell'ufficio sono venuti a trovarmi. Anche il Ministro ha stabilito un contributo straordinario (£100.000).  Leonardo dovrà ringraziare..

            I parenti tutti sono venuti a trovarmi.  Specialmente mia sorella viene e passa il tempo con me.  Zia Gilda si porta Teresa alla Radio. Finora abbiamo sempre l'infermiera Cesarina di giorno. Tu alla lettera del 6 Ottobre mi dai tanti consigli spirituali e te ne ringrazio.  Io sono instabile.  Ora ho paura.  Ora devo smettere.

            Ossequia e ringrazia i Padri A te la S.Benedizione

aff.mo papà

 

            Il 20 Ottobre altre notizie da Teresa: "Non ti preoccupare di nulla, papà sta meglio e comincia a muovere i primi passi, come avrai visto scrive già abbastanza bene e sta parecchie ore al giorno in poltrona"

 

            Da Francesco: "A casa la vita si è quasi stabilizzata non normalizzata.  L'infermiera di giorno, noi di notte. Papà progredisce, ma lentamente.  Il medico si fa vivo ogni sei giorni.  Le medicine per iniezioni sono state tutte abolite, tranne l'insulina. Papà in media sta fuori del letto dalle tre alle sei ore al giorno, ha riacquistato piena facilità di parola e anche con lo scrivere fa progressi.  Ora legge, sente la radio con interesse e telefona a qualcuno.   Più lenta è la ripresa dell'equilibrio, ancora non riesce a stare in piedi da solo, anche con il bastone.... Prega San Giuda."

 

Poi di nuovo papà.  La scrittura oltre a essere molto tremolante, si riesce poco a decifrare, comunque con un pò di buona volontà si intuisce qualche parola veramente incomprensibile.

 

 

264   NUMEROSISSIMI MALATI MOLTO PIÙ SOFFERENTI DI ME

Descrizione dettagliata delle cure mediche

Penitenza  volontaria e involontaria (malattia)

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                      21 Ottobre 1955

            Il 24 è la tua festa, onomastico di religione, ed il 6 è stato il tuo 23 esimo compleanno. I miei più affettuosi auguri.  Per qualche regaluccio dillo a Francesco.  Che da me non posso fare queste cose. Ora mi sono alzato e sto seduto alla poltrona col tavolo davanti. Le mie medicine: ci capisco poco, ma ti dico quello che ho capito: i primi giorni mi facevano 6 o 7 iniezioni al giorno non so di che liquido.  Ora faccio due iniezioni d'insulina al giorno prima dei pasti.  L'insulina è la famosa medicina contro il diabete, estratta da pancreas di maiale.  Poi mi hanno cavato il sangue tre volte per farmi l'analisi del sangue. Dicono che prima c'era molto zucchero nel sangue, ora è in proporzione normale.

            Io comincio a camminare, però mi manca l'equilibrio.  Gli organi dell'equilibrio stanno dietro le orecchie nel cervello. I pasti consistono in riso o pastina in bordo, in carne a pezzettini di carne di vitella o di petto ((di pollo)), una o due volte la settimana il pesce, e mele cotte. Le iniezioni me le fanno sulla parte interna ed esterna delle cosce.

            So di numerosissimi malati molto più sofferenti di me. La scienza moderna non può aiutarli a sufficienza. Essi fanno penitenza come la facevano (volontariamente però) gli antichi anacoreti. Stamani per sbaglio mi hanno portato due volte la S. Comunione.  Prima è venuto P.Dositeo che mi ha detto che P.Gioacchino è in viaggio.

            Pregate per me. Ossequia  e ringrazia ai Padri e Confratelli.

A te la S.Benedizione papà

 

 

265   A PADRE ANGELICO OGNI BENE ED OGNI CONFORTO

Chiede preghiere per avere più coraggio

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe),                          Roma  1 Novembre 1955

            Ho ricevuto giorni fa la tua lettera in cui mi scrivi che fai l'infermiere. ((Facevo l'infermiere al Priore, P.Angelico, malato di cancro.  Lo assistevo notte giorno fino alla morte che avvenne proprio il 1° Novembre di quell'anno, cioè il giorno che papà mi scrive. Anche per questo potetti fare poche visite a papà: il "mio malato" si aggravava sempre più ed io ormai ero l'unico che lo poteva capire ed aiutare)). Io ora incomincio a camminare per casa, col bastone e senza, sempre accompagnato.

            Ringrazio la Provvidenza per le cure che ho dalla signorina infermiera e da Francesco e da Teresa. La infermiera è cugina di un Padre Francescano Minore, che è venuto a trovarmi e mi ha detto tante buone parole.  Questo Padre Francescano credo che sia Direttore dello studentato di Grottaferrata ed è veneto. Io però da qualche tempo ho dei capogiri quando sto a letto; una volta per questo mi hanno diminuito la quantità d'insulina.

            Io auguro al P.Angelico ogni bene ed ogni conforto: che la Madonna stenda il suo manto.  Preghiamo. Roberto, ossia Fratel Lelio, di tanto in tanto viene a trovarmi.  Frequenta la Gregoriana ed i suoi Superiori gli hanno dato pure il tempo di studiare.  Studia filosofia. Ho bisogno di preghiere per ottenere più coraggio e più pazienza.

            Il P.Parroco è venuto a trovarmi due volte.  Ogni tre o quattro giorni ricevo la S.Comunione.  Sono venuti a trovarmi anche i confratelli Terziari.  Così sono venuti anche quelli dell'ufficio.

            Tanti ossequi ai Padri.  Ringrazio tutti. A te baci e la S.Benedizione

papà

 

            Lo stesso giorno Francesco mi comunica le ultime notizie sulla malattia di papà: "Papà si trova in una situazione della malattia che è la più fastidiosa particolarmente per lui:  il periodo di lenta ripresa. Mentre incomincia a sentirsi riposato e bene, dall'altra parte deve fare sforzi continui per incominciare a rifare quei movimenti essenziali per avviarsi alla normalità.  Quel che più da fastidio è il sentirsi magari bene, ma non poter fare quello che uno farebbe in condizioni normali. Lui ha tanta pazienza e piano piano ricomincia a fare quelle cose che sono più urgenti. Le medicine sono gradatamente diminuite; fa solo l'insulina e prende delle pasticche dopo i pasti. Circa i capogiri, che egli accenna nella sua lettera, credo che non ci sia nulla di allarmante, come del resto dice il dottore,  lui ha una grande paura. Questi capogiri gli vengono quando sta a letto, con la testa piuttosto bassa, quindi dormendo con più cuscini i capogiri dovrebbero scomparire. Nell'ultima lettera ti dimostri piuttosto preoccupato circa l'equilibrio di papà; effettivamente non ti so dire se la mancanza di equilibrio sia dovuta a lesione celebrale o sia conseguenza della mancata padronanza della parte destra. Io credo che dipenda da questo, dato che mano a mano che papà comincia a riprendere l'uso della mano e della gamba anche l'equilibrio gli ritorna e comincia seppure lentamente a camminare da solo; il nostro seguirlo da vicino senza reggerlo è soltanto una misura precauzionale; credo che se continua di questo passo entro il mese entrante potrà assolutamente fare a meno di qualsiasi aiuto esterno per tutte le sue cose, unica difficoltà a questo sta nel fatto che teme di chinare la testa per paura che ciò possa fargli male (cioè l'afflusso di sangue al cervello). Per quanto riguarda l'ufficio non accetta con piacere il pensiero di dovervi tornare un giorno: le conversazioni del genere lo irritano.  Non è che non ci voglia più tornare, ma soltanto gli dà fastidio il sospetto che i suoi Superiori desiderino stabilire una data categorica per il suo rientro.  In sostanza vuole ritornare al suo lavoro quando si sentirà completamente a posto e questo lui non lo sa né si può stabilire sin da adesso. ......So che fai l'infermiere al tuo Superiore, siamo quasi colleghi in questo, con la sola differenza che io lo faccio solo di notte e papà è un ammalato in via di guarigione e dà poca preoccupazione...."

 

Papà sta ricuperando. Ora riprende la consueta corrispondenza. Anche la scrittura va migliorando.

 

 

266   SULLA SOFFERENZA CONVENGO CON TE IN TUTTO

La sofferenza cristiana

Una medaglia del Papa agli impiegati

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                          Roma 28 Novembre 1955

            Ho ricevuto la tua lettera del 21 Novembre 1955 e ti ringrazio degli auguri per la festa di S. Giovanni della Croce.  Ringrazio pure il M. Rev. P. Sottopriore, al quale mando anche tanti affettuosi saluti. Qui in questi giorni ha fatto freddo.  Ho comprato tre stufette elettriche per riscaldare la stanza a settentrione della casa, ma mi hanno dato l'energia elettrica sufficiente al massimo per due.  Devono venire a fare dei lavori e allora potremo accenderle tutte e tre.  La camera mia è stata riscaldata. Sinora, con l'aiuto del Signore, e tenuto conto che le stufe sono portatili, non ho sofferto veri raffreddori. La stufa a legna è stata portata via.  Francesco e Teresa sono però raffreddati.  Ma escono.

            E tu come te la passi? E gli altri? Ti ringrazio delle considerazioni che mi hai scritto sull'argomento della sofferenza cristiana.  Io convengo con te in tutto.  Ho bisogno però di molte preghiere. Per quanto riguarda lo Scapolare stai sicuro che io adesso l'ho addosso e farò quanto mi sarà possibile per portarlo sempre.  Certo mi farebbe piacere averne uno nuovo.  Domanderò poi chiarimenti al mio Priore circa la possibilità di tenerlo sotto al cuscino in caso di malattia.

            Circa la mia malattia ora faccio due iniezioni d'insulina prima del pranzo e cena.  Il pranzo e la cena consistono in un primo piatto: 50 grammi di riso o di pastina glutinata, secondo piatto a volontà di carne di vitella o di pollo tritato accompagnato con bieta o cavolfiori cotti, verdura cruda come insalata non posso mangiarne perché non ho denti, ed in ultimo una tazza di mele cotte.  Un grissino.  Niente pane. Io ora cammino solo per casa senza bastone. Però per cautela lo porto sempre.  Il medico ha detto che sono ristabilito e non si è fatto più vedere.  Mi aveva detto che dovevo fare un'altra cura, ma non ne ho saputo più niente.

            Leonardo sta facendo un corso presso una caserma per ottenere un attestato di pilota aviatore.  Ha fatto due o tre voli di addestramento.  Prega un poco.

            Roberto è venuto a casa per qualche ora per la festa di San Giovanni della Croce. Il 2 Dicembre deve sostenere un esame alla Gregoriana.  Francesco studia università commercio e cerca un posto.  Teresa accudisce alle faccende di casa.  Nelle famiglie degli zii Gilda, Guido e Maria nessuna novità.  Ogni tanto vedo qualcuno.

            Dall'ufficio mi hanno portato una medaglia che Sua Santità ha distribuito al personale del Ministero dell'Interno, in occasione della visita udienza pontificia di alcuni giorni fa.  Da una parte è disegnata, anzi scolpita la Sacra Famiglia e dall'altra parte l'effigie del Pontefice Pio XII°.  La medaglia è in metallo bianco.

            Tanti saluti e ringraziamenti ai Padri.  Pregherò anche per l'anima del P.Priore defunto. A te la S. Benedizione 

papà 

 

 

267   È UN FATTO UNICO NELLA STORIA

L’apparizione di Nostro Signore al Papa

La conversione del Rabbino Zolli

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                            Roma 12 Dicembre 1955

            Ho letto sull'Osservatore Romano la visione che ha avuto il Papa. La visita di Nostro Signore in forma umana in Vaticano. È un fatto unico nella storia. Dobbiamo tutta la gratitudine.

            Spero che tu continui a star bene.  Di me ecco le novità: Il 30 Novembre è venuto il medico: mi ha dato una nuova cura per 20 iniezioni (fatte già 10).  Mi ha aumentato la dose di insulina di circa un terzo.  Mi ha dato per bocca una medicina che non ho potuto prendere perché ho avuto dei disturbi intestinali. Sono uscito di casa, accompagnato da Francesco o da Teresa, tre volte. Una intorno al palazzo. La seconda in Via Savoia fino all'ex scuola tedesca e la terza sino a Piazza Fiume.

            13 - 12 - 1955 - Un'altra apparizione è quella raccontatami da un Padre Francescano, che avvenne nella Sinagoga di Roma.  Apparve sei anni fa al Rabbino Maggiore, Zolli, Nostro Signore e gli disse: "Domani verrai con me". Nello stesso giorno apparve in casa dello stesso Rabbino, alla moglie ed alla figlia. Allora tutti e tre si sono convertiti. Ora lo Zolli è professore presso il Pontificio Istituto Biblico.

            In salute sto meglio.  Però la mano e la gamba destra non sono più le stesse di quelle che erano prima.  Sono legate. Di tanto in tanto mi sale al naso un puzzo di medicina.  Sento anche un peso alla destra della pancia.  Il medico, però, a cui ho detto queste cose, non vi ha dato peso. Alle volte ho caldo e alle volte sento freddo.  Se tocco un oggetto ruvido con la mano destra, mi sembra che una corrente elettrica mi percorra tutto il braccio. Ho sempre bisogno di molta preghiera.

            Sino a ieri ho fatto tre iniezioni al giorno. Una della medicina Angioxil e due d'insulina.  La medicina Angioxil adesso la dovrò continuare un giorno sì ed uno no. Ho domandato al medico se con tre tazze al giorno di decotto di lupini potevo sostituire l'insulina.  Ha risposto negativamente.  Ho domandato pure se è vero che gli attacchi possono rinnovarsi allo scadere di tre mesi o di un anno.  Mi ha risposto che queste cose le dicono le donnicciole.  Vorrebbe che io imparassi da me a farmi le iniezioni d'insulina contro il diabete.  Ma, fra l'altro con la mano destra non del tutto libera, non so come potrei fare.

            Francesco, Teresa e Leonardo non se la sentono. Ora viene a farmele una donna non diplomata che fa da infermiera al Dott. Monaco. Ma questa donna ogni tanto va per qualche giorno fuori Roma. È di un paesetto dopo Frosinone, non lontano da Ceprano. All'ufficio hanno pazienza per la mia assenza e sinora non vi sono novità spiacevoli.. Si avvicina, mancano ancora 12 giorni al S.Natale.  Io forse scriverò ancora. Ma comunque anticipo gli auguri.

            Li faccio anche al M. Rev. P. Sottopriore, agli altri Padri e a tutti i confratelli. La S. Benedizione

papà

 

Mi dimenticavo di dire che mi hanno preso il sangue 7 o 8 volte. Lo zucchero nel sangue è diminuito, nelle urine è quasi scomparso.

 


1956

 

            I primi di Gennaio del 1956 ho il permesso di fare una visita a papà. Quel giorno viene a casa anche P.Gioacchino che è tornato dal Giappone. Stiamo insieme a tavola e facciamo anche una foto ricordo. Papà sta molto meglio. La mente sembra sempre abbastanza lucida. Ha solo una grande paura di muoversi. Deve essere spronato e ubbidisce con molta mansuetudine. Dalle lettere seguenti si vede che anche i ragionamenti sono tornati quasi come prima dell’attacco. Continua con le sue preoccupazioni. Comincia a ripensare all'Ufficio, ma per la famiglia ha ceduto la direzione ai figli. Francesco fino a quando non comincerà a lavorare pensa un pò a tutto, presto però Teresa prenderà le redini della casa. Leonardo invece è molto occupato con gli studi.

 

 

268   PREGA TANTO PER ME E PREGATE TUTTI

Distinzione tra diritto canonico e diritto ecclesiastico

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                        Roma 14 Gennaio 1956

            Ti ringrazio e ringrazio anche i tuoi Superiori per la bella visita che mi hai fatto il 4 Gennaio scorso. Io sto un poco meglio, ma ci vuole molta pazienza. Mi dirigo verso il ritorno in ufficio, ma per questo occorre molta calma e la paura me la fa perdere spesso. E tu?

