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p. alessandro di san francesco

P. ALESSANDRO DI SAN FRANESCO

(dal libro "Sintesi storico-cronologica della Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi - del P. Onorio Di Ruzza)

Il 16 aprile del 1630 muore nel convento di S. Maria della Scala P. Alessandro di S. Francesco (al secolo Lelio Ubaldini).


Membro della nobile famiglia Ubaldini, nipote di Leone XI dei Medici, entra nel noviziato della Scala nel 1605 e veste l'abito della Riforma il 2 aprile, cioè il giorno dopo la elevazione al pontificato romano di suo Zio il Cardinal Alessandro di cui prende il nome. Compie il noviziato sotto il magistero del Ven. P. Giovanni di G. Maria che da vicino seguirà il cammino spirituale del suo discepolo e ne constaterà con sommo stupore la rapida ascesa verso la vetta della contemplazione. Accetterà solo per obbedienza di essere ordinato sacerdote e solo per obbedienza accetterà in seguito il servizio della provincia e dell'Ordine negli incarichi che gli saranno conferiti.
 

Sarà il secondo provinciale della sua provincia romana dopo il P. Giacomo di S. Vincenzo che si era adoperato presso il P. Generale di far rientrare P. Alessandro da Parigi affinché la provincia si avvalesse dell'esempio e del governo di un religioso così virtuoso e santo. Sarà anche consigliere provinciale (1625), priore di S. Maria della Scala (1619), visitatore e definitore generale (1626). Ma di lui si può ripetere quello che già è stato affermato del suo maestro, P. Giovanni di G. M. e cioè l'ufficio che più contraddistinse il suo operato fu quello di maestro dei novizi. Lo esercitò giovanissimo a Cremona, poi a Parigi e a Charenton dal 1611 al 1619 e quindi a S. Ma­
ria della Scala dal 1625 al 1629. E lo assolse con tale tatto e abilità da meritare il riconoscimento dei suoi discepoli e l'elogio dei suoi biografi, come il seguente del P. Filippo M.di S. Paolo: «tolto il P. Giovanni di G. M., la Riforma non ha avuto maestro migliore» (Vita del P. Alessandro, p. 139).
 

Scrisse molte e pregevoli opere spirituali e diede al Carmelo italiano la prima traduzione integrale delle opere di S. Giovanni della Croce che ebbe l'onore di una decina di ristampe. Ma P. Alessandro non è ricordato tanto per quel che fece e scrisse, ma per quel che fu: «un'immagine perfetta del vero teresiano », « una copia esattissima della nostra Serafica Madre »... «tale che difficilmente potrà darsi somiglianza più perfetta ed adeguata» (cfr. op. cit.).
 

Muore a soli 42 anni dopo aver rinnovato la professione nelle mani del P. Generale e dopo aver cantato il « Te Deum » « alternando un verso il Padre solo e l'altro la comunità tutta» (Lettera del P. Gabriele della Risurrezione al priore di Caprarola, 20 aprile 1630).

 
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