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p. domenico di gesł maria

p. domenico di gesù maria

  P. DOMENICO DI GESU' MARIA

(Dal libro "Sintesi storico-cronologica della Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi" del P. Onorio Di Ruzza)

Il 16 febbraiodel 1630 muore a Vienna il P. Domenico di Gesù Maria.

La morte del P. Domenico avvenne nel Palazzo Imperiale in data odierna, nel giorno di sabato, due ore prima di mezzanotte, all'età di 71 anni. L'eco della sua dipartita fu immensa e i suoi funerali furono un vero trionfo, come del resto si conveniva ad un uomo di Dio che servì la causa della religione, della Chiesa e della pace fra i principi cristiani con una dedizione esemplare. Fu sepolto nella chiesa dei nostri Padri a Vienna.


P. Domenico, al secolo Domenico Ruzzola, nato a Calatayud (Zaragozza - Spagna) il 16 maggio 1559, nel 1574 entrò nel convento dei Carmelitani dell'Antica Osservanza della sua città natale e vi professò 1'8 dic.1578. Nel 1589 passava alla Riforma Teresiana, alla quale si legò con i voti religiosi a Pastrana il 22 nov. 1590. .

Durante la sua permanenza in Spagna fu priore di Toledo (1598 ) e superiore di Madrid (1600), nei quali uffici, come in quello di maestro dei novizi, cominciarono a risplendere in lui quei doni straordinari di virtù, di sapienza, di contemplazione e di profezia che l'accompagneranno per tutta la vita.

Chiamato a Roma dal suo compaesano il Ven. P. Pietro della Madre di Dio (1604) fu aggregato alla Congregazione d'Italia nella quale esercitò ripetutamente l'ufficio di definitore generale (1608, 1611, 1620, 1623, 1626, 1629) di procuratore generale (1614) e di preposito ge­nerale (1617).

Veramente mirabile fu la sua attività a beneficio dell'Ordine che si espletò nel curare e promuovere l'osservanza religiosa, nel fondare conventi a Roma, Palermo, Genova, Firenze e nei territori dell'imperatore cattolico Ferdinando II, nel visitare personalmente molti conventi della sua Congregazione dentro e fuori Italia, suscitando ovunque gran fervore ed entusiasmo.

La provincia romana lo ricorda come maestro dei novizi alla Scala (1605), come priore dello stesso convento (1608, 1611), come fondatore del convento della Conversione di S. Paolo (1612) poi di S. Maria della Vittoria e come prezioso collaboratore nella fondazione dei conventi di Terni e Caprarola. .
 

Instancabile fu il suo servizio per il bene della Chiesa e delle anime. Collaborò alla realizzazione di tante istituzioni benefiche della città di Roma, ebbe una parte molto rilevante nella fondazione della Congregazione di Propaganda Fide per le missioni. Fu consigliere illuminato di principi, cardinali e di diversi papi da Clemente VIII ad Urbano VIII.

Questi ultimi per averlo sempre a disposizione non permettevano che P. Domenico si allontanasse molto tempo da Roma. Fu particolarmente caro all'imperatore Federico II e al duca Massimiliano di Baviera i quali dopo ripetute suppliche ottennero dal Papa che Domenico lasciasse Roma e venisse nei loro regni: la prima
"volta in occasione della celebre battaglia della Montagna Bianca presso Praga, la cui vittoria (8 nov. 1620) fu attribuita all'immagine-presepio che il . P. Domenico portava sul petto e che recata trionfalmente a Roma fu posta nella chiesa di S. Maria della Vittoria; la seconda volta nel 1629 come Legato del Papa per perorare presso l'imperatore la causa della pace fra i principi d'Italia.,
 

Amico e consigliere di santi fu fedelissimo alla comunione con Dio e all'impegno di santità e perfezione. Ricalcò le orme dei primi grandi padri della Riforma in Italia, ma si sentì in particolare sintonia spirituale con il Ven. P. Giovanni di G. Maria al cui capezzale accorse al momento della morte e da cui ereditò l'amore alla solitudine del convento del Tuscolo. Fu per suo interessamento che il Viceré di Sicilia costruì dentro la clausura di questo convento un romitorio con cappella, cella e giardino « acciocché di quando in quando i religiosi vi ci si potessero ritirare e attendere unicamente alla contemplaziòne ».

Fu ancora per suo interessamento che il Papa Paolo V in vacanza nella vicina Villa di Mondragone visitò il nostro convento del Tuscolo e ricevette l'omaggio dei novizi, nella cappella del noviziato.

Fu in questo convento in cui il P. Domenico spesso si ritirò per godere unicamente della comunione con il suo Dio e per stare vicino all'amico della sua anima di cui curò una più degna sistemazione della tomba.
 

Perdurando dopo la morte la fama della santità e dei prodigi del P. Domenico, nel 1676 fu iniziata la sua causa di beatificazione. Ripresa all'inizio di questo secolo attende ancora la conclusione.

                                 

 
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