            Roberto ed io ci stiamo occupando del Diritto Canonico (libro di).  Roberto ha domandato alla Gregoriana.  Io ho telefonato alla libreria di San Paolo in Via Pio X°, vicino al Vaticano; alla libreria dell'Università Gregoriana e ad una libreria Forense e di Diritto (cioè degli avvocati).  Le prime due librerie mi hanno risposto che un libro che tratti tutto il Diritto Canonico in italiano non l'hanno, non hanno neanche la traduzione in italiano del Codice di Diritto Canonico,  In italiano hanno delle tesi o pubblicazioni speciali su singoli argomenti, per esempio sul matrimonio. La libreria Forense, in Via Dionigi, invece, mi ha detto che ha il libro "Nozioni di Diritto Canonico" del Professore Del Giudice, prezzo £ 1.500, in lingua italiana, ma è un compendio generale. Ora io non so quale parte del Diritto Canonico stai studiando e che libro ti serve.  Se me lo farai sapere vedrò di accontentarti. Per tua notizia ti avverto che Diritto Canonico e Diritto Ecclesiastico sono due materie separate.  Il prima tratta del Diritto che emana dalla Chiesa, il secondo è quello che viene fatto dallo Stato Italiano e riguarda i rapporti dello Stato con la Chiesa.  Naturalmente ogni singolo Stato ha il suo Diritto Ecclesiastico.  Quello della Chiesa invece è unico e universale. Leonardo è andato due volte a sciare al Terminillo.  Teresa e Francesco hanno messo una nuova carta chiara in camera da pranzo.  Mentre sto scrivendo mi danno una cattiva notizia: Barbara non vuole venire più perché a casa sua tutti hanno trovato lavoro e lei desidera accudire alle faccende domestiche della sua numerosa famiglia.

            Caro Fra Raffaele, prega tanto per me e pregate tutti.

            Tanti ossequi e ringraziamenti al tuo nuovo M. Rev .P. Priore  ((che è il P. Tommaso, succeduto al P. Angelico, morto di cancro)), al M. Rev. P. Sottopriore, agli altri Padri, confratelli e colleghi. A te un abbraccio affettuoso e la Santa benedizione

aff.mo papà

 

 

269   MI PORTANO A CASA LA S. COMUNIONE E QUESTO È L’ESSENZIALE

Torna in ufficio al Ministero dell’Interno

Descrive le attività dei figli.

Deve scrivere molto per riprendere bene l’uso della mano destra

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe                                    Roma 10 - 2 - 1956

            Con questo eccezionale tempo stai bene in salute? E gli altri come stanno? ((Quell'anno 1956 incominciò a nevicare  in tutta l’Italia dal 2 Febbraio fino al 2 Marzo e le temperature si abbassarono dappertutto eccessivamente.  Nevicò diverse volte anche a Roma.  Noi a Ceprano oltre alla neve avemmo un freddo intenso che arrivò fino a 8 gradi sotto lo zero)). Noi qui ce la siamo cavata con leggeri raffreddori da parte di Francesco e di Leonardo.  Francesco è stato due o tre giorni a letto.

            Il giorno 24 Gennaio io, accompagnato da Leonardo, mi sono recato in taxi, in ufficio.  Ho ricevuto una calorosa accoglienza.  Ma il Superiore mi ha detto di starmene, finché dura il cattivo tempo, ancora a casa e mi ha fatto riaccompagnare con la sua automobile a casa. Infatti ieri mentre nevicava, alle ore 16, mi sono messo a letto, avendo avuto un poco di diarrea, e mi sono alzato alla stessa ora delle 16 di quest'oggi. La temperatura in casa con due o tre stufe elettriche è di 13 gradi.  Io quando mi alzo sono imbottito.  La scorsa Domenica Teresa e Leonardo hanno fatto venire i loro amici e le loro amiche, hanno comprato dei dolci ed hanno ballato in circa 40 persone dalle 18 alle 23,30.  Anche Francesco ha sudato e ballato e si è molto divertito. Ho ricevuto, a suo tempo, la lettera nella quale mi scrivevi di non comprare il libro di Diritto Canonico. Francesco ha avuto, per mezzo dei Fratelli delle Scuole Cristiane, un impiego come ragioniere presso la ditta Campilli, Via Casilina 86; vende all'ingrosso automezzi; fornisce Zeppieri ed altri; orario di ufficio ore 8,30 - 13,30 e 15,30 - 19,30 oppure 20. Ieri lui ed altri impiegati sono saliti sul terrazzo dell'ufficio e hanno giocato a palle di neve.

            Barbara ci ha lasciato È venuta una vecchietta nata a Ferrara, la quale per due giorni si è assentata, perché colpita da lombaggine.  Durante l'assenza è venuta Barbara.  È andata via il 1° Febbraio; la nuova domestica, di nome Maria, è venuta il 3 Febbraio.  Speriamo bene. Leonardo ripassa in mia presenza il Diritto Pubblico, dovendo fare da qui a venti giorni l'esame.  Così io gli do qualche chiarimento.  Poi va presso una caserma a fare un corso militare di meteorologia aeronautica, sentendo due o tre volte la settimana delle lezioni e facendo la Domenica delle gite a stazioni meteorologiche governative. Spera di poter fare quella carriera là, conquistando, a suo tempo, il  grado d ufficiale..

            Teresa un poco accudisce alle faccende domestiche, su lei si poggia tutto l'andamento della casa, un poco va con le amiche, Umbertina, nipote di zio Virgilio, Franca, un'antica compagna di scuola, ed altre.  Studio niente.

  Fratel Lelio (Roberto) è venuto a trovarmi anche Domenica scorsa.  Sta bene ed è contento.  E tu? I Padri di Santa Teresa, ogni due o tre giorni, mi portano a casa la Santa Comunione e questo è l'essenziale. I tuoi studi come vanno?  Hai bisogno di libri? Roberto ha superato degli esami scritti alla Gregoriana.

            Saluta affettuosamente il Molto Reverendo Padre Priore, il Molto Reverendo P. Sottopriore, tutti i colleghi e confratelli, a te un abbraccio

e la Santa Benedizione da papà .

 

 

270   MI SENTO SPIRITUALMENTE DISORIENTATO

Cambio di domestica a casa

Suo precario stato d’animo

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                                Roma 6 - 3 - 1956

            Unisco una pagina del Bollettino Parrocchiale con un articolo "Gli atti del Papa".  Ti ho scritto una precedente lettera, ma non mi hai risposto. Però, alcuni giorni fa, Fra Guglielmo mi fece una telefonata e mi diede cortesemente tue notizie.  Adesso come stai?  Ti sei rimesso completamente dall'influenza? Adesso fanno belle giornate.  Sei sempre contento?. Io sto bene.  Solo mi fanno soffrire le emorroidi e non sono soddisfatto circa il movimento per camminare e scrivere. E l'accademia tua come è andata?  Io dopo quella volta non sono più ritornato in ufficio.  Spero però di andare in questi giorni. Francesco, Leonardo e Teresa fanno la solita vita.  Teresa attende ai lavori domestici.

            La domestica nuova cucina meglio di Barbara e i ragazzi sono più contenti.  Si chiama Maria Chinarelli, maritata Benora Rut (nell'enciclopedia trovo Ruth: donna moabita moglie di Booz, madre di Obed che fu il nonno di Davide). Che vuol dire tutto ciò?  Certo è che non ha la carta d'identità e non può farsela se non ritornando a Ferrara, perché a Roma non è iscritta all'anagrafe. Viene la mattina verso le nove e va via il pomeriggio verso le cinque.  Mangia a casa mia e prende 15.000 lire al mese.

            Domenica scorsa Roberto, Fratel Lelio, è venuto a trovarmi e col suo aiuto mi sono recato a Messa a Santa Teresa e ho fatto anche la S. Comunione. Francesco ha avuto uno stipendio di 35.000 lire al mese, con la promessa di aumento in avvenire. Dopo le giornate fredde sono uscito altre due volte con Teresa.

            7 - 3 - 1956  -  Stamattina Leonardo è andato con compagni universitari a sciare al Terminillo.  Voleva portarsi anche Teresa a sciare.  Io non ho voluto.  Non ho avuto ancora la possibilità di assicurarmi se per una signorina sia utile e conveniente. Poi c'è lo stato d'animo mio. In queste condizioni in cui non ho l'uso completo delle mie membra, come l'avevo prima di ammalarmi, ed ho altresì difficoltà fisiche sia derivanti dalle facoltà digerenti che dall'obbligo di farmi fare le iniezioni ogni volta che prendo un pasto, mi sento spiritualmente disorientato. Non so ancora quali siano le mie possibilità fisiche, intellettuali e morali.  Non riesco a tenere a freno, sempre, la stizza.  Mi occorre pazienza, calma, fiducia in Dio e coraggio.  Prega e fa pregare per me. Roberto ha pure lui molto da studiare.  Ora deve sostenere un esame di greco alla Gregoriana.  Inoltre ha lo studio della filosofia e dà lezione di religione alle prime tre classi medie.

            Saluta e ringrazia tanto i Molto Reverendi Padri Priore e Sottopriore, il Molto Reverendo Padre Stanislao e tutti gli altri. 

A te tanti abbracci e baci con la S.Benedizione dal tuo papà

 

 

271   UN’ANIMA PIENA DI AMORE DI DIO

Leonardo fa la Comunione a casa insieme al padre

Preghiere per l’ecumenismo

 

Carissimo Fr.Raffaele (Giuseppe)                                                          Roma 15 marzo 1956

            Di qui a poco è San Giuseppe, il tuo onomastico di battesimo, e noi tutti da Roma ti facciamo tanti auguri.  Ho ricevuto la lettera con la fotografia di Leonardo, di te e di Francesco insieme a Padre Gioacchino, e te ne ringrazio. Io un giorno prima ti ho inviata un'altra lettera con un fogliettino stampato contenente alcune notizie sugli atti e documenti di diritto pontificio. Leonardo ha avuto 24 nell'esame di diritto pubblico ed è stato promosso.

            Ho saputo dalla tua lettera che hai studiato e approfondito il concetto, di cui è cenno nel S. Vangelo, di libertà e così pure degli studi che fai sulla teologia morale. Francesco forse, come ne ha intenzione, verrà a farti una visita qualche Domenica. In questi ultimi giorni, specialmente Domenica scorsa, il tempo si è di nuovo guastato a Roma. È veramente un inverno eccezionale che non s'è mai visto. Spero che tu non ti sia di nuovo ammalato.  Come stai?  Sempre contento?

            Con il mio ufficio mi tengo in contatto telefonico.  Spesso telefono io al mio sostituto, spesso telefona lui e alle volte vengono a trovarmi gli impiegati dipendenti.

            Circa l'istituzione della Santissima Eucarestia mia sorella mi ha dato un libro stampato più di 30 anni fa, intitolato: "Il Dono", del Sacerdote Pietro Gola - Editrice Lega Eucaristica - Milano, che sto leggendo.  Se verrai e ci vedremo te lo farò vedere. Si tratta di un'anima piena di amore di Dio. Ora sto rileggendo e meditando anche sul S. Vangelo e sulle note apposite al Vangelo dalla Pia Società di San Girolamo. Nel mese di Aprile si terrà il Congresso Eucaristico Nazionale a Lecce (Puglia) con l'intenzione del ritorno delle Chiese dissidenti in grembo alla Chiesa Cattolica. La rapidità delle comunicazioni che unisce l'Italia alla Grecia con gli aeroplani (5 ore Roma-Atene) dovrebbe facilitare il realizzarsi di questa aspirazione plurisecolare.

            6 - 3 - 1956 - Teresa è andata per tre giorni a fare gli Esercizi Spirituali dalle suore nella sua scuola Angela Merici. Leonardo alcune volte ha fatto la S. Comunione in casa insieme con me. Francesco va di tanto in tanto alla scuola antica del S. Giuseppe. La sera poi la radio di casa prende la stazione vaticana con la recita del S. Rosario e discorsi. Io mi sento ancora la mano destra e la gamba legate.  Nei riguardi dell'intestino certi giorni sto bene, altri soffro.

            Saluta e ringrazia tanto anche a nome mio i superiori per le cure che hanno per te. Tanti ossequi al Molto Rev .P. Priore, al M. Rev. P. Sottopriore, al quale ricambio gli auguri di cuore.  Tanti saluti a tutti: insegnanti, tuoi confratelli e colleghi.  A te abbracci e baci con la S. Benedizione

aff.mo papà

 

 

272   VI SI RACCONTANO COSE MERAVIGLIOSE

Teresa Newman

Prega per me che mi avvicino al sacerdozio

Il Congresso Eucaristico a Lecce

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                                Roma 7 - 5 - 1956

            Stai bene e sei sempre contento? Mi hanno detto che ti hanno visto i Padri di Santa Teresa: P. Marco ed altri che sono stati ultimamente a Ceprano.  Il male alla gola è passato? Per quanto riguarda la mia salute il movimento delle gambe è in lento miglioramento, quello della mano destra è ancora molto legato, il braccio va meglio. Per il diabete, con tutto che mangio sempre nella stessa maniera, mi è aumentata la quantità nel sangue dello zucchero a 2,10.  Ho fatto cavare il sangue il 4 aprile e il 24 aprile e verso la metà di maggio lo farò di nuovo. Il medico mi ha dato certe medicine per bocca (vitamine).  Ho sofferto di stitichezza e di emorroidi. Alle volte scendo abbasso al portone e sto a passeggiare piano, piano sul marciapiede. All’ufficio vado per qualche ora, quando non ho sofferenze.  Per ora mi hanno detto di non andare ancora. Con tutto ciò quando mi sento bene prendo il taxi e vado.  Al ritorno vengo con una macchina d’ufficio.  Non posso ancora salire sul tram.  Hanno fatto varie difficoltà ed è parsa meglio questa mezza misura. Continuo a fare le iniezioni di insulina, due al giorno, e il medico ha aumentato la dose. Leonardo, Roberto, Francesco e Teresa come al solito.

            Il 18 maggio è la festa (compleanno) di zia Gilda e il 27 e 28 il compleanno di Francesco e Teresa.  Zio Virgilio è fuori Roma. Noi abbiamo ricevuto il certificato elettorale, io e Leonardo.  Per te e per Roberto niente.  Si vota il 27.  Forse l’avrai avuto a Ceprano, o sarà andato a Caprarola (quando fui chiamato al municipio dovetti dare il tuo indirizzo a Caprarola). Fatico molto a scendere le scale quando non c’è l’ascensore.

            Sto leggendo (ho trovato la recensione sull’Osservatore Romano) il libro di un dotto sacerdote tedesco: Kopla Fahsel 200 pagine. Tradotto in italiano, £ 400, Edizioni Paoline, su Teresa Newman, contadina, ha le stimmate come San Francesco e non prende cibo né bevanda da circa 30 anni. Vive soltanto con la S.Comunione. Vive in Germania, Baviera, a Konnersruth. Vi si raccontano cose meravigliose. Il Signore fa succedere queste meraviglie per confortarci nella fede in questa epoca incredula e piana di dubbi.  Sono citati in quest’opera la S. Madre Teresa di Gesù, il S. Padre Giovanni della Croce, S. Teresa del B. G. ed altri Santi mistici. Leggo anche la vita di S. Roberto Bellarmino.

            Tu ti stai preparando per il grande avvenimento non solo con lo studio, ma credo, anche spiritualmente.  Anche io sto pregando. Questo mese di maggio fa la funzioncina la Radio Vaticana alle 7 della mattina con la predica, i canti e la S.Messa.  La sera alle nove c’è poi il Rosario e una trasmissione d’indole varia con notizie, discussioni, risposte a dubbi di Padre Spiazzi, domenicano, lezioni di antichi scrittori cristiani, atti di martirio e anche sacre rappresentazioni radiofoniche.

            In queste sere c’è stata la radiocronaca del Congresso Eucaristico Nazionale di Lecce col discorso di Sua Santità il Papa. Noi a casa sentiamo tutto questo.  La Domenica, dopo la Messa c’è alla Radio Italiana la spiegazione del Vangelo fatta  ((non si capisce il seguito))

            8 - 5 - 56  -  Stamattina ho ricevuto la S. Comunione. Me la portano ogni Martedì e Venerdì.  ((L’incaricato per la Comunione agli ammalati in Parrocchia è il P.Fiorenzo che è sempre fedele.  La lettera è conclusa da Teresa con i soliti saluti e benedizione.   Si vede che papà si stanca.  In genere alla fine di ogni lettera si fa sempre più  difficile l’interpretazione della sua scrittura)).

