p. ferdinando di santa maria
(Dal libro "Sintesi storico-cronologica della Provincia Romana dei Padri Carmelitani Scalzi" del P. Onorio Di Ruzza)
Il 23 marzo 1631 muore nel convento della Scala P. Ferdinando di S Maria.

Il suo nome è in benedizione insieme a quello del P. Pietro della Madre di Dio e del P. Giovanni di G. Maria, perché con questi lavorò instancabilmente per la formazione della Congregazione d'Italia.
Se a P. Petro della M. di Dio viene riconosciuto il ruolo di capo carismatico della nuova Congregazione e a Padre Giovanni di G. M. quello di formatore e plasmatore di una numerosa schiera di autentici teresiani, al P. Ferdinando viene riconosciuto un ruolo direttivo e organizzativo di primo piano assurto a simbolo ideale di governo saggio illuminato.
Parlando delle sue straordinarie doti di governo, P. Silverio ne mette in risalto la soavità « cosa di cui - egli dice - si sentì la mancanza assai frequentemente nel governo della Congregazione di Spagna (cfr. HCD, 8, p. 45).
P. Ferdinando, al secolo Ferdinando Martinez, nato a S. Romano (Spagna) nel 1554 e professo a Mancera il 10 giugno 1570 viene inviato a Genova dove ricopre l'ufficio di sottopriore e di priore nella comunità di S. Anna. Nel 1605 a 47 anni viene eletto I° Preposito generale della Congregazione d'Italia nel quale ufficio viene rieletto nel 1614 e nel 1629.
Più volte definitore generale (1608, 1611, 16ì7, 1620), nel capitolo in cui fu creata la provincia romana (1617), viene eletto insieme definitore gen. e priore di S. Maria dela Scala.
Tra le sue molte benemerenze nei confronti dell'intera Congregazione va rilevata la codificazione definitiva delle leggi che, approvate nel 1631 da Urbano VIII, rimasero in vigore fino al 1928 e nei confronti della provincia la sua iniziativa per la fondazione del convento di S. Maria della Vittoria e la sua fattiva e preziosa collaborazione alla fondazione di Temi e di Caprarola.
Uomo di grande tatto e prudenza e religioso osservantissimo, fu molto stimato ed amato dai Papi e dagli uomini illustri per dottrina e santità che allora vivevano a Roma.