 

 

273   QUESTO SOMMO  IMPORTANTE ED ARDUO MINISTERO

Demanda a Teresa l’organizzazione della festa per il mio sacerdozio

La Comunione spirituale

Va in ufficio in taxi

 

Carissimo fra Raffaele (Giuseppe)                                     Roma 20 - 6 - 1956

            Ho ricevuto la tua del 18 corr. in cui  mi dai notizie del buon esito degli esami e della tua preparazione al Santo Sacerdozio e ne ringrazio il Signore. La divina Provvidenza ti darà le grazie necessarie ed efficaci per assolvere bene questo sommo, importante ed arduo Ministero.  A questo sono ascesi anche altri.  Nel nostro parentado: un cugino di Piero, anch’egli religioso, è stato ordinato sacerdote poco tempo fa.  Poi ho appreso dai giornali che è diventato in questi giorni Sacerdote Cattolico il figlio del Ministro degli Esteri Statunitense. Per quanto riguarda il giorno della Prima Messa, non essendoci tua Madre (il 3 Luglio venturo si compie il primo lustro -5 anni- dalla sua morte.  Ricordatene), ho incaricato tua sorella, che verrà a Ceprano per combinare.  Adesso è lei che ha tutto il maneggio di casa.

  Francesco e Leonardo stanno facendo gli esami all’Università e termineranno a Luglio.  Francesco inoltre è impiegato.  Anche Roberto ha fatto diversi esami e sono andati bene. Per quanto riguarda Monsignor Ronca, al quale avevo scritto due anni fa per la tua ordinazione, non ho nessuna idea.  È evidente che se ti ordina un altro Vescovo, non potrà farlo lui, che è Arcivescovo titolare, anche se allora acconsentì a questa idea.  E se le cose stanno così, non occorrerà scrivergli nulla, altrimenti dovrei scusarmi. (L’Ordinazione Sacerdotale veniva fatta dal Vescovo della Diocesi.  Per Ceprano la Diocesi era Veroli-Frosinone.  Chiamare un altro Vescovo poteva apparire una indelicatezza nei confronti del Vescovo locale.  Inoltre non mi ordinavo da solo, ma con un altro confratello e naturalmente chiedere un Vescovo che questi non conosceva poteva recare a lui del disagio. Allora scrissi a papà che bisognava soprassedere all’invito fatto a suo tempo a Mons.Ronca)).

            Se vedi il Prefetto S.E. Chiaramonte salutamelo tanto  ((era amico di papà ed era il Prefetto a servizio del Presidente della Repubblica Einaudi quando stava a villeggiare a Caprarola)). Leonardo e Francesco la solita vita.  Leonardo è preoccupato per il suo avvenire.  Gli studi sono lunghi, gli esami sono rigorosi, il tempo passa e lui è tuttora studente e non vi sono indizi per una seria sistemazione per l’avvenire. Intanto sta pensando come organizzare la sua villeggiatura. Francesco studia molto.  Teresa spesso va con le compagne ed ha il peso della casa, sostituendo un poco mamma. La domestica è sempre la stessa. L’analisi del mio sangue, il 17 maggio 1956 era 2,22, quella dell’urina l’11 giugno 1956 era 5%.  Ora sto soffrendo un poco di diarrea.  Dovrò di nuovo fare le analisi e chiamare il medico.  Continuo a fare due volte al giorno le iniezioni d’insulina. La penultima lettera tua e mia si sono incrociate, mentre tu scrivevi a me io scrivevo a te. All’ufficio vado non tutti i giorni, quando mi sento bene.  Io zoppico sempre e posso fare un cammino limitato né posso prendere impegni.  All’ufficio vado e ritorno in taxi.  Non posso salire sui tram.

            Ora la S. Comunione hanno cessato di portarmela a casa. Io faccio la Comunione spirituale, le orazioni di carmelitano terziario e recito qualche Rosario. Ascolto inoltre le trasmissioni del mese al Sacro Cuore della Radio Vaticana.  Lettura spirituale: salmi di Davide commentati dal Martini. Anche prego per te. Quando posso la festa vado in chiesa e faccio la S.Comunione.

            Ossequi al P. Priore ed al P. Sottopriore P. Mauro a te un abbraccio affettuoso e la S. Benedizione. Saluti affettuosi a tutti.

Papà

 

 

274   TI AUGURO DI CONSERVARE SEMPRE QUESTI SENTIMENTI PER TUTTA LA VITA

Non sarò ordinato da Mons. Ronca

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                                Roma 30 - 8 - 56

            Ho ricevuto la tua del 18 agosto in cui mi esprimi tanti sentimenti che hai in questa fausta occasione in cui sei in attesa della tua Ordinazione e me ne compiaccio assai. Ti auguro di conservare sempre questi sentimenti per tutta la vita. La lettera di Monsignor Ronca non l’ho trovata perché, quando mi sono ammalato, nel Settembre 1955, tutte le cose mie nella mia stanza sono state involontariamente messe a soqquadro e non mi riesce più di trovarle.  Spero che il Signore provvederà anche in questa faccenda, in cui non ho le idee chiare.

            Io alle volte mi sento meglio: con la mete più sveglia, senza dolori alle emorroidi, senza sonnolenza e alle volte no.  Così secondo che mi sento più o meno bene vado o non vado all’ufficio, sempre col taxi. La donna che viene a farmi le iniezioni è andata al paese suo per 15 giorni.  Ma Leonardo, a mezzo del suo amico Boccini, me ne ha trovata un’altra, infermiera diplomata, addetta ad una farmacia, ma che abita qui vicino, nata a Frosinone, che è venuta per 5 o 6 giorni.  Poi è ritornata la solita.  Così ho potuto rimediare in parte. Per quanto riguarda le feste per la tua Prima Messa io ho intenzione di lasciarti fare come ti pare: carta bianca.  Spero che potrai venire per combinare tutto.  Spero che anche Teresa se ne incarichi.

            La famiglia di zio Guido è in villeggiatura a Manziana. Francesco ha passato 10 giorni di vacanze dall’ufficio, in congedo.  È andato a trascorrerli in Val d’Aosta, sulle Alpi, in Piemonte, vicino al monte Cervino, alla Casa Alpina della FUCI, a Valtornanche, a 1500 d’altezza.  Ora ha ripreso l’ufficio. Noi abbiamo ricevuto la tua cartolina illustrata da Vallepietra. Francesco ha anche fatto una piccola scappata in Svizzera, dove ha comprato un piccolissimo orologio da muro. Leonardo e Teresa fanno i bagni a Ostia. Hanno organizzato un servizio di autobus per 15 giorni: Piazza Fiume alle ore 8 -  Stabilimento Pineta, tutto a cura del Ministero, per il proprio personale e familiari.

            Roberto è stato prima a Padernò del Grappa, ora sta a fare l’istitutore e sorvegliare i ragazzi alla casa estiva del Collegio S. Giuseppe, che si trova a Massa Carrara, nella frazione Ronchi.  La casa è chiamata “Romanina”.  Starà sino al 3 Settembre.  Dopo forse andrà per una decina di giorni a Vallombrosa, nel Casentino, in Toscana, dove parteciperà ad un Congresso di religione.

            Ossequia e ringrazia il M. Rev. P. Priore ed il M.R. P. Sottopriore.

            Tanti affettuosi saluti ai Padri insegnanti, ai colleghi e confratelli tutti.

A te un abbraccio commosso aff.mo papà

 

            A Settembre mi vengono a trovare Leonardo e Teresa. Mi raccontano le condizioni di papà dicendomi che papà dovrebbe metterci un pò più di buona volontà per poter riprendere i movimenti soprattutto del braccio. Mi pregano di insistere con papà perché scriva di più, infatti la sua calligrafia non migliora tanto.  Faccio miei i loro desideri e per mezzo loro li comunico a papà. Eccone subito la risposta:

 

275   MI CI VUOLE SEMPRE DI PIÙ CORAGGIO”

P. Gioacchino missionario in Giappone va a trovarlo

Un articolo sull’astronautica

 

Carissimo fra Raffaele (Giuseppe)                                                           Roma 22 - 9 - 1956

            Leonardo e Teresa che sono stati a trovarti, mi hanno detto che tu desideri vedere mie lettere ed eccomi ad accontentarti.  Mi hanno detto che prima della Sacra Ordinazione devi completare un altro corso accelerato di studi, da Ottobre a Febbraio. Tu stai bene in salute e sei sempre contento? Il P. Parroco di Santa Teresa mi ha detto che per la tua Prima Messa prepara una grande festa.

            Per quanto riguarda la mia salute sono cresciuto di peso: dal colmo dell’estate, pesavo 61,500, all’8 Settembre 2 chili in più, cioè 63,500.  In seguito a ciò ho voluto controllare anche la pressione e così ho chiamato il solito medico Dott.Curato.  La pressione è normale a 160.  Mi ha visitato e mi ha dato una medicina per 10 iniezioni, l’Angioxil (estratto pancreatico disinserlinizzato ((?)), ricostituente, eccetera, eccetera) da farsi dal giorno 20 al giorno 30 di Settembre.  L’analisi del sangue e delle urine segna un miglioramento. Io ho cominciato le iniezioni.  All’ufficio riesco ad andare la mattina, ma non sempre, per alcune ore. Là, in collaborazione col mio sostituto, esamino carte, do disposizioni, rispondo a quesiti, parlo col pubblico, anche qualificato, che viene per affari di ufficio, firmo anche quando occorre delle carte.

            Roberto, fratel Lelio, è ritornato a Roma al San Giuseppe, a Piazza di Spagna, dove adesso c’è un nuovo direttore, perché Fratel Mansueto Guarnacci adesso è Visitatore (ossia Provinciale), ed è venuto un nuovo Direttore.  Sinora per Fratel Lelio Roberto non vi sono novità.  Il nuovo Direttore viene da Caltagirone in Sicilia.  Roberto mi ha telefonato. Francesco la solita vita: ufficio e studio per l’Università Economia e Commercio. Di Leonardo e Teresa hai avuto da poco notizie di persona da loro stessi. Zia Gilda e zio Virgilio sono stati a Napoli e ora sono tornati.  Zio Guido e famiglia, Mariella e Piero e pupi sono ancora in villeggiatura.

            Padre Gioacchino, circa un mese fa è venuto a trovarmi e mi ha detto che stava per partire per Malta.  Io credo che giri per raccogliere fondi per la nuova chiesa che vuol costruire a Kobe, in Giappone e poi ritorni a Roma.

            P.Fedele di Caprarola mi ha scritto perché mi interessi di alcune pratiche di persone residenti a Canepina.  Io gli ho subito risposto mandandogli alcune istruzioni occorrenti per queste pratiche. Accludo un ritaglio del Quotidiano su di un argomento misto di scienze modernissime e dell’avvenire e di religione, che forse potrà interessarti: l’astronautica.

            Mano, mano che avanzo negli anni sento che mi ci vuole sempre più coraggio (qui occorre che la viltà sia morta, mi pare che dica Dante Alighieri) e più pazienza. Inoltre mi occorre sempre più rassegnazione ai santi e spesso imperscrutabili voleri del Signore. Tentazioni in senso opposto purtroppo non mancano.  Prega quindi e fai pregare per me.

            Se hai bisogno di qualche libro o di qualche cos’altro fammelo sapere. Mia sorella ha ricevuto la tua lettera e ti ringrazia. Ritornando alla mia salute: io ora faccio tre iniezioni al giorno, ossia 2 di insulina e una di Angioxil. Zoppico sempre, cammino lentamente a piedi e per brevi tratti di strada e non posso prendere filobus, autobus e tram, ma devo andare in taxi e quando scendo l’autista mi deve aiutare. Il medico mi ha detto che non potrò ritornare così bene a muovermi come prima dell’attacco. Adesso ritorna la stagione fra l’estate e l’autunno in cui ebbi l’attacco (24 - 9 - 1955) e mi sembra che debba stare attento.

            23 - 9 - 56 --  Ossequia e ringrazia sempre il M. R .P. Priore, il M. R. P. Sottopriore, i M. R. Padri insegnanti, tutti colleghi e confratelli che si ricordano di me, ai quali tutti raccomando di raccomandarmi al Signore nelle loro preghiere. A te un affettuosissimo abbraccio

e la S. Benedizione dal tuo papà

 

 

276   ME LO HANNO PROIBITO IL LATINO

Deve abolire il latino nelle sue preghiere

Chiede preghiere anche ai confratelli

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                             Roma  2  10  - 1956

            Ti faccio tanti auguri per il tuo genetliaco (6 Ottobre) e per l’onomastico carmelitano (24) se, per caso, non dovessi scriverti ancora. Aggiungo gli auguri di tutti di casa. Ho intenzione d’inviarti un pacchetto postale con roba dolce per la colazione di mattina o di qualunque altra ora, e, se tu lo gradisci, di ripetere la spedizione ogni settimana. Si tratterebbe di un chilo di cioccolata; ½ chilo di cacao e due scatole di latte conservato dolcissimo Nestlée.

  Io sto bene: ossia nelle mie condizioni solite.  Vado all’ufficio, come sai.  Di più mi trovo diminuito di ½ chilo e soffro di un pò di stanchezza.  Ho terminato le 10 iniezioni.

            Spiritualmente le solite preghiere, non in latino, però: me lo hanno proibito il latino. A proposito: ho altri due libri di teologia, in latino, di autori non celebri.  Se vuoi te li mando. Stai bene?  Sei contento?

Ossequia e ringrazia tanto il M. R. P. Priore, il M. R. P. Sottopriore, così pure i R.R. P.P. Insegnanti e quanti altri Padri, colleghi e confratelli si ricordano di me, raccomandandomi alle loro ed alle tue preghiere.

A te un abbraccio aff.mo e la S.Benedizione dal tuo papà

 

Insieme al pacchetto papà scrive il seguente biglietto:

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)

            T’invio questo pacco postale a titolo di esperimento.  Tu poi  mi farai sapere come è arrivato.  Come ti ho scritto, con la mia degli auguri, ti mando un chilo di cioccolata (due tavolette), 2 scatole di latte condensato e due etti di cacao. Sta bene?  Contento?  Noi qui come al solito.  A Roma si è molto abbassata la temperatura (8 e 9 Ottobre).  Novità nessuna. Ringrazia e ossequia il M. R. P. Priore e il M. R. P. Sottopriore come pure i M.M. R.R. P.P. Insegnanti, Colleghi e Confratelli. A te la S. Benedizione e molto affettuoso abbraccio.  Pregate 

papà

 

 

277   MORALE DI SITUAZIONE

Un articolo di P. Stanislao Gatto

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                 Roma 11 - 11 - 1956

            Il giorno 18 - 10 - 56 ti ho inviato, a mezzo posta, un pacchetto contenete un chilo di cioccolato, due scatole di latte condensato Nestlèe e un pò di cacao.  La posta lo ha recapitato? Tu come stai?  Contento? Roberto, fratel Lelio, ha avuto un pò di tonsillite.  Adesso si è rimesso.  Mi ha telefonato stamattina. Francesco, pur andando all’ufficio, ha superato brillantemente due esami: uno di economia politica e l’altro di ragioneria generale e storia della ragioneria. E i tuoi studi come vanno? A che punto stai? Che cosa studi?  Hai bisogno di qualcosa? Ho letto l’articolo scritto sulla rivista (non ricordo se si tratta della rivista che si pubblica ad Anzio su Santa Teresa del Bambin Gesù) dal M. R. Padre Stanislao sulla nuova morale o morale di situazione e me ne congratulo vivamente con l’autore.

            Leonardo anche lui ha superato l’esame di “storia delle dottrine politiche” e adesso ne dovrà fare un altro di economia politica. Roberto continua gli studi alla Gregoriana.  Però, facendo anche l’insegnante di religione nella prima classe delle scuole medie e badando altresì ai collegiali interni, non ha più la possibilità di frequentare tutte le lezioni della Gregoriana. Pur continuando ad avere il maneggio di casa, Teresa ha ora preso a frequentare un corso per segretariato nella scuola interpreti a Piazza Venezia n.5.  Sinora ha assistito a due lezioni, una di inglese e l’altra di spagnolo. Si tratta di scuole di tipo nuovo: in cui non si portano i compiti giorno per giorno, ma  a giugno, a ottobre e a febbraio si fanno gli esami.  Roberto le conosce perché anche i Fratelli delle Scuole Cristiane le hanno costituite a Padernò del Grappa per gli uomini.  Lui dice che forse in avvenire avranno anche il riconoscimento da parte dello Stato.

            Per la mia salute non vi sono novità, grazie al Signore, salvo ad una diminuzione di uscite per andare all’ufficio, in seguito ai primi freddi ed al cattivo tempo.  Il medico dice che dovrò stare sempre sotto cura.  Venti giorni del mese prendo certe medicine per bocca; si chiamano “Complex” e “Rutorbin”.  Per altri dieci giorni del mese devo fare una iniezione al giorno di “Angioxyl”, un ricostituente che giova anche alla circolazione del sangue.  Devo poi fare due iniezioni al giorno di insulina e farò fare l’analisi del sangue ogni mese. Nessuna novità per i parenti.

            Ossequia e ringrazia il M.R.P.Priore, il M.R.P.Sottopriore i M.M.R.R.P.P. Insegnanti, e tutti i colleghi e confratelli saluta affettuosamente, raccomandando a tutti che si ricordino di me nelle loro preghiere. A te abbracci affettuosissimi

e la S.Benedizione da tuo padre

 

 

278   A TUTTI MI RACCOMANDO NELLA PREGHIERA

Mons. Ronca Canonico di San Pietro

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                                            Roma 18 - 12 - 1956

            Ieri ho ricevuto la tua lettera del 14 Dicembre 56.  Eccoti le notizie circa Monsignor Ronca:  Circa un mese fa, Roberto nell’accompagnare i suoi collegiali a visitare la Basilica di San Pietro, mentre era dentro la Basilica, vide uscire in processione il Clero della Basilica composto da semplici Sacerdoti e da alcuni Vescovi, fra i quali riconobbe Monsignor Ronca. Saputo questo fatto, io ho pensato di telefonare alla Sacrestia di San Pietro ed ho saputo che Monsignor Ronca fa attualmente parte dei Canonici di San Pietro, da poco tempo. Data questa circostanza nuova, potresti domandare filialmente al Reverendissimo P.N.Provinciale se la situazione che egli stesso ti prospettò si sia cambiata e se in seguito ciò abbia altre ubbidienze da impartire. ((Riguardava la mia Ordinazione sacerdotale che in un primo tempo si era pensato di farmela ricevere dalle mani di Monsignor Ronca, come amico di famiglia, ma che probabilmente non appariva conveniente al Superiore Provinciale)).

            Sto pensando di mandarti un’altra lettera e un altro pacchetto. Ringrazio e contraccambio auguri prossime feste.  A tutti mi raccomando nella preghiera. A te un abbraccio affettuosissimo.

La Santa benedizione

tuo padre

 

            Il 21 Novembre seguente papà mette solo la firma ad una lettera di Teresa aggiungendo “Ringrazio degli auguri” che devo avergli mandato per la festa di San Giovanni della Croce. Nella salute papà deve avere degli alti e bassi. La seguente lettera è scritta infatti con una grafia orribile, vuol dire che non si sentiva tanto bene.

 

 

279   CONVENTI DI TRE SPECIE

Descrive le situazioni dei conventi carmelitani

Descrizione dettagliata della sua giornata

 

Carissimo Fra Raffaele (Giuseppe)                         Roma 20 dicembre 1956

            Faccio seguito al mio biglietto del 18 stesso mese. Ho telefonato a Iaderosa.  Mi ha risposto la domestica che non abita più quella casa.  Ora non ha telefono.  Ma che glielo avrebbe detto.  Ha preso il mio numero perché avrebbe telefonato lui. Io ho telefonato a casa a Mons. Ronca.  Mi ha risposto un sacerdote polacco, uno dei segretari; mi ha confermato che Monsignore è effettivamente da poco stato nominato Canonico di San Pietro.  Ho lasciato gli auguri e gli ho detto che volevo parlare con Monsignore.  Ho saputo che Monsignor Righini sta sempre a Roma.((Monsignor Ronca fu tolto da Prelato di Pompei e fu messo “a riposo” inaspettatamente e improvvisamente...))

            I tuoi studi potrebbero essere integrati, dal punto di vista della cultura profana, molto utile nei rapporti col mondo esterno: la teologia morale con un piccolo libretto di diritto civile, come pure di diritto penale, di procedura civile e di procedura penale e anche di diritto del lavoro. I vostri Conventi sono di tre specie: 1° Conventi di formazione; 2° Conventi annessi alle Parrocchie; 3° Conventi delle Missioni.  Poi vi sono alcuni Conventi puri e semplici non compresi in queste tre specie, come la Scala e la Vittoria a Roma. Per gli Istituti di formazione occorre integrare la cultura con le materie letterarie, che si studiano nelle facoltà di Belle Lettere delle Università dello Stato, oppure con la matematica, la fisica e la chimica che si studiano presso le stesse Università. 

            Poiché le case di formazione hanno annessi poderi e terreni coltivati, occorre istruirsi anche in materie agrarie, adottando i libri che si adoperano nelle scuole medie (come quella che ha fatto Dino, il figlio di zio Guido) e superiori agrarie. Per gli appartenenti ai conventi parrocchiali occorre un libretto di diritto dello Stato in materia ecclesiastica (diritto ecclesiastico, matrimoni, benefici, sussidi, contribuzioni statali, riparazioni, costruzioni di chiese, etc.), dei libretti per conoscere gli uffici dello Stato, per potervisi rivolgere all’occasione, in materia di tasse etc. (Diritto amministrativo e finanziario dello Stato, dei Comuni e delle Province: Diritto costituzionale, elettorale etc.)

            Per i Conventi di missione occorre imparare bene le lingue del posto, oltre all’inglese, allo spagnolo e, possibilmente, anche al francese. Bisogna avere anche qualche cognizione del diritto locale e internazionale privato, come pure di medicina e di igiene. Gli appartenenti a Conventi puri e semplici debbono più che mai approfondire le materie ecclesiastiche per divenire buoni predicatori e confessori. Naturalmente queste materie, in gran parte, si integrano e si scambiano a vicenda, in modo che occorrono un pò di tutte ad ognuno.

            Non so se vuoi che ti compri qualcuno dei libretti che ho indicato.  Nel caso dimmelo e io cercherò di provvedere. A proposito Padre Gioacchino disse che sarebbe molto utile come regalo per l’Ordinazione una piccola macchina da scrivere.  Tu che ne dici? Vi sono poi altre attività più modeste, ma utilissime come: avere una cognizione scientifica degli impianti elettrici, radio e televisione; dei mezzi motorizzati di trasporto, delle cucine a bombole di gas.  Così pure una idea dei lavori di sartoria, mobili....

            A proposito di studi, Francesco nella Storia della Ragioneria che ha studiato all’Università, ha letto che i primi che scrissero sulla scienza della Ragioneria furono dei religiosi, prima Benedettini, che reggevano grandi aziende agricole, e poi Gesuiti. Per il tuo pacco è già stata comprata la cioccolata ed il cacao.  Manca ancora il latte condensato e la scatola per contenere la roba: Naturalmente è sempre Teresa che si incarica di tutto.      Continui a stare bene e contento?  Il peso? Quest’anno il Presepio è in fabbricazione da parte di Francesco.  Teresa si è fatto comprare da un’amica un albero di Natale. Il Presepio è formato dalla sola grotta (sta sulla credenza in camera da pranzo) Leonardo è preoccupato perché teme che il servizio militare gli interrompa gli studi, perché il professore di storia, con cui vorrebbe fare la tesi di laurea, non gli permette di presentare la tesi prima di febbraio 1958.  Sono tante le materie che deve studiare (6), la tesi di laurea e tre tesine, che teme di non fare a tempo per il servizio militare. Mia sorella mi ha detto che ha ricevuto una tua cartolina e ti ha risposto.

            Ecco il mio orario quando non vado all’ufficio.  Tu vuoi sapere che cosa faccio quando non vado all’ufficio. Una necessità fisiologica mi fa svegliare verso le quattro o le cinque della mattina (fortunatamente ho imparato a non muovermi dal letto), dopo difficilmente prendo sonno.  Allora nel buio faccio un po’ di meditazione.  I pensieri e le preoccupazioni personali e di famiglia o di ufficio mi assalgono e tra il dormiveglia cerco di scacciarli dicendo a me stesso che sono materialità, mentre Nostro Signore è venuto in questo mondo per insegnarci le cose dello spirito, che sono poi quelle che avranno una importanza perenne, eterna.  Richiamo quindi alla mente qualche insegnamento di Nostro Signore.  Così passo due o tre ore tra il sonno, la meditazione, il via vai importuno di pensieri molesti. Quando filtrano le prime luci dalla finestra incomincio le mie preghiere di terziario della mattina.  Dico anche qualche preghiera ad alta voce per farla sentire a Teresa, Francesco ed, indirettamente, anche a Leonardo  ((che dorme nella stanza più lontana da papà e che quindi può sentire di meno)). Poi faccio il quarto d’ora prescritta di meditazione sul Vangelo della Domenica e passi collegati allo stesso S. Vangelo. Come sai il S. Vangelo è una fonte inesauribile.  Non trascuro i commenti al testo che vengono fatti sul Quotidiano, sull’Osservatore e alla Radio Vaticana ed Italiana da parte di egregi Sacerdoti, i quali commenti alle volte vengono ripetuti in chiesa da parte del Parroco. Poi levatomi faccio colazione e mi lavo.  Poi, permettendolo il tempo e le mie condizioni fisiche, mi vesto per andare all’ufficio. Dati i miei movimenti lenti ed inceppati trascorre parecchio tempo per fare queste cose. Poi il taxi, poi percorro il grande edificio, entro in ufficio e mi siedo al divano.  Il mio sostituto sta al tavolo.  Occorrono movimenti rapidi con le mani per rispondere al telefono, scrivere etc. che io non ancora posso fare. In ufficio esamino e discuto le pratiche, parlo insieme col sostituto e col pubblico spesso qualificato che viene.  Fino alle 13,30, poi taxi, a casa, iniezione d’insulina e pasto.

            Quando non vado all’ufficio recito il S.Rosario, delle preghiere avanti ai quadri sacri della casa e poi letture spirituali contenute nella stampa, riviste religiose, periodici etc. oppure i Salmi di Davide col commento fatto circa due secoli fa dall’Arcivescovo di Firenze, Martini, ritengo che sia quello.  Nella prefazione è scritto che quel lavoro è stato fatto per le monache coriste, che recitano l’Ufficio Divino.  Sono pensieri facili e molto edificanti.  C’è testo latino e traduzione in italiano antiquato e lungo commento, in nota, nella parte inferiore della pagina.

            Nel pomeriggio recito di nuovo il Rosario e le preghiere, poi le preghiere di terziario, la meditazione della sera, poi mi metto a riposare, poi l’insulina, la cena, poi la Radio Vaticana alle 21,15, poi dico ad alta voce la preghiera della sera e vado a dormire. Comunione spirituale quotidiana, quando non faccio la Sacramentale. Nella città vi sono molti che vivono soli, vecchi, infermi.  Io dalla mia finestra ne vedo un altro, dirimpetto, in condizioni analoghe alle mie.  Se vivessero di spiritualità potrebbero riempire la città di eremitaggi, come anticamente i monti. Io ho tentato con mia sorella che si lamenta della solitudine e un pò ci sono riuscito.

            Leonardo o Teresa per mezzo del telefono stanno sempre in comunicazione con i loro coetanei e compagne.((La lettera continua con altra data sullo stesso foglio - 21 - 12 - 56 -))

 

 

280   BISOGNA PREGARE SECONDO LE INTENZIONI ATTUALI DEL PAPA

Difficoltà per muoversi

Preghiere per il Papa

 

            21- 12 - 1956  Eccoti una serie di altre notiziuole: Tra i parenti nessuna novità. Il Comm. Iaderosa ha avuto in questi giorni da fare per un funerale di un parente.  Non mi ha telefonato. Il mio medico Curatolo mi ha detto che io debbo stare sempre in cura.  Il diabete risulta sempre esistente (1,60 di zucchero nel sangue e 12 nell’urina) nonostante le iniezioni di insulina. Il movimento è ancora inceppato.  Il pasto limitato ed invariato.  Per aumentarlo dovrei aumentare l’insulina, ciò che mi porterebbe degli inconvenienti.  Ciò mi impedisce la piena attività anche all’ufficio.  Non ancora posso adoperare il tram.

            Leonardo ha fatto la domanda di essere esonerato dal servizio militare per avere il padre malato.  Allora mi hanno mandato un avviso di farmi visitare da un medico militare per accertare ufficialmente che io sono inabile ad un proficuo lavoro.  Io ha avuto timore di compromettere la mia situazione, già delicata, in ufficio e non sono andato alla visita.

            Bisogna pregare secondo le intenzioni attuali del Papa.  Io dico qualche Salve Regina a questo fine.  Non so se hai letto il radiomessaggio del 10 Novembre 1956 del Papa ai popoli e ai governanti della terra.

            Tanti auguri per le prossime feste natalizie a te, ai tuoi M. R. P. Priore e M .R. P. Sottopriore, ai P.P. Insegnanti, Colleghi e Confratelli.

A te un  abbraccio affettuosissimo, forte,  forte dal tuo papà

 


1957

 

            Per le feste Natalizie ho fatto una visita a papà. Non mi scriverà che alla fine di Gennaio. Intanto si avvicina la mia Ordinazione sacerdotale. La data è fissata per il 2 Febbraio 1957.  Papà naturalmente non potrà parteciparvi perché la funzione si svolgerà a Ceprano e un viaggio così lungo non è prudente che lo faccia. La lettera che segue è quella che papà mi scrive qualche giorno prima dell’Ordinazione Sacerdotale.

 

 

281    SARÀ COME SE IO STESSO MI PROSTRASSI A TERRA E RICEVESSI L’IMPOSIZIONE DELLE MANI

Auguri e preghiere per la mia Ordinazione sacerdotale

 

Carissimo Fra Raffaele,                                                                  Roma 29 - 1 - 1957

            Ringrazio il Signore Gesù, Pontefice eterno, Pastor buono, Fonte di vita, che per singolare munificenza del Suo dolcissimo Cuore ci ha dato che tu possa essere ordinato Sacerdote, al fine di compiere negli uomini quei disegni di santificazione che la sua Grazia ispira ai cuori umani. Preghiamo che Egli venga in tuo aiuto con la sua misericordia soccorritrice.

            O Signore Gesù, fa che sia in te viva nelle opere la Fede, incrollabile nelle prove la Speranza, ardente nei propositi la Carità. La Parola del Signore, raggio dell’eterna Sapienza, divenga, per la continua meditazione, l’alimento perenne della tua vita interiore; gli esempi della vita di Gesù e della Sua Passione si rinnovino nella tua condotta e nelle tue sofferenze, a erudizione degli uomini, a luce e conforto nei loro dolori.

            Faccia il Signore che tu, ordinato Sacerdote, sii distaccato da ogni mondano interesse, unicamente sollecito della Sua gloria e persista, fedele al dovere, con pura coscienza, fino all’estremo anelito, rimettendo con la morte del corpo nelle Mani di Dio, la ben compiuta consegna per ottenere il premio della corona di giustizia, nello splendore dei Santi.

            Questi pensieri, così espressi il 17 Luglio 1956, nella preghiera per la Santificazione del Clero, composta da Sua Santità Pio XII°, mi ritornano alla mente in questa fausta occasione ed ho voluto scriverteli, perché mi sembrano belli ed appropriati alla circostanza.  Sarà una festa di Angioli, molto spirituale.

            Quanto a me, non riesco a superare le difficoltà che le condizioni della mia salute frappongono alla mia presenza materiale alla cerimonia.  Desidero però che questo non arrechi alcuna amarezza al tuo animo.  Tu sai come io condivida con te gioia e dolori e come ti sono vicino con lo spirito!

            In tutto il rito dell’Ordinazione sarà come se io stesso, insieme a te, mi prostrassi a terra e ricevessi per l’imposizione delle mani di S.Ecc. il Vescovo, lo Spirito Santo e poi il Calice e gli altri paramenti sacri e che quelle preghiere e parole siano dette anche per me. E nella Prima Messa come se fossi anche io concelebrante insieme a te. Non occorre dirti poi che, se il Signore vorrà, conto di esserti di qualche utilità anche per l’avvenire. Lodato e ringraziato il Signore ancora da tutta la famiglia, per la tua Ordinazione! Per quello che riguarda la Prima S.Messa solenne a S.Teresa in Roma, il 10 Febbraio 1957, il Parroco mi ha detto che dopo la funzione resterai con i Padri della Parrocchia.  Alla mezza ci sarà il pranzo nel Convento parrocchiale di S.Teresa e ha invitato anche me e i tuoi fratelli e ha intenzione di invitare anche il Molto Reverendo Padre Nostro Carlo, Provinciale, quale parrocchiano. Dopo il pranzo lui (il Parroco) pensa che potrai venire a casa, dove Teresa e gli altri fratelli cercheranno di organizzare una piccola festa a cui dovrebbero partecipare i parenti più intimi e quei Padri che volessero onorarci della loro presenza. Teresa ha confezionato cento sacchetti di carta con i confetti.

            Teresa ha spedito la partecipazione e le immaginette.  Non ancora ha trovato a comprare il lino ricamato per asciugare il balsamo. Per i regali il Parroco ha detto che a lui, in occasione della sua Ordinazione sacerdotale, regalarono dei libri di opere, allora molto importanti.  Ha soggiunto che tuttavia egli non saprebbe indicarci quale opera ti sia attualmente utile, non trovandosi sufficientemente aggiornato al riguardo.  Tu preferisci la macchina da scrivere.  Informati anche a che cosa potrà servirti e decidi tu.

            Anche zia Maria mi ha chiesto quale regali deve farti.  Credo che sia disposta a pagare qualche migliaio di lire.  Degli altri parenti, Mariella ne ha parlato a Teresa e si metterà d’accordo con zia Gilda per farti un orologio al braccio. Sarebbe bene che tu facessi sapere, come si usa adesso per gli sposi, i quali fanno un elenco degli oggetti che loro occorrono, salvo, s’intende, ai donatori la possibilità di accontentarti. Ad ogni modo potrai sentire anche Teresa, si sa che le donne nei problemi di ordine pratico, la sanno più lunga degli uomini.

            Fratel Lelio Roberto mi ha assicurato che verrà a Ceprano.  Ritengo che verranno anche Leonardo e Francesco.  Tutti e tre credo per l’Ordinazione. Roberto ha voluto che fosse spedito un invito anche al suo Direttore del San Giuseppe.  Non so se ci saranno altri Fratelli delle Scuole Cristiane. Abbiamo spedito la lettera che avevi preparato per Monsignor Ronca. Abbiamo ricevuto una lettera di P. Gioacchino di auguri e felicitazioni, che poi quando verrai a casa leggerai.

            Padre Tarcisio che stava alla Vittoria e ora è alla Scala, ha telefonato facendo gli auguri e scusandosi perché non potrà venire.  Anche il Seminarista Cornacchione dal Seminario di Campobasso ha scritto. Mi raccomando, come al solito, alle preghiere tue e degli altri ottimi Padri.

            Ringrazierai a nome mio il Rev. P.Stanislao per il discorso che si appresta a fare per la tua Prima Messa a S. Teresa.

             Ossequia ringrazia il Molto Rev. P. Priore e il M. Rev. P. Sottopriore.  Saluta molto affettuosamente gli altri. 

            A te un abbraccio affettuosissimo.   Augurandosi di poter presto baciare le tue mani e di ricevere da te la sacerdotale benedizione, t’invia intanto la sia benedizione paterna

tuo papà

 

 

PRIMO SACERDOTE IN FAMIGLIA

(foto 37)

 

            Il 2 Febbraio 1957 fui Ordinato Sacerdote.  Papà non venne alla mia Ordinazione e restò a casa anche Teresa per non lasciarlo solo.  Venne invece zia Gilda e zio Virgilio insieme ai fratelli Leonardo, Roberto e Francesco. La cerimonia si svolse col vecchio rito (quello anteriore al Concilio). Papà nella sua lettera parla di un lino (purificatoio) ricamato per asciugare le mani che vengono consacrate dal Vescovo col Sacro Crisma (olio misto a balsami, o profumi, benedetto dal Vescovo ogni Giovedì Santo). C’era l’usanza di procurarsi questo “purificatoio” decorato che poi si conservava per ricordo. Riguardo ai regali, nei limiti del possibile e della povertà religiosa, parenti e amici facevano dei regali.  Naturalmente ci voleva sempre il permesso dei Superiori per poterli tenere. Papà lasciò fare ai fratelli, contento solo di farmi qualcosa di utile.  Così mi fu regalata una macchina da scrivere , credo che fosse la piccola Olivetti lettera 22.

            Appena terminato il rito dell’ordinazione chiesi di andare al paese (Ceprano) per telefonare a papà e dargli la mia prima benedizione sacerdotale (in convento il telefono ancora non c’era). L’emozione fu grande per tutti e due.

            Il giorno seguente, che era domenica, cantai la Prima Messa Solenne nella stessa chiesa del convento di Ceprano., ma non partecipò nessun parente. La Domenica seguente, 10 febbraio, cantai la Prima Messa Solenneavrei nella mia Parrocchia di nascita, Santa Teresa al Corso d’Italia in Roma. Papà fu presente insieme a tanti altri parenti e ricevette la S.Comunione dalle mie mani.

(foto 36)

Alla fine della Messa arrivò Monsignor Ronca.  Papà tornò a casa e non partecipò al pranzo offerto ai più intimi dalla Parrocchia (Leonardo, Roberto, Francesco e zio Virgilio).  Nel pomeriggio Monsignor Ronca volle accompagnarmi a casa per salutarlo di nuovo.

            Mi fermai a Roma per una settimana per celebrare le prime Messe nelle cappelle e chiese che avevo conosciuto da ragazzo. Durante la giornata tornavo a casa per stare con papà. Tra i biglietti di auguri ho conservato quello di Fratel Leone, Direttore della nostra scuola elementare, nel quale non poteva mancare il ricordo per mamma così espresso: “ ...mi unisco a lei per ricordare come pegno di particolari benedizioni la viva memoria della cara, santa, indimenticabile mamma sua!”

            Per me naturalmente il primo pensiero da sacerdote fu per mamma.  Mi risuonarono alle orecchie le sue frasi che avevo sentito dire da bambino e ripetere da ragazzo: “La grazia più grande che il Signore può fare ad una famiglia è l’avere un figlio Sacerdote!” Non potevo dimenticare altre espressioni di mamma, come quella che mi disse in clinica dopo l’operazione: “Non sono degna di vederti Sacerdote... È una grazia troppo grande!” Come l’ultima di saluto uscita dalla sua bocca un mese prima della morte: “Vai che mamma è contenta!” Dal Cielo avrà certamente visto ed avrà goduto anche più di noi.

 

 

282  A CHE ORA DICI MESSA?

Domande sulla mia nuova vita sacerdotale

Continua a benedirmi chiedendo la mia benedizione sacerdotale

 

Carissimo P. Raffaele (Giuseppe)                                                                Roma 15 - 3 - 57

            Ormai è trascorso più di un mese dalla data della tua Prima Messa.  Come è il tuo stato fisico?  Quale è il tuo stato morale?  Poiché mi sembra naturale che io continui ad interessarmi di queste cose, che riguardano la tua persona. Che cosa fai da quando ti alzi, alla sera quando ti corichi?

            Per me la vita che conduci dopo la S. Prima Messa è una cosa nuova, che ignoro completamente. Vorrai quindi farmi sapere.  A che ora dici Messa?  Dove?

  Quando vuoi essere inviate altre elemosine per Sante Messe? Da qui a pochi giorni è il tuo onomastico di battesimo, S. Giuseppe, al quale non manco mai di raccomandarti nelle mie povere preghiere, e per questo ti faccio tanti auguri, anche da parte di fratelli e sorella.  Che regalino vuoi? Il Rev. P.Parroco di Santa Teresa mi ha mandato alcuni bollettini parrocchiali, nei quali è stampato il gruppo fotografico in cui c’è Mons. Ronca.

            La vedova di mio zio Ernesto, zia Lucrezia Minutillo, mi ha fatto pervenire a mezzo di suo figlio, mio cugino Ugo e della moglie Porzia, un piccolo dono per te, consistente in un quadretto con immagine un Crocefisso, che di notte, mediante un filo ed una spina da attaccarsi ad una presa di corrente di luce elettrica, s’illumina di una debole luce e può servire come lume da notte. Questo mio cugino, Ugo, è stato ammalato per più di un anno e mezzo, di nervi.  Ora sta meglio e pare che riprenderà anche l’ufficio al Ministero della Pubblica Istruzione.

            Fratelli, sorella e parenti nulla di nuovo, grazie al Signore. Io sono stato un poco indebolito per un poco tempo: il termometro mi segnava meno di 36,5, ma da un paio di giorni sto meglio e sono anche andato per tre volte all’Ufficio. Molti affari d’ufficio...  Ho fatto fare alla Clinica di tua Madre l’analisi dell’urina.  Mi è risultata la presenza di poco glucosio, ma una nuova: l’albumina..  Bisogna che mi decida a farmi visitare di nuovo dal medico e a farmi fare l’analisi del sangue un’altra volta.

            Tanti ossequi al M.R.P.Priore, Tommaso, che io conobbi a Montevirginio ((era infatti Priore di quel Convento quando entrai al Noviziato)), al M.Rev. P. Sottopriore, che ringrazio per il suo interessamento, a tutti M.R.R. Padri Insegnanti e Confratelli che si ricordano di me, affidandomi alle loro preghiere, come anche alle tue.

            Non so se sia esatto, ma una volta sentii dire che la benedizione del padre per i propri figli abbia il valore stesso della benedizione del Papa.  Perciò, ad ogni buon fine, continuo ad inviarti la S. Benedizione.  Vuol dire che tu me ne restituirai un’altra sacerdotale.

Un abbraccio affettuosissimo  dal tuo papà

 

 Accludo alla presente anche una busta affrancata a me diretta.

 

            Dopo il mio sacerdozio le lettere di papà si fanno più rare.  Papà riprende ad andare più spesso in ufficio. Io riesco a fare diverse visite a casa.

 

 

283   A CHI HAI DISTRIBUITO LA SANTA COMUNIONE?

Approfittare della santità di coloro che ricevono da me la Comunione

Si sente un po’ confuso

 

Carissimo Padre Raffaele (Giuseppe)                                         Roma 3 - 6 - 1957

            Ho ricevuto la tua cartolina del 27 - V - 57 e ringrazio.  Ti mando unita lettera affrancata di risposta per quanto potrai scrivere lungamente dopo esami. Pregherò, se il Signore vuole, come desideri.  Come stai, sei contento? e il dente?  Peso?

            A chi hai distribuito la S.Comunione?  Che rapporti hanno con Nostro Signore questi a cui l’hai distribuita?  Forse si tratta di persone molto ascoltate nelle preghiere.  Approfittane. Mi compiaccio degli studi che fai, così pure del titolo futuro di Padre Capitolare. Francesco e Teresa ringraziano auguri. Leonardo forse farà gli esami di storia dei trattati.  Roberto (Fratel Lelio) gli esami di filosofia alla Gregoriana e si raccomanda alle preghiere. Dopo gli esami forse sarà possibile visita fratelli Ceprano.  Teresa ha spedito la lettera a P. Gioacchino.  Ma non ha mandato denaro P. Marcellino ((si è sbagliato: voleva ripetere Gioacchino)), forse perché se ne è dimenticata.  …. sono materialità, da mettere in relazione alla salute del corpo, serenamente. Unisco piccolo discorso S.Padre sulla “morale dell’avvocato”.

            Io per la mia salute ho idee un po’ confuse.  Temperatura del corpo abbassata.  Normale era 36,7 oppure 36,8. Attualmente da 36 a 36,6, secondo i giorni.  Peso buono  Non mi sono deciso più fare venire medico né fare analisi sangue.  Certe volte limpida mente, certe altre un pò stordito. Infermiera Geltrude, causa morte madre, ha dovuto andare a Giuliano.  Adesso ritornata Roma, pare voglia riprendere servizio.  In questi 15 giorni sua assenza, potuto fare iniezioni solo intervalli irregolari due altre infermiere.  Io ufficio certi giorni sì, certi giorni no.

            Pregate per me perché non mi opprima lo sgomento e l’impazienza. Leonardo andato medico, già suo compagno di scuola, Nicoletti, gli ha fatto iniezioni e dato medicine ricostituenti.  Lui però aspetto florido.  Studia quindi di meno.  Prega perché pensi saggiamente e non litighi Teresa e domestica. Francesco vita ufficio e studio diritto civile per l’esame Università. Sta, grazie a Dio, bene.

            Anche Teresa, grazie al Signore, bene.  Il 26 Giugno, indotta dalla compagna Lina Taglia, ritirata casa dopo ore 23.  Io prima volta con lei, vita mia, fatta baruffa violenta, manesca  ((le ha dato uno schiaffo. Fu veramente la prima e l’unica volta che papà abbia usato questi mezzi violenti)) e cinque giorni non fatta uscire pomeriggio.

            Roberto ha riunito, fra suoi alunni religione seconda media, gruppo volenterosi sentire maggiori spiegazioni di Religione.  Madre uno di questi volenterosi andata Roberto dire figlio volere diventare religioso; padre, molto ricco, ingegnere, con automobile, non volere.  Giovinetto si dice disposto abbandonare ricchezze e automobili per diventare religioso.  Teme che proprio padre lo costringa prima laurearsi.  Pregate il Signore perché appiani difficoltà questo ragazzo.

            Zia Gilda mi ha detto non volere andare dove piace a Teresa, ma deve essere Teresa andare dove piace a zia Gilda.  Io pretendo ore 21 Teresa casa (non accompagnata familiari) Teresa ha rinnovato armadio sua stanza e messo vari colori, ha messo un tappeto e un vetro sul tavolino in camera mia. Anche stanza Leonardo qualche piccola novità. Altre novità casa , parenti, non conosco

            Ossequia e ringrazia, per le cure che hanno per te, il M.R.P.Priore, il M.R.P.Sottopriore, i M.R.R. insegnati, i R.R.P.P. Colleghi, i confratelli tutti. Si ricordino di me nelle preghiere. T’invio la paterna S.Benedizione per ricevere da te quella Sacerdotale. Un affettuoso abbraccio

papà

 

            Concludo per giugno i miei studi con gli esami “De universa teologia”.  Subito dopo essere stato approvato, insieme a tutti i miei compagni di corso, vengo dichiarato dal Provinciale “sciolto”, cioè non più studente sotto la guida del Sottopriore, bensì Padre della Comunità dipendente direttamente dal Priore. Questa dichiarazione ci viene data in vista del Capitolo Provinciale che si terrà dopo la metà di Luglio.  Tutti abbiamo così la possibilità di esprimere con un voto la scelta di colui che dovrà andare al capitolo Provinciale come rappresentante del Convento per l’elezione del nuovo Provinciale.

            Prima del Capitolo il Provinciale mi prega di andare a sostituire due Padri, a Monteodorisio (Chieti), perché impegnati nel Capitolo medesimo. Mi fermo là per una quindicina di giorni con P.Luca, Parroco, già mio vecchio Sottopriore di Ceprano. Poi torno a Roma e ricevo la “conventualità” (destinazione), di Anzio nel nostro Collegio aspiranti, presso il Santuario di S.Teresa di Gesù Bambino. Farò il Vicedirettore di ottanta ragazzi che frequentano la scuola media, molti dei quali entrano proprio in quei giorni.

            Papà segue con interesse i miei spostamenti e le mie attività con i ragazzi.  Come posso lo vado a trovare.  Mi dà suggerimenti utili e molte offerte per il collegio. Tra le raccomandazioni per la mia vita in mezzo ai giovani ricordo che mi diceva di non stancarli con molti insegnamenti Mi suggeriva di insistere molto per far fare bene il Segno della Croce e la genuflessione.

 

 

284   DESIDERO SAPERE IL TUO ORARIO GIORNALIERO

Domanda sulla mia nuova vita sacerdote ad Anzio con i ragazzi seminaristi

Pensa sempre al cognato che deve accostarsi alla Comunione

Legge il Cammino di Perfezione di Santa Teresa

 

Carissimo Padre Raffaele (Giuseppe)                                          Roma 27 - 12 - 57

            Ti ringrazio anzitutto moltissimo dell’affettuosa e gentile accoglienza che tu e gli altri Religiosi avete fatto a Leonardo e tu passa i ringraziamenti a tutti secondo le competenze. Poi eccoci agli auguri per il S.Natale e per il Nuovo Anno che tu pure farai a nome mio. Tu come stai? Sei sempre contento?  Quanto pesi?  Desidero sapere il tuo orario giornaliero durante le 24 ore, ora per ora, ed in particolare quante ore dai al sonno, a che ora vai a letto e quando ti levi; se dormi tranquillo e se ti svegli durante le ore di riposo e perché.

            Leonardo è tutto in occupazione per la tesi e tesine. Francesco è andato un paio di volte a Frosinone per qualche ora, a distanza di parecchi giorni. Roberto mi telefonò che era molto occupato per gli studi; attendo che prima di Natale mi faccia qualche visitina. Fratel Terenzio di Albano mi ha scritto una lettera per sapere se la sua scuola può ottenere un soccorso dal Ministero dell’Interno, perché ricovera ragazzi poveri.  Me ne dovrò informare.

            Teresa la solita vita.  Ora lavora a maglia, poi ora va con le amiche, ora da zia Gilda o da Mariella.  Conduce l’andamento domestico e attende alle faccende di casa, aiutata da Maria Luisa. Io in questi giorni, in cui la temperatura si è mantenuta rigida, non sono uscito di casa.  Del resto, grazie al Signore, sto come al solito. Nessuna novità per i parenti. A portarmi la lettera di Fratel Terenzio è venuto Fratel Orlando, che pure ti saluta tanto.

            Ho trovato in un giornale la fotografia di un gruppo formato dal Vescovo di Terni mentre impartisce la S. Cresima ad un impiegato occupato nella fabbrica d’armi dello Stato, di Terni.  L’impiegato è in ginocchio davanti al Vescovo.  Dietro un altro signore gli pone la mano sulla spalla.  Ho mandato la fotografia a zio Guido, aggiungendo un biglietto in cui ho scritto: “... E tu?....”  Prega un poco tu, come pure non ti dimenticare, nel celebrare, dello zio Aldo.

            Sto leggendo “Il Cammino di Perfezione” scritto dalla nostra Santa Madre.  Mi sembra sia (o altrimenti correggimi) tutta una interpretazione data alle parole rivolte dal Signore alla Samaritana circa l’acqua che dopo bevuta, si ha ancora sere, e l’acqua che dà il Signore che elimina completamente e per sempre la sete.  L’acqua naturale è figura dei beni di questo mondo.  L’acqua del Signore sono invece le delizie spirituali. La Santa Madre cerca di descrivere, meglio che le riesce, queste spirituali delizie, che lei stessa ha provato e la via, ovvero i mezzi pratici, per giungervi. Mi pare, o forse mi sbaglio, che queste delizie siano qualche cosa di analogo a quello che gode o soffre un’anima, subito dopo abbandonato il corpo, dopo la morte, passando per il purgatorio e andando in Paradiso. Si tratta di anime elette che hanno poco purgatorio da fare e vanno presto in Paradiso.  La Santa mi sembra che abbia provato tutto ciò già in questa vita. È un libro interessante, come del resto tutti gli altri scritti di lei, specie in questo tempo di materialismo.

            Tanti auguri al M.Rev.P.Priore, al P.Direttore, ai R.R.P.P. addetti al Santuario ed ad altre opere. Ringrazia tutti e chiedi scuse per conto mio per il disturbo che arrecano i tuoi fratelli quando vengono a trovarti.  Ringrazia pure i Superiori per le cure che hanno per te. Non dimenticarti di ringraziare le ottime Suore ((La cucina e il guardaroba del Collegio erano tenuti dalle Suore Carmelitane che avevano una casa a Lavinio)).

A te un affettuoso abbraccio e la paterna Benedizione tuo papà

 

 


1958

 

285   BISOGNA CONSULTARE PRIMA IL QUOTIDIANO

Suggerimenti per vedere la TV

 

            Carissimo Fra Raffaele,                                                     Roma 12 - 3 - 1958

            dico meglio: Carissimo Padre Raffaele (Giuseppe), auguroni per il tuo onomastico battesimale, per S.Giuseppe, che ormai si avvicina a grandi passi. Auguri per l’onomastico da parte di tutti. Sarò contento se sarà possibile farti pervenire il rasoio elettrico. Come stai?  Con la gola come va?  E il resto? La mia vita si svolge come al solito. Questa giornata ha preso varie volte a nevicare per un quarto d’ora e mezz’ora, ma poi ha smesso e la neve non si è fermata per terra.  Io sono restato a casa, data la bassa temperatura. All’Ufficio sinora nessuna novità. Francesco ha comprato, a sue spese, la televisione. Si tratta di un cubo di 56 cm di lato. L’abbiamo collocata nella stanza da pranzo, in fondo, verso la finestra.  L’antenna sulla terrazza.  Il filo passa per la stanza da pranzo, per l’ingresso, per la stanza di Leonardo, per la finestra di Leonardo e sale su dal cortile. Potrai invitare, se credi, gli altri Padri di Anzio o di Roma, ovvero i ragazzi. Bisogna consultare prima il Quotidiano che porta il giudizio negativo sulle singole trasmissioni, quando occorre. Io ho visto e udito un concerto dato dall’orchestra della Radio, in Televisione: la musica era dolce e calmante.  Il maestro, sul podio, con la bacchetta in mano, dirigeva l’orchestra.  Sia il maestro che i musicanti vestivano il frac.  Da osservare gli archetti dei violino che si muovevano tutti insieme contemporaneamente, nella stessa direzione.

            Dimmi qualche cosa dei tuoi insegnamenti scolastici.  E la stufetta di zia Gilda come va? Roberto è venuto a casa per due ore, Domenica mattina. Leonardo ha preso la laurea con 84 su 110, il giorno 27 febbraio scorso. La divisa pare che gli abbia giovato in questa occasione.((Faceva il servizio militare come ufficiale dell’aeronautica ed aveva difeso la tesi di laurea in alta uniforme)). Ora sta a Firenze e accusa un poco di sordità, un poco d’infiammazione alle emorroidi, molto sonno, dormendo dalle 23 alle 6,30.  È un poco dimagrito.  È diventato più svelto e sicuro nei movimenti e ha un colorito sano. Teresa la solita vita.

            Dal condominio del palazzo di Via Salaria 72 si annunzia un grosso contributo da pagare al Municipio di Roma per suolo pubblico occupato circa 50 anni fa, quando fu costruito il palazzo, per le intercapedini esterne e relative griglie, che danno luce alle cantine.  L’amministratore ha dato le dimissioni.  Stasera ne nomineranno un altro.

            Tutti i parenti come al solito. Ossequia e ringrazia per le cure che hanno di te il M. Rev. P. Priore e i Padri Colleghi.

            Ricordati di me nelle preghiere. A te un abbraccio forte, forte e la S. Benedizione (da te invece la tua)

papà

 

 

Questa che segue è l’ultima lettera scritta da papà a me:

 

286   PENSO DI PREGARE PER QUELLE PERSONE CHE VI SI RAPPRESENTANO

La morte di uno zio, marito di sua sorella

Come vede la TV

 

Carissimo P.Raffaele (Giuseppe)                                            Roma  Laudetur J.C.16 - 4 - 58

            Come le foglie d’autunno ad una ad una si staccano dall’albero e cadono, così anche i vecchi.  Questa volta è toccata a zio Alfredo Pergola, marito di mia sorella. Era andato a farsi il precetto Pasquale insieme a mia sorella, poi gli è venuta l’influenza, poi la polmonite. Guarito dalla polmonite, il cuore non ha resistito e l’altro ieri mattina l’hanno trovato nel letto che sembrava che dormisse ed invece era morto.  I funerali ci sono stati ieri al pomeriggio.  Per una S.Messa vedi un pò tu.  Dopo faremo i conti.

            Roberto con gli alunni dell’Istituto De Merode ha fatto una gita dal Lunedì di Pasqua alla Domenica in Albis.  Sono andati a Lourdes (pronuncia Lurd), passando per la bellissima Costa Azzurra francese e hanno visitato anche Marsiglia; poi hanno attraversati anche la frontiera franco-spagnola e si sono fermati per due giorni a Barcellona. Leonardo scrive che si sente di animo melanconico, nonostante la chiassosa compagnia dei colleghi di caserma, e ha l’impressione di essere solo, solo nella solitudine del mondo. Dice anche di soffrire debolezza fisica.  Gli ho scritto cercando di fargli coraggio.

            Teresa e Francesco la solita vita. Anche per i parenti non ci sono altre novità. E tu come stai?  Stanno bene i tuoi ragazzi?  Raccontami qualche cosa del Collegio e del Santuario. La tua vita trascorre sempre nel medesimo modo? Nulla di nuovo sinora pure nel mio ufficio, dove, stante l’imperversare continuo del cattivo tempo, ho potuto recarmi poche volte.  Da qualche mese è in vigore la nuova legge sulle pensioni, che stabilisce l’invio in pensione degli impiegati al 65° anno d’età, salvo facoltà discrezionale da parte del Ministero di poterli trattenere in servizio..  Io compio i 65 anni il 14 maggio e non sono in perfetta salute.

            La sera prima di coricarmi mi capita di vedere la televisione. Penso di pregare per quelle persone che se non in situazioni del tutto simili a quelle che vi si rappresentano, almeno in condizioni analoghe penose o grottesche si dibattono nella vita reale.. Alle volte faccio anche un piccolo commento.

            Ossequia e ringrazia i tuoi Superiori Reverendissimi e i R.R.P.P. Confratelli, le ottime R.R.M.M. Religiose. Una carezza ai ragazzi. A te un abbraccio forte, forte e, invocando la tua Benedizione Sacerdotale, ti do la mia paterna.  Saluti aff.mi da tutti

papà

 

            Papà andrà a riposo dall’ufficio il 1° Aprile 1960.  È Ministro dell’Interno l’On.Spataro che scrive un biglietto di auguri e ringraziamenti a papà. Erano stati colleghi di Università.

            Con la fine del rapporto di lavoro nel Ministero dell’Interno, avviene uno scatto nella carriera di papà e riceve la nomina a Prefetto:  È solo un titolo onorifico senza il riconoscimento economico che sarebbe state prezioso.

            In famiglia intanto le cose vanno avanti non troppo tranquillamente. 

            Leonardo è trasferito a Roma, sempre nell’Aeronautica, al servizio meteorologico. Sta spesso a casa, ma non sta bene. Papà segue come può la vita dei figli, ma oltre a qualche consiglio e parola di incoraggiamento non può fare altro. Certamente continua a pregare per tutti e per le necessità di ciascuno.

 

 


1959

 

Ormai io vado a trovare papà molto spesso. La sua corrispondenza continua solo con Roberto che è stato trasferito lontano da Roma, in una scuola dei Fratelli delle Scuole Cristiane di Fano (dove era stato Francesco da ragazzo).

 

 

287   RINGRAZIAMO DIO CHE TI CONDUCE PER LA STRADA SUA

Scrive a Roberto che è stato trasferito a Fano

Suggerisce a Leonardo di darsi a opere di bene

Descrive alcune “avventure” di Leonardo.

 

Carissimo Fratel Lelio Roberto,                                                                22 - 7 - 59

            Ho ricevuto la tua graditissima Ringraziamo e lodiamo Dio, che ti dà tanti bei sentimenti e ti conduce per la strada sua.  Puoi immaginare i miei auguri ed i miei voti!  Prego il Signore che ti conceda le grazie efficaci, interne ed esterne per i compiti che dovrai esplicare.

            L’indirizzo di zia Gilda è Via della Balduina 53.  Quello della cugina Mariella Sagrillo fino al 1° Agosto è presso Principato - Molo Innocenziano 45 - Anzio, e dopo il solito Via Ostriana 18. Leonardo ha finito il servizio militare e ora sta a casa.  Veramente fa delle gite al mare.  Cerca lavoro.  Fantastica di andare a Cagliari o in Algeria o negli Stati Uniti, io gli suggerisco opere di bene, delle quali non c’è mai penuria. Per Francesco nessuna novità spiacevole sino ad ora ((papà ha sempre paura che il cuore di Francesco faccia qualche cattivo scherzo)).  Mi ha fatto osservare che la tua Professione  ((Roberto deve fare i Voti Perpetui)) capita nel periodo di più intenso lavoro, in giorno di Lunedì.  Lui è solo in ufficio. Teresa ha passato 7 od 8 giorni al mare da Mariella. P.Raffaele (Giuseppe) ha portato 6 ragazzi da Montecompatri al Noviziato di Montevirginio.  Poi è andato a Montecompatri. ((Sono trasferito da Anzio a Montecompatri.  Il Collegio di Montecompatri ha i seminaristi delle scuole superiori, IV° e V° Ginnasio.  Quelli del V° Ginnasio passano al Noviziato. Li accompagno io. Prenderanno l’Abito Carmelitano il 24 Luglio. Da quell’anno i Superiori pensano di trasferire a Montecompatri anche la Terza Media. Da Anzio verranno con me a Montecompatri insieme ai ragazzi che hanno finito la Terza Media. Ricevo l’incarico di direttore di quel seminario.  Papà segue sempre con grande interesse i miei spostamenti e le mie attività. Quando lo vado a trovare ascolta con piacere quello che gli racconto del collegio aspiranti. Si compiace di sentire che dormo a pochi passi dalla Cappellina dove c’è Gesù Sacramentato)).

            Il 24 va alla Vestizione dei Novizi e forse il 24 o 25 passerà da noi.  In tale occasione mi propongo di fargli leggere la lettera. Leonardo andò in aeroplano gratis, dopo avere preso il treno fino a Pisa, da Pisa fino al centro della Francia, passando per la Costa Azzurra.  Dal centro della Francia in autostop fino ad Orleans, paese di S.Giovanna d’Arco. Da Orleans sulle ferrovie francesi fino a Parigi. A Parigi è stato cinque giorni in albergo, visitando la tomba di Napoleone, l’Arco di trionfo, la Torre Eiffel, il Louvre etc.  Poi sulle ferrovie è andato a Lilla, ai confini col Belgio.  A Lilla è stato ospite di una famiglia di un giovane che aveva conosciuto sul Monte Bianco.  È stato 24 ore.  Poi rifacendo il cammino inverso è ritornato a Roma.

            A me il caldo dà un pò di fastidio, del resto come al solito.

            Ossequia e ringrazia i tuoi Superiori.  A te una specialissima benedizione, in considerazione del santo passo che stai per compiere,

da parte del tuo papà

 

 

288   BEATI SAREMO QUANDO POTREMO CONTEMPLARE DIO STESSO

Sempre a Roberto descrive le peripezie di Leonardo

Breve accenno al futuro sacerdozio di Roberto

Le bellezze della natura riflettono il Creatore

 

Carissimo Roberto Fratel Lelio,                                                   Roma 27 - VIII - 59

            ho ricevuto la tua del 24 e te ne ringrazio. Sono contento che tu passi la villeggiatura al mare, facendo anche un pò di apostolato e prego il Signore perché benedica il tuo lavoro. Io sto come al solito, un pò indebolito, forse per il caldo.  Francesco da circa una settimana sta a Formia con certi amici tra cui Andrea Tarascone, che io non conosco, e sta facendo qualche bagno di mare.  Non credo che andrà alla Romanina.  Starà a Formia fino a Giovedì prossimo.

            Leonardo è partito il 10 Agosto per un giro informativo circa le possibilità di trovare occupazione.  È stato prima a Napoli, all’aeroporto di Capodichino, poi è andato a Bolzano...  ((ci sono diverse righe illeggibili))

            28 - 8 -59  -  Appena potrò avere la possibilità di corrispondere con Leonardo, nonostante i frequenti cambiamenti d’indirizzo, gli riferirò i tuoi incoraggiamenti e le tue assicurazioni. Adesso è venuto Francesco da Formia per cambiare la biancheria e gli ho fatto leggere la tua lettera.  Anche lui è diventato abbronzato per il sole. Formia, Marina di Massa, Dolomiti, bellezze della natura.  Da queste saliamo al Signore creatore di ogni bellezza e fonte di esse; ma ogni bellezza in Dio è infinita ed il numero delle bellezze è infinito.  La varietà delle bellezze è infinita. Beati saremo quando potremo contemplare perennemente, sempre nuove bellezze piene di meraviglie, Dio stesso.          Ti salutano Francesco e Teresa.

            I sacrestani in congresso a Vienna, sotto gli auspici di quel Cardinale, hanno chiesto che siano amministrati a loro (che pure sono borghesi e ammogliati) gli Ordini Sacri Minori.  E a voi?  Si aprono quindi nuove prospettive.  Auguri e auguri!!  ((È evidente in questo accenno di papà il desiderio di vedere anche Roberto sacerdote)).

            Ossequia e ringrazia i tuoi Superiori. 

A te la Benedizione e un affettuosissimo abbraccio dal tuo papà

 


1960 - 1969

 

ULTIMI ANNI DI PAPÀ

 

(foto 38) 

L’ultima lettera di papà è scritta a Roberto nel 1963. In questi quattro anni avvengono diverse cose.

            Nell’agosto 1960 sono trasferito da Montecompatri a Roma nella Parrocchia di San Pancrazio, con l’incarico della gioventù.  Vi rimarrò solo un anno, perchè nel 1961 devo andare a Caprarola per insegnare ai nostri studenti le materie scientifiche (matematica, fisica ecc.).  Questa mia permanenza a Caprarola durerà fino alla morte di papà (1969).

            Nell’anno che sto a Roma vado spesso a trovare papà generalmente il pomeriggio della Domenica. Quando starò a Caprarola le visite saranno un po’ più rare, ma avendo ricevuto anche l’incarico di promotore delle vocazioni, tra un viaggio e l’altro riuscirò sempre a fare una visita a casa.

            Per otto mesi resterò nella Parrocchia dei Parioli di San Panfilo a causa di un piccolo intervento alle corde vocali.  Papà è a due passi e sarà una provvidenza poter andare spesso a casa anche per la situazione della famiglia che presenta dei gravi problemi.

            Teresa il 14 Febbraio 1961 si sposa con Italio Gagliano.  Fino a quel giorno teneva l’amministrazione della casa.  Francesco ha trovato un lavoro e sta spesso fuori casa. Leonardo, che non dà segni di equilibrio non può rimanere solo con papà.  Che fare?

            Si stabilisce di far curare Leonardo e insieme di far ospitare papà in una casa-albergo.  Si trova un pensionato ai Parioli, è Villa San Francesco, tenuto dai Francescani tedeschi, in Piazza Don Minzoni. Oltre alla consueta assistenza si paga un infermiere per le iniezioni ed altre cose straordinarie di cui papà ha bisogno, come qualche piccola passeggiata in giardino o l’essere accompagnato nella Cappella dell’albergo. Papà è sempre abbastanza legato nei movimenti.

            Il lasciare la “sua casa” deve aver procurato non poca sofferenza a papà, che però non se ne lamenta.  E` sempre più remissivo.  Accetta tutto quello che stabiliamo e soprattutto ha molta fiducia in me che riesco a convincerlo senza difficoltà.

            A Villa San Francesco continua la sua vita di preghiera e di meditazioni.

(foto 39)

            Quando lo andiamo a trovare, specialmente io e Roberto, ci confiderà i suoi commenti sempre a carattere spirituale.

            Io corro sempre e ho la nuova residenza a Caprarola. Roberto, tornato da Fano, è più fortunato di me perché si ferma a raccogliere le sue preziose riflessioni.

            Seguirà le vicende di Leonardo, che cerchiamo di far curare, senza domandare mai nulla più di quanto gli diciamo. Non una parola di commento. Nei momenti di crisi di Leonardo, se lo incontrava, lo esortava ad avere fiducia in Dio. Non aggiungeva altro. Lo guardava in silenzio. Altro non poteva fare. Certamente avrà pregato molto per lui.

            Per qualche mese anche Leonardo sarà ospite in quell’albergo, ma in una camera separata.  Si vedranno poco.

            Teresa, ormai sposata, stando a Roma non lo lascerà quasi mai solo.

            Francesco invece partirà per Mandria, il paese della fidanzata.

           

            Anche se esternamente non lo mostra papà certamente soffre molto per la nuova situazione. Capisce. Tace. La fede lo sostiene.

            L’ultima lettera scritta a Roberto svela questo suo stato d’animo. La data riportata da papà è del 7 - 8 - 63.  Teresa la termina il 12 - 8 - 63.

 

(foto 41)

289   PER ME NULLA DI NUOVO

Solo e immobile con i figli lontano

 

  Carissimo Fratel Lelio Roberto

            Il giorno 5 ho ricevuto una tua cartolina illustrata con la figura dell’atrio del Collegio S. Arcangelo, senza data e con timbro postale illeggibile, e ti ringrazio. Per me nulla di nuovo, salvo un peggioramento nella calligrafia. Leo risiede a Viterbo, stanza mobiliata. Teresa è ritornata a Roma. Francesco è in Puglia dalla fidanzata. P. Raffaele a Caprarola

 

            Non aggiunge altro. È la situazione dolorosa di quel momento. Lontano da casa e lontano dai figli. Sta lì a fare la Volontà di Dio con serenità, anche se da quelle sue ultime espressioni sembra scoprire un pizzico di tristezza...  Ormai si è allenato ed accetta tutto senza lamentarsene.

            Passa il tempo a leggere il giornale, “L’Osservatore Romano”, ed a sentire la Radio Vaticana. Teresa col marito gli regalano una radio orologio che si accende automaticamente, così non ha la preoccupazione di sintonizzarsi nelle ore delle trasmissioni in italiano. Quando lo vado a trovare gli porto la S. Comunione. Ne è felicissimo. Qualche volta mi chiede il sacramento della riconciliazione. Gli do l’assoluzione. È tranquillo. Non parla molto, ma ascolta interessato ciò che gli racconto sul mio apostolato.

            Francesco si sposerà a Manduria con Rita Calò il 14 marzo 1964 e resterà a casa della moglie.

            Dal 19 maggio del 1964 Leonardo sarà curato ed assistito nella Casa di Cura di Bagni di Tivoli, a Martellona, Villa S. Maria Immacolata. Ne uscirà a intervalli, ma dovrà sempre ritornarvi.

 

 

PAPÀ SI AGGRAVA

 

            Nel 1965 un altro attacco di paresi.  Oltre all’aggravamento della parte già lesa ha delle sensazioni strane alla mano destra. Si agita cercando di sciogliere un inesistente legame che gli avviluppa le dita. Ricordo che un giorno non riuscivamo a tenerlo fermo. Penso di portargli la Comunione. Appena alzo l’Ostia, improvvisamente si calma. Restiamo tutti molto impressionato. L’Eucaristia par lui era tutto. Quella presenza tante volte ricevuta e desiderata gli fa riacquistare la calma.

            Lo ricoveriamo nell’Ospedale dei Frati Fate Bene Fratelli di Villa San Pietro, sulla Via Cassia. Si riprende, ma si muove sempre meno.

            Francesco decide di tornare a Roma con la famiglia. Ha già un bimbo, Piergiorgio., e, insieme a Rita, torna a Via Salaria con papà.

            La casa era stata affittata al Centro di Redenzione Umana, un’opera di assistenza per gli ex carcerati, tenuta dai Gesuiti. Senza difficoltà è lasciata libera.  Si trova anche una persona di servizio, Angela, che aiuterà Rita nelle faccende domestiche.

            Papà finalmente è di nuovo a casa sua.  La gioia deve essere grande anche se non la manifesta.  Continua ad accettare tutto senza dire nulla.

            A casa riprende la sua vita normale, ma si muove sempre meno dalla sua stanza.  Ha bisogno di tutto e Francesco, insieme ad una infermiera e ad Angela, lo curano con attenzione e amore. Dalla Parrocchia tutte le settimane viene a portargli la santa Comunione un Padre, P. Fiorenza. Legge e prega, prega e legge.

 

 

ROBERTO  SACERDOTE

 

(foto 40)

            Il 21 Dicembre 1968 anche Roberto diventa Sacerdote.  Papà sorride contento. Sembra pienamente soddisfatto. Aveva gioito per la vita di consacrazione, ma il Sacerdozio era sempre da lui considerato come qualcosa di superiore, di tanto superiore.

            Non può partecipare né alla sua Ordinazione e neppure alla sua Prima Messa. Quando Roberto gli comunica che sta per diventare sacerdote esclama solo: “Beato te che diventi sacerdote!”.

            Lo vede sacerdote e ne gioisce. L’Eucaristia gliela porterà anche lui.

            La Comunione per papà sarà il momento più importante e più bello delle sue giornate.  La riceve sempre con grande fede e devozione.  Segue tutte le preghiere, risponde e si raccoglie in adorazione, interrompendo qualsiasi altra attività e rimanendo in silenziosa contemplazione per parecchio tempo.

 

 


DALLA TERRA AL CIELO

 

            La vita di papà si va lentamente consumando.  Ricorda persone, fatti e cose passate, il presente sembra non toccarlo.  Distingue poco anche i figli, li confonde con moglie, sorella e genitori.

            L’ultimo giorno quando stiamo intorno al suo letto e gli domandiamo se ci riconosce, confonde uno con l’altro, sorride come se stessa giocando. Cerca di indovinare. Quando arriviamo a indicargli me, dice chiaramente e con voce forte: “È Padre Raffaele, mio figlio!”  Sembra leggergli sul volto e sul tono di voce la fierezza di vedermi sacerdote: “Padre Raffaele”, cioè anche carmelitano.

            Il sacerdozio e l’Eucarestia restano i due punti focali della sua esistenza e della sua fede.  La presenza di Gesù in mezzo a noi attraverso questi due Sacramenti continua ad essere fino alla fine la sua consolazione, il suo conforto e la sua gioia.

            Sarà Roberto ad amministrargli il Sacramento degli infermi.

            Quando il 30 maggio 1969 corro a casa perché papà si è aggravato, resto vicino a lui che è assopito.  Ha il respiro faticoso e discontinuo. Ha un edema polmonare. Ogni tanto si sveglia, mi guarda. Gli domando come sta e mi risponde con un filo di voce: “Un pochino meglio!”  Diciamo qualche preghiera insieme che segue con lucidità.

            Torno a Caprarola nella tarda mattinata proponendo di rimettermi in viaggio per passare la notte vicino a papà.  “Un pochino meglio” mi risuonano nelle orecchie, ma quel meglio diventerà, durante la mia assenza, un meglio per l’eternità. Gli avevo dato la mia ultima benedizione sacerdotale.

            Quando ritorno devo accontentarmi di ammirare solo il sonno dei giusti, perché nel pomeriggio uno sbocco di sangue tronca la sua esistenza terrena.  Vicino a lui solo Teresa e Francesco. Anche Roberto arriva in ritardo.

 

            Così si è spento un uomo giusto.  Si è spento come una fiammella tremolante che ha consumato gli ultimi istanti della sua vita terrena con sempre maggiore serenità, accettando soprattutto il suo stato di dipendenza per tutto da tutti.

            La fede in lui non è mai venuta meno. Il coraggio che forse qualche volta ha vacillato ha preso forza da questa fede nella speranza della risurrezione.

            “RISORGEREMO!” ha fatto scrivere sulla lapide della tomba che conserva il suo corpo, insieme a quello di mamma, in attesa di questa risurrezione.

(foto 43 - 106)

 

            Sono sicuro che già vivono tutti e due in Dio e vivranno in pienezza questa nuova vita dopo la risurrezione dai morti. Questa è stata sempre la loro convinzione e quella che hanno voluto trasmettere a noi loro figli.

            Sono anche sicuro che godranno una particolare felicità nel vedere che due dei loro figli sono diventati sacerdoti.

(foto 115)

            Questo certamente è il messaggio che dal Cielo vogliono comunicare anche a tutti coloro che li hanno conosciuti o che leggeranno questi ricordi.

 


APPENDICE

 

L’inizio della causa di beatificazione di mamma e papà è avvenuta attraverso i seguenti passi:

 

Il Provinciale dei Carmelitani Scalzi della Provincia Romana, P. Basilio Visca, in data 11 febbraio 2002, nomina Postulatore per la Causa di canonizzazione di mamma e papà “il Rev.do P. Paolino Rossi, Cappuccino, perché possa agire in suo nome davanti alla Curia Romana e davanti a tutte le Curie Diocesane per ciò che riguarda detta causa”.

 (foto 107)

            A sua volta il Postulatore sceglie come Vicepostulatore il Dr. Luca Pasquale, incaricato nella Diocesi di Roma per la pastorale delle famiglie.

            È formata la commissione storica con Presidente P. Romano Zaffina, sempre dei Carmelitani della Provincia Romana, lo scrittore Angelo Montonati di Milano (che ha scritto il primo opuscolo e in seguito anche il libro “Lelia e Ulisse”) e i due coniugi Barone Gregorio e Isotton Laura (la quale ha scritto l’opuscolo “Risorgeremo” sempre su mamma e papà).

(foto 107)

 

Il 28 febbraio 2002 il Postulatore scrive al Cardinale Camillo Ruini perche “si degni di introdurre la Causa (a norma della Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magister del 25 gennaio 1983 e di quanto prescrivono le Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopis faciendis in causis sanctorum del 7 febbraio dello stesso anno)”.

Nella domanda giustifica il ritardo (sono passati diversi anni dalla loro morte) della richiesta di inizio di detta Causa. Adducendo tre motivi che trascrivo:

1.        Nella Chiesa non c’era l’uso di additare delle coppie di sposi, santificati nel sacramento del matrimonio. Coniugi “santi”, fuori del martirio, non sono stati mai dichiarati. Il matrimonio come mezzo di santificazione non era proposto dalla Chiesa.

Solo il Concilio Vaticano II ha iniziato a parlare della vocazione universale alla santità (cfr. Lumen Gentium nn. 40-41); a parlare del sacramento del matrimonio come mezzo di santificazione (cfr. Lumen Gentium n. 11): “I coniugi cristiani: col sacramento del matrimonio… si aiutano vicendevolmente a santificarsi mediante la vita coniugale”. Giovanni Paolo II, in questi ultimi anni, ha invitato pressantemente a presentare ai fedeli dei testimoni autentici di vita cristiana vissuta nel matrimonio. Il processo per la beatificazione dei genitori di Santa Teresina del Bambin Gesù si è chiuso da poco (1993) e con enormi difficoltà e ancora non si è giunti al traguardo auspicato (la causa è ferma al decreto sull’eroicità delle virtù, 26 marzo 1994). La Provvidenza ha invitato a fissare l’attenzione sui coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, romani, beatificati il 21 ottobre scorso. È la prima coppia di sposi cristiani, nella storia della Chiesa, ad essere proposta come modello di santità

 

2.         Un secondo motivo, non indifferente, è la costituzione dell’Attore di una causa di beatificazione. Per i religiosi e le religiose non esistono difficoltà: è l’Ordine o la Congregazione, a cui appartengono, che si fa carico dele responsabilità di promuovere la causa. Nel caso dei “laici”, è un problema gravissimo, nessuno vuole assumersi la responsabilità. Se non ci fosse alle spalle un’Associazione o qualche altro Ente, o ancora un Ordine o Congregazione religiosa, sarebbe impossibile avviare una causa di beatificazione: e questo è ingiusto! Nel nostro caso, con molta fatica e solo recentemente (11 febbraio 2002), la Provvidenza ci è venuta incontro, grazie alla disponibilità della Provincia Romana dei Carmelitani Scalzi (Ulisse Amendolagine era “terziario” carmelitano).

 

3.         Un terzo motivo, collegato col secondo, è la questione economica. Una causa di beatificazione costa, li spese non sono indifferenti: una famiglia, una parrocchia non ce la può fare a sostenere queste spese, e pertanto tante cause falliscono in partenza e questo… per mancanza di organizzazione ecclesiatica. E non è assolutamente vero che la mancanza o la non responsabilità dell’Attore equivalga a mancanza di fama di santità da parte dei candidati”.

 

Quindi spiega i motivi dell’introduzione della causa così espressi:

“Vorrei partire dalle parole di Giovanni Paolo II: “…questo ideale di perfezione non va equivocato, come se implicasse una sorta di vita straordinaria, praticabile solo da alcuni geni della santità. Le vie della santità sono molteplici, e adatte alla vocazione di ciascuno. Ringrazio il Signore che mi ha concesso di beatificare e canonizzare, in questi anni, tanti cristiani, e tra loro molti laici che si sono santificati nelle condizioni più ordinarie della vita. È ora di riproporre a tutti con convinzione questa misura alta della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione (Novo Millennio Ineunte 31).

 

            Ulisse e Lelia, splendidi modelli di dedizione professionale e familiare, si sono santificati nel matrimonio, nella quotidianità, e in modo straordinario: hanno praticato la Parola del Signore e la sua Volontà giorno dopo giorno, nella fedeltà di una risposta d’amore senza riserve.

 

            Ulisse e Lelia, vivendo insieme le vicende piccole e grandi del loro tempo alla luce di Dio, hanno contribuito alla promozione umana e spirituale del proprio ambiente e hanno dimostrato, inoltre, che il seguire Gesù e il Vangelo con il dono totale di sé, è l’espressione più piena e autentica del cristiano.

 

            Ulisse e Lelia hanno saputo generosamente e mirabilmente confessare Cristo in ogni circostanza della loro vita, nella condizione di sposi, di genitori e di apostoli, lasciando che Dio trasparisse con naturalezza in loro.

 

Il loro messaggio è ben chiaro agli sposi e ai genitori: sono un invito vivente a tutti di come ci si dona agli altri; un invito a vivere la propria fede e la propria vocazione come espressione della carità di Cristo.

 

            I coniugi Amendolagine sono un modello di santità laica e familiare, particolarmente attuale, soprattutto a conforto e sostegno della soluzione cristiana alle ardue problematiche che assillano le famiglie d’oggi e ne insidiano da ogni parte il fondamento e gli ideali”.

 

 

 Il Cardinale Camillo Ruini, fatti esaminare da due teologi gli scritti (tutte le lettere stampate nella prima edizione del libro “Tutto si muove”), e avutone il parere favorevole sul contenuto conforme alla fede, chiede l’autorizzazione ai Vescovi del Lazio.

 

I Vescovi del Lazio rispondono favorevolmente. Il Cardinale, con lettera del 17 giugno 2002, comunica a Mons. Gianfranco Bella, Officiale del Tribunale Diocesano del Vicariato di Roma, che “la Conferenza Episcopale del Lazio nella sessione del giorno 11 giugno 2002… si è espressa favorevolmente in merito all’opportunità di dare inizio alla causa di Beatificazione e Canonizzazione dei Servi di Dio Ulisse Amendolagine e Lelia Cossidente”

 

Segue “l’editto” del Crdinale, in data 15 luglio 2002, con il quale si invitano “tutti e singoli i fedeli” a comunicare notizie e a consegnare eventuali scritti dei Servi di Dio.

 

Il detto “editto” è rimasto affisso all’ingresso del Vicariato per due mesi ed è stato pubblicato su alcune riviste.

 

Quindi il Cardinale Camillo Ruini presentando i documenti acquisiti (le lettere con il parere dei due teologi revisori), chiede alla Sacra Congregazione per le Cause dei Santi l’autorizzazione a procedere per l’apertura ufficiale della Causa.

 

Ottenuto anche questa volta il parere favorevole, è stabilita la data di una cerimonia che segnerà l’inizio ufficiale della Causa di beatificazione.

 

 18 giugno 2004

            Il Tribunale Diocesano del Vicariato di Roma si riunisce in una sala del medesimo Tribunale, in piazza San Giovanni in Laterano.

            La sala è gremita di gente che deve sostare anche per il corridoio adiacente

(foto 108 – 109 – 110 – 111 – 112 – 113).

Alla presenza del Cardinale Camillo Ruini si svolge “la sessione di apertura dei Processi sulla vita e le virtù dei Servi di Dio Ulisse Amendolagine e Lelia Cossidente in Amendolagine, sposi e genitori”.

Dopo la lettura e il giuramento degli officiali addetti a tale Causa, il Cardinale presenta una breve biografia dei Servi di Dio.

Ne riporto solo la parte introduttiva:

      “La Diocesi di Roma ha oggi la gioia e la grazia del Signore di iniziare la fase diocesana dei     Processi di Beatificazione e Canonizzazione di Servi di Dio Lelia Cossidente ed Ulisse Amendolagine, una coppia di sposi cristiani, che visse a Roma nel secolo appena trascorso. Lelia e Ulisse si unirono nel sacro vincolo del matrimonio dando vita ad una famiglia in cui l’ispirazione principale di vita era data dal Vangelo del Signore Gesù.
        Scrive il Papa nella Novo Millennio Ineunte: “Le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ciascuno. È ora di riproporre a tutti con convinzione questa «misura alta» della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione”.

  È proprio la vita ordinaria di Lelia ed Ulisse a costituire un esempio che, pur nella differenza del tempo in cui si è svolta, è oggi pienamente mirabile per tutti gli sposi della nostra diocesi. Di loro vogliamo ricordare l’impegno educativo profuso nei riguardi dei loro cinque figli, la serietà e la dedizione al lavoro di entrambi, l’organizzazione feconda e serena del tempo libero e l’impegno assiduo in parrocchia, vissuti negli anni secondo il progetto di Dio sul matrimonio e sulla famiglia”.

 

Fa seguito il profilo biografico che tralascio.

 

Da quel giorno gli officiali del Vicariato stanno raccogliendo le testimonianze di coloro che hanno conosciuto direttamente o indirettamente i miei genitori.

 

La Causa è affidata soprattutto nelle mani di Dio.

 

Intanto molti pregano per ottenere grazie per l’intercessione di mamma e papà. Molti mi vengono a raccontare che sono stati esauditi.

Una mamma grata per la grazia ricevuta mette il nome di Lelia alla bimba nata sana, nonostante le previsioni cattive.

Tantri altri ricevono grazie soprattutto spirituali. Coniugi che si riuniscono. Pace nelle famiglie. Ritorno di figli allontanati.

 

Riporto solo la descrizione di due grazie, abbastanza singolari, attribuite a questa loro intercessione:

Racconta Samuela:

“Stavo in ritardo con il pagamento dell’Università. Dovevo dare gli esami, ma non avrei potuto perché erano tre anni che non versavo la quota stabilita per proseguire i corsi. Non ero disperata, ma piuttosto rassegnata, anche se in fondo al cuore nutrivo una certa speranza che la cosa si sarebbe risolta. Denaro non ne avevo, anche perché sposata da poco.

Avevo letto l’opuscolo di Angelo Montonati su “LELIA E ULISSE”, ne ero rimasta affascinata un po’ per tutto, ma soprattutto per la loro grande fiducia che avevano nella Divina Provvidenza. La descrizione, poi, della loro devozione verso San Giuda Taddeo e l’apologo raccontato, aveva fatto nascere nel mio cuore la speranza che anche il mio caso si sarebbe risolto, per intercessione di questo santo che avevo cominciato a pregare.

Era ormai il penultimo giorno utile per mettermi in regola con i pagamenti dell’università. Aumentai il fervore nella mia preghiera e mi raccomandai anche a Lelia e Ulisse perché lo pregassero loro per me, come lo avevano pregato in vita.

Nel pomeriggio stavo percorrendo in treno il consueto tragitto che mi portava al lavoro. Il vagone era semivuoto. Mi siedo e quando sto per alzarmi noto al mio fianco una borsa da donna piuttosto elegante apparentemente quasi vuota. Un po’ perplessa la prendo pensando tra me che avrei visto se ci fossero stati i documenti per farla recapitare alla persona che l’aveva dimenticata.

Vado al negozio dove il pomeriggio lavoro da commessa ed insieme al titolare guardiamo cosa c’era dentro. Cerchiamo il portafoglio. C’è, ma è completamente vuoto. Nessun indirizzo. Sul fondo ci sono solo alcune cianfrusaglie che non rovescio sul bancone per non sporcare. Penso di gettarla, ma è bella. Mi sembra un peccato sciuparla. Dico che la porterò a casa, la disinfetterò e poi potrò anche usarla.

A casa la vuoto e nel gettare carta e cartoncini noto un rotoletto avvolto con un pezzo di giornale tutto sdrucito, stretto da un elastico. Incuriosita lo scarto e con grande mia meraviglia  vedo che si tratta di denaro. Sono biglietti da 50 Euro. Li conto e sono esattamente la somma che avrei dovuto pagare per mettermi in regola con l’Università.

Il mattino seguente verso quanto dovevo e l’Università la posso continuare.

Un gran sospiro ed una più grande preghiera di ringraziamento a San Giuda Taddeo e a Lelia e Ulisse”.

 

La seconda forse ha più valore in quanto è la descrizione di una grazia richiesta e ottenuta, raccontata da Don Andrea Santoro, ucciso in Turchia, da non molto, (perciò “martire”), che ha lasciato la presente testimonianza firmata al Vicariato:

 

(foto 125)

"Nel mese di giugno 2002, precisamente il giorno 29, mi trovavo per una giornata di ritiro con un gruppo di persone che conosco e che seguono il mio lavoro pastorale missionario in Turchia.

Una triste notizia ha suscitato in noi una viva preoccupazione durante lo svolgimento del ritiro. Un giovane da me ben conosciuto, M. C. (la Postulazione omette il nome completo della persona per ragioni di riservatezza), era stato ricoverato in ospedale il 28 giugno a causa di una forte febbre persistente con disturbi gastrointestinali seri. La diagnosi di entrata dei sanitari era stata di gastroenterite acuta febbrile, epatosplenomegalia, leucocitosi neutrofila accompagnate da insufficienza respiratorie e renale. Un quadro clinico aggravatosi all’improvviso, molto preoccupante, di cui gli stessi sanitari non sapevano spiegare l’origine.

Una ragazza del gruppo aveva portato al ritiro delle immagine dei servi di Dio Lelia ed Ulisse Amendolagine con il proposito di distribuirle tra i partecipanti. Così ha fatto. "È l’occasione buona per mettere alla prova questi due sposi!" ho detto ai presenti ed abbiamo celebrato l’Eucarestia con la loro immagine sull’altare chiedendo un loro atto di intercessione per la salute di M. C.

Io ho aggiunto anche un’altra intenzione, ben conoscendo la situazione di M., il quale vive con una ragazza, precedentemente sposata e lasciata sola dal marito con due bambini. Ho chiesto agli sposi Lelia ed Ulisse che questa guarigione fosse anche un segno per loro due. Conoscevo poco della vita di Lelia ed Ulisse, sapevo però della loro attenzione verso le situazioni matrimoniali irregolari.

Al termine del ritiro, la sera, ci siamo recati con M. e G. all’Ospedale San Giovanni per fare visita a M. C. C’era stato un netto peggioramento delle sue condizioni. Quella mattina, infatti, erano stati convocati i familiari per essere informati dell’imminente pericolo di vita. Sono stato ammesso nella sala di rianimazione dove era M. C., assieme alla sua compagna S. Ho parlato loro di questa coppia di sposi e li ho invitati a pregare insieme a voce alta chiedendo l’intercessione di Lelia ed Ulisse. Ho letto la preghiera stampata sul retro dell’immaginetta ed una preghiera spontanea. Ho lasciato loro l’immaginetta dei coniugi che hanno accolto molto volentieri. Anche S. e gli altri amici hanno continuato a pregare per lui con molta convinzione fino al giorno dopo.

La mattina successiva i sanitari hanno dichiarato M. C. fuori pericolo.

                                                                                                           Don Andrea Santoro sacerdote"

 

 


NOTA

 

Per informazioni, offerte e grazie ricevute:

Centro Pastorale Familiare - P.zza S. Giovanni in Laterano, 6/a - 00184 Roma –

tel. 06.6988.6211 - c.c.p. 31232002.

 

Per aggiornamenti. www.vicariatusurbis.org/amendolagine

 

Per conoscerli meglio:

 

1)     ANGELO  MONTONATI

 (foto 121)

Lelia e Ulisse

Storia di ordinaria santità di una coppia cristiana

Editrice Elledici (collana campioni 36)

dicembre 2000

pagine 66

 

2)     ANGELO MONTONATI

(foto 122)

Lelia e Ulisse

Diario di vita di una coppia cristiana

Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2002

Pagine 146

 

3)     LAURA ISOTTON

(foto 123)

Risorgeremo

Breve viaggio nella spiritualità coniugale di Lelia e Ulisse Amendolagine

Stampato ad uso interno,  2005

Pagine 50

 

4)     MARIA CONCETTA BOMBA

(foto 124)
Due cuori innamorati in Cristo

Edizioni OCD Via Anagnina 662/b MORENA Rm
Tel. 06.79.89.08.1
www.edizioniocd.it
Rilegato in brossura, pagine 64, uscita: giugno 2006, € 5,00

 

 

 

Vedere:  www.vicariatusurbis.org/amendolagine

              www.carmelitaniroma.it (venerabili e servi di Dio - Lelia e Ulisse Amendolagine)

 

 VEDI  FOTO

 


INDICE

 

 

 

INTRODUZIONE…………………………………………3

NOTE…………………………………………………….. 4

PAPA’ E LA SUA FAMIGLIA………………………….  5

MAMMA E LA SUA FAMIGLIA……………………….10

INCONTRO…………………………………………...….16

SI NASCE SI MUORE…………………………………..19

SI CRESCE………………………………………………22

LA GUERRA……………………………………………..25

SI STUDIA………………………………………………..44

IL SIGNORE VEDE E PROVVEDE……………….......48

SI PREGA………………………………………………..50

I PRIMI VOLI……………………………………………..61

LE LETTERE…………………………………………….71

1947……………………………………………………….72

1948………………………………………………………101

1949……………………………………………………….175

ANNO SANTO 1950…………………………………….227

GRAVE MALATTIA DI MAMMA………………………236

1951……………………………………………………….279

AGONIA E MORTE DI MAMMA……………………….295

1952……………………………………………………….309

1953……………………………………………………….323

1954……………………………………………………….336

1955……………………………………………………….344

PAPA’ COLPITO DA PARESI…………………………353

1956……………………………………………………….360

1957……………………………………………………….372

1958……………………………………………………….378

1959……………………………………………………….380

ULTIMI ANNI DI PAPA’…………………………………382

DALLA TERRA AL CIELO……………………………..385

APPENDICE……………………………………………...386

NOTA ……………………………………………………...390

INDICE…………………………………………………….391

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Per informazioni, offerte e grazie ricevute:

 

 

Luca Pasquale

Centro per la Pastorale Familiare

Piazza San Giovanni in Laterano 6/a - 000184 Roma

tel 06.69886211 - c.c.p. 31232002 intestato a Diocesi di Roma

(specificare: “per causa canonizzazione Lelia-Ulisse)

e-mail: luca.pasquale@vicariatusurbis.org

 

 

Provincia Romana Carmelitani Scalzi

Via XX settembre 17 - 00187 Roma

tel. 06.42740571 - c.c.p. 37880002

(specificare come sopra)

e-mail: vittoria@carmelitaniroma.it

 

1-Due cuori una sola fede pag 1-109

2-Due cuori una sola fede pag 110-149 - lettere 1-23

 

3-Due cuori una sola fede pag 150-235 - lettere 24-87

4-Due cuori una sola fede pag 235-321 - lettere 88-146

5-Due cuori una sola fede pag 322-393 - lettere 147-200

6-Due cuori una sola fede pag 394-454 - lettere 201-241

7-Due cuori una sola fede pag 455-fine - lettere 242-289  qui

8-Due cuori una sola fede  -  fotografie  -  descrizione

 

 

 

 

 
Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi
Via XX Settembre, 17 - 00187 Roma (RM)
Tel: 06/42740571 - P.I. 00937171007